“Immagini scioccanti, violenza senza limiti”

“Immagini scioccanti, violenza senza limiti”

Il Consigliere di Stato sul pestaggio in Rotonda: ‘In quell’area più presenza delle autorità locali. Ma occorre agire anche sul disagio sociale’

«Sono immagini allucinanti, scioccanti. Una violenza senza limiti. Che va condannata. Come ogni forma di violenza, indipendentemente dalle cause o dai motivi». Parole del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, raggiunto dalla ‘Regione’. “Ora, è noto – aggiunge il consigliere di Stato – che quell’area nella Rotonda di Piazza Castello a Locarno è purtroppo e spesso teatro nelle ore notturne – e non solo nel fine settimana, ma anche in altri giorni – di gravi fatti. Che richiederebbero una maggiore attenzione da parte del Municipio e quindi anche un maggior presidio da parte del Corpo di polizia cittadino, quale organo preposto alla sicurezza di prossimità.

Concretamente?
Più videosorveglianza e pattugliamento accresciuto delle forze dell’ordine, in auto e a piedi, considerato oltretutto che la zona in questione non è molto distante dal Comando della Polizia comunale e dal Municipio. Tengo però a precisare che la sola presenza della polizia non basta. Può costituire un deterrente, ma non risolve il problema. Bisogna infatti agire pure sul disagio sociale, che può sfociare anche in atti di violenza. E qui richiamo quanto si è fatto in un’altra realtà vicina, anche questa a suo tempo piuttosto problematica.

Cioè?
Mi riferisco a quanto avevamo messo in piedi come Cantone in collaborazione con il Comune di Muralto per riportare calma e ordine nei dintorni della stazione ferroviaria.

Come Dipartimento istituzioni intendete concertare con la Città di Locarno uno o più interventi sul piano preventivo?
Dato l’incancrenirsi della situazione in Rotonda, ritengo che la questione vada affrontata non solo in termini operativi per garantire la sicurezza – che peraltro la Polizia cantonale e la Polizia comunale già affrontano insieme, confrontate con una violenza giovanile più strutturata del passato –, ma anche a livello politico. Per questo contatterò il sindaco di Locarno Scherrer. Proprio perché non esiste solo un problema di sicurezza pubblica, c’è anche un altro problema: il disagio sociale, che non di rado si staglia sullo sfondo di certi episodi violenti. C’è però un ulteriore tema su cui vorrei porre l’accento”.

Quale?
Il senso civico. Chi ha girato il video di questo pestaggio brutale alla Rotonda ha chiamato anche il 117? Ha allertato anche la polizia? O si è limitato a far girare quel video sui social?

Da www.laregione.ch

«Tanti sono arrivati ai vertici anche grazie all’esercito»

«Tanti sono arrivati ai vertici anche grazie all’esercito»

Intervista a Marco Mudry, comandante del Centro di competenza sport dell’esercito di Macolin

Dal 1. gennaio 2021, il colonnello SMG Marco Mudry, di Bellinzona, dirige il Centro di competenza sport dell’esercito di Macolin. Martedì 18 ottobre terrà una conferenza a Lugano (organizzata dalla Rivista militare) sulla promozione dello sport di punta. Lo abbiamo intervistato.

Ci fu un tempo in cui un grado nell’esercito favoriva la carriera civile. Oggi l’obbligo di servire e l’esercito di milizia viene giudicato da molti un ostacolo per le aziende e per chi vuol avere un buon posto. Non è cosí?
«C’è stato un momento in cui si è dubitato dell’utilità della carriera militare per la società e l’economia. Ma oggi si constata che quelle che sembravano essere evidenze a svantaggio del servizio militare in realtà non lo sono: possono invece dimostrarsi un valore aggiunto per la formazione e la carriera dei giovani e anche delle giovani che sempre più numerose scelgono di fare il servizio militare. L’esperienza di direzione e conduzione di decine di persone che fa un(a) sottufficiale superiore o un(a) ufficiale dell’esercito gli permette infatti di acquisire un capitale di conoscenze pratiche che molte formazioni teoriche non offrono. Non è un caso che molte scuole universitarie accreditino punti ECTS per la formazione militare di condotta ricevuta. Oggi, in un curriculum, le esperienze sul terreno valgono quanto e a volte di più della formazione teorica pura. L’esercito sostiene il binomio praticateoria: ufficiali o sottufficiali superiori che svolgono servizio a capo di una truppa possono infatti beneficiare, se lo desiderano, di un buono di formazione di 10.600 franchi pagato dall’esercito per consolidare la loro formazione civile».

