Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi
Comunicato stampa
Si è concluso oggi, martedì 31 maggio, il quarto ciclo di visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; iniziati nel 2018 a Stabio, questi appuntamenti sono un momento privilegiato per dialogare con le autorità locali. Riprenderanno in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni del Cantone entro la fine della Legislatura. Fra le indicazioni raccolte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni in quest’ultima tornata, spicca il grande interesse per le pratiche del «Buon governo», già in fase di sperimentazione in Comuni come Faido, Tresa e nel Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali risponderà nei prossimi mesi alle numerose richieste ricevute, incontrando i Municipi.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato ieri mattina e questa mattina i Municipi di Monteceneri, Isone, Mezzovico-Vira e Torricella Taverne. La conoscenza reciproca, il dialogo e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal Dipartimento sono stati i temi al centro del programma.
Durante il primo appuntamento, con le autorità del Comune di Monteceneri, il Municipio ha manifestato l’interesse a partecipare al progetto dipartimentale «Buon governo», per coinvolgere la propria cittadinanza sugli importanti progetti da attuare in seguito all’aggregazione. Nella riunione con il Comune di Isone è stata invece messa in evidenza la forza di una piccola e funzionale realtà comunale, dove i rapporti tra istituzioni e cittadini sono molto saldi. In una franca e diretta discussione, è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini.
Nel terzo incontro, il Municipio di Mezzovico-Vira ha ricordato il benessere del proprio Comune e la soddisfazione della propria popolazione, dichiarandosi comunque favorevole a un ulteriore coinvolgimento della cittadinanza. Durante l’ultima riunione, con il Comune di Torricella Taverne, il Municipio ha infine illustrato i progetti del Comune ricordando alcune iniziative promosse e dicendosi pure interessato al progetto «Buon governo».
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ringraziato tutti i Municipali incontrati per l’impegno, la dedizione e il sacrificio profusi al servizio delle istituzioni: «Un agire nobile e altruistico che ben rappresenta lo spirito federalista che caratterizza la Confederazione». La forza del nostro Paese, ha ricordato il Consigliere di Stato, «è una democrazia viva e dinamica, nella quale il ruolo dei Municipi è anche di stimolare i propri cittadini a interessarsi alla cosa pubblica». Proprio in quest’ottica si inseriscono progetti dipartimentali come il «Buon governo», la cui validità è «confermata dall’entusiasmo delle comunità locali».
Proprio a questo riguardo Marzio Della Santa ha sottolineato come «questi incontri ci permettano di toccare con mano quanto sia importante coinvolgere maggiormente la cittadinanza nei processi decisionali». I motivi sono svariati: alcuni Municipi sono demotivati nel vedere molti progetti comunali affossati da referendum e votazioni, altri faticano a trovare persone che si mettano a disposizione della cosa pubblica. «La risposta», ha spiegato il capo della Sezione degli enti locali, «è proprio il coinvolgimento – perciò ci soddisfa che molti Esecutivi abbiano manifestato interesse ai nostri progetti, e nei prossimi mesi pianificheremo una serie di incontri per approfondire il tema. Da ultimo sottolineerei come in generale i Comuni abbiano chiesto la possibilità di avere un percorso formativo ad hoc per i municipali”.
La quinta serie di incontri fra i vertici del Dipartimento delle istituzioni e le autorità comunali – iniziata nel 2018 a Stabio – proseguirà in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni entro la fine della legislatura.
Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi
Fitto programma per Odescalchi 2022. Gobbi: “L’obiettivo è di non impattare sul quotidiano dei ticinesi”
Sarà una settimana molto intensa quella da lunedì 13 giugno a sabato 18 giugno. In diverse regioni del Ticino, si svolgeranno una serie di esercitazioni sotto la denominazione “ODESCALCHI 2022”. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Esercito, Polizia, Protezione civile, pompieri, ma pure i servizi sanitari saranno impegnati in simulazioni di catastrofi/incidenti. In molti casi collaborando con i loro omologhi italiani, simulando catastrofi sulla linea di confine. Come abbiamo potuto appurare nel recente passato un incendio o un inquinamento possono facilmente “invadere” i due territori nazionali. La risposta delle forze di protezione della popolazione deve quindi essere coordinata sui due versanti. Nello stesso tempo anche un avvenimento catastrofico che accade solo sul nostro territorio o solo su suolo italiano può necessitare interventi che vedono impegnate le migliori forze ticinesi e quelle delle province confinanti con il Ticino. Con una preoccupazione supplementare: impattare il meno possibile durante queste esercitazioni sulla normalità delle ticinesi e dei ticinesi”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Un allenamento, se così possiamo dire, necessario per oliare i meccanismi di intervento, ed essere pronti qualora dovessero capitare davvero certe situazioni. “Esatto. Di recente abbiamo avuto un paio di episodi – penso per esempio al recente incendio sui Monti di Neggia – che hanno visto una collaborazione concreta tra Ticino e Italia. Ma dobbiamo migliorare ancora e oliare i meccanismi di due macchine di intervento che si muovono con modalità diverse. Il tutto per proteggere al meglio la popolazione e salvaguardare il territorio”, sottolinea Norman Gobbi.
Odescalchi 2022 proporrà, per esempio, il crash di un aereo (nel Malcantone) con relativo sviluppo di un incendio boschivo. Ma anche l’inquinamento di una parte del lago Ceresio, coinvolgendo sia la Svizzera sia l’Italia. E ancora: la necessità di potabilizzare l’acqua del lago di Lugano, perché un intero quartiere di Mendrisio è rimasto senz’acqua a causa una lunga siccità. Poi ci sono altre esercitazioni, nonché giornate di porte aperte all’aeroporto di Magadino, durante le quali l’Esercito si presenterà alla popolazione, accanto a tutti i partner della Protezione della popolazione. “Sarà inoltre l’occasione per simulare una conferenza di alto livello con tutte le misure e precauzioni da assumere. È solo un caso che a distanza di pochissime settimana si terrà a Lugano la conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina, perché l’esercitazione Odescalchi è stata pensata molto prima dello scoppio della guerra. Questo momento ci permetterà però di simulare misure che dovremo poi applicare – magari in forme ancora maggiori – a Lugano all’inizio di luglio. La conferenza simulata, alla quale parteciperanno anche i miei omologhi di Vallese e Grigioni, si terrà a Pollegio e durante la stessa verranno firmati dei protocolli di intervento – questa volta reali – tra il Ticino e la Provincia di Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Saranno circa 4mila le persone coinvolte in queste operazioni anti catastrofe. L’obiettivo primario di Esercito, Protezione civile e di tutti i partner coinvolti e quello di prepararsi ad ogni evenienza mantenendo comunque un occhio di riguardo nei confronti di coloro che sul nostro territorio vivono e lavorano”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni
Comunicato stampa
La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2022 – la 61. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.
In apertura di riunione il Dipartimento della sanità e della socialità ha illustrato la soluzione identificata per dare seguito a una mozione del 2013 in materia di servizi di primo intervento, che chiedeva tra l’altro l’aumento del contributo cantonale e una diversa ridistribuzione delle risorse.
Per quel che concerne la riforma «Ticino 2020», è stato poi ricordato che sono in corso alcuni approfondimenti per garantire la neutralità finanziaria del progetto, cantonalizzando alcune risorse comunali e compensando il contributo comunale al finanziamento dei compiti cantonali. I Comuni saranno coinvolti in un’informazione consultiva nel corso dell’autunno. A inizio maggio sono inoltre iniziate le riunioni di un Gruppo di lavoro, composto da politici e tecnici, che dovrà giungere a un accordo sulla gestione del settore anziani. È stato poi comunicato che il Gruppo di lavoro dedicato al tema della perequazione finanziaria sta consolidando il modello per il contributo di livellamento, partendo da una base già in parte definita.
