Pronti al peggio sul fronte incendi

Pronti al peggio sul fronte incendi

L’esercito ha dislocato un elicottero in Ticino ed è pronto ad intervenire nel caso in cui le autorità civili e gli enti di pronto intervento avessero bisogno di un aiuto supplementare per lottare contro gli incendi di boschi. L’obiettivo è di ridurre i tempi di reazione in caso di allarme. Dato il lungo periodo di siccità e l’elevato pericolo di roghi, specifici piani di pronto intervento sono stati varati per il sud delle Alpi. Nelle zone di montagna del Ticino circa 300 militi sono di picchetto. Nei Grigioni alcune cisterne piene d’acqua sono state collocate in zone particolarmente aride.

 

Politici e fuochi d’artificio

Politici e fuochi d’artificio

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 31 luglio 2018 de La Regione

Domani non si festeggerà solo a Lugano, ma anche in molti altri comuni di tutto il Cantone. Per quanto riguarda il Luganese, al lido di Melano dalle 19.15 sarà in funzione la griglia, con accompagnamento musicale e fuochi d’artificio. Alle 21 ci sarà la parte ufficiale con il consigliere di Stato Norman Gobbi. A Massagno l’allocuzione è invece stata affidata a Monica Duca Widmer, presidente dell’Università della Svizzera italiana, che si terrà nell’ambito dell’aperitivo e pranzo al Grotto Valletta dalle 12 in poi. A Morcote la festa inizia alle 20 con un concerto di corni delle Alpi. Alle 21.30 Pelin Kandemir Bordoli, presidente del Gran Consiglio, terrà un discorso, seguito dai fuochi d’artificio. A Savosa si festeggia dalle 18 nel capannone del Parco Vira con un ricco programma, a Caslano la manifestazione inizia alle 20.30 e parlerà l’economista Amalia Mirante. Infine a Piandera si parte la mattina alle 9.30 e si va avanti tutto il giorno. I dettagli delle feste sui siti Internet dei vari Comuni.

Allocuzione di Norman Gobbi al Natale della Patria di Melano

Allocuzione di Norman Gobbi al Natale della Patria di Melano

Da www.ticinonews.ch

Il Consigliere di Stato interverrà alla parte ufficiale nel corso della festa al lago organizzata dal Football Club Melano.
Il Municipio di Melano annuncia in una nota che in occasione del Natale della patria di mercoledì 1. agosto 2018, riproporrà alla popolazione un momento ufficiale presso il piazzale Santa Lucia (Lido comunale).
La serata inizierà alle 19.15 con un rinfresco offerto a tutti i presenti e proseguirà con la festa al lago organizzata dal FC Melano (griglia in funzione, musica e fuochi d’artificio). Alle 21.00, per la parte ufficiale, è prevista l’allocuzione del Consigliere di Stato, On. Norman Gobbi.

 

Verzasca: questo è un ‘sì’ senza appello

Verzasca: questo è un ‘sì’ senza appello

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 10 giugno 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10568060

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 giugno 2018 de La Regione

Con l’84,77% di voti favorevoli la popolazione della Valle Verzasca (oltre a quella di tutti i suoi singoli Comuni) ha espresso il suo definitivo assenso all’aggregazione di valle. Lo ha fatto nel modo più netto dopo il repentino “stop” al progetto del 2013, decretato dal Tribunale federale malgrado il “sì” di tutti i Comuni e della frazione di Gerra Piano, e l’unico “no” di Lavertezzo Piano (Lavertezzo che aveva poi ricorso a Losanna contro la disgregazione coatta del suo territorio, costringendo il Cantone a cambiare la legge). In questa tornata invece di sorprese non ce ne saranno: l’aggregazione – unica soluzione alla deriva di una valle periferica, debole e debilitata dallo spopolamento e dalla scarisità di risorse – è stata plebiscitata alle urne dappertutto: a Brione Verzasca dall’89% dei votanti, a Frasco ea Sonogno dal 92%, a Vogorno dal 78%, a Cugnasco-Gerra dall’85%, a Lavertezzo dall’81% e a Corippo, Comune più piccolo non solo della Verzasca e del Ticino, ma dell’intera Svizzera, da un clamoroso 100% dei votanti (7 su 7). Per quanto riguarda gli uffici elettorali delle frazioni al Piano dei due Comuni “sdoppiati”, è curioso segnalare che a Cugnasco-Gerra la percentuale di voto favorevole alla disgregazione è stata dell’85%, superando quella della frazione di valle (79%). Quanto a Lavertezzo Piano, la popolazione ha accettato di separarsi dai concittadini di valle in misura dell’80% (e ancora più netto – con l’89% – è stato il “sì” degli abitanti della frazione vallerana). Stando a quanto comunicato dal Dipartimento delle Istituzioni, l’entrata in funzione del nuovo Comune avverrà con le “comunali” del 2020, dopo che l’aggregazione sarà stata votata e approvata anche dal Gran Consiglio. Il Comune di Verzasca conterà meno di 900 abitanti, avrà un Municipio di 5 elementi e un Consiglio comunale di 20. La sede amministrativa e l’Ufficio tecnico saranno a Vogorno (che è il centro più popoloso della valle) ma sportelli per la cittadinanza saranno aperti in tutte le future singole frazioni.

