Giornico, Lema e Quinto ai nastri di partenza

Giornico, Lema e Quinto ai nastri di partenza

Le elezioni dei Municipi e dei Consigli comunali di domenica sanciranno la nascita delle tre nuove realtà aggregate – Il Ticino avrà solo 100 Comuni

Cento Comuni. Il Canton Ticino farà cifra tonda questa domenica 6 aprile con le elezioni comunali differite delle ultime tre nuove realtà aggregate: Giornico, Lema e Quinto. Si eleggono i Municipi e i Consigli comunali. Per i prescelti sarà una legislatura breve, rimarranno in carica per soli 3 anni sino alle comunali ticinesi del 2028.
Beninteso siamo ancora molto lontani dallo scenario di 27 Comuni prefigurato dal Piano cantonale delle aggregazioni, ma ancora più distanti dai numeri dell’epoca rurale. Nel 1850 i Comuni ticinesi erano 259 e tali sono rimasti per un secolo e mezzo (a fine 1994 erano ancora 247). In epoca recente i primi a convolare a nozze furono, nel gennaio 1995, Comologno, Crana e Isorno da cui nacque Onsernone. Da lì è partita una cura dimagrante inarrestabile, che non ha rallentato fino a quasi un decennio fa. L’ultimo, consistente, sfalcio risale al 2017 quando da 135 si passò, con le aggregazioni di Bellinzona e di Riviera, a 115. A seguire, negli ultimi quattro anni, solo “spuntatine”: dapprima si è scesi a 108 e, infine, agli attuali 106 Comuni.

Evoluzione del numero Comuni in Ticino
Dall’elenco, domenica, spariranno Prato Leventina (diventerà quartiere di Quinto), Bodio (quartiere di Giornico) e i 5 Comuni che hanno deciso di unirsi nel nome di Lema, il monte che li sovrasta: Bedigliora, Curio, Miglieglia, Novaggio e Astano. Quest’ultima nascita sancirà anche la fine della gerenza di Astano, che è senza un Municipio vero e proprio dall’agosto 2020.

Caratteristiche e rapporti di forza
Il nuovo comune di Quinto conterà circa 1’360 abitanti (di cui circa 390 a Prato Leventina) e una superficie di ben 92 km quadrati ettari (Lugano, per fare un confronto, si estende ha 76). I posti di lavoro presenti sono circa 810 e il moltiplicatore è al 90%. Il Municipio eletto sarà di 5 membri e il Consiglio comunale di 21.
Tanti numeri, ma alla fine a contare saranno i rapporti di forza. Per Quinto sarà interessante scoprire se si confermeranno quelli esistenti. Il partito storico di maggioranza assoluta è il PLR che nel 2021 (quando si era votato solo per il Consiglio comunale) aveva ottenuto ancora il 55%. Situazione simile anche a Prato Leventina, ma con il PLR partito di maggioranza solo relativa (2 municipali su 5 e 7 consiglieri su 15). Sarà interessante vedere se il PLR, che presenta i due sindaci uscenti, riuscirà a confermare il primato e con che margine. A Quinto, nel paese dove il consigliere di Stato Norman Gobbi ha mosso i suoi primi passi politici, sarà curioso inoltre scoprire quanti eletti riuscirà ad ottenere la lista Lega-UDC con la somma dei voti a Quinto e di quelli del gruppo Insieme per Prato Leventina.
Il Comune aggregato di Giornico potrà contare su 1’853 abitanti (di cui circa 890 a Bodio) e un territorio di 28,5 km2 ettari. I posti di lavoro presenti sono quasi 500, mentre il moltiplicatore è sceso dal 100 al 95%. Anche qui è previsto un Municipio di 5 membri, mentre il Consiglio comunale ne avrà 25.
Qui, a livello di forze politiche, a dominare la scena è invece il Centro (nel 2021 aveva conquistato oltre il 40%). Una maggioranza presente anche Bodio, per cui i pronostici sono che l’ex PPD possa mantenere agevolmente il primato anche nella nuova realtà aggregata. Resta da vedere se il dominio sarà assoluto, sia in Municipio che in Consiglio comunale.
Lema sarà, delle tre, la realtà più popolosa, con 2’653 abitanti (così distribuiti nelle frazioni: Astano circa 300, Bedigliora 620, Curio 610, Miglieglia 310 e, infine, Novaggio circa 820) Per superficie complessiva, quasi 19 km2, sarà invece la più piccola. I posti di lavoro complessivi risultano 711 e il moltiplicatore comunale è del 95%. Qui è previsto un Municipio più corposo, 7 membri, con un Consiglio comunale di 21 membri.
Ma in Malcantone la strada dei pronostici si fa maledettamente in salita e i confronti sono complicati dal fatto che, ad esempio. ad Astano da tempo non si affrontano più elezioni e ci sono anche realtà che non avevano il Consiglio comunale. Domenica si determineranno i primi rapporti di forza tra le tre liste civiche che si presentano all’elezione (Crescendo, Intesa e Forum), quella UDC-Lega e quella presentata da HelvEthica per il Legislativo. A riscaldare gli animi, a fine gennaio, c’è stato l’annullamento da parte del Consiglio di Stato della spesa di quasi 3 milioni di franchi varata a dicembre dal Legislativo uscente di Bedigliora. Spesa annullata perché avrebbe zavorrato le finanze del futuro comune.