In merito alle misure messe in atto per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, il Governo ha colto l’occasione per ringraziare i Comuni per l’importante supporto che stanno assicurando al Cantone e ha informato su alcune misure intraprese dalle autorità cantonali.
Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi spiegato che il conflitto ha riattivato nella popolazione l’interesse per le strutture protette di Protezione civile. La Sezione del militare e della protezione della popolazione intende ora verificare lo stato dei rifugi pubblici e privati presenti negli edifici comunali, tenendo conto che l’attribuzione dei posti avviene solo in caso di necessità, ed è in ogni caso di competenza dei Comuni e delle organizzazioni di Protezione civile. Nei prossimi mesi, i collaboratori della sezione prenderanno contatto con le Amministrazioni comunali per pianificare un ciclo di sopralluoghi.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. Per quanto riguarda la riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione approvate dal Consiglio di Stato lo scorso 21 dicembre – è stato ricordato che nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare il messaggio nel mese di giugno il popolo dovrà esprimersi in votazione popolare, trattandosi di una modifica costituzionale. Il Dipartimento intende organizzare una serie di momenti informativi sul territorio, coinvolgendo i Comuni e le Autorità regionali di protezione. Infine, in merito alla lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato nel novembre scorso, ed è stato anticipato che entro fine anno saranno organizzati degli incontri mirati con i Comuni.
La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per martedì 13 settembre 2022.
Dichiarazione di fedeltà
Quest’oggi l’avv. Sonia Giamboni, Pretore del Distretto di Leventina, eletta dal Parlamento quale giudice di appello, ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi davanti alla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia. Entrerà in funzione presso il Tribunale di appello, Prima Camera Civile, il 1° giugno prossimo.
L’entrata in funzione al 1. giugno prossimo ha richiesto l’intervento del Governo, giusta l’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, in modo da garantire il funzionamento e l’operatività della Pretura del Distretto di Leventina nonché della Pretura penale, in attesa dell’elezione da parte del Parlamento, del/la futuro/a Pretore di Leventina.
La scorsa settimana, il Governo ha quindi designato – su proposta della Pretore titolare, condivisa dalla Presidente della Pretura penale, nonché dal Consiglio della Magistratura e con l’accordo del Gran Consiglio e della Commissione giustizia e diritti – l’avv. Simone Quattropani, attivo dal 2015 presso la Pretura di Leventina in qualità di Segretario assessore.
Dopo la dichiarazione di fedeltà della neo giudice di appello, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi in rappresentanza del Governo, ha quindi proceduto alla cerimonia del neo designato Pretore supplente che entrerà in funzione al 1. giugno 2022.
Il Parlamento e il Governo tengono a formulare i migliori auguri alla neo Giudice del Tribunale d’Appello Sonia Giamboni, ringraziando Simone Quattropani per la disponibilità ad assumere temporaneamente la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Leventina.
La cerimonia congiunta odierna conferma l’attenzione da parte del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio alle esigenze della Magistratura nel far fronte in tempi brevi a situazioni contingenti costituendo un esercizio di proficua collaborazione istituzionale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento della giustizia cantonale.
Da sinistra: Luigina La Mantia, Simone Quattropani, Sonia Giamboni, Norman Gobbi.
Vittoria di Oxana Baetscher ai Campionati cantonali juniores
All’84esima edizione della Giornata cantonale del giovane tiratore a 300 m, successo della pregassonese davanti a Luca Veglio e Alex Patocchi
Progetti, conti, personale: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI
Comunicato stampa
Mercoledì 18 maggio si è tenuto il primo dei due pomeriggi annuali del Dipartimento delle istituzioni dedicati all’incontro tra il Direttore del Dipartimento e i suoi funzionari dirigenti. È stata l’occasione per un aggiornamento sul preconsuntivo 2022 e per parlare della necessità di poter reclutare validi dirigenti, nonché di come favorire la crescita professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.
