Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il principale tema all’ordine del giorno degli appuntamenti con quattro Municipi della Valle Leventina è stato l’aggregazione comunale. Le visite, iniziate nel 2018 a Stabio, proseguiranno il 25 ottobre 2022 sempre in Valle Leventina e a Biasca, continuando così un apprezzato momento di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettrice comunale Aurora De Donatis e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato ieri mattina i Municipi di QuintoPrato-LeventinaBodio e Giornico.

Durante il primo appuntamento, con le autorità dei Comuni di Quinto e Prato Leventina, al centro della discussione vi è stato il dossier delle aggregazioni comunali. Infatti, lo scorso mese di maggio il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza aggregativa formulata dai due Esecutivi leventinesi e ha istituito l’apposita Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto vero e proprio.

Come ha sottolineato il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa «prendiamo atto con piacere della giornata di discussione e approfondimento promossa dai due Comuni. Coinvolgere fin dall’inizio del processo aggregativo la cittadinanza e i legislativi comunali arricchisce la riflessione su elementi condivisi e contribuisce a costruire il futuro Comune attorno a una comunità coesa. Inoltre, constatiamo con piacere che la politica del Dipartimento volta a promuovere il coinvolgimento dei cittadini viene recepita positivamente e spontaneamente dagli enti locali».

Le visite sono proseguite a fine mattinata con una riunione alla quale sono stati invitati i Municipi di Bodio e Giornico: l’accento è stato messo ancora una volta sul tema delle aggregazioni dopo la bocciatura del progetto che coinvolgeva anche i Comuni di Personico e Pollegio lo scorso mese di febbraio. I due Esecutivi del comprensorio della Bassa Leventina hanno manifestato l’interesse a promuovere una nuova aggregazione che tenga presente le peculiarità delle due realtà e che possa promuovere una visione condivisa con la cittadinanza. Prossimamente è intenzione dei due Municipi di inoltrare formalmente l’istanza al Consiglio di Stato.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a ringraziare i Municipali presenti ai due incontri «per l’impegno e la voglia di dedicare il vostro tempo libero alla cosa pubblica. Un sacrificio non scontato al giorno d’oggi anche per la difficoltà a conciliare una carica pubblica con gli impegni lavorativi e famigliari. Uno sforzo a favore della collettività che consente di dare slancio alla vitalità del Comune e di dare forza all’intero territorio cantonale».

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Comunicato stampa

Si è svolto a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio l’incontro con l’Ufficio delle scienze forensi, la cui attività ha presso avvio il 1° ottobre 2022, destinato alle autorità e ai partner interessati dall’attività dell’Ufficio. Un importante momento comune voluto dal Dipartimento delle istituzioni e organizzato dalla Divisione della giustizia, che per la prima volta ha riunito tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino.

A partire dal 1° ottobre 2022 è operativo con sede a Bellinzona l’Ufficio delle scienze forensi quale organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale, che garantisce le prestazioni di medicina forense in particolare a beneficio del Ministero pubblico. Nel contesto dell’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi, il Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia hanno organizzato un incontro comune destinato a tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino. All’incontro, tenutosi il 6 ottobre scorso a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio, erano in particolare presenti rappresentanti del Ministero pubblico, del Tribunale penale cantonale, della Polizia cantonale, dell’Ente ospedaliero cantonale, della Federazione Cantonale Servizi Autoambulanze, dell’Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, così come delle discipline che compongono la medicina legale quali la tossicologia, la genetica e la psichiatria forense nonché di ulteriori partner che supportano le attività medico-legali effettuate nel Canton Ticino (Guardia aerea svizzera di soccorso – REGA, Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza – SISI, ecc.).  

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha introdotto l’incontro sottolineando l’ottica di favorire la collaborazione tra gli attori coinvolti nel settore della medicina legale, “con la finalità di operare nel migliore dei modi allo scopo ultimo di rendere giustizia nei confronti dei cittadini”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi illustrato la creazione dell’Ufficio delle scienze forensi decisa dal Governo, volta a consolidare una struttura riconosciuta in tale campo, in passato gestito tramite mandati puntuali conferiti a medici legali, senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato. Una misura di rafforzamento in favore della Giustizia penale, visto che le conoscenze medico legali, come indicato dal Procuratore generale Andrea Pagani, supportano la Magistratura penale nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal profilo medico.  