Progetti e prospettive
Quella del 6 aprile sarà però soprattutto una giornata di volti, più o meno nuovi, più o meno sorridenti a seconda di ciò che diranno le urne. Candidati che, nelle scorse settimane, il Quotidiano ha incontrato in tre distinti reportage che potete rivedere qui sotto.
In Bassa Leventina c’è voglia di arrestare il calo demografico, portare giovani e rilanciare la zona industriale. Anche se l’ex Monteforno, l’acciaieria più grande del Cantone, è ormai spenta da tre decenni, resta intatta la sfida di far convivere la produzione, con i suoi residui e le sue polveri, e la parte turistico residenziale. Giornico, grazie alle sue chiese romaniche ma non solo, è infatti uno dei borghi più belli della Svizzera. “L’obiettivo sarà la collaborazione – spiega uno dei candidati -. Vogliamo un team che lavora per il Comune, senza pregiudizi e colori di partito”. Uno degli obiettivi, come detto, è di attirare più famiglie possibili. Non mancano peraltro gli spazi abitativi vuoti. Nello stesso nucleo storico di Bodio ci sono delle case che attendono di essere ristrutturate. Lo svincolo autostradale ha infine rilanciato l’economia locale e rimesso in uso diversi capannoni dismessi. “C’è un certo fermento nella zona industriale”, gli fa eco un altro candidato.
Anche in Malcantone si punta su una capillare offerta scolastica per portare giovani famiglie a vivere nelle frazioni di Lema. Con un occhio alle finanze. Attualmente ci sono due scuole dell’infanzia, una scuola elementare e una scuola media, queste ultime a Novaggio, con trasporto per gli allievi garantito e un servizio mensa. Un’offerta migliorabile, afferma un candidato: “Vogliamo puntare su doposcuola e asili nido per rendere attrattivo il comune. Ben sapendo che sempre più spesso entrambi i genitori devono lavorare”. “Dovremo esplorare la possibilità di mettere in atto un doposcuola e un pre-scuola”, conferma il candidato di un’altra lista. “Vogliamo inoltre migliorare i trasporti scolastici”, aggiunge un terzo rappresentante di lista. Anche quello delle finanze è un argomento centrale per tutti gli sfidanti. “Aumentare le entrate – ammette un candidato – non sarà semplice, perché abbiamo un grosso problema a valle, il traffico. Mentre il nostro piano regolatore è abbastanza esaurito per le zone artigianali. Non resta che puntare sulla qualità di vita per aumentare l’attrattività”. Qualità di vita che varcato l’uscio di casa, in un territorio costituito per tre quarti da boschi, è garantita. Non resta che abbinare il verde a una digitalizzazione di pari livello.
Quinto è primo per ampiezza del proprio territorio e, probabilmente, anche per bellezze naturali (basti citare la valle di Piora con i suoi laghi alpini). Anche qui, ciò che sembra accomunare la strategia delle regione di montagna, occorre “puntare su politiche a favore delle famiglie. Incentivando, ad esempio, la rivitalizzazione dei nuclei e il rinnovo del parco immobiliare privato”, dice una candidata. E anche qui, si è sicuri di disporre già di un ottimo istituto scolastico, nonché di poter contare su associazioni sportive e culturali molto attive. “Sarebbe bello se la gente riuscisse a sistemare le proprie case o eventualmente anche venderle a persone che vogliono venire a vivere qui”, nota un’altra candidata. L’aspetto più difficile è però quello dei posti di lavoro. “C’è una zona industriale con ancora dei posti liberi dove si potrebbero insediare ditte di qualsiasi ramo”, continua la candidata. “Vogliamo puntare sull’attrattività del nostro territorio, offrendo servizi che vanno dalla scuola dell’infanzia alla scuola media. Abbiamo una fermata del treno che ci collega con i grandi centri. Nel comune ci sono inoltre diversi negozi di e anche una clinica dentaria”. Insomma, qui, aspirano a crescere, anche perché ribadiscono “non siamo fuori dal mondo”.

