Norman Gobbi: “La sicurezza al WEF è un investimento”

Norman Gobbi: “La sicurezza al WEF è un investimento”

Da www.ticinonews.ch

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni risponde a chi critica il dispositivo di sicurezza del WEF

Molte critiche sono state sollevate nei confronti dell’ingente dispositivo del WEF, a cui partecipano anche dei ticinesi. Interpellato da Teleticino, Norman Gobbi ha spiegato come per il Ticino i costi siano parzialmente coperti dal Cantone organizzatore, quindi dai Grigioni. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha anche rilanciato, spiegando che l’impegno ticinese viene ripagato in esperienza: “È un investimento che ritorna in formazione dei nostri agenti”, che possono così confrontarsi con grandi eventi cui bisogna garantire un elevato stardard di sicurezza.

«La Polizia ticinese ha risposto alla chiamata»

«La Polizia ticinese ha risposto alla chiamata»

Intervista all’interno dell’edizione di lunedì 20 gennaio 2020 del Corriere del Ticino

Uno dei temi centrali, quando si parla di World economic forum, è quello della sicurezza. A garantirla saranno la Polizia cantonale grigionese e i suoi partner, compresa quindi la Polizia ticinese, anche quest’anno presente a Davos. Una presenza che si rinnova.

Anche quest’anno la Polizia ticinese sarà attiva al WEF di Davos. Si può parlare di collaborazione storica?
«Si può parlare certamente di una presenza molto importante delle polizie cantonali a sostegno del Cantone dei Grigioni che ne ha chiesto l’appoggio. Le competenze acquisite dagli agenti della Polizia cantonale ticinese (anche grazie all’esperienza maturata proprio a Davos) sono riconosciute a livello nazionale e quindi costantemente ricercate per questo tipo di impiego».

Il dispositivo di sicurezza comprensibilmente non permette di rivelare indiscrezioni. Ma si può dire in cosa saranno principalmente impiegati i ticinesi?
«Lo ha già detto lei: per questioni tattiche non si può svelare ciò che andranno a fare gli agenti ticinesi. Per il tipo di incontri, per la notorietà dei personaggi internazionali che vi partecipano e per i temi trattati, nonché per l’attenzione mediatica che il WEF genera, la sicurezza è al primo posto delle preoccupazioni. Di sicuro chi dovrà vigilare sull’evento e i suoi frequentatori non starà con le mani in mano».

Il suo Dipartimento e la conferenza dei direttori di polizia che ruolo giocano in vista del WEF?
«Il nostro sistema federalista trova risposte adeguate anche di fronte a questo genere di impegni. Per questo la Conferenza delle direttrici e dei direttori di giustizia e polizia è coinvolta nel processo decisionale, attraverso un gruppo ristretto di consiglieri di Stato (di cui faccio parte) che decide sugli impieghi intercantonali come il WEF o le conferenze internazionali che si tengono regolarmente in Svizzera, avallando poi il numero di agenti impiegati e decidendone anche la provenienza dai diversi corpi o concordati regionali di polizia. Le discussioni non mancano, anzi».

Il Forum economico è spesso anche l’occasione per manifestanti e contrari di mostrare l’altra faccia del WEF. Come valuta questa espressione del dissenso?
«Se guardiamo bene, l’altra faccia del WEF negli ultimi anni si mostra all’interno dello stesso WEF. Per questo invito a non fermarsi su pregiudizi stereotipati, ma a guardare tutti i contenuti del simposio. Non è un caso che anche gli oppositori hanno meno possibilità di esprimere il dissenso in loco e lo fanno nelle città, dove pure le polizie cantonali e cittadine vengono impiegate. Comunque: viviamo per fortuna in una nazione democratica e il dissenso, se espresso in forme civili, è linfa del confronto democratico».

Lei andrà a Davos nei prossimi giorni?
«No, quest’anno l’agenda non me lo permette».

Il Ticino istituzionale in che misura sarà presente nella località grigionese?
«Non sono a conoscenza di nostre presenze. Lo scorso anno eravamo presenti con il collega Vitta e alcuni parlamentari federali agli eventi organizzati dal Politecnico federale di Zurigo».