Il Dipartimento federale della difesa non poteva scegliere miglior ambasciatore per riconciliare economia ed esercito dell’attuale capo dell’Esercito, Thomas Süssli, che è stato il CEO di grandi aziende…
«L’attuale capo dell’esercito Thomas Süssli è presente regolarmente agli incontri delle associazioni economiche svizzere. Non è facile per dei dirigenti aziendali – in particolare per quelli provenienti dall’estero che non conoscono il sistema di formazione svizzero e le virtù del binomio pratico-teorico – capire il valore aggiunto del sistema di milizia elvetico. Thomas Süssli non perde occasione per illustrare quali opportunità rappresentano per l’economia elvetica i quadri formati dall’esercito e perché è preziosa una sinergia fra esercito ed economia».

Lei è a capo del Centro di competenza Sport dell’esercito a Macolin. L’obbligo di servire non è un andicap per i giovani sportivi svizzeri d’élite che già devono conciliare studi e sport?
«La miglior risposta sono i fatti. Dario Cologna, Marco Odermatt, Jolanda Neff o Ricky Petrucciani sono arrivati ai vertici grazie, certo, al loro talento ma non malgrado l’esercito, bensì anche grazie al sostegno attivo dell’esercito durante la formazione specialistica di cui hanno potuto godere durante il servizio militare. Sarà interessante ascoltare le testimonianze di Ricky Petrucciani (vicecampione europeo dei 400 m piani), Linda Indergand (bronzo olimpico in mountain bike) o Michelle Heimberg (vicecampionessa europea di tuffi) all’evento organizzato dall’Associazione per la rivista militare svizzera di lingua italiana ARMSI il 18 ottobre a Lugano. Tenga presente che delle 15 medaglie della Svizzera alle Olimpiadi invernali di Pechino, 7 sono state vinte da soldati sportivi in servizio».

In cosa consiste questo sostegno attivo agli sportivi da parte dell’esercito?
«È la realizzazione di un’intuizione lanciata negli Anni Novanta dal Consigliere federale Adolf Ogi, che voleva rendere lo sport elvetico competitivo ai massimi livelli internazionali. Si trattava di trovare delle soluzioni “win win” per i giovani chiamati a svolgere il servizio militare e in possesso delle qualità per eccellere nello sport. Il Consiglio federale ha istituito dapprima i percorsi di istruzione speciale per sportivi d’élite; poi la Scuola reclute per sportivi di punta. Il consigliere federale Ueli Maurer ha successivamente introdotto i cento giorni di servizio volontario pagato dopo la scuola reclute, che permettono non solo a campioni ma anche a centinaia di grandi talenti di svolgere un servizio militare specifico per sportivi, godendo delle infrastrutture per un allenamento di assoluta eccellenza rispondente alle esigenze di una preparazione atletica ottimale (a Macolin, Andermatt o Tenero) ».

Come si svolge concretamente la scuola reclute per sportivi di punta?
«La durata è di 18 settimane, come per tutti. Tutto si svolge al Centro nazionale dello Sport di Macolin. Le prime tre settimane prevede mezza giornata di formazione militare di base senza l’arma e mezza giornata di sport. La struttura offre ad atleti e atlete massaggi da parte di professionisti o fisioterapisti. In seguito viene impartita la formazione di monitore sport militare e quindi, per 13 settimane, il focus verte sulla loro attività agonistica specifica: campi di allenamento e/o partecipazione alle gare se sono in calendario. La formazione comprende anche questioni rilevanti per gli sportivi: comunicazione con i media e il pubblico; antidoping; pianificazione di carriera. Corsi tenuti da specialisti e docenti della Scuola universitaria federale dello sport che garantiscono un livello di eccellenza rispondente agli standard internazionali ».

Immagino esista una collaborazione con Swiss Olympic. Gli standard sono definiti e coordinati con l’organizzazione mantello delle federazioni sportive elvetiche?
«Certamente. Swiss Olympic partecipa d’altronde alla selezione dei partecipanti alla Scuola reclute per sportivi di punta, un processo che dura 14 mesi prima della scuola reclute. Noi sosteniamo gli atleti delle discipline ritenute più importanti da Swiss Olympic, ad esempio lo sci o la mountain bike, le discipline olimpiche ma anche quelle di importanza nazionale (Lotta svizzera). Gli atleti – oltre ad essere abili al servizio – devono avere un potenziale non solo nazionale ma internazionale, riconosciuto dalle federazioni. La scelta viene fatta dall’Esercito e da Swiss Olympic sulla base di una short list inviata dalle Federazioni. Non fissiamo contingenti di nessun tipo ma scegliamo l’eccellenza degli sportivi in modo da favorire il raggiungimento al meglio degli obiettivi fissati: risultati sportivi d’eccellenza di atleti che hanno un grande potenziale».

