Avviati i lavori dell’organizzazione di progetto per il servizio sanitario coordinato

Avviati i lavori dell’organizzazione di progetto per il servizio sanitario coordinato

Comunicato stampa (Rete integrata Svizzera per la sicurezza)

Il gruppo di progetto sul futuro orientamento del servizio sanitario coordinato ha iniziato i suoi lavori mercoledì 15 gennaio 2020.
Il gruppo è costituito da rappresentanti di organi della Confederazione e dei Cantoni attivi nel settore della sanità e della sicurezza. Il progetto concerne in particolare la futura organizzazione del settore sanitario svizzero, soprattutto per quanto concerne la gestione di situazioni di crisi. I lavori sono stati avviati dal DDPS sulla base di una perizia del professor Thomas Zeltner.

Il servizio sanitario coordinato (SSC) ha il compito di coordinare le attività degli organi civili e militari incaricati di pianificare, preparare e mettere in atto le misure d’ordine sanitario. Attualmente è diretto da un organo aggregato all’esercito. La situazione di minaccia e il settore della sanità hanno subìto non pochi cambiamenti e l’esercito è stato sottoposto a diverse riforme: è pertanto opportuno verificare se l’attuale organizzazione sia ancora adeguata.

Il DDPS ha incaricato pertanto il professor Thomas Zeltner di redigere una perizia sulla conformità dell’attuale organizzazione del SSC alle sfide e ai compiti attuali. Nella sua perizia il professor Zeltner ha confermato che l’organizzazione va rivista e ha raccomandato misure concrete riguardo alle prestazioni, ai compiti e al futuro orientamento del SSC.

Varianti per il miglioramento della collaborazione

A novembre 2019 il delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) è stato incaricato dalla consigliera federale Viola Amherd, dalla Piattaforma politica della RSS e dalla presidente della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) di analizzare con i partner principali del SSC i risultati della perizia del professor Zeltner e di proporre relative varianti di attuazione. Il gruppo di progetto, in cui sono rappresentati gli organi della Confederazione e dei Cantoni attivi nel settore della sanità e della sicurezza, ha avviato i suoi lavori nella giornata di ieri, mercoledì 15 gennaio 2020.

Il gruppo di progetto ha l’incarico di elaborare varianti per l’attuazione del nuovo orientamento del SSC e di sottoporle nel primo trimestre del 2021 ai decisori politici della Confederazione e dei Cantoni. Dovrà in particolare individuare gli ambiti in cui è possibile migliorare la collaborazione e la coordinazione a livello di servizio sanitario e le relative modalità di ottimizzazione, segnatamente per quanto concerne la gestione di situazioni di crisi dovute a pandemie, incidenti nucleari, terremoti o attentati terroristici.

Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri

Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri

Il Consiglio di Stato ha rinnovato per il periodo 2020-2023 la scelta dei membri e del Presidente della Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri. Il rinnovato organismo è entrato in carica il 1. gennaio 2020 e le
nomine saranno in vigore fino al il 31 dicembre 2023. Per le attività di segretariato potrà contare sul Servizio per l’integrazione degli stranieri.

Omar Gianora è stato riconfermato quale Presidente e coordinatore della Commissione. Gli altri membri designati dal Consiglio di Stato sono Morena Antonini, Rosalia Croce, Gabriela Giuria Tasville, Andrea Fra Martino Dotta e Murat Pelit. Il loro compito consisterà nel promuovere i Programmi federali e cantonali di integrazione e di prevenzione della discriminazione, e – con il Delegato cantonale all’integrazione – nel formulare proposte per eventi ufficiali che migliorino il dialogo e la comprensione reciproca tra la popolazione residente e gli stranieri.

La Commissione parteciperà inoltre agli sforzi per raggiungere gli obiettivi fissati dal Dipartimento delle istituzioni; ciò, non solo per quanto riguarda la fedeltà ai principi di intervento in questo delicato settore, ma soprattutto a livello pratico, sfruttando al meglio le esperienze e i contatti dei singoli membri. Le persone designate rappresentano infatti la conoscenza delle religioni (Fra Martino Dotta), il mondo del lavoro (Rosalia Croce), la Sezione della popolazione (Morena Antonini Simionato), gli enti di prevenzione e lotta contro discriminazione e razzismo (Gabriela Giuria Tasville), lo sport (Murat Pelit) e l’istruzione (Omar Gianora).