I risultati di questa tornata elettorale domenica si potranno seguire in diretta sul nostro sito con il liveticker. Maggiori dettagli saranno disponibili tramite le grafiche e i dati sui singoli Comuni presenti nel sito speciale dedicato alle elezioni comunali ticinesi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Giornico-Lema-e-Quinto-ai-nastri-di-partenza–2719456.html

Visita di cortesia del Consiglio di Stato del Canton Zugo

Visita di cortesia del Consiglio di Stato del Canton Zugo

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto ieri sera in Ticino il Governo del Canton Zugo, nell’ambito dei tradizionali incontri confederali. La visita di due giorni a sud delle Alpi offrirà l’occasione per un confronto su svariati temi di interesse comune e per una serie di visite a realtà culturali e imprenditoriali del Mendrisiotto.

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Christian Vitta, ha accolto ieri pomeriggio in Ticino il Governo del Canton Zugo al completo, guidato dal Landamano Andreas Hostettler. La visita di cortesia – che contraccambia quella svoltasi nel giugno 2024 a Zugo – ha anzitutto permesso ai due Governi di confrontarsi su diverse tematiche di interesse comune, prima di trascorrere una serata conviviale nel Mendrisiotto. 

Nella giornata di oggi, venerdì, il Consiglio di Stato ticinese accompagnerà poi i colleghi zughesi alla scoperta di alcune istituzioni culturali e realtà imprenditoriali. Il programma si concentrerà ancora nella regione del Mendrisiotto, con visite a due ditte del Mendrisiotto e al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto.

 

Conferenza AETAP

Conferenza AETAP

Comunicato stampa

Dall’8 al 10 aprile 2025 a Lugano presso l’Università della Svizzera italiana (USI) si terrà la conferenza dell’Association of European Threat Assessment Professionals (AETAP). L’evento, che riunisce i principali esperti ed esperte di tutti i settori della valutazione e gestione delle minacce, vedrà anche la partecipazione della Polizia cantonale.
Nel corso degli ultimi anni, il tema della gestione della minaccia e della valutazione del rischio, in tutte le sue declinazioni, ha assunto un ruolo centrale tra i professionisti e le professioniste della sicurezza. E proprio con l’obiettivo di rafforzare i legami tra i vari settori e facilitare lo scambio d’informazioni a livello trans-europeo, l’AETAP coinvolge rappresentanti delle forze dell’ordine, della sicurezza privata, della Magistratura, dei servizi di aiuto alle vittime, della psicologia e psichiatria forense e clinica, nonché esperti/e accademici/che. La conferenza di questi giorni, evento europeo di prim’ordine, riunirà i principali esperti e le principali esperte di tutti i settori coinvolti nella valutazione e nella gestione delle minacce. I/le partecipanti avranno l’opportunità di assistere a presentazioni approfondite su un’ampia gamma di argomenti e di partecipare a workshop pratici progettati per fornire opportunità di apprendimento sia per i neofiti sia per i professionisti esperti. Questo appuntamento rappresenta un’occasione per tutti coloro che si occupano di gestione della sicurezza, prevenzione delle minacce, nella valutazione del rischio e nella gestione delle minacce. L’8 aprile 2025 si terrà l’apertura ufficiale della conferenza, con gli interventi di Raoul Jaccard, Presidente dell’associazione AETAP, Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni e Matteo Cocchi, Comandante della Polizia cantonale.

La sicurezza ti dona: equipaggiati dal primo giorno

La sicurezza ti dona: equipaggiati dal primo giorno

Comunicato stampa

Prende il via oggi la nuova edizione della campagna di prevenzione
“La sicurezza ti dona”, promossa dal progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Polizia cantonale. L’iniziativa mira a sensibilizzare i conducenti di motoveicoli sull’importanza di un equipaggiamento adeguato per garantire una maggiore sicurezza, soprattutto tra i più giovani.    

L’abbassamento dell’età minima per il conseguimento della licenza di condurre, introdotta a partire dal 2021, ha portato a un aumento delle immatricolazioni tra i giovani: a partire dai 15 anni per i motoveicoli di categoria motoleggera (<50ccm, max 45 km/h) e dai 16 anni per la categoria moto A1 (<125ccm). Purtroppo, questa tendenza ha visto crescere anche il numero di incidenti che coinvolgono i giovani motociclisti.
Le statistiche mostrano che i motociclisti rimangono la categoria più esposta agli incidenti stradali gravi. Nella fascia 15-17 anni, nel 2024 si sono registrati 46 incidenti, rispetto ai 45 del 2023, 49 del 2022, 28 del 2021 e 16 del 2020.  

