Vittoria di Oxana Baetscher ai Campionati cantonali juniores

Vittoria di Oxana Baetscher ai Campionati cantonali juniores

All’84esima edizione della Giornata cantonale del giovane tiratore a 300 m, successo della pregassonese davanti a Luca Veglio e Alex Patocchi

Si è tenuta sabato 21 maggio al poligono di Lugano l’84esima edizione della Giornata cantonale del giovane tiratore a 300 m. Dopo due anni d’interruzione a causa della pandemia, la Giornata è stata nuovamente organizzata e ritorna a Lugano per la prima volta dagli anni 60. Questo evento, che si svolge annualmente fin dal 1937, è al contempo festa di tiro dedicata ai giovani, Campionato cantonale di categoria nonché concorso di qualifica per finali cantonali e concorsi intercantonali. A fare gli onori di casa la Civici Carabinieri di Lugano, che ha accolto le sedici società partecipanti.
Ottima la presenza dei giovani provenienti da tutto il cantone: erano ben quasi in 130 al via assieme a una cinquantina di monitori e responsabili delle singole società.
Alla premiazione sono intervenuti anche il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il municipale di Lugano, Tiziano Galeazzi che hanno portato il saluto delle autorità.
Nel concorso di sezione, al primo rango troviamo la società di casa della Civici Carabinieri con 88,49 punti di media, al secondo la Balernitana e al terzo la Unione Tiratori del Gottardo. Nel concorso individuale, si è imposta Oxana Baetscher, Pregassona davanti a Luca Veglio, Leontica e ad Alex Patocchi, Locarno. Nella gara riservata ai monitori, ottima prestazione della tiratrice di casa Barbara Bombelli che si impone con ottimi 95 punti (su un massimo di 100) su 38 partecipanti.
Al pomeriggio era in programma la qualifica al Campionato cantonale gruppi U17/20 con 26 gruppi in concorso, i migliori 14 hanno staccato il biglietto per la finale di fine agosto sempre al poligono di Lugano.
Progetti, conti, personale: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Progetti, conti, personale: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Comunicato stampa

Mercoledì 18 maggio si è tenuto il primo dei due pomeriggi annuali del Dipartimento delle istituzioni dedicati all’incontro tra il Direttore del Dipartimento e i suoi funzionari dirigenti. È stata l’occasione per un aggiornamento sul preconsuntivo 2022 e per parlare della necessità di poter reclutare validi dirigenti, nonché di come favorire la crescita professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Nella prima parte del pomeriggio, svoltosi ad Airolo, le collaboratrici e i collaboratori del Dipartimento delle istituzioni hanno potuto partecipare al tradizionale Tiro federale in campagna, gara con pistola e fucile d’ordinanza. Thomas Ferrari, ufficiale capo area della Polizia cantonale, si è aggiudicato il primo posto nella classifica con la pistola da 25 m, mentre Andrea Cucchiaro, ufficiale sempre della Polizia cantonale, è risultato il migliore nella gara con il fucile da 300 m. Tra le donne Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, ha confermato la vittoria dello scorso anno.

L’incontro è proseguito con la visita a gruppi del cantiere per la costruzione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo, accompagnata dai collaboratori di USTRA (Committente) e del Consorzio DL Bedrina (Direzione locale dei Lavori). È seguita la presentazione del progetto all’Infocentro di Airolo con l’intervento dell’ing. Stefano Pedrazzini dell’Ufficio federale delle strade. Un momento apprezzato per la possibilità di vedere dal vivo i lavori riguardanti le prime parti d’opera sotterranee: lo spostamento del SISto (cunicolo di servizio e delle infrastrutture) per fare posto al tracciato della futura seconda canna nella zona del portale sud e l’avvio dello scavo del cunicolo di accesso sud, con la fase di montaggio della fresatrice meccanica “Delia”.