La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti ha esposto l’istituzione dell’Ufficio delle scienze forensi, che avrà sede a Bellinzona nello stabile ex Archivio cantonale e sarà diretto dalla Dr. med Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. La Dr. med Martinez, oltre al proprio percorso formativo e professionale, ha presentato l’organico dell’Ufficio delle scienze forensi, che si avvale della collaborazione di Medici legali nella persona della Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le Autorità di perseguimento penale cantonali, e del Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione con il Canton Ticino all’inizio del 2022. Ha in seguito passato in rassegna le principali prestazioni di medicina forense assicurate dall’Ufficio, per le quali lo stesso continuerà a contare a livello operativo sul supporto in particolare dell’Ente ospedaliero cantonale e della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze segnatamente per il tramite dei Medici specializzati in ispezioni legali (MSIL).  

La creazione e l’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi costituiscono un primo fondamentale tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni di proseguire con i relativi approfondimenti.  

La Fondazione Nizzola premia l’eccellenza

La Fondazione Nizzola premia l’eccellenza

Comunicato stampa
Sono stati insigniti dall’arch. Anna Nizzola della famiglia fondatrice e dal Presidente della Fondazione, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sabato 15 ottobre 2022 i primi tre premi della neocostituita Fondazione
Nizzola nell’ambito della cerimonia di attribuzione dei diplomi di master del Dipartimento tecnologie innovative della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), svoltasi presso la Sala Polivalente del Campus Est di Lugano-Viganello. La Fondazione Nizzola, costituita nel mese di gennaio del 2021, ha quale scopo quello di incentivare l’eccellenza studentesca ticinese nel campo dei Master tecnici a livello della SUPSI e delle Scuole Politecniche Federali di Zurigo (ETHZ) e di Losanna (EPFL), elargendo borse di studio e premi ai migliori studenti, così da aumentare l’eccellenza dei futuri quadri industriali ticinesi.
I tre lavori di diploma premiati sono stati selezionati dal Consiglio di Fondazione che ha ricevuto una rosa di 15 progetti di tesi selezionati dai Professori e considerati come i più ragguardevoli.
I criteri di assegnazione sono stati:
– originalità scientifica della ricerca svolta,
– ricadute socio economiche del lavoro di tesi,
– attenzione prestata ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare,
– impatto su salute, benessere e sicurezza delle persone,
– contributo fornito alla digitalizzazione della società,
– contrasto ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti.
Tra questi criteri è stato dato particolare rilievo ai lavori che avranno ricadute positive a livello di sviluppo tecnologico e di impatto economico, valutando il valore aggiunto che questi lavori di diploma potrebbero dare
in un prossimo futuro al tessuto industriale e imprenditoriale del nostro Cantone.

1. Primo premio di 3’000.- CHF va all’ingegner Christian Brianza di Cuveglio (I).
Il suo lavoro nell’ambito della meccanica di precisione con analisi modali e FEM su macchine transfer è stato veramente eccelso e darà un contributo tecnico e innovativo tangibile all’operatività della ditta Mikron SA di
Agno, che ha già deciso di assumerlo fra le sue file di ingegneri.

2. Secondo premio di 2’000.- CHF va all’ingegner Filippo Pura di Cugnasco.
Il suo lavoro sull’intelligenza artificiale per macchine a taglio laser è stato esemplare e futuristico. L’ingegner Pura è stato assunto all’IDSIA (Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale USI-SUPSI).

3. Terzo premio di 1’000.- CHF va all’ingegnera Camilla Perego di Comano.
Il suo eccellente lavoro nel campo della sostenibilità si è incentrato sullo sviluppo di un innovativo filtro per la ritenzione di microinquinanti per gli impianti di depurazione delle acque comunali. L’ingegnera Perego lavora
presso la SUPSI.
La Fondazione Nizzola è nata dalla fusione della Fondazione ticinese di soccorso ing. Nizzola e dalla Fondazione Agostino Nizzola, che dal 1930, rispettivamente dal 1939, hanno elargito contributi per danni della natura non assicurabili a persone poco abbienti e borse di studio a studenti del Canton Ticino.

“In Bassa Leventina lavoro e sicurezza a favore di tutti!”

“In Bassa Leventina lavoro e sicurezza a favore di tutti!”