Gli sportivi maschi hanno l’obbligo di servire; le atlete la libera scelta. Anche le sportive mostrano interesse?
«Direi proprio di sì. I nomi di Corinne Suter, Michelle Gisin, Jolanda Neff parlano da soli… ne potrei citare molti altri. C’è grande interesse anche perché durante le pause stagionali fra le competizioni, poter godere di infrastrutture di sostegno professionali al massimo livello è prezioso. Esiste una volontà politica dichiarata da parte della responsabile del Dipartimento difesa e sport di incentivare il servizio femminile e il fatto di poter sostenere le atlete di punta rappresenta un contributo che va in questa direzione».

Stiamo parlando di atlete e atleti di punta. Che costano. Quando gli atleti partecipano – magari durante la scuola reclute – a campi di allenamento all’estero o a competizioni, chi paga?
«Pagano le Federazioni e non la Confederazione. L’esercito offre le infrastrutture, i servizi e la formazione specifica fornita nei centri di Macolin, Andermatt e Tenero. Paga la scuola reclute con alcuni servizi specifici per questi militi, sapendo che con loro – che non hanno una formazione militare armata – si risparmia su altre voci di spesa».

Quanti sono gli atleti e le atlete che fanno la scuola reclute per sportivi di punta?
«Dal 2023, sono 140 all’anno, scelti come detto sulla base dell’eccellenza e non per quote e suddivise in due scuole reclute: una primaverile-estiva (cui partecipano in genere gli atleti che fanno competizioni invernali) e una autunnale-invernale per gli altri (ad esempio una centometrista ad ostacoli come Ditaji Kambundji)».

E terminata la scuola reclute restano in servizio?
«Sì. Vengono incorporati nei Corsi di ripetizione dello Stato maggiore specialistico Sport. Oggi sono 703 fra atlete e atleti attivi, cui si aggiungono 145 fra allenatori e tecnici e 33 massaggiatori. Tutti possono fare fino a un massimo di 130 giorni di servizio ogni anno. O nei centri in Svizzera, oppure all’estero a dipendenza delle competizioni. A Pechino, le atlete e gli atleti svizzeri che hanno vinto le 7 medaglie erano in servizio, con un ordine di marcia. Su 167 atleti svizzeri partecipanti, la metà erano soldati sport. Ovviamente il viaggio e i costi di permanenza erano a carico di Swiss Olympic, ma Odermatt, Gisin e gli altri soldati sport erano di fatto in servizio di truppa».

Con l’ordine di rientrare in caserma alle 22?
«L’ordine di rientro non veniva da me… (ride)».

Per gli sportivi d’élite che non hanno fatto ancora il salto verso risultati di importanza internazionale cosa fate?
«Anzitutto fra i 703 soldati sport citati, sono diversi ad avere già raggiunto il vertice. Gli altri approfittano delle nostre infrastrutture e sostegno, assai utile proprio per poter fare il salto di qualità. Oltre a questi, abbiamo introdotto lo statuto specifico di “sportivi di punta contrattuali” con un impiego a metà tempo. Fra donne e uomini (scelti a partire dal potenziale e non per quote), sono 18. A questi atleti particolarmente promettenti si garantisce uno statuto di impiegato della Confederazione con un salario (per un metà tempo) di 2.000-2.500 franchi al mese netti, oltre all’assicurazione militare ».

Qual è il ruolo del Centro di Tenero in questo sistema di promozione degli sportivi d’élite?
«Macolin e Tenero sono le due perle dell’Ufficio federale dello sport. Il Centro di Tenero – che ha una lunga e proficua tradizione al servizio dell’esercito e dello sport su scala nazionale – offre infrastrutture d’eccellenza preziose per i militari sportivi svizzeri. Un solo esempio: per il nuoto è riconosciuto come centro di prestazione da Swiss aquatics. Ma anche per molti altri sport, parte della scuola reclute dei soldati sport si svolge in Ticino, nel Centro nazionale sportivo di Tenero».

Perché un Paese dovrebbe sostenere i propri sportivi più talentuosi?
«Il motivo che mi sta più a cuore è che sono dei modelli positivi per i giovani. Non solo per i successi sportivi che ottengono. Ma perché per raggiungere una vetta è necessario saper affrontare la fatica, avere tenacia, superare situazioni difficili, battute d’arresto. Saper ripartire guardando in alto per realizzare il meglio di sé».