Nel tardo pomeriggio ha preso la parola il Direttore Norman Gobbi, che ha dapprima presentato ai funzionari dirigenti la fotografia della situazione finanziaria del Dipartimento, consuntivo 2021 e preconsuntivo 2022 aggiornato a fine aprile, oltre ad alcuni aspetti puntuali concernenti le risorse umane. Sempre ragionando sul personale, ha voluto trasmettere alcune riflessioni sull’importanza di garantire dei dirigenti leader all’Amministrazione cantonale, in grado di adempiere con successo alle aspettative richieste dalla funzione. Un tema caro al Direttore per accrescere l’efficacia del lavoro svolto all’interno delle singole unità amministrative, rispettivamente per formare tempestivamente i futuri funzionari dirigenti del Dipartimento.  

‘Nella lotta alla mafia bisogna fare di più’

‘Nella lotta alla mafia bisogna fare di più’

Il nuovo procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler: il fenomeno esiste, ora dobbiamo cercare di trasformare gli elementi che raccogliamo in atti di accusa

«Che la mafia, nelle diverse forme, sia presente anche in Svizzera è fuori discussione. Ora però non basta più constatare l’esistenza del fenomeno, non basta più analizzare determinate situazioni. Bisogna anche lottare». E quindi «la sfida» per le autorità inquirenti federali e cantonali «consiste e consisterà nel trasformare gli elementi derivanti da indagini e analisi in atti d’accusa». Affinché le inchieste abbiano (anche) un epilogo processuale. Insomma, «possiamo e dobbiamo fare di più nel contrastare la mafia». Il nuovo procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler è uno dei relatori della tavola rotonda organizzata, ieri pomeriggio, al Centro manifestazioni mercato coperto di Mendrisio, dalla Ssic-Ti, la sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori, al termine della propria assemblea. Con il pg ci sono la direttrice dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol) Nicoletta della Valle, il consigliere di Stato e titolare del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e Thomas Ferrari, responsabile in seno alla Cantonale della Polizia giudiziaria. Sono stati invitati dall’associazione a confrontarsi, sollecitati dalle domande del vicedirettore e consigliere nazionale Alex Farinelli, sul tema ‘La Svizzera e la lotta alla criminalità organizzata’. Una lotta che rappresenta «una priorità anche per gli impresari costruttori», sottolinea il direttore della Ssic-Ti Nicola Bagnovini introducendo la conferenza e ricordando che l’edilizia, qui come in altri paesi, è un settore a rischio infiltrazioni.
Tuttavia nessuna attività economica, osserva Blättler, può considerarsi completamente al riparo dai tentacoli mafiosi. «La criminalità organizzata – spiega il direttore del Ministero pubblico della Confederazione – investe o tenta di investire nel circuito legale denaro frutto di reati. Nel riciclare i soldi, la mafia cerca delle opportunità. Ebbene, l’intera economia può costituire un’opportunità». Per evitare che la mafia «diventi un cancro sociale, serve, ai fini di un’efficace azione di contrasto, l’impegno di tutti», evidenzia il pg. Di tutti: politici, operatori economici, semplici cittadini. ’Ndrangheta, Cosa Nostra e altre associazioni di stampo mafioso, non solo italiane, «agiscono in modo subdolo», avverte Ferrari. «È pertanto importante – aggiunge il capo della Polgiudiziaria ticinese – sensibilizzare la popolazione, in modo che sviluppi quel necessario spirito critico che possa portarla a diffidare di determinate proposte nel campo degli affari e a denunciare situazioni anomale».

‘La protezione dei dati non agevola la condivisione di informazioni necessarie’
Fondamentale dunque l’impegno di tutti. Fondamentale è la condivisione delle informazioni. «Più ne abbiamo, più analisi e indagini si possono fare», indica della Valle. In quest’ambito ci sono però in Svizzera, secondo la responsabile di Fedpol e Gobbi, ampi margini di miglioramento. Lo scambio di informazioni fra autorità amministrative, tra quest’ultime e quelle penali e fra Cantoni «è essenziale per contrastare la criminalità organizzata», annota il consigliere di Stato. «Purtroppo – constata il direttore del Dipartimento istituzioni – la protezione dei dati e una tutela eccessiva della privacy non agevolano questo scambio e questa condivisione di informazioni».