50 nuovi posti di lavoro a Giornico con il Centro controllo veicoli pesanti

Cinquanta nuovi posti di lavoro in Leventina; un investimento, a opera conclusa, di oltre 200 milioni di franchi; un indotto costante negli anni per una regione periferica: sono solo alcuni dati per spiegare l’importanza che assume nel contesto cantonale e in particolare delle Tre Valli il nuovo Centro di Controllo Veicoli Pesanti (CCVP) di Giornico. “Proprio al CCVP di Giornico venerdì si è svolta la cerimonia durante la quale sono stati consegnati i certificati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica, formati appositamente per effettuare i controlli sui veicoli pesanti che circolano sull’asse Sud-Nord dell’autostrada. Il Centro è già attivo dal 1. ottobre, anche se ancora in forma parziale ed entrerà a pieno regime con l’inizio del 2023. Un’infrastruttura davvero decisiva per la sicurezza di tutti gli automobilisti che circolano sull’autostrada”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
L’aspetto molto interessante è che l’investimento complessivo è assicurato da USTRA, quindi dalla Confederazione. “Esatto! Il compito di controllare i veicoli pesanti che circolano sull’autostrada è di competenza federale, ed USTRA si assume tale impegno. Demanda poi al Cantone il ruolo di formare le persone che devono fare gli interventi di controllo. Per questo motivo il Centro di formazione della Polizia cantonale si è assunto tale impegno, in collaborazione con il V° Reparto stradale della Polizia cantonale. A pieno regime avremo 50 nuovi assistenti di polizia, particolarmente formati per operare nel campo della sicurezza stradale. Il controllo costante dei veicoli pesanti in transito rappresenta una delle componenti principali per assicurare la sicurezza sull’autostrada. Per questo il Centro di Giornico, come detto, è molto importante”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Il Cantone – specifica il Consigliere di Stato Gobbi – ha pure contribuito con un credito di 5 milioni di franchi alla realizzazione dell’infrastruttura. Eravamo nel 2016 e il progetto aveva avuto degli intoppi procedurali. Per noi però poter contare su questo Centro, che va a occupare parte della vasta area industriale dismessa che un tempo fu di Monteforno, era assolutamente prioritario. La decisione del Gran Consiglio di partecipare ai costi con questi 5 milioni di franchi è servita per far capire la nostra volontà. Il tutto si è rimesso in modo positivamente e oggi possiamo finalmente fregiarci di avere il Centro. Non dimentichiamo che l’investimento complessivo (quando sarà realizzata completamente anche l’area di servizio, in mani private ndr) sarà superiore ai 200 milioni di franchi. I costi di gestione, compresi gli stipendi dei nuovi collaboratori, sono inoltre sempre sostenuti da USTRA. Per noi un buon affare, così come per USTRA poter contare sulla competenza degli assistenti e agenti della Cantonale che siamo in grado di mettere a disposizione”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Comunicato stampa

Ieri a Giornico, presso il Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) in fase di ultimazione, ha avuto luogo la cerimonia di consegna degli attestati dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica. L’importante traguardo professionale è stato raggiunto da 42 nuovi assistenti (28 per la Polizia cantonale, 12 per le Polizie comunali e 2 per la Sezione trasporto detenuti delle Strutture carcerarie), che hanno seguito l’iter formativo presso la Scuola assistenti di sicurezza pubblica 2021 (SASP), garantendo nuove leve che andranno a rafforzare la Polizia cantonale e le polizie comunali. La loro funzione, nell’apparato di sicurezza, è importante, non solo quale anello di congiunzione sul terreno tra popolazione e autorità ma, grazie alle accresciute specificità e responsabilità, pure nell’ambito di funzioni specialistiche che potranno essere sfruttate anche nella nuova struttura leventinese. Come nuove leve saranno impegnati in missioni fondamentali per la circolazione stradale, per la Centrale Comune d’allarme, per la gestione dei detenuti e, prossimamente, anche nel controllo del traffico pesante a Giornico. Preme rammentare in quest’ultimo contesto che con una quota di traffico di oltre il 70 per cento di veicoli merci pesanti, il San Gottardo permane di gran lunga il più importante valico stradale svizzero.
Nel corso dell’evento sono intervenuti il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il Capo V° Reparto Gendarmeria stradale capitano Marco Guscio e il Capo settore CFP della Polizia cantonale Andrea Pronzini. 