Intervista pubblicata nell’edizione di martedì 11 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

(Immagine: www.vtg.admin.ch)
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A Lugano si parlerà anche di sicurezza con Thomas Süssli

Il 18 ottobre al LAC

L’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana, editrice dell’omonima rivista, organizza per martedì 18 ottobre, al LAC di Lugano, con inizio alle 18, la sua conferenza annuale. L’evento sarà diviso in due parti. Nella prima parte, il colonnello SMG Marco Mudry presenterà il Centro di competenza sport nell’Esercito. Seguirà una tavola rotonda con i soldati sport Ricky Petrucciani (vicecampione europeo dei 400m), Linda Indergand (bronzo olimpico in mountain bike a Tokyo) e Michelle Heimberg (vicecampionessa europea di tuffi).

Ci sarà il capo dell’esercito
Nella seconda parte, il comandante di corpo Thomas Süssli, capo dell’esercito, terrà una relazione dal titolo «Impegno Sicurezza Svizzera» e risponderà alle domande del pubblico.

Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione: manifestazioni@rivistamilitare.ch oppure via telefono/SMS allo 079/704 39 05.

 

 

 

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Comunicato stampa

Casa Pessina a Ligornetto e l’adiacente atelier dello scultore Ivo Soldini hanno ospitato la seconda Giornata dipartimentale annuale dei funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. Un’occasione privilegiata per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di incontrare i suoi alti funzionari e di trasmettere alcuni messaggi-chiave sia di bilancio, ma soprattutto in prospettiva, in vista dei molti impegni che il DI e tutta l’amministrazione cantonale saranno chiamati ad assolvere nei prossimi mesi. Durante il pomeriggio è intervenuto l’eticista Emmanuel Toniutti, ospite della Giornata, che ha parlato di leadership e dello sviluppo di comportamenti etici nell’interesse di organismi pubblici e privati.

Il Direttore del Dipartimento ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria accompagnata da alcuni dati sul personale. Dopo aver ricordato le due votazioni cantonali sull’importante riforma delle Autorità regionali di Protezione (ARP) e sulla nuova imposta di circolazione in programma domenica 30 ottobre, si è soffermato sulle principali sfide che attendono il Dipartimento nel 2023. In questo contesto, ha sottolineato i temi principali legati all’apertura dell’Ufficio delle scienze forensi, dell’avvio dell’attività del Centro controllo veicoli pesanti di Giornico, nonché il messaggio governativo sul Centro polivalente di Camorino. Inoltre si è soffermato sullo stato del progetto Servizio eccellente e sui primi risultati. Ricordiamo che questo progetto – sviluppato all’interno di tutto il Dipartimento –  mette al centro il cittadino per migliorare le modalità di approccio delle collaboratrici e dei collaboratori attraverso un ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e a garanzia della correttezza e della legalità delle procedure. Su questo tema è intervenuto Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, che ha portato l’esperienza diretta della sua Sezione dopo i primi mesi di implementazione del progetto.

Nel corso della Giornata il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla ha aggiornato sull’emergenza ucraina, ponendo l’attenzione sullo stato della situazione a fine settembre e ipotizzando – a titolo personale – dei possibili scenari futuri. Ha inoltre offerto qualche spunto di riflessione sulle attuali potenziali situazioni di crisi (oltre all’Ucraina, anche quella energetica e quella sull’immigrazione in forte crescita al confine sud) e su cosa comporterebbe l’attivazione dello Stato maggiore cantonale di condotto (SMCC). Dal canto suo il segretario generale Luca Filippini ha informato sulle misure di contenimento del consumo di energia messe in atto dall’amministrazione cantonale.

Nel suo intervento, l’ospite Emmanuel Toniutti ha in particolare parlato di leadership e di etica, portando l’attenzione sui motivi per i quali funzionari dirigenti possano sviluppare comportamenti non etici, rispettivamente che cosa fare per sviluppare dei comportamenti etici, finalizzati a una conduzione dei collaboratori più virtuosa.

La Giornata Dipartimentale si è conclusa con una visita all’atelier dello scultore ticinese Ivo Soldini. L’artista momò ha presentato la sua attività e le motivazioni profonde che animano la sua vena creativa, portando i presenti all’interno di un percorso artistico affascinante, quanto rigoroso e impegnativo.

C’è speranza per un carnevale senza limitazioni

C’è speranza per un carnevale senza limitazioni

I gruppi carnevaleschi svizzeri si sono riuniti questo sabato a Bellinzona; c’è fiducia circa un ritorno alla normalità per la prossima stagione.

