In giardino o come bucalettere una nuova casa per i vecchi radar

In giardino o come bucalettere una nuova casa per i vecchi radar

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 7 ottobre 2019 del Corriere del Ticino

Gli apparecchi fissi sono stati aggiudicati all’asta in occasione della giornata delle porte aperte della Polizia cantonale a Lodrino.
Tensione tra lanci e rilanci con due battitori d’eccezione, il consigliere di Stato Norman Gobbi e il comandante Matteo Cocchi

Incubo di non pochi automobilisti, i radar fissi hanno trovato una nuova casa. Ufficialmente in pensione da gennaio, dopo oltre 15 anni di servizio gli apparecchi sono stati protagonisti sabato a Lodrino di un’asta promossa dal Dipartimento delle istituzioni in occasione della giornata delle porte aperte della Polizia cantonale (vedi articolo a fianco). E anche se ormai «definitivamente in panchina», i radar non hanno mancato di scaldare gli animi dei numerosi potenziali acquirenti che, a suon di rilanci, si sono dati battaglia incitati da due battitori d’eccezione: il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, affiancati dal direttore di Teleticino Matteo Pelli che ha dato brio all’evento. «Signore e signori – ha detto Pelli – fatevi avanti per questa splendida inutilità della quale non si può fare a meno. Sarete tra i nove in tutto il cantone che potranno vantarsi di avere un radar in giardino. Insomma, cosa c’è di meglio per cuccare?». Detto, fatto. Ad accaparrarsi il primo radar fisso è stato Christian di Riazzino che ha sbaragliato la concorrenza con 350 franchi (il prezzo di base era fissato a 100 franchi). «Mia moglie non era così contenta mentre rilanciavo ma l’occasione era più unica che rara – ci dice – insomma, chi può dire di lasciare in eredità ai propri figli un radar?». Poco importa se la figlia, ancora nel passeggino, per il momento sembrava più interessata ai pony della Polizia cantonale che al nuovo acquisto di papà.

Si torna nel Malcantone
Rotto il ghiaccio, i successivi otto esemplari sono stati battuti all’asta in poco meno di un’ora per un totale di 3.350 franchi. Soldi che – e non poteva essere altrimenti – verranno utilizzati per una campagna di sensibilizzazione sulle strade. Ma più che il ricavato a restare nella memoria dei presenti sarà sicuramente l’ironia che hanno contraddistinto l’evento. Basta pensare che, per invitare il pubblico a rilanciare, ad un certo punto Cocchi ha affermato che «per chi offre 300 franchi c’è in bonus una nottata con Gobbi». Pronta la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani che però, alla resa dei conti, è stata sorpassata da Milko che per riportare nel Malcantone il famigerato radar di Magliaso ha speso la cifra record di 450 franchi. «Quando ho sentito che l’apparecchio era proprio quello del Malcantone non ho potuto trattenermi e l’ho comprato – ci racconta – per 450 franchi si può ben fare una follia. Dove lo metterò? Penso in cascina, in casa ho il dubbio che non ci stia».

«Mi sono tolto uno sfizio»
E tra chi utilizzerà il nuovo acquisto «come bucalettere» o chi ha «semplicemente voluto togliersi uno sfizio», i motivi che hanno spinto i nove fortunati a lanciarsi nella contesa sono diversi. «L’idea è quello di posizionarlo al bordo della strada davanti alla mia officina», spiega Flavio, di Barbengo, che ha sganciato 350 franchi per l’apparecchio. «Su quel tratto guidano tutti come matti, magari questo servirà da dissuasivo. Ma prima devo chiedere in Comune se ci vuole un permesso speciale». Infine, tra chi è riuscito ad accaparrarsi quello che potremmo ormai definire un oggetto vintage è stato il candidato leghista per gli Stati Battista Ghiggia che ha speso 400 franchi «per fare un regalo a un giovane sostenitore. Sperando che sia la sua unica esperienza con i radar». Insomma, a differenza di quello che si poteva pensare quando è stata lanciata l’idea di un’asta dei vecchi radar, i ticinesi si sono dimostrati tutto fuorché timidi. «La forte affluenza a Lodrino dimostra come da parte dei ticinesi ci sia affetto e fiducia nei confronti della Polizia cantonale», commenta Gobbi che, in veste di direttore delle Istituzioni è più volte finito sotto i riflettori proprio per i controlli di velocità effettuati dalla polizia. «Effettivamente come Dipartimento avremmo potuto comprarci uno dei nove apparecchi per ricordo, ma temo che a Palazzo delle Orsoline il plafone sia troppo basso per ospitare una simile struttura. Tuttavia – conclude – durante l’asta mi ha fatto sorridere il fatto che anche mia moglie abbia provato ad accaparrarsi una postazione. Senza però riuscirci».

