Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni e il Consigliere federale Ignazio Cassis

Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni e il Consigliere federale Ignazio Cassis

Comunicato stampa

Nell’ambito di un apposito dialogo politico strutturato concernente la Svizzera italiana, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha incontrato oggi a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e una delegazione del Consiglio di Stato del Cantone dei Grigioni, guidata dal Vicepresidente Mario Cavigelli.
L’incontro, svoltosi a Palazzo delle Orsoline, ha permesso di fare il punto della situazione su alcuni temi di interesse comune come la promozione del plurilinguismo e dell’italianità, la situazione legata alla diffusione del nuovo coronavirus e le relazioni transfrontaliere.  

Il “no” della Svizzera e il “sì” del Ticino

Il “no” della Svizzera e il “sì” del Ticino

Da www.rsi.ch/news
L’iniziativa per la limitazione e la divergenza fra il dato nazionale e quello del cantone.

Non mancavano certo i motivi d’interesse per gli esiti di queste votazioni federali. Un po’ per le incertezze dovute alla lunga impasse imposta alla politica dall’emergenza coronavirus. Un po’ per la singolarità di un appuntamento alle urne con ben cinque temi, tutti certamente di rilievo, sottoposti all’esame degli votanti. Ma larga parte delle attese, diciamocelo fuori dai denti, si concentrava sulla possibilità di una divergenza fra il Ticino e il dato nazionale sul risultato dell’iniziativa contro la libera circolazione. Era questo lo scenario evocato dagli ultimi sondaggi, ed è questo che alla fine si è concretizzato.

Di un Polentagraben in senso stretto non si può parlare, visto il “sì” all’iniziativa pronunciato da altri tre cantoni della Svizzera tedesca. Ma pur con questa premessa l’esito del voto in Ticino non può che indurre a più riflessioni: in relazione non solo alle percezioni di una certa distanza fra il cantone e la Berna federale, ma anche ad una sensibilità più pronunciata dei ticinesi sui temi che in un modo o nell’altro concernono l’immigrazione di massa e i rapporti con l’UE.

E l’esperienza del lockdown, forse, ha almeno in parte contribuito ad accentuare questi aspetti. Il Ticino, per mesi al centro dell’emergenza sanitaria nel Paese, sta ora pagando un prezzo particolarmente elevato per l’impatto della crisi sull’economia e sulla socialità. Al tempo stesso il cantone resta in prima linea anche sul versante di non pochi problemi correlati alla libera circolazione: dalle pressioni sul mondo del lavoro, fino alle questioni della fiscalità dei frontalieri e alle sollecitazioni a carico della mobilità e delle infrastrutture. Si tratta di dinamiche che si constatano anche in altre realtà periferiche del Paese. Ma che in Ticino hanno ormai da tempo assunto una valenza molto peculiare.

Su questo terreno restano senz’altro diffuse le aspettative di un’attenzione più mirata da parte della Confederazione. Non di rado, però, le risposte da Berna possono finire per alimentare la percezione di una certa distanza dai problemi e dalle specificità del cantone. Ciò si riscontra per temi come quello sottoposto ieri a votazione, ma anche per altri dossier di rilievo. Prova ne sia anche il clima di polemica verso Berna e di delusione che, in un Ticino già sensibilmente provato dalla crisi sanitaria, si è inevitabilmente diffuso dopo il recente ed ennesimo aumento dei premi di cassa malati: il più elevato nel raffronto cantonale.

Con tutto ciò non si deve però indulgere all’idea di un Sonderfall ticinese. L’iniziativa è stata infatti accolta ma, va rilevato, con una maggioranza di favorevoli nettamente inferiore a quella registrata nel 2014 per la modifica costituzionale contro l’immigrazione di massa. Un’evidenza, questa, che si presta a ulteriori riflessioni sull’evoluzione delle sensibilità rispetto a quanto si constatava solo fino ad alcuni anni fa. Ad ogni modo l’incidenza di determinate percezioni non va sottovalutata: fondate o infondate che siano, hanno comunque il loro peso e vanno gestite. Ed è ancora questo il dato che si impone all’attenzione della Berna federale, per un rinnovato approccio alla realtà e ai problemi del Ticino.

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Il-no-della-Svizzera-e-il-s%C3%AC-del-Ticino-13463140.html

Carnevali ed eventi sportivi:“Divertimento fa rima con sicurezza”

Carnevali ed eventi sportivi:“Divertimento fa rima con sicurezza”

Carnevali: si torna all’antico. È un po’ questo il succo del discorso, dopo la decisione del Governo cantonale, maturata assieme agli organizzatori dei principali Carnevali ticinesi. “Sì, si può effettivamente dire così – afferma il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. La situazione particolare che stiamo attraversando consiglia prudenza, attenzione e rispetto delle misure introdotte sia a livello federale sia a livello cantonale. Una responsabilità che è stata fatta propria dai responsabili dei principali carnevali ticinesi. Cosi in Ticino ci si limiterà – sempre che non intervengano fattori ancora più negativi – alla possibilità di organizzare le tradizionali risottate. Rispettando comunque sempre le regole della direttiva COVID e le misure introdotte dal settore GASTRO. Manteniamo qualcosa della nostra tradizione carnascialesca, aspettando tempi migliori, che tutti ci auguriamo arrivino almeno per il carnevale del 2022”.