‘Urgente la banca dati nazionale’

C’è dell’altro. Afferma Blättler: «Abbiamo bisogno al più presto in Svizzera di una banca dati comune, nazionale, alla quale i poliziotti inquirenti di ogni cantone possano accedere e ottenere immediatamente informazioni su una persona ricercata o fermata». Per sapere se questa persona è già nota ad altre polizie cantonali e stabilire di conseguenza dei collegamenti tra gli illeciti che le vengono contestati. «Oggi è molto più facile ottenere informazioni per esempio da Strasburgo o da Bruxelles, che nel nostro paese», commenta il procuratore generale della Confederazione. La banca dati comune «è un’urgenza e non si cominci a discutere di protezione dei dati quando ci sono di mezzo dei criminali: ci sono informazioni che è indispensabile acquisire in tempo reale per contrastare con successo la criminalità, organizzata e non. Ciò nell’interesse della collettività». Sull’argomento è peraltro pendente un’interrogazione di Giorgio Galusero: il deputato del Plr ed ex ufficiale della Polizia cantonale chiede al Consiglio di Stato se non ritenga “urgente” attivarsi con i parlamentari ticinesi alle Camere per avviare il database nazionale.

La mafia, rammenta la direttrice di Fedpol della Valle, «è presente nel nostro paese da decenni. Un tempo vedevamo gli illeciti: traffico di armi, riciclaggio, reati economici e anche reati violenti. Oggi siamo in grado di stabilire legami fra i vari reati» e di attribuirne la paternità a questa o a quella organizzazione criminale. Non solo: «Emaniamo divieti di entrata in Svizzera nei confronti di persone condannate in Italia per mafia e ordini di espulsione». Un’attività di contrasto possibile anche grazie alla fattiva e preziosa collaborazione della Polizia cantonale ticinese. In altri cantoni non si è invece ancora pienamente consapevoli del pericolo di stampo mafioso. Per citare le parole del procuratore generale della Confederazione, occorre fare di più.

 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni del Mendrisiotto

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni del Mendrisiotto

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. I temi all’ordine del giorno degli appuntamenti con alcuni Municipi del Mendrisiotto sono stati l’aggregazione del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno e le iniziative che si possono attuare per rendere la cittadinanza attiva. A questo proposito la Sezione degli enti locali sta valutando di inserire nella riforma del quadro normativo un incentivo per i Comuni che prediligono il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Iniziati nel 2018 il quarto ciclo di incontri proseguirà il 30 maggio 2022 con alcuni Comuni dell’alto Luganese.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Alan Lancetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato i Municipi di Coldrerio, Morbio Inferiore e Vacallo nonché i sei Comuni che hanno aderito allo studio preliminare per un’eventuale aggregazione del Basso Mendrisiotto.
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Coldrerio, il Municipio ha illustrato i progetti in cantiere ponendo l’accento sull’edificazione del nuovo parco intergenerazionale che vedrà la luce nel corso dell’autunno e sarà un luogo d’incontro nel cuore del paese a disposizione di tutta la comunità. La discussione è proseguita in maniera costruttiva passando in rassegna le politiche che le istituzioni comunali possono attuare per coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali. Un coinvolgimento della popolazione all’inizio dei processi decisionali può frenare l’inoltro di ricorsi o l’avvio di referendum, migliorando la progettualità comunale.
Durante la riunione con il Comune di Morbio Inferiore, all’indomani della bocciatura del referendum contro l’edificazione di un nuovo Ecocentro comunale, l’accento ancora una volta è stato messo sull’importanza di coinvolgere i cittadini, già in una fase decisionale, per creare consenso sui progetti comunali.
Infine, il Municipio di Vacallo ha messo in evidenza la grande vivacità della propria comunità e la forte presenza di associazioni sul territorio, due caratteristiche che rendono la popolazione del Comune molto attiva. Un ottimo auspicio per il progetto di studio preliminare di aggregazione che prenderà avvio nelle prossime settimane.
La visita si è conclusa nel tardo pomeriggio con una riunione alla quale sono stati invitati gli Esecutivi di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo per discutere dello studio introduttivo per il progetto aggregativo del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno. Lo scorso autunno, infatti, dando seguito alla richiesta dei Comuni, il Dipartimento delle istituzioni ha avallato un nuovo procedimento in materia di aggregazione: prima di dare avvio a un vero e proprio processo, i sei Comuni interessati a creare una nuova realtà comunale analizzeranno e valuteranno le potenzialità di quello che potrebbe essere il futuro del Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali coordinerà i lavori dei due giorni di seminari previsti il 3 e il 4 giugno, attuando ancora una volta le pratiche del governo collaborativo già sperimentate con successo in altre realtà come Faido.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare che «il Dipartimento delle istituzioni ha promosso il Buon governo dei Comuni, con l’intento di aiutare i Comuni a coinvolgere attivamente i cittadini nei processi decisionali diventando parte attiva della discussione e quindi anche delle decisioni. I processi partecipativi aiutano a migliorare la fiducia della popolazione nei confronti del sistema politico e consentono pure di accrescere la trasparenza delle decisioni prese e consentono anche ad altri cittadini di comprendere meglio i meccanismi democratici politici».
Per quel che concerne la partecipazione attiva Marzio Della Santa ha fatto presente che «nella revisione totale della Legge organica comunale si sta valutando di inserire una modifica per favorire i Comuni che prediligono la partecipazione attiva alzando per essi, ad esempio, l’asticella per inoltrare un referendum. In questo senso le visite nei Comuni sono fondamentali perché arricchiscono le riflessioni sulle riforme in corso di spunti e suggerimenti concreti».