Fatti chiari con il polo Lega-UDC

Fatti chiari con il polo Lega-UDC

Opinione pubblicata nell’edizione di lunedì 7 ottobre 2019 del Corriere del Ticino

C’è sempre più bisogno di chiarezza. In politica, ma anche in tutti gli ambiti del vivere quotidiano. Dire da che parte si sta e far capire quali sono gli intendimenti per raggiungere un determinato obiettivo risulta la carta vincente. Perché ci fa guadagnare tempo; perché consente di andare al nocciolo delle questioni.

In questi due mesi di campagna elettorale non ho visto in giro così tanta chiarezza. La novità di questa elezione è la congiunzione delle liste tra PLR e PPD per creare quello che è stato definito il «polo di centro». Questa congiunzione è tutto fuorché chiara. Chiedere alla base elettorale PPD, rispettivamente PLR per avere conferma. Si tratta di una congiunzione tecnica, con l’unico scopo (dichiarato) di salvare gli attuali mandati a Berna. Anche l’elevato numero di articoli scritti dai vertici dei due partiti e proposti dai quotidiani ha il sapore di un’«excusatio non petita».

Sul fronte della chiarezza l’alleanza Lega-UDC ha tutto un altro spessore. Non solo perché è entrata nella consuetudine politica del movimento leghista e del partito democentrista in Ticino, ma soprattutto perché i temi vengono affrontati da una medesima prospettiva. Un discorso che vale ancora di più a Palazzo federale, dove i due rappresentanti della Lega formano gruppo con l’UDC. Non credo proprio che nella nuova legislatura il Gruppo PLR alle Camere accoglierà il o i due/tre PPD eletti in Ticino (e viceversa).

Lega e UDC mettono al primo posto la salvaguardia della sovranità nazionale contro gli attacchi che giungono da istituzioni sovranazionali, quali l’UE ma non solo. Il rifiuto dell’Accordo quadro rappresenta la diretta conseguenza della posizione che da sempre Lega e UDC hanno nei confronti delle ingerenze istituzionali ed economiche dell’UE e della strisciante adesione promossa da PLR e PPD, sostenuta dagli euroturbo di sinistra. Chi vota i candidati di Lega e UDC è sicuro che avrà a Berna persone che si opporranno decisamente all’accordo oggi sul tavolo delle trattative con Bruxelles. E saprà pure che nel corso della legislatura tutti i tentativi di ingerenza verranno combattuti. Ma saprà anche che tematiche sensibili come per esempio l’aumento dei premi di cassa malati saranno sempre trattate dai parlamentari ticinese di Lega e UDC tenendo conto del cittadino/a che questi premi li paga e che subisce qui in Ticino aumenti ingiustificati. Questa garanzia di chiarezza il polo PLR-PPD non può assicurarlo, tantomeno la sinistra europeista.

 

Norman Gobbi incontra gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi

Norman Gobbi incontra gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi

Comunicato stampa

La sala del Gran Consiglio a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona ha ospitato venerdì 4 ottobre il tradizionale incontro tra il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi. Si è trattato di un momento di dialogo e di condivisione, nobilitato quest’anno dall’intervento di Stefano Trojani, già istruttore militare e oggi responsabile per la sicurezza del World Economic Forum (WEF).

