Il Consiglio di Stato incontra Filippo Colombo e Roberto Delorenzi

Il Consiglio di Stato incontra Filippo Colombo e Roberto Delorenzi

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline il mountainbiker Filippo Colombo e il podista Roberto Delorenzi, specializzato in skyrunning. Il Governo ha reso ufficialmente omaggio ai due atleti cresciuti nel Comune di Monteceneri, che nelle scorse settimane sono diventati rispettivamente vicecampione e campione mondiale.

Il Governo ha espresso ai due campioni le proprie congratulazioni, a nome di tutta la popolazione ticinese, per le eccellenti prestazioni ai Campionati mondiali di mountain bike a Les Gets (Francia) e a quelli di skyrunning in Val d’Ossola (Italia). Filippo Colombo ha conquistato la medaglia d’argento nella specialità cross country short track, mentre Roberto Delorenzi è risultato vincitore nelle categorie sky e combinata.
L’incontro ha anche offerto l’occasione per discutere degli ottimi risultati che i due atleti hanno ottenendo negli ultimi anni. Nel 2022 Filippo Colombo ha infatti vinto anche la medaglia di bronzo agli Europei di cross country di Monaco di Baviera, è diventato campione svizzero di short track e ha vinto due tappe della Coppa del Mondo. Roberto Delorenzi, invece, nel 2021 ha conquistato il terzo posto ai Mondiali di skyrunning in Spagna, e quest’anno ha tagliato per primo il traguardo della Maratona più alta al Mondo, disputata sul Kilimangiaro, tra i 4.000 e 5.895 metri di quota.
Il Governo ha infine consegnato ai due giovani campioni ticinesi un omaggio, cogliendo l’opportunità per rivolgere loro i migliori auguri per il loro futuro sportivo.

Più richiedenti l’asilo per Cantone? «Noi il nostro lo facciamo, tocca ad altri»

Più richiedenti l’asilo per Cantone? «Noi il nostro lo facciamo, tocca ad altri»

La Confederazione ha oggi annunciato che l’elevato e continuo flusso di richiedenti l’asilo ha portato le strutture federali al massimo delle loro capacità, e che avrà bisogno dell’aiuto dei Cantoni, che dovranno accogliere più persone per permettere alla Svizzera di poter continuare a ospitare e accogliere tutti i richiedenti.

Anche il Ticino dovrà addossarsi sulle proprie spalle una quantità maggiore di richiedenti l’asilo? «Il lavoro che è stato fatto negli scorsi anni, con ad esempio il Centro federale d’asilo Pasture (Balerna e Novazzano) che è ormai operativo, ci permette di evitare che il Ticino si faccia un carico di attribuzioni superiore a quello che invece dovranno fare ora altri Cantoni», ha spiegato il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle Istituzioni (DI) Norman Gobbi, ai microfoni di Radio Ticino.

Ma cosa ha detto Gobbi a Berna? «Noi una maggiore disponibilità di posti non possiamo garantirla: abbiamo già un numero elevato di ucraini, più i centri federali del Mendrisiotto e questo è già un contributo essenziale alla gestione migratoria. È anche una questione di solidarietà, nell’ambito della ripartizione quei Cantoni che non hanno dei centri federali devono assumersi questo carico. Penso ad esempio alla Svizzera centrale».

Dettagli sulla ripartizione non sono però stati resi noti dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), e per questo ora il Ticino (ma non solo) si aspetta chiarimenti: «Vogliamo chiarimenti perché ho chiesto rassicurazioni su questa ripartizione, che deve avvenire in maniera tutelante del Ticino, o di San Gallo (cantone che è diventato un grande focus d’ingresso per molti afgani che arrivano dall’Austria)».

In generale, come guarda Norman Gobbi al maggior flusso di migranti e dei disordini recenti (con manifestazioni e scioperi della fame) avvenuti anche qui da noi? Il Consigliere di Stato leghista ha qui fissato una priorità: «Dobbiamo garantire la sicurezza in primis. So che il Comune di Chiasso ha preso contatto con la SEM visto che la presenza accresciuta di persone qualche problema di ordine pubblico lo crea. Per quanto riguarda queste manifestazioni (scioperi della fame) mi fanno sorridere, visto che non mi sembra che qui da noi queste persone vengano trattate male, dovrebbero fare paragoni con altre situazioni, anche territorialmente a noi vicine».

In relazione alla situazione migratoria, non manca infine una frecciatina alla Confederazione: «Seppur il tema della migrazione sia di competenza federale, la Confederazione non l’ha gestito in maniera corretta», ha accusato Gobbi. «Il problema relativo a una sufficiente capacità di accoglienza in proprio per gestire la procedura di asilo nelle prime fasi l’ho già alzato dieci anni fa, ma da Berna non hanno fatto i compiti a casa. Questo lo rimarcherò».

Da www.tio.ch

Cassis incontra i Governi di Ticino e Grigioni

Cassis incontra i Governi di Ticino e Grigioni

L’incontro è avvenuto a Berna. Discussi più temi, dal plurilinguismo ai rapporti con l’Italia, passando per la penuria energetica.