“Migliorare la protezione della popolazione”

“Migliorare la protezione della popolazione”

Lo chiedono i direttori militari cantonali, secondo cui l’Esercito svizzero dovrebbe concentrarsi sulla difesa
Comando, processi decisionali e misure immediate in caso di guerra devono essere ridefiniti a causa della guerra in Ucraina, secondo i consiglieri di Stato competenti – nei Cantoni – per gli affari militari. L’Esercito svizzero deve concentrarsi sul cuore della sua attività, ovvero la difesa.
 
“Rinnovare i rifugi”
In una presa di posizione pubblicata oggi la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) ha sottolineato che i rifugi sono un mezzo importante per proteggere la popolazione in un conflitto armato. Per questo vanno rinnovati e sviluppati. Va ad esempio valutato se quelli costruiti prima del 1987 rispondono ancora alle esigenze odierne. Ci vorrebbe poi in generale più trasparenza nel settore.

L’importanza di comunicazione e sicurezza
Grande importanza hanno poi sistemi di comunicazione sicuri, sia in caso di guerra sia di intervento per catastrofi naturali o emergenze. Da diversi anni vengono sviluppati tre progetti chiave sul tema, che però avanzano lentamente, secondo la CG MPP. Oltre a questo, vista la situazione incerta a livello di politica di sicurezza, la Conferenza invita l’Esercito svizzero a riconcentrarsi principalmente sulla difesa. Per fare questo, è necessario personale sufficiente e materiale di riserva.
 