È diventato un appuntamento fisso quello che vede il direttore del Dipartimento delle istituzioni incontrare annualmente gli ufficiali e i sottufficiali professionisti ticinesi. Un’ occasione per le autorità politiche cantonali e militari di confrontarsi su temi d’attualità che riguardano l’attività dell’Esercito nel nostro Cantone.

Dopo il saluto introduttivo di Ryan Pedevilla, Capo della Sezione del Militare e della Protezione della popolazione, ha preso la parola Norman Gobbi, il quale ha esposto alla platea composta da un’ottantina di ufficiali e sottufficiali professionisti nonché da alcuni ufficiali di Polizia i progetti attualmente in atto a favore dell’Esercito, mettendo nel contempo l’accento sull’importanza di difendere e promuovere l’italianità al suo interno. Un obiettivo che sta particolarmente a cuore al capo del Dipartimento delle istituzioni. Norman Gobbi ha citato alcune cifre significative: ”Si è riusciti a mantenere in Ticino 800 posti di lavoro legati all’Esercito, confermando anche la presenza di RUAG. Negli ultimi 10 anni sono stati investiti dalla Confederazione 220 milioni di franchi e altri 117 milioni sono previsti nei prossimi 5 anni a Sud delle Alpi per immobili dell’esercito. La qualità che contraddistingue militari professionisti e soldati di milizia ticinesi viene riconosciuta e ripagata dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport”. L’elenco delle infrastrutture in opera e in programma è lungo: si va dalla Piazza d’armi di Isone, al Centro logistico Monte Ceneri, per giungere al nuovo Centro di reclutamento e Centro modico regionale.

Durante la sua esposizione Gobbi ha pure evidenziato il ruolo del professionista nell’esercito, auspicando che il suo statuto venga sempre meglio difeso e promosso. Tra gli altri temi, ha ricordato i passi che si sono compiuti negli ultimi mesi per cercare di contenere il troppo frequente ricorso al servizio civile. E non è mancato, per concludere, un accenno alla progettazione del Poligono di tiro al Monte Ceneri, il cui credito di progettazione è stato approvato nel corso della primavera dal Gran Consiglio. 

Dopo un momento in cui il Consigliere di Stato ha risposto ad alcune domande poste dagli ufficiali e sottufficiali, è intervenuto il Comandante della Divisione territoriale 3 – divisionario Lucas Caduff – che ha sottolineato gli ottimi rapporti di collaborazione tra le parti. Il testimone è poi passato a Stefano Trojani, attuale responsabile della sicurezza del WEF, il quale ha presentato la complessa organizzazione che si cela dietro l’organizzazione di incontri internazionali (non solo a Davos) promossi dal World Economic Forum. Una “macchina” che si muove per prevenire la violenza contro le persone e le cose, prendendo misure e anticipando eventuali rischi. 

A conclusione della serata, il classico momento conviviale, che ha dato un’ulteriore occasione per approfondire il contatto diretto tra autorità politiche e autorità militari.

Una festa pazzesca per la Polizia!

Una festa pazzesca per la Polizia!

Da www.liberatv.ch

Cocchi fa la parte del ‘vip’ vittima di terroristi. Show dei gruppi speciali e radar a ruba.
I ticinesi sono accorsi a migliaia oggi all’aeroporto di Lodrino per le porte aperte della Polizia cantonale

Una festa pazzesca! I ticinesi sono accorsi a migliaia oggi all’aeroporto di Lodrino per le porte aperte della Polizia cantonale.
In diversi stand era possibile parlare con gli agenti che gestiscono le diverse specializzazioni: lacuale, cinofila, gruppi di intervento, artificieri, eccetera.
Ma il clou della giornata sono state le due esibizioni dei servizi speciali, dalla cinofila al mantenimento dell’ordine, fino alla protezione delle persone potenzialmente vittime di attentati, con tanto di intervento delle ‘teste di cuoio’ e agenti che si calavano da un elicottero. Nella dimostrazione pomeridiana il comandante della Cantonale, Matteo Cocchi, si è prestato a giocare il ruolo del ‘vip’ da proteggere e, dopo l’arresto dei suoi aggressori (ovviamente figuranti) è stato messo in salvo in elicottero.
Cocchi ha sottolineato che l’obiettivo è perfettamente riuscito perchè l’intento di queste porte aperte era coinvolgere soprattutto le famiglie.
E sono stati anche venduti tutti e nove i vecchi radar fissi, battuti all’asta con una base di 100 franchi.
L’operazione ha fruttato al Dipartimento un totale di 3350 franchi, che verranno utilizzati per una campagna di sensibilizzazione sulle strade.

