Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni di Ascona e di Brissago

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni di Ascona e di Brissago

Comunicato stampa

Continua la serie di incontri tra il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Ascona e di Brissago la collaborazione tra la Polizia cantonale, la riorganizzazione del settore della protezione del minore e la riforma «Ticino 2020». Iniziata nel giugno del 2018 a Stabio, la terza serie di incontri proseguirà nelle prossime settimane per concludersi il 18 dicembre a Lumino.

Si sono svolti lunedì scorso i due incontri tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e una delegazione dei Municipi di Ascona e di Brissago. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rammentato in apertura di entrambi i momenti che «l’obiettivo di questi incontri è quello di rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha posto in entrambe le occasioni una serie di domande puntuali per conoscere le aspettative e gli spunti raccolti serviranno a completare le riflessioni delle tre riforme in corso.
Il Comune di Ascona ha ospitato il primo dei due appuntamenti. La discussione è avvenuta in un clima disteso e sereno e i rappresentanti del Municipio presenti hanno potuto esprimere le loro aspettative e le loro preoccupazioni. In particolare, il Sindaco di Ascona Luca Pissoglio ha espresso la disponibilità del Municipio a intavolare un dialogo sui dossier, e ha ribadito il ruolo di prossimità con i cittadini che giocoforza i Comuni devono mantenere sia in materia di sicurezza che per quanto concerne la protezione del minore e dell’adulto.
Dal canto suo il sindaco di Brissago Roberto Ponti ha espresso soddisfazione per questo incontro e auspica che possa fare da apripista a una serie di riunioni anche con altri Consiglieri di Stato.
Gli incontri proseguiranno nelle prossime settimane con Melide, Paradiso, Massagno, Vezia, Monteggio, Caslano, Magliaso, Mendrisio, Chiasso, Gordola, Cugnasco, Bellinzona e Lumino. Al termine di questa tornata verrà stilato un bilancio in occasione di un incontro informativo con gli organi d’informazione che sarà organizzato prossimamente. 

Divisione della giustizia: nominata la coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica

Divisione della giustizia: nominata la coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica

Comunicato stampa

Il Governo ha nominato nella sua ultima seduta la Signora Chiara Orelli Vassere quale coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica presso la Direzione della Divisione della giustizia. Una nuova figura voluta dal Dipartimento delle istituzioni cui è stata attribuita la gestione istituzionale di questa importante tematica.

Classe 1965, domiciliata nella Città di Lugano, Chiara Orelli Vassere ricopre attualmente la carica di Direttrice di SOS Ticino – Soccorso Operaio Svizzero – e vanta una solida e comprovata esperienza dal profilo istituzionale anche a livello di tematiche sociali.
La Signora Orelli Vassere implementerà, d’intesa con la Direttrice della Divisione della giustizia, la nuova figura di coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica, predisponendo in particolare il piano di azione cantonale e i vari progetti volti alla messa in atto della Convenzione di Istanbul e delle leggi federali in materia.
Oltre alla rappresentanza istituzionale in gruppi di lavoro e conferenze nazionali e inter-cantonali, questa nuova figura coordinerà altresì la comunicazione, le campagne di sensibilizzazione nonché la formazione sul tema, garantendo e promuovendo i contatti con tutti i partner del settore sul piano cantonale, inter-cantonale e federale.
La nomina di questa importante figura è resa nota oggi proprio in concomitanza con la ventesima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e vuole segnare la risposta delle Istituzioni alla necessità di avvalersi di un punto di riferimento proprio in questo ambito. Un fenomeno, quello della violenza domestica, che già oggi nel nostro Cantone vede impegnati diversi servizi pubblici e molteplici enti sul territorio, che in questo periodo hanno promosso diverse lodevoli iniziative allo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’argomento e promuovere la consapevolezza nei confronti della violenza tra le mura di casa, che non va assolutamente sottovalutata.

