Un’alba ticinese di sangue di 25 anni fa…

Un’alba ticinese di sangue di 25 anni fa…

Da LiberaTV | Norman Gobbi ricorda l’evasione dalla Stampa: “Erano le sei del mattino. In otto tentarono la fuga con la complicità di una guardia. Seguì uno scontro a fuoco: ci furono tre morti”

Proprio oggi cade l’anniversario di uno dei fatti di cronaca che più ha segnato la storia recente del nostro Cantone. Il ministro delle Istituzioni: “Un ringraziamento va a chi visse quei difficili momenti e ancora oggi opera come agente di custodia nelle strutture carcerarie cantonali, nonché a tutto il personale di custodia per il loro quotidiano impegno a favore della sicurezza del nostro Cantone”

BELLINZONA – “Verso le sei del mattino di 25 anni fa avvenne la tentata evasione dal carcere cantonale La Stampa”. Comincia così il ricordo di Norman Gobbi di uno dei fatti di cronaca che più ha segnato la storia recente del nostro Cantone.

Un anniversario non certo felice da ricordare per il Ticino, ma che il ministro delle Istituzioni ha voluto ricordare come ringraziamento a chi si trovò ad affrontare quel momento difficile e a tutto il personale degli agenti di custodia che operano nelle strutture carcerarie ticinesi.

“Erano otto – scrive Gobbi – i detenuti che il 3 ottobre 1992, con la complicità di un agente di custodia, tentarono di evadere e la loro fuga si risolse con uno scontro a fuoco tra evasi e polizia. I detenuti in fuga infatti erano armati di tre pistole, un coltello e una granata. Con loro si trovavano tre guardie carcerarie, solo due delle quali, si apprese successivamente, erano state prese in ostaggio. Il bilancio fu di tre morti: due detenuti e la guardia carceraria complice”.

“Il quarto di secolo passato – prosegue Gobbi – ha permesso di prendere diversi provvedimenti volti ad aumentare la sicurezza delle nostre strutture carcerarie. In particolar modo nel corso degli ultimi 3 anni sono state attuate ulteriori misure, che hanno permesso al personale di custodia di adempiere meglio alla propria missione e di aumentare il grado generale di controllo interno. Un ringraziamento va a chi visse quei difficili momenti e ancora oggi opera come agente di custodia nelle strutture carcerarie cantonali, nonché a tutto il personale di custodia per il loro quotidiano impegno a favore della sicurezza del nostro Cantone”.

Articolo su http://www.liberatv.ch/it/article/35860/un-alba-ticinese-di-sangue-di-25-anni-fa-norman-gobbi-ricorda-l-evasione-dalla-stampa-erano-le-sei-del-mattino-in-otto-tentarono-la-fuga-con-la-complicit-di-una-guardia-segu-uno-scontro-a-fuoco-ci-furono-tre-morti

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola cantonale di polizia

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola cantonale di polizia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato ieri, nella sala del Gran Consiglio, gli allievi della Scuola cantonale di polizia. I 38 aspiranti agenti hanno iniziato la loro formazione lo scorso 1. marzo, in vista degli esami federali previsti nel febbraio del prossimo anno.

Per i futuri agenti di polizia, l’incontro organizzato a Palazzo delle Orsoline costituisce un’occasione privilegiata – e ormai tradizionale – di confronto con il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, responsabile per la sicurezza in Ticino. Gli aspiranti hanno così colto l’occasione per passare in rassegna, con le loro domande, le principali sfide che hanno visto impegnati il Dipartimento e la Polizia cantonale in questi anni, anche in relazione ai cambiamenti che sta vivendo la nostra società.

Particolare interesse è stato dedicato all’evoluzione che sta vivendo il settore della sicurezza in Ticino; al Consigliere di Stato è stato chiesto ad esempio quali saranno i prossimi sviluppi delle nuove forme di collaborazione tra la Polizia cantonale e i corpi comunali. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha risposto con piacere a tutte le sollecitazioni e infine rivolto i propri auguri a tutti gli aspiranti della Scuola di polizia, ricordando loro l’importanza del lavoro che svolgeranno quotidianamente a favore del benessere di tutti i cittadini e della prosperità del nostro Cantone.

La Scuola di polizia del V Circondario – questo il nome ufficiale dell’istituto – prevede dodici mesi di formazione, durante i quali gli aspiranti affiancano alla formazione teorica anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Con questa impostazione, il percorso formativo mira a fornire gli strumenti necessari a svolgere i compiti, di crescente complessità, ai quali i futuri agenti saranno confrontati nella loro attività professionale.