https://www.liberatv.ch/news/cronaca/1395695/una-festa-pazzesca-per-la-polizia-cocchi-fa-la-parte-del-vip-vittima-di-terroristi-show-dei-gruppi-speciali-e-radar-a-ruba

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Da www.rsi.ch/news

Mai più senza…radar
Sono stati loro i protagonisti alla giornata delle porte aperte della Polizia cantonale ticinese a Lodrino

Vuoi mettere la soddisfazione di portarsi a casa una delle cassette che per anni ha reso docili e contemporaneamente ha immortalato, decine di migliaia di automobilisti col piede pesante in Ticino?
Le nove cassette grigie con tanto di palo di sostegno dello stesso colore che fino a poco tempo fa ospitavano i “radar fissi” della polizia stradale, sono stati gli autentici “protagonisti” della giornata delle porte aperte indetta dalla Polizia cantonale ticinese sabato a Lodrino.
Base d’asta per i cimeli che tanto hanno contribuito alla prevenzione e alla lotta contro i pirati della strada: 100 franchi l’uno, ma durante la messa all’incanto i prezzi pagati per le nove cassette grigie hanno fruttato complessivamente la somma di 3’350 franchi. Soldi che andranno a favorire una campagna di sensibilizzazione sul tema della circolazione stradale.
“Fatevi sotto per garantirvi una di queste splendide inutilità”, ha scherzato il battitore Matteo Pelli (direttore di TeleTicino), che per il piacere del comandante Matteo Cocchi e del capo dipartimento Norman Gobbi, ha dato lustro all’evento.
Per comperare uno dei radar c’è chi si è messo in strada da Moutier (canton Berna), mentre altri due cimeli sono andati ad altrettanti candidati alle elezioni federali.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Mai-pi%C3%B9-senza…radar-12263503.html

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Da www.ticinonews.ch / Teleticino

Battuti all’asta i vecchi radar fissi
I nove apparecchi per misurare la velocità sono stati comprati per un totale di 3350 franchi

In occasione delle porte aperte della Polizia cantonale, quest’oggi a Lodrino, sono stati battuti all’asta i vecchi radar fissi ritirati dalle strade ticinesi lo scorso gennaio.
Secondo quanto riportato dal CdT, a partire da un prezzo base di 100 franchi tutti e nove gli apparecchi per misurare la velocità sono stati comprati per un totale di 3350 franchi.
I proventi saranno utilizzati per una campagna di sensibilizzazione sulle strade. Fra i presenti, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, accompagnati dallo speaker Matteo Pelli, direttore di TeleTicino.

http://teleticino.ch/il-tg/una-giornata-con-la-polizia-cantonale-EM1860987

 

 

 

 

In Ticino l’esercito investe e continua a investire

In Ticino l’esercito investe e continua a investire

Norman Gobbi sottolinea gli ottimi rapporti con il Dipartimento federale del militare

Ottocento posti di lavoro, investimenti per 220 milioni di franchi negli ultimi 10 anni e altri 117 milioni da investire nei prossimi 5 anni al sud delle Alpi. Basterebbero queste cifre per comprendere l’importanza della presenza dell’Esercito Svizzero in Ticino. “Una presenza determinante per la nostra economica – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che venerdì si è incontrato a Bellinzona con gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi. Il Ticino può beneficiare di un indotto molto interessante anche sotto il profilo dello sviluppo tecnologico. In questi anni abbiamo cercato di promuovere la presenza di ticinesi nelle strutture dell’esercito, aumentando l’italianità. L’esercizio è più che riuscito e anche per questo il Dipartimento federale del militare, della protezione della popolazione e dello sport ci riconosce un ruolo importante”.