“Non si può scherzare sulla sicurezza della gente”

“Non si può scherzare sulla sicurezza della gente”

L’importanza di esercitare le capacità di affrontare le minacce

Più di 2’000 persone coinvolte in tutta la Svizzera, 70 stati maggiori di condotta attivati in tutti i Cantoni: è questo in estrema sintesi il quadro dell’esercitazione della Rete integrata svizzera per la sicurezza, che ha avuto il suo culmine nelle giornate dall’11 al 13 novembre scorso. “Immaginate un attacco terroristico, scenario che Nazioni a noi vicine hanno dovuto subire e che purtroppo non possiamo escludere che si verifichi anche in Svizzera. Ecco, l’operazione svoltasi anche qui in Ticino era proprio incentrata su una tale simulazione” – afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi che giovedì a Berna, in qualità di presidente della conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri, nonché responsabile della Piattaforma politica della Rete di sicurezza, è intervenuto nella giornata di chiusura, dopo aver seguito, passo passo nei mesi scorsi l’organizzazione. “Poter verificare e allenare ai più alti livelli e in simulazioni realistiche le capacità di risposta e di intervento contro potenziali grandi rischi – come lo è sicuramente il terrorismo – risulta decisivo per garantire una elevata capacità di intervento, se dovessero verificarsi casi reali, e quindi poter dare la massima protezione alla nostra gente. In particolare, assieme a tutti gli altri enti coinvolti, questo tipo di esercitazione – che è la più importante che si tiene ogni due anni nel nostro Paese – permette di verificare l’interazione tra polizia ed esercito nelle situazioni di minaccia. L’esercito svolge un ruolo cruciale come partner della protezione della popolazione nell’ambito degli impieghi sussidiari di sicurezza, ad esempio per la protezione di infrastrutture sensibili. Per entrare in aspetti più tecnici, il coordinamento di tutte le nostre capacità di risposta alle crisi è un fattore essenziale. La gestione delle crisi spinge gli esseri umani ai limiti delle loro capacità prestazionali. Di fronte a una crisi, specialmente coloro che occupano una posizione di comando, possono sentirsi sopraffatti dall’urgenza, dall’incertezza e dai problemi di informazione. È dunque fondamentale che possano appoggiarsi su processi conosciuti e collaudati. Non si può scherzare di fronte alle minacce. Non si può scherzare quando avvengono sciagure e tragedie. Formare le persone per rispondere al bisogno di protezione della popolazione è un compito dunque essenziale: un’assicurazione sulla nostra vita”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.
Ma come viene valutato questo esercizio, durato 52 ore ininterrotte e che ha visto anche il Consiglio di Stato ticinese coinvolto direttamente, visto che una delle minacce principali era costituita da un possibile attacco al Tribunale penale federale di Bellinzona? “La valutazione finale deve ancora essere fatta nei suoi aspetti più tecnici. Ciò che possiamo dire è che l’esercitazione è stata un successo completo, nella consapevolezza che tali esercizi devono essere effettuati anche in futuro”, conclude Norman Gobbi.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la quarta seduta ordinaria del 2019 – la 52. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento del progetto «Ticino 2020». Dopo la fase consultiva sul rapporto intermedio, la riforma dei rapporti istituzionali fra Cantone e Comuni è giunta a uno snodo cruciale: la variante «sostenibile» individuata dalla direzione di progetto sarà discussa dal Consiglio di Stato nella seduta extra muros di settimana prossima, per poi tornare nel Comitato strategico. L’obiettivo è di giungere a un accordo politico entro il mese di febbraio 2020.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha poi introdotto la discussione sulla partecipazione degli enti locali al finanziamento dei compiti cantonali, e sull’iniziativa «Per Comuni forti e vicini al cittadino» che chiede una riduzione del contributo di risanamento annuo a favore del Cantone. A questo proposito, i membri della Piattaforma si sono confrontati in merito a un possibile compromesso, che sarà ora approfondito con l’obiettivo di giungere a una soluzione condivisa.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato le misure di politica familiare previste, nell’ambito del Pacchetto sociale approvato dal Governo, per il sostegno alle strutture extrascolastiche e agli asili nido. È stato spiegato che l’attuale quadro legale apre scenari interessanti per i Comuni, che possono predisporre – in proprio o in collaborazione con enti privati – nuovi interventi a favore delle famiglie con bambini, in età prescolastica o già iscritti alla scuola dell’obbligo.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi informato sulla consultazione, che sarà aperta a breve, sulla modifica delle prassi di applicazione cantonale della Legge federale sull’esercito e sull’amministrazione militare. Per quanto riguarda la gestione dei poligoni di tiro, non è prevista l’introduzione di nuove regole; saranno tuttavia precisate le condizioni per la collaborazione fra i gestori delle strutture e le autorità locali. Il Cantone tornerà inoltre a sussidiare gli interventi di risanamento ambientale, fonico e di sicurezza.
In merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, è stato infine spiegato che il gruppo di progetto – istituito dal Consiglio di Stato nel gennaio di quest’anno – presenterà entro la fine del mese di gennaio 2020 il proprio rapporto finale. Il Consiglio di Stato prenderà una decisione definitiva entro la fine di febbraio.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 4 marzo 2020.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19 Dal progetto “Polizia ticinese” al primo bilancio sulle pattuglie miste Polizia cantonale / Polizia di Stato italiana; dalle priorità del Dipartimento in ambito di sicurezza al numero di donne attive in Polizia: il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha potuto sviscerare una vasta gamma di temi incentrati sulla sicurezza, sollecitato dai 50 aspiranti agenti della Scuola Cantonale di Polizia (SCP) 2019 in un incontro avvenuto negli scorsi giorni a Bellinzona nella sala del Gran Consiglio.