Sono stati accolti oggi a Berna i Consigli di Stato di Ticino e Grigioni. A fare gli onori di casa è stato il presidente della Confederazione e direttore del Dfae Ignazio Cassis. “Fra i temi discussi” – come si legge nel comunicato diffuso dal Dfae – c’è stata “l’attualità legata alla guerra in Ucraina e le ripercussioni sulla Svizzera, le relazioni transfrontaliere, la politica europea e la promozione del plurilinguismo”. L’incontro trilaterale odierno avviene a due anni di distanza dall’ultimo.
“È stata l’occasione per confrontarsi su temi di interesse comune e per trarre un primo bilancio dell’anno presidenziale, che Ignazio Cassis ha voluto improntare sulla pluralità e che lo ha portato in più occasioni in terra ticinese e retica. La Ukraine Recovery Conference, organizzata a inizio luglio a Lugano, ha ad esempio dato particolare risalto internazionale alla Svizzera italiana. Altri momenti salienti sono stati la Conferenza annuale degli ambasciatori a Pontresina, la seduta extra Muros del Consiglio federale in Val Müstair e la gita annuale del Consiglio federale in Ticino”.

Penuria energetica
Durante l’incontro, Cassis ha ricordato le iniziative prese dal suo Dipartimento per sostenere il plurilinguismo. Le discussioni si sono poi trasferite sull’attualità, inclusa la penuria energetica. Il consigliere federale ticinese “ha ribadito l’importanza della collaborazione fra Confederazione, Cantoni e industrie del settore per adottare le misure necessarie a garantire l’approvvigionamento, creare riserve, ridurre la dipendenza da gas e petrolio e rafforzare le energie rinnovabili nazionali”.

Rapporti con l’Italia
È pure stato affrontato il tema dei rapporti con l’Italia. “Le relazioni con Roma continuano ad essere buone e i due Paesi lavorano insieme alla risoluzione dei dossier aperti, fra cui il processo di ratifica dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri. La prevista visita di Stato del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in Svizzera sarà inoltre un’occasione per meglio approfondire le diverse tematiche transfrontaliere di interesse per Confederazione e Cantoni”.

(Immagine: Twitter Ignazio Cassis)

Da www.ticinonews.ch

Riforma delle Autorità di protezione: in un video il dibattito pubblico promosso dal Dipartimento delle istituzioni  

Riforma delle Autorità di protezione: in un video il dibattito pubblico promosso dal Dipartimento delle istituzioni  

Comunicato stampa

Con il dibattito pubblico dello scorso 11 ottobre si è concluso il ciclo di incontri organizzato dal Dipartimento delle istituzioni in relazione alla riforma delle Autorità di protezione, tra gli oggetti in votazione popolare il prossimo 30 ottobre. Gli incontri coordinati dalla Divisione della giustizia hanno dapprima coinvolto tutti i Comuni ticinesi, competenti per il funzionamento delle attuali Autorità regionali di protezione, e in seguito le Autorità stesse con i membri e il personale, per poi giungere alla serata pubblica aperta alla popolazione.

Le serate informative organizzate dal Dipartimento delle istituzioni si sono svolte in un clima proficuo e costruttivo, permettendo di presentare e discutere i contenuti principali della riforma nel merito della quale il Popolo ticinese il 30 ottobre prossimo si determinerà sul principio del passaggio dalle attuali Autorità regionali di protezione, che fanno capo ai Comuni, alle nuove Preture di protezione, Tribunali cantonali. Gli incontri coordinati dalla Divisione della giustizia hanno quindi consentito di promuovere momenti di scambio e di condivisione. Un approccio partecipato che ha permeato questa importante riforma approvata dal Consiglio di Stato a fine del 2021 a seguito di un’ampia procedura di consultazione che ha coinvolto gli oltre 200 attori interessati dalla riorganizzazione e dal Parlamento nel corso del mese di giugno 2022.  
La riforma delle Autorità di protezione con l’istituzione delle nuove Preture di protezione, Autorità giudiziarie cantonali, s’inserisce nella nostra società in continua evoluzione, per la quale le Istituzioni devono adeguarsi ai bisogni della cittadinanza. Una riforma sulla quale il Parlamento si chinerà in relazione agli aspetti organizzativi e procedurali a seguito della decisione popolare, tesa infine a migliorare la risposta dello Stato in favore delle fasce più fragili della popolazione.  
Il video del dibattito pubblico dell’11 ottobre 2022 trasmesso in diretta streaming è visibile al seguente link: https://youtu.be/9ydL4VnUw6kb  

Per maggior dettagli sulla votazione popolare relativa alla votazione popolare del 30 ottobre 2022 vertente anche sulla riforma delle Autorità di protezione si rimanda al rispettivo link della Cancelleria dello Stato.

La Lega ratifica all’unanimità l’alleanza con i democentristi

La Lega ratifica all’unanimità l’alleanza con i democentristi

Governo: ratificate le candidature dei due consiglieri di Stato uscenti e del capogruppo. Parlamento: non si ripresentano Michele Foletti ed Enea Petrini
Il movimento approva l’accordo con l’Udc per la corsa al Consiglio di Stato e ratifica la terza candidatura (Boris Bignasca). 

L’Assemblea della Lega dei Ticinesi benedice l’alleanza con l’Udc e dice quindi sì alla lista unica nella corsa per il Consiglio di Stato alle elezioni cantonali del prossimo aprile (due liste distinte invece per il parlamento). Il movimento di via Monte Boglia schiererà i ministri uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali. Nonché l’attuale capogruppo in Gran Consiglio Boris Bignasca. Anche se c’è chi ha sollevato la questione della rappresentanza regionale e chi avrebbe preferito una candidatura femminile per il terzo posto in squadra. Nei giorni scorsi Bignasca, figlio dell’artefice del movimento Giuliano, deceduto nel 2013, si era messo a disposizione. La sua candidatura è stata ratificata. Come da intesa, gli altri due nomi della lista saranno quelli dell’Udc: con il presidente cantonale Piero Marchesi, potrebbe esserci Paolo Pamini, granconsigliere, o Tiziano Galeazzi, municipale di Lugano e anche lui deputato.

