“In Ticino non sono previste nuove misure”

“In Ticino non sono previste nuove misure”

Da www.ticinonews.ch

Norman Gobbi commenta lo sviluppo della situazione italiana e anticipa: “Per il momento in Ticino nessuna nuova misura”

Il nuovo decreto in Italia è stato firmato, è vero. Ma nonostante la conferma delle nuove misure sul territorio nazionale rimane un grosso dubbio: quali saranno le regioni a rischio? E come verranno decretate zone rosse, gialle o verdi? Su questo infatti il Ministero della salute si deve ancora esprimere e deve ancora confrontarsi con i territori interessati. Sul tavolo delle regioni “rosse” al momento ci sarebbero Lombardia e Piemonte. E, nonostante regni la confusione, una cosa è certa: se le due regioni dovessero confermate i contraccolpi della misura si sentirebbero anche da noi.

In attesa delle discussioni su Lombardia e Piemonte
“Dobbiamo ancora attendere le discussioni, per quanto ne so c’è in corso una disputa su quali dati epidemiologici devono essere valutati, soprattutto per la Lombardia”, ha confermato Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato, ai microfoni di Teleticino.

Cosa vuol dire per il Ticino
Qualora dovessero finire nella lista rossa questo dovrebbe prevedere un divieto di spostamento in entrata e in un’uscita dal territorio “rosso” salvo per esigenze lavorative, di salute o di situazione di necessità. “Quindi i frontalieri potranno continuare a muoversi ma non ci sarà più il turismo della spesa o della ristorazione e saranno interrotte le visite tra amici e famigliari. Questo creerà malcontento”, ha aggiunto Gobbi.

Autocertificazione necessaria
Per quanto riguarda l’autocertificazione, Gobbi specifica: “È una premunizione doverosa, il decreto vale sull’interno territorio nazionale, quindi anche sulla mobilità individuale e chi deve recarsi in Italia è meglio faccia l’autocertificazione”.

Chiudere, di nuovo, le dogane?
A marzo si toccò l’apice con le misure con la chiusura delle dogane. Non è escluso, visto l’aumento repentino dei contagi sia in Italia che in Svizzera che si possa arrivare a tanto. “Dipende come verrà inteso il decreto, questa è l’incognita più grande di questo momento”.

“Nessuna nuova misura in vista”
Per quanto riguarda il Ticino, il Governo ha indetto una conferenza domani pomeriggio per aggiornare sulla situazione del Cantone. Diversi i cantoni che hanno deciso di optare per un mini-confinamento e di chiudere quindi bar, ristoranti e negozi non indispensabili. Ma Gobbi rassicura: “In questo momento non sono previste nuove misure”

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Discusse l’organizzazione e le modalità operative di collaborazione messe in atto dai vari Corpi di polizia ticinesi, sotto la responsabilità della Polizia cantonale, nell’ambito della prima fase della Pandemia legata al COVID19, nonché l’istituzione di un Gruppo di lavoro Cantone-Comuni relativo all’impiego di sistemi di videosorveglianza.

L’incontro odierno ha favorito il confronto tra i principali attori istituzionali responsabili della sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione erano presenti il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il procuratore generale Andrea Pagani, i capodicastero sicurezza dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine cantonale e comunali.

La situazione sanitaria legata al COVID-19, che stiamo vivendo in questo periodo, ha caratterizzato parte dei temi all’ordine del giorno. In quest’ambito si è discusso della eventuale modalità di lavoro che le forze di Polizia ticinesi potrebbero mettere in campo in caso di un ulteriore peggioramento della situazione. Questo basandosi sulle esperienze vissute tra marzo e giugno scorsi. In particolare, oltre alla presentazione della struttura organizzativa aggiornata dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta e dello Stato Maggiore di Polizia, è stata condivisa e confermata l’importanza a livello operativo di un’unica condotta e di una pianificazione centralizzata, agevolata da una regolare attività di comunicazione tra i partner di Polizia dislocati sul territorio cantonale.  

Indirettamente correlato al tema della pandemia, è stato pure discusso il condono dei contributi finanziari per coprire parte degli impieghi di mantenimento dell’ordine che i club sportivi sono tenuti a versare per quanto riguarda la stagione agonistica 2019/2020, interrotta anzitempo. Il Governo e i Comuni coinvolti hanno approvato il condono non volendo pesare ulteriormente sulle casse dei club sportivi, già particolarmente colpite da un punto di vista finanziario in questo difficile momento.

Si è inoltre discusso sullo stato della modifica della Legge di Polizia concernente la competenza anche per le Polizie comunali di utilizzare i sistemi di videosorveglianza mobile (bodycam-dashcam). È stato proposto di costituire un gruppo di lavoro Cantone-Comuni per questa attività di sorveglianza pubblica, alfine di chiarire tutti gli aspetti legati all’impiego anche da un punto di vista del rispetto della protezione dei dati. Per quanto riguarda il tema specifico dell’utilizzo della strumentazione bodycam-dashcam, è stato deciso di implementare un progetto pilota, gestito dalla Polizia cantonale in collaborazione con la Polizia Città di Lugano.

Infine, sono state fornite informazioni sull’avanzamento dei lavori del Gruppo di lavoro Polizia Ticinese.

La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 5 marzo 2021.       

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice della Croazia

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice della Croazia

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Andrea Bekić, Ambasciatrice della Croazia per la Svizzera. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatrice Andrea Bekić è stata l’occasione per discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, e per analizzare le relazioni economiche a livello federale – dati gli intensi scambi che legano i due Paesi e che fanno della Croazia il secondo partner commerciale della Confederazione del sud-est europeo. È stata inoltre dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari di tutta l’Europa. 
Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone.

