“A Camorino si circola… sempre più spediti!”

“A Camorino si circola… sempre più spediti!”

Pratiche in aumento e tempi d’attesa pressoché azzerati

Una media di oltre 930 telefonate al giorno, 520’000 pratiche evase, più 63’000 collaudi effettuati: a testimoniare il fatto che la Sezione della circolazione sia uno dei servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale ci pensano, come d’abitudine, le cifre contenute nel rendiconto annuale pubblicato negli scorsi giorni dal Dipartimento delle istituzioni. Rendiconto dal quale si evincono pure tutta una serie di innovazioni volte a semplificare e velocizzare l’evasione delle pratiche, come ci conferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
“Quando si ha a che fare con una mole di lavoro come quella della Sezione della circolazione, l’efficienza diventa un imperativo e i servizi devono essere sempre alla ricerca di soluzioni per offrire un servizio che sia il più celere e funzionale possibile, poiché non bisogna mai dimenticarsi che dietro ad ogni pratica e ad ogni richiesta c’è sempre un cittadino la cui soddisfazione deve essere una delle “mission” del nostro Dipartimento. In questo senso alla Sezione della circolazione si è lavorato intensamente per perseguire questo obiettivo: si pensi al fatto che tramite il sito internet della Sezione un utente può spostare la data fissata per il collaudo, decidere il momento a lui più consono per svolgere l’esame pratico per ottenere la licenza di condurre, modificare l’indirizzo del proprio domicilio in caso di trasloco o ancora pagare le e-fatture”.
Dal rendiconto si evince inoltre che i tempi di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazioni si sono pressoché azzerati. È davvero così?
“Si, e questo è un obiettivo di cui vado molto fiero! Le lunghe attese agli sportelli della Sezione della circolazione sono fortunatamente solo un ricordo: grazie alla possibilità di evadere le pratiche su appuntamento l’utente non si ritrova più a dover attendere che vengano disbrigate le pratiche di chi è arrivato prima di lui, ma può recarsi allo sportello al momento prestabilito, praticamente senza attese. Ridurre i tempi di attesa è stato inoltre possibile anche grazie alla possibilità di trasmettere le pratiche di immatricolazione per posta con la garanzia di evasione entro 24 ore.”
I cambiamenti, tuttavia, non sempre vengono accolti con il dovuto entusiasmo, e con una mole di lavoro come quella riportata nel rendiconto non è sempre facile accontentare tutti, specie in considerazione del fatto che la produttività della Sezione della circolazione è aumentata rispetto all’anno precedente (è in crescita il numero dei collaudi eseguiti, delle licenze di condurre rilasciate, come pure quello di automobili e moto immatricolate). Ma la soddisfazione del cittadino – ci assicura il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – resta una priorità. “Proprio nel contesto del progetto “Servizio eccellente”, il quale nasce con la volontà di rafforzare e migliorare l’interazione tra il cittadino e le istituzioni andando ad agire sul modo in cui il servizio viene offerto, invitiamo gli utenti della Sezione della circolazione ad esprimere la loro opinione sul grado di soddisfazione dei servizi di cui hanno usufruito, tramite degli strumenti presenti in loco oppure tramite un breve sondaggio. I risultati finora raccolti sono incoraggianti!” conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Accogliere rifugiati, alcuni ci ripensano

Accogliere rifugiati, alcuni ci ripensano

Anche il Ticino ha inserito l’obbligo di alloggio presso i privati di minimo tre mesi. Gobbi: “Si tratta di riequilibrare, ma difficile capire quanto durerà la crisi”
Tra le novità annunciate oggi dalla Segreteria di Stato della migrazione in materia di accoglienza vi è quella della disponibilità delle persone che alloggiano ad ospitare per tre mesi al minimo i profughi in fuga dall’Ucraina. La norma è stata sin da subito anche inserita nel piano cantonale di accoglienza del Ticino, ha spiegato questa sera ai microfoni di Ticinonews Norman Gobbi.

Prima solidarietà e poi i ripensamenti
“Se pensiamo al piano di accoglienza cantonale, anche noi abbiamo inserito il minimo di accoglienza di tre mesi”, aggiunge. Questo perché sullo slancio di solidarietà molte famiglie “si sono confrontate con alcune problematiche sottostimate e hanno rinunciato ad ospitare i profughi”. Inoltre, tra i motivi scatenanti c’è il tempo che rimane però purtroppo “uno degli aspetti più critici”. “È difficile capire quanto durerà la crisi”, sottolinea.