Tornando a chi dice no. Matteo Pronzini lamenta il fatto che a Davos il Ticino «spreca soldi inutilmente, vi sono altre priorità». Come replica al deputato dell’MPS?
«Ci sono sempre altre priorità. E spesso (ma non sempre) quelle di Pronzini non sono le mie».

“Un argine alla criminalità per un Ticino competitivo”

“Un argine alla criminalità per un Ticino competitivo”

Entrata in servizio di 14 nuovi ispettori della Polizia giudiziaria

Siete agenti di polizia – da oggi ispettori di polizia! – provenienti dalla gavetta. Conoscete bene il nostro territorio. Conoscete bene ciò che vi aspetta in questa nuova attività di investigazione. Siete coscienti delle aspettative dei vostri superiori e dei Magistrati con cui sarete chiamati a collaborare. Le responsabilità per voi oggi aumentano, ma nella consapevolezza di aver ricevuto un’ottima formazione”: così si è espresso martedì nel tardo pomeriggio il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, nel corso della cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale che ha visto la consegna degli attestati a 14 neo ispettori, che garantiranno la continuità di effettivi alla Polizia giudiziaria ticinese.

I nuovi detective saranno chiamati in particolare a collaborare con la magistratura, attraverso la loro azione investigativa. “La volontà politica è chiara: ogni franco speso per la sicurezza è un investimento per il bene di tutto il Ticino e dei suoi abitanti – ci dice Norman Gobbi -, ma sappiamo pure che le risorse non sono infinite e occorre quindi usarle bene, sia per quanto riguarda le risorse finanziarie, sia per ciò che attiene alle risorse umane. La Polizia giudiziaria opera in ambiti molto sensibili per la nostra società. Il contrasto alla media e grande criminalità, così come l’analisi per anticipare e risolvere eventuali fenomeni dannosi, permettono alla collettività di rimanere sana. Le sfide alla criminalità informatica, alla criminalità economico finanziaria consentono all’economia del nostro Cantone di mantenere un tessuto competitivo, non imbastardito da aziende insane. Questo si traduce in posti di lavoro di qualità e in ultima analisi in benessere per i cittadini di questo Cantone. In questi ultimi anni, grazie a una capacità sempre crescente delle nostre forze dell’ordine, abbiamo assistito a una diminuzione dei furti e delle rapine. Ma la virulenza con cui questi atti criminosi si manifesta non tende a diminuire, anzi. E qui basti pensare ai recenti attacchi ai bancomat o agli assalti a portavalori, senza dimenticare la sfida al terrorismo. Poter contare su poliziotti con un elevato livello di formazione professionale è essenziale. Per questo saluto molto positivamente l’entrata in funzione dei 14 neo detective della Giudiziaria”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale

Cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale

Comunicato stampa

 

Martedì 14 gennaio nel tardo pomeriggio nella sala del Gran Consiglio si è svolta la cerimonia di promozione della Scuola di Polizia giudiziaria 2019 della Polizia cantonale. Quattordici neo ispettori hanno ricevuto l’attestato che certifica la conclusione del ciclo formativo. I nuovi inquirenti sono pronti a garantire alla Polizia giudiziaria la continuità di effettivi

Nel suo intervento a nome del Consiglio di Stato, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza della funzione che i neo ispettori andranno a ricoprire. “Il vostro lavoro – ha affermato Gobbi – vi porterà a operare in ambiti molto sensibili per la nostra società. Il contrasto alla media e grande criminalità, così come l’analisi per anticipare e risolvere eventuali fenomeni dannosi, permettono alla collettività di rimanere sana. Le sfide alla criminalità informatica, alla criminalità economico finanziaria consentono all’economia del nostro Cantone di mantenere un tessuto competitivo e non imbastardito da aziende insane. Questo si traduce in posti di lavoro di qualità e in ultima analisi in benessere per i cittadini di questo Cantone”.

Parole di saluto e di felicitazioni sono state espresse anche dal presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal responsabile della scuola per ispettori giudiziari, cap Orlando Gnosca. Hanno partecipato alla cerimonia anche il procuratore generale Andrea Pagani, il sostituto procuratore generale Nicola Respini e il presidente dell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi Maurizio Albisetti.