“In qualità di direttore del Dipartimento delle istituzioni i rapporti con il Dipartimento federale e con Armasuisse sono molto ricorrenti. Il Ticino per l’esercito è importante strategicamente, essendo la parte più meridionale della Svizzera e di frontiera con l’Italia. Siamo riusciti a mantenere una buona presenza al sud delle Alpi e ciò può solo portare dei vantaggi, come si è detto anche economici”.

Discorso aperto quello del reclutamento e della scelta del servizio civile in sostituzione del servizio militare tradizionale. “Le modifiche introdotte nei passati anni per facilitare questa opzione ha comportato una perdita di uomini che si impegnano nel servizio militare. A livello federale si stanno promuovendo iniziative anche politiche per contenere questa diminuzione. È un intervento necessario, pena un impoverimento pericoloso degli effettivi”.

E sul servizio militare per le donne? “Ritengo che favorire la scelta di ragazze ad entrare nell’esercito sia molto positivo. Il Ticino è tra i Cantoni più attivi in questo ambito. Per esempio, alle giornate di informazione dedicate ai giovani in vista poi della giornata di reclutamento vengono invitate anche tutte le ragazze ticinesi. Nel campo delle  pari opportunità, la scelta di arruolarsi nell’esercitosi può rivelare molto attrattiva e portare poi a sviluppi positivi, non solo per la personalità della ragazza, ma anche in concreto per affrontare il mondo del lavoro. E lo stesso esercito può essere un buon datore di lavoro anche per le donne”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Autonomia, responsabilità e i conti da pagare

Autonomia, responsabilità e i conti da pagare

Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì 4 ottobre 2019 de La Regione

Poter ricercare ed esercitare la propria libertà è un anelito di ogni persona. Occorre però avere la responsabilità delle azioni che si compiono. È quanto un buon padre cerca di insegnare ai propri figli, ma la cosa vale in tutti gli ambiti, politica compresa. Calza a pennello, per esempio, sui rapporti Cantone-Comuni. O meglio: su quello che la politica cantonale, tramite il Dipartimento delle istituzioni, il Consiglio di Stato e in ultima analisi il Gran Consiglio, ha previsto e prevede per lo sviluppo degli enti comunali. Vogliamo Comuni che possano agire – in piena autonomia – a favore dei propri cittadini in maniera ottimale, assumendosi responsabilmente i compiti che a loro competono. Compiti che oggi, anche al termine di numerosi processi aggregativi, vengono aggiornati in quella che è definita “Riforma Ticino 2020”.

È proprio attraverso le aggregazioni che il principio dell’autonomia comunale non solo è riuscito a sopravvivere, ma ha ripreso forza in molte realtà territoriali. L’andamento finanziario generale dei Comuni ticinesi, parallelamente a quanto sta avvenendo per il Cantone, è migliorato, aumentando il margine di intervento dei Comuni stessi.

Non ovunque ciò succede. La situazione di Astano è emblematica. In passato – quasi come un buon padre – il Cantone ha richiamato l’attenzione dell’autorità locale su certe scelte finanziarie, ma non solo (qui penso soprattutto all’occasione avuta nel 2004 di aggregarsi con Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio) che potevano indirizzare le finanze del Comune su altri binari. I cittadini di Astano in assoluta libertà hanno preso le proprie decisioni. A posteriori possiamo però dire che a difettare è stata la responsabilità.

Chiedere ora, come fa qualcuno, che siano tutti i cittadini del Cantone  a farsi integralmente carico delle mancanze degli astanesi (un po’ come – mutatis mutandi – è avvenuto in Vallese con il dissesto di Leukerbad) può essere comprensibile, ma non può essere né automatico né scontato, proprio per il discorso legato all’autonomia e alla responsabilità. Sarebbe un cattivo esempio e un precedente pericoloso. Anche invocare più soldi legati ai contributi geografici o a una migliore perequazione finanziaria vuol dire non aver capito che questi ultimi due strumenti non sono stati voluti per mettere cerotti a chi si è dato una martellata sul dito, ma per sostenere chi ha fatto scelte responsabili.