L’equipaggiamento: un fattore chiave per la sicurezza
Indossare un equipaggiamento adeguato può fare la differenza. Se da un lato i motociclisti più esperti o alla guida di motoveicoli di categoria superiore tendono a proteggersi con abbigliamento tecnico, dall’altro si nota come ancora molti conducenti di motoveicoli e scooter si limitino al solo casco obbligatorio, trascurando l’importanza di giacche, guanti, pantaloni resistenti all’abrasione e calzature adeguate. Anche con l’arrivo delle giornate più calde, vi è un utilizzo minore dell’equipaggiamento adeguato e quindi per chi accetta questo rischio, le conseguenze fisiche in caso di incidente potrebbero essere maggiori. La campagna “La sicurezza ti dona” vuole ribadire l’importanza di un equipaggiamento completo, dimostrando che protezione, stile e una discreta comodità possono andare di pari passo, perché la sicurezza non riguarda solo i motociclisti di alta cilindrata, ma tutti coloro che viaggiano su due ruote, inclusi gli utenti di scooter.  

Dove trovare informazioni e materiale informativo
La campagna sarà promossa attraverso i canali social della Polizia cantonale, sul sito Strade sicure e mediante la distribuzione di volantini nei posti di Polizia cantonale e durante le manifestazioni in programma. Maggiori informazioni disponibili sulla pagina della campagna

Giornata di prevenzione: appuntamento il 14 giugno
Dopo il successo dell’edizione 2024, quest’anno la giornata di prevenzione si sposta dalla Leventina al centro TCS di Rivera e su un percorso stradale appositamente studiato. Un’occasione per affinare le tecniche di guida e migliorare la consapevolezza dei rischi su strada. Per iscriversi tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Strade sicure www.stradesicure.ch.  

Alcuni consigli utili:
Per una maggiore sicurezza in moto o scooter, Strade sicure raccomanda:  

  • Indossare anche per brevi percorsi abbigliamento omologato e ad alta visibilità: casco sempre allacciato, giacca e guanti con protezione delle nocche, pantaloni lunghi resistenti all’abrasione, calzature adatte, protezione per la schiena;
  • Controllare periodicamente il proprio mezzo: in particolare prima della stagione o di un lungo viaggio programmato, fare eseguire un controllo da personale specializzato. Verificare quindi periodicamente la parte meccanica, come l’efficienza dei freni e lo stato degli pneumatici compresa la corretta pressione.
  • Applicare i concetti di guida preventiva e di prudenza: una guida preventiva permette di ridurre in modo significativo gli incidenti.
  • Prestare molta attenzione anche nel traffico urbano: anche se la velocità è minore rispetto ad autostrade e strade fuori località, bruschi cambi di direzione, sorpassi non consentiti e in generale il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti. Il maggior numero degli incidenti motociclistici gravi avviene all’interno delle località e spesso sono dovuti a una collisione con un altro veicolo nelle intersezioni.
    Anche laddove non è previsto un obbligo, (e-bike lente e monopattini elettrici) l’utilizzo del casco e di un abbigliamento adatto e ad alta visibilità può fare la differenza.  

Strade sicure incoraggia ancora i motociclisti, scooteristi e chi utilizza le e-bike a migliorare le proprie capacità di guida partecipando a corsi pratici di aggiornamento, sostenuti per moto e scooter dal Dipartimento delle istituzioni.     

Criminalità digitale in Ticino: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe

Criminalità digitale in Ticino: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe

Comunicato stampa

Per il 2024 la Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della Polizia cantonale ha rilevato un leggero aumento dei reati legati alla criminalità digitale (+7% rispetto all’anno precedente). In particolare si è osservato un generale aumento delle cibertruffe (+34%). Rimangono d’attualità le truffe denominate Business Email Compromise (BEC) e gli attacchi ransomware. Due inchieste hanno inoltre riguardato il furto di moneta virtuale.