È stata una presa di contatto molto interessante e privilegiata quella tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i futuri agenti di polizia che stanno svolgendo in questi mesi il loro anno di formazione, prima di essere incorporati nei vari Corpi (Cantonale ticinese, Cantonale grigionese, Comunali, Trasporti e Militare). Durante l’incontro, inoltre, il Direttore del DI ha commentato assieme agli aspiranti la notizia sul decreto d’abbandono deciso dal Ministero pubblico nel procedimento penale aperto nei confronti dell’agente della cantonale che 2 anni fa si era visto costretto a far uso dell’arma d’ordinanza nel corso di un intervenuto a Brissago, uccidendo un richiedente l’asilo. Gobbi ha confermato che l’uso dell’arma è l’ultima ratio. “I poliziotti si trovano a dover prendere decisioni molto importanti in un breve lasso di tempo. L’abbandono del procedimento decretato dal Procuratore pubblico – ha detto Gobbi rivolgendosi agli aspiranti – mi conforta sul grado di preparazione a cui gli agenti vengono sottoposti. La formazione è una carta vincente, approfittatene ogni minuto nel corso di questa vostra scuola e lungo tutta la vostra carriera”. La Scuola prevede dodici mesi di formazione, duranti i quali gli aspiranti affiancano alla teoria anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Il percorso formativo mira a fornire gli strumenti necessari a svolgere i compiti di crescente complessità, ai quali i futuri agenti saranno confrontati nella loro attività professionale.