Non si poteva fare di più? “Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere quale sarà la situazione reale sul piano dei contagi da coronavirus nel mese di febbraio, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Ma sappiamo – vedendo un po’ ciò che sta avvenendo attorno a noi – che le condizioni possono cambiare anche rapidamente in senso peggiorativo. Quindi di fronte all’incertezza meglio scegliere la prudenza. Non rischiare, insomma, anche dal punto di vista economico. Imbarcarsi nell’organizzazione di eventi e manifestazioni in grande stile – come sono ormai divenuti diversi nostri carnevali, Rabadan in primis – con il pericolo poi di dover annullare tutto potrebbe davvero avere conseguenze negative sul piano economico”.

Ma la risottata in Piazza della Riforma, dove partecipano a volte anche 4mila persone, potrà ancora essere organizzata? “Sì. Visto però che la partecipazione facilmente potrebbe superare le 1’000 unità, ecco che questa risottata diventa una “grande manifestazione”, per la cui organizzazione occorre l’autorizzazione cantonale. Sotto la soglia dei mille partecipanti (o spettatori se parliamo di eventi sportivi e culturali) fissata dal Consiglio federale non occorre l’autorizzazione cantonale, ma chi organizza dovrà sempre avere un piano di protezione e discuterà direttamente con l’autorità comunale, competente in questi casi”, precisa Norman Gobbi.

“Vorrei sottolineare un aspetto molto positivo: la collaborazione costruttiva con i responsabili dei carnevali. E la stessa cosa sta avvenendo per esempio con i dirigenti dei tre club sportivi, FC Lugano, HCAP e HCL, che si stanno preparano al meglio per aumentare il numero di spettatori presenti alle partite dopo il 1. ottobre, con tutte le misure imposte da Berna e dalle rispettive Federazioni sportive nazionali. È una buona cosa, a garanzia di uno svolgimento in sicurezza per eventi che aggregano molti appassionati”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Foto: www.rabadan.ch, Massimo Pedrazzini)

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Da www.laregione.ch

Il presidente del Consiglio di Stato saluta con favore l’immediata disposizione del neosindaco dell’enclave Canesi di saldare gli scoperti con la Svizzera

“Prendiamo atto di questa dichiarazione, senz’altro incoraggiante”. È accolta con favore dal presidente del Consiglio di Stato ticinese la nota diramata in mattinata dal neoletto sindaco di Campione d’Italia su una delle prime disposizioni date: saldare i debiti con la Svizzera. “Auspichiamo da tempo che la situazione debitoria di Campione venga risolta una volta per tutte – osserva Norman Gobbi, da noi sentito –. Non mancheremo di comunicare l’avvenuto pagamento”.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni sottolinea che non mancheranno le occasioni d’incontro con il nuovo esecutivo dell’enclave, da due anni retto dal commissario prefettizio Giorgio Zanzi: “Per tutto quanto concerne le relazioni con Campione d’Italia avremo presto un’interlocuzione diretta con il nuovo sindaco e con la sua giunta per valutare tutte le richieste che saranno avanzate. Il Canton Ticino continuerà a lavorare con la massima disponibilità con Campione in nome della storica amicizia”.

Mister Cyber svizzero in Ticino

Mister Cyber svizzero in Ticino

Comunicato stampa

Martedì 6 ottobre dalle 9 alle 12 sarà presente per la prima volta in Ticino il delegato svizzero alla cibersicurezza, Florian Schütz. Assieme al delegato del Consiglio Federale per la Rete integrata Svizzera per la sicurezza, André Duvillard, spiegherà al Cinestar di Lugano le strategie, la visione e le nuove collaborazioni tra pubblico e privato nell’ambito della cibersicurezza.

L’incontro, organizzato dal gruppo di lavoro del Consiglio di Stato “Cyber sicuro”, prevede la partecipazione dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta e sarà un’occasione unica per esporre la nuova strategia federale sulla cibersicurezza che impatta anche sui singoli Cantoni. La presentazione in presenza è aperta al pubblico e sarà moderata dal Prof. Alessandro Trivilini.

Lo scopo dell’evento è consentire alle aziende e alle industrie del Cantone Ticino di conoscere direttamente dai protagonisti la strada intrapresa in Svizzera in ambito di sicurezza informatica. Una strategia che toccherà da vicino, in forma coordinata, anche il nostro Cantone.