Da www.ticinonews.ch
 
Con il Comune ticinese nel cuore

Con il Comune ticinese nel cuore

Per Norman Gobbi occorre sempre più valorizzare gli enti locali

Un settore importante dell’attività del Dipartimento delle istituzioni è quello dedicato ai Comuni ticinesi. In questi ultimi anni sono stati portati avanti molti progetti per rafforzare il primo dei nostri tre livelli istituzionali. “Il primo e il più importante – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – perché quello più vicino a cittadine e cittadini, ed aziende. È a livello comunale che si intercettano i bisogni, le esigenze, le preoccupazioni della popolazione. Poi le risposte non possono essere date sempre solo dal Comune. Ma questa prossimità è un valore di grande importanza. Per questo dobbiamo dare sempre più mezzi ai Comuni. In questo discorso non entra solo il tema delle aggregazioni. Queste ultime sono un tassello importante, ma non l’unico”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Oggi si parla di “Comune residenziale”, che, diciamo così, prende il posto del Comune dei servizi e del Comune economico, come lo abbiamo inteso nei decenni scorsi. Ci spieghi di che cosa si tratta. “In primo luogo non si intende “Comune dormitorio”. Anzi: tutto il contrario! Il Comune, la sua amministrazione, Municipio e Consiglio comunale, ma pure le associazioni sportive, culturali e di svago devono contribuire a migliorare la qualità di vita dei cittadini e delle aziende. Se si riesce a fare questo salto di qualità vuol dire che si stanno soddisfacendo le esigenze dei cittadini. Ma tra il dire e il fare però… Ed ecco che come Dipartimento vogliamo dare gli strumenti per fare questo salto di qualità. In questo senso si inseriscono i progetti di “Buon Governo”, oppure quello del “Comune socialmente responsabile”. Ma pure i risultati che stiamo ottenendo con Ticino 2020 (la riforma che vuole riordinare e ridefinire i rapporti tra Comuni e Cantone, ndr) vanno in questa direzione. Gli incontri bilaterali che ho con gli amministratori comunali durante le mie visite nei Comuni ticinesi, inoltre, vanno nella direzione di stabilire un ponte di contatto tra Comuni e Cantone. Da questo rapporto diretto possono nascere molti stimoli e sempre più mi convinco del buon lavoro che i Comuni ticinesi stanno portando avanti, degli sforzi che fanno per migliorare quella qualità di vita dei cittadini di cui dicevo prima. Il dialogo, anche franco, può solo portare a risultati positivi e a superare barriere che solo sino a poco tempo fa potevano sembrare invalicabili”, conclude il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“L’anonimato protegge troppo”

“L’anonimato protegge troppo”

Norman Gobbi spiega perché introdurre il biglietto nominale potrebbe essere la soluzione per porre fine o arginare il problema del tifo violento

“Dobbiamo smettere di dire che sono dei compagni che sbagliano. Sono dei violenti che si camuffano da tifosi”. Non ha usato mezzi termini il consigliere di Stato Norman Gobbi nel condannare gli atti di vandalismo perpetrati dai tifosi dello Young Boys durante la loro trasferta a Lugano e al loro rientro sul treno speciale FFS.
Per il direttore del DI il problema riguarda l’anonimato che queste manifestazioni garantiscono al tifo organizzato. “Sono persone che sotto questo cappello cedono alla loro vera natura, ovvero di essere dei violenti che nell’anonimato vogliono dar sfogo alla loro frustrazione, ma creando un danno alla collettività”.
L’unica soluzione per Gobbi resta dunque il biglietto nominale. “Nell’ambito di queste manifestazioni l’animato protegge troppo coloro che vogliono essere dei violenti”, ha ribadito ai microfoni di Ticinonews.

https://www.ticinonews.ch/ticino/l-anonimato-protegge-troppo-KB5388149

Da www.ticinonews.ch

Verso un accordo per la riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni

Verso un accordo per la riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver definito e analizzato le proposte di ripartizione dei compiti e di nuovi flussi finanziari, si avvicina l’accordo tra il Cantone e i Comuni sul progetto di riforma istituzionale «Ticino 2020». Rimangono ancora da affinare i dettagli relativi ad alcuni aspetti finanziari legati ai flussi generali nonché le modalità di ripartizione delle competenze e del finanziamento del settore «anziani». Entro l’autunno sarà possibile sottoporre il progetto a un’ultima fase di informazione e consultazione.

