Ristorni, occasione persa da un Governo poco coraggioso

Ristorni, occasione persa da un Governo poco coraggioso

Comunicato della Lega dei Ticinesi

Sebbene il parlamento avesse legittimato il Consiglio di Stato a trattare con l’Italia, il Governo ha per l’ennesima volta dimostrato una mancanza di coraggio palese. La proposta di Claudio Zali e sostenuta da Norman Gobbi di bloccare e vincolare parte dei ristorni per opere infrastrutturali di valenza transfrontaliera è stata bocciata dal triciclo PLR-PPD-PS. I CdS Vitta, Beltraminelli e Bertoli hanno affossato la proposta di blocco, frantumando la possibilità di avere una merce di scambio nelle trattative con Roma.

 

Valichi secondari: decisioni del Consiglio federale

Valichi secondari: decisioni del Consiglio federale

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto della decisione odierna del Consiglio federale di non estendere il progetto pilota per la chiusura notturna dei valichi secondari del nostro Cantone, proponendo misure alternative. La sicurezza della popolazione ticinese rimane la massima priorità per le autorità ticinesi, che ora intendono vigilare sull’attuazione delle misure complementari annunciate dalla Confederazione e sulla loro efficacia per l’attività di contrasto alla criminalità transfrontaliera.

Il Dipartimento delle istituzioni aveva sostenuto la richiesta inoltrata dalla Consigliera nazionale Roberta Pantani nel 2014 e alla quale il Consiglio federale aveva dato seguito avviando nel corso del 2017 un progetto pilota che prevedeva la chiusura di tre valichi secondari tra Mendrisiotto e Malcantone.

Il Consiglio federale ha stabilito che la fase sperimentale di chiusura dei valichi non ha prodotto un impatto tangibile sulla criminalità transfrontaliera e pertanto non verrà adottata. Oltre alle misure già in atto quali il rafforzamento della collaborazione in ambito di polizia con l’Italia, degli effettivi delle guardie di confine e l’installazione di telecamere di videosorveglianza ha deciso di procedere con la posa nei valichi secondari di barriere che verranno però chiuse solo in caso di necessità.
Prendendo atto della decisione delle autorità federali, il Dipartimento delle istituzioni intende rassicurare la popolazione ticinese, e in particolare i residenti della fascia di confine. L’attività di contrasto alla criminalità transfrontaliera rimane un ambito prioritario per le forze dell’ordine del nostro Cantone, che continueranno a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione sul terreno.

Infine si rileva come – in generale – il numero di furti commessi sul territorio cantonale stia ulteriormente diminuendo anche in questi primi mesi del 2018, a seguito delle varie misure adottate dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale in collaborazione con il Corpo federale delle guardie di confine e delle Polizie comunali ticinesi. Per quanto riguarda le misure annunciate dalla Confederazione, il Dipartimento attende le analisi svolte dai servizi federali, per comprendere le ragioni che hanno portato il Consiglio  federale a rinunciare alla misura.

Ristorni, Gobbi e Zali in minoranza

Ristorni, Gobbi e Zali in minoranza

I due ministri sono stati gli unici contrari al pagamento.
Unanimità invece sulla collaborazione con Piemonte e Lombardia

Nessuna sorpresa: sui ristorni il Governo ticinese ha deciso a maggioranza per non bloccarli. La conferma, dopo le indiscrezioni circolate già nella giornata di ieri, è arrivata oggi dal direttore del DI Norman Gobbi. Lo ha fatto a margine dell’assemblea generale della Regio Insubrica, durante una giornata che, alla fine, si è confermata all’insegna della cooperazione transfrontaliera.
Se da un lato i due ministri leghisti sono stati gli unici a dirsi contrari al pagamento, dall’altro Gobbi e Zali hanno ritenuto importante proseguire il dialogo con le autorità di confine, magari sperando in una sensibilità maggiore del nuovo governo italiano.
Obiettivo per il quale, non va dimenticato, resta essenziale anche il ruolo della Confederazione:
“Si possono avere diversi punti di vista. Claudio Zali ha sottoscritto un volere di trattenere i ristorni per obbligare ad investire i soldi e rividere una politica passiva da parte degli enti nazionali italiani sulle infrastrutture” ha dichiarato ieri Gobbi ai microfoni di TeleTicino. “Come Consiglio di Stato, in maniera condivisa e senza fratture interne, abbiamo condiviso di operare con regione Piemonte e Lombardia un piano di azione per affrontare quelle opere e fare fronte comune nei confronti di Berna e Roma. Questo perchè se ci sono problemi per infrastrutture tra i due Stati le conseguenze le vediamo noi direttamente: dal Locarnese con le chiusure regolari dei collegamenti con il Piemonte, e le colonne infinite nel Sottoceneri che sono dovute ai frontalieri e alla mobilità individuale che non viene ottimizzata. L’obiettivo è di migliorare anche questi aspetti di vivibilità”.

Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 de La Regione

Gobbi nominato presidente della Regio Insubrica: ‘Costellazione politica attuale da sfruttare’

«La costellazione politica è favorevole». Norman Gobbi lo ripete quasi fosse un mantra. Nel giorno in cui assume la presidenza della comunità di lavoro Regio Insubrica, e all’indomani dall’essersi trovato in minoranza in governo sul blocco parziale dei ristorni proposto dal collega leghista Claudio Zali, è tutto sorrisi e diplomazia. Liberati anche per quest’anno i soldi delle imposte dei frontalieri, il ‘pressing’ si potrà fare comunque, ritiene il consigliere di Stato. «Con le regioni Piemonte e Lombardia perseguiamo obiettivi comuni – commenta Gobbi a margine dell’assemblea della Regio –. È importante poter far pressione insieme su Berna e su Roma. La costellazione di chi siede nella stanza dei bottoni federale (leggi Ignazio Cassis agli Esteri) e a Roma (governo Conte, ndr) è favorevole per poter risolvere i problemi sulla linea di confine. Questo momento storico deve servire a questo». Il Gran Consiglio ha di recente dato incarico all’Esecutivo cantonale di avviare trattative con la controparte italiana. Con quale risultato? «L’intenzione è già stata condivisa con le due regioni italiane nel voler declinare in piani d’azione quegli interventi prioritari per far meglio convivere i nostri territori». Infrastrutture, soluzioni per la mobilità, messa in sicurezza delle reti stradali. «Nelle prossime settimane tecnici e politici si siederanno al tavolo per concludere un piano operativo condiviso». Una lista ordinata per priorità, che convince anche Massimo Sertori (Lega Nord), assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Svizzera. Quando il documento sarà pronto «potremo far intervenire anche il governo centrale, in questo momento molto più sensibile rispetto a prima – precisa –. Senza andare a toccare i ristorni o altro, magari attraverso Roma riusciamo a rimodellare un accordo bilaterale». E soprattutto ottenere più finanziamenti. «Da una parte c’è l’assonanza politica, e persone al governo che conoscono perfettamente i problemi transfrontalieri. Ma è in trattativa pure l’autonomia della Regione Lombardia – ricorda Sertori –: dovesse andare in porto, e oggi ci sono le condizioni politiche perché accada, significa ricevere competenze e soldi. Dal nostro punto di vista sono condizioni nuove non banali. Anzi, stravolgenti. Che possono aiutare in modo determinante la soluzione dei nostri problemi cronici». Un cambiamento di “costellazione” su cui è ben più prudente Aldo Reschigna del Pd, vicepresidente della Regione Piemonte. «Solo il tempo dirà» se effettivamente siamo di fronte ad una svolta. «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’enclave chiusa – aggiunge Reschigna –. E credo che la Regio Insubrica possa aiutare a contribuire a risvegliare una progettualità locale transfrontaliera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Il dopo ristorni e la presidenza a Norman Gobbi