‘Valorizzata la politica aggregativa’
Nel frattempo il Dipartimento ha espresso la sua soddisfazione per l’esito del voto, salutandolo “molto positivamente”: sancisce la nascita del nuovo Comune dopo che una sentenza del Tribunale federale del 2015 aveva annullato il decreto legislativo che istituiva la nuova entità comunale approvata nel 2013. Il risultato – “raggiunto anche grazie agli sforzi profusi dal Dipartimento delle istituzioni attraverso il dialogo con le comunità e i Municipi più reticenti in passato” – “valorizza la politica aggregativa definita dal Consiglio di Stato nel Piano cantonale delle aggregazioni che predilige i progetti promossi in prima battuta dagli enti locali con il sostegno del Cantone”. Prossimamente, dunque, “il Consiglio di Stato licenzierà il messaggio che consolida il risultato e lo presenterà al Gran Consiglio, che dovrà esprimere la decisione in materia, per poter garantire l’entrata in funzione del nuovo Comune in occasione delle elezioni comunali previste nel 2020”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 giugno 2018 del Corriere del Ticino

 

Aggregazioni Verzasca, riuscito il matrimonio a sette
Plebiscito per l’unione tra Brione, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo

È stato un fidanzamento lungo e travagliato, ma alla fine l’unione tra Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo ha ottenuto il benestare necessario alla sua concretizzazione. Gli abitanti delle sette località hanno espresso ieri in votazione consultiva (con una partecipazione pari al 42,03%) la loro piena approvazione alla fusione – con 1202 (84,77%) sì, contro 216 (15,23%) no – e, quindi, all’istituzione del Comune unico di Verzasca. Ecco, dunque, che dopo avere ricevuto a fine gennaio la benedizione del Governo, il progetto di aggregazione (affinato dal profilo finanziario rispetto a quello proposto e approvato nel 2013 da tutti i Comuni interessati, tranne che da Lavertezzo) ha ottenuto il benestare della popolazione della valle. Preso atto con soddisfazione del risultato della votazione consultiva, il Dipartimento delle istituzioni (DI) fa sapere tramite una nota che «prossimamente il Consiglio di Stato licenzierà il messaggio che consolida il risultato della votazione e lo presenterà al Gran Consiglio». Presumibilmente la concretizzazione del matrimonio tra le sette località della valle Verzasca dovrebbe avvenire con le prossime elezioni comunali, ovvero nella primavera del 2020.