Nella sua ultima riunione, il Comitato strategico del progetto «Ticino 2020» ha dato luce verde alla proposta di ripartizione dei compiti e di nuovi flussi finanziari. All’incontro hanno preso parte la Direzione del progetto (Marzio Della Santa e Michele Passardi accompagnati da Danilo Mattenberger), i rappresentanti del Cantone (i Consiglieri di Stato Norman Gobbi, Raffaele De Rosa e Christian Vitta) e dei Comuni (Felice Dafond, Michele Foletti e Andrea Pellegrinelli).  
Il progetto di riforma prevede di affidare al Cantone i compiti relativi alla promozione delle famiglie, alla protezione dei minori incluse le Autorità regionali di protezione (ARP), all’assistenza sociale e alle assicurazioni sociali, alla comunità tariffale e alla centrale di allarme del servizio autoambulanza. Il Cantone assumerà integralmente i costi degli aiuti diretti per il mantenimento degli anziani a domicilio. Il finanziamento del settore anziani e delle prestazioni complementari AVS/AI rimarranno invece di competenza di entrambi i livelli istituzionali, così come il trasporto regionale, che continuerà a essere gestito da Cantone e Comuni congiuntamente. Il finanziamento delle scuole comunali passerà per contro integralmente ai Comuni cui contestualmente all’introduzione del concetto di istituto scolastico minimo verranno concesse maggiori autonomie operative. Nei prossimi mesi avranno luogo una serie di riunioni a cui prenderanno parte politici e tecnici rappresentanti i due livelli istituzionali con l’obiettivo di giungere a un accordo più completo anche sulle modalità di governo del settore degli anziani.
L’accordo trovato permette di sbloccare la riforma del sistema di perequazione finanziaria intercomunale che è parte integrante del progetto Ticino 2020. Inoltre la nuova ripartizione permette una semplificazione dei rapporti finanziari tra i due livelli istituzionali, garantendo la neutralità finanziaria della riforma sia tra Cantone e Comuni che tra i Comuni stessi.  
L’intento del Comitato strategico è quello di favorire un cambiamento culturale nella gestione della cosa pubblica, costruendo nuove modalità di collaborazione ed esecuzione dei compiti sia per il Cantone che per i Comuni salvaguardando l’autonomia comunale per i compiti di prossimità.  
Il prossimo passo consiste nella trasmissione al Consiglio di Stato di un rapporto conclusivo, che permetta di avviare l’ultima fase di informazione e consultazione entro la fine dell’anno.

La responsabilità sociale del Comune: presentazione dei risultati di un’indagine svolta tra gli enti locali

La responsabilità sociale del Comune: presentazione dei risultati di un’indagine svolta tra gli enti locali

Comunicato stampa

Sono stati presentati oggi in conferenza stampa i risultati di un’indagine promossa per la prima volta in Ticino dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento delle finanze e dell’economia con l’intento di rilevare l’orientamento degli enti locali nell’ambito dello sviluppo sostenibile della responsabilità sociale. Nel corso dell’estate le conclusioni emerse e le analisi svolte da un gruppo di lavoro verranno concretizzate dal Consiglio di Stato in un vero e proprio piano strategico di azione.  