Polizia, un sabato speciale a Lodrino.

Polizia, un sabato speciale a Lodrino.

Da www.liberatv.ch

Il comandante Cocchi: “Obiettivo: dialogare con la gente”. E c’è anche l’asta dei radar

Spettacolari esibizioni, stand informativi e di prevenzione, anche virtuali, possibilità di pranzare e l’occasione di passare una giornata all’aria aperta con gli agenti. È il menu delle Porte aperte della Polizia cantonale che si terranno sabato prossimo, 5 ottobre, dalle 10 alle 16 all’aerodromo di Lodrino. Per l’occasione abbiamo intervistato il comandante Matteo Cocchi sui contenuti dell’evento, che ha cadenza quinquennale.

Com’è nata l’idea di una manifestazione pubblica della Polizia cantonale a favore della popolazione?
Quando sono stato nominato Comandante della Polizia cantonale ho ritenuto di primaria importanza avvicinare ancora di più il Corpo alla popolazione ticinese e ci stiamo riuscendo. Ritengo infatti fondamentale intensificare il dialogo con i cittadini e le cittadine del nostro Cantone grazie a un momento di aggregazione, dove presentare le molteplici attività della Polizia cantonale. La prima edizione della manifestazione, che è stata un successo, si è tenuta ormai cinque anni fa ad Ambrì e ora la ripeteremo a Lodrino.

Quali saranno i contenuti dell’evento?
L’iniziativa vuole essere una vetrina di qualità, con cui illustrare ai cittadini servizi e attività della Polizia cantonale. Sono quindi previsti cantieri statici, cantieri interattivi e, alle 11 e alle 14, sono programmate delle spettacolari dimostrazioni del Reparto interventi speciali (RIS) e del Mantenimento ordine (MO). L’evento prevede inoltre un’asta pubblica con i vecchi radar fissi. Per i più piccoli, saranno pure allestiti cantieri di carattere ludico. Spazi per pranzo e bevande saranno inoltre presenti in più punti dell’aerodromo.

L’asta dei radar, uno dei momenti della manifestazione di sabato, ha fatto un po’ sorridere. Crede che andranno a ruba?
Certamente, spero che andranno a ruba poiché gli eventuali introiti saranno investiti a favore della prevenzione in ambito di sicurezza stradale e quindi a beneficio di tutti gli utenti della strada ticinesi.

A chi si rivolge in particolare la festa?
Il nostro auspicio è quello di “convogliare” a Lodrino il maggior numero di persone e quindi le Porte aperte sono state concepite per suscitare interesse in tutte le fasce di età della popolazione.
Dai più piccoli, ai più giovani, alle famiglie fino ai più anziani, tutti potranno trovare proposte interessanti e passare una giornata diversa all’aria aperta a contatto con chi garantisce la loro sicurezza.

Campagna nazionale contro le “cybertruffe romantiche”

Campagna nazionale contro le “cybertruffe romantiche”