Il progetto, lo ricordiamo, era già stato sottoposto a votazione nell’aprile del 2013, ottenendo circa il 70% dei favori, ma trovando anche l’opposizione di Lavertezzo (contrario alla separazione del proprio territorio), che la spuntò poi di fronte al Tribunale federale in virtù del fatto che nella Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni mancasse una base legale che permettesse lo smembramento coatto di parti di territorio da un paese. Legge in seguito modificata, permettendo così di riattivare il processo congelato in Verzasca. Il risultato scaturito dalla votazione di ieri «valorizza la politica aggregativa definita dal Consiglio di Stato nel Piano cantonale delle aggregazioni che predilige i progetti promossi in prima battuta dagli enti locali con il sostegno del Cantone», sottolinea il DI. «Siamo molto contenti per il risultato raggiunto, inizialmente eravamo un poco preoccupati dato che il dibattito che ha preceduto la votazione non è mai entrato veramente nel vivo», commenta il presidente della Commissione di studio per l’aggregazione Fabio Badasci, spiegando che «una volta ottenuta l’approvazione del Gran Consiglio si procederà con l’allestimento di quanto necessario all’istituzione del Comune». Il paese di Verzasca conterà 855 abitanti e avrà una superficie di 291 chilometri quadrati. Sarà amministrato da 5 membri di Municipio e 20 consiglieri comunali. La sede amministrativa sarà ubicata a Vogorno, mantenendo comunque attivi gli attuali sportelli. Sul fronte dei finanziamenti, lo ricordiamo, il Governo si impegna a presentare al Parlamento una cospicua richiesta di credito: 11 milioni di franchi quale risanamento finanziario, comprensivo degli indennizzi a Lavertezzo e Cugnasco-Gerra per i territori in valle; 2,4 milioni quale contributo (massimo) per il centro scolastico di Brione; 2 milioni (massimo) a sostegno di investimenti di sviluppo socioeconomico e territoriale di valenza regionale. Tutto questo permetterà al nuovo Comune di partire con una situazione finanziaria «risanata e stabilizzata, che consentirà una gestione equilibrata e sostenibile». In particolare un moltiplicatore del 95%, una gestione corrente in attivo di circa 140.000 franchi; un autofinanziamento di circa 600.000 franchi; la costituzione di un capitale proprio iniziale di circa 1 milione; e un debito pubblico pro capite di circa 2.000 franchi. Cugnasco-Gerra, come accennato, riceverà mezzo milione per la perdita dei suoi territori di valle. Mentre Lavertezzo (che ieri ha approvato l’unione con 269 voti favorevoli contro 61 contrari) incasserà complessivamente 3,9 milioni, i quali consentiranno di ritoccare al ribasso il moltiplicatore: 1,3 come indennizzo per le aree vallerane e 2,6 milioni come contributo di risanamento.

Una Verzasca unita nel cuore del Ticino

Una Verzasca unita nel cuore del Ticino

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 5 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Le nostre valli sono state fra le prime a prendere in mano il proprio destino istituzionale, avviando un processo aggregativo capace di consolidare la propria funzionalità politica e amministrativa. Il prossimo 10 giugno sarà (nuovamente) il turno delle cittadine e dei cittadini di Brione Verzasca, Corippo, Cugnasco-Gerra, Frasco, Lavertezzo, Sonogno e Vogorno, chiamati a esprimersi sull’aggregazione della Valle Verzasca in un Comune unico, con la separazione dei territori in valle da quelli sul piano.

Nell’aprile del 2013 il progetto era già stato accolto dalla popolazione, con l’eccezione del Comune di Lavertezzo – e meglio, della frazione sul piano – il cui Municipio decise di ricorrere contro il decreto di aggregazione del Gran Consiglio. Il Tribunale federale, nell’agosto del 2015, annullò la decisione perché non sussisteva una sufficiente base legale per decidere la separazione coatta di parti di territorio da un Comune. Nel frattempo la Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni è stata opportunamente modificata e il progetto aggregativo è stato riattivato per ridare slancio al consolidamento istituzionale della Valle Verzasca, che oggi raccoglie la convinta adesione di tutti gli enti locali.

La Verzasca che potrà nascere con le elezioni comunali del 2020 è frutto di una visione chiara e condivisa sulla vocazione di un territorio il cui paesaggio è un patrimonio conosciuto ben oltre i confini cantonali e nazionali. L’identità e il senso di appartenenza alla comunità rappresentano un ulteriore collante per superare una frammentazione istituzionale che ostacola uno sviluppo ottimale della valle, oltre a un sano e corretto ricambio delle cariche. Da sempre il mio Dipartimento è atten-to a mantenere un equilibrio territoriale: le zone periferiche – come le nostre valli – devono avere la forza di evolvere rispondendo alle esigenze della società e di diventare un partner affidabile per il Cantone. E le aggregazioni sono una spinta vitale in questa direzione.