La riforma delle ARP è un passo storico

La riforma delle ARP è un passo storico

Con la votazione cantonale del 30 ottobre le cittadine e i cittadini ticinesi potranno contribuire a migliorare l’intervento dello Stato nei confronti di persone, minori e adulti, bisognosi di protezione. Un passo per una società migliore, che si inserisce in un contesto sempre più delicato e complesso in cui soprattutto gli individui più fragili e deboli si trovano confrontati. Sono queste le finalità a cui mira la creazione delle future Preture di protezione, che andranno a sostituire le attuali sedici Autorità regionali di protezione.
Il 21 giugno scorso con una decisione unanime il Gran Consiglio ha dato avvio a una riforma storica e tra le più importanti per il Ticino. Una riforma, come detto, che vuole proteggere meglio un segmento di persone fragili, che vivono un momento di grave difficoltà. La riforma proposta dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso dalla Divisione della giustizia, è il risultato di una serie di riflessioni svolte sull’arco di sei anni condotte assieme a tutti i partner toccati dalla tematica.
Sono stati coinvolti i Comuni, in primis, che sino a oggi hanno la responsabilità primaria nella gestione delle attuali Autorità regionali di protezione (ARP), già conosciute come Delegazioni tutorie comunali o Commissioni tutorie regionali. Nello stesso tempo hanno partecipato anche tanti enti para pubblici e privati, nonché tutte le associazioni che si occupano di assistere, di seguire e di aiutare persone in difficoltà. Il risultato ottenuto – ossia la proposta di creare le nuove Preture di protezione presenti sul territorio, come le Preture civili, considerate le Autorità giudiziarie più vicine al cittadino con le Giudicature di pace – è stato posto in consultazione a non meno di 200 attori della società civile. Le osservazioni ricevute sono confluite nella riforma contenuta in un messaggio licenziato dal Consiglio di Stato e come detto, accolto nei suoi principi cardine all’unanimità
dal Parlamento.
Per procedere alla riforma e passare dalle ARP alle Preture di protezione, ossia da un’autorità amministrativa a un’autorità giudiziaria, occorre modificare la Costituzione cantonale; da qui la chiamata alle urne del 30 ottobre. Le Preture di protezione saranno composte da un maggior numero di specialisti, così come vuole il diritto federale. Non soltanto giuristi, ma professionisti nell’ambito del lavoro sociale, della pedagogia e psicologia, e nel campo medico. Vi sarà così un miglioramento con misure di protezione, più adeguate all’esigenze della persona. Misure che vanno dalle curatele alle tutele, dalla regolamentazione del diritto di visita alla privazione dell’autorità parentale, sino a giungere a collocamenti in istituti per minorenni.
Interventi che toccano la sfera della libertà individuale: per questo ogni decisione deve essere il risultato di un processo decisionale che coinvolge specialisti attivi in più discipline. Il mio invito è rivolto a tutte le ticinesi e a tutti i ticinesi: partecipate al voto cantonale del 30 ottobre e sostenete in modo convinto il cambiamento della nostra Costituzione a favore della creazione delle nuove Preture di protezione.

Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì14 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

«Lega-UDC: discussioni di famiglia Ma la concorrenza non va temuta»

«Lega-UDC: discussioni di famiglia Ma la concorrenza non va temuta»

Nel centrodestra ticinese c’è fermento e una bozza d’accordo elettorale sull’asse Lega-UDC che stenta a decollare anche perché contraddistinto da clausole che animano i fronti. Troppi vincoli?
Troppi timori? Il 23 ottobre, e sarà una prima, toccherà all’assemblea della Lega decidere, poi si determinerà anche il partito di Piero Marchesi. Il presidente democentrista ha manifestato tutte le sue intenzioni politiche e Claudio Zali ha replicato.

Ne abbiamo parlato con il consigliere di Stato leghista, ma tesserato UDC, Norman Gobbi.

Tensioni, botta, risposta e frecciatine. Ma cosa sta succedendo sull’asse Lega-UDC?
«Ciò che succede in ogni famiglia quando si devono prendere decisioni. Non dico decisioni importanti, ma buone decisioni. Ci si deve confrontare sulla scorta di esigenze e aspirazioni anche discordanti, per trovare – appunto – una buona decisione per continuare a garantire un’adeguata rappresentanza istituzionale del centrodestra ticinese. Lasciar passare magari anche del tempo per pensarci su bene e per fare le dovute considerazioni, che devono tener conto del bene di ogni figlio, per esempio».

Leghista e tesserato UDC, idealmente molto vicino a quello che non è storicamente il suo partito. Si sente un po’ la voce della ragione in vista delle prossime settimane decisive per l’alleanza?
«Beh, credo sia normale che un consigliere di Stato porti in dote la ragionevolezza all’interno di ogni discussione. A mio favore gioca anche un po’ l’esperienza, visto che qualche discussione strategica l’ho già portata avanti e in più ambiti».