Lo scorso anno la SATI ha portato avanti 50 inchieste (38 nel 2023), effettuato 52 (130) perquisizioni per altri servizi, eseguito 1’121 (1’151) analisi informatico forensi, elaborato 53 (26) analisi criminali operative e collaborato durante 29 (31) ricerche d’emergenza. Inoltre ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco.
Per quanto riguarda la criminalità digitale, la maggior parte dei reati rientra nel settore della “cibercriminalità economica”. In questo senso, l’incremento dei reati informatici registrato nel 2024 s’inserisce in una tendenza rilevata anche sul piano federale. Da sottolineare, nell’ambito dell’aumento delle cibertruffe, l’incidenza del reato di abuso di sistemi di pagamento online/carte di credito o abuso d’identità di terzi (+25%), riconducibile alla crescita del numero d’infrazioni ai sensi dell’art. 179dicies (usurpazione d’identità) in vigore dal 1. settembre 2023.
Il fenomeno delle truffe di tipo Business email compromise (BEC) rimane uno dei principali ambiti d’inchiesta: lo scorso anno sono state aperte 11 indagini (10 nel 2023) per un danno economico di circa 1 milione di franchi. In un’occasione, il tempestivo allarme da parte della società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto: circa 18.6 milioni di franchi versati su un conto estero. Le inchieste concernenti gli attacchi ransomware sono state invece 6 (11 nel 2023).
Le criptovalute sono sempre più al centro degli affari criminali: due inchieste hanno riguardato il furto di moneta virtuale per un totale di 4.7 milioni di franchi. Di questi, 2.7 milioni sono stati bloccati e recuperati. In questi casi l’attività verte principalmente sul tracciamento dei flussi di denaro e sulle richieste d’informazioni agli Exchange (piattaforme di acquisto e vendita di criptovalute).
In molti casi gli autori operano dall’estero utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni si è collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla cibercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi.

“Ha reso il Cantone più democratico e libero”

“Ha reso il Cantone più democratico e libero”

L’entrata del Movimento di via Monte Boglia nell’esecutivo cantonale “ha dimostrato che i ticinesi avevano bisogno di qualcosa di diverso dai partiti tradizionali”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che precisa come “ancora oggi serve un movimento identitario”.
Era il 2 aprile del 1995 quando la Lega fece il suo ingresso in Governo. Marco Borradori, allora trentaseienne, conquistò un seggio a spese dell’allora PPD, così si chiamava il partito oggi conosciuto come Il Centro. Avvocato, volto buono della Lega, internamente la spuntò su Flavio Maspoli e in Consiglio di Stato ci restò fino al 2013. Nel 2011 fu affiancato da Norman Gobbi, questa volta a danno dei liberali.

La rivoluzione leghista
Fondata il 17 gennaio 1991 sotto la presidenza a vita di Giuliano Bignasca, il movimento di via Monte Boglia fu una rivoluzione per la politica cantonale. Soltanto tre mesi dopo, infatti, conquistò ben 12 seggi in Gran Consiglio. In autunno approdò persino a Berna con Flavio Maspoli e Marco Borradori eletti in Consiglio nazionale e Giorgio Morniroli al Consiglio degli Stati. È l’ascesa di quello che viene definito uno stato d’animo. La capacità d’intercettare un elettorato che dai partiti storici si sente poco considerato e a tratti derubato. No alle poltrone, basta tasse, più soldi in tasca, libertà agli automobilisti, controlli ai confini. Un linguaggio schietto e anche urlato dalle colonne del Mattino della domenica, ai tempi con un certo orgoglio. Per alcuni, l’inizio del turpiloquio. Coraggio o arroganza nei confronti dell’istituzionalità? Sicuramente una rottura con il perbenismo e la concordanza di allora. Come scordare quel torrido sabato di luglio in cui la Lega, come forma di protesta a un decreto antinquinamento del Consiglio federale, bloccò l’autostrada.  Una storia fatta di cartelloni celebrativi, risotti, slogan e assemblee che si trasformano in feste ma anche di dolorosi addii con la morte del Nano nel 2013 che più di tutte segnò la cesura tra un prima e un dopo della Lega.

La nuova vita della Lega
Cominciò così l’era dei colonnelli, della ricerca di una bussola. Ma anche del record di deputati in Parlamento, prima del calo. Negli ultimi anni il movimento ha vissuto una consecutiva perdita di seggi, contrariamente all’Udc, alleati d’area ma anche avversari, qualche volta. Il prezzo da pagare per sedere in Governo, per taluni. O la mancanza di volti carismatici e il progressivo allontanamento da quella Lega degli albori tanto sprezzante verso la partitocrazia, gli stranieri e quanto battagliera nel difendere il tanto inflazionato ceto medio, gli anziani. Sicuramente un nuovo capitolo si è da poco aperto, con Daniele Piccaluga nuovo coordinatore, a cui ora tocca trainare il movimento. A lui, giovane del popolo, com’è stato definito, l’onere e l’onore del prossimo appuntamento elettorale dopo la bizzarra parentesi alla Shrödinger di Norman Gobbi: consigliere di Stato e coordinatore ad interim.

