Regole di comportamento e informazioni per le e-bike

Regole di comportamento e informazioni per le e-bike

Comunicato stampa

Nell’ambito del progetto “Strade Sicure” promosso dal Dipartimento delle istituzioni, la Polizia cantonale e l’Associazione delle Polizie comunali tornano a porre l’accento su quelle che sono le principali regole di comportamento da adottare quando ci si trova a circolare in sella ad una e-bike o a una bicicletta. A tal fine sono stati preparati un opuscolo informativo e un filmato che riproduce alcune delle situazioni più frequenti nella quotidianità o nei contesti extra-urbani.

In un periodo in cui l’interesse per le e-bike e le biciclette in generale si conferma vieppiù crescente, l’importanza dei corretti comportamenti da adottare nei contesti urbani ed extra urbani risulta fondamentale. Ecco che allora, nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, sono stati realizzati un filmato che illustra e spiega quelle che sono le regole di base nonché un opuscolo con le principali novità in tema di segnaletica stradale per la mobilità lenta.

Ampio spazio viene dedicato in particolare alle disposizioni generali da rispettare per garantire la propria e altrui incolumità, ma anche ai fini di una disciplinata convivenza con tutti gli utenti della strada.

Nel 2019 gli incidenti che hanno visto il coinvolgimento di una e-bike sono infatti stati 31, in netto aumento rispetto agli anni precedenti. Guardando all’età delle persone, ben 12 incidenti sono capitati nella fascia dei 45-64 anni, mentre solo 5 nella fascia 22-44 anni. Più di un terzo dei conducenti di biciclette elettriche ha riportato inoltre ferite giudicate gravi.

In tema di comportamenti corretti va infine ribadita l’importanza, anche per i ciclisti, di rispettare le prescrizioni emanate dalle autorità federali e cantonali nel contesto dell’emergenza Covid-19: gli utenti delle due ruote devono infatti mantenere la distanza sociale evitando di muoversi in gruppi troppo numerosi.

La sensibilizzazione degli utenti e la distribuzione dei volantini sarà affidata agli agenti di Gendarmeria della Polizia cantonale e alle pattuglie in bicicletta delle Polizie comunali di Lugano e Locarno.

 

Punto informazioni 2020 – uno sportello mobile per la Polizia cantonale

Punto informazioni 2020 – uno sportello mobile per la Polizia cantonale

Comunicato stampa

Come ogni estate, sole e caldo sono sinonimo anche di un aumento della frequentazione dei luoghi di villeggiatura e delle valli ticinesi. L’incremento dell’attività di polizia di prossimità è quindi fondamentale nell’ottica della prevenzione di reati, incidenti o di infortuni dovuti alle attività sportive e di svago. È in questo contesto che si inserisce il nuovo progetto della Polizia cantonale “Punto informazioni 2020” promosso come fase pilota nel Locarnese e fondato anche sulle esperienze fatte nei servizi speciali di pattuglia effettuati durante il periodo dell’emergenza sanitaria. In concreto è stato attivato uno sportello mobile della Polizia cantonale che, spostandosi di volta in volta nella regione, fungerà da punto di informazioni, allo scopo di fornire gli usuali servizi e consulenze di polizia, favorire un contatto attivo con la popolazione e con i turisti. Il furgone, adibito appunto a sportello mobile, è attrezzato per la ricezione di denunce e provvisto di diverso materiale di prevenzione. Ad esso si aggiungono due e-bike, che permetteranno agli agenti di pattugliare zone discoste e non raggiungibili sulle quattro ruote, favorendo inoltre il contatto diretto con la popolazione. Al termine della fase pilota, il “Punto di informazioni 2020” sarà promosso e impiegato in altre regioni del Cantone Ticino. L’obiettivo è quello di garantire a tutti un’estate all’insegna della sicurezza.

Per i prossimi tre giorni lo sportello mobile stazionerà nelle seguenti località:

27.06.2020

  • Vira Gambarogno – Piazzale Comunale (10.00-12.00)
  • Gerra Gambarogno – Bivio per Vairano (13.30-15.00)
  • Piazzogna – Parcheggi scuole (15.45-17.00)

28.06.2020

  • Vergeletto – Paese (10.00-12.00)
  • Russo – Paese (13.30-15.00)
  • Verscio – Piazza (15.45-17.00)

29.06.2020

  • Tenero – Zona Campeggio Campofelice (10.00-12.00)
  • Minusio – Parcheggio Mappo (13.30-15.00)
  • Gordola – Posteggio ex Posta (15.45-17.00). 