Coronavirus – Il Governo rilancia la campagna di prevenzione

Coronavirus – Il Governo rilancia la campagna di prevenzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha presentato oggi il proprio punto della situazione, in merito alla diffusione del coronavirus in Ticino. L’evoluzione dei contagi è seria e preoccupa il Governo, che ha ricordato le misure in vigore e presentato la nuova campagna di sensibilizzazione intitolata «Le scelte giuste ci proteggono». Sarà fondamentale, oltre al rispetto delle misure di igiene personale e di distanziamento, anche limitare i contatti e proteggere se stessi e le persone più vulnerabili.

Il Consiglio di Stato ha ricordato che le priorità delle autorità federali e cantonali è salvaguardare la salute della popolazione ed evitare un nuovo «lockdown», che non sarebbe sostenibile né socialmente né economicamente. La campagna di sensibilizzazione viene rilanciata oggi con il messaggio «Le scelte giuste ci proteggono». Oltre al rispetto delle raccomandazioni igieniche e di distanziamento, il Governo intende porre l’accento sull’importanza di limitare il numero quotidiano di contatti personali, una scelta che contribuisce in maniera significativa a evitare la diffusione incontrollata del virus. Un altro aspetto importante è l’uso della mascherina che solo se utilizzata in maniera corretta, in modo che copra naso e bocca, offre una protezione efficace. 

Le autorità cantonali rimangono attente alla situazione epidemiologica e agiscono con proporzionalità, in modo tempestivo e progressivo, mantenendo la calma e introducendo di volta in volta le misure più adeguate alla situazione. L’obiettivo è di mantenere la situazione sanitaria sotto controllo e salvaguardare la vita e la libertà delle cittadine e dei cittadini. Il Governo ha poi ricordato che il nostro sistema sanitario è in stato di prontezza, e che medici e personale sanitario hanno acquisito negli scorsi mesi una migliore conoscenza della malattia, per curare ancora meglio la nostra popolazione.

Per quanto riguarda la scuola, è stato spiegato che la situazione è sotto controllo e conferma la bontà dei piani di protezione adottati in Ticino. Il numero di contagi è molto basso in relazione agli oltre 50 mila allievi degli istituti del nostro Cantone, e la ricostruzione dei pochi casi positivi mostra che il virus viene contratto al di fuori dell’ambiente scolastico.

In merito alle misure in vigore in Ticino, è stato ricordato che a partire da questa settimana il Governo ha esteso l’obbligo di indossare la mascherina a tutti gli edifici dell’Amministrazione cantonale. Da ieri, e almeno fino al 15 novembre, l’accesso al telelavoro per il personale dell’Amministrazione cantonale è stato inoltre facilitato.

Flyer – le scelte giuste ci proteggono

Flyer – come si usa la mascherina

 

Oggi si valuteranno nuove misure

Oggi si valuteranno nuove misure

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 19 ottobre 2020 de La Regione

«Le decisioni del Consiglio federale ricalcano quanto noi e altri Cantoni sostanzialmente abbiamo deciso venerdì scorso. La novità è la riduzione da 30 a 15 persone per quanto riguarda gli assembramenti».
Così Norman Gobbi, presidente del consiglio di Stato ticinese in seguito al giro di vite dato dal Consiglio federale.

Ci sono novità all’orizzonte? «Abbiamo una pianificazione su quello che potrebbero essere le misure ulteriori da attuare, ma le prenderemo solo quando sarà necessario», spiega Gobbi. «Le prime riflessioni le faremo domani (oggi per chi legge, ndr) alla luce dei casi emersi nel weekend. Valuteremo se sarà necessario prendere ulteriori misure o semmai richiamare la cittadinanza a comportamenti più corretti», aggiunge il presidente del governo. A chiedere misure più stringenti, già nei giorni scorsi, era stato invece l’infettivologo Christian Garzoni, medico presso la clinica Moncucco. «Bisogna indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi. Lo dicono anche molti medici ed esperti, compresi quelli della Task Force Svizzera. Da qui l’invito alle associazioni economiche di fare pressione sui loro associati affinché introducano la prassi d’indossare la mascherina ai loro dipendenti negli uffici e nei luoghi di lavoro. La mascherina è una misura semplice, efficace che costa poco e non impatta in maniera importante sulla libertà delle persone». Si tratta quindi di usare il buonsenso.
Lo stesso ragionamento vale negli assembramenti spontanei. «Evitare di frequentare luoghi affollati e ritrovare gli amici in piccoli gruppi è un’altra misura efficace».

“Non possiamo più comportarci come prima”

“Non possiamo più comportarci come prima”

Da www.ticinonews.ch

Norman Gobbi parla dell’obbligo in vigore da lunedì delle mascherine e della situazione nel nostro Cantone

Da lunedì entrerà in vigore nel Cantone l’obbligo delle mascherine negli spazi chiusi aperti al pubblico. Questo provvedimento si aggiunge a quello della mascherina obbligatoria nelle scuole postobbligatoria, confermato sempre oggi dal DECS. Il Presidente del Consiglio di Stato, intervistato da Teleticino, ha parlato di questa decisione, del coordinamento intercantonale contro il coronavirus, di sport, di case anziani, e dei possibili sviluppi futuri. Ricordando che: “Già in primavera avevamo capito che i nostri comportamenti devono cambiare”.

