Un brutale risveglio per la Svizzera

Un brutale risveglio per la Svizzera

In questi giorni si è parlato prepotentemente di mafia dopo la pubblicazione di un filmato su un incontro segreto di una cellula della ‘Ndrangheta a Frauenfeld, nella Svizzera Orientale, direttamente collegata alle cosche calabresi, operativa da circa 40 anni. Una sorta di brutale risveglio per molti svizzeri che credevano che il nostro Paese fosse preservato dalla presenza di queste organizzazioni criminali.

Sei mesi, tante promesse e ovviamente il nulla!

Sei mesi, tante promesse e ovviamente il nulla!

Trattative Svizzera-Italia. Non par vero, ma come sempre la storia si sapeva già come sarebbe andata a finire. Riportiamoci allo scorso 25 febbraio 2014, quando la capo del dipartimento federale delle finanze Evelyne Widmer-Schlumpf è giunta in Ticino con il segretario di stato Jacques de Watteville, in carica del dossier per le trattative fiscali con l’Italia. Un incontro carico di aspettative, in primis del Governo ticinese che da anni attende reali segnali di avanzamento e di soluzione della disputa italo-svizzera sul fronte dell’accordo sui frontalieri.

Riconoscenza ai caduti per l’impegno a tutela della libertà e della sicurezza del nostro Paese

Riconoscenza ai caduti per l’impegno a tutela della libertà e della sicurezza del nostro Paese

Il 28 luglio 1914 fu l’inizio formale delle vicende belliche che devastarono l’Europa d’inizio XX secolo; vicende che fanno seguito ai fatti di Sarajevo di circa un mese prima, dove un nazionalista bosniaco assassinò l’erede al trono degli Asburgo Francesco Ferdinando e la sua consorte. I successivi eventi trascinarono il Continente europeo in quella che poi fu chiamata “Prima Guerra mondiale”. 

Il divieto del burqa non viola i diritti umani

Il divieto del burqa non viola i diritti umani

La Corte europea ha stabilito che non è discriminatorio. Gobbi: “Ora Berna decida sulla norma ticinese”.

La legge francese che impone il divieto di portare il burqa in quanto vieta di nascondere integralmente il viso non viola il diritto alla libertà di religione né quello al rispetto della vita privata. È quanto stabilisce la Corte europea dei diritti umani in una sentenza pubblicata oggi.

Una sentenza che potrebbe accelerare pure l’introduzione del divieto in Ticino, come deciso in votazione popolare il 22 settembre 2013.

Test di guida per gli italiani? Gobbi: “Una provocazione seria”

Test di guida per gli italiani? Gobbi: “Una provocazione seria”

Lo “stile latino” al volante si sta diffondendo e il ministro Gobbi caldeggia il test per i neo-residenti. Esiste uno stile di guida all’italiana? E non parliamo del piede di Nuvolari, ma di una presunta tendenza dei nostri vicini a violare in Ticino le norme della circolazione. Lo pensa il consigliere di Stato Norman Gobbi che, sul  Mattino, ha accennato all’idea di un esame speciale di guida per i neo-residenti italiani. 

Svizzera- Italia, oltre il calcio…

Svizzera- Italia, oltre il calcio…

In Ticino, quasi un residente su cinque è italiano. In queste serate e nottate calcistiche, la mente è leggera, intrattenuta dal pallone che sui campi brasiliani accende le passioni di quasi tutto il globo. Per gli abitanti del nostro triangolo di terra ticinese questo periodo è un periodo sportivamente ed emotivamente travagliato: gli animi vivono sentimenti contrastati. Da un lato, poco meno di tre residenti su dieci sono stranieri e quindi il loro cuore calcistico batte per squadre diverse.