Cambiano le regole
I rifugiati, lo ricordiamo, non potranno più scegliere il cantone in cui andare ma ci saranno delle eccezioni: per le persone vulnerabili e per chi si ricongiunge con parenti stretti.

“Riequilibrare la situazione”
“Si tratta di riequilibrare la situazione dei profughi ucraini tra i Cantoni. Chiaramente, in Ticino avendo 700 cittadini ucraini in molti dopo la fuga dal paese sotto assedio sono arrivati sul nostro territorio”, ha spiegato il direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Già nelle ultime settimane la SEM ha fatto un rallentamento delle attribuzioni al Ticino”, conclude.

Da www.ticinonews.ch

https://www.ticinonews.ch/ticino/accogliere-rifugiati-alcuni-ci-ripensano-JD5360139

Attività intensa alla Sezione della circolazione

Attività intensa alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2021 mostrano infatti che sono state quasi 520’000 le pratiche evase, con una media di oltre 930 telefonate ricevute ogni giorno. Grazie alle possibilità sempre più apprezzate di effettuare pratiche online, per posta, o di depositare nell’apposita bucalettere all’esterno della sede di Camorino le richieste per targhe e documenti con la garanzia di evasione in 24 ore, ma pure di richiedere un appuntamento personalizzato sono stati pressoché eliminati i tempi di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazione. La modifica del calcolo dell’imposta di circolazione è pendente in Parlamento dal 2019.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un andamento leggermente al rialzo rispetto all’anno precedente per quanto attiene al numero delle 519’495 pratiche gestite dai diversi settori, per un introito finanziario complessivo di 169’387’621.52 franchi.
La situazione sul fronte delle immatricolazioni inverte il trend di diminuzione cominciato nel 2018. Il parco veicoli cantonale infatti ha visto un leggero aumento passando a 324’016 nel 2021 dai 322’284 veicoli del 2020 (+1’732 unità, pari allo 0.5%). L’aumento più marcato si è visto nelle immatricolazioni di motoveicoli, passati a 47’140 nel 2021 dai 43’017 del 2020, con un aumento vicino al 10%.
Per quanto riguarda il Servizio conducenti, le licenze di condurre attive al 31.12.2021 erano 304’954, ovvero 3’999 in più rispetto alle 300’955 attive un anno prima (+1.33%). Nel corso del 2021 sono state rilasciate 9’901 licenze per allievi conducenti (-7.79% rispetto al 2020) mentre sono 21’423 le licenze di condurre rilasciate (+9.45% rispetto al 2020).
Per quanto concerne invece il Servizio navigazione si riscontra una diminuzione del numero di natanti immatricolati passando dai 6’666 del 2020 ai 6’560 del 2021, ovvero 106 unità in meno, corrispondenti ad una diminuzione del 1.59%. È per contro aumentato il numero dei collaudi eseguiti (dai 1’311 del 2020 ai 2’318 del 2021, ovvero il 76.81% in più) come pure le licenze di condurre rilasciate (510 nel 2021, con un aumento del 18.6% rispetto alle 430 del 2020).
I dati dell’Ufficio giuridico confermano sostanzialmente il volume di pratiche dell’anno precedente. Il numero complessivo delle decisioni emanate nel 2021 è stato di 59’754 (+0.32% rispetto al 2020). Complessivamente il dato statistico rilevato nel 2021 conferma la flessione, già registrata nel 2020, delle segnalazioni d’infrazioni alle norme della circolazione di competenza dell’Ufficio giuridico nel periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19.
I collaudi eseguiti sono aumentati del 14%, passando da 55’424 a 63’137. Nonostante vi sia stato un marcato incremento non sono ancora stati raggiunti i livelli del biennio 2018-2019, questo anche perché parte delle risorse sono state impiegate recupero degli esami di guida non eseguiti nel 2020 in ragione della pandemia, la quale – a causa delle misure per garantire un adeguato distanziamento sociale – ha pure influito sul numero di collaudi effettuati.
Gli esami di guida teorici nel 2021 sono stati 7’217 contro i 6’670 del 2020 (+547) mentre sono stati eseguiti 10’284 esami di guida pratici contro gli 8’415 del 2020 (+1’869).
Per quanto riguarda il contatto con i cittadini, il 2021 è stato il terzo anno completo al Contact Center con l’utilizzo del nuovo sistema IVR (Interactive Voice Response – Risposta Vocale Interattiva). I benefici sono stati evidenti con un miglioramento della gestione del flusso delle telefonate che ha permesso di ridurre i tempi d’attesa per l’utenza a fronte delle 930 chiamate giornaliere medie. Ulteriore dato significativo per quanto attiene all’orientamento del servizio reso al cittadino è la quasi totale eliminazione del tempo di attesa agli sportelli del Servizio immatricolazioni grazie all’implementazione del sistema di appuntamenti, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore.
Il 23 novembre 2021 la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi delle nuove fatture con codice QR. Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture, l’introduzione della fattura QR permette in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione. Inoltre, dal 1° dicembre 2021 è stata introdotta la possibilità di effettuare pagamenti presso gli sportelli della Sezione tramite terminali per carte di credito.
A livello informatico il 2021 è stato il secondo anno completo con il nuovo sito della Sezione della circolazione consultabile all’indirizzo www.ti.ch/circolazione con un approccio più orientato all’utenza e con la predisposizione di procedure guidate. Il sito della circolazione – con più di mezzo milione di visite e un totale di oltre 2.9 milioni di pagine visualizzate – risulta essere uno dei più visitati dell’intera Amministrazione cantonale.

