Una locomotiva “dedicata” a Norman Gobbi

Una locomotiva “dedicata” a Norman Gobbi

Da www.cdt.ch

Il consigliere di Stato posta le foto dei graffiti con il suo nome disegnati su un treno di FFS Cargo – “Grazie del pensiero ma è un reato”

“Una locomotiva Re420 di FFS Cargo a mio nome? Grazie del pensiero, ma imbrattare è un reato e non va bene!”: ha commentato così, su Instagram, le foto della locomotiva “a suo nome” il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Sulla locomotiva, che gira sulla linea e ieri si trovava a Chiasso, un graffito con il nome e il cognome del direttore del Dipartimento delle Istituzioni, ma nessun insulto o improperio nei suoi confronti. Non è chiara quindi l’intenzione dell’anonimo sprayer: forse proprio una dedica su rotaia a Norman Gobbi?

Poliziotti ticinesi a Ginevra per la sicurezza del papa

Poliziotti ticinesi a Ginevra per la sicurezza del papa

A vegliare su papa Francesco a Ginevra domani (leggi pagina a lato) ci sarà anche una sessantina di agenti della Polizia cantonale e di alcune Polizie comunali. “Gli agenti provenienti dal Ticino – si legge in una nota – assicureranno la sicurezza dell’evento a carattere religioso di livello internazionale, coordinati dalla Polizia cantonale del canton Ginevra”. L’arrivo del pontefice all’aeroporto di Cointrin è previsto giovedì mattina, poco dopo le 10. Successivamente sarà accolto dal presidente della Confederazione Alain Berset. Verso le 11 papa Francesco raggiungerà la sede del Consiglio ecumenico delle Chiese, dove sono previsti una preghiera comune e altri appuntamenti relativi alla giornata dedicata all’ecumenismo tra cristiani. Alle 17.30 al Palexpo si svolgerà la messa, alla presenza di oltre 41mila fedeli. Il pontefice ripartirà poi per Roma alle 20. La richiesta di cooperazione sul fronte della sicurezza, giunta dal Consiglio di Stato del cantone Ginevra, si inserisce nell’ambito del ‘Groupement de Mantien de l’Ordre’ concernente l’impiego di forze di polizia intercantonali ed è stata approvata dal governo ticinese e dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. “Questo in base alla stretta collaborazione tra i vari corpi di polizia elvetici in caso di impieghi rilevanti e a dimostrazione del supporto reciproco all’interno della Confederazione”. Sessantaquattro agenti di polizia (47 della Polizia cantonale, 6 della Polizia della città di Lugano, 3 di quella di Bellinzona, 2 da Locarno, 2 da Mendrisio, 2 da Chiasso, un agente da Losone e uno della Polizia Ceresio Nord) saranno quindi a disposizione domani e dopo per la sicurezza dell’importante avvenimento mondiale. I poliziotti saranno stazionati a Ginevra “garantendo attività di protezione a persone e strutture in collaborazione con le locali forze di sicurezza”. Le spese sopportate dal canton Ticino – conclude la nota – saranno fatturate al canton Ginevra, conformemente ai principi che figurano nel concordato che regola la cooperazione in materia di polizia nella Svizzera romanda.

Pronzini attacca, Gobbi risponde

Pronzini attacca, Gobbi risponde

Se Matteo Pronzini non demorde sulla questione dei rimborsi spese del governo, si registra che il Consiglio di Stato stoicamente rende pariglia. Ieri, a sorpresa ma fino a un certo punto, è stato il turno di Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni, aprire il libro. Analizzando i rendiconti del Di, Pronzini ha chiesto come mai alla voce ‘spese di rappresentanza’ il dipartimento retto da Gobbi avesse speso 31mila franchi a fronte delle poche, pochissime migliaia degli altri dipartimenti. Alludendo, neanche troppo velatamente, che ci fosse qualcosa di marcio. Ma non c’è niente di marcio in Ticino, replica Gobbi: «Un numero importante di conferenze, soprattutto intercantonali, le ha organizzate il mio dipartimento». E soprattutto: «Come sa, sono a dieta, difficile che li abbia mangiati io». E su questo siamo sicuri.