Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la terza del 2023 e la 66. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
È stato poi fornito un aggiornamento sul piano di misure, alcune delle quali già adottate, elaborate dal Gruppo di lavoro Cantone-Comuni per migliorare la gestione delle procedure di incasso delle imposte ordinarie. È stato ricordato che l’obiettivo è di ottenere benefici sia per il Cantone sia per i Comuni. Sono state inoltre fornite alcune indicazioni sulla riforma generale della Legge tributaria.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato – attraverso la Delegata alla trasformazione digitale – sullo stato di avanzamento dei lavori per lo sviluppo di una Strategia digitale cantonale, delineandone i principali assi di intervento. La procedura prevede ora che siano designati due rappresentanti dei Comuni, per partecipare al Comitato politico della trasformazione digitale.  
In tema di appalti pubblici, sono stati in seguito discussi i primi risultati relativi all’applicazione da parte del Cantone del criterio della «Responsabilità sociale delle imprese» (CSR), come indicato dal Parlamento. È stato anticipato che una formazione ai tecnici comunali sarà impartita nel corso dell’autunno 2023: successivamente, anche i Comuni potranno dare avvio all’utilizzo del criterio CSR.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato ricordato il recente avvio della fase di informazione dei Comuni in merito ai contenuti del Rapporto della Direzione di progetto approvato dal Comitato strategico. Al termine delle quattro serate informative, aperte ai municipali e ai segretari comunali, prenderà avvio la fase di consultazione, il cui termine è stato fissato per il prossimo 20 ottobre.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. In attesa delle decisioni del nuovo Parlamento cantonale sul progetto elaborato dal Consiglio di Stato, è stata ricordata la necessità di assicurare il pieno funzionamento delle attuali Autorità regionali.
La Piattaforma è stata infine orientata sulle modalità di coinvolgimento dei Comuni nella campagna di sensibilizzazione sul problema della violenza domestica. Dopo la prima serata pubblica organizzata lo scorso 21 marzo a Locarno, sono previsti appuntamenti anche a Lugano, Mendrisio e Bellinzona.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 13 settembre 2023.

Violenza domestica: pubblicata la Newsletter e presentata STOP.violenzadomestica

Violenza domestica: pubblicata la Newsletter e presentata STOP.violenzadomestica

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della Divisione della giustizia, comunica che è stato trasmesso il 2° numero del 2023 della Newsletter dedicata al tema della violenza domestica dove viene anche presentata l’integrazione del tema nella Campagna Ticino sicuro, con la denominazione STOP.violenzadomestica.  

Coinvolgere nella discussione sulle numerose dimensioni relative alla violenza domestica coloro che sono attivi in tale ambito e proporre informazioni utili e approfondimenti tematici: questi gli scopi della Newsletter, che nel suo 2° numero del 2023, oltre ad una segnalazione degli eventi previsti sul territorio, riporta le principali ricerche e studi inerenti la violenza domestica e le sue numerose implicazioni. Non mancano poi le indicazioni sulle novità legislative in questo campo a livello cantonale e a livello federale. Nella sezione dedicata alle novità sul piano nazionale si evidenziano le cifre contenute nella “Statistica criminale di polizia” di recente pubblicazione così come ampio spazio viene dato alle risultanze della recente Assemblea della Conferenza svizzera contro la violenza domestica.  

Sul piano cantonale viene messa in risalto l’integrazione del tema della violenza domestica nella Campagna Ticino sicuro, con la denominazione STOP.violenzadomestica. Attraverso un logo appositamente realizzato sarà così possibile diffondere, anche sui social media, una capillare informazioni e news ai giovani in questo ambito particolarmente sensibile. Tutte le iniziative proposte dal Cantone in ambito di prevenzione e lotta alla violenza domestica saranno così facilmente identificate.  