Alla faccia di chi polemizzava a fini politici

Alla faccia di chi polemizzava a fini politici

Decreto d’abbandono contro l’agente che fermò con l’arma un richiedente l’asilo

Era il 7 ottobre di due anni fa e per la Polizia cantonale quel giorno è stato molto pesante: un agente nel corso di un intervento notturno in un appartamento a Brissago aveva dovuto far uso della sua arma d’ordinanza, allo scopo di proteggere le altre persone presenti e sé stesso, uccidendo un richiedente l’asilo. In questi casi spesso scoppia la polemica, con una parte (minima) dell’opinione pubblica che si scaglia contro le forze dell’ordine. Ed è stato così anche in quell’occasione. Polemiche inutili, soprattutto davanti a casi drammatici, strumentalizzate solo allo scopo di colpire la direzione della Polizia e del Dipartimento a fini politici.
Martedì scorso è arrivata finalmente la decisione penale sul caso: il Ministero pubblico ha emanato un decreto di abbandono nei confronti dell’agente che era stato inchiestato per omicidio intenzionale. “Ho ricevuto notizia proprio pochi minuti prima che incontrassi le e gli aspiranti che stanno seguendo la Scuola cantonale di Polizia, ci dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Donne e uomini che saranno chiamati con i loro colleghi a garantire la nostra sicurezza. Ho parlato di quanto era successo quel 7 ottobre. Della difficile situazione con in cui si era trovato il loro collega. Della scelta, proprio quale ultima ratio, di far uso dell’arma. E dell’importanza di avere una preparazione adeguata per affrontare anche quegli istanti, che – fortunatamente – non avvengono tutti i giorni. Della soddisfazione, poi, per l’esito dell’inchiesta che ha confermato come l’agente abbia agito in modo corretto e proporzionale per la difesa della propria vita e quella delle altre persone coinvolte in quella drammatica circostanza. La decisione del Ministero pubblico segue un’accurata indagine che da subito avevamo messo nelle mani degli specialisti della Polizia cantonale di Zurigo. Volevamo che non ci fosse alcuna ombra su possibili rischi di inquinamento delle indagini. Quel giorno stesso, esprimendo il cordoglio per la vittima, avevo però anche espresso – unitamente al comandante Cocchi – la mia convinzione sulla proporzionalità dell’intervento dell’agente. E questo perché conosco la preparazione impartita ai nostri poliziotti. Sanno che l’uso dell’arma deve essere davvero l’ultima possibilità per risolvere un conflitto violento in cui la vita viene messa in pericolo. Il Ticino non è il far-west, ebbi a dire in quella circostanza. Lo confermo, ben sapendo che dovremo sempre puntare sulla preparazione degli agenti, sulla loro formazione prima di entrare in funzione e durante la loro carriera all’interno del Corpo. E ben sapendo che dietro ogni divisa vi è una donna e vi è un uomo che deve fare delle valutazioni in poche frazioni di secondo, che meritano il nostro pieno rispetto”.

 

Estratti e premiati i vincitori del concorso di “Acque sicure”

Estratti e premiati i vincitori del concorso di “Acque sicure”

Comunicato stampa

Sono stati estratti a sorte i 20 vincitori del concorso indetto dalla campagna di prevenzione “Acque sicure” nel corso della stagione 2019. La numerosa partecipazione ha consentito di sensibilizzare un elevato numero di persone sui rischi e sui pericoli legati alla balneazione.  

Per incrementare il coinvolgimento dei bagnanti e della popolazione nei confronti della campagna di sensibilizzazione “Acque sicure”, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di indire un concorso a premi a cui si è potuto prendere parte rispondendo correttamente a una domanda concernente i pericoli legati alla balneazione posta sul sito www.acquesicure.ch. Così facendo, l’elevato numero di partecipanti ha dovuto dimostrare di aver preso coscienza dei messaggi di prevenzione della campagna “Acque sicure” e dei rischi legati alla balneazione e alla pratica di attività sportive nel contesto acquatico.   Negli scorsi giorni si è proceduto all’estrazione dei 20 fortunati vincitori. Il premio principale, costituito da una “actioncam” di ultima generazione, è stato vinto da Massimo Galli. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha voluto premiare di persona il vincitore. Tra gli altri premi in palio figurano svariati ingressi presso una delle principali strutture acquatiche del Cantone, come pure degli zaini corredati dai gadget della campagna.   I fortunati vincitori sono: Massimo Galli, Andrea Toffoli, Ramona Domeniconi, Chloé Agresti, Timothy Scandella, Ralph Trippel, Giacomo Minotti, Alain Antoniello, Cesare Totti, Bendetta Cena, Antonio Boschi, Angela Basieri, Alessandro Galasso, Romina Breda, Max Heusser, Hans Streit, Gaby Cunzi-Berzi,Andrea Managlia, Alessio Nero, Federico Zgraggen.  