“Ha reso il Ticino più democratico e libero”
Per Norman Gobbi, consigliere di Stato leghista, la prima manifestazione leghista è stata nel 1992 a Bellinzona, quando “Giuliano Bignasca, insieme a Flavio Maspoli e un gabibbo ticinese hanno attraversato la Città con un calesse”, ricorda a Ticinonews, spiegando che “la Lega era l’unico movimento politico ticinese a contrastare l’adesione della Svizzera allo spazio economico europeo”, per questo “a 15 anni ho abbracciato la causa”. Per Gobbi il Movimento di via Monte Boglia “ha permesso di rendere il Ticino più democratico e libero, perché fino a quel momento tutti erano inquadrati nelle famiglie dei partiti tradizionali e difficilmente c’era qualcosa di diverso”. Ed è qui che è entrata in gioco la Lega, perché “i ticinesi volevano qualcosa di diverso ed è per questo che hanno abbracciato la causa”.

L’entrata in Governo e le conseguenze
 “Entrare in Governo”, continua Gobbi, significa assumersi delle responsabilità non sempre compatibili con un certo modo di fare”. La Lega “è stata sì picconatrice all’inizio, ma poi ha anche preso la pala per costruire qualcosa di nuovo grazie all’impegno di Marco Borradori che è rimasto in in Consiglio di Stato per 18 anni”. Questo, aggiunge, “dimostra che quando si entra nell’esecutivo cantonale serve responsabilità, ma anche un’anima propositiva e battagliera. Caratteristiche che aveva il Movimento in passato e cerca di avere anche oggi grazie alla spinta che vuole dare il nuovo coordinatore Daniele Piccaluga”.

Tra Lega e Udc
La Lega dei ticinesi è alleata con l’Udc, ma ogni tanto i due sono anche rivali. “I rapporti di forza sono ancora chiari: ci sono due consiglieri di Stato leghisti e un gruppo maggioritario in Gran Consiglio”. Questo, conclude Gobbi, “è un aspetto essenziale: il Movimento di via Monte Boglia è la massa popolare, i democentristi sono una struttura di una sezione cantonale di un partito nazionale. Il Ticino ha bisogno di qualcosa di identitario come la Lega, anche per poter dire cose che i partiti nazionali non possono dire”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/trentanni-di-lega-in-governo-gobbi-ha-reso-il-cantone-piu-democratico-e-libero-410041

30 anni di Lega in Governo

30 anni di Lega in Governo

Il 2 aprile 1995 il movimento fondato quattro anni prima da Giuliano Bignasca fa il colpaccio: Marco Borradori entra in Consiglio di Stato – Nel 2011 lo storico raddoppio e la maggioranza relativa

È la primavera del 1995 e in Ticino, nell’agenda politica, c’è un appuntamento importante: il 2 aprile sono infatti in programma le elezioni cantonali. In quel periodo il Ticino sta attraversando un periodo di crisi: economica, del lavoro, ma anche politica, con i partiti storici che non se la passano molto bene. In campagna elettorale i partiti di Governo devono pure fare i conti con un movimento nato quattro anni prima, nel 1991, in via Monte Boglia a Lugano. Il fondatore è Giuliano Bignasca e il movimento è la Lega dei Ticinesi.

Dopo i primi clamorosi risultati ottenuti quattro anni prima, in quella primavera la Lega dei Ticinesi ha un solo obbiettivo: entrare nella “stanza dei bottoni” eleggendo almeno un consigliere di Stato. E il risultato di quelle elezioni è clamoroso: con un balzo di oltre 7 punti percentuali rispetto a 4 anni prima, la Lega entra in Governo. Lo fa, per dirla con le parole del presidente a vita, con “la faccia del fidanzato che ogni mamma vorrebbe per sua figlia”, ovvero Marco Borradori, avvocato, incensurato, dai modi gentili. A farne le spese è l’allora PPD, oggi Centro, che vede svanire il secondo seggio in Consiglio di Stato.

Il resto è storia politica cantonale, con le crisi dei consensi che arrivano puntuali, ma nonostante le previsioni nefaste degli osservatori, alle elezioni del 2011 la Lega piazza il clamoroso raddoppio con Norman Gobbi, questa volta a danno dei liberali. Insomma, da quel 2 aprile 1995 il Ticino è cambiato e con lui la politica che lo governa, con la Lega dei Ticinesi che da 30 anni è in Consiglio di Stato, da quasi 15 con la maggioranza relativa.

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2718302

 

Aperte le iscrizioni per il sesto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni  

Aperte le iscrizioni per il sesto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni  

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che giovedì 8 maggio 2025, a partire dalle 14.00, l’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona ospiterà la sesta edizione del Simposio sui rapporti fra Cantone e Comuni. L’evento, creato per rafforzare i rapporti fra le istituzioni ticinesi, permetterà di approfondire le azioni concrete che possono essere attuate, a livello locale, per migliorare la qualità di vita della popolazione. L’invito è rivolto a municipali, consiglieri comunali, autorità politiche cantonali, rappresentanti dei partiti politici, funzionari dell’Amministrazione cantonale e di quelle locali.