 

Scuola di Polizia, un incontro informativo a Rivera

Scuola di Polizia, un incontro informativo a Rivera

Comunicato stampa

Il 17.01.2020, dalle 19:00, presso il Centro d’istruzione della Protezione civile in via Ravello a Rivera si terrà un incontro informativo relativo al concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti ispettori/trici di Polizia giudiziaria per la Polizia cantonale, nuovi aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Biasca, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano, Mendrisio, Minusio e Muralto nonché per la Polizia dei trasporti. I candidati seguiranno la Scuola di Polizia a partire dal 1. marzo 2021. La formazione di polizia richiede un percorso formativo e certificativo di base su due anni: il primo presso una scuola di polizia riconosciuta (per il Ticino la Scuola di Polizia del V° circondario) e un secondo anno di formazione pratica presso il Corpo di appartenenza. Gli esami federali di professione sono previsti al termine del secondo anno.
Come di consueto, l’idoneità dei candidati sarà verificata mediante prove fisiche, di cultura generale, psicologiche, colloqui di motivazione e verifiche mediche. La decisione sull’assunzione degli aspiranti giungerà entro tre mesi dall’inizio della formazione.

Le candidature vanno inoltrate entro il 03.02.2020. Il bando di concorso e i formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo www.ti.ch/polizia.

 

 

 

 

Bando di concorso aspiranti 2021

Bando di concorso aspiranti 2021

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti ispettori/trici di Polizia giudiziaria per la Polizia cantonale, nuovi aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Biasca, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano, Mendrisio, Minusio e Muralto nonché per la Polizia dei trasporti. I candidati seguiranno la Scuola di Polizia a partire dal 1. marzo 2021. La formazione di polizia richiede un percorso formativo e certificativo di base su due anni: il primo presso una scuola di polizia riconosciuta (per il Ticino la Scuola di Polizia del V° circondario) e un secondo anno di formazione pratica presso il Corpo di appartenenza. Gli esami federali di professione sono previsti al termine del secondo anno.Come di consueto, l’idoneità dei candidati sarà verificata mediante prove fisiche, di cultura generale, psicologiche, coll oqui di motivazione e verifiche mediche. La decisione sull’assunzione degli aspiranti giungerà entro tre mesi dall’inizio della formazione.Le candidature vanno inoltrate entro il 03.02.2020. Il bando di concorso e i formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo www.ti.ch/polizia. Inoltre, è in programma un incontro informativo il 17.01.2020, dalle 19:00, presso il Centro d’istruzione della Protezione civile in via Ravello a Rivera. 

Flyer

Incidenti in diminuzione ma l’attenzione non è mai troppa

Incidenti in diminuzione ma l’attenzione non è mai troppa

L’impegno in ambito di prevenzione stradale

“Parlare di prevenzione in ambito stradale significa sensibilizzare gli automobilisti – e non solo – a una guida responsabile. Significa convincere tutti gli utenti della strada a rispettare tutti coloro che si muovono sulle nostre strade”: parole del Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Prevenire è meglio che curare. Sembra una banalità, ma è così anche in ambito stradale. L’impegno della Polizia e del Dipartimento delle istituzioni su questo fronte è elevato. I frutti per fortuna si vedono, tenuto conto che negli ultimi anni vi è stata una generale e forte diminuzione degli incidenti con esito letale”. Il Consiglio di Stato ha creato, su input del DI, la commissione “Strade sicure”. “In questo ambito, ormai da alcuni anni, concentriamo gli sforzi. Importante si rivela il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, così da massimizzare le risorse per ottenere i migliori risultati. In questi giorni la campagna “Rifletti” sta promuovendo interessanti iniziative di sensibilizzazione, come la grande istallazione sistemata in Piazza Grande a Giubiasco, con la scritta Rifletti, che vuole indurre chi usa la strada a usare sempre anche la testa (a riflettere, appunto), ma pure a rendersi visibili, attraverso indumenti o catarifrangenti che riflettono la luce. In questi giorni di grande oscurità – non per nulla proprio il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, la santa delle luce – essere ben visibili sulle strade è di aiuto a tutti, oltre che a sé stessi. La campagna di sensibilizzazione si inserisce proprio in questo contesto e in questi mesi invernali in cui aumenta il rischio di incidenti per gli utenti più vulnerabili della strada: pedoni, ciclisti e motociclisti”.