La sicurezza delle infrastrutture critiche, la trattazione del dato digitale e l’identità digitale saranno fra gli argomenti portanti che verranno affrontati in presenza durante l’evento al CineStar.

Per ragioni organizzative è necessaria l’iscrizione tramite il sito www.cybersicuro.ch

Coronavirus – Disposizioni cantonali valide fino al 5 ottobre 2020

Coronavirus – Disposizioni cantonali valide fino al 5 ottobre 2020

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha confermato fino al 5 ottobre 2020 le disposizioni attualmente in vigore per limitare la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio cantonale. L’evoluzione epidemiologica in Ticino conferma che le misure adottate sono al momento efficaci e adeguate alla situazione.

La situazione epidemiologica e sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus in Ticino rimane stabile e non si riscontrano novità tali da indurre a riconsiderare le misure attualmente in vigore. L’evoluzione dei contagi conferma che la popolazione ticinese continua a rispettare le norme di protezione formulate a più riprese dalle istituzioni e dagli operatori sanitari. Nella propria seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha pertanto confermato fino al 5 ottobre 2020 le disposizioni in vigore dallo scorso 20 luglio 2020.
Rimarranno quindi ancora in vigore il divieto di assembramenti di più di 30 persone nello spazio pubblico e le disposizioni particolari per il settore della ristorazione.
A livello federale continua a rimanere in vigore l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e la quarantena per le cittadine e i cittadini che rientrano da Stati e Regioni con rischio elevato di contagio, secondo la lista stilata dalla Confederazione. Queste persone devono mettersi in quarantena annunciarsi entro 48 ore all’autorità cantonale, compilando il formulario online oppure tramite la hotline cantonale (0800 144 144). Si sottolinea che il materiale compilato sui mezzi di trasporto – come aerei e treni – non sostituisce in nessun modo queste due modalità di annuncio.
Come finora, il Consiglio di Stato segue costantemente la situazione sanitaria e rinnova l’invito rivolto alla popolazione a continuare ad affidarsi alle buone abitudini apprese in questi mesi per mantenere sotto controllo la diffusione del nuovo coronavirus.

Autorizzazioni per grandi eventi
Dal 1. ottobre 2020 il Consiglio federale permette nuovamente manifestazioni con più di 1’000 persone. Per garantire di tenere sotto controllo l’evoluzione della pandemia da Covid-19 queste grandi manifestazioni necessitano un’autorizzazione da parte delle autorità cantonali competenti. In questo senso il Consiglio di Stato ha costituito il 28 agosto 2020 uno specifico gruppo di lavoro composto da rappresentanti di tutti i dipartimenti cantonali e presieduto dal segretario generale del Dipartimento delle istituzioni Luca Filippini. Le manifestazioni che attirano più di 1’000 persone sono generalmente eventi sportivi, culturali, congressi, ma pure proposte puntuali pubbliche o private, svolte in uno spazio o su un perimetro definiti, come – per fare un esempio – la posa dell’albero di Natale a Lugano, a cui partecipano generalmente oltre mille persone in Piazza della Riforma. Le domande di autorizzazione per tali eventi devono essere inoltrate all’indirizzo e-mail di-grandieventi(@)ti.ch.
Le fiere commerciali (ArteCasa, ecc.) o i mercati (il mercato di Bellinzona, ma anche i mercatini di Natale) in cui le persone si muovono tra gli spazi di vendita o espositivi in modo ordinato non rientrano in questo disciplinamento. Anche per queste occasioni il gestore deve però elaborare e attuare un piano di protezione.
Per tutte le manifestazioni ed eventi che radunano meno di 1’000 persone, se concernono suolo e infrastrutture comunali, i promotori devono prendere contatto con i Comuni, assieme ai quali definire le modalità di organizzazione nel rispetto delle regole stabilite sia dalla Confederazione sia dal Cantone.

Per ulteriori informazioni si può consultare la pagina web dedicata consultabile all’indirizzo: www.ti.ch/grandimanifestazioni.

Flyer – Misure cantonali fino al 5 ottobre
Flyer – Grandi-manifestazioni

Regioni a rischio: “Non siamo tranquilli”

Regioni a rischio: “Non siamo tranquilli”

Da www.ticinonews.ch
Norman Gobbi commenta la nuova strategia della Confederazione sulla quarantena per chi arriva da Paesi confinanti
Il Consiglio federale ha cambiato metodo. Dei Paesi confinanti potranno essere messe segnalate come a rischio singole regioni senza dover mettere nella lista nera l’intera nazione. Questo ha permesso ieri di imporre a chi viene da tutta la Francia i 10 giorni di isolamento, salvo per chi arriva dalle tre regioni che si appoggiano alla Confederazione.
Una soluzione che non convince fino in fondo il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi: “Il fatto che le zone di confine vengano escluse dalla quarantena non ci pone in situazione di tranquillità, proprio perché lo sappiamo che anche i lavoratori frontalieri non tutti risiedono costantemente nelle zone di confine”, ha dichiarato ieri sera a Teleticino.