Un’ottantina i partecipanti
È l’esito dei lavori– a porte chiuse– dell’Assemblea della Lega tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri al Centro cantonale della Protezione civile a Rivera. Diversi i presenti alla seduta dell’organo del quale fanno parte i consiglieri di Stato, i deputati federali e al parlamento cantonale, i membri fondatori, quelli onorari e i municipali. Erano in un’ottantina, tra cui trentuno nuovi candidati al Gran Consiglio (senza diritto di voto). Primo punto del programma: l’accordo elettorale con l’Udc, la premessa per affrontare e decidere il resto dei temi all’ordine del giorno. Accordo che è stato approvato praticamente all’unanimità (un’astensione). La discussione non è mancata sull’opportunità o meno dell’alleanza. Alla fine però ha prevalso il pragmatismo. L’alleanza con i democentristi, stretta peraltro anche nella tornata del 2019, sarebbe d’altronde l’unica possibilità per cercare di mantenere i due seggi in Consiglio di Stato, quantunque, e non è un mistero, ci sia in via Monte Boglia preoccupazione per la riconferma di Zali, considerate le ambizioni di Marchesi.

Quei punti dell’accordo
L’accordo, spiega ai giornalisti la vicecapogruppo in Gran Consiglio e portavoce Sabrina Aldi, riguarda non solo il rinnovo dei poteri cantonali nel 2023 ma anche le elezioni federali nell’ottobre dello stesso anno. Concretamente? «Liste congiunte per il Consiglio nazionale. Lista unica per il Consiglio degli Stati con un solo candidato (leggi il democentrista Marco Chiesa, ndr), ma con la facoltà – precisa Aldi – di ridiscutere con l’Udc quest’ultimo aspetto qualora alle ‘cantonali’ uno dei due consiglieri di Stato uscenti non venga rieletto». In altre parole: o corsa solitaria di Chiesa oppure (forse) in tandem con il leghista non rieletto ad aprile. Forse. Perché se del caso i due partiti ne discuteranno. Altro punto dell’accordo. «È stato preso un impegno generico da parte dei membri dei due partiti – afferma Aldi – di non muoversi attacchi personali». L’obiettivo «non può e non deve essere quello di attaccarci reciprocamente, l’obiettivo – dichiara alla ‘Regione Norman Gobbi – è quello, insieme, di attaccare politicamente le posizioni di coloro che vogliono indebolire questo Paese. Oggi più che mai dobbiamo portare avanti anche i seguenti temi: sovranità, indipendenza e neutralità». Lega e Udc «devono pertanto lavorare uniti», sottolinea Gobbi, fra i negoziatori dell’accordo: «È stato un percorso tortuoso, ma stasera (ieri sera, ndr) ne siamo arrivati a una». E ancora: «L’auspicio dell’Assemblea è che l’intesa con l’Udc valga anche per le prossime elezioni comunali, presentando dove possibile liste uniche per i municipi».

Marchesi: finalmente ci si potrà concentrare sulla campagna elettorale
Toccherà ora all’Udc, al suo Comitato cantonale per la precisione, pronunciarsi sull’accordo. «Per il momento – dice il presidente Piero Marchesi, da noi interpellato – non abbiamo fissato alcuna data, verosimilmente ci riuniremo nella seconda settimana di novembre, quando al Comitato cantonale sottoporremo per ratifica anche i nomi dei due nostri candidati sulla lista unica». E uno dei due sarà lo stesso Marchesi, che nelle scorse settimane in un’intervista alla ‘Regione’ ha annunciato la propria discesa in campo. Nel frattempo la Lega ha sottoscritto l’accordo elettorale con i democentristi… «all’unanimità, salvo un’astensione», rileva soddisfatto Marchesi. Che aggiunge: «Da mesi l’Udc sostiene che ci vuole un accordo. Poi durante le trattative sono stati messi alcuni paletti, alcune virgole. Ma va bene. Ora il sì massiccio della Lega all’intesa mi fa piacere. Finalmente ci si potrà concentrare sulla campagna elettorale». Si attende intanto l’esito della riunione del Comitato democentrista.

Il sindaco di Lugano: oggi in parlamento è tutti contro tutti
Tornando in casa Lega, l’Assemblea ha inoltre ratificato la lista per il Gran Consiglio. Ottantuno finora gli aspiranti deputati. Il Consiglio esecutivo del movimento è stato incaricato di trovare i restanti nove per completare la compagine. Degli ottantuno in corsa, dodici sono municipali, quindici coloro che ci riprovano mentre trentasei si candidano per la prima volta. Dei diciotto componenti l’attuale gruppo parlamentare, non si ripresenteranno in due. Uno è Michele Foletti, sindaco di Lugano, di tutti i granconsiglieri in carica è quello con più anni di presenza nell’emiciclo di Palazzo delle Orsoline: dal 1995 siede infatti nel Legislativo cantonale, del quale è stato anche presidente. È stato pure capogruppo e per diversi anni nella commissione ‘Gestione e finanze’. L’altro deputato della Lega che non si ricandiderà è Enea Petrini, membro della commissione ‘Giustizia e diritti’. Petrini è in parlamento dal novembre 2017. «Questi ultimi anni in Gran Consiglio li ho vissuti male, non c’è più un clima costruttivo», osserva Michele Foletti, avvicinato dalla ‘Regione’: «Quando per esempio c’era Alex Farinelli (attualmente consigliere nazionale, ndr) come capogruppo del Plr, abbiamo portato a casa due riforme fiscali e la manovra di rientro del 2016. Ora è tutti contro tutti».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 24 ottobre 2022 de La Regione