Sempre particolarmente apprezzati dai cittadini i numerosi servizi online offerti quali la modifica online della data del collaudo, la modifica dell’indirizzo di domicilio, l’appuntamento per l’esame pratico e la ristampa targhe che riscontrano un sempre maggiore utilizzo.

Le aste online – introdotte a partire da inizio maggio 2017 – hanno garantito un introito nel 2021 di Fr. 633’300, mentre l’introito della vendita targhe a prezzo fisso ammonta a Fr. 225’400, per un totale complessivo di Fr. 860’945. Risultato superiore ai Fr. 734’990 del 2020, annata in cui il sito per la vendita era stato disattivato per alcuni mesi. Come già per le aste tradizionali, parte degli introiti viene devoluto ai programmi di prevenzione “Strade sicure”, “Acque sicure” e “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni.

La formula di calcolo dell’imposta di circolazione 2021 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quelle del 2019 e 2020, poiché il Messaggio licenziato dal Governo per la modifica della formula dell’imposta di circolazione è pendente in Gran Consiglio dal 2019. Anche i coefficienti bonus/malus sono rimasti invariati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto all’ipotetico gettito senza la modifica di questi parametri, come già nel 2019 e nel 2020.

Durante il periodo COVID-19 tutti i servizi della Sezione sono stati costretti ad adottare misure che ne hanno condizionato l’attività, malgrado ciò hanno saputo adattarsi, grazie anche ai formulari online, andando a potenziare l’evasione di pratiche inviate per posta, o depositate nell’apposita bucalettere esterna, impegnandosi con successo a ritornare i documenti per posta entro 24h o accogliendo l’utenza su appuntamento.

Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Comunicato stampa

A partire dall’inizio di maggio, la gestione del coronavirus in Ticino avrà quale base un nuovo Centro cantonale, situato a Quartino. La struttura ospiterà il servizio di vaccinazione con il relativo numero verde, il servizio di tracciamento dei contatti e la hotline telefonica cantonale, che sarà gestita direttamente dal Cantone e continuerà a fornire informazioni alla popolazione in caso di bisogno.