“Ci sono anche frontalieri che fanno ritorno al proprio domicilio che è fuori dalle zone di confine. Non abitano regolarmente in Piemonte o Lombardia, ma magari ritornano regolarmente in altre regioni dell’Italia o d’Europa”, ha continuato Gobbi. “Questo evidentemente poi diventa più difficile per noi, anche come autorità di polizia e di sanità, verificare queste situazioni. Si è dato un contentino ai rapporti bilaterali tra Svizzera e paesi confinanti, ma dall’altra parte non si risolve un problema che potrebbe presentarsi qualora ci fossero dei focolai in altre zone, ma poi queste persone si spostano in zone vicine ai nostri confini e quindi svicolano alla quarantena”.

Avreste agito in maniera diversa?
“Personalmente ho segnalato questa problematica alla fase di consultazione fatta dalla Conferenza dei direttori di giustizia e polizia, ma evidentemente era una voce minoritaria rispetto alle altre”.

Mascherine, Garzoni: «La politica aveva ragione»

Mascherine, Garzoni: «La politica aveva ragione»

Da www.swisstxt.ch

«La politica ha deciso di non rendere obbligatorie le mascherine nei luoghi chiusi, ed ha avuto ragione di fare così».
Lo ha affermato il dottor Christian Garzoni che, a TicinoNews, alla luce dell’evoluzione della pandemia, ha riconosciuto alle autorità di aver fatto la scelta giusta.
E ciò malgrado i medici caldeggiassero l’introduzione di un obbligo molto più generalizzato di indossare la mascherina in locali chiusi in caso di sosta superiore 15 minuti.
«Eravamo preoccupati per un aumento che fortunatamente non c’è stato – ha spiegato -. Oggi le mascherine restano consigliate a tutti laddove non vi sono gli obblighi previsti dalla politica».

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli organizzatori di EURO MTB2020 del Monte Ceneri

Il Dipartimento delle istituzioni incontra gli organizzatori di EURO MTB2020 del Monte Ceneri

Comunicato stampa

Venerdì scorso, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha incontrato gli organizzatori dei Campionati Europei di Mountain Bike del Monte Tamaro per approfondire gli aspetti organizzativi e le misure di protezione legate al Covid-19. La Confederazione ha infatti delegato ai Cantoni la decisione di autorizzare a partire dal 1. ottobre le manifestazioni con più di mille spettatori.

I Campionati Europei di Mountain Bike sono previsti nel Comune di Monteceneri dal 15 al 18 ottobre 2020. Per gli appassionati di Mountain Bike sarà un’occasione preziosa per ammirare le grandi star della disciplina, primo su tutti l’otto volte Campione mondiale e Campione olimpico in carica, Nino Schurter. Dall’incontro è emerso che la  presenza di spettatori superiore alle mille unità sarà consentita, nel caso in cui le misure di protezione definite dagli organizzatori verranno giudicate adeguate dall’Autorità cantonale.

L’obiettivo di questo primo incontro è stato quello di discutere e coordinare i principali aspetti organizzativi di una manifestazione che saprà certamente attirare sui sentieri del Monte Ceneri numerosi appassionati di questa disciplina sportiva all’indomani della comunicazione del Consiglio federale riguardante i Grandi eventi.

La decisione di autorizzare queste tipo di manifestazioni spetta infatti al Cantone. In questo senso il Consiglio di Stato ha istituito uno speciale Gruppo di lavoro.

Oltre al Presidente del Comitato d’organizzazione dei Campionati Europei di Mountain Bike Marzio Cattani, e a Rocco Cattaneo, Presidente dell’Unione Ciclistica Europea, hanno partecipato all’incontro il segretario generale dei Dipartimento delle istituzioni Luca Filippini, che presiede il Gruppo di lavoro, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il capo della Sezione del Militare e della protezione della Popolazione Ryan Pedevilla e l’aggiunto e sostituto capo Sezione della Circolazione Aldo Barboni. Presente all’incontro anche il Direttore dell’Agenzia turistica ticinese Angelo Trotta per la visibilità che la manifestazione darà al turismo del nostro Cantone. Ora, la palla passa nel campo degli organizzatori. A loro il compito di costruire un evento divertente, entusiasmante, e sicuro. Competenze ed entusiasmo non mancano.

Nelle prossime settimane, a seconda delle necessità, potranno essere convocate altre riunioni per definire ulteriori dettagli.