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Lega-UDC, «alla fine ha prevalso il pragmatismo»
Dopo lunghe discussioni (e pure qualche frecciatina), la Lega ha detto sì all’alleanza con l’UDC
Gobbi: «Questa è la formulazione dell’accordo che, magari non è perfetta, però accontenta tutti»
Marchesi: «Confido che il Comitato dell’UDC dia seguito a questa decisione»

Alla fine è passata la linea del pragmatismo. Della «realpolitik». Dopo lunghe discussioni (e pure qualche frecciatina), alla fine la Lega dei ticinesi ha detto sì all’alleanza con l’UDC per le elezioni cantonali del prossimo aprile. Un sì sancito dall’assemblea del Movimento di via Monte Boglia che, per la prima volta nella sua storia, è stata chiamata a un esercizio democratico di questo tipo. Ora, va detto, la palla passa al Comitato cantonale dei democentristi, il quale dovrebbe approvare l’accordo con i «cugini» leghisti verso la metà del prossimo mese.

Che cosa prevede l’alleanza?
I «punti forti» all’ordine del giorno, durante l’assemblea svoltasi a porte chiuse, erano essenzialmente due: l’accordo con l’UDC (per le cantonali, ma con uno sguardo pure alle federali e alle comunali) e la terza candidatura nella lista per il Consiglio di Stato. Il primo punto è stato accolto all’unanimità dall’assemblea, fatta eccezione per l’astensione di un diretto interessato: il consigliere di Stato Claudio Zali. L’accordo con i democentristi, in sostanza, prevede una lista unica in corsa per l’Esecutivo cantonale, formata da tre leghisti e due democentristi. Ma oltre a ciò (e questo era il primo elemento di discordia), l’intesa prevede pure che, nel caso in cui uno dei due consiglieri di Stato uscenti della Lega non dovesse essere rieletto, i due partiti torneranno a sedersi al tavolo per ridiscutere l’accordo in vista delle elezioni federali. E questo perché, così facendo, la Lega si riserva la possibilità di candidare un suo esponente nella corsa per la Camera alta. Se, invece, sia Gobbi che Zali fossero riconfermati, allora l’intesa prevede che per il Consiglio agli Stati sia candidato l’uscente Marco Chiesa su una lista unica Lega-UDC. Sempre riguardo alle elezioni federali, viene confermata la lista congiunta per il Consiglio nazionale. Resta poi il secondo elemento di discordia, ossia la seconda ‘‘clausola’’ dell’accordo. Essa, in sintesi, prevede che i membri dei due partiti s’impegnino – in una sorta di codice di comportamento – a non attaccarsi personalmente. Sì, quindi, all’opposizione in Gran Consiglio. Ma no agli attacchi diretti e personali. L’assemblea ha inoltre già ratificato 81 candidati (su 90) per il Gran Consiglio, dando delega al Consiglio Esecutivo del partito di completare la lista con gli ultimi 9 candidati. Si ripresenteranno tutti gli uscenti, fatta eccezione per il sindaco di Lugano Michele Foletti ed Enea Petrini, in Parlamento dal 2017. Infine, l’assemblea ha pure ratificato il terzo nome sulla lista per il Governo. In corsa, assieme ai due uscenti, ci sarà (senza sorprese) Boris Bignasca. Durante la discussione, alcuni hanno chiesto la presenza in lista di un momò, oppure di una donna. Anche in questo caso, però, è passata la linea del pragmatismo, mettendo in lista un nome di spicco che si identifica con la storia del Movimento.

Soddisfazione
Parecchia soddisfazione per il risultato ottenuto l’ha espressa, da noi interpellato a fine serata, il consigliere di Stato Norman Gobbi: «Al di là delle differenze d’opinione su alcuni temi, ciò che conta è l’obiettivo strategico dell’alleanza: ribadire che questo Paese deve rimanere libero, indipendente e neutrale. E naturalmente pure confermare che la destra in Ticino è presente. Con l’auspicio della Lega di confermare i due uscenti». Ha quindi vinto la linea del pragmatismo? «Si tratta di punti di incontro che occorre trovare», risponde Gobbi. «Da parte loro c’erano delle richieste, così come da parte nostra. E questa è la formulazione dell’accordo che, magari non è perfetta, però accontenta tutti». Dal canto suo, la vicecapogruppo e portavoce del Movimento Sabrina Aldi parla anch’essa di realpolitik: «Alla fine ha prevalso il pragmatismo», commenta al CdT. «Ossia la volontà di avere in Ticino una destra forte che possa mantenere i due seggi in Governo».