Da lunedì dunque entra in vigore l’obbligo di mascherine al chiuso?
“Esatto, è un ulteriore misura che abbiamo preso come Governo cantonale dopo quelle delle scorse settimane, che ricordo erano comunque molto più avanti rispetto ad altri cantoni che avevano registrato nelle ultime settimane un aumento esponenziale dei casi. Per esempio, a Zurigo oggi sono passati da 348 a oltre 700 casi. Noi siamo al momento siamo ancora ben al di sotto di questi numeri, anche in proporzione alla popolazione residente. L’obbiettivo non è di limitare ma di contenere il virus allo scopo di limitare il numero di quarantene che impattano sulla vita sociale ed economica di questo paese oltre a non sollecitare troppo le strutture sanitarie, che sono l’anello centrale della struttura”.

In questo modo seguite le sollecitazioni fatte anche oggi dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità di coordinare un’azione comune tra i vari Cantoni evitando. A vostro modo di vedere in questo modo sarà più efficace la lotta al coronavirus?
La lotta al coronavirus è efficace se i cittadini di questo paese partecipano a queste misure facendole proprie. Dal disinfettarsi regolarmente le mani, evitare gli assembramenti e mettere la mascherina quando c’è troppa gente e non è possibile tenere le distanze. Ricordiamoci che il virus è comunque presente. L’obiettivo dei cantoni invece è quello di dimostrare che il federalismo funziona: penso alla riunione di stamattina fatta in videoconferenza dai direttori della sanità pubblica, che hanno voluto coordinare fra loro diverse misure allo scopo di dimostrare alla popolazione e alla Confederazione che i Cantoni sono in grado di applicare delle misure. Il Cantone dei Grigioni lo ha già comunicato stamattina, noi lo abbiamo deciso oggi pomeriggio; altri cantoni andranno a definirlo durante il fine settimana. Vogliamo anche fare il gioco di squadra nella lotta al contenimento del virus, ma soprattutto evitare che si propaghi troppo velocemente. Lo abbiamo visto recentemente nel canton Svitto che a risentire sono le strutture sanitarie”.

Avete anche confermato la chiusura dei locali notturni, delle discoteche aggiungendo quella per i locali erotici. Ci sono altre novità per la ristorazione?
“Abbiamo fatto un passo a favore degli avventori. Negli esercizi pubblici abbiamo deciso che chi entra solo a bere un caffè per un tempo limitato, entra con la mascherina, si siede ma non deve notificare i suoi dati. Questo penso sia un aspetto positivo a favore di chi negli scorsi giorni ha segnalato la necessità di uno sgravio amministrativo, penso a Gastro Ticino. L’obiettivo non è rallentare la vita quotidiana, ma rallentare il virus. Questa nuova norma permette ai cittadini di continuare nella normalità, a patto di mantenere la corretta attenzione. Infatti la notifica permette il tracciamento. È importante mantenere la responsabilità individuale perché anche il tracciamento in questi giorni è stato fortemente sollecitato. Sotto la lente degli epidemiologi ci sono anche gli eventi privati come i matrimoni, le cene o le feste che sempre più spesso si trasformano in focolai peggiorando la situazione del tracciamento dei contatti“.

In questo senso ci sono novità in Ticino?
“Rimangono in vigore le norme attuali, in Ticino non abbiamo avuto focolai importanti e credo che sia da ascrivere al buon comportamento della nostra popolazione. Importante è fare attenzione proprio in quelle situazioni. Se penso anche al mondo sportivo, nell’occhio del ciclone in questi ultimi giorni, non penso che i contatti avvengano all’interno degli spogliatoi o durante la pratica dello sport ma è soprattutto dopo o prima l’attività sportiva. È in questi momenti che bisogna richiamare la responsabilità individuale, applicare i piani di protezione: ogni singola azione ha un effetto. Magari non direttamente sul sistema sanitario, ma per esempio se metto una squadra in quarantena sfalso comunque un campionato. Lo abbiamo visto in questi giorni che alcune squadre non potranno giocare creando un problema organizzativo, anche per i tifosi che vogliono godere della loro passione. In più sono giornate di lavoro che vengono bruciate. Se si possono evitare queste “bruciature” dal punto di vista economico e sociale, si può anche evitare una bruciatura molto più grave, quella del sistema sanitario”.

Molti si complimentano con il governo per aver preso questa decisione che molti sembra aspettassero. Riguardo allo sport, alcuni si chiedono se non sia il caso di fermarlo.
“In questo momento lo sport non è un problema: lo abbiamo visto nei grandi eventi, non abbiamo nessuna prova che in quelle situazioni ci siano stati dei contagi. Proprio nel dimostrare che si può convivere con questo virus, rispettando le semplici regole di igiene accresciuta, alla fine, si concorre al raggiungimento di più obiettivi: quello di evitare il confinamento, che sia personalmente che come membro del governo, non vogliamo più avere in Canton Ticino. Ma per non averlo dobbiamo comportarci correttamente. Questo è l’elemento centrale in questa discussione. Poco fa sono passato di fianco a un matrimonio a Palazzo civico a Bellinzona: sono situazioni che possono continuare se gestite correttamente. Ovvio che non è la grande festa che tutti vorremmo fare, ma lo abbiamo capito già in primavera che i nostri comportamenti devono cambiare. Durante l’estate abbiamo avuto belle occasioni per stare assieme ma adesso dobbiamo capire che non possiamo più comportarci come prima”.