Nel corso dell’estate del 2021 il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia hanno avviato un sondaggio tra i Comuni ticinesi con l’intento di rilevare l’orientamento degli enti locali nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale.  
Il lavoro di ricerca – condotto in collaborazione con la SUPSI – è stato svolto tra il mese di giugno e settembre del 2021 e su 108 Comuni interpellati hanno risposto in 81 pari al 75 % del campione totale. I temi maggiormente sotto la lente riguardano: l’attuazione di un piano regolatore che applichi il principio federale dello sviluppo centripeto; la riqualifica urbanistica e la rivitalizzazione dei quartieri; l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione degli impatti ambientali del Comune (stabili, veicoli, gestione dei rifiuti, eccetera).  
Dall’analisi dei dati si riscontra una diffusa sensibilità verso il tema. L’adozione di buone pratiche è distribuita in modo difforme con alcune iniziative largamente applicate e quindi già entrate nella pratica del buon governo e alcune aree invece ancora poco implementate.  
Il progetto si inserisce nella riforma del funzionamento del Comune, uno dei tre assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune Insieme alla riforma dei compiti e della dimensione.  
Parallelamente all’indagine tra i Comuni un gruppo di lavoro ad hoc ha analizzato il tema nell’ambito dei lavori preparatori della terza edizione del Simposio tra Cantone e Comuni. Gli approfondimenti elaborati dalla Sezione degli enti locali hanno portato all’identificazione di sei strumenti volti a rafforzare la capacità dei Comuni di mettere in atto politiche e azioni utili a promuovere la qualità di vita residenziale in una prospettiva di sviluppo sostenibile: il rapporto di sostenibilità; il portfolio delle buone pratiche; il benchmark intercomunale; la certificazione; la formazione e la sensibilizzazione, nonché il premio per il Comune socialmente responsabile.
Gli strumenti saranno introdotti gradualmente nelle realtà comunali nei prossimi anni, proprio per sostenere i Comuni in questo sforzo, pur assicurando la totale libertà dei Comuni nella scelta se aderirvi ad essi. Entro la fine dell’estate verrà presentata una risoluzione governativa nella quale sarà definita la fase esecutiva del progetto che potrà essere attuato da tutte le realtà comunali.  
Alla conferenza stampa hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, il collaboratore della SEL Massimo Trobia e la ricercatrice della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Jenny Assi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi continua le visite nei Comuni  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi continua le visite nei Comuni  

Comunicato stampa

Proseguono gli incontri del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo, e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal DI sono stati i temi al centro dei tre appuntamenti con i Comuni di Verzasca, Gambarogno e Cadenazzo. La quarta serie di incontri, iniziata nel 2018 a Stabio, proseguirà il 16 maggio 2022 in alcuni Comuni del Mendrisiotto.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato i Municipi di Verzasca, Gambarogno e Cadenazzo.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato che le visite «hanno in primo luogo l’obiettivo di approfondire la conoscenza reciproca e il dialogo tra i due livelli istituzionali. La forza di questi momenti sono la franchezza e la trasparenza nel trattare i temi. A volte vengono portate a conoscenza dell’Autorità cantonale una serie di criticità che altrimenti non emergerebbero. Bisogni ed esigenze delle quali teniamo conto nei cantieri di riforma che il mio Dipartimento sta portando avanti. Quello che vogliamo è riuscire a offrire un servizio al cittadino sempre più di qualità».
Nel corso del primo degli incontri, quello con il Comune di Verzasca, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali in particolar modo evidenziando il ruolo centrale giocato dal masterplan per lo sviluppo progettuale della Valle. Una serie di iniziative portate avanti congiuntamente dal Municipio e dalla Fondazione Verzasca per creare una comunità forte e radicata.
Il Comune di Gambarogno ha riconosciuto un allontanamento della popolazione dalle istituzioni in seguito all’aggregazione e ha manifestato interesse a salire a bordo di uno dei progetti portati avanti dalla Sezione degli enti locali, ovvero il «buongoverno dei comuni». Questo aiuterebbe il Comune a coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Nell’ultimo incontro, quello con il Municipio di Cadenazzo, l’accento è stato messo sull’importanza del dialogo tra le Autorità cantonale e comunali. L’esecutivo comunale ha quindi salutato positivamente l’iniziativa del Dipartimento delle istituzioni di prendersi il tempo di sedere attorno a un tavolo, discutere in modo schietto a 360 gradi per trovare insieme soluzioni praticabili e accessibili per tutta la cittadinanza. Un elogio particolare è andato al Dipartimento per l’ottima collaborazione nella recente gestione dei profughi ucraini con la creazione di un centro di registrazione sul territorio comunale.
Infine, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha preso atto con piacere della «voglia dei Comuni di sperimentare nuove forme di coinvolgimento dei cittadini. Accrescere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali è uno dei temi che la sezione sta affrontando promuovendo una serie di progetti per incentivare la cittadinanza attiva come il progetto pilota “Buon governo” portato avanti con i Comuni di Faido e di Tresa. E non si esclude in futuro di estendere il progetto per provare a migliorare anche il dialogo tra i Comuni e l’Amministrazione cantonale».