Il Consiglio di Stato ringrazia la precedente Commissione per il lavoro svolto fino a ora e augura buon lavoro ai nuovi membri.

Cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale

Cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale

Comunicato stampa

 

Martedì 14 gennaio nel tardo pomeriggio nella sala del Gran Consiglio si è svolta la cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale. Quattordici neo ispettori hanno ricevuto l’attestato che certifica la conclusione del ciclo formativo. I nuovi inquirenti sono pronti a garantire alla Polizia giudiziaria la continuità di effettivi

Nel suo intervento a nome del Consiglio di Stato, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza della funzione che i neo ispettori andranno a ricoprire. “Il vostro lavoro – ha affermato Gobbi – vi porterà a operare in ambiti molto sensibili per la nostra società. Il contrasto alla media e grande criminalità, così come l’analisi per anticipare e risolvere eventuali fenomeni dannosi, permettono alla collettività di rimanere sana. Le sfide alla criminalità informatica, alla criminalità economico finanziaria consentono all’economia del nostro Cantone di mantenere un tessuto competitivo e non imbastardito da aziende insane. Questo si traduce in posti di lavoro di qualità e in ultima analisi in benessere per i cittadini di questo Cantone”.

Parole di saluto e di felicitazioni sono state espresse anche dal presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal responsabile della scuola per ispettori giudiziari, cap Orlando Gnosca. Hanno partecipato alla cerimonia anche il procuratore generale Andrea Pagani, il sostituto procuratore generale Nicola Respini e il presidente dell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi Maurizio Albisetti.

 

Ndrangheta senza frontiere

Ndrangheta senza frontiere

Puntata di “60 Minuti” RSI andata in onda lunedì 13 gennaio 2020

https://www.rsi.ch/la2/programmi/informazione/60-minuti/Ndrangheta-senza-frontiere-12579627.html

La Svizzera sta facendo abbastanza per affrontare la presenza ormai accertata della criminalità organizzata ?

Ospiti in studio:
Norman Gobbi, consigliere di stato e capo del dipartimento istituzioni
Marco Romano, consigliere nazionale PPD TI
Emanuele Stauffer, avvocato ed ex procuratore pubblico

Con un’intervista registrata a Nicoletta della Valle, direttrice FEDPOL

Imposte di circolazione 2020

Imposte di circolazione 2020

Nei prossimi giorni i detentori di un veicolo immatricolato riceveranno al loro domicilio la fattura dell’imposta di circolazione 2020. La stessa potrà essere pagata entro il 1. marzo 2020 e sarà analoga a quella del 2019. L’imposta di circolazione di base non è infatti stata modificata. La nuova formula di calcolo, contenuta nel messaggio 7670 approvato dal Governo il 12 maggio 2019, è attualmente al vaglio del Parlamento e si prefigge di allineare le imposte di circolazione richieste in Ticino alla media nazionale, seguendo i principi di sostenibilità ambientale e di copertura dei costi dell’infrastruttura stradale.

Per il 2020 il totale fatturato dal Cantone per le varie imposte di circolazione ammonterà a 132.8 milioni di franchi – importo identico al 2019 – ai quali si aggiungono circa 3.5 milioni per le imposte di navigazione. Con riferimento unicamente alle 226’020 automobili immatricolate (2018: 225’883) l’ammontare dell’imposta di circolazione 2020 fatturato sarà di 104.8 milioni di franchi, leggermente inferiore al gettito del 2019 (105.1 milioni). Al 31 dicembre 2019 l’intero parco veicoli si attesta a ben 322’841 unità.  

Come detto, l’imposta di circolazione 2020 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quella del 2019, così come i coefficienti bonus-malus, a dipendenza dell’emissione di CO2 dei veicoli immatricolati per la prima volta dopo il 01.01.2009. Tali coefficienti sono stati riconfermati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto al 2018.