Comune di Astano: il Governo risponde agli atti parlamentari

Comune di Astano: il Governo risponde agli atti parlamentari

Comunicato stampa

Nell’ultima seduta, il Consiglio di Stato ha risposto alla mozione parlamentare denominata «Comune di Astano: aiutiamolo a uscire dalla crisi con un progetto solido e a lungo termine» presentata il 16 settembre 2019 da Piero Marchesi e cofirmatari. Il Governo sottolinea in particolare che l’aggregazione di Astano, verosimilmente con il nuovo Comune di Tresa – le cui discussioni preliminari sono in corso –, è l’unica soluzione percorribile dall’ente locale malcantonese per risolvere in modo duraturo i problemi finanziari che lo attanagliano.

La risposta del Consiglio di Stato ricorda anzitutto come le disposizioni legislative entrate in vigore nel 2017 abbiano ridato una maggior autonomia ai Comuni nel valutare il tipo e la modalità d’investimento da attuare, rafforzando al contempo l’obbligo di recuperare responsabilmente e nel breve tempo un eventuale disavanzo di bilancio, nell’ottica di prevenire un dissesto finanziario irrecuperabile. La difficile situazione finanziaria del Comune malcantonese ha reso necessario l’intervento del Cantone che ha fissato il moltiplicatore d’imposta del Comune di Astano per l’anno 2019 al 130%.
In quest’ottica, nella propria risposta il Governo sottolinea che l’aggregazione per il Comune malcantonese è l’unica via attualmente percorribile per risolvere a lungo termine i problemi strutturali di cui è oggetto. La Sezione degli enti locali sta fornendo supporto al Comune di Astano, nell’ambito delle sue competenze, per portare a termine un progetto aggregativo in termini ragionevoli e per attuare una serie di misure volte a mitigare la critica situazione finanziaria. A questo proposito, il Consiglio di Stato prende atto con piacere dei primi contatti intercorsi tra i rappresentanti del Municipio di Astano e i Comuni che confluiranno nel futuro Comune di Tresa.
Il Governo, inoltre, tiene a smentire le affermazioni riportate da alcuni organi d’informazione secondo cui una gerenza esterna possa accelerare il processo aggregativo; infatti, la procedura non cambia. Il Consiglio di Stato ritiene per contro che un organo esecutivo in carica possa tutelare maggiormente gli interessi di Astano.
Infine, il Consiglio di Stato assicura che vigilerà attentamente sull’applicazione delle norme legislative entrate in vigore due anni fa, per stimolare responsabilmente l’intervento tempestivo dei Comuni le cui finanze peggiorano in maniera critica ed evitare possibilmente il ripetersi di casi analoghi a quello del Comune di Astano.

(foto: www.astano.ch)

Freddo e neve affrontali senza problemi con gli pneumatici invernali

Freddo e neve affrontali senza problemi con gli pneumatici invernali

Comunicato stampa

La stagione invernale è alle porte ed i primi fiocchi di neve sono già caduti. Inoltre, da alcuni giorni si registra un calo delle temperature, in particolare la notte, che unito all’umidità dell’aria può rendere gelate e viscide le strade favorendo gli incidenti. Come tradizione anche quest’anno il progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni “Strade sicure” e la Polizia cantonale ripropongono quindi la consueta attività di sensibilizzazione rivolta ai conducenti sull’importanza di dotare i veicoli dell’equipaggiamento invernale.