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Dopo tre anni di assenza, principalmente dovuta alle limitazioni causate dalla pandemia, il Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, e la Polizia cantonale ripropongono la giornata di prevenzione dedicata alla sicurezza dei motociclisti sui Passi alpini. 
L’appuntamento è per sabato 17 giugno 2023: agenti esperti accompagneranno in moto gli amanti delle due ruote sul Passo della Novena. Il ritrovo è previsto alle 09:00 (alle 13:15 per il pomeriggio) a Cioss Prato. Dopo una breve introduzione teorica incentrata sui consigli per affrontare un determinato percorso e sugli ultimi aggiornamenti introdotti nel settore, la giornata di prevenzione prevede la percorrenza assieme del Passo della Novena fino al culmine e poi, per chi lo vorrà, il rientro al punto di partenza. I partecipanti saranno accompagnati da motociclisti esperti della polizia che durante il percorso forniranno consigli tecnici e pratici da applicare in questi particolari contesti di guida. Con questa azione s’intende sensibilizzare i motociclisti sul comportamento da tenere alla guida del proprio motoveicolo, con un’attenzione particolare sul corretto equipaggiamento personale. Infatti, la scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva – omologato e ad alta visibilità –, la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, associato a uno stile di guida prudente, rappresentano la base per ogni amante delle due ruote, in un’ottica di sicurezza stradale e personale.
La prudenza non è mai troppa. Anche nell’equipaggiamento, con la scelta giusta il grado di protezione e di sicurezza aumenta. 

L’equipaggiamento raccomandato prevede:
– Casco integrale;
– Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbagintegrato;
– Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
– Guanti da moto;
– Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

Proprio in quest’ottica s’inserisce l’appuntamento del prossimo 17 giugno in Valle Bedretto, che prevede anche la presenza di un apposito stand informativo, sul piazzale antistante il Ristorante Cioss Prato, con informazioni utili sul progetto “Strade sicure” curato dal Dipartimento delle istituzioni.

È possibile iscriversi alla giornata fino a lunedì 12 giugno 2023 consultando il sito di “Strade sicure” (www.ti.ch/strade-sicure).
Per chi lo desidera è possibile pranzare presso la struttura del Ristorante Cioss Prato, seguendo le indicazioni fornite online unitamente all’iscrizione. Per la giornata come pure per il pranzo i posti sono limitati.
La giornata si svolgerà unicamente in caso di bel tempo. Informazioni su un eventuale annullamento sempre tramite consultazione del sito di “Strade sicure”.

L’Hcap sale in quota per l’apertura del Museo Sasso Gottardo

L’Hcap sale in quota per l’apertura del Museo Sasso Gottardo

La stagione estiva scatterà giovedì 1° giugno sulle note de ‘La Montanara’ e alla presenza del Ceo dell’Ambrì Piotta John Mischkulnig.

Dopo la pausa invernale, al Museo Sasso San Gottardo i visitatori potranno tornare a visitare gli spazi a partire da giovedì 1° giugno. Per l’occasione, a partire dalle 10 circa, si terrà la parte ufficiale con l’apertura delle porte d’acciaio dell’ingresso della fortezza sulle note de La Montanara e alla presenza del Ceo dell’Hockey club Ambrì Piotta John Mischkulnig, che accompagnato da altri rappresentanti della società leventinese procederà al taglio del nastro dando il via alla dodicesima stagione espositiva. Dopo la parte ufficiale, possibilità di visitare il museo e aperitivo.