 

Montagne sicure: al via la campagna estiva 2020

Montagne sicure: al via la campagna estiva 2020

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Dipartimento del territorio e la Polizia cantonale, continua la sua attività di prevenzione in montagna con il lancio della campagna estiva del programma Montagne sicure. Quest’anno, oltre al flyer in quattro lingue con i consigli fondamentali rivolti a coloro che decidono di incamminarsi alla scoperta dei sentieri ticinesi, è stato realizzato anche un ulteriore volantino, specifico al contesto COVID-19. Quest’ultimo intende fornire alcune indicazioni agli ospiti delle capanne e dei rifugi alpini al fine di garantire a tutti la sicurezza necessaria per godersi questi momenti di svago.
La pratica dell’escursionismo, così come la ricerca di funghi, richiede particolare prudenza, poiché è sufficiente una piccola disattenzione per infortunarsi in maniera anche grave. I dati degli ultimi anni purtroppo registrano ancora un numero elevato di infortuni avvenuti in montagna. Se da un lato la pratica dell’escursionismo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altro i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) testimoniano una media annuale svizzera che si attesta oggi a 26’000 infortuni (agli inizi degli anni 2000 la media era invece di 17’700), e tra questi conta un’ottantina di decessi.
Nel nostro Cantone la Polizia cantonale – per il tramite del Gruppo Ricerche e Costatazioni – e i suoi partner intervengono nei boschi e nelle vallate del territorio in caso di incidenti e scomparse di escursionisti e di cercatori di funghi. Nel 2019 in Ticino sono stati registrati 7 infortuni in montagna con esito letale. Questo dato indica una diminuzione rispetto all’anno precedente, quando i decessi in montagna a seguito di infortuni ammontavano a 10. Con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni e affinché frequentare la montagna sia sempre un piacere, il programma di prevenzione “Montagne sicure” intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi alla scoperta dei nostri paesaggi e delle nostre vette. Per questo motivo, in collaborazione con la Cancelleria dello Stato, un flyer in quattro lingue rivolto in particolare a escursionisti e a cercatori di funghi contenente fondamentali consigli di sicurezza sarà distribuito nelle prossime settimane. Fra i diversi consigli, si richiama l’attenzione all’importanza dei preparativi (attrezzatura adatta e provviste sufficienti), della scelta di un itinerario idoneo alle proprie capacità fisiche e dell’adattare il ritmo di percorrenza in base alle condizioni, concedendosi delle pause regolari per recuperare le forze. Quest’anno, in relazione all’emergenza sanitaria, per la quale l’invito è di continuare a seguire le fondamentali regole di igiene accresciuta e di distanza sociale, è stato creato un ulteriore flyer specifico con consigli di sicurezza per gli ospiti delle capanne e dei rifugi:

– Prenota il tuo posto letto. Niente pernottamenti senza prenotazione.
– Fai visita alle nostre capanne solo in buona salute
– Porta con te disinfettante, asciugamano e mascherina protettiva.
– Non si assegnano posti letto senza un proprio sacco a pelo o lenzuolo federa cuscino.
– Riporta con te a valle i tuoi rifiuti.

In caso di infortunio si ricorda di contattare i numeri d’emergenza 112 o 117, specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si sottolinea inoltre che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso d’infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia.
Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata.
Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini statali). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.

Pene più severe per i violenti che aggrediscono la polizia

Pene più severe per i violenti che aggrediscono la polizia

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 10 giugno 2020 del Corriere del Ticino

Il Consiglio degli Stati inasprisce le misure nel caso di gravi atti contro i funzionari e disordini – La privazione della libertà diventerebbe la regola – La Federazione: «Le multe non hanno effetto» – Gobbi: «È anche un deterrente»

