Troppi detenuti alla Stampa, si pensa a un carcere femminile

Troppi detenuti alla Stampa, si pensa a un carcere femminile

Da www.ticinonews.ch

Quindici celle in più per il carcere penale La Stampa e un penitenziario femminile a Torricella-Taverne

Quindici celle in più per il carcere penale La Stampa e un penitenziario femminile a Torricella-Taverne. Il Cantone risponde così al sovraffollamento delle strutture carcerarie. Che nel 2018 hanno superato il 91% della capienza. “Le nuove celle alla Stampa saranno pronte nei primi mesi dell’anno prossimo – dice al Caffè il direttore delle strutture carcerarie cantonali, Stefano Laffranchini – e cinque di queste sono pensate per i detenuti con problemi psichiatrici, dotate di spazi di terapia e socializzazione”.
Ogni carcerato al posto giusto. È questo l’obiettivo della Commissione di sorveglianza sulle condizioni di detenzione del Gran Consiglio. Anche se oggi non è ancora così. “Non avendo la Stampa spazi idonei per le donne, queste ultime devono scontare la loro reclusione al carcere giudiziario La Farera – osserva Gina La Mantia, presidente della Commissione -. Ma nel penitenziario giudiziario i regimi restrittivi sono molto più severi rispetto al carcere penale. Il personale fa quello che può, cercando di migliorare la situazione, ma quello della condizioni di detenzione delle donne rimane un tasto dolente”. Che però sarà sistemato, con un penitenziario femminile a Torricella-Taverne. Una struttura oggi destinata alle persone in esecuzione di pena.

Tutti i dettagli nell’edizione odierna de Il Caffé

Medico del traffico:“La misura è colma e abbiamo agito”

Medico del traffico:“La misura è colma e abbiamo agito”

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ricorda tutte le misure adottate

I social hanno un grande pregio, se “letti” con i dovuti accorgimenti: le discussioni che nascono attorno a un post o a un tweet fanno capire quali messaggi stanno passando sul tema in oggetto e come la gente (certo, solo una parte della gente) la pensa. Anche il Consigliere di Stato Norman Gobbi è attento a queste dinamiche. E ci porta un esempio concreto, molto attuale. “Questa settimana– ci dice Gobbi – ho potuto constatare come gli sforzi da me sin qui compiuti per arginare il problema legato alla presenza di un unico medico del traffico in Ticino non siano pienamente conosciuti”Sono invece ben noti i problemi che questa dottoressa (la dottoressa De Cesare, per non fare nomi) ha creato, sfociati addirittura in una sentenza del TRAM che sconfessa la validità di una perizia (non di tutte le perizie, sia chiaro, ma della perizia sulla quale è stato interposto ricorso).È proprio così! E allora voglio ribadire alcuni concetti, ma soprattutto ricordare ciò che il sottoscritto ha fatto, visto che sembra che non sia stato fatto nulla (o qualcuno cerca di far credere che non sia stato fatto nulla!)”. Quali sono allora questi interventi?La cosa più importante – e per la quale tutto il Governo ha dovuto essere d’accordo – è stata la decisione di andare verso la creazione di un istituto cantonale di medicina legale, precisa Norman Gobbi. Tale istituto ci permetterà nel tempo di non avere più i problemi sorti con la dottoressa in questione, che – lo ricordo – NON è un medico scelto dal Cantone e che NON lavora per il Cantone! Lei è una libera professionista con i requisiti necessari per operare in quest’ambito e sulla quale il Cantone non ha alcun potere: l’autorità di vigilanza è infatti la Società svizzera di medicina legale, che certifica la sua idoneità ad operare. È evidente che un istituto del genere non può nascere dall’oggi al domani. Siamo però sulla buona strada e nei tempi indicati a inizio anno, proporrò ai colleghi quella che ritengo la soluzione migliore”. Nel frattempo che cosa è stato fatto? “A partire proprio da domani, lunedì 2 settembre  – ci dice Gobbi – sarà operativo in Ticino un secondo medico del traffico, che parla italiano e con tutte le competenze per peritare i casi più difficili. Un gran bel passo avanti, frutto del lavoro di questi mesi”Intanto però il Tribunale amministrativo ha bacchettato l’operato della dottoressa. “Sì, e di fronte a questa sentenza e alle lamentele che arrivano da più parti ho segnalato immediatamente il caso alla Società Svizzera di medicina legale, l’autorità che può avere competenza nel sorvegliare il lavoro della dottoressa. Inoltre ho chiesto – e verrà fatta – una perizia qualitativa sul suo operato. Ribadisco quanto già detto in altre circostanze: siamo in un campo molto delicato, perché l’autorità – in questo caso la Sezione della circolazione – è chiamata a prendere sanzioni che limitano le libertà della persona, negandole di poter condurre un veicolo. Questa stessa autorità per prendere tali decisioni deve potersi basare su perizie serie, professionali, convincenti. Vorrei che fosse sempre così! E per questo motivo ho avviato gli accertamenti che ho indicato, e messo in moto tutto il lavoro per creare l’istituto di medicina legale nel nostro Cantone”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Tutti i passi compiuti da SuperNorman

– Segnalato l’operato della De Cesare alla Società Svizzera di Medicina Legale, in quanto autorità di vigilanza
– Chiesto una perizia qualitativa sull’operato della dottoressa
– Portato in Ticino un secondo medico del traffico
Avviato la creazione dell’Istituto di medicina legale in Ticino