Da www.laregione.ch

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

Il Gran Consiglio aderisce alla mozione di Aldi e Dadò per una giustizia più trasparente. Protezione vittime, Gobbi agli scettici: documentatevi
Il sito online del Cantone destinato alla pubblicazione delle sentenze pronunciate dai tribunali ticinesi è insoddisfacente, altamente insoddisfacente. La pubblicazione dei verdetti infatti “non è sistematica, ma è del tutto frammentaria e lasciata al libero apprezzamento della singola autorità giudiziaria”: parole della leghista Sabrina Aldi, avvocata di professione, e Fiorenzo Dadò del Centro. Parole contenute nella mozione, depositata nel 2021, con cui i due deputati, richiamando la Costituzione federale e la Cedu, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedevano al Consiglio di Stato di agevolare l’accesso dei cittadini alle sentenze e alle udienze. E questo per una giustizia che sia effettivamente trasparente. Chiedevano, perché poco fa, con un’ampia maggioranza, il Gran Consiglio ha dato luce verde all’atto parlamentare. Un sì che arriva dopo quello del governo che, prendendo posizione lo scorso gennaio sulla mozione, riconosceva che attualmente “non sono garantiti il principio di pubblicità e la libertà di informazione”. Di conseguenza, scriveva sempre l’Esecutivo cantonale, “il sistema di pubblicazione delle sentenze deve essere migliorato, per quanto già esistente (il sito online, ndr), nonché introdotto negli ambiti per i quali ancora non è previsto”. E quindi anche nella giustizia non penale (civile e amministrativa), “è necessario garantire l’accesso alle udienze, nei casi in cui non vi siano interessi pubblici o privati preponderanti che lo impediscano”.
«Trasparenza e pubblicità del potere giudiziario – ha evidenziato Sabrina Aldi intervenendo nel dibattito in Gran Consiglio – sono fondamentali anche per i cittadini». Affinché possano «controllare», affinché possano verificare se le leggi (codici) vengono applicate correttamente, ha osservato a sua volta Sara Beretta Piccoli dei Verdi Liberali. Ora la speranza è che i miglioramenti richiesti siano attuati celermente, ha auspicato Aldi. D’altronde, ha ricordato la democentrista Roberta Soldati, autrice del rapporto favorevole alla mozione, «uno stato di diritto si fonda sulla trasparenza e l’informazione». Oggi invece le modalità di pubblicazione dei verdetti emessi dalle corti giudiziarie ticinesi sono lontane anni luce da quelle, valide e collaudate, seguite dai tribunali federali, ovvero Tribunale federale, Tribunale penale federale e Tribunale amministrativo federale. I quali dopo aver intimato le loro sentenze alle parti – e dopo averle anonimizzate – le pubblicano regolarmente sui rispettivi siti online. Di più: quando sono in ballo vertenze importanti, inviano ai giornalisti accreditati anche un comunicato stampa in cui è spiegato e riassunto il verdetto.
Quello della pubblicità, puntualizzava il Consiglio di Stato nel rapporto sulla mozione di Dadò e Aldi, “non è, e non può essere, un principio assoluto: la pubblicità di un’udienza può, e deve, essere limitata qualora vi fossero interessi pubblici o privati preponderanti che lo esigono”. Dalle udienze ai verdetti. «Tutte le sentenze continueranno a essere anonimizzate prima di essere pubblicate, per questo faremo capo anche alle nuove tecnologie, a nuovo software», ha assicurato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.
In aula non sono mancate voci critiche. Soprattutto dai banchi rossoverdi è stata manifestata una certa preoccupazione: il rischio è di non garantire sempre la protezione della personalità delle vittime. Opportunamente Gobbi ha invitato gli scettici a documentarsi: ha quindi fatto presente che ci sono delle leggi superiori che devono essere rispettate e alle quali ci si atterrà, prima di divulgare i verdetti, per evitare che le vittime vengano riconosciute.
Non è nuovo il tema appena affrontato dal plenum del parlamento. La pubblicità delle sentenze e delle udienze era stata oggetto di un’iniziativa parlamentare inoltrata nel 2012 da Andrea Giudici, quando ancora militava nel Plr prima di passare, in tempi recenti, nell’Udc.
Adesso le cose dovrebbero cambiare, all’insegna di una maggiore trasparenza della giustizia.

Da www.laregione.ch

Riforma «Ticino 2020» – Quattro serate informative per presentare il futuro dei rapporti tra Cantone e Comuni

Riforma «Ticino 2020» – Quattro serate informative per presentare il futuro dei rapporti tra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Il progetto «Ticino 2020» è pronto per essere condiviso nelle sue risultanze: la riforma dei rapporti fra il Cantone e i Comuni ticinesi sarà presentata in un ciclo di quattro serate informative, dopo il quale prenderà avvio la fase di informazione e consultazione dei Municipi, che avranno tempo fino al 20 ottobre 2023 per esprimersi.