Un altro tema delicato è quello delle case anziani. Si sono appena aperte le porte di queste strutture dopo un lungo periodo e con un grande sospiro di sollievo, adesso c’è il rischio che che si scelga di richiudere le porte?
“L’ambito delle case anziani è sempre stato sensibile, di quelli maggiormente sotto la lente d’attenzione da parte dell’autorità in particolar modo del Medico cantonale. Qui si tratta di rispettare i piani di protezione che tutelano sia gli ospiti che gli operatori e che chiedono a chi arriva dall’esterno maggior cura. Importante è seguire le regole perché come detto poco fa c’è sempre una conseguenza ai nostri comportamenti. Bisogna rispettare in maniera stretta tutte le regole e se c’è un dubbio rinunciare ad una visita, proprio a tutela dei nostri cari. Se necessario l’ufficio del Medico cantonale prenderà ulteriori misure ma in questo momento non ci sono state richieste”.

Per quanto riguarda gli obblighi introdotti da lunedì, ci saranno dei controlli? Se sì come verranno effettuati, sono previste delle sanzioni in caso di non rispetto?
“Io spero di non mai dover dare troppe sanzioni e spero che chi opera sul territorio non debba mai troppo intervenire. Questo vorrebbe dire che la popolazione di questo cantone ha fatto proprie le misure volute dal governo. L’obiettivo è far proprie queste misure e penso anche ai gestori dei vari locali: abbiamo avuto diverse segnalazioni di mancato rispetto delle normative previste, in questo caso spetta anche al cliente chiedere il rispetto; il comportamento sbagliato di un collaboratore può mettere in difficoltà gli avventori e da cliente, pur comportandomi correttamente, rischio di essere messo in quarantena per il comportamento sbagliato di qualcun altro. È il gioco di squadra che deve funzionare”.

«Sorpresa e preoccupazione per lo scontro istituzionale»

«Sorpresa e preoccupazione per lo scontro istituzionale»

Da www.cdt.ch

L’Ordine ticinese degli avvocati si è espresso sulla bufera che ha coinvolto in queste settimane la Giustizia
Gianluca Padlina: «L’auspicio è che le istituzioni coinvolte trovino il bandolo della matassa per tornare a lavorare con serenità»

«Abbiamo preso atto con sorpresa e preoccupazione della situazione che si è venuta a creare in seno alla Magistratura e dello scontro istituzionale tra il Consiglio della Magistratura e la Commissione giustizia e diritti». Così, al termine della consueta conferenza stampa annuale dell’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino (OATI), il presidente Gianluca Padlina si è espresso sulla bufera che ha travolto in queste ultime settimane la Magistratura ticinese. «Fino ad ora – ha ricordato Padlina – non ci siamo espressi perché l’Ordine non è coinvolto in questa vicenda, così come non è parte, ovviamente, della procedura» che porta all’elezione dei magistrati. In questo delicato momento, dunque, l’auspicio dell’OATI è «che le istituzioni coinvolte trovino il bandolo della matassa per far sì che tutti gli organismi della Giustizia siano in grado di iniziare il nuovo anno potendo operare serenamente». E sull’accesso agli atti (riguardanti i cinque procuratori pubblici preavvisati negativamente dal Consiglio della Magistratura) negato alla Commissione, Padlina ha affermato: «Non essendo parte della procedura, ci risulta difficile dare una nostra posizione. A titolo personale, però, posso dire che i pareri espressi da diversi professionisti del settore sulla stampa (ndr. favorevoli a dare gli atti alla Commissione), sono piuttosto condivisibili». Padlina ha poi aggiunto che anche le fughe di notizie sono preoccupanti: «Che informazioni personali escano in questa maniera è qualcosa che crea un certo sconcerto». Insomma, concludendo Padlina ha evidenziato che si tratta di «situazioni che non fanno bene alla Magistratura», ed è quindi «un bene che vanga fatta una riflessione al riguardo».

L’assemblea
Detto della stretta attualità, la conferenza stampa di ieri è avvenuta, come di consueto, in occasione dell’assemblea generale ordinaria dell’OATI. «Un’assemblea – ha rimarcato il presidente – del tutto particolare». Per la prima volta l’OATI vista la situazione sanitaria l’ha organizzata in videoconferenza, e non in presenza. E proprio attorno al digitalizzazione è ruotata la prima riflessione di Padlina: «La necessità di affrontare la sfida della digitalizzazione è ormai divenuta oltremodo impellente e richiama necessariamente un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli per poter essere affrontata con successo. Per il Consiglio dell’OATI si tratta e si tratterà di una priorità». E in questo senso, riguardo al progetto lanciato a livello federale «Justitia 4.0», Padlina si è augurato che «possa andare avanti rapidamente» e che «anche a livello cantonale si faccia tutto quanto possibile».

Nell’anno segnato dalla pandemia, Padlina ha poi voluto sottolineare «gli ottimi rapporti di collaborazione con il Dipartimento delle istituzioni e con la Divisione della giustizia». Rapporti che «si sono rivelati particolarmente importanti durante la fase più acuta dell’epidemia, quando il Consiglio dell’ordine è stato consultato a più riprese, ma ha anche avuto la necessità di interagire con le autorità cantonali e federali per segnalare tutta una serie di problematiche che andavano via via manifestandosi». E sempre sul tema pandemia, riguardo al diritto d’urgenza applicato dal Consiglio di Stato durante la fase più acuta, il presidente ha evidenziato che, «anche se oggi è ancora troppo presto per stilare un bilancio, a posteriori una riflessione sarà necessaria per capire se il quadro normativo è adeguato. È una situazione che non si verificava dalla seconda guerra mondiale, e sarà quindi importante fare una riflessione a tutti i livelli».