I prossimi passi
A questo punto, come detto, tocca all’UDC confermare a sua volta l’intesa. Lo stesso accordo approvato dalla Lega sarà dunque sottoposto al Comitato cantonale democentrista che, come ci spiega il consigliere nazionale Piero Marchesi, «dovrebbe verosimilmente tenersi nella prima metà di novembre». Lo stesso Marchesi, sull’accordo approvato dal Movimento di via Monte Boglia, si dice contento: «Mi rallegro del fatto che, praticamente all’unanimità, l’accordo sia stato approvato dalla Lega. Ciò dimostra che, al di là di qualche mal dipancia, quando si tratta decidere, da una parte come dall’altra, siamo pragmatici. Confido che il Comitato dell’UDC darà seguito a quanto deciso dalla Lega». Anche perché, chiosa Marchesi, «l’accordo è nell’interesse di entrambi i partiti e soprattutto del centro destra». Lo stesso comitato che deciderà dell’alleanza con la Lega, va detto, sarà pure chiamato a decidere i due nomi che l’UDC metterà in campo per la corsa al Consiglio di Stato. Ad oggi, sono tre le persone che si sono messe a disposizione: Piero Marchesi, Paolo Pamini e Tiziano Galeazzi.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 24 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

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Lega: alleanza con UDC e Boris Bignasca in lista
Queste le decisioni principali prese dall’Assemblea della Lega dei ticinesi, riunita domenica a Rivera

Alleanza con l’UDC per il Consiglio di Stato e il capogruppo Boris Bignasca in lista con gli uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali. Queste le decisioni principali prese dall’Assemblea della Lega dei ticinesi, riunita domenica a Rivera a porte chiuse.
Un appuntamento importante sotto più punti di vista. Prima di tutto in ottica elezioni cantonali del prossimo aprile. E poi c’è una novità interna non indifferente per un Movimento come la Lega: l’Assemblea appunto, il confronto allargato, un esercizio di democrazia interna finora negletto. È la prima volta che questo accade.
In merito alla decisione sul nome di Boris Bignasca “magari qualcuno avrebbe preferito avere una componente femminile piuttosto che una componente regionale però, alla fine, il Consiglio direttivo ha spiegato che la volontà era quella di candidare un profilo forte e questa è stata la decisione”, ha spiegato alle telecamere della RSI Sabrina Aldi, granconsigliera leghista e portavoce del Consiglio esecutivo.
Sull’alleanza con l’UDC, sempre Sabrina Aldi, ha spiegato che “alla fine ha prevalso il pragmatismo e quindi” la proposta “è stata accolta positivamente, praticamente all’unanimità dall’Assemblea. La volontà che è emersa oggi è quella comunque di correre con l’UDC per avere una destra forte”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Lega-alleanza-con-UDC-e-Boris-Bignasca-in-lista-15729208.html

Da wwww.rsi.ch/news

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Sì all’accordo elettorale con l’UDC

L’assemblea del partito di via Monte Boglia ha approvato l’accordo con l’Udc e i candidati in Gran Consiglio; accanto agli uscenti Gobbi e Zali sarà schierato Boris Bignasca.
La Lega dei Ticinesi si è riunita questa sera a Rivera per l’assemblea straordinaria (con un’ottantina di presenti, di cui 48 con diritto di voto). I soci presenti hanno approvato l’accordo elettorale con l’Udc Ticino e i candidati leghisti al Consiglio di Stato: accanto ai due uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali, la Lega schiera il capogruppo in Gran Consiglio Boris Bignasca.
I presenti hanno poi ratificato le candidature sin qui raccolte per il Gran Consiglio (81 nominativi su 90), demandando al Consiglio esecutivo della Lega il completamento delle liste.

https://www.ticinonews.ch/ticino/si-allaccordo-elettorale-con-ludc-369026

Meno annegamenti nel Ceresio, nel Verbano e nei nostri fiumi

Meno annegamenti nel Ceresio, nel Verbano e nei nostri fiumi

Norman Gobbi commenta in modo positivo la campagna di prevenzione 2022 di Acque sicure

La stagione turistica estiva è terminata. Tempo di bilanci. Anche sul fronte della sicurezza. Per questo il Dipartimento delle istituzioni ha presentato i risultati della sua campagna di prevenzione e di sensibilizzazione “Acque sicure”. “Il caldo dei mesi estivi – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ha favorito una forte presenza di ticinesi e di turisti sulle rive del Ceresio, del Verbano, dei fiumi Maggia e Verzasca e ai bordi di tutti i corsi d’acqua del nostro territorio. Una ricerca di refrigerio, ma anche occasioni di sport, come quelli praticati in particolare nei torrenti della Riviera e della Leventina dai molti canyonisti che giungono dalla Svizzera interna e dall’estero, attratti dalla bellezza di questi fiumi, che scendono a precipizio dalle nostre vallate laterali. Poter godere della meravigliosa natura che abbiamo in Ticino è un piacere e proprio per questo occorre sempre attirare l’attenzione anche sui pericoli che si possono incontrare. Da qui l’impegno del Dipartimento delle istituzioni nel lavoro di sensibilizzazione e di prevenzione, in collaborazione con la commissione cantonale Acque sicure. Un’attività che anno dopo anno, proprio grazie ai nostri partner, definisce strategie di prevenzione sempre più mirate”.

Quale bilancio traccia in questo 2022 sulla campagna Acque sicure? “Sostanzialmente positivo, per la mole di lavoro svolto e per l’andamento in generale degli incidenti”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Di fronte a una massiccia presenza di persone nei laghi, sui fiumi, ma anche nelle piscine pubbliche e private, abbiamo avuto meno annegamenti rispetto allo scorso anno. Certo, ogni morto è una disgrazia che tutti vorremmo evitare e quindi le sei vittime registrate quest’anno (a fronte delle 9 avvenute nel 2021) ci devono lanciare il messaggio di proseguire nella prevenzione e nella sensibilizzazione. Solo il richiamo puntuale alla prudenza e la messa in guardia sui pericoli faranno in modo che gli incidenti calino di conseguenza”, afferma Norman Gobbi.