A quasi otto anni dall’avvio del progetto «Ticino 2020», è stata definita la riorganizzazione dei compiti svolti dal Cantone e dai Comuni e dei relativi flussi finanziari. La soluzione sulla quale è stato possibile raggiungere un accordo, al termine di un intenso confronto, rappresenta un significativo passo avanti verso un’organizzazione più semplice e trasparente dei rapporti tra i due livelli istituzionali.  
In generale, il Consiglio di Stato ritiene che il futuro dei rapporti tra Cantone e Comuni dipenda dalla capacità di tradurre in pratica alcuni principi fondanti del federalismo elvetico, come quelli di sussidiarietà e di equivalenza fiscale. Per farlo con efficacia, occorrerà adottare una visione che ammetta la possibilità di un trattamento differenziato fra gli enti locali: in futuro, il grado di autonomia dei Comuni sarà infatti proporzionale alla loro capacità di fare fronte in modo efficace alle loro responsabilità. Così facendo, sarà possibile confermare la centralità del Comune ticinese come istituzione di prossimità, vicina alle esigenze della popolazione e delle aziende, limitando al minimo indispensabile l’esigenza di ricorrere ai servizi cantonali.  

In estrema sintesi, il progetto di riforma propone quanto segue:  

  • Le responsabilità nell’ambito delle assicurazioni sociali saranno parzialmente dissociate. Il Cantone si farà integralmente carico dei sussidi per la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia (Ripam), dei costi legati ai debitori morosi LAMal e del servizio medico nelle zone di montagna. Il costo delle prestazioni complementari AVS e AI rimarrà condiviso, il Cantone manterrà la responsabilità politica del compito.
  • L’ assistenza sociale sarà totalmente a carico del Cantone. I Comuni resteranno responsabili per la prevenzione di prossimità.
  • Nel settore della politica a sostegno delle famiglie, sarà soppressa la partecipazione comunale per le misure di protezione dei minorenni. Decadrà quindi il co-finanziamento per le misure di promozione delle famiglie, la cui competenza passerà al Cantone.
  • La presa a carico di lunga durata degli anziani resterà un compito condiviso, ad eccezione degli aiuti diretti per il mantenimento a domicilio, che saranno assunti dal Cantone.
  • Nell’ambito delle case per anziani e delle cure a domicilio, saranno creati sei comprensori, coordinati da altrettante Commissioni regionali, per facilitare l’attuazione del modello integrato di gestione del settore previsto dalla Pianificazione cantonale di settore 2021/2030. Il costo residuo a carico di Cantone e Comuni rimarrà condiviso, con una chiave di riparto immutata (80% Comuni e 20% Cantone).
  • Nel settore delle scuole comunali non si realizzerà una dissociazione completa delle responsabilità: nuovi e più chiari strumenti di governo del settore permetteranno tuttavia di rafforzare l’autonomia comunale nella gestione operativa degli istituti scolastici, che dovranno raggiungere una dimensione minima. Il contributo per sezione erogato dal Cantone sarà eliminato e compensato da un nuovo specifico strumento perequativo, basato su criteri quali il numero di allievi e la loro dispersione sul territorio.
  • I meccanismi di finanziamento del servizio pre-ospedaliero d’urgenza verranno ridefiniti, permettendo un allineamento del contributo procapite a carico dei Comuni in quattro comprensori su cinque. Il Cantone, per i compiti d’interesse cantonale, stipulerà un contratto di prestazione con la Federazione cantonale ambulanze (FCTSA).
  • Nel trasporto pubblico resterà in vigore il principio del cofinanziamento, rinunciando però alla distinzione tra trasporto regionale e urbano. La quota a carico dei Comuni sarà calcolata senza considerare gli elementi di perequazione indiretta.
  • La partecipazione comunale al finanziamento della comunità tariffale Arcobaleno viene soppressa e ripresa integralmente dal Cantone.  

Per assicurare la neutralità finanziaria del progetto tra Cantone e Comuni, questi ultimi trasferiscono parte delle loro risorse fiscali al Cantone.  

Nel quadro del progetto “Ticino 2020” è infine inserita la riforma complessiva del sistema di perequazione finanziaria intercomunale, che ha per obiettivo di assicurare risorse finanziarie adeguate a tutti i Comuni, eliminando le disfunzioni riscontrate nel sistema attuale.   Il progetto «Ticino 2020» sarà presentato ai Municipi, in quattro serate pensate per coprire adeguatamente l’insieme del territorio cantonale. Le serate, con inizio alle 19.00, sono previste a:  

  • Bellinzona: martedì 23 maggio nella Sala del Consiglio Comunale della Città
  • Mezzana: giovedì 25 maggio al Centro professionale del verde
  • Rivera: martedì 30 maggio al Centro d’istruzione della protezione civile
  • Locarno: giovedì 1. giugno nella sede del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della SUPSI.