A Bellinzona si respira già aria di carnevale, nonostante ci si trovi ben in anticipo coi tempi. La causa, è stata la riunione di Hefari, l’associazione svizzera dei carnevali, che ha avuto luogo all’Espocentro. Tuttavia, per i carnevali, anche il 2023 sarà un anno ricco di incognite, tra guerra e crisi energetica. I colleghi di Ticinonews hanno sentito Paolo Deprati, presidente di giornata e membro della società Rabadan. 

In attesa del via libera delle autorità
Da parte delle società carnevalesche trapela cauto ottimismo: “come strategia non abbiamo ancora elaborato niente, aspettiamo che le autorità comunali e cantonali ci dicano se hanno intenzione o meno di attuare delle limitazioni. Malgrado ciò, dopo due anni di pandemia speriamo che ci venga dato via libera per proseguire con una buona dose di normalità”. 

Il dialogo, l’importanza di stare assieme
In questo senso, le autorità sperano di dover attuare il minor numero di misure possibile. Norman Gobbi ha messo l’accento sull’importanza del dialogo con le varie associazioni: “sono motivati ed è importante che abbiano qualche certezza, ce l’hanno chiesto e sarà importante dialogare con loro. Sappiamo benissimo che anche nella popolazione c’è questo bisogno di stare assieme, passare dei momenti di festa per alleggerire la testa dai problemi di cui stiamo risentendo un po’ tutti: covid, guerra, possibile penuria energetica”. 

Esposito e Mistri sono i Re del Tiro 2022

Esposito e Mistri sono i Re del Tiro 2022

Una giornata intensa per gli organizzatori che hanno accolto 50 sezioni in gara per un totale di 680 tiratrici e tiratori, ben 124 in più rispetto al 2021. Nelle competizioni si laureano Re del Tiro Flavio Esposito (UTG Airolo) alla pistola 25m e Maurizio Mistri (C+C Bellinzona) al fucile 300m; Daniel Marchetti (2003, UTG Airolo) si distingue risultando il miglior Giovane in gara sia al fucile che alla pistola, mentre in gara vi era pure un centenario Edgar Strub della SG Liestal.

Una competizione giunta alla sua 14esima edizione con gare con l’arma d’ordinanza alla pistola 25m e fucile 300m al poligono di Airolo, che ha saputo resistere alla crisi pandemica e dopo un’edizione 2021 con limitazioni imposte ancora dal COVID, quest’anno le tiratrici e i tiratori sono tornati in massa al Tiro Storico del San Gottardo.
Nella gara alla pistola 25m si laurea Re del Tiro – dopo averlo già fatto nel 2010 – il bellinzonese Flavio Esposito dell’Unione Tiratori del Gottardo di Airolo con 136 punti e grazie ai migliori punteggi di serie, superando così l’obvaldese Pirmin Kaslin che conquista il titolo di miglior Elite. Miglior Veterano risulta Diego Nodari dell’Unione Tiratori di Locarno con 133, mentre miglior Giovane è Daniel Marchetti dell’UTG Airolo con 126 punti.
Nelle sezioni ospiti si impone nuovamente la Schützengesellschaft Liestal con 1026 punti, seguita dalla Pistolenschützen Sarnen a 1016 (che riceve la vetrata premio di sezione offerta da Vanni Donini) e la Schützengesellschaft der Stadt Zürich a 956 punti e seguite da altre sei sezioni. Nelle sezioni ticinesi la locale società Unione Tiratori del Gottardo di Airolo conquista la vetta con 1037 punti, seguita dalla Civici Carabinieri di Lugano a 1006 (che riceve il premio di sezione) e l’Unione Tiratori di Locarno a 1000 punti, seguono altre nove sezioni.
Nella gara al fucile 300m si laurea Re del Tiro il bellinzonese Maurizio Mistri della Castello e Campagna di Bellinzona con 74 punti su 75. Miglior Elite è Nicola Stempfel della Tiratori Santa Maria di Iseo-Cimo con 73 punti e Andrea Bonoli della Carabinieri Faidesi risulta miglior Veterano con lo stesso punteggio. Il miglior Giovane è Daniel Marchetti dell’UTG Airolo, pure con 73 punti, e conquista per la prima volta in assoluto entrambe i premi individuali destinati agli U20.
Nelle sezioni ospiti si impone la Schützengesellschaft der Stadt Zürich con 540 punti, sovrastando la Schützengesellschaft der Stadt Luzern che si ferma a 537 e la Obwaldner Kantonalschützengesellschaft con 533 punti; seguono altre sei sezioni. Nelle sezioni ticinesi la locale società di Airolo bissa il primo rango ottenuto alla pistola e con 567 punti vince la gara (e riceve la vetrata premio di sezione), superando la Castello e Campagna di Bellinzona a 562 e La Mendrisiense a 561 punti; seguono 17 sezioni in classifica.
Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il presidente dell’Associazione Tiro Storico del San Gottardo Norman Gobbi, il presidente della Federazione svizzera sportiva di tiro Luca Filippini e lo sponsor principale della manifestazione Securitas con il direttore regionale Stefano Moro. Nei loro discorsi hanno ringraziato i numerosi partecipanti alla manifestazione, che hanno dimostrato che il tiro sportivo tradizionale è ancora vivo e sa muovere giovanissimi, adulti ed anziani, creando una vera comunità.