Nella prima parte del pomeriggio, svoltosi ad Airolo, le collaboratrici e i collaboratori del Dipartimento delle istituzioni hanno potuto partecipare al tradizionale Tiro federale in campagna, gara con pistola e fucile d’ordinanza. Thomas Ferrari, ufficiale capo area della Polizia cantonale, si è aggiudicato il primo posto nella classifica con la pistola da 25 m, mentre Andrea Cucchiaro, ufficiale sempre della Polizia cantonale, è risultato il migliore nella gara con il fucile da 300 m. Tra le donne Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, ha confermato la vittoria dello scorso anno.
L’incontro è proseguito con la visita a gruppi del cantiere per la costruzione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo, accompagnata dai collaboratori di USTRA (Committente) e del Consorzio DL Bedrina (Direzione locale dei Lavori). È seguita la presentazione del progetto all’Infocentro di Airolo con l’intervento dell’ing. Stefano Pedrazzini dell’Ufficio federale delle strade. Un momento apprezzato per la possibilità di vedere dal vivo i lavori riguardanti le prime parti d’opera sotterranee: lo spostamento del SISto (cunicolo di servizio e delle infrastrutture) per fare posto al tracciato della futura seconda canna nella zona del portale sud e l’avvio dello scavo del cunicolo di accesso sud, con la fase di montaggio della fresatrice meccanica “Delia”.
Nel tardo pomeriggio ha preso la parola il Direttore Norman Gobbi, che ha dapprima presentato ai funzionari dirigenti la fotografia della situazione finanziaria del Dipartimento, consuntivo 2021 e preconsuntivo 2022 aggiornato a fine aprile, oltre ad alcuni aspetti puntuali concernenti le risorse umane. Sempre ragionando sul personale, ha voluto trasmettere alcune riflessioni sull’importanza di garantire dei dirigenti leader all’Amministrazione cantonale, in grado di adempiere con successo alle aspettative richieste dalla funzione. Un tema caro al Direttore per accrescere l’efficacia del lavoro svolto all’interno delle singole unità amministrative, rispettivamente per formare tempestivamente i futuri funzionari dirigenti del Dipartimento.
‘Nella lotta alla mafia bisogna fare di più’
Il nuovo procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler: il fenomeno esiste, ora dobbiamo cercare di trasformare gli elementi che raccogliamo in atti di accusa
«Che la mafia, nelle diverse forme, sia presente anche in Svizzera è fuori discussione. Ora però non basta più constatare l’esistenza del fenomeno, non basta più analizzare determinate situazioni. Bisogna anche lottare». E quindi «la sfida» per le autorità inquirenti federali e cantonali «consiste e consisterà nel trasformare gli elementi derivanti da indagini e analisi in atti d’accusa». Affinché le inchieste abbiano (anche) un epilogo processuale. Insomma, «possiamo e dobbiamo fare di più nel contrastare la mafia». Il nuovo procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler è uno dei relatori della tavola rotonda organizzata, ieri pomeriggio, al Centro manifestazioni mercato coperto di Mendrisio, dalla Ssic-Ti, la sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori, al termine della propria assemblea. Con il pg ci sono la direttrice dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol) Nicoletta della Valle, il consigliere di Stato e titolare del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e Thomas Ferrari, responsabile in seno alla Cantonale della Polizia giudiziaria. Sono stati invitati dall’associazione a confrontarsi, sollecitati dalle domande del vicedirettore e consigliere nazionale Alex Farinelli, sul tema ‘La Svizzera e la lotta alla criminalità organizzata’. Una lotta che rappresenta «una priorità anche per gli impresari costruttori», sottolinea il direttore della Ssic-Ti Nicola Bagnovini introducendo la conferenza e ricordando che l’edilizia, qui come in altri paesi, è un settore a rischio infiltrazioni.