Da diversi anni la Polizia cantonale, ai primi freddi, sensibilizza i conducenti sull’importanza di equipaggiare correttamente i veicoli per l’inverno. Una stima approssimativa indica che una parte degli automobilisti, che si aggira attorno al 10-15%, durante la stagione invernale circola con gomme estive, mentre il 5% monta solo due pneumatici invernali sull’asse di trazione. Sebbene in Svizzera non esiste un obbligo specifico di montare quattro pneumatici invernali, potrebbe comunque essere punito chi, a causa dell’inadeguato equipaggiamento invernale, dovesse creare problemi alla circolazione e incidenti. Problematiche che, con un veicolo adeguatamente preparato per fronteggiare condizioni stradali precarie, come gelo e neve, potrebbero essere evitate. Si raccomanda quindi di seguire i seguenti consigli:
– sostituire i 4 pneumatici estivi con quelli invernali quando la temperatura al suolo si abbassa fin verso i 5 – 7°C o perlomeno durante i mesi invernali (novembre – marzo);
– cambiare gli pneumatici invernali quando il profilo raggiunge i 4 mm, la legge prevede un profilo minimo di 1.6 mm;
– sulle strade innevate la distanza di sicurezza da tenere deve essere di almeno tre volte superiore rispetto a quella tenuta su strade asciutte;
– evitate manovre improvvise con i pedali o lo sterzo

Con le gomme invernali le performance dei mezzi migliorano in maniera importante: l’aderenza è maggiore e di conseguenza il controllo del veicolo risulta più sicuro.
Si deve infatti considerare che lo spazio di frenata su una strada innevata, ad una velocità di 40 km/h, con gli pneumatici invernali si aggira sui 29 metri, mentre con degli pneumatici estivi arriva fino a 61 metri. Presso tutti i posti di polizia trovate dei volantini che richiamano questi consigli nonché un gratta-ghiaccio con incorporato il misuratore del profilo degli pneumatici.

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Divisione della giustizia: nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa

Divisione della giustizia: nominato il nuovo responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato il Signor Siva Steiner nuovo Capo dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa della Divisione della giustizia, con entrata in funzione dal 1° dicembre 2019 in sostituzione dell’attuale responsabile Luisella Demartini-Foglia, prossima al pensionamento.

Classe 1967, domiciliato nel Comune di Capriasca, Siva Steiner vanta una solida esperienza quale Operatore sociale all’interno dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, in cui è attivo dal 1999, e più in generale nell’ambito del settore dell’esecuzione delle pene e delle misure. Le competenze maturate negli anni si rileveranno fondamentali alfine di adempiere i compiti previsti nella direzione dell’Ufficio, che persegue quale scopo principale la prevenzione e il controllo del rischio di recidiva tramite l’azione educativa e la reintegrazione sociale, assicurando, durante la detenzione, l’assistenza sociale a tutte le persone che ne fanno richiesta. L’Ufficio dell’assistenza riabilitativa propone e controlla anche l’esecuzione delle misure penali previste dal Codice penale nei casi di malattie psichiche, dipendenze, giovani adulti e internamento. Si occupa pure della tematica relativa alla violenza domestica, per quanto concerne la gestione di autori o autrici. Inoltre, gestisce l’esecuzione delle pene cosiddette “esterne” contestualmente alla sorveglianza elettronica e al lavoro di pubblica utilità.
Il Signor Steiner entrerà formalmente in funzione a contare dal 1° dicembre 2019, succedendo all’attuale responsabile, Luisella Demartini-Foglia, prossima al pensionamento dopo un’esperienza ultratrentennale nel settore dell’esecuzione delle pene e delle misure. Un’esperienza intrapresa dall’interessata con passione e professionalità.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione di ringraziare Luisella Demartini-Foglia per l’impegno e la dedizione profusi quotidianamente nell’esercizio della sua funzione. Il Governo formula i migliori auguri al Signor Siva Steiner per l’inizio dell’attività e per le sfide che l’attendono in favore dell’Amministrazione cantonale.