Mentre negli Stati Uniti non si placano le proteste per i metodi usati dalla polizia, in Svizzera si pone il problema di come sanzionare chi ricorre alla violenza contro le forze dell’ordine e funzionari pubblici in generale. Il Consiglio degli Stati ha deciso un giro di vite nell’ambito della revisione del diritto sanzionatorio. In futuro, chiunque partecipi a disordini commettendo danneggiamenti oppure aggredirà o minaccerà funzionari – poliziotti ma anche soccorritori o pompieri – rischierà sanzioni più severe. Su proposta del grigionese Stefan Engler (PPD), la Camera alta ha deciso di punire simili comportamenti con una pena detentiva di tre anni al massimo. Solo nei casi poco gravi l’autore verrebbe punito con una pena pecuniaria. «Lo Stato di diritto non deve essere disposto a tollerare la mancanza di rispetto e la crescente violenza contro gli agenti di polizia e i soccorritori», ha detto il «senatore». Il Consiglio federale e la maggioranza della commissione proponevano una pena di tre anni al massimo o una pena pecuniaria. Con la versione della minoranza però, la pena privativa della libertà diventerebbe la regola. Per quanto riguarda le infrazioni commesse in gruppo, tutti i partecipanti dovrebbero essere sanzionati con una pena di reclusione di tre anni al massimo (sanzione pecuniaria nei casi meno gravi). In sostanza, i giudici avrebbero meno margine di apprezzamento.

Anche nel caso di disordini l’ha spuntata ancora Engler, che propone una pena di tre anni al massimo per le persone colpevoli di violenze contro le persone o le proprietà. La commissione preparatoria prevedeva una pena detentiva minima di 120 giorni fino a tre anni o in alternativa una pena pecuniaria di almeno 120 aliquote giornaliere (oggi 30).

Per Engler è giunto il momento di lanciare un segnale: «Chi si prende la colpa per la nostra sicurezza può aspettarsi in cambio che noi gli guardiamo le spalle», ha detto, facendo anche riferimento al numero crescente di attacchi e di denunce da parte di funzionari: 750 nel 2000, 2.350 nel 2009, 3.521 nel 2019.

PIn fatto di violenze o insulti contro funzionari, Karin Keller-Sutter ha sostenuto che spesso le pene sono miti proprio perché il giudice, perlopiù, non è chiamato a decidere su casi gravi. Nel caso del teppismo da stadio, la direttrice del Dipartimento di giustizia e polizia ha difeso la versione del Governo. Lo strumentario per contrastare questo fenomeno esiste già, ha detto: «Si devono semplicemente applicare».

La decisione degli Stati ha preso le mosse da diverse proposte presentate negli ultimi anni per rendere più severo il regime sanzionatorio. Tra queste anche una petizione lanciata in Ticino dagli Amici delle forze polizia, che aveva raccolto più di 15.000 adesioni. «Nella pratica e nelle condanne decretate in passato è stato dimostrato che le multe hanno poco o nessun effetto. Nella sua decisione, il Consiglio degli Stati chiede che le gravi aggressioni fisiche contro gli agenti di polizia non siano più punite con pene pecuniarie, bensì con delle pene detentive. Oltre ad essere un atto dovuto, questa modifica avrebbe pure un effetto deterrente», dice da parte sua la Federazione svizzera dei funzionari di polizia. «Abbiamo cominciato questa campagna dieci anni fa», spiega il segretario Max Hofmann. «Il quadro giuridico sarebbe sufficiente, se solo i giudici applicassero le norme in maniera più severa. Ma finché questi continueranno ad agire solo nella primissima fase dell’ampio margine di apprezzamento di cui dispongono, non ne usciremo mai». Negli ultimi anni, commenta il capo del DI Norman Gobbi, coloro che a vario titolo sono chiamati a tutelare la sicurezza pubblica sono stati viepiù oggetto di attacchi. «Da un lato non si chiede una tutela speciale, ma il riconoscimento del lavoro svolto. Questa misura può anche essere un deterrente contro atti di violenza, diventati sempre più frequenti».

Il dossier passerà ora al Nazionale, dove potrebbe avere chance di passare. In dicembre la Camera bassa aveva accolto un’iniziativa di Marco Romano (PPD) per una pena detentiva minima per chi attacca, incita alla violenza o vi ricorre nei confronti di funzionari dello Stato.