Il Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, giunto alla sesta edizione, rappresenta un’occasione preziosa di incontro e dialogo tra i due livelli delle istituzioni ticinesi. L’obiettivo è di rafforzare la cooperazione fra rappresentanti eletti e funzionari, cantonali e comunali, per garantire un’attuazione ancora più efficace del sistema federale svizzero.  
Per l’edizione di quest’anno, l’evento si concentrerà sullo sviluppo di azioni concrete e innovative che possano essere attuate per migliorare la qualità di vita e il benessere residenziale nelle comunità locali. I partecipanti saranno chiamati a presentare e discutere buone pratiche di collaborazione, stimolando la ricerca di soluzioni innovative ai problemi della vita quotidiana.  
Il programma della giornata si divide in due parti: i partecipanti approfondiranno dapprima tre iniziative – su un totale di 14 presentate – da attuare nella dimensione comunale, sia sfruttando l’autonomia decisionale dell’ente locale sia nell’esecuzione di compiti delegati dal Cantone o dalla Confederazione.  
Tutte le iniziative che saranno discusse sono state selezionate per la loro capacità di stimolare collaborazioni innovative e sviluppare azioni che accrescano il benessere delle realtà comunali.
I progetti spaziano da soluzioni per ridurre lo stress termico causato dalle ondate di calore a politiche d’integrazione sociale per la coesione delle comunità, fino a uno sguardo sui servizi extrascolastici, a riflessioni sulle strutture sportive per l’impatto positivo sulla salute, all’economia regionale.  
La giornata proseguirà con una tavola rotonda, alla quale parteciperanno esponenti della politica comunale e cantonale, uno specialista di relazioni personali e il Consigliere di Stato Norman Gobbi. L’intento è di dibattere sul modo migliore per mettere in rete i due livelli di governo, alla ricerca di modalità di collaborazione che tengano conto dei nuovi bisogni dei cittadini.  
L’appuntamento è per giovedì 8 maggio 2025, a partire dalle 14.00, nell’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona. La tavola rotonda – dalle 17.00 alle 18.15 – potrà essere seguita anche in diretta streaming.  
La partecipazione al Simposio è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro il 28 aprile 2025 tramite il formulario pubblicato sul sito web www.ti.ch/eventisel – indirizzo al quale è possibile consultare anche il programma dettagliato del pomeriggio.   

 

Il 2024 della Sezione antidroga (SAD)

Il 2024 della Sezione antidroga (SAD)

Comunicato stampa

Nel 2024 la situazione relativa al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti in Ticino è rimasta in gran parte invariata ed è allineata a quella a livello federale. Tra le principali droghe consumate, la cannabis si conferma al primo posto, seguita dalla cocaina e dall’eroina. La Sezione antidroga (SAD) della Polizia cantonale rileva una sostanziale stabilità nella diffusione delle droghe tradizionali, con il consolidamento di tendenze già emerse nel 2023. Tra queste, si segnala un incremento del consumo di crack. Sebbene il fenomeno resti circoscritto, con quantitativi contenuti e casi isolati, la ketamina rappresenta invece un elemento di novità sul piano delle inchieste.   