Durante gli ultimi due anni, il dispositivo cantonale per gestire la pandemia da coronavirus è stato costantemente adattato, in base alle necessità del momento. Il prossimo adeguamento riguarda il Centro cantonale di riferimento, che a partire dal 1. maggio si sposterà da Giubiasco nella nuova sede di Quartino (nella Zona Industriale, all’interno dello stabile Miraflores).
Questo cambiamento permetterà di mantenere una struttura cantonale di riferimento per tutti i principali servizi legati alla gestione della pandemia, e di riconsegnare la struttura del Mercato coperto alla Città di Bellinzona. Le autorità cantonali colgono l’occasione per ringraziare il Municipio e i servizi cittadini per avere messo a disposizione la struttura, che in questo lungo periodo ha assunto un ruolo centrale nella strategia di contrasto alla diffusione del coronavirus.
In conseguenza dello spostamento, le attività di vaccinazione al Mercato coperto di Giubiasco saranno sospese a partire dal prossimo 25 aprile. L’attività di vaccinazione riprenderà a Quartino mercoledì 11 maggio con Pfizer, venerdì 13 maggio con Moderna e sabato 14 maggio con Pfizer adulti, ragazzi e bambini. Le persone che volessero informazioni relative alle possiblità di vaccinazione possono contattare la hotline cantonale. Gli altri servizi legati alla gestione della pandemia rimarranno invece in funzione senza interruzioni, anche nel periodo del trasferimento. 
Oltre alle attività di vaccinazione, dal mese di maggio il nuovo Centro cantonale di Quartino ospiterà anche il servizio di tracciamento dei contatti – che rimarrà a disposizione della popolazione in caso di necessità – e la hotline cantonale, che sarà raggiungibile al numero 0800 128 128. In concomitanza con il trasferimento, il Cantone rileverà dalla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA) la gestione di questo strumento di contatto, attivato fin dai primi giorni della crisi e rivelatosi fondamentale per la riuscita della strategia cantonale. Le autorità cantonali ringraziano pertanto anche la FCTSA, per essersi assunta la responsabilità di gestire la hotline cantonale, accanto ai numerosi altri compiti straordinari svolti a favore della popolazione durante la crisi pandemica. 

Rimettiamoci in… moto in tutta sicurezza!

Rimettiamoci in… moto in tutta sicurezza!

Comunicato stampa

Prudenza e padronanza del proprio mezzo sono alla base di una guida sicura, in particolare quando si circola con scooter e motociclette. Al fine di ulteriormente sensibilizzare gli utenti delle due ruote motorizzate, il progetto del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure sostiene i corsi postformazione destinati ai motociclisti.

Con l’arrivo della bella stagione e del periodo pasquale, torna anche la voglia di fare un bel giro con la propria due ruote. Da un punto di vista statistico però, circolare in sella ad una moto ci pone automaticamente tra coloro che hanno una maggiore probabilità di incorrere in un incidente con conseguenze fisiche, in alcuni casi anche gravi.
In Ticino nel 2021 si sono registrati 430 incidenti che hanno visto coinvolto almeno un motoveicolo (408 nel 2019; 343 nel 2020), di cui 241 con conseguenze sulla persona (235; 198). Si sono inoltre registrati 66 feriti gravi (92; 65) e 3 decessi, cifra questa equivalente agli anni passati.
Per iniziare al meglio e in tutta sicurezza la nuova stagione, Strade sicure consiglia ai motociclisti di:

Indossare sempre abbigliamento tecnico omologato ad alta visibilità: casco pulito e allacciato, giacca e pantaloni con protezioni, guanti, calzature adatte, paraschiena;

Controllare periodicamente il proprio mezzo: in particolare la parte meccanica (liquidi e livelli) e la parte della sicurezza come l’efficienza dei freni, lo stato degli pneumatici e delle sospensioni;

Applicare i concetti di guida difensiva e di prudenza: avere sempre occhi aperti e buonsenso, guidando nel pieno rispetto delle regole;

Prestare particolare attenzione anche nel traffico urbano: bruschi cambi di direzione, sorpassi non consentiti e il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti e… non accorciano la strada!

Il progetto Strade sicure invita inoltre tutti i motociclisti e scooteristi a valutare la possibilità di rimettersi in discussione seguendo dei puntuali aggiornamenti. Al fine di consolidare queste capacità e le tecniche di guida si consiglia infatti di seguire dei corsi post-formazione appositamente pensati per gli utenti delle due ruote motorizzate.

Per ulteriori informazioni:
https://www4.ti.ch/di/strade-sicure/mobilita-motorizzata/due-ruote/mettete-in-moto-la-vostra-sicurezza/

Lieve aumento delle rapine con il lento ritorno alla normalità

Lieve aumento delle rapine con il lento ritorno alla normalità

Comunicato stampa 

A livello di lotta alle rapine il 2021 ha registrato un lieve aumento del loro numero. L’incremento ha comunque fatto segnare cifre di poco superiori alla situazione precedente la pandemia ed è verosimilmente legato alla fine delle limitazioni di movimento delle persone dovute all’emergenza sanitaria. Nel corso dell’anno si sono contate 39 rapine (23 nel 2020, 34 nel 2019), occorse prevalentemente sulla pubblica via. Un episodio ha visto coinvolto un ufficio postale mentre i distributori di benzina rapinati sono stati 4 (3). Gli omicidi di due donne hanno funestato il Ticino.