Il Cantone applica uno sconto del 30% sulla tassa sugli esercizi pubblici

Il Cantone applica uno sconto del 30% sulla tassa sugli esercizi pubblici

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle istituzioni e del Dipartimento delle finanze e dell’economia, ha deciso nella sua seduta odierna di applicare uno sconto del 30% sulle tasse annue pagate dagli esercizi pubblici. Si tratta della tassa sull’alcool e della tassa di promozione turistica. Nello stesso tempo ha pure stabilito di riversare integralmente le quote che spettano alle Organizzazioni turistiche regionali (OTR) e all’Agenzia turistica ticinese (ATT) legate a queste tasse, indipendentemente dallo sconto del 30%.
La misura adottata dal Governo dà una risposta – seppur parziale – alle difficoltà che il settore della ristorazione ha affrontato a seguito della pandemia da Covid-19. Come è noto, ristoranti e bar sono stati chiusi su decisione dell’autorità a partire dal 14 marzo. Hanno potuto riaprire l’11 maggio, applicando comunque regole sul distanziamento sociale e sull’igiene accresciuta.
Questa decisione rientra nell’ottica di aiutare un ramo fortemente colpito dalla chiusura imposta per contenere l’evoluzione dei contagi. Un sostegno concreto, che non risolverà ovviamente i problemi degli esercenti, ma che, unito alle altre misure già intraprese dal Governo, vuole rappresentare un messaggio di fiducia per tutto il turismo cantonale e per le sue organizzazioni regionali e cantonale, alle quali viene garantito dal Cantone il medesimo introito della tassa di promozione turistica. Per le casse del Cantone questo sconto corrisponde a un mancato introito di circa 400mila franchi.

Ticino e Uri, uniti dal San Gottardo e dalla collaborazione tra Polizie cantonali anche durante l’emergenza COVID-19

Ticino e Uri, uniti dal San Gottardo e dalla collaborazione tra Polizie cantonali anche durante l’emergenza COVID-19

Comunicato stampa

Il Passo del San Gottardo è una via di transito che da secoli unisce il Ticino al resto della Svizzera e al Nord Europa. La “Via delle Genti”, un nome che ben spiega la funzione e l’importanza che il Passo del San Gottardo ha avuto in passato, tanto da diventare un’icona svizzera, famosa a livello internazionale. È un simbolo di unione ma anche di collaborazione, in particolare tra il nostro Cantone e il Canton Uri. In occasione dell’odierna riapertura dell’asse stradale dopo la chiusura invernale, questo importante aspetto è stato sottolineato al culmine del Passo dai Comandanti delle rispettive Polizie cantonali, Matteo Cocchi e Reto Pfister, e dai responsabili dei Reparti stradali Marco Guscio e Thorsten Imhof.

Come si ricorderà a inizio aprile i Corpi di polizia cantonali di Ticino e Uri hanno messo in atto delle misure per scongiurare lo spostamento di persone verso il Ticino a fini turistici. Un’operazione che unita ad altre iniziative e sensibilizzazioni è stata coronata da successo, anche grazie alla comprensione della serietà del momento da parte dei Cittadini confederati. La nuova fase di parziali riaperture permetterà l’afflusso di turisti che, nel corso dei prossimi mesi, vorranno raggiungere il Sud delle Alpi. Questa nuova situazione, legata al COVID-19, impone comunque di non abbassare la guardia e i contatti, in particolare tra i Cantoni confinanti, devono rimanere stretti e costanti. Si tratta di un fattore decisivo nell’ambito della valutazione e dell’applicazione delle direttive, dell’organizzazione di azioni di controllo congiunte e soprattutto nell’affinare le molteplici attività di polizia grazie allo scambio costante di esperienze. Collaborazione che è stata rafforzata negli ultimi mesi e che dimostra il forte senso di amicizia che ci lega a cavallo delle Alpi e che deve rimanere qualitativamente alta e orientata alla sicurezza di cittadini e turisti. In quest’ambito di collaborazione attiva e coordinata, si evidenzia che negli scorsi giorni è stato intercettato e arrestato a Faido un rapinatore in fuga dal canton Uri. (foto in allegato)

 

Nuovamente in sella alla moto ma prudenti, protetti e distanziati

Nuovamente in sella alla moto ma prudenti, protetti e distanziati

Comunicato stampa

La bella stagione è alle porte e come tradizione Strade Sicure, Polizia cantonale e polizie comunali tornano a sensibilizzare i motociclisti affinché diminuiscano gli incidenti che li vedono coinvolti. Nelle scorse settimane abbiamo assistito a una loro leggera crescita con, purtroppo, la morte di un conducente di una due ruote. Quest’anno, vista l’attuale situazione legata al COVID-19, oltre a consigliare prudenza alla guida e di indossare abbigliamento protettivo, li si invita pure a prestare attenzione, specialmente durante le soste, al rispetto della distanza sociale e delle regole di igiene.