Tuttavia nessuna attività economica, osserva Blättler, può considerarsi completamente al riparo dai tentacoli mafiosi. «La criminalità organizzata – spiega il direttore del Ministero pubblico della Confederazione – investe o tenta di investire nel circuito legale denaro frutto di reati. Nel riciclare i soldi, la mafia cerca delle opportunità. Ebbene, l’intera economia può costituire un’opportunità». Per evitare che la mafia «diventi un cancro sociale, serve, ai fini di un’efficace azione di contrasto, l’impegno di tutti», evidenzia il pg. Di tutti: politici, operatori economici, semplici cittadini. ’Ndrangheta, Cosa Nostra e altre associazioni di stampo mafioso, non solo italiane, «agiscono in modo subdolo», avverte Ferrari. «È pertanto importante – aggiunge il capo della Polgiudiziaria ticinese – sensibilizzare la popolazione, in modo che sviluppi quel necessario spirito critico che possa portarla a diffidare di determinate proposte nel campo degli affari e a denunciare situazioni anomale».
‘La protezione dei dati non agevola la condivisione di informazioni necessarie’
Fondamentale dunque l’impegno di tutti. Fondamentale è la condivisione delle informazioni. «Più ne abbiamo, più analisi e indagini si possono fare», indica della Valle. In quest’ambito ci sono però in Svizzera, secondo la responsabile di Fedpol e Gobbi, ampi margini di miglioramento. Lo scambio di informazioni fra autorità amministrative, tra quest’ultime e quelle penali e fra Cantoni «è essenziale per contrastare la criminalità organizzata», annota il consigliere di Stato. «Purtroppo – constata il direttore del Dipartimento istituzioni – la protezione dei dati e una tutela eccessiva della privacy non agevolano questo scambio e questa condivisione di informazioni».
‘Urgente la banca dati nazionale’
C’è dell’altro. Afferma Blättler: «Abbiamo bisogno al più presto in Svizzera di una banca dati comune, nazionale, alla quale i poliziotti inquirenti di ogni cantone possano accedere e ottenere immediatamente informazioni su una persona ricercata o fermata». Per sapere se questa persona è già nota ad altre polizie cantonali e stabilire di conseguenza dei collegamenti tra gli illeciti che le vengono contestati. «Oggi è molto più facile ottenere informazioni per esempio da Strasburgo o da Bruxelles, che nel nostro paese», commenta il procuratore generale della Confederazione. La banca dati comune «è un’urgenza e non si cominci a discutere di protezione dei dati quando ci sono di mezzo dei criminali: ci sono informazioni che è indispensabile acquisire in tempo reale per contrastare con successo la criminalità, organizzata e non. Ciò nell’interesse della collettività». Sull’argomento è peraltro pendente un’interrogazione di Giorgio Galusero: il deputato del Plr ed ex ufficiale della Polizia cantonale chiede al Consiglio di Stato se non ritenga “urgente” attivarsi con i parlamentari ticinesi alle Camere per avviare il database nazionale.
La mafia, rammenta la direttrice di Fedpol della Valle, «è presente nel nostro paese da decenni. Un tempo vedevamo gli illeciti: traffico di armi, riciclaggio, reati economici e anche reati violenti. Oggi siamo in grado di stabilire legami fra i vari reati» e di attribuirne la paternità a questa o a quella organizzazione criminale. Non solo: «Emaniamo divieti di entrata in Svizzera nei confronti di persone condannate in Italia per mafia e ordini di espulsione». Un’attività di contrasto possibile anche grazie alla fattiva e preziosa collaborazione della Polizia cantonale ticinese. In altri cantoni non si è invece ancora pienamente consapevoli del pericolo di stampo mafioso. Per citare le parole del procuratore generale della Confederazione, occorre fare di più.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni del Mendrisiotto
Comunicato stampa
Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. I temi all’ordine del giorno degli appuntamenti con alcuni Municipi del Mendrisiotto sono stati l’aggregazione del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno e le iniziative che si possono attuare per rendere la cittadinanza attiva. A questo proposito la Sezione degli enti locali sta valutando di inserire nella riforma del quadro normativo un incentivo per i Comuni che prediligono il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Iniziati nel 2018 il quarto ciclo di incontri proseguirà il 30 maggio 2022 con alcuni Comuni dell’alto Luganese.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Alan Lancetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato i Municipi di Coldrerio, Morbio Inferiore e Vacallo nonché i sei Comuni che hanno aderito allo studio preliminare per un’eventuale aggregazione del Basso Mendrisiotto.