I sequestri di sostanze non evidenziano variazioni particolari nei fenomeni illeciti legati al traffico di stupefacenti. Eventuali divergenze rispetto all’anno precedente dipendono dalle specifiche dinamiche di ciascuna attività investigativa. Nel complesso, nel 2024 sono stati sequestrati 12 kg di marijuana (150.5 nel 2023), 68 kg di hashish (34.9), 37.9 kg di cocaina (28.2), 2 kg di eroina (9.9), 818 gr di MDMA, 202 gr di anfetamina (173), 262 gr di ecstasy (150), 176 gr di LSD (42), 278 gr di ketamina (13), 6 gr di metanfetamina (39) nonché 1’029 piante di canapa (472). Si tratta in gran parte di singoli fermi e sequestri di sostanze, avvenuti in entrata o uscita dal territorio cantonale, con destinazione il Nord Europa o l’Italia. Gli arresti sono stati 78 (96), mentre le persone denunciate per reati concernenti la Legge federale sugli stupefacenti sono stabili a 1’085 (1’086 nel 2023). Fra queste si contano 141 (129) minorenni. Si sono inoltre contati 11 (9) decessi dovuti a overdose. Le attività investigative e i fermi dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) hanno portato inoltre a importanti sequestri di denaro per un ammontare di circa 242’000 franchi e 748’000 euro.
Lo spaccio di eroina e cocaina è gestito prevalentemente da organizzazioni albanesi che fanno capo a loro connazionali, spesso ospitati da tossicodipendenti locali in cambio di droga. Questi ultimi forniscono non solo un appoggio logistico, ma fungono anche da intermediari, spacciando a loro volta. Recentemente hanno ampliato la loro presenza nelle zone periferiche, alloggiando anche in strutture ricettive turistiche come Bed and Breakfast (B&B), campeggi o piccole pensioni. La cocaina può arrivare sia da sud sia da nord, a seconda delle rotte prese e dei porti d’ingresso in Europa. La globalizzazione ha notevolmente influenzato i traffici internazionali di droga, offrendo maggiore flessibilità logistica ai trafficanti e moltiplicando i canali disponibili in risposta ai cambiamenti nei controlli sulle rotte o alle operazioni di contrasto delle forze dell’ordine. Accanto a numerosi arresti e sequestri, le organizzazioni mostrano una notevole capacità di adattamento, inviando continuamente giovani spacciatori, noti come “cavallini”, per sostituire quelli arrestati e mantenere attivo il mercato.
Tra le diverse attività investigative, si segnala quella relativa a un traffico di hashish, canapa e derivati che ha interessato prevalentemente il Mendrisiotto. A seguito dell’arresto di un 26enne svizzero nel mese di luglio, è emersa un’attività di spaccio che ha portato all’interrogatorio di un’ottantina di acquirenti, principalmente giovani adulti. Le analisi sullo stupefacente sequestrato hanno rivelato un contenuto di THC (il principio attivo responsabile dell’effetto stupefacente nella canapa e nei suoi derivati) vicino al 30%. Rispetto al 10-15% usuale, questa percentuale elevata mette in evidenza i rischi per la salute, sia per i consumatori occasionali sia per quelli regolari, e in particolare tra i giovani.
Il 2024 ha registrato un incremento del consumo di crack, sostanza comparsa in alcune aree del Cantone seguendo una tendenza già presente a livello nazionale. Le indagini condotte hanno portato a sequestri di piccole quantità, spesso inferiori al grammo e destinate al consumo locale, evidenziando al momento la mancanza di traffici significativi di crack già pronto all’uso.
Nonostante si tratti di un fenomeno circoscritto, caratterizzato da quantitativi contenuti e casi isolati, la comparsa della ketamina rappresenta invece un elemento di novità. Parallelamente ad alcuni sequestri, in due circostanze si è giunti all’ospedalizzazione di alcuni giovani consumatori.
Oltre a mantenere alta la vigilanza su tutti i fenomeni descritti, collaborando con istituzioni educative e organizzazioni locali per sensibilizzare la comunità e adottare misure preventive e repressive mirate, la Polizia cantonale sottolinea l’estrema pericolosità del consumo di determinate sostanze, come il crack, che crea facilmente dipendenza a causa degli effetti istantanei ma effimeri, e la ketamina, sostanza analgesica il cui uso prolungato in contesti non medici può causare problemi di memoria, dipendenza e, nei casi più gravi, danni permanenti alla salute.

Incontro tra Norman Gobbi e Pascal Lüthi: collaborazione rafforzata per la sicurezza dei confini

Incontro tra Norman Gobbi e Pascal Lüthi: collaborazione rafforzata per la sicurezza dei confini

Comunicato stampa

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato nei giorni scorsi Pascal Lüthi, Direttore dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), per un importante momento di confronto e coordinamento sul tema della sicurezza dei confini. All’incontro erano presenti anche il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il capo Dogana Sud Silvio Tognetti.  

L’incontro ha permesso di fare il punto sull’efficace collaborazione tra le autorità cantonali ticinesi e l’UDSC, in particolare nel contrasto alla criminalità transfrontaliera e alla migrazione irregolare. Entrambe le parti hanno sottolineato come il lavoro sinergico, rafforzato negli ultimi anni, rappresenti un elemento fondamentale per garantire la sicurezza del territorio cantonale e nazionale.  
Gobbi e Lüthi hanno espresso reciproca soddisfazione per i risultati raggiunti grazie alla cooperazione operativa tra la Polizia cantonale e la Dogana Sud. Le attività congiunte, le pattuglie miste e lo scambio costante di informazioni stanno dando concreti frutti, rendendo più efficaci i controlli e più tempestivi gli interventi. Anche nel corso dei prossimi mesi verranno implementate attività congiunte preventive e di contrasto nei vari campi d’azione dei due Corpi.  
L’incontro si è svolto in un clima costruttivo e ha ribadito l’impegno comune a proseguire su questa via, rafforzando ulteriormente gli strumenti di cooperazione e coordinamento per rispondere in modo sempre più efficace alle sfide legate alla sicurezza dei confini.