Dopo le quattro serate informative, i Municipi ticinesi saranno chiamati ad esprimersi su alcuni aspetti puntuali della proposta attraverso una procedura di consultazione che prenderà avvio nel corso del mese di luglio e che si concluderà il 20 ottobre 2023.

Radar, la stoccata di Gobbi: “La troppa libertà alle polizie comunali ha portato a questa situazione”

Radar, la stoccata di Gobbi: “La troppa libertà alle polizie comunali ha portato a questa situazione”

Il Consigliere di Stato leghista torna sulla polemica: “Avevo messo in guardia su un uso più coordinato dei controlli…”

“La troppa libertà alle Polizia comunali ha portato a questa situazione”. Parliamo di radar e il giudizio virgolettato è firmato da Norman Gobbi. Il Consigliere di Stato leghista è tornato sullo spinoso argomento sull’ultimo numero del Mattino. Il domenicale, nella rubrica Forum, ha posto a una serie di personalità le seguenti domande: a suo parere, i radar vengono abusati per fare cassetta invece che prevenzione? Le loro posizioni andrebbero segnalate? E la segnalazione di controlli radar ad opera di privati (ad esempio tramite gruppi social) andrebbe depenalizzata?
“Per inquadrare nel modo corretto la tematica – risponde Gobbi – occorrerebbe specificare che gli introiti del Cantone attraverso le multe di circolazione sono pari allo 0.5% delle entrate, ossia corrispondono a 50 centesimi su 100 franchi. Detto questo, stiamo facendo a livello cantonale delle riflessioni e la mia lettera inviata ai Municipi ancora prima dell’inizio di questa campagna anti-radar, nella quale mettevo in guardia sulla necessità di un uso più coordinato dei controlli di velocità, andava proprio in questa direzione. Anche perché dare troppa libertà operativa alle Polcom ha portato a questa situazione”.
La stoccata alle polizie comunali, viene così argomentata dal Direttore del DI: “Le “comunali” hanno a disposizione in totale ben 10 radar e 7 sistemi di controlli laser, contro i 2 radar, i 3 laser e le 4 postazioni semi stazionarie della Polizia cantonale (quest’ultime usate soprattutto a protezione dei cantieri autostradali). In tutto questo non si può dimenticare come la prevenzione condotta dalla Polizia cantonale abbia permesso di ridurre il numero di morti sulle nostre strade, il nostro obiettivo prioritario!”.
“Sulla depenalizzazione delle segnalazioni – termina il suo pensiero Gobbi – come Dipartimento eravamo aperti, mettendo però in guardia che queste possono mettere in pericolo i controlli di sicurezza eseguiti non per la circolazione ma per controllare immigrazione illegale, trasporto di stupefacenti, oppure i posti di blocco dopo furti e rapine”.

Da www.liberatv.ch

Visione, obiettivi e finanze: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Visione, obiettivi e finanze: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Comunicato stampa

Martedì 16 maggio si è tenuto il primo pomeriggio dipartimentale della nuova legislatura. Un momento dedicato all’incontro tra il Direttore e le funzionarie e i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. L’occasione per proporre e discutere la visione del Dipartimento e gli obiettivi strategici 2023-2027, con attenzione alla conferma della qualità dei servizi offerti all’utenza, in un contesto finanziario che chiama ogni Dipartimento a un contenimento della spesa secondo le indicazioni fornite del Governo nel rispetto di quanto deciso dal Popolo.