Le infrazioni per rapina registrate nel corso del 2021 sono state 39. Le regioni più colpite restano il Luganese (44%) e il Mendrisiotto (21%). In massima parte sono state commesse sulla pubblica via e, in misura minore, ai danni di stazioni di servizio. Una serie di episodi legati ad ambienti problematici nel mondo della tossicodipendenza ha pure coinvolto abitazioni private. In un ulteriore singolo caso gli autori di furto, scoperti dai proprietari, hanno usato violenza per garantirsi la fuga. Le indagini hanno poi portato velocemente al loro fermo. Complessivamente gli autori di rapina identificati, arrestati o nei confronti dei quali sono stati pubblicati mandati di arresto nazionali o internazionali, sono stati 37 (il 70% stranieri), con un tasso di chiarimento che ha raggiunto quota 80%. In quest’ambito a fine 2021 un minuzioso lavoro di intelligence, in collaborazione con autorità estere, ha permesso l’arresto a Molinazzo di Monteggio di 4 uomini armati pronti a colpire una banca del Luganese. Uno degli autori era già ricercato per la rapina con presa d’ostaggio compiuta nel luglio 2019 a un furgone portavalori ed è pure sospettato di reati avvenuti nel 2012 e 2015 in Ticino.

Per ottenere una ponderazione degli atti di violenza la Statistica criminale di polizia adotta una classificazione semplificata dei reati in casi gravi e di poca entità. La parte attribuita agli atti di violenza grave, passati da 48 a 73, è del 3.8%. Fra questi figurano gli omicidi (11, inclusi i tentati), le lesioni personali gravi (37) e le violenze carnali (24). Per gli omicidi e le lesioni personali gravi l’uso dell’arma da fuoco è un’evenienza estremamente rara. Fra gli atti di violenza di poca entità figurano, in ordine di frequenza, le lesioni semplici (592), le vie di fatto (177), la coazione (121), l’aggressione (162 infrazioni in 48 casi), la violenza/minaccia contro l’autorità (36) e la rapina (39). Il numero di minacce di violenza, rappresentato dai reati di minaccia ed estorsione, è salito a 657 (+42%). Risalgono al mese di marzo gli omicidi di due donne, seguiti in entrambi i casi dal suicidio dell’autore. Il primo avvenuto a Breganzona presso un’abitazione privata, il secondo sulla golena del fiume Ticino a Bellinzona. Allo scopo di recuperare del denaro, un 18enne del Mendrisiotto è stato sequestrato, trasportato e ripetutamente picchiato in varie località prima di venire abbandonato a Cadempino. I responsabili sono stati identificati, arrestati e già giudicati. A Solduno l’ex compagno di una 22enne della regione, già colpito da un ordine restrittivo, armato e organizzato, dopo aver ammanettato e imbavagliato l’attuale compagno della giovane, le ha sparato con un fucile colpendola all’addome. Una decina di altri casi, in massima parte legati a risse o aggressioni, per modalità e conseguenze, hanno sfiorato la qualifica di reato di tentato omicidio.

Accoglienza ucraini: “Equilibrare la quota di profughi da ospitare”

Accoglienza ucraini: “Equilibrare la quota di profughi da ospitare”

“Tanta generosità, ma il Ticino rischia di pagare una fattura economica e sociale sproporzionata”