Comunicato stampa

Oggi prende avvio la seconda parte della campagna nazionale di prevenzione delle “cybertruffe romantiche” denominata “E lei? Avrebbe detto di sì?”. In quest’ambito le polizie svizzere e la Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) uniscono le loro forze per consigliare la popolazione sui comportamenti corretti da adottare in Internet allo scopo di evitare i pericoli legati a questo tipo di truffa, dalle conseguenze spesso drammatiche.
La cybercriminalità è aumentata in modo crescente in questi ultimi anni. Infatti, i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) evidenziano un aumento delle truffe da 9’238 casi nel 1990 a 16’319 casi nel 2018 (+76.7%).
Gran parte dell’incremento è ascrivibile allo sviluppo di Internet. Inoltre queste attività criminali, messe in atto a livello internazionale e dall’evoluzione estremamente rapida, rendono ancor più complesse le indagini giudiziarie avviate in seguito alle denunce delle vittime. Per questo motivo le polizie cantonali e comunali della Svizzera e la PSC hanno lanciato una campagna nazionale di prevenzione che mira a sensibilizzare la popolazione sui rischi potenziali legati all’uso di Internet. L’iniziativa prevede la diffusione di un video e nel corso del 2020 saranno diffusi altri filmati che tratteranno altri tipi di truffe. Parallelamente saranno promosse diverse altre azioni di sensibilizzazione, come l’affissione di manifesti pubblicitari, la distribuzione di cartoline, la pubblicazione di articoli su siti di prevenzione o l’organizzazione di conferenze.
La nuova campagna “E lei? Avrebbe detto di sì?” sensibilizza sulle truffe legate alla ricerca di un partner online. Questo tipo di reato vede al lavoro truffatori che sottraggono denaro per lungo tempo alle persone cadute nella loro trappola. Persone che si ritrovano poi con i conti bancari svuotati e un cuore infranto. La storia di Maria e delle sue disavventure con il personaggio immaginario di Franck, raccontata nel filmato, serve a diffondere i seguenti 4 consigli generali della campagna sui comportamenti da adottare quando si naviga in Internet, allo scopo di minimizzare il rischio di diventare vittima di un cybertruffatore:

– Non fidatevi mai di una persona che conoscete solamente in Internet!
– Non trasmettete mai password e copie o scansioni di documenti ufficiali come passaporto, licenza di condurre, ecc.!
– Non divulgate mai foto intime o informazioni personali!
– Non versate mai acconti se non siete sicuri dell’affidabilità del vostro interlocutore!

Dato che le vittime di una truffa romantica provano spesso un forte senso di vergogna, tendono a rinunciare a sporgere denuncia in polizia. Conseguentemente, il numero di truffe registrate per questo genere di reato potrebbe costituire solo la punta dell’iceberg. Inoltre,i danni materiali legati alle truffe romantiche possono essere ingenti. A queste perdite finanziarie si aggiungono poi danni di natura psicologica legati alla perdita di fiducia in sé. In queste condizioni, la prevenzione delle truffe romantiche assume quindi enorme importanza.
Il filmato della campagna è visionabile sul canale Youtube della Repubblica e Cantone Ticino al seguente link https://youtu.be/j7bBJH8FwT8 nonché sulla pagina Facebook della Polizia cantonale.

Incontro annuale tra i Governi cantonali di Ticino e Uri

Incontro annuale tra i Governi cantonali di Ticino e Uri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato ieri, martedì 1. ottobre 2019, il Consiglio di Stato del Canton Uri. La riunione annuale fra i due Governi ha permesso di affrontare alcuni argomenti di comune interesse nell’ambito dei trasporti, dell’energia, della cultura e della formazione.

Il «Dazio Grande» di Prato (Leventina), ha ospitato ieri pomeriggio il tradizionale incontro di lavoro tra i Consigli di Stato dei Cantoni Ticino e Uri.
I due Governi – sotto la guida del Presidente Christian Vitta e del Landamano Roger Nager – si sono confrontati su numerosi temi di comune interesse.
Sono in particolare state affrontate questioni di attualità nell’ambito dei trasporti, dell’energia, della cultura e della formazione.
Al termine dell’incontro di lavoro, i due Esecutivi hanno poi raggiunto la pista di ghiaccio della Valascia per assistere al primo derby stagionale tra l’Hockey club Ambrì Piotta e l’Hockey club Lugano.

Polizia cantonale – Porte aperte

Polizia cantonale – Porte aperte

Aerodromo di Lodrino, sabato 5 ottobre 2019

Programma
10.00     Inizio manifestazione
11.00     Dimostrazioni del Reparto Interventi Speciali e del Mantenimento d’ordine
11.30-14.00     Cucine aperte
13.45     Saluto del Consigliere di Stato Norman Gobbi
14.00     Asta pubblica vecchie postazioni radar fissi
15.00     Ripetizione dimostrazioni del Reparto Interventi Speciali e del Mantenimento d’ordine
16.00-16.30     Chiusura manifestazione

In caso di cattivo tempo la manifestazione sarà annullata.
Informazioni al numero telefonico 1600 dopo il 02.10.2019.

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