Sul sito web della Sezione della circolazione è possibile calcolare l’ammontare della propria imposta di circolazione utilizzando il calcolatore online. Per il pagamento dell’’imposta – da saldare entro il 1. marzo 2020 – vi è la possibilità di usufruire della procedura elettronica (e-fattura), mentre nella busta contenente la fattura che sarà recapitata nei prossimi giorni ai detentori di un veicolo sarà pure allegato l’abituale volantino informativo, quest’anno intitolato “117, e la Polizia c’è!” a firma del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

 

Allegato:
Emissione imposte 2020

Scuola di Polizia, un incontro informativo a Rivera

Scuola di Polizia, un incontro informativo a Rivera

Comunicato stampa

Il 17.01.2020, dalle 19:00, presso il Centro d’istruzione della Protezione civile in via Ravello a Rivera si terrà un incontro informativo relativo al concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti ispettori/trici di Polizia giudiziaria per la Polizia cantonale, nuovi aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Biasca, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano, Mendrisio, Minusio e Muralto nonché per la Polizia dei trasporti. I candidati seguiranno la Scuola di Polizia a partire dal 1. marzo 2021. La formazione di polizia richiede un percorso formativo e certificativo di base su due anni: il primo presso una scuola di polizia riconosciuta (per il Ticino la Scuola di Polizia del V° circondario) e un secondo anno di formazione pratica presso il Corpo di appartenenza. Gli esami federali di professione sono previsti al termine del secondo anno.
Come di consueto, l’idoneità dei candidati sarà verificata mediante prove fisiche, di cultura generale, psicologiche, colloqui di motivazione e verifiche mediche. La decisione sull’assunzione degli aspiranti giungerà entro tre mesi dall’inizio della formazione.

Le candidature vanno inoltrate entro il 03.02.2020. Il bando di concorso e i formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo www.ti.ch/polizia.

 

 

 

 

Al via la formazione per gli aspiranti Assistenti di Sicurezza

Al via la formazione per gli aspiranti Assistenti di Sicurezza

Comunicato stampa
Gli Assistenti di Sicurezza Pubblica (ASP) saranno da ora riconosciuti a livello svizzero. Questo grazie al nuovo percorso formativo che ha preso il via a inizio gennaio. La formazione degli aspiranti ASP prevede una parte comune a tutti i profili (moduli di base) e, successivamente, una parte orientata alla specializzazione (moduli specialistici).

Il 07.01.2020 presso il Centro formazione di polizia del V Circondario a Giubiasco ha preso avvio la Scuola Assistenti di Sicurezza Pubblica (SASP), la quale include sia aspiranti Assistenti per la Polizia cantonale sia aspiranti Assistenti per le polizie comunali. Da quest’anno il percorso di formazione degli aspiranti ASP è stato armonizzato sul piano nazionale e conta ora il riconoscimento dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP).
Gli Assistenti di Sicurezza Pubblica, le cui mansioni sono di supporto a quelle assegnate dalla Legge all’Agente di polizia, si impegnano a favore della sicurezza pubblica e possono essere chiamati, anche in funzione della loro specializzazione, a collaborare in più ambiti, tra i quali la gestione e il controllo del traffico fermo e in movimento, le collaborazioni in attività di prevenzione di polizia di prossimità, l’attività di centrale operativa, la gestione e il trasporto dei detenuti.
Gli aspiranti Assistenti (25 in tutto, 17 per la Polizia cantonale e 8 per le diverse polizie comunali) seguiranno inizialmente una formazione di base della durata di cinque settimane, che prevede un percorso modulare comprensivo di materie quali psicologia, etica, conoscenze giuridiche, sicurezza personale, nonché di un periodo di stage.
Al termine di questa prima fase è previsto un esame che, se superato, darà accesso agli aspiranti ASP ai successivi moduli specialistici previsti dal piano di studio dell’ISP. Il certificato ISP sarà da loro ottenuto una volta concluso il modulo di specializzazione e solo dopo il superamento di un ulteriore esame finale.