Edilizia ed accordo quadro
Il presidente dell’OATI è poi tornato sul progetto di revisione della Legge edilizia che a lungo ha impegnato l’Ordine: Abbiamo constatato «con piacere il fatto che una parte importante delle nostre osservazioni sono poi state effettivamente riprese. L’auspicio ora è quello che con il concorso di tutti gli attori coinvolti alcuni punti del progetto di revisione possano essere opportunamente rivisti».

Infine, guardando al futuro, riguardo all’accordo quadro con l’Unione europea Padlina ha rimarcato che, «al di là della discussione di fondo sulla necessità e sull’opportunità di procedere alla sottoscrizione di un simile accordo, è indiscutibile che per tutti gli attori della Giustizia costituirebbe una vera e propria rivoluzione rispetto alla situazione attuale. Questo non foss’altro che per la necessità di dover familiarizzare ed iniziare ad operare con nuove fonti del diritto. L’OATI monitorerà attentamente l’evolversi della situazione».

“Il Consiglio di Stato ha reagito con rapidità”. Chiusi discoteche e locali notturni, mascherine obbligatorie nei negozi

“Il Consiglio di Stato ha reagito con rapidità”. Chiusi discoteche e locali notturni, mascherine obbligatorie nei negozi

Da www.liberatv.ch

Le misure entreranno in vigore da domani alle 19. Nei ristoranti si potrà consumare solamente da seduti e bisognerà lasciare i nomi.
“Il lockdown è proprio l’ultima ratio”, sottolinea Gobbi

Dopo parecchio tempo, a causa dell’aumento di casi di Covid, tornano le conferenze stampa del Governo: presenti oggi a Palazzo delle Orsoline Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato, Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità e Giorgio Merlani, Medico cantonale.

Gobbi: “Noi sempre attenti”
“Il Consiglio di Stato durante l’estate ha monitorato continuamente l’evoluzione epidemiologica”.

De Rosa: “Ci preoccupano diversi fattori”
“Stiamo vivendo una situazione che è diventata seria e anche preoccupante. Abbiamo una crescita dei nuovi casi positivi a un livello elevato. Ci preoccupa anche l’accelerazione, soprattutto negli ultimi tre giorni. Anche il tasso di positività è cresciuto, ora è tra il 5% e il 7%, è aumentato anche a livello nazionale dove siamo attorno al 10%. Ulteriori elementi che devono far riflettere sono quelli dei casi sconosciuti: prima i casi di cui non si rintracciava l’origine del contagio erano pochi, adesso sono aumentati e questo fa capire quanto la diffusione sia meno controllata. Mi preoccupa anche la diffusione dei contagi presso le fasce di età a rischio. Prima venivano contagiati i giovani e gli under 40, adesso vengono contagiato anche gli over 60 e 70, categorie particolarmente a rischio di complicazioni”.
“Abbiamo avuto anche l’aumento della mobilità, non solo nei trasporti ma anche sociale. Una persona si sposta sul territorio anche a livello sociale, frequentando diversi aumenti, aumentando il mescolamento sociale. Lo vediamo nel numero di quarantene per caso. A febbraio, marzo, aprile, per ogni caso avevamo diverse quarantene, nella fase del lockdown eravamo scesi a 1 o 2 contatti, con la distanza fisica molto rispettata, ora siamo risaliti a doppia cifra di quarantene per caso. Non da ultimo, anche la situazione nazionale desta molta preoccupazione, così come quella dei paesi vicini, vedesi la Francia. Questo mi porta a dire che la domanda non è da porsi se arriverà una seconda ondata ma quando e quale sarà la nostra capacità di gestirla”.
“Segnalo che ci sono state una quarantena di classe del post obbligo, due per frequentatori di locali pubblici e due per squadre non professionistiche. Stiamo andando verso la stagione fredda, dove aumentano i raduni al chiuso. Sta arrivando anche l’influenza stagionale, difficile da gestire col Covid. Abbiamo deciso di adottare una serie di misure importanti di cui parlerà Gobbi”.
“Gli obiettivi sono la tutela della salute della popolazione, imprescindibile anche per tutelare l’economia e la società. Importantissimo è frenare la crescita dei contagi. È fondamentale che riusciamo anche a salvaguardare il contact tracing che è molto sotto pressione. Dobbiamo restare nella fase di contenimento della malattia, come è ora”.
“Segnale due risoluzioni governative: la conferma del sistema sanitario di prontezza, col dispositivo a blocchi di 7 letti di cure intense e 10 per casi acuti, e il rinnovo del sistema dei check point che è stato molto prezioso. Ci sarà l’aggiornamento della nuova campagna di sensibilizzazione, anche verso i giovani, con l’importanza dell’intergenerazionalità, dato che cominciamo a vedere delle positività negli over 65 e over 70, e anche verso chi è a rischio. Abbiamo sempre parlato di maratona, ci sono momenti di crisi, di frustrazione, bisogna tener duro e applicare quanto imparato: distanza, uso della mascherina quando non si può avere la distanza, l’igiene delle mani”.