(Foto: www.tirostorico.ch)

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Comunicato stampa

Nell’aula magna della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona si è svolto martedì l’annuale incontro organizzato dal Dipartimento delle istituzioni con la Giustizia di pace. Un’occasione per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di ribadire l’importanza della figura del Giudice di pace quale primo tassello di giudizio a stretto contatto con il cittadino. Un’occasione anche per sottolineare l’impegno della Divisione della giustizia assieme all’Associazione dei Giudici di pace nel rafforzare e aggiornare la formazione a favore dei Giudici di pace, che in Ticino possono anche non essere giuristi di formazione. Proprio in questo ambito, l’incontro è stato caratterizzato dall’intervento dal già Pretore di Mendrisio Sud e consulente per i Giudici di pace, avv. Enrico Pusterla, che ha tenuto una lezione su “Il gratuito patrocinio e le spese processuali”.

Il Ticino è suddiviso in 38 Circoli. In ogni Circolo vi è un Giudice di pace con un supplente. Il periodo di nomina dei Giudici di pace è di dieci anni (quello attuale si estende sino al 2029). Sono eletti dal popolo – gli unici all’interno della magistratura cantonale – nei rispettivi Circoli con il sistema della maggioranza assoluta. Il Giudice di pace funge da autorità di conciliazione nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi, con possibilità di sottoporre alle parti una proposta di giudizio; giudica inoltre in prima istanza le cause patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato come anche le Giudicature di pace sono oggetto di una riforma che intende proporre degli adeguamenti per adattare questa carica e lo statuto di chi la ricopre, alle esigenze odierne derivanti dall’evoluzione della nostra società. In questo senso, ha indicato che si prevedono due fasi di implementazione della stessa. La prima – dando seguito alle risultanze del Parere giuridico sulla conformità alla Costituzione della figura del giudice di pace redatto dai Professori Bohnet e Mahon dell’Università di Neuchâtel – sancirà la formazione obbligatoria per i magistrati popolari e formalizzerà nella legge la presenza dei consulenti giuridici che supportano oggi i giudici di pace laici. La seconda – che sarà discussa in un gruppo di lavoro specifico che verrà riattivato il prossimo anno – interesserà in particolare lo statuto del Giudice di pace, le competenze, il carico di lavoro per comprensorio e le supplenze.
La neo Presidente dell’Associazione, Emma Crugnola, ha dal canto suo sottolineato la buona collaborazione intessuta con il Dipartimento e in particolare con la Divisione della giustizia e ha colto l’occasione per indicare alla sessantina di giudici presenti, il suo impegno in qualità di Presidente, nel rafforzare la coesione tra i magistrati popolari nell’ottica di condividere le rispettive esperienze nonché la sua volontà di visitare le 38 Giudicature di pace presenti sul territorio. La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ha quindi puntualizzato gli intendimenti in vista di una prima fase della riforma concernente l’obbligo formativo, imprescindibile per i magistrati senza formazione giuridica, per una giustizia equa e indipendente. La Direttrice aggiunta della Divisione della giustizia Monica Bucci ha infine presentato la proposta di percorso formativo organizzato in collaborazione con la SUPSI che caratterizzerà la formazione obbligatoria dei giudici di pace.

“Abbiamo ascoltato la voce e la frustrazione dei genitori”

“Abbiamo ascoltato la voce e la frustrazione dei genitori”