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Coldrerio, il Municipio ha illustrato i progetti in cantiere ponendo l’accento sull’edificazione del nuovo parco intergenerazionale che vedrà la luce nel corso dell’autunno e sarà un luogo d’incontro nel cuore del paese a disposizione di tutta la comunità. La discussione è proseguita in maniera costruttiva passando in rassegna le politiche che le istituzioni comunali possono attuare per coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali. Un coinvolgimento della popolazione all’inizio dei processi decisionali può frenare l’inoltro di ricorsi o l’avvio di referendum, migliorando la progettualità comunale.
Durante la riunione con il Comune di Morbio Inferiore, all’indomani della bocciatura del referendum contro l’edificazione di un nuovo Ecocentro comunale, l’accento ancora una volta è stato messo sull’importanza di coinvolgere i cittadini, già in una fase decisionale, per creare consenso sui progetti comunali.
Infine, il Municipio di Vacallo ha messo in evidenza la grande vivacità della propria comunità e la forte presenza di associazioni sul territorio, due caratteristiche che rendono la popolazione del Comune molto attiva. Un ottimo auspicio per il progetto di studio preliminare di aggregazione che prenderà avvio nelle prossime settimane.
La visita si è conclusa nel tardo pomeriggio con una riunione alla quale sono stati invitati gli Esecutivi di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo per discutere dello studio introduttivo per il progetto aggregativo del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno. Lo scorso autunno, infatti, dando seguito alla richiesta dei Comuni, il Dipartimento delle istituzioni ha avallato un nuovo procedimento in materia di aggregazione: prima di dare avvio a un vero e proprio processo, i sei Comuni interessati a creare una nuova realtà comunale analizzeranno e valuteranno le potenzialità di quello che potrebbe essere il futuro del Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali coordinerà i lavori dei due giorni di seminari previsti il 3 e il 4 giugno, attuando ancora una volta le pratiche del governo collaborativo già sperimentate con successo in altre realtà come Faido.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare che «il Dipartimento delle istituzioni ha promosso il Buon governo dei Comuni, con l’intento di aiutare i Comuni a coinvolgere attivamente i cittadini nei processi decisionali diventando parte attiva della discussione e quindi anche delle decisioni. I processi partecipativi aiutano a migliorare la fiducia della popolazione nei confronti del sistema politico e consentono pure di accrescere la trasparenza delle decisioni prese e consentono anche ad altri cittadini di comprendere meglio i meccanismi democratici politici».
Per quel che concerne la partecipazione attiva Marzio Della Santa ha fatto presente che «nella revisione totale della Legge organica comunale si sta valutando di inserire una modifica per favorire i Comuni che prediligono la partecipazione attiva alzando per essi, ad esempio, l’asticella per inoltrare un referendum. In questo senso le visite nei Comuni sono fondamentali perché arricchiscono le riflessioni sulle riforme in corso di spunti e suggerimenti concreti».
“Migliorare la protezione della popolazione”
In una presa di posizione pubblicata oggi la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha sottolineato che i rifugi sono un mezzo importante per proteggere la popolazione in un conflitto armato. Per questo vanno rinnovati e sviluppati. Va ad esempio valutato se quelli costruiti prima del 1987 rispondono ancora alle esigenze odierne. Ci vorrebbe poi in generale più trasparenza nel settore.
L’importanza di comunicazione e sicurezza
Grande importanza hanno poi sistemi di comunicazione sicuri, sia in caso di guerra sia di intervento per catastrofi naturali o emergenze. Da diversi anni vengono sviluppati tre progetti chiave sul tema, che però avanzano lentamente, secondo la CG MPP. Oltre a questo, vista la situazione incerta a livello di politica di sicurezza, la Conferenza invita l’Esercito svizzero a riconcentrarsi principalmente sulla difesa. Per fare questo, è necessario personale sufficiente e materiale di riserva.