Particolare la “storia” della campagna “Rifletti”. Infatti è il frutto di un’idea vincente premiata a livello nazionale. “La campagna – sottolinea Norman Gobbi – è interamente finanziata dal Fondo Federale di Sicurezza Stradale (FSS), che ha scelto di premiare il concetto presentato dalla Commissione consultiva “Strade Sicure”. Un bel colpo, che ci ha permesso di intensificare la sensibilizzazione, utilizzando denaro che siamo riusciti a farci dare da Berna. Come ho già più volte sottolineato, ogni morto sulle strade è un morto di troppo. Se pensiamo che il 40 per cento degli incidenti è dovuto a disattenzione – e tra questi vi sono anche incidenti molto gravi – ben si capisce l’elevato margine di manovra che abbiamo per migliorare la situazione. Quindi anche da parte mia un invito: “Rifletti quando utilizzi la strada per gli spostamenti, con qualsiasi mezzo, anche quando ti muovi a piedi”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Rifletti e fatti vedere sulla strada

Rifletti e fatti vedere sulla strada

Comunicato stampa

La campagna di sensibilizzazione legata alla sicurezza sulle strade denominata “Rifletti” e coordinata dal Dipartimento delle istituzioni propone in questi giorni una serie di attività e di appuntamenti che vogliono rendere sempre più attenti in particolare pedoni, ciclisti, scooteristi e motociclisti sui rischi che corrono in questi mesi invernali.
Le giornate con poche ore di luce risultano spesso critiche per chi cammina o circola in bicicletta, in motorino e in moto sulle nostre strade. I mesi invernali presentano un’incidentalità nettamente maggiore per queste categorie. Secondo i dati forniti dal Touring Club Svizzero (TCS) le strade risultano più pericolose soprattutto per la mobilità lenta. Il rischio di incidente per gli utenti più vulnerabili aumenta del 60% nei mesi da novembre a febbraio. Il pericolo per i motociclisti di rimanere feriti o uccisi in un incidente nelle prime ore del giorno (dalle 5 alle 9) è di quasi il 60% più alto rispetto al resto dell’anno. Dalle 5 alle 9 del mattino e dalle 17 alle 19 avviene il 40% in più di incidenti rispetto all’intero arco della giornata. Nella stagione fredda per i ciclisti la probabilità di un incidente è del 52% più alta tra le 5 e le 9 e il discorso vale analogamente per chi si sposta con una bicicletta elettrica (+43%). I pedoni, ossia l’utente più debole della strada, sono ancora più vulnerabili durante l’inverno e al mattino rispetto a tutti gli altri mesi. Per loro il rischio di incidentalità sale al 44%.
Davanti a queste evidenze è importante attirare l’attenzione di tutti gli utenti della strada, affinché possano prendere le adeguate misure precauzionali. È proprio ciò che propone la campagna “Rifletti”: una parola con la quale da un lato si invita a “riflettere” sul comportamento nell’ambito della circolazione stradale e dall’altro lato si chiede a chi si muove sulle strade, siano essi pedoni, ciclisti o motociclisti, di indossare e applicare sugli indumenti del materiale riflettente così che la sagoma della persona possa essere vista dagli altri utenti della strada.
La sensibilizzazione prevede, in particolare, la posa di una grande installazione con la scritta Rifletti in Piazza Grande a Giubiasco, snodo nevralgico della circolazione del Bellinzonese. Inoltre gli organizzatori della campagna di prevenzione saranno presenti al derby di hockey su ghiaccio ad Ambrì il 17 dicembre e alla manifestazione Music on Ice che si terrà il 10 e 11 gennaio 2020 al Centro sportivo di Bellinzona.

Le immagini e il video rappresentano l’installazione presente in Piazza Grande a Giubiasco.