Grazie a questo progetto non mancheranno le opportunità di sviluppo, i settori strategici d’intervento e ovviamente gli aiuti cantonali a sostegno. Oltre agli 11 milioni di franchi quale risanamento finanziario complessivo, sono previsti 2,4 milioni di franchi quale contributo per una nuova palestra presso il centro scolastico di Brione Verzasca e ulteriori 2 milioni di franchi a sostegno di investimenti di sviluppo a valenza regionale. Al nuovo Comune di Cugnasco-Gerra verrà corrisposta un’indennità per il ritiro dei beni amministrativi del territorio in valle (di circa 500’000 franchi, compresi nel risanamento finanziario complessivo). Per il nuovo Comune di Lavertezzo è previsto un aiuto eccezionale di 2,6 milioni di franchi quale contributo di risanamento e circa 1,3 milioni di franchi quale indennità, sempre per il ritiro dei beni amministrativi del territorio valligiano (anch’esso compreso nel credito di 11 milioni). A differenza di cinque anni fa, oggi in valle si vogliono creare opportunità, e sono proprio i Comuni a volerlo. Come previsto anche dal Piano cantonale delle aggregazioni, si vuole prediligere un approccio che vede le proposte di aggregazione giungere dal basso, promosse dagli enti locali. In questo senso il Cantone non vuole forzare la mano: è questa la ricetta vincente delle aggregazioni di successo.

Ancora una volta tutte le cittadine e i cittadini della Verzasca hanno la possibilità di prendere in mano le sorti del loro destino, esprimendo un sì convinto a favore dell’aggregazione. L’occasione è propizia per dare vita a un Comune unico, che sappia amministrare e promuovere uno dei territori più vasti del Ticino. La nuova realtà locale potrà così dare il suo contributo nel gettare le basi solide per costruire insieme il futuro, non solo di una valle, ma di un intero cantone.

Istituzioni a tu per tu a Stabio

Istituzioni a tu per tu a Stabio

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 5 giugno 2018 de La Regione

«È stata l’occasione, per entrambi, di mettere sul tavolo i temi che ci stanno a cuore». Era un sindaco di Stabio «soddisfatto» quello che, ieri pomeriggio, lasciava l’incontro con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, al suo fianco il neo capo degli Enti locali Marzio Della Santa. Per Simone Castelletti il solo fatto che l’autorità cantonale visiti un Comune, tanto più di frontiera, è «positivo». Anche perché, ci fa notare, «i problemi ci sono e si toccano con mano». In realtà Stabio è la prima tappa di un ‘tour’ che porterà il consigliere di Stato in giro per il Ticino e che nel Mendrisiotto dall’autunno lo vedrà ‘sbarcare’ anche a Chiasso e a Mendrisio. Per cominciare il sindaco di Stabio e i suoi colleghi di Municipio hanno approfittato per allargare il discorso dal Piano cantonale delle aggregazioni – su cui l’ente locale si è sempre dichiarato scettico – e la riforma Ticino 2020 a una tematica ‘calda’ come la prospettata revisione delle Polizie strutturate. «La discussione – ci conferma Castelletti – è stata aperta e costruttiva. I punti sollevati sono stati recepiti dal direttore. Per noi del resto è importante mantenere la prossimità sul territorio». Affaire à suivre.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Il dialogo, la conoscenza reciproca e l’approfondimento dei principali cantieri in corso saranno al centro di una serie di incontri organizzati dal Dipartimento delle istituzioni con alcuni dei Comuni del Cantone per rafforzare la vicinanza tra la realtà cantonale e quella comunale. Il primo di dieci appuntamenti è previsto lunedì 4 giugno con le Autorità comunali di Stabio.

Da alcuni anni le Autorità cantonali hanno avviato progetti e riforme volte a ridefinire i compiti e i flussi tra Cantone e Comuni. Grazie a cantieri come il Piano cantonale delle aggregazioni e la riforma Ticino 2020 si intende ridare vitalità al Comune, in modo che possa diventare un partner affidabile e solido per l’Amministrazione cantonale. Infatti il rapporto tra Cantone e Comuni è determinante non solo per l’erogazione di servizi pubblici ma anche per rafforzare il sistema federale.

In quest’ottica il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto promosso una prima serie di dieci incontri tra Cantone e Comuni alfine di entrare in contatto con gli enti locali, conoscere le loro caratteristiche e aggiornarsi reciprocamente sui principali temi di interesse comune.

Alle visite, che inizieranno lunedì 4 giugno 2018, prenderanno parte il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e le Autorità comunali. Il primo dei dieci incontri, che riprenderanno nel corso dell’autunno, è previsto a Stabio, e seguiranno gli appuntamenti con Ascona, Lavizzara, Chiasso, Paradiso, Morcote, Lugano, Blenio, Locarno e Mendrisio.