Gobbi: “Ecco le misure, il lockdown è l’ultima ratio”
“I maggiori contatti sociali portano a un numero accresciuto di persone in quarantena, tolte dalla formazione e dal posto di lavoro, effetti che vogliamo mitigare. Abbiamo preso diverse decisioni che vanno a aggiungersi a quelle in vigore, da domani alle 19”.
“Restano vietati gli assembramenti con più di 30 persone nello spazio pubblico. Viene decretata la chiusura di discoteche, sale da ballo e club, visto che in questi ambiti ci sono stati parecchi contatti, e hanno portato a molte quarantene. In tutte le strutture della ristorazione è ammessa solo la consumazione al tavolo, o al posto assegnato in caso di stadi. Bisogna prendere il nome dei presenti, almeno uno per tavolo, per favorire il contact tracing”.
“Per il personale impiegato nella ristorazione va tenuto un piano di lavoro per il contact tracing, potranno mettere solo le mascherine facciali e non più le visiere in plastica. Le strutture della ristorazione dovranno mettere a disposizione le liste 7 giorni su 7. L’estate ha mostrato come grazie all’uso della mascherina la fiducia della clientela e dei turisti è stata positiva, abbiamo vissuto un’ottima estate con pochi casi”.
“Sarà obbligatorio usare la mascherina negli spazi commerciali anche per la clientela. Una novità già introdotta in altri Cantoni, ora è arrivato il momento di attuarlo anche da noi, pensando anche alla diffusione della normale influenza. Bisognerà mettere a disposizione dei disinfettanti all’interno dei negozi. Vogliamo garantire i piani di protezione all’interno di queste strutture, con la disinfezione regolare di sportelli, cestini, carrelli. L’uso della mascherina resta fortemente raccomandato in tutte le situazioni quando non si ha la distanza sociale, così come nelle auto familiari se non si appartiene a un gruppo regolarmente a contatto. La mascherina non risolve tutto, bisogna tener presente anche le altre norme igieniche”.
“Un’ulteriore novità è per gli eventi. Quelli a cui partecipano più di 300 persone dovranno essere autorizzate dal Comune e dal gruppo grandi eventi, per poter verificare il contact tracing e i piani di protezione. Il Cantone gestisce quelli sopra i 1’000 presenti, questi spettano al Comune. Durante l’evento valgono regole strette, ma bisogna fare attenzione anche all’esterno delle strutture, perchè a quel punto è difficile ricostruire i contatti. Se il virus si diffonde velocemente, aumentano gli ospedalizzati e le persone in cure intense e noi vogliamo evitare di mettere in sovraccarico le strutture sanitarie, che comunque continuano a essere pronte, così come i check point. L’obiettivo è di evitare il peggioramento della situazione e un ritorno a quanto vissuto durante i mesi più difficili”.
“Abbiamo già pensato alle prossime misure se queste non bastassero. Andranno a restringere ma non a chiudere. Il lockdown è l’ultima ratio, se non c’è un comportamento corretto. Richiamiamo alla libertà individuale di tutti. L’obiettivo è non chiudere”.
“Con comportamenti individuali scorretti la situazione peggiore: lo Stato, i Cantoni, i Comuni possono fare molto, se il singolo pensa di poter fare quello che vuole non va bene, il suo comportamento impatta su tutti. L’auspicio è che tutti noi torniamo a essere consapevoli come durante questa primavera, che il nostro comportamento impatta sulla collettività”.
“Sono previsti controlli delle autorità, perchè abbiamo avuto più segnalazioni di disattenzioni, dalla messa a disposizione del disinfettante al porto corretto delle maschere. Il rispetto delle regole contribuisce a gestire la situazione”.

Merlani: “Rapida risposta del Consiglio di Stato un buon segnale”
“Ci aspettavamo che potevano salire i casi ma ci ha sorpreso la rapidità. Se fino a settimana scorsa eravamo sempre sotto i 10 casi, da lunedì c’è stato un aumento, un raddoppio ogni tre giorni, in maniera non molto prevista e prevedibile, accompagnato dall’aumento della positività sui testati”.
“Non possiamo stabilire su tutti da dove proviene il contagio. Prima il 90% erano per il rientro dalle vacanze, ora questo dato è sceso: almeno la metà dei casi non sappiamo dire dove sono stati contagiati. Abbiamo dei positivi tra quelli in quarantena, abbiamo focolai nello sport e nei locali di divertimento, anche negli uffici ecc. Non dobbiamo far sì che il virus circoli libero nella comunità. Chiedo ai medici di testare, isolare, contattare i sospetti. Se abbiamo sintomi asteniamoci dal lavoro, chiamiamo il dottore, facciamo il test e stiamo a casa fino al risultato del test”.
“Le probabili cause dell’aumento? La stagione ha avuto un influsso, il fenomeno è simile in tutta la Svizzera, mentre prima c’erano alcuni Cantoni in cui c’erano focolai e altri in cui non c’erano. Dobbiamo pensare che ci possa essere qualcosa a livello globale che abbia un impatto, di sicuro il clima c’entra. Una causa è il cambiamento del clima, la gente si è trovata al chiuso e non all’aperto. Un altro aspetto sono le vacanze di autunno in vari Cantoni svizzeri, portando a un rimescolamento tra vari Cantoni e potrebbe in parte spiegare l’aumento”.
“Fondamentale è che a questa rapidità di aumento si è assistito a una reazione rapida del Consiglio di Stato, che mi ha ascoltato subito. Una risposta netta e rapida è un bel segnale anche per la popolazione. Le belle giornate in termini di clima e epidemiologici sono finite, dobbiamo rimettere in campo quanto imparato per convivere con maggior tranquillità possibile con la situazione. Non a caso abbiamo visto che l’aumento dei numeri ha un piccolo impatto sia in termini di diffusione del virus. Una risposta immediata può portarci a rallentare”.
“Nel contact tracing l’obiettivo era restare sotto i 100, a livello svizzero. Adesso sono già dieci volte superiori alla capacità, la prima cosa che mi sento di dire è ringraziare chi lavora nel contact tracing. Umanamente il limite non è infinito, perchè il carico di lavoro diventa maggiore e i tempi si allungano, se le persone da chiamare sono sempre di più, aumentando anche il rischio. Ma non possiamo mettere in quarantena ogni volta mezzo Ticino. Dobbiamo tornare a maggior attenzione”.
“Non perchè le attività non sono vietate vuol dire che dobbiamo farle tutte. Usiamo la nostra libertà in maniera controllata, non abusiamone, altrimenti le misure diventano restrittive sulle nostre libertà”.