Non tardano a farsi sentire le ripercussioni di fronte all’arrivo nel nostro paese dei profughi ucraini, in particolare donne con figli. Già sono state sollevate le preoccupazioni, per esempio, sul mercato del lavoro, tenuto conto che il permesso S dà la possibilità di lavorare a partire da subito. “Le attestazioni e i gesti di solidarietà in questa crisi sono stati moltissimi da parte della popolazione ticinese. E questo è un aspetto che occorre evidenziare in modo positivo”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Sul fronte delle preoccupazioni ne vedo una molto importante e dalla quale possono nascere altri problemi. Parlo della presenza in Ticino del doppio di profughi ucraini rispetto alla normale e corretta ripartizione tra Cantoni. Al Ticino, in base alla sua popolazione e tenendo conto anche di altre considerazioni, come la presenza del Centro federale d’asilo a Chiasso e a Pasture, viene assegnata una quota di poco superiore al 4% dei richiedenti l’asilo. Oggi i cittadini ucraini presenti in Ticino corrispondono a più del doppio di tale quota. E parliamo di oltre un migliaio di persone”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Come mai si è giunti a questa situazione? “La presenza di un centro di registrazione federale a Chiasso ha contribuito a determinare questa situazione, perché qui devono giungere gli ucraini per registrare la loro entrata in Svizzera qualora richiedessero lo statuto “S” (possono per contro rimanere sul territorio per 90 giorni come turisti). Se da una parte, come detto, lo slancio di solidarietà è positivo, dall’altro però il nostro sistema federalista comporta anche una suddivisione corretta della presa a carico dei profughi. Non esiste che un Cantone come Zurigo abbia più o meno lo stesso numero di profughi ucraini del Ticino. Così come non appare corretto che alcuni Cantoni non abbiano ancora messo in moto – o quasi – un’organizzazione d’accoglienza. L’autorità cantonale in Ticino si è mossa in maniera celere e coordinata. Tanto che la Segretaria di Stato della migrazione Signora Schraner Burgener ha lodato quanto stiamo facendo. È però indispensabile che la quota di ripartizione intercantonale trovi al più presto il suo giusto equilibrio. Si tratta di non creare disparità di trattamento all’interno del nostro sistema federalista, ciò che comporterebbe delle pesanti ripercussioni per taluni Cantoni, come il Ticino appunto. Questa crisi potrebbe durare a lungo. Si parla di anni. È facile quindi immaginare le conseguenze per tutta la collettività ticinese se la quota di ripartizione non venisse rispettata. Mi riferisco a problemi per una saturazione in alcune scuole comunali e cantonali delle ragazze e dei ragazzi ucraini, con possibili difficoltà nella gestione delle risorse sul personale e sulla logistica nel dovere organizzare molteplici classi supplementari. Ma penso pure al mercato del lavoro, che in Ticino già soffre paurosamente dalla presenza di 75mila frontalieri. E poi vi sono gli aspetti legati alle assicurazioni sociali. Tutto questo comporta dunque un ingiustificato aumento dei costi supplementari per il Cantone a discapito del contribuente ticinese”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

Il progetto pilota Buon Governo ha terminato la prima fase di sperimentazione, tenutasi negli ultimi tre giorni a Faido
Oggi alla palestra delle scuole comunali di Faido si è tenuto il terzo e ultimo laboratorio legato al progetto Buon Governo, che negli ultimi mesi ha visto coinvolti autorità comunali e cittadini stessi. Tra i vari obiettivi del progetto, vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti. TicinoNews è andata sul posto per interrogare le autorità implicate.

Di cosa si tratta
Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre campi di intervento nei quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020). Ma di cosa si tratta esattamente? L’ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi: “Vogliamo riattivare la partecipazione attiva della popolazione nelle scelte strategiche del comune, organo di prossimità più vicino alla popolazione. Qui abbiamo coinvolto i cittadini di Faido nell’elaborazione della visione strategica che il comune dovrà adottare per il futuro.”

Il funzionamento nello specifico
Il progetto pilota mira poi ad essere esteso a tutti i comuni ticinesi, con una modifica alla legge organica comunale, come afferma lo stesso Direttore del Dipartimento delle Istituzioni. Il Capo sezione enti locali Marzio della Santa ha inoltre specificato meglio i meccanismi amministrativi che porteranno alla realizzazione degli obiettivi stabiliti in concerto con la popolazione: “Quanto scaturirà da queste mezze giornate sarà uno strumento del legislativo col quale potrà dare mandato all’esecutivo affinché realizzi questi obiettivi nel suo ambito di competenza, attraverso la definizione di come raggiungere questi risultati. La visione sarà sottoposta al legislativo di nuovo sotto forma di messaggi per un’approvazione finale. Il municipio non potrà e non dovrà esprimersi, è un lavoro tecnico di sintesi fatto dall’amministrazione. Sarà il Consiglio comunale di Faido a decidere l’immagine del comune da realizzare.”