Norman Gobbi sull’importante riforma delle ARP. Si vota il prossimo 30 ottobre

Il Mattino della Domenica ha pubblicato a più riprese testimonianze di persone – soprattutto padri – che portavano alla ribalta esperienze negative nei loro rapporti con le Autorità Regionali di protezione (ARP). Racconti che evidenziavano in particolare due aspetti generali. Il primo: la delicatezza del contesto. Vengono prese decisioni che toccano diritti fondamentali, come la libertà di vedere e accudire i propri figli. Il secondo: esiste un livello di frustrazione elevato di parecchie persone nei confronti delle ARP, perché si ritiene che gli interventi intimati non siano corrispondenti alla situazione. “Sono due aspetti che come Dipartimento abbiamo ben presente. L’evoluzione della società, con famiglie sempre più disgregate, ma anche situazioni finanziarie precarie in cui versano parecchie persone, ha portato a un peggioramento nei rapporti personali e a difficoltà crescenti di gestione personale. Intervenire per proteggere le persone più deboli – generalmente figli in tenera età – è un compito essenziale del nostro Stato, ma è pure molto delicato. Per questo la risposta deve sempre essere all’altezza, ponderata e commisurata alla situazione. È in questo solco che si inserisce la Riforma che abbiamo proposto e per la quale occorre una modifica costituzionale che andremo a votare il prossimo 30 ottobre”. Parole del Consigliere di Stato Norman Gobbi, alla vigilia di un voto importante per la nostra società.
“La proposta che abbiamo portato avanti assieme a tutte le parti interessate – in primis i Comuni, le stesse attuali autorità di protezione e l’associazione genitori non affidatari (AGNA) – comporta la creazione di 8 Preture di protezione, un’autorità giudiziaria, al posto delle attuali 16 autorità regionali di protezione, autorità queste ultime di carattere amministrativo. Le Preture di protezione saranno presenti in ogni distretto e garantiranno quella vicinanza territoriale con i cittadini e le cittadine che chiederanno il loro intervento. Lo scopo principale è quello di portare un miglioramento nell’approccio alle varie casistiche, assicurando nel contempo un’unità di giudizio che oggi, con le 16 autorità di protezione, è difficile garantire”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
La riforma proposta dal Governo ha ottenuto l’unanimità dei consensi in Gran Consiglio. “Il 30 ottobre saremo chiamati a modificare la costituzione cantonale per iscrivere nella stessa una nuova autorità giudiziaria, la Pretura di protezione appunto. Se vi sarà adesione anche da parte della popolazione – e confido che ciò avvenga – il Parlamento tornerà ad occuparsi del progetto che abbiamo presentato, per definitivamente approvarlo. È un passo importante, come ho detto, a favore di un miglioramento in un campo della nostra società molto delicato. Anche per questo la Divisione della giustizia ha organizzato un dibattito pubblico aperto a tutta la popolazione, in programma questo martedì 11 ottobre nell’auditorium del Centro Professionale di Lugano Trevano. L’invito è rivolto a tutti gli interessati”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

Comunicato stampa

L’avv. Antonella Piricone nel corso della cerimonia svoltasi questo pomeriggio a Bellinzona ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 10 ottobre 2022, la carica di Sostituta Magistrato dei minorenni supplente, designata dal Consiglio di Stato.

Mercoledì durante la seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha designato l’avv. Antonella Piricone Sostituta Magistrato dei minorenni supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge organica giudiziaria. L’avv. Antonella Piricone è attiva dal 2004 in qualità di Segretaria giudiziaria presso la Magistratura dei minorenni, all’interno della quale ha maturato negli anni un’importante esperienza professionale e dunque un comprovato bagaglio di competenze in materia.
La designazione del Governo permetterà di garantire l’operatività della Magistratura dei minorenni durante il periodo in cui si svolgerà la procedura di selezione e la conseguente nomina da parte del Parlamento del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni. Infatti come è noto, il 20 giugno scorso l’avv. Fabiola Gnesa, fino ad allora Sostituta Magistrato dei minorenni, era stata eletta dal Gran Consiglio quale Magistrato dei minorenni in sostituzione di Reto Medici, passato al beneficio della pensione. Il concorso per la scelta del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni scadrà il 14 ottobre, per cui ci vorranno ancora alcuni mesi prima della nomina ed entrata in servizio. Sino ad allora la carica sarà così assicurata dall’avv. Antonella Piricone.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti e il Magistrato dei minorenni avv. Fabiola Gnesa.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Comunicato stampa