Un dato risalta in modo rilevante al termine di questa stagione estiva: in Svizzera vi è stato un forte aumento di annegamenti (da 35 nel 2021 a 60 quest’anno e la cifra non è ancora definitiva). “Il Ticino, come abbiamo visto, è per fortuna in controtendenza. Potremmo quindi dedurre che la campagna Acque sicure abbia dato un esito positivo. Interpretiamo questo dato favorevolmente, coscienti però, come detto, che non possiamo mai abbassare la guardia. E proprio in questo senso la commissione cantonale Acque sicure, che ringrazio per il lavoro che svolge in collaborazione con il DI, è già proiettata nel 2023, cercando di analizzare le cause degli incidenti avvenuti quest’anno per proporre misure e lanciare messaggi preventivi sempre meglio mirati. Come, per esempio, il rafforzamento della collaborazione con i Comuni, già messo in campo quest’anno. Una collaborazione che a Lugano ha sortito l’ottimo risultato di avere zero annegamenti alla Foce del Cassarate, dopo i 2 morti del 2021”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

«Dossier PolCom, se ne deve occupare la Città»

«Dossier PolCom, se ne deve occupare la Città»

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni esclude un intervento «dall’alto» per risolvere i problemi della Polizia comunale

La Polizia cittadina di Locarno è sempre più nell’occhio del ciclone, considerando le inchieste interne, l’audit e soprattutto l’indagine del Procuratore generale che recentemente ha interrogato cinque agenti ipotizzando per loro il reato di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Sugli ultimi sviluppi, che se confermati sarebbero delle aggravanti per chi è deputato a combattere il consumo e lo spaccio di droga, abbiamo interpellato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che ha la responsabilità politica della Polizia cantonale. Direttore, è preoccupato della situazione venutasi a creare nella PolCom di Locarno? «Mi sembra ancora troppo prematuro esprimersi, essendo l’inchiesta gestita dal Procuratore generale Andrea Pagani ancora all’inizio. E invito comunque alla prudenza e a non voler fare processi mediatici e politici prima che i fatti siano davvero chiariti», sottolinea. Ma la situazione che s’è venuta a creare in questi mesi a Locarno non necessiterebbe forse di un intervento autorevole, dall’alto, ad esempio direttamente dal suo Dipartimento: qualche settimana fa, dopo i fatti della Rotonda, lei s’è confrontato con il sindaco Alain Scherrer… «Quella discussa con il sindaco era la possibilità di un incontro sul tema della sicurezza in alcuni spazi pubblici cittadini, in particolare all’indomani delle immagini del brutale pestaggio alla Rotonda di Locarno. Non ha nulla a che vedere con la fattispecie attuale. Ricordo che la competenza sulla Polizia comunale è e rimane della Città», evidenzia il consigliere di Stato.

Polizia unica
La situazione piuttosto critica di Locarno spinge verso il progetto di una Polizia unica o suddivisa in due grandi regioni: Sopraceneri e Sottoceneri. «Il discorso sulla Polizia unica è oggi nelle mani del Parlamento cantonale, che deve esprimersi in merito agli atti parlamentari presentati (come ad esempio l’iniziativa generica presentata dal deputato socialista Raoul Ghisletta, responsabile del “Gruppo polizia” del sindacato Vpod, ndr). Anche qui invito a non mischiare le carte. Capisco il ragionamento di chi vuole giudicare le difficoltà contingenti mettendole in relazione con il discorso più generale della Polizia unica. Però il dibattito deve essere fatto su altre basi. Continua invece l’impegno del Gruppo di lavoro “Polizia ticinese” che vede allo stesso tavolo il Cantone e i Comuni per definire competenze e ruoli tra Polizia cantonale e polizie comunali, nell’ottica di essere ancora di più efficaci ed efficienti nel garantire la sicurezza sul territorio ticinese», conclude Gobbi.

Da www.cdt.ch

53a Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

53a Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

Comunicato stampa

La 53a conferenza dei Capi di Governo delle regioni della Comunità di lavoro alpina Arge Alp ha avuto luogo oggi ad Innsbruck.
Nel corso della stessa, oltre alla sottoscrizione di tre dichiarazioni di collaborazione, è stato celebrato anche il 50° dalla sua fondazione.

Venerdì 21 ottobre 2022 si è tenuta presso la residenza imperiale Hofburg di Innsbruck la 53a riunione dei Capi di Governo della comunità di lavoro Arge Alp. Durante i lavori è stata più volte sottolineata l’importanza della collaborazione transfrontaliera fra le regioni dell’arco alpino, in particolare in momenti, come quelli attuali, così carichi di sfide geopolitiche. A tale proposito sono state condivise, discusse e approvate tre importanti dichiarazioni di collaborazione:

  1. Gestione transfrontaliera del lupo
  2. Politica di protezione del clima orientata al futuro per la regione alpina
  3. 50 anni di ARGE ALP – Una forte rappresentanza degli interessi della regione alpina