Per quanto riguarda gli incidenti che vedono coinvolti motociclisti in Svizzera si assiste a una diminuzione dei centauri deceduti, passati dai 42 del 2018 ai 30 del 2019, come pure dei feriti gravi, passati dai 1’068 del 2018 ai 990 dello scorso anno. Pure in Ticino abbiamo assistito, a fronte di 408 incidenti, a una diminuzione dei centauri deceduti: 3 rispetto ai 6 di due anni fa. I feriti gravi hanno invece raggiunto quota 92 (95 nel 2018). La riduzione, anche dovuta agli sforzi in materia di prevenzione degli ultimi anni, non deve però indurre ad abbassare la guardia. I conducenti di motoveicoli sono infatti tra i più vulnerabili quali utenti della strada ed è quindi di primaria importanza continuare ad insistere nel richiedere di rispettare pochi e semplici consigli quali il rispettare le regole della strada, i limiti di velocità, le distanze nonché di adottare una guida difensiva. La sicurezza passa pure dalle precauzioni che devono essere prese prima di inforcare la due ruote.

  • L’equipaggiamento che indossate: deve essere integro e con le dovute protezioni, compreso il casco.
  • Lo stato del veicolo: controllate i livelli e la pressione delle ruote, nonché il funzionamento dei freni.
  • L’attitudine alla guida della moto: iniziate con percorsi facili e conosciuti.
  • Mantenete una velocità che vi permetterà di reagire in caso d’emergenza.
  • Rispettate le regole della strada e adottate una guida difensiva prevedendo le varie situazioni e rinunciando, se del caso, alla precedenza se vi è sentore di pericolo.

A partire da ieri, lunedì 11 maggio 2020, l’allentamento dei provvedimenti decretati dalle autorità federali permette nuovamente di effettuare delle gite in moto. Bisogna comunque rispettare la distanza sociale di 2 metri durante le soste nonché evitare l’assembramento di più di 5 persone per gruppo. Resta pure valida la regola fondamentale relativa all’igiene delle mani. Sempre per motivi di igiene, si deve evitare lo scambio occasionale di guanti e casco. Gli incidenti sulle due ruote possono capitare, una banale scivolata, una caduta improvvisa o una precedenza non rispettata, potrebbero avere conseguenze anche gravi quali il ricovero in ospedale. Il virus, come già rilevato in altre circostanze, ha messo a dura prova l’intero sistema sanitario. Un incidente avrebbe quindi quale conseguenza di ulteriormente sovraccaricare il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate nel far rispettare le direttive federali e cantonali, nonché le strutture sanitarie confrontate con un incremento delle loro attività a tutela della salute pubblica. Ribadiamo infine di rispettare i suggerimenti e le precauzioni sopraelencate per 
affrontare il viaggio in moto in sicurezza. Inoltre, se state per affrontare un percorso lungo, non dimenticate le pause rigeneratrici dopo un periodo di guida ininterrotta. 

«Così è cambiato il lavoro della polizia nell’affrontare l’emergenza coronavirus»

«Così è cambiato il lavoro della polizia nell’affrontare l’emergenza coronavirus»

Intervista a Marco Zambetti pubblicata nell’edizione di mercoledì 15 aprile 2020 del Corriere del Ticino

Dal 1. gennaio il maggiore Marco Zambetti ha assunto il ruolo di capo area della Gendarmeria della Polizia cantonale. Un periodo di entrata in funzione segnato dall’emergenza coronavirus. Lo abbiamo intervistato per un bilancio dei primi 100 giorni d’attività.

Come è cambiato il lavoro degli agenti della Gendarmeria?
«Occorre fare una premessa. Agli inizi di gennaio si è dato avvio a un’approfondita attività di analisi e valutazione della situazione attraverso anche una visita dei posti di Gendarmeria e uno scambio di pareri con i vari quadri. Questo con l’obiettivo di affrontare eventuali problematiche operative e del personale. Un lavoro che si è però bruscamente interrotto con l’emergenza coronavirus. Lo scenario in cui si è trovata ad operare nelle ultime settimane la Gendarmeria della Polizia cantonale è infatti nel frattempo drasticamente mutato».