Sono riprese in questi giorni, fra il Locarnese e il Bellinzonese, le visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 ottobre 2022 in Valle Leventina, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino. Tutte le suggestioni raccolte sono destinate a confluire nella revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato ieri i municipi di Minusio, Tenero-Contra, Lavertezzo e Sant’Antonino.  
In tutti e quattro gli enti locali è proseguita la riflessione sul ruolo del Comune nel Ticino di questo inizio di XXI secolo. In particolare, ai Municipi è stato chiesto di indicare quale fosse lo stato di salute della comunità locale, inteso come vitalità del tessuto sociale.  
Un problema evidenziato da tutti i Municipi è la fatica nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica. Questa osservazione ha consentito di discutere costruttivamente l’attuale crisi del sistema democratico e di milizia, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni intraprenderà nel corso dei prossimi anni a favore di una Democrazia viva.  
La Sezione degli enti locali ha così colto l’occasione per presentare l’omonimo progetto che, tra le varie misure possibili, dovrà proporre delle soluzioni volte a conciliare meglio vita professionale, famiglia e assunzione di una carica pubblica. In futuro, questo potrebbe avvenire, per esempio, introducendo un’indennità di perdita di guadagno – analoga a quella corrisposta per il servizio militare – che consenta di dedicare parte del proprio tempo di lavoro alla politica. La visione suscita interesse, e prossimamente sarà discussa anche con il mondo delle aziende.  
Da parte loro, i Municipi hanno sottolineato le azioni già avviate per stimolare la cittadinanza a partecipare attivamente alla vita del Comune e alle decisioni politiche. Sono stati in particolare ricordati i sondaggi promossi su temi specifici, i contributi finanziari e in natura agli organizzatori di eventi locali, la creazione di momenti d’incontro tra popolazione e mondo associativo.    
Alla luce del contesto attuale, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato che è essenziale per i Comuni interrogarsi su come stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. «La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che si interessano alla cosa pubblica, e che si attivino in prima persona per il bene della comunità. Il Comune è il livello istituzionale che esprime al massimo la forza della nostra democrazia diretta, ma corre il rischio di impoverirsi a causa della disaffezione della cittadinanza. Queste visite nei Comuni ci hanno permesso di tastare il polso dei Municipi ed è bello constatare la loro grande voglia di mettersi in gioco e stimolare nuove forme di partecipazione».
Dal canto suo, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che stiamo promuovendo sono arricchiti dagli spunti emersi durante questi incontri. Le osservazioni raccolte oggi, così come quelle che verranno fatte negli incontri futuri, ci serviranno per impostare al meglio la revisione della Legge organica comunale, che entrerà nel vivo durante la Legislatura cantonale 2023/2027».

Riforma delle ARP: a Lugano-Trevano dibattito pubblico martedì 11 ottobre 2022

Riforma delle ARP: a Lugano-Trevano dibattito pubblico martedì 11 ottobre 2022

Comunicato stampa

“Perché una riforma delle Autorità di protezione?”: è questa la domanda a cui cercheranno di dare risposta, nel corso di un dibattito pubblico aperto a tutti in programma martedì 11 ottobre 2022 all’Auditorium del Centro Professionale Tecnico di Lugano-Trevano, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, le Deputate in Gran Consiglio Sabrina Aldi e Sabrina Gendotti, il Presidente dell’Associazione Genitori Non Affidatari (AGNA) Pietro Vanetti e Stefano Gilardi, Sindaco di Muralto e Delegato dell’Arp 10 di Locarno, nonché Presidente dell’Associazione Locarnese e Valmaggese di Assistenza e cura a domicilio.
Una serata pubblica voluta dal Dipartimento delle istituzioni e organizzata dalla Divisione della giustizia alla vigilia del voto popolare che le cittadine e i cittadini ticinesi saranno chiamati a esprimere domenica 30 ottobre.

La riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP) proposta dal Governo e approvata all’unanimità del Gran Consiglio il 21 giugno scorso necessita di un cambiamento della Costituzione ticinese; da qui il motivo della chiamata alle urne il prossimo 30 ottobre.
Le ARP intervengono in ambiti particolarmente delicati e sensibili della nostra società, adottano misure di protezione a favore di persone maggiorenni o minorenni bisognose di aiuto e di assistenza. Per esempio ordinano tutele (per minorenni) e curatele; designano tutori e curatori; ordinano misure di protezione dei minori con privazione di custodia e/o autorità parentale, collocamenti ecc.
Sul territorio esistono 16 ARP, che esercitano la loro funzione su altrettanti comprensori. Si tratta di 16 organismi regionali, che ricadono sotto la competenza dei Comuni. La riforma prevede il passaggio da un’autorità amministrativa a un’autorità giudiziaria, con la costituzione delle  Preture di protezione , la cui competenza sarà cantonale, e che continueranno a garantire la prossimità al territorio. La creazione di una nuova autorità giudiziaria deve essere iscritta nella Costituzione cantonale.
Il dibattito pubblico di martedì 11 ottobre a Lugano Trevano inizierà alle 20.00 e sarà moderato dal giornalista della RSI, Antonio Civile. Potrà essere seguito anche in streaming (www.ti.ch/multimedia). La serata fa seguito a due incontri organizzati nei giorni scorsi dalla Divisione della giustizia con i rappresentanti dei Comuni ticinesi e, rispettivamente, con le Autorità regionali di protezione.