Rapporti tra Cantone e Comuni: aperte le iscrizioni al 2. Simposio

Rapporti tra Cantone e Comuni: aperte le iscrizioni al 2. Simposio

Comunicato stampa

Avrà luogo martedì 4 febbraio 2020 al Palazzo dei Congressi di Lugano la seconda edizione del Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni. L’evento è rivolto ai Municipali, ai Consiglieri comunali, alle autorità politiche cantonali e ai funzionari dell’amministrazione cantonale e di quelle locali. La partecipazione al pomeriggio di studio è gratuita ed è possibile iscriversi compilando il modulo online sul sito www.ti.ch/eventisel entro il 29 gennaio 2020.
Al giorno d’oggi cosa significa fare politica a livello locale? Come stanno evolvendo – o evolveranno – le amministrazioni comunali per rimanere al passo con i tempi? Le realtà locali riescono ancora a soddisfare i bisogni dei propri cittadini? Nei nuovi enti locali, figli dei processi aggregativi, i nuovi quartieri fungono da fulcro per la vita comunitaria o stanno divenendo solamente dormitori per cittadini?
Queste e altre domande sul ruolo che il Comune ricopre nel contesto istituzionale odierno saranno al centro del dibattito che animerà la seconda edizione del Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni. Un momento privilegiato di scambio tra gli attori dei due livelli istituzionali – quello cantonale e quello comunale – per provare a definire insieme il perimetro di quello che potrebbe essere il Comune ticinese di domani.
Il pomeriggio sarà strutturato in due parti. Inizialmente i partecipanti potranno seguire uno dei seguenti quattro seminari:
1. Autonomia comunale: aspettative contraddittorie
2. Organizzazioni sempre meno locali, ma sempre più regionali
3. Modalità di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali
4. Quartieri dormitorio o incubatori di comunità?

Dopo un momento di pausa, i lavori riprenderanno dapprima con l’assegnazione del premio per l’edizione 2019 del Comune innovativo e in seguito le riflessioni emerse in ogni gruppo verranno discusse durante una tavola rotonda alla quale parteciperanno una delegazione del Consiglio di Stato e alcuni municipali presenti alla giornata di studio. Il programma dettagliato dell’evento è consultabile sul portale www.ti.ch/eventisel.
Per ragioni organizzative gli interessati a partecipare sono pregati di iscriversi entro il 29 gennaio 2020 compilando il formulario online sul sito www.ti.ch/eventisel.

Sicurezza a 360 gradi tra pubblico e privato

Sicurezza a 360 gradi tra pubblico e privato

Opinione pubblicata nell’edizione di giovedì 9 gennaio 2020 del Corriere del Ticino

Iniziamo dalla notizia: il Consiglio di Stato ha approvato la nuova legge sulle prestazioni private di sicurezza (LPPS), che andrà a sostituire, nelle nostre intenzioni, l’attuale legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza (LAPIS). Ora il messaggio è stato trasmesso al Gran Consiglio. Nell’ambito della gestione della sicurezza per le persone e per i loro beni questa legge incide notevolmente, in senso positivo, perché le agenzie private contribuiscono in modo fattivo ad aumentare il livello di protezione. Grazie alle loro specificità, le agenzie private consentono pure di sgravare da determinati compiti la polizia, sia essa cantonale o comunale. Ciò permette alla polizia di concentrare le forze in quei campi – penso alla criminalità organizzata, alla lotta agli stupefacenti, alle truffe oggi sempre più «Cyber» – che necessitano di un impegno molto importante.

Non è un caso che negli anni tra il 2011 e il 2016 vi sia stato un aumento più rapido degli effettivi delle forze di sicurezza nel settore privato (+20,5%) rispetto a quello del settore pubblico (+8%).
Oggi, circa il 70 per cento delle persone che in Svizzera lavorano nell’ambito della sicurezza dipende dal settore pubblico, mentre il restante 30 per cento da quello privato. Coordinare al meglio queste potenzialità rappresenta un obiettivo politico e operativo.