Con la prima risoluzione si sottolinea l’importanza di una gestione transfrontaliera coordinata del lupo. Essa prevede lo scambio di informazioni e un monitoraggio dei grandi predatori, nonché di migliorare il coordinamento delle regole nella gestione del lupo e le regioni alpine hanno formulato la richiesta di riduzione dello stato di protezione del lupo a livello europeo, come peraltro già richiesto dai Cantoni Ticino e Grigioni all’autorità federale.
Nella risoluzione in merito alle politiche di protezione del clima, è stata sottolineata l’importanza dell’impegno per soluzioni climatiche sostenibili. Tutto l’arco alpino è infatti toccato fortemente dal cambiamento climatico e lo scopo è quello di promuovere progetti e iniziative, sia in ambito energetico che a livello di trasporti.
L’ultima risoluzione mira invece a sottolineare quanto raggiunto nel corso degli ultimi cinquant’anni e le sfide previste per il futuro della comunità di lavoro. Il Cantone Ticino, rappresentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha in particolare sottolineato la necessità – in ambito transfrontaliero – di allineare e accelerare le misure per la gestione dei grandi predatori nell’arco alpino.
La conferenza, che ha nuovamente sottolineato la necessità di avere delle istituzioni solide e stabili, ha anche segnato il passaggio di testimone della presidenza, che sarà assunta fino a fine 2023 dal Canton San Gallo.
Il Consigliere di Stato e Presidente di Governo Marc Mächler Platter ha presentato il programma della nuova presidenza, che si concentrerà sul tema delle energie rinnovabili, con un focus principale sull’utilizzo dell’idrogeno nelle regioni alpine.
Nel corso della Conferenza sono inoltre stati resi noti i vincitori del premio Arge Alp 2022, dedicato alla tutela climatica. L’obiettivo del premio era quello di mettere in risalto grandi progetti, progetti startup e progetti grassroots particolarmente innovativi nei settori della sostenibilità e della tutela climatica. Il Cantone Ticino ha ricevuto il premio regionale della categoria grassroots con il progetto „Ecoligia“. Maggiori informazioni sul progetto seguiranno nel corso del mese di novembre, quando sarà organizzata la premiazione su territorio cantonale.
La Conferenza dei Capi di Governo si è tenuta dopo un momento commemorativo e di riflessione a Mösern, presso la Campana della Pace, luogo in cui la Comunità alpina venne fondata 50 anni or sono, il 12 ottobre 1972. Nel corso di questa commemorazione è intervenuto anche il primo Presidente della Regione Lombardia, Piero Bassetti, considerato uno dei padri fondatori di Arge Alp, insieme ai governatori tirolesi Eduard Wallnöfer e altoatesino Silvius Magnago e al ministro presidente della Baviera Alfons Goppel. Bassetti ha sottolineato come oggi, esattamente come allora, la centralità delle Alpi è stata conservata intatta nella convinzione che l’Europa è fatta da regioni, prima che da nazioni, i cui temi centrali sono sempre stati i trasporti e l’agricoltura di montagna e la sostenibilità.
Il Cantone Ticino appartiene formalmente ad Arge Alp da 35 anni.

Della Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine (ARGE ALP) fanno parte 26 milioni di abitanti delle seguenti regioni, cantoni e province di Germania, Austria, Svizzera e Italia: Baviera, Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Lombardia, Alto Adige, Trentino, S. Gallo, Ticino e Grigioni.

 

Annegamenti in calo, perlomeno in Ticino

Annegamenti in calo, perlomeno in Ticino

Acque sicure: sono state sei le vittime dei nostri laghi e dei nostri fiumi nell’estate 2022, tre in meno rispetto al 2021 «A seguito delle tre tragedie registrate già prima del 30 giugno la campagna ha introdotto misure urgenti e rafforzate»

Sono sei gli annegamenti registrati quest’anno, al termine della stagione turistica estiva. Tre si sono verificati nei laghi ticinesi e altri tre nei fiumi. Nei confronti dello scorso anno vi è stata quindi una diminuzione delle vittime (erano state nove durante la stagione 2021). Il bilancio della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione «Acque sicure» è stato presentato questa mattina alla Foce di Lugano dal consigliere di Stato Norman Gobbi, dal municipale della Città di Lugano Tiziano Galeazzi, nonché dalla capo progetto della commissione cantonale, Fabienne Bonzanigo. Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha evidenziato alcuni degli aspetti più importanti della campagna 2022. In particolare un’intensificazione della collaborazione con i Comuni, e quella con Lugano ne è un esempio concreto. «I dati dimostrano l’importanza del lavoro svolto dalla commissione “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda, in rappresentanza della Società svizzera di salvataggio, e all’interno della quale si trovano i principali partner e specialisti del settore: dalla Polizia lacuale all’Agenzia turistica ticinese, dal Servizio navigazione alla Suva, dai Dipartimenti DT, DSS e DECS (oltre naturalmente al DI) all’ente Elettricità Svizzera italiana, sino a giungere all’UPI».
Anche nel 2022 la presenza di residenti e di turisti sulle rive dei laghi e dei fiumi ticinesi è stata elevatissima, complice il grande caldo di questa estate. I morti sono stati sei, con un avvio di stagione tragico. «Proprio a seguito delle tre vittime registrate già prima del 30 giugno, la campagna Acque sicure ha introdotto misure urgenti e rafforzate in collaborazione con i Comuni e con Ticino Turismo, che ringrazio per aver raccolto la sfida», ha detto Norman Gobbi.