Il 23 ottobre si riunirà l’assemblea della Lega, un debutto per una decisione di grande importanza. Lei vuole l’intesa, ma nella pancia della Lega «torcono le budella» (per riprendere una sua espressione). Teme una decisione emotiva, ovvero il rovesciamento del tavolo?
«Anche nella mia pancia si “torcono ancora le budella”, ma su diversi temi che tutta la Lega e la gente che si riconosce in noi portano avanti: l’aumento della cassa malati, la crescita del costo della vita con le bollette per l’energia sempre più salate, con l’aumento dei prezzi dei prodotti al supermercato, una presenza massiccia di lavoratori frontalieri in Ticino e altro ancora. Dico solo – per tornare ai “tatticismi preelettorali” a lei cari – che la Lega adotterà la migliore decisione per rafforzare il centrodestra in Ticino ed essere così in grado di continuare ad incidere realmente sulla politica cantonale».

Nella Lega sembrava tutto più facile quando c’era meno democrazia interna. Condivide?
« I leghisti la democrazia la esprimono quando vanno a votare. Se però vogliamo rimanere fermi al passato, allora sì, le dico che quando c’era il Nano era tutto più semplice ».

L’UDC e in primis il suo presidente Piero Marchesi conducono una campagna senza troppi peli sulla lingua ed esprimono le loro intenzioni. Ha qualche rimprovero nei loro confronti?
«Che l’UDC abbia idee chiare è solo un vantaggio, sia per la nostra democrazia sia per l’eventuale intesa di destra».

D’altra parte anche il suo collega Claudio Zali (molto mediatico nelle ultime settimane) sta rispondendo ad ogni colpo. Vede un po’ di nervosismo o una legittima e misurata risposta all’UDC e Marchesi?
«Claudio da politico e da persona intelligente sa come affrontare i temi e non mi è parso particolarmente nervoso nelle ultime settimane».

C’è poi la traccia per l’intesa con l’UDC che reputa indigesta la facoltà di inserire nella corsa al Consiglio degli Stati chi tra lei e Zali non dovesse essere confermato. Questo è ragionevole?
«Nessuno dovrebbe mai temere la concorrenza interna, perché permette di mobilitare i propri elettori. Lo sta facendo l’UDC per il Consiglio di Stato e la Lega può chiedere altrettanto, indipendentemente dal risultato di aprile. Infatti, sappiamo che alle federali i leghisti sono più tiepidi nel recarsi alle urne. Trattandosi di una traccia, vanno ipotizzate tutte le opzioni e possibili scenari, perché come detto in precedenza l’obiettivo dell’accordo è garantire un’adeguata rappresentanza del centrodestra ticinese e nessuno deve sentirsi bistrattato. E sono convinto che alla fine ne usciremo bene tutti: uscenti e non».

E cosa ne dice, lei che ha vissuto l’era in cui i leghisti contestavano spesso il proprio rappresentante in Governo, del fatto che l’UDC non potrebbe opporsi a una proposta d’estrazione governativa leghista?
«Non mi sembra che in questi anni vi sia stato un silenzio ideologico nei confronti dei propri consiglieri di Stato, anzi. È giusto che i gruppi parlamentari facciano la loro parte, con critiche che però non devono mettere in discussione l’alleanza strategica ed elettorale. Anche qui stiamo parlando per ora di ipotesi. Una cosa è certa: per i ticinesi rafforzare il centrodestra è la soluzione migliore. Se vogliamo guardare al futuro con ottimismo, in un contesto difficile, si passa dall’intesa con l’UDC. Anche la forza della lista avrà il suo peso per il successo o l’insuccesso »

Intervista pubblicata nell’edizione di giovedì 13 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

‘Targhe, l’obiettivo: nuova formula dal 1° gennaio 2023’

‘Targhe, l’obiettivo: nuova formula dal 1° gennaio 2023’

Il direttore del Di Gobbi: ‘Noi e la Sezione della circolazione abbiamo fatto, facciamo e faremo tutto il possibile’. Il nodo dei cicli di omologazione.