Strage sventata, serata pubblica promossa dal CdT

Strage sventata, serata pubblica promossa dal CdT

La strage sventata alla Scuola cantonale di Commercio sarà al centro del dibattito organizzato dal Corriere del Ticino in programma domani, giovedì 17 maggio, alle 20 nella sala del Consiglio comunale di Bellinzona.

Moderati dal direttore del nostro quotidiano Fabio Pontiggia e dalla direttrice delle relazioni esterne del Gruppo CdT Prisca Dindo interverranno il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il collega di Governo Manuele Bertoli (a capo del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport), il sindaco della Turrita Mario Branda, lo psichiatra Orlando Del Don e il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. L’entrata alla serata è libera.

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Il successo del federalismo elvetico fonda su comuni forti, autonomi e responsabili, capaci di offrire servizi di qualità, all’altezza delle aspettative della popolazione. L’evoluzione della società rende necessarie nuove risposte dai comuni poiché ci sono dimensioni umane e sociali che si modificano nel tempo.

Per questo Governo e Parlamento vogliono ridare vigore al Comune ticinese con una serie di riforme, tra le quali il Piano cantonale delle aggregazioni. In settimana sono stati presentati i risultati della seconda fase di consultazione con comuni, partiti politici e associazioni interessate, chiamati a prendere posizione sulle modalità di attuazione del PCA e sugli incentivi proposti.  L’esito della consultazione è stato significativo con la partecipazione dell’84% degli enti locali in rappresentanza del 96% della popolazione.

La visione di un Ticino a 27 comuni
Il PCA propone 27 scenari di aggregazione che rappresentano la direzione verso la quale indirizzarsi rispetto alla realtà odierna. Un quadro di riferimento per il Cantone che potrà essere adattato nel tempo. Sono stati individuati quattro centri urbani forti e dei comprensori con un’adeguata dimensione demografica e capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Il Cantone non impone, la volontà deve partire dal basso
Nei prossimi anni agli enti locali sarà riconosciuta maggiore libertà. Il PCA non è una riforma che si impone ma punta molto sulla condivisione, dando spazio alle iniziative aggregative che vengono dal basso e che spesso si rivelano dei progetti solidi e basati su forte consenso. Ritengo che debbano essere i comuni stessi a dire se e come vogliono attuare il programma d’aggregazione. Ho sempre visto nel PCA una fonte di ispirazione per i comuni, ai quali però compete la realizzazione degli scenari. Tenuto conto dei risultati della consultazione, ho così deciso con i servizi del mio Dipartimento di togliere alcuni vincoli in modo da rendere più flessibili gli strumenti a disposizione. Non esiste più una data limite, ma le proposte possono essere valutate anche in tappe successive. Resta pure aperta la possibilità di aggregazioni tra comuni non contigui  e potranno essere esaminati i progetti promossi dalle collettività locale, a condizione che non incidano negativamente sulla sostenibilità di altri progetti.

L’aspetto finanziario: previsti aiuti importanti
L’impegno finanziario complessivo per il Cantone era inizialmente di 120 milioni di franchi: dedotti i contributi già stanziati restano ora 74 milioni.  La limitazione degli incentivi finanziari a sei anni è stata abbandonata così da eliminare la pressione temporale a quei progetti che necessitano di maggiore tempo per maturare il consenso e continuare a lavorare. La rinuncia alla chiave di riparto comporta che chi arriverà per primo con un progetto sarà favorito nel beneficiare dei contributi. Penso in particolare ai progetti aggregativi nelle zone più periferiche come nella mia valle, dove sono convinto che le aggregazioni siano fondamentali. Sempre in questa logica, non si intravvede l’opportunità di sospendere l’erogazione di contribuiti perequativi alle realtà deboli, malgrado non dimostrino l’interesse ad aggregarsi. Anche perché  chi è finanziariamente autonomo può essere restio ad aggregarsi e spinge a ridurre i suoi contributi ai comuni deboli che non si aggregano.