La nuova legge cantonale sulle prestazioni private di sicurezza si inserisce in questo quadro. Lo scopo è quello di avere agenzie private all’altezza dei compiti a cui vengono chiamate.

In Ticino, anche se in generale possiamo contare su agenzie che osservano gli standard qualitativi richiesti, il caso Argo 1 ha fatto emergere delle criticità, a cui oggi vogliamo rispondere proprio con questa nuova legge. Un esercizio, tra l’altro, richiesto anche dal Gran Consiglio con una serie di mozioni (ben tre), figlie del caso Argo 1.

Tra le principali novità, è stato introdotto un nuovo regime autorizzativo, che rimane la misura più efficace a disposizione dell’autorità per esercitare la sorveglianza sul settore della sicurezza privata. Inoltre sono state definite in modo più chiaro e dettagliato le attività di sorveglianza e si è rivista la formazione, imponendo ai responsabili standard più elevati sia per quanto riguarda i requisiti personali, sia per quelli professionali. Infine, anche per rispondere alle critiche che giungono puntuali da alcune forze politiche, sono stati precisati formalmente i compiti che l’ente pubblico potrà delegare alle agenzie o agli indipendenti.

Il tema delle agenzie di sicurezza private è stato discusso pure a Berna nell’ultima sessione invernale delle Camere federali. Gli Stati hanno respinto la mozione Seiler Graf che voleva disciplinare a livello nazionale le prestazioni di sicurezza private.

Capisco la reticenza della maggioranza dei senatori, perché le particolarità cantonali possono sconsigliare un regime nazionale. In Ticino ci siamo mossi tenendo conto delle nostre esigenze, anticipando anche i tempi. Non per essere i primi della classe, ma per rispondere con sollecitudine ai problemi e offrire così un sistema sicurezza efficace per la nostra gente, in una società che nasconde molti rischi, come possiamo spesso constatare e come abbiamo toccato con mano anche in questi giorni con il fatto di sangue di Viganello.

Aggiornamento dello studio strategico sui Patriziati ticinesi

Aggiornamento dello studio strategico sui Patriziati ticinesi

Comunicato stampa

A dieci anni dalla sua pubblicazione, il Dipartimento delle istituzioni – con il coinvolgimento attivo dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) – ha dato avvio all’aggiornamento dello studio strategico sui patriziati «Visioni e prospettive per il Patriziato ticinese». L’obiettivo è quello di fornire delle indicazioni e delle risposte alle nuove evoluzioni e alle sfide con le quali tutte le amministrazioni patriziali si trovano confrontate. I risultati definitivi dello studio saranno resi pubblici nel corso del mese di marzo del 2020.

Nel 2009 la Sezione enti locali, in collaborazione con l’ALPA, ha pubblicato per la prima volta lo studio strategico sugli gli enti patriziali ticinesi intitolato «Visioni e prospettive per il Patriziato ticinese». Tenuto conto dell’evoluzione del contesto socio-economico cantonale degli ultimi anni, il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto deciso di procedere con un aggiornamento dello studio del 2009 alfine di individuare una strategia per valorizzare ulteriormente i Patriziati ticinesi.

Partendo dai risultati dello studio condotto dieci anni fa, la Sezione degli enti locali ha avviato un approfondito lavoro di raccolta, elaborazione, interpretazione ed analisi di dati, sia quantitativi che qualitativi. In una prima fase si è cercato di coinvolgere tutti i Patriziati e i loro partner di lavoro attraverso la compilazione di un questionario, l’organizzazione di alcune serate informative, la realizzazione di una serie di interviste e di seminari.

Facendo tesoro degli importanti risultati emersi, si potrà passare nel corso dei prossimi mesi all’ultima e più importante fase di definizione della strategia di valorizzazione degli enti patriziali: in particolare, si tratterà di fornire una chiave di lettura per una differenziazione strategica in base alla situazione in cui si trova il Patriziato stesso e di indicare gli scenari futuri di valorizzazione dell’Ente patriziale.

Lo studio sarà concluso entro il mese di marzo del 2020 e poi reso pubblico.