Se approvata dal popolo, «il nostro obiettivo è introdurre la nuova formula per il calcolo delle imposte di circolazione il 1° gennaio 2023». Raggiunto da ‘laRegione’, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sgombra il campo e – nonostante il ginepraio causato dai due cicli di omologazione per rilevare le emissioni di CO2 – conferma che il tema è sul tavolo del Consiglio di Stato.
Le “assicurazioni ricevute negli ultimi giorni dal consigliere di Stato Gobbi, in merito al fatto che il testo di legge verrà applicato nel rispetto della volontà dell’iniziativa di diminuire l’imposta di circolazione in maniera equa e giusta” sono state uno dei motivi portati dai firmatari dell’iniziativa al voto il prossimo 30 ottobre (assieme al controprogetto targato Ps e Verdi) per motivare la scelta di non inoltrare ricorso al Tribunale federale sull’opuscolo informativo dopo che la Cancelleria dello Stato ha modificato alcune parti del loro testo. Le parti, detto in breve, dove viene indicato a quanto ammonterebbe il risparmio per i cittadini. Ma le “assicurazioni” erano richieste anche per un altro motivo: vale a dire la girandola di calcoli e prese di posizione di alcuni attori riguardo al reale impatto sul portafoglio degli automobilisti.

Direttore Gobbi, di quali assicurazioni parla il comunicato del Centro/Ppd?
In questo caso il nocciolo della questione riguarda i due cicli di omologazione per il rilevamento delle emissioni di CO2, denominati rispettivamente Nedc (New european driving Cycle) e Wltp (Worldwide harmonized Lightduty vehicles test procedures). A partire dal settembre del 2017 in Svizzera e nell’Unione europea è stato introdotto gradualmente un nuovo ciclo di omologazione (il Wlpt), in sostituzione del Nedc. Il ciclo Wltp è stato adottato in particolare poiché permette di rilevare, e omologare, valori di consumo ed emissioni più simili alla realtà; il Nedc è stato infatti sovente criticato in quanto rilevava valori di consumo di carburante ed emissioni più bassi rispetto a quelli che avrebbe poi riscontrato il consumatore finale alla guida del veicolo. A partire da settembre del 2018 tutti i veicoli di nuova immatricolazione dispongono di valori calcolati secondo il Wltp. In alcuni casi vi sono veicoli che dispongono sia del valore Nedc che del valore Wltp. A partire dal 1° gennaio 2021 i veicoli di nuova immatricolazione dispongono solo del valore Wltp. Poiché il ciclo Wltp è stato concepito per omologare valori di consumi ed emissioni maggiormente simili alla realtà, sottoponendo la stessa vettura a entrambi i cicli di omologazione verranno rilevati tendenzialmente valori di consumo ed emissioni più alte con il ciclo Wltp. Anche per questa ragione l’Ustra ha modificando le sue prescrizioni sul CO2, mi riferisco agli obiettivi ambientali, innalzando da 95 a 118 g CO2/km la media massima delle emissioni per le vetture immatricolate in Svizzera. Dal momento che entrambe le formule proposte dal Gran Consiglio si basano in maniera preponderante sulle emissioni di CO2, il Dipartimento sta attualmente valutando alcune possibilità per “correggere” la formula stessa (o la sua applicazione) affinché i proprietari delle vetture più recenti – e tendenzialmente più rispettose dell’ambiente – non vengano svantaggiati unicamente perché la loro automobile è stata omologata secondo un nuovo ciclo, il Wltp.

Quali possibilità sono sul tavolo ora?
Tra quelle attualmente individuate vi è quella di aumentare – per le vetture con omologazione Wltp – la soglia della formula da 95 a 118 g CO2/km, allineandoci alle prescrizioni federali in materia.

Il Consiglio di Stato come può, operativamente, agire affinché la questione dei cicli di omologazione sia chiarita una volta per tutte e gli scopi dell’iniziativa vengano garantiti?
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici agendo come ho detto in precedenza. Per quanto concerne invece le possibilità di applicazione di un’eventuale modifica, sono attualmente in corso approfondimenti di natura giuridica e procedurale. Ho informato in questo senso i miei colleghi nel corso della riunione odierna (di ieri, ndr) del Consiglio di Stato.

Forse con un messaggio dopo la votazione?
Come detto, sono in corso approfondimenti.

Ma nel caso sarebbero sufficienti i tempi tecnici per garantire che il nuovo calcolo entri in vigore già a partire dal 2023, e che quindi gli automobilisti paghino di meno?
L’obiettivo del Consiglio di Stato è quello di poter introdurre entro il 1° gennaio 2023 la nuova formula per l’imposta di circolazione che verrà approvata dal popolo. Il Dipartimento delle istituzioni e la Sezione della circolazione hanno fatto e faranno tutto il possibile affinché ciò possa avvenire.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 ottobre 2022 de La Regione