Il Direttore Norman Gobbi è intervenuto durante la giornata dipartimentale dedicata ai dirigenti, suddividendo le sue comunicazioni in due momenti: nel primo, come d’abitudine, ha presentato ai funzionari dirigenti i dati più significativi riguardanti il personale e la situazione finanziaria, tematizzando l’aggiornamento del preventivo 2023 per ridurre il disavanzo previsto dell’Amministrazione cantonale e alcune riflessioni su quello del prossimo anno. Su questo tema le funzionarie e i funzionari dirigenti sono chiamati a raggiungere un obiettivo molto impegnativo, ossia una riduzione significativa dell’impatto finanziario, rivedendo e ottimizzando i processi interni. La qualità dei servizi offerti all’utenza va mantenuta e semmai incrementata grazie a un ulteriore sforzo, in particolare, legato alla digitalizzazione.
Il raggiungimento del pareggio di bilancio previsto secondo piano finanziario nel preventivo 2025 si presenta come una strada in salita, ma i primi riscontri all’interno del Dipartimento delle istituzioni sulla correzione del preventivo 2023 e sul preventivo 2024 vanno nella giusta direzione.
Nel secondo momento, il Direttore si è soffermato sulla visione e sugli obiettivi strategici delle singole unità amministrative per il quadriennio appena iniziato. I funzionari dirigenti sono stati sensibilizzati sull’approccio richiesto e caratterizzato da motivazione, innovazione e assunzione di responsabilità. Ricorrente l’immagine della “squadra” spesso utilizzata dal Direttore, a sottolineare l’importanza del lavoro condiviso e partecipativo a tutti i livelli.
Nella prima parte del pomeriggio, svoltosi a Mendrisio allo stand di tiro de “La Mendrisiense”, in modo facoltativo i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni hanno potuto partecipare al tradizionale Tiro federale in campagna, gara con pistola e fucile d’ordinanza. Cristiano Nenzi, ufficiale della Polizia cantonale e responsabile del V Reparto stradale, si è aggiudicato il primo posto nella classifica con la pistola da 25 metri, mentre Christophe Cerinotti, pure lui ufficiale della Polizia cantonale e responsabile della Sezione della formazione, è risultato il migliore nella gara con il fucile da 300 metri. Tra le donne Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, ha confermato le vittorie degli scorsi anni con la pistola e Bernadette Rüegsegger, responsabile del Servizio giuridico della Polizia cantonale, è invece stata la migliore nel tiro sulla lunga distanza.  

 

“I Cantoni non devono versare soldi in più per l’arrivo dei migranti”

“I Cantoni non devono versare soldi in più per l’arrivo dei migranti”

Norman Gobbi respinge la proposta di cofinanziamento avanzata da Berna

Niente partecipazione dei Cantoni ai costi supplementari per la realizzazione di nuove infrastrutture d’accoglienza dei migranti, il cui numero è destinato a rimanere elevato durante i prossimi mesi. È questa la risposta ferma che i Cantoni hanno dato, dopo la proposta avanzata il 26 aprile scorso dal Consiglio federale. “I Cantoni sono uniti su questa presa di posizione”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Con le colleghe e i colleghi direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia ci eravamo già espressi in questo senso, subito dopo l’annuncio del Governo che intendeva far partecipare i Cantoni alle spese per nuove infrastrutture dove accogliere i migranti. La legge sull’asilo è chiara: la competenza è della Confederazione. Senza dimenticare che i Cantoni, Ticino in primis, devono già investire risorse pubbliche a causa della presenza di persone entrate illegalmente in Svizzera. Chiedere di più ai Cantoni non può rientrare in un discorso coerente e sostenibile. Rispettare i principi basilare della ripartizione dei costi nel settore dell’asilo è una questione di principio. Non solo: mischiare tra i due livelli istituzionali (Confederazione e Cantoni) i costi crea sicuramente confusione e una gestione difficile, con competenze poco chiare. A questo riguardo anche la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze mette in guardia il Consiglio federale da intraprendere questa strada. Tocca a Berna, per il tramite della SEM, soddisfare eventuali necessità supplementari con la messa in opera di nuove strutture”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Vedremo quale sarà la decisione finale. “Stando a tutte le prese di posizione è chiaro che i Cantoni non vogliono assumersi costi supplementari legati all’asilo. Il Ticino, porta principale d’entrata Sud della Svizzera per i migranti illegali, è messo sotto pressione, anche se nelle condizioni attuali la situazione viene gestita in modo positivo. Come ho già sottolineato, nel corso degli anni siamo riusciti a creare un sistema efficace che risponde anche alle emergenze. Ma non mancano i problemi, causati in queste ultime settimane soprattutto da giovani adulti provenienti in particolare dall’Afghanistan e dal Marocco. Nei centri di registrazione le risse sono numerose così come gli atti di vandalismo e di microcriminalità sul territorio! La pressione migratoria ha inoltre acuito la presenza di passatori. L’anno scorso ne sono stati intercettati ben 155: un ricordo! E questo brutto fenomeno si è confermato nei primi 4 mesi del 2023, con 40 fermi”.
Con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) la collaborazione è buona, anche se a livello generale manca una politica proattiva da parte di Berna per essere meglio in grado di anticipare le emergenze che il fenomeno migratorio pone a tutti gli Stati. Nella situazione attuale, chiedere più soldi ai Cantoni è un esempio di mancata capacità di affrontare i problemi. Per il Ticino, poi, vi è il mancato riconoscimento nel 2023 dei costi assunti negli ultimi anni. Si tratta di alcuni milioni di franchi che avrebbero fatto bene alle nostre casse. Il Consiglio federale posticipa questi soldi almeno sino al 2024, quando ci sarà finalmente la base legale che riconosce quanto i Cantoni fanno a favore della politica d’asilo, nel campo della sicurezza in particolare. Speriamo che le promesse siano mantenute!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 21 maggio 2023 de Il Mattino