Mentre i milioni dei ristorni prenderanno il volo verso Roma, come è stato deciso mercoledì dal Consiglio di Stato riunitosi sulle isole di Brissago, la carica di presidente della Regio Insubrica passa in mani ticinesi. Durante l’assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica tenutasi a Mezzana, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha assunto la carica, succedendo al vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna. E alla luce di quanto scaturito dal tradizionale incontro settimanale del Governo, Gobbi ha dichiarato: «Sulla questione dei ristorni c’erano visioni differenti tra chi, come Claudio Zali e il sottoscritto intendevano bloccarli per obbligare le persone a sedersi al tavolo, e chi invece ha preferito una soluzione alternativa. Ma tutto il Governo è consapevole che con Regione Lombardia e Regione Piemonte esistono interessi comuni, evidenziati attraverso delle reciproche lettere che ora dovranno essere concretizzate in un piano operativo, in modo da risolvere quei piccoli problemi e fare fronte comune verso Roma e verso Berna. Questo proprio perché – prosegue ancora Gobbi – oggi la costellazione di entrambi i Governi è positiva. A Berna, quale interlocutore, abbiamo un consigliere federale ticinese in carica per gli affari esteri, Ignazio Cassis. Un momento storico quindi da utilizzare proprio per risolvere i problemi sulla linea di confine». Problemi questi che il consigliere di Stato ritiene debbano essere affrontati «dai territori di frontiera e non dagli Stati centrali, in modo da non delegarne la soluzione a Berna o Roma».

Quanto all’accordo sui frontalieri parafato nel dicembre del 2015, Reschigna osserva: «I tempi in cui è venuto a maturazione erano incompatibili con lo scenario politico proprio dell’avvicinamento alle elezioni. Aspetto questo che si è dimostrato un freno. Mentre per il tema delle compensazioni fiscali c’è molta preoccupazione da parte delle comunità locali. Per favorire l’approvazione a livello nazionale è necessario che lo Stato affronti il tema delle compensazioni nei confronti dei comuni italiani». In merito poi alla modalità di risoluzione dei problemi che coinvolgono i territori di confine, Reschigna spiega: «È uno dei compiti della Regio Insubrica costruire quelle convergenze necessarie a risolvere le questioni che coinvolgono gli interessi delle comunità locali». Per quanto riguarda invece la «costellazione dei governi a Berna e a Roma più favorevoli rispetto al passato» per dirla con le parole di Gobbi, Reschigna non esprime giudizi. Ma confermando la volontà di mantenere vivo il dialogo e promuovere la cooperazione, il vicepresidente della Regione Piemonte sottolinea: «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’unità chiusa, per cui le relazioni con i territori confinanti è vitale per poter costruire un futuro di sicurezza economica e sociale». L’obiettivo è «risvegliare e costruire una progettualità locale transfrontaliera, che significa anzitutto guardare al sistema delle istituzioni locali e delle università che possono essere anche di stimolo nel fornire dei riferimenti importanti» ha infine dichiarato.

Una Regio Insubrica quindi ancora vitale, come conferma Gobbi: «Una volta vi erano anche dinamiche di carattere culturale, che oggi si è preferito lasciare un po’ da parte per concentrarsi maggiormente sulla risoluzione dei problemi del territorio. La Regio rimane il luogo privilegiato per discutere e dialogare». In conclusione sono stati presentati il rinnovato sito internet (www.regioinsubrica.org) e il nuovo logo.

 

Servizio trasmesso nell’edizione di giovedì 14 giugno 2018 de Il Quotidiano

Italia e Svizzera, fronte comune
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10585542

La campagna «Rifletti» ospite al Tour de Suisse

La campagna «Rifletti» ospite al Tour de Suisse

Sabato 16 e domenica 17 giugno la campagna di sensibilizzazione «Rifletti» sarà presente, con la sua postazione informativa, nel villaggio del Tour de Suisse allestito a Bellinzona, nei pressi della sede di BancaStato.
La sicurezza sulle nostre strade sarà così promossa con informazioni utili, giochi a premi e la distribuzione di numerosi gadget.

La campagna «Rifletti» – promossa dal Dipartimento delle istituzioni, con la Commissione consultiva «Strade sicure» –  ha l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli utenti delle strade ticinesi sull’importanza di essere vigili nel traffico e di rendersi ben visibili. Il motto scelto per la campagna unisce, in un’unica parola, l’invito ad assumere un comportamento responsabile, riflessivo, e quello a indossare materiali in grado di riflettere la luce. Come sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, patrocinatore dell’iniziativa, «un comportamento responsabile di tutti gli utenti della strada riduce i rischi alla guida, di qualsiasi mezzo, e a piedi».
Con questa campagna, premiata e interamente finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale, il Dipartimento delle istituzioni intende arricchire ulteriormente le attività che mirano a ridurre il numero di incidenti sulle nostre strade.