De Rosa: “Nelle case anziani anche la solitudine è un problema”.
“Case anziani? Avevamo chiuso per proteggere gli anziani dal virus ma anche la solitudine e l’isolamento facevamo male. Bisogna trovare un equilibrio. Anche le singole case e direzioni possono mettere delle misure autonome, persino la chiusura in caso di casi”.

Merlani:”Mi spezzerebbe il cuore dover richiudere le case anziani”
“Le aperture delle case anziano non sono temerarie ma proporzionate. Abbiamo acquisito ulteriori conoscenze e sono convinto che le persone sono coscienti del rischio di portare il virus in struttura, nessuno è così temerario di abbassare la mascherina o nascondere sintomi. Se dovessero aumentare troppo i casi, siamo pronti a tornare alla situazione di prima, mettendo uno stop. Mi spezzerebbe il cuore dopo due settimane dall’apertura dover richiudere”.
“Non dobbiamo vietare a nessun turista di venire da noi. Bisognerà rispettare in maniera rigorosa le misure. Se chiediamo alla gente di venire in sicurezza si può fare”.
“La strategia è di testare il più possibile. Tutto il mondo cerca di tracciare e si torna in una situazione con forte richiesta e forte crescita. Noi stiamo cercando di aumentare la capacità dei test: non solo farlo, ma formare chi deve farlo, sapere quando, dove, il tampone va inviato e analizzato da un laboratorio con macchinari e persone adeguate, il risultato va comunicato. Bisogna potenziare tutto, per esempio lascia perplessi pensare che abbiamo reagenti solo per due settimane. Dobbiamo lavorare tutti, discutere su come aumentare le capacità. Non vorrei fare passi indietro, tornando a testare solo persone con sintomi importanti, rischiando di contenere molto meno”.

Gobbi: “Siamo pronti a sanzionare”
“Già in passato abbiamo fatto controlli dando sanzioni, ci sono procedure giudiziarie in corso. Come sempre si passa dal richiamare l’attenzione a sanzionare”.
“Nei locali erotici si può garantire il tracciamento, ma dato che dovendo effettuare i controlli e segnando i nomi non ci sarà più privacy e quindi andranno a chiudere da soli”.

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Da www.rsi.ch/news

Mascherine obbligatorie nei negozi

Giro di vite del Consiglio di Stato nella lotta contro il coronavirus dal 9 ottobre – Chiuse discoteche, club e sale da ballo

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Mascherine-obbligatorie-nei-negozi-13497043.html

Mascherine obbligatorie nei negozi e nei centri commerciali e discoteche, club e sale da ballo chiuse dal 9 ottobre alle ore 19.00 fino al 30 ottobre. Sono due delle misure più incisive decise dal Consiglio di Stato ticinese, che oggi ha comunicato con una conferenza stampa una serie di misure per combattere l’impennata da contagi di coronavirus registrata sia a livello cantonale che nazionale negli ultimi giorni.
Inoltre l’Esecutivo ha decretato che, sempre dal 9 ottobre, in tutte le strutture della ristorazione e ammessa unicamente la consumazione al tavolo. Sempre per quanto concerne questo settore economico è decretato l’obbligo di un piano di lavoro per il personale della ristorazione e il porto di una mascherina chirurgica.
Per gli edifici scolastici e di formazione continuano invece a valere le disposizioni degli specifici piani di protezione. L’uso delle mascherine rimane per il resto fortemente raccomandato.
Queste misure, ha sottolineato Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, durante la conferenza stampa a Bellinzona, sono necessarie per tutelare la salute della popolazione e anche l’economia. “È una maratona: occorre tenere duro, tenere alta la guardia e continuare ad applicare la distanza sociale, lavarsi frequentemente le mani e usare la mascherina quando non si può tenere la distanza”, ha aggiunto De Rosa.
“Se il virus si diffonde troppo velocemente aumenta anche il numero di ospedalizzate e di persone ricoverate in terapia intensiva: l’obbiettivo delle nuove misure è di non sovraccaricare la sanità ticinese”, ha dichiarato il presidente del Governo Norman Gobbi. Se le nuove misure appena varate non basteranno, ha aggiunto Norman Gobbi, “altre misure verranno implementate. Il lockdown, tuttavia, rimane “l’ultima ratio”.