Una tragedia evitabile?

Una tragedia evitabile?

Il dramma di Aurigeno è stato preceduto dalle minacce che l’omicida aveva rivolto alla vittima – Parla il responsabile del Gruppo Prevenzione e negoziazione che si è occupato del caso

Quanto accaduto ad Aurigeno poteva essere evitato? È l’interrogativo che ricorre da giovedì scorso, dal giorno dell’uccisione del custode della scuola più volte minacciato dall’uomo che gli ha sparato. Di queste minacce si era occupato anche il Gruppo Prevenzione e negoziazione (GPN) della Polizia cantonale, cui possono rivolgersi le potenziali vittime che si sentono in qualche modo a rischio.

Sono stati loro i primi a far risuonare un campanello d’allarme, poi sfociato nel ricovero coatto nel 2022 alla clinica psichiatrica di Mendrisio. Purtroppo non è bastato. Il responsabile del GPN, il capitano Andrea Cucchiaro, che è tenuto al segreto istruttorio, ha risposto ad alcune domande della RSI. “Ci siamo occupati della persona, con dei contatti sia con lui sia con chi gli stava attorno, per diversi mesi, a seguito di una segnalazione. Quando la situazione era un po’ rientrata lo abbiamo consegnato al servizio psicosociale”.
Sembrava aver dato segni di miglioramento, dice Cucchiaro: “Pareva di sì, secondo quelle che sono le analisi fatti con i nostri strumenti, ma anche da quello che risultava dalla stessa persona”.
Parlando più in generale, di fronte ad esempio a delle minacce nella vita reale ma anche in quella virtuale dei social, il GPN “si attiva, operando con un gruppo multidisciplinare su segnalazione. Introduciamo in strumenti di analisi accreditati il testo della minaccia, il racconto della potenziale vittima e via dicendo. Da questo emerge un grado di rischio e quello che può essere la gestione del caso”.
Non è necessaria una denuncia per attivare il monitoraggio. “Uno degli scopi del GPN è proprio di porsi a metà strada tra il non fare niente o denunciare qualcuno”. La risposta da parte della persona problematica che viene contattata da agenti di polizia appare collaborativa: “C’è un tasso di adesione volontaria alle nostre richieste di colloquio che supera il 95%. La nostra finalità è di porci come interlocutore verso tutti: la magistratura, il servizio psicosociale, le ARP. Segnalare contribuisce ad erodere quel non emerso di chi non se la sente di fare il passo forte di una querela”.
Purtroppo lo scopo preventivo, stavolta, non è riuscito ad evitare il dramma. Anche all’interno del GPN la reazione di fronte all’omicidio di Aurigeno è stata dolorosa. I colleghi, dice Cucchiaro, “sono rimasti molto dispiaciuti e toccati”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Una-tragedia-evitabile-16247728.html