Nella redazione del PCA sono state tenute in considerazione le indicazioni emerse dalla consultazione e il progetto è stato adattato alle aspettative della maggioranza degli attori interpellati. Sono convinto che con questo approccio molto aperto e flessibile e il prezioso sostegno dei Servizi del mio Dipartimento, in particolare la Sezione degli Enti locali, il processo aggregativo proseguirà nella giusta direzione per dare al nostro Cantone comuni sempre più forti e pronti a raccogliere le sfide che ci attendono come Cantone Ticino. Il Consiglio di Stato presenterà il progetto definitivo dopo l’estate, che poi dovrà ricevere l’avvallo da parte del Gran Consiglio.

Sulla strada, ‘rifletti’

Sulla strada, ‘rifletti’

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10357469

 

Articolo pubblicato nell’esibizione di sabato 14 aprile 2018 de La Regione.

Dipartimento delle istituzioni e associazioni d’accordo: la prevenzione è responsabilità di tutti

Nel 2017 l’82 per cento degli incidenti ha visto il coinvolgimento di almeno un’automobile. Dimostrazione del fatto che la prevenzione e la sensibilizzazione sulla sicurezza stradale sono fondamentali. Con la campagna ‘Rifletti’ – promossa dalla Commissione consultiva del Consiglio di Stato ‘Strade sicure’ e finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale – si è deciso di andare oltre. Innanzitutto, come notato con soddisfazione da Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), «sono coinvolti tutti gli attori in gioco». E infatti a sottoscrivere il messaggio della campagna – prestare più attenzione quando si è alla guida e, nel caso della mobilità lenta o quando si è piedi, farsi vedere e dedicare la medesima attenzione – oltre alle istituzioni ci sono anche l’Automobile club svizzero sezione Ticino (Acs), l’Associazione traffico ambiente (Ata) e l’Ufficio per la prevenzione degli infortuni (Upi). Con l’obiettivo, rileva Gobbi, di ridurre sì le vittime, ma anche tutte le conseguenze che può avere un incidente. «Quando fortunatamente non si parla di morti o feriti, ci sono comunque danni economici da tenere in linea di conto, che portano un impatto negativo sul vivere comune». Il tutto, continua il direttore del Di, «ricordando come in Ticino ci siano più incidenti rispetto alla media nazionale». Un motivo in più per capire cosa c’è dietro un incidente, quali siano davvero le cause. Spesso la risposta è semplice, seppur forse banale: la disattenzione. «Quando si guida, ad esempio, usare lo smartphone è come avere un’arma carica in mano – afferma Cristiano Canova, presidente della Commissione ‘Strade sicure’ e capo della Sezione della circolazione – ma nonostante questa consapevolezza molti insistono a usarlo, provocando pericoli per sé e per gli altri». In un contesto, quello delle strade ticinesi, dove «stress e traffico contribuiscono senza dubbio a rendere la situazione ancora più pericolosa». Come intervenire, quindi? «Non abbiamo bisogno di molto, dobbiamo solo prestare tutti più attenzione e usare più prudenza e saggezza. Sembrerà moralistico magari, ma è veramente tutto quello che serve». Accendere il cervello, insomma. Riflettere. Da qui, infatti, nota Fabienne Bonzanigo, capo progetto della campagna, si è partiti. «Abbiamo l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone. Lo faremo partecipando a manifestazioni come il Tour de Suisse quando farà tappa a Bellinzona e proponendo eventi dove ci saranno anche momenti esperienziali da cui le persone potranno uscire, speriamo, arricchite». Persone che saranno sensibilizzate anche tramite spot televisivi e al cinema, come in radio, sulla carta stampata e su internet. «Saranno proposte anche attività ludico-didattiche nelle scuole – conclude Bonzanigo – perché i bambini saranno i conducenti di domani» e, riprende Gianmarco Balemi, direttore dell’Acs, perché «non hanno ancora una percezione completa del pericolo. La sensibilizzazione va sviluppata sempre, e questa proposta va nella giusta direzione». La responsabilità è di tutti, come afferma lo slogan della campagna. E lo ripete Bruno Storni, presidente dell’Ata, notando come «pedoni e ciclisti sono gli utenti della strada più esposti agli incidenti con gravi conseguenze, ed è per noi di grande importanza che automobilisti e motociclisti riflettano sui propri comportamenti, sul rispetto delle regole e degli altri utenti del traffico». Per Pascal Agostinetti, capo delegato presso l’Ufficio della prevenzione degli infortuni per la Svizzera meridionale, è positivo che «questa sia una campagna regionale, visto che sono state riscontrate differenze sul numero di incidenti che avvengono a Sud delle Alpi. In Ticino, infatti, c’è un rischio doppio di possibilità d’incidente rispetto al resto della Svizzera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 14 aprile 2018 del Corriere del Ticino.