In che modo?
«Gli spostamenti della popolazione si sono ridotti e una buona parte della gente resta al domicilio. Numerosi valichi sono inoltre stati chiusi e il presidio, sia alle frontiere, di competenza dell’Amministrazione federale delle dogane, sia sul territorio, di competenza della Polizia cantonale in collaborazione con le Polizie comunali, è stato rafforzato. Tutto questo si traduce in una minore incidenza di problematiche legate alla circolazione stradale, gli infortuni sul lavoro o la piccola criminalità. Non è più necessario il mantenimento d’ordine durante gli eventi sportivi e si nota anche un calo di determinate tipologie di reato (come i furti con scasso). Ma attenzione, questo non vuol dire che la guardia vada abbassata. Basti pensare alle segnalazioni di comportamenti pericolosi e irresponsabili al volante oppure al recente infortunio in montagna avvenuto nel Bellinzonese. Senza dimenticare le frequenti truffe telefoniche. Giusto e indispensabile non smettere dunque mai di richiamare tutti al senso di responsabilità, evitando attività non urgenti e pericolose che possono sovraccaricare il lavoro delle forze dell’ordine. Vi sono infine le questioni latenti e da non sottovalutare legate per esempio a un possibile incremento dei reati violenti nel contesto domestico».

E per quanto riguarda l’emergenza sanitaria?
«Dal profilo organizzativo abbiamo da una parte lo Stato maggiore cantonale di condotta, e dall’altra la Polizia cantonale impegnata nel presidio del territorio in stretto contatto con le Polizie comunali. Sono entità distinte ma collegate tra loro. In qualche modo, la testa e il braccio. Detto questo, è stato messo in piedi un dispositivo con un servizio dedicato e capillare e numerose pattuglie chiamate a garantire 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 un controllo accresciuto del cantone e un contatto diretto con la popolazione. Questo al fine di far rispettare le direttive federali e cantonali: si va dal divieto di assembramenti con più di 5 persone, al controllo delle autorizzazioni per quel genere di attività ancora permesse, passando per il rispetto delle prescrizioni igieniche accresciute, fino ad arrivare alla sensibilizzazione dei gruppi vulnerabili. L’obiettivo è uno solo: rallentare la diffusione del contagio, preservando il buon funzionamento del sistema sanitario e salvando vite umane. A tutto ciò, con l’arrivo delle vacanze pasquali, si è poi aggiunta la problematica di chi si sposta verso il Ticino da oltre San Gottardo, che ha portato a un ulteriore sforzo di sensibilizzazione».

Parliamo ora di norme igieniche e di sicurezza per gli agenti.
«Sin dall’inizio e in maniera graduale sono state introdotte delle chiare disposizioni sanitarie. Si va dall’obbligo delle mascherine in auto o nel contesto di interventi in cui è impossibile mantenere le distanze accresciute (esempio: i controlli etilometrici durante i quali vanno indossati anche i guanti), passando per delle esenzioni o limitazioni dell’attività per chi ha compiuto 60 anni o chi presenta delle patologie a rischio. Si cerca inoltre di andare incontro a chi deve occuparsi dei figli a casa o ha problematiche sanitarie di vario genere in famiglia. Questo diluendo o riducendo le mansioni».

Per concludere?
«Guardando a quanto messo in piedi in queste settimane, non può non venire in mente l’immagine della macchina, in cui ogni ingranaggio deve concorrere al buon funzionamento dell’intero sistema. È importante fare gioco di squadra ed è fondamentale che ogni cittadino contribuisca a sua volta attenendosi scrupolosamente alle disposizioni».

Al San Gottardo per limitare il turismo pasquale in Ticino

Al San Gottardo per limitare il turismo pasquale in Ticino

Comunicato stampa

“Se amate il Canton Ticino, restate a casa!”. È questo il messaggio che deve essere recepito da chi, nonostante i ripetuti appelli, è ancora intenzionato a trascorrere le vacanze di Pasqua in Ticino. Il chiaro messaggio è al centro di un’apposita campagna che sottolinea quanto già evidenziato più volte dalle autorità federali e ticinesi negli scorsi giorni.

Appello congiunto delle polizie cantonali di Ticino e Uri – Restate a casa!

I Corpi di polizia cantonali di Ticino e Uri hanno informato oggi i media in merito alle attività di sensibilizzazione, di informazione e di controllo che saranno effettuate al San Gottardo. In quest’ambito sono previsti nel corso della settimana degli appositi posti di blocco a Göschenen che vedranno al lavoro, in stretta collaborazione, agenti ticinesi e urani. Chi transiterà sarà informato sull’attuale situazione legata al Covid- 19, che vede il Canton Ticino particolarmente colpito dal virus. Al contempo sarà consigliato a coloro che sono intenzionati a raggiungere il sud delle Alpi, per motivi non urgenti o a fini turistici, di rientrare ai propri domicili. Questo attraverso la consegna di volantini che evidenziano come non sia il momento giusto per visitare il Ticino e che il loro comportamento potrebbe da un lato mettere in pericolo la salute mentre dall’altro ulteriormente sovraccaricare le strutture sanitarie ticinesi, già estremamente sotto pressione. Saranno inoltre sanzionate eventuali violazioni alla Legge federale sulla circolazione stradale.