 

“Dopo anni e anni di attesa magari è la volta buona”

“Dopo anni e anni di attesa magari è la volta buona”

Accordo fiscale per i frontalieri

La notizia è rimbalzata da Roma questa settimana in concomitanza con la presenza nella capitale italiana della presidente del Consiglio federale Simonetta Sommaruga. Alcune dichiarazioni hanno lasciato intendere che entro la fine di quest’anno potrebbe essere finalmente firmato l’accordo sulla tassazione dei frontalieri. Sentiamo il consigliere di Stato Norman Gobbi: “Mi auguro che davvero ciò possa avvenire. Dal 2015 sul piano tecnico l’accordo è pronto. Come è noto questo nuovo accordo permette al Ticino di avere maggiori introiti fiscali legati alla presenza dei lavoratori frontalieri. Se li proiettiamo su questi ultimi 5 anni fanno circa 70 milioni di franchi in totale”.
Che cosa ha dato secondo lei una spinta affinché oggi ci sia una speranza in più verso il nuovo accordo sulla tassazione dei frontalieri? “Credo – afferma Norman Gobbi –  che ci siano diversi fattori che abbiano dato una spinta positiva per la firma dell’accordo. Cito, per esempio, la lettera congiunta inviata a Roma da Regione Lombardia e Canton Ticino, ma anche la perizia che abbiamo fatto fare dall’Università di Lucerna sulla possibilità di disdetta unilaterale dell’accordo del 1974. Inoltre la collaborazione transfrontaliera, anche attraverso la Regio Insubrica, ma pure con l’azione del Consiglio di Stato, sta migliorando e portando frutti positivi. Questo è quanto di positivo abbiamo fatto in Ticino. Tutto il resto è il lavoro svolto dalla Confederazione. Senza dimenticare – come ha sottolineato la presidente del Consiglio federale Signora Sommaruga – che ormai il primo ministro Conte è il leader con cui la Svizzera ha potuto trattare per più anni in questo ultimo periodo. Se l’interlocutore non cambia anche le trattative possono fare progressi, senza la necessità di dover sempre ritornare ai piedi della scala”.

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Intanto il Governo giovedì ha presentato i preventivi per il 2021. E, come era immaginabile, sono previsioni in rosso. Il deficit calcolato per l’anno prossimo è di 230 milioni di franchi. “La crisi legata al coronavirus – afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi –  è stata, come ho più volte detto, in una prima fase d’ordine sanitario. Ma successivamente si è trasformata in crisi economica e finanziaria. La situazione è seria e occorre una presa di coscienza da parte della politica. Governo e Parlamento dovranno agire di concerto per evitare il peggio. In questo senso giovedì ho annunciato un incontro tra il Consiglio di Stato e i partiti di Governo per analizzare questa situazione e indicare assieme i correttivi e le misure da introdurre guardando agli anni 2022 e 2023”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

 

 

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione della centrale di teleriscaldamento e consegna certificazione Città dell’energia ad Airolo

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione della centrale di teleriscaldamento e consegna certificazione Città dell’energia ad Airolo

Gentili signore e signori,

che bello essere qui!
Non siamo stati fortunati con il tempo e fa un po’ freddo, e quindi il motivo che ci riunisce ci riscalda davvero. È bello intervenire in primo luogo come cittadino di Airolo. Sentire casa. Sentirmi a casa con voi.  
In maggio, quando sono diventato presidente del Governo, non abbiamo potuto festeggiare. Nessun momento ufficiale ma soprattutto nessun momento conviviale, come invece piace a noi in Valle.  
Peccato, ma la situazione consigliava molta prudenza. Il contenimento della pandemia ci ha portato per forza di cose a ridurre gli eventi. Con il nostro sindaco ci siamo sentiti e subito abbiamo deciso che avremmo avuto altre occasioni di incontro.  Oggi è una di queste occasioni.  
E diventa ancora più significativo – e ripeto, bello – poter parlare in una circostanza in cui possiamo sottolineare qualcosa di importante. Qualcosa che è stato realizzato per migliorare la qualità di vita della nostra comunità.  
La centrale di teleriscaldamento e tutte le altre misure adottate dal Comune in ambito ambientale e di risparmio energetico hanno permesso ad Airolo di ottenere la certificazione di Città dell’energia.   Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a raggiungere questo risultato. Ma è importante esservi arrivati a dimostrazione che Airolo ha a cuore la nostra magnifica natura e vuole preservarla per le generazioni future.  
Perché tutti i nostri sforzi a livello comunale e anche a livello cantonale sono improntati a migliorare le condizioni di vita di ogni ticinese e creare le giuste premesse per consegnare nelle mani dei nostri figli – diciamolo – un mondo migliore. È l’aspirazione che ci deve muovere dentro, come politici, ma principalmente come cittadini.  
Airolo ha dimostrato di prendere sul serio questo impegno e la consegna del certificato di Città dell’energia lo attesta. Ma soprattutto Airolo dimostra di avere una visione, una prospettiva a lunga scadenza.  
Qui sto pensando al risultato finale della costruzione del secondo tunnel autostradale, quando una poderosa opera di genio civile permetterà al nostro villaggio di recuperare lo spazio del fondovalle. La copertura delle vie di comunicazione che tagliano in due il paese ci consegnerà un territorio nuovo che migliorerà decisamente il nostro vivere comune.  
Ecco, questi progetti sono la testimonianza di quanto le nostre autorità vogliono bene ad Airolo e ai suoi abitanti. Ma niente si raggiunge dal niente. Bisogna avere le idee, bisogna avere la passione, bisogna amare il nostro territorio e la sua gente.  
Come presidente del Consiglio di Stato sono particolarmente orgoglioso di ciò che si sta facendo qui a casa nostra.  
Sono felice per ciò che si prospetta per i miei figli e per la loro generazione.  
In un periodo delicato, in cui un piccolo virus ha rischiato di metterci in ginocchio, poter inaugurare oggi la centrale di teleriscaldamento e ricevere il label di Città dell’energia ci deve rendere orgogliosi.  
Personalmente io lo sono e per questo ringrazio tutte le nostre autorità comunali e tutte le persone che si sono impegnate, si impegnano e si impegneranno per fare di Airolo un borgo vitale e sempre più vivibile.