Troppi incidenti, serve un cambio di marcia

Quando si tratta di mettersi alla guida, il Ticino si smarca dal resto della Svizzera. Ma non c’è da esultare. Statistiche alla mano, alle nostre latitudini si registra infatti un tasso di incidenti stradali superiore del 20% alla media nazionale. Allo stesso tempo, il Ticino si classifica al terzo posto della classifica dei cantoni con il più alto tasso di motorizzazione: ovvero 638 automobili ogni mille abitanti. Per cercare di invertire il senso di marcia e riportare il nostro cantone al di sotto della media nazionale, il Dipartimento delle istituzioni ha quindi deciso di scendere in campo e – facendo fronte comune con le principali associazioni attive nel ramo – ha lanciato la campagna di sensibilizzazione «Rifletti». «L’obiettivo di questa azione è molteplice – ha esordito il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi – non solo vogliamo rendere più sicure le strade per i nostri utenti ma, allo stesso tempo, l’intenzione è quella di diminuire drasticamente il numero delle vittime». Vittime che, solo l’anno scorso, sono state 945. Pari a quasi tre feriti al giorno. «Sulle strade occorre imparare a convivere», ha continuato Gobbi che non ha mancato di lanciare una frecciatina: «Se in Ticino si registra un numero più elevanto di incidenti in confronto alla media svizzera è anche perché sulle nostre strade circola una maggior densità di auto». E non solo con targhe ticinesi. «Rispetto ad altri cantoni il Ticino presenta un numero maggiore di lavoratori frontalieri che, va da se, quando attraversano la dogana portano con loro anche un’altra modalità di guida – ha sottolineato il consigliere di Stato – questo fattore, associato ad una guida più latina e ad una diversa geografia del territorio che rende le nostre strade un po’ più tortuose di quelle dell’Altipiano, contribuisce a rendere la realtà ticinese più delicata». Da qui la volontà di dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione ad hoc che si inserisce sì nella più ampia azione di prevenzione avviata a livello nazionale ma che, come spiegato dalla responsabile del progetto Fabienne Bonzanigo, è stata ripensata in salsa ticinese. «“Rifletti’’ è una campagna di supporto adattata alle esigenze del nostro territorio che riprende e rafforza il messaggio della campagna nazionale “Made visible’’. Ma se nel resto del Paese si punta più su un messaggio di attenzione a ciclisti e pedoni, da noi serviva un concetto diverso». Da qui «Rifletti», inteso sia come un invito a ragionare quando si è alla guida, sia come un’allusione agli abiti catarifrangenti. Un adattamento in chiave ticinese che ha fatto breccia nel Fondo federale di sicurezza stradale che ha deciso di stanziare 590 mila franchi per finanziare il progetto fino alla fine del 2019. Dalle giornate nelle scuole alle campagne sui media, passando poi dalle manifestazioni alle giornate cantonali, sono tanti i volti che assumerà la campagna. Un’iniziativa vista di buon occhio anche dall’Associazione traffico e ambiente, per la quale «troppo spesso, a pagare le conseguenze di una disattenzione alla guida sono pedoni e ciclisti», ha rimarcato il presidente Bruno Storni, che ha poi invitato gli utenti della strada «a prendere coscienza delle proprie responsabilità». «La verità è che si tende a sminuire la pericolosità dell’uso dello smartphone al volante», ha ribadito da parte sua Cristiano Canova, presidente della Commissione strade sicure che ha poi posto l’accento sui pericoli che corrono i bambini, vittime nel 2017 di 44 incidenti. «Occorre avere un occhio di riguardo per i più piccoli – gli ha fatto eco Gianmarco Balemi, direttore della sezione ticinese dell’Automobile Club Svizzero – che non solo vivono la strada in modo diverso ma che, alla fine, saranno gli automobilisti di domani». Infine, a sottolineare l’impellenza della campagna è stato Pascal Agostinetti, dell’Ufficio per la prevenzione degli infortuni, per il quale «le cifre sugli incidenti parlano chiaro: occorre mettere in campo tutte le forze possibili per ribaltare la situazione in Ticino ed incrementare così la sicurezza».