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Oggi presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta, come da tradizione, la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Presidente del Tribunale penale federale Tito Ponti.

In questa cornice istituzionale si è avuto modo di salutare coloro che sull’arco di una vita dedicata alla polizia si apprestano a passare al beneficio della pensione, così come sono state poste in risalto le promozioni all’interno del Corpo e il superamento di corsi di formazione. È stata pure l’occasione per presentare i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi. Durante gli interventi è stato sottolineato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale, che si trova ad affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti a garanzia della salvaguardia della protezione di ogni cittadino. 

Nel suo intervento il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato come in Svizzera la Polizia, secondo un recente sondaggio, sia l’istituzione che gode della maggior credibilità tra tutte le istituzioni (davanti per esempio al Tribunale federale, alla Banca Nazionale, al Consiglio federale, ecc.). Un successo al quale partecipa fattivamente anche il Corpo della Polizia cantonale ticinese, se si considerano i successi ottenuti sul fronte della lotta e del contrasto della criminalità. Il Consigliere di Stato ha tracciato quindi un bilancio positivo per il 2019, ringraziando il Corpo e lanciando le sfide per il 2020.

Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo sottolineato che l’importante varietà degli interventi della Polizia cantonale richiede una sempre maggiore specializzazione delle molteplici capacità degli agenti, capacità che sono messe in campo quotidianamente sul terreno, in ambito di prevenzione e nella tutela della sicurezza pubblica. Una professionalità sempre accresciuta e migliorata, che negli anni ha portato la Polizia cantonale a essere un punto di riferimento dentro e fuori dai nostri confini.

a Natale non tutti sono più buoni!

a Natale non tutti sono più buoni!

Comunicato stampa

Le festività sono alle porte e la tradizionale corsa ai regali è già iniziata. Un periodo sinonimo di mercatini natalizi e di aperture prolungate dei negozi in cui, per non incorrere in brutte sorprese, è sempre bene mantenere alta l’attenzione poiché i malviventi approfittano della calca e dell’imbrunire per compiere furti e borseggi.

La Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e le Guardie di confine, organizza anche quest’anno, durante tutto il periodo dell’Avvento e fino al 24 dicembre, l’operazione PREVENA 19. L’obiettivo è quello di garantire alla popolazione una presenza accresciuta e capillare di forze di polizia su tutto il territorio e nei luoghi di grande affluenza.

Cogliamo l’occasione per fornire nuovamente alcuni utili consigli per prevenire i furti con scasso nelle abitazioni:

  • chiudere accuratamente tutte le porte e finestre prima di uscire di casa, evitando di lasciare chiari indizi dell’assenza: biglietti sulla porta, luci spente in casa, messaggi particolari sulla segreteria telefonica, eccetera;
  • depositare gli oggetti di valore e i documenti importanti in una cassetta di sicurezza della banca;
  • evitare di nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino, dietro i vasi per i fiori o nella bucalettere;
  • simulare una presenza all’interno inserendo un timer su più di una luce e farlo accendere a intervalli irregolari.

Inoltre per prevenire sgradite sorprese durante gli acquisti si rinnovano i seguenti consigli:

  • evitare, nel limite del possibile, di portare con sé somme consistenti di denaro in contanti e usare preferibilmente le carte di credito;
  • custodire il portamonete nelle tasche anteriori dei pantaloni o in quelle interne della giacca;
  • portare sempre le borsette a contatto con il corpo e preferibilmente sul davanti e con la cerniera chiusa o comunque mai perderle di vista (ad esempio nei carrelli della spesa);
  • mai tenere nello stesso posto le carte bancarie/postali e i codici per il loro utilizzo. Se possibile non conservare i codici per iscritto;
  • prestare attenzione quando qualcuno vi urta nella ressa (sovente gli autori di furti e borseggi provocano lo scontro per distrarre le vittime e sottrarre loro denaro e altri valori);
  • non lasciare oggetti di valore in vista nei veicoli e verificare che le auto siano regolarmente chiuse a chiave quando si lascia il parcheggio.

Non esitate a chiamare il 117 e a segnalare situazioni che possono poi sfociare in reati contro il patrimonio. 

Prevena