Bisogna continuare a seguire rigorosamente le regole di condotta

Il numero di casi in Svizzera continua ad aumentare. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo agire in modo responsabile e restare a casa. Questo è l’unico modo per limitare il contagio ed evitare di sovraccaricare il nostro sistema sanitario. Soprattutto durante le vacanze di Pasqua, c’è una grande tentazione di trascorrere il tempo libero all’aperto con gli altri o di recarsi in un altro cantone quando la meteo è favorevole. I turisti in Ticino sono i benvenuti ma non in questo momento e quindi rinnoviamo l’appello affinché questo non succeda. Pertanto si deve rimanere a casa ed uscire unicamente per recarsi al lavoro, andare dal medico o in farmacia, aiutare qualcuno o fare la spesa.

Le polizie cantonali di Ticino e Uri ringraziano la popolazione per la comprensione e per il rispetto delle regole di comportamento.

Flyer

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Comunicato stampa

La diffusione del Covid-19 non ha sicuramente scoraggiato i malintenzionati che si approfittano della situazione con truffe e frodi legate al virus. Sempre più segnalazioni giungono alla Polizia cantonale ed è quindi importante sensibilizzare la popolazione affinché non cada in questo tipo di tranelli.

Per quanto riguarda le tipologie di truffe e frodi, sono state segnalate email che danno parvenza di provenire dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) o dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Missive che promettono visite a domicilio per una valutazione sanitaria e che invece hanno lo scopo di carpire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.) tramite la tecnica del phishing. Vi sono poi finti operatori sanitari che contattano la popolazione proponendo tamponi a domicilio per la ricerca del Covid-19. In questo modo potrebbero riuscire ad accedere alle abitazioni per effettuare dei furti. Non mancano neppure gli appelli sui Social o le telefonate con richieste di donazioni a favore delle vittime del virus. Donazioni che vengono purtroppo intascate dai malintenzionati. Fiorenti pure gli annunci di vendita online di materiale sanitario, previo pagamento, che non viene fornito oppure è di scadente qualità.
Sono stati anche segnalati messaggi WhatsApp da profili clonati che hanno l’obiettivo di infettare con programmi malevoli i cellulari per prenderne il controllo da remoto e infine chiedere il versamento di somme di denaro per il loro sblocco. Pure presenti catene di Sant’Antonio il cui unico scopo è il diffondere false notizie intasando la rete.

– Per proteggervi dai malintenzionati vi invitiamo nuovamente a seguire i sottostanti consigli:
– Se ricevete email da sconosciuti e senza sollecitazione non aprite link e allegati e non rispondete.
  In particolare nei casi di phishing, il mittente tende a sfruttare indirizzi riconducibili a ditte o enti riconosciuti.
– Non condividete dati personali, password o dati di accesso ai vostri account o dispositivi.
– Mantenete costantemente aggiornati il sistema operativo e le applicazioni presenti sui vostri dispositivi.
– Non lasciatevi mettere sotto pressione da persone sconosciute che vi chiamano al telefono.
  In caso di dubbio interrompete immediatamente la telefonata.
– Effettuate pagamenti anticipati unicamente su piattaforme di shopping sicure e per importi poco elevati.
  Per importi maggiori scegliete un altro tipo di pagamento.
– Prima di dar seguito a richieste di pagamento per beni e prestazioni verificatele attentamente.

Vi invitiamo a informarvi unicamente tramite i canali ufficiali di informazione per non incorrere in false notizie (fake news) pubblicate in particolare sui Social.
Diffidate delle attrezzature mediche o dei prodotti disinfettanti il cui prezzo è elevato poiché chi li vende sfrutta l’attuale situazione di incertezza. Inoltre, le autorità sanitarie solitamente non contattano i cittadini per e-mail o per telefono.
In caso di sospetti contattate immediatamente la Polizia al 117. Informate inoltre familiari e conoscenti in relazione a questo tipo di fenomeni.