Faido 2032: sfide e ottimismo
Una delle sfide più urgenti da affrontare per l’anno 2032, secondo quanto emerso nelle giornate di Faido, è lo spopolamento del comune della Leventina. In questo senso, il sindaco Corrado Nastasi è ottimista: “Mi aspetto una crescita a livello demografico. Speriamo di ospitare domiciliati e di vedere uno sviluppo del settore turistico, anche visto quanto è stato fatto in ambito sportivo e ricreativo.”

https://www.ticinonews.ch/ticino/i-cittadini-vanno-coinvolti-piu-attivamente-BF5340443

Da www.ticinonews.ch

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Quando il Governo è “collaborativo”
Partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, un progetto promosso dal Dipartimento delle Istituzioni. Prima tappa: Faido

Un modo di governare diverso: in gergo tecnico si chiama “governo collaborativo” e prevede una partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali. In Ticino, il Dipartimento delle Istituzioni ha deciso di promuovere questa forma di partecipazione in tutti i comuni a partire da Faido dove oggi, sabato, si sono conclusi i lavori.
Sette gruppi per la presentazione di sette visioni diverse del futuro comune. È la fase conclusiva del progetto, uno scambio di idee fra cittadini municipali e collaboratori dell’amministrazione comunale che, divisi in gruppi dal mese di gennaio, hanno ragionato su come ridefinire il ruolo del Comune. Votazione dopo votazione, i gruppi da sette sono diventati sempre meno e le visioni che passano il turno vengono man mano perfezionate. A coordinare la mattinata nella palestra delle scuole di Faido, il responsabile degli enti locali, Marzio Della Santa.
Sarà difficile che questa visione rispecchi tutti gli interessi di tutti i partecipanti, ma in fondo di tutta la popolazione? “Direi assolutamente di sì – risponde Della Santa ai microfoni della RSI, “nella misura in cui, per un Comune come per un’azienda, muoversi a 360 gradi, andando incontro a tutte le possibilità, a tutti i bisogni immaginabili e possibili, significa anche disperdere le energie. Per poter sviluppare una realtà comunale occorre, per contro, concentrare le risorse disponibili, che non sono infinite, verso un obiettivo che è più ampiamente condiviso. In fondo questo metodo è lì che ci porta”.
La visione vincente porterà alla stesura di un rapporto che il Consiglio comunale consegnerà al Municipio, cui spetterà poi il compito di elaborare dei messaggi per attuare gli obiettivi proposti. Il fatto di condividere obiettivi e strategie alla base, senza che vengano imposte dall’alto, potrebbe anche evitare di doversi confrontare con ricorsi e controricorsi, che allungano i tempi di sviluppo del Comune.
Un’esperienza – quella di Faido – che al di là delle sensazioni avrà un seguito anche sul piano legislativo. A fine legislatura, fra due anni, verrà infatti stilato un bilancio e le conclusioni che emergeranno verranno poi inserite nella revisione della legge organica comunale. E dopo Faido sarà il turno di Tresa.

Le testimonianze
Al di là di vincitori e vinti, l’esercizio è stato visto un po’ per tutti come una grande opportunità. “Lo trovo molto utile perché ci siamo confrontati”, ha dichiarato un partecipante al progetto. “C’è stato un bel mix tra esperienze e giovani e sicuramente mi ha stimolato a partecipare attivamente alla politica”. “No, non sono attiva politicamente”, afferma un’altra partecipante. “Sono stata coinvolta, però mi ha fatto piacere. È stato interessante, all’inizio ero scettica”
“È vero”, ammette il sindaco Corrado Anastasio, “la visione del gruppo cui partecipavo non è stata la più votata, ma era una visione di un gruppo assimilabile alle altre. Questo vuol dire che il senso di comunità a Faido è forte”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Quando-il-Governo-è-collaborativo-15226954.html

Da www.rsi.ch/news

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Comunicato stampa

Si è svolto nella palestra delle Scuole comunali di Faido l’ultimo dei tre laboratori proposti nell’ambito del progetto «Buon Governo», una prima a livello svizzero, che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi. Alla giornata conclusiva erano presenti 80 persone tra autorità comunali e cittadini della cosiddetta società civile oltre al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e al Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa.  

Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020) e al quale prendono parte i Comuni di Faido e di Tresa. Tra i vari obiettivi perseguiti vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti.  
Nel corso di tre mattinate il Municipio, il Consiglio comunale, i funzionari dirigenti e i rappresentanti dei cittadini di Faido si sono riuniti per progettare lo sviluppo del Comune con l’orizzonte posto al 2032. In particolare, grazie al coinvolgimento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali sono stati definiti la visione, gli obiettivi e le azioni strategiche per i prossimi dieci anni.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha salutato positivamente la folta partecipazione all’iniziativa che «dà un nuovo slancio alle istituzioni locali e rende ottimisti per il futuro della democrazia diretta». Come ha avuto modo di sottolineare in occasione del recente Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni «la democrazia necessita di cittadini che vogliono contribuire per il bene comune, consapevoli dei propri diritti e coscienti degli strumenti a loro disposizione. L’esercizio svolto con il Comune di Faido ci dimostra che per ottenere politiche locali capaci di soddisfare i bisogni della comunità occorre reinterpretare il ruolo del legislativo e dell’esecutivo, nonché il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politico-strategiche del Comune».
«Alla base del «Buon Governo» ci deve essere una comunità forte con un marcato senso di appartenenza e con una volontà del cittadino di impegnarsi per la cosa pubblica» spiega il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. Le tre mezze giornate di lavoro hanno permesso di coinvolgere anche parte della popolazione in quelle che sono le scelte fondamentali e strategiche del Comune e questo vissuto potrebbe indurre alcune persone ad assumere in futuro un ruolo più attivo in seno alle istituzioni. Inoltre i laboratori «hanno permesso all’Esecutivo e al Legislativo di dialogare e ascoltarsi, lavorando insieme. Infatti, capita di sovente che ci sia una sovrapposizione tra Municipio, Consiglio comunale e Amministrazione comunale, il che può generare conflittualità e frustrazione», conclude Marzio Della Santa.  
Dal canto suo il Sindaco del Comune di Faido Corrado Nastasi esprime la sua soddisfazione per il progetto in corso: «Sono molto soddisfatto e orgoglioso di come la nostra Comunità abbia aderito con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco a questa iniziativa. Il lavoro da svolgere è ancora molto, ma oggi abbiamo gettato le fondamenta per costruire la Faido di domani con una visione condivisa».   Le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 e al termine verrà stilato un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà il via prossimamente.    

Violenza domestica: pubblicati la Newsletter e il bando di concorso per il/la coordinatore/trice istituzionale

Violenza domestica: pubblicati la Newsletter e il bando di concorso per il/la coordinatore/trice istituzionale

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della Divisione della giustizia, comunica che è stato inviato il 1° numero del 2022 della Newsletter dedicata al tema della violenza domestica. Si informa inoltre che è stato pubblicato sul Foglio ufficiale del 5 aprile 2022 il bando di concorso per la designazione del/della nuovo/a coordinatore/trice istituzionale sulla violenza domestica.  

Coinvolgere nella discussione sui numerosi temi relativi alla violenza domestica coloro che sono attivi in tale ambito; proporre informazioni utili e approfondimenti tematici: questi gli scopi della Newsletter, che nel suo 1° numero del 2022, oltre ad una segnalazione degli eventi previsti sul territorio, riporta le principali ricerche e studi inerenti la violenza domestica e le sue numerose implicazioni. Non mancano poi le indicazioni sulle novità legislative in questo campo a livello cantonale e a livello federale. Nell’editoriale, la direttrice della Divisione della giustizia, avv. Frida Andreotti, parte dalle cifre contenute nella “Statistica criminale di polizia” appena pubblicate, per evidenziare la necessità di “lavorare congiuntamente, secondo quanto definito dal Consiglio di Stato nel Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, nel contrasto a questo importante fenomeno sociale”.  
Il bando di concorso per la designazione del/della nuovo/a coordinatore/trice istituzionale sulla violenza domestica è stato pubblicato sul Foglio ufficiale del 5 aprile 2022 (concorso n°46/22).
Il termine per presentare la propria candidatura è fissato al 19 aprile 2022. Tutte le informazioni sul concorso si possono trovare al seguente link: http://www.ti.ch/concorsi   

Newsletter 1-2022