In Svizzera forte aumento
Se in Ticino si è assistito per fortuna a una diminuzione dei morti rispetto all’anno scorso, il discorso in Svizzera è purtroppo inverso. Nel 2021 vi furono 36 annegamenti; quest’anno sono stati ben 60 (dato attualizzato a metà settembre e ancora non definiti-vo). Il discorso si è spostato anche sui dati relativi proprio alla Foce del Cassarate. Ebbene, quest’anno non si sono registrate vittime, contro i due annegamenti del 2021. Tiziano Galeazzi ha ricordato tutte le misure messe in campo, in collaborazione con la commissione cantonale Acque sicure, per una maggiore azione di controllo, di prevenzione e di informazione. Un risultato positivo, anche grazie alla nuova misura dei pattugliatori, che si spera possa essere consolidato negli anni futuri. Dal canto suo, Fabienne Bonzanigo ha illustrato il grosso lavoro condotto dalla commissione cantonale, ringraziando i membri per l’assiduo impegno. La campagna di prevenzione si è sviluppata con la diffusione di messaggi informativi tramite i vari vettori mediatici e i differenti attori del settore turistico, ma anche con la promozione di attività di sensibilizzazione.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

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Calano gli annegamenti in Ticino
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15717019

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 18 ottobre 2022 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Meno-annegamenti-in-Ticino-15716227.html

Da www.rsi.ch/news

 

Bilancio della campagna 2022 di Acque sicure

Bilancio della campagna 2022 di Acque sicure

Comunicato stampa

Sono sei gli annegamenti registrati quest’anno, al termine della stagione turistica estiva. Tre si sono verificati nei laghi ticinesi e 3 nei fiumi. Nei confronti dello scorso anno vi è stata una diminuzione delle vittime (furono 9 durante la stagione 2021). Il bilancio della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione Acque sicure è stato presentato questa mattina alla Foce di Lugano dal Consigliere di Stato, Norman Gobbi, dal municipale della Città di Lugano, Tiziano Galeazzi, capo del Dicastero Consulenza e Gestione, nonché dalla capo progetto della commissione cantonale, Fabienne Bonzanigo.

La prevenzione è uno dei tasselli essenziali dell’attività del Dipartimento delle istituzioni, con lo scopo di garantire la più alta sicurezza alle cittadine e ai cittadini ticinesi. In questo senso “Acque sicure” si inserisce accanto alle campagne “gemelle” poste sotto il cappello di “Ticino sicuro”: “Strade sicure”, “Montagne sicure”, “Cyber sicuro”, “Stop radicalizzazione”.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi ha evidenziato alcuni degli aspetti più importanti della campagna 2022. In particolare un’intensificazione della collaborazione con i Comuni e quella con Lugano ne è un esempio concreto. I dati dimostrano l’importanza del lavoro svolto dalla commissione “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda, in rappresentanza della Società svizzera di salvataggio, e all’interno della quale si trovano i principali partner e specialisti del settore: dalla Polizia lacuale, all’Agenzia turistica ticinese; dal Servizio navigazione alla Suva, dai Dipartimenti DT, DSS e DECS (oltre naturalmente al DI) all’ente Elettricità Svizzera italiana, sino a giungere all’UPI.

La prudenza fa la differenza
Anche nel 2022, al pari del 2021, la presenza di residenti e di turisti sulle rive dei laghi e dei fiumi è stata elevatissima, complice il grande caldo di quest’estate. I morti sono stati 6, con un avvio di stagione tragico. “Proprio a seguito delle tre vittime registrate già prima del 30 giugno, la campagna Acque sicure ha introdotto misure urgenti e rafforzate in collaborazione con i Comuni e con Ticino Turismo, che ringrazio per aver raccolto la sfida”, ha detto Norman Gobbi.

In Svizzera vittime in forte aumento
Se in Ticino si è assistito per fortuna a una diminuzione dei morti rispetto all’anno scorso, il discorso in Svizzera è purtroppo inverso. Nel 2021 vi furono 36 annegamenti; quest’anno sono stati ben 60 (dato attualizzato a metà settembre e ancora non definitivo). Tenuto conto dell’andamento, in Ticino sarà importante continuare la prevenzione collaborando con i partner, insistendo sui gruppi di interesse e sui luoghi giudicati pericolosi, raggiungendo i destinatari dei messaggi di prevenzione ancora prima che giungano in Ticino e rafforzare i cartelli informativi là dove i rischi sono maggiori.

Alla Foce nessun morto
Quest’anno alla Foce del Cassarate non si sono registrate vittime, contro i due annegamenti del 2021. Il municipale di Lugano Tiziano Galeazzi ha ricordato tutte le misure messe in campo, in collaborazione con la commissione cantonale Acque sicure, per una maggiore azione di controllo, di prevenzione e di informazione. Un risultato positivo, che si spera possa essere consolidato anche negli anni futuri. Dal canto suo la capo progetto della campagna, Fabienne Bonzanigo, ha illustrato il grosso lavoro condotto dalla commissione cantonale, ringraziando i membri per l’assiduo impegno. La campagna di prevenzione si è sviluppata con la diffusione di messaggi informativi tramite i vari vettori mediatici e i differenti attori del settore turistico, ma anche con la promozione di attività di sensibilizzazione durante eventi e manifestazioni presenti sul territorio cantonale durante i mesi estivi.

Campagna social: bilancio lusinghiero
Al termine della presentazione alla stampa, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato gli indirizzi e gli obiettivi futuri: migliorare le conoscenze delle persone sui pericoli; promuovere l’acquisizione e il mantenimento delle competenze di auto salvataggio; promuovere luoghi di balneazione pubblici e privati sicuri e rendere sicuri i punti di pericolo sulle acque; formare persone con compiti di controllo, sorveglianza o salvataggio. Inoltre ha tracciato un bilancio della campagna di prevenzione Ticinosicuro, condotta attraverso i social media. Una campagna che lancia messaggi di sensibilizzazione nei 5 ambiti di prevenzione: Acque sicure, Montagne sicure, Strade sicure, Cyber sicuro e stop radicalizzazione. Oltre al canale Facebook avviato nel 2021, da luglio è stato attivato anche instagram, con l’obiettivo di raggiungere un target più giovane (18-34 anni). Stando ai dati raccolti l’obiettivo è stato centrato.