Prova sirene oggi mercoledì 5 febbraio 2020

Prova sirene oggi mercoledì 5 febbraio 2020

Comunicato stampa

Oggi mercoledì 5 febbraio 2020 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (413 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle 14.15 e alle 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (127 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti. Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Con l’introduzione del nuovo applicativo Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando la relativa applicazione.
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento.Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch. 

Discorso pronunciato in occasione del 2° Simposio Cantone-Comuni

Discorso pronunciato in occasione del 2° Simposio Cantone-Comuni

Lugano – 4 febbraio 2020

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori
Permettetemi due considerazioni iniziali: sono molto soddisfatto della risposta che avete dato al nostro invito per questo secondo Simposio Cantone/Comuni. Lo sono sia per quanto riguarda il numero, sia e soprattutto per la qualità della vostra presenza. La seconda considerazione va da sé ed è il ringraziamento mio e del Consiglio di Stato a tutti voi per essere qui a discutere sul futuro dell’istituzione che ci sta particolarmente a cuore: il Comune  

Questo Simposio assume una valenza decisiva per la continuazione del lavoro che svolgiamo assieme. Un’importanza sottolineata in modo chiaro anche nel programma di legislatura (Linee direttive) 2019-2023 presentato dal Governo. Il primo asse strategico “Rapporti con la cittadinanza e le istituzioni” – e già è emblematica la scelta di posizionare al numero uno questo capitolo – contempla l’obiettivo 5 con il titolo “Migliorare il dialogo e la ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni”. Per il Consiglio di Stato diventa imperativo favorire (cito) “le occasioni di dialogo e instaurare un clima di collaborazione, aperto e costruttivo”. Da qui “organizzare regolarmente eventi per facilitare il dialogo e il confronto costruttivo tra i due livelli di governo. Momenti informativi dedicati alle autorità politiche dei Comuni come, ad esempio, il Simposio di dialogo Cantone-Comuni” (fine della citazione).  

Una modalità di lavoro introdotta già lo scorso anno con reciproca soddisfazione, stando alle reazioni avute 12 mesi fa. Ma sulla questione legata al dialogo mi riaggancerò nella parte conclusiva di questo intervento.  

Negli ultimi anni ci siamo concentrati sue due dei tre assi di riforma dell’istituto comunale: da un lato la dimensione del Comune e quindi tutta la politica delle aggregazioni sino a giungere al Piano cantonale delle aggregazioni. Dall’altro lato i compiti da affidare al Comune. E qui rientra il progetto Ticino 2020 voluto dal Governo che in questi mesi sta entrando nella fase decisiva e i cui risultati finali sono ancora da cogliere.  

Il terzo asse della riforma, ossia il funzionamento del Comune, lo stiamo discutendo e lanciando proprio oggi. È un grande cantiere anche questo. Il Dipartimento delle istituzioni con la sua Sezione degli enti locali sarà impegnato assieme a tutte le istanze interessate – penso ovviamente quindi ai Comuni e ai Patriziati con le loro associazioni – per individuare quali elementi introdurre in quella che sarà la revisione del quadro legislativo che regge il funzionamento del Comune. Una riflessione che durerà per tutto il 2020. Nelle nostre intenzioni vorremmo poi giungere al termine della legislatura comunale con l’approvazione da parte del Gran Consiglio della revisione delle norme legislative.  

Parallelamente non si interrompe il lavoro sulle aggregazioni e su Ticino 2020. Quest’anno diamo inizio al terzo asse che andrà a completare il quadro strategico che il Cantone ha elaborato per il Comune. Ma abbiamo ancora diverse pennellate da spalmare sulla tela di questa riforma. C’è però una riflessione sulla metodologia da mettere in campo in questa nostra azione che vorrei condividere con voi. Se vogliamo davvero definire i rapporti tra Cantone e Comune nel rispetto dei principi di sussidiarietà, di equivalenza fiscale, di federalismo asimmetrico e di partecipazione solidale, tenendo conto della nuova realtà socioeconomica ticinese, non possiamo esimerci da compiere un grande sforzo nella direzione del dialogo.  

Infatti, a prescindere da quelle che sono le riforme dell’istituto comunale, ciò che le due legislature passate mi hanno insegnato è costituito dal fatto che i rapporti tra i due “governi” (cantonale e comunale) sono messi in difficoltà da un dialogo insufficiente. Questa constatazione si è rafforzata dopo aver incontrato personalmente molti Municipi. Sono stati moltissimi i sindaci e i municipali che mi hanno ringraziato per essere andato a casa loro a discutere. Perché a livello generale manca un dialogo – aperto, franco e costruttivo – che non può essere demandato alla carta da lettera o a intermediari. Bisogna avere il coraggio di sedersi allo stesso tavolo di lavoro. Stare assieme per parlare e ascoltare. Solo da un ascolto attivo si potrà sperare di avere soluzioni che possano soddisfare entrambi i livelli istituzionali. E in ultima istanza che possano soddisfare il cittadino, che costituisce il nostro referente ultimo e più importante.  

In questo senso, così come lo fu il primo Simposio lo scorso anno che non deluse le attese, anche questo incontro odierno ci permetterà di dare nuovo slancio alla nostra azione comune… per il Comune.  

Per questo rimango positivo sul destino del Comune, anche se non nascondo le difficoltà e gli sgambetti che dovremo – assieme – superare. Il rinnovo dei poteri comunali nel prossimo mese di aprile dovrà rappresentare un’opportunità e non uno stop in questo importante processo.  

Ringrazio infine il Capo Sezione degli enti locali Marzio della Santa e i suoi collaboratori per l’organizzazione e tutti i relatori impegnati nei workshop di questo evento.           

“I tre seggi sono a rischio”

“I tre seggi sono a rischio”

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 3 febbraio 2020 de La Regione

Il movimento di via Monte Boglia lancia l’allarme e intima agli elettori: ‘Votate secco per la Lega!’
Nella festa pre-elettorale della Lega dei Ticinesi a Pregassona contrattacco al Plr e un solo obiettivo: ‘Desideriamo continuare a governare’

L’anno prossimo la Lega dei Ticinesi compirà trent’anni, una maturità che ha portato il movimento di via Monte Boglia dalle barricate e dalle carovane alle stanze dei bottoni. Presente in 63 Comuni su 107 cerca oggi nuove conferme, soprattutto a Lugano. Perché è proprio qui, sulle sponde del Ceresio, che si giocherà una campagna elettorale delicata: «Rivincere – ha esordito il sindaco leghista Marco Borradori alla festa tenutasi al capannone di Pregassona – è sempre più difficile che vincere. Nessuno ci regalerà nulla e per questo non esistono seggi o uscenti al sicuro. Ma a Lugano vogliamo continuare a governare, anche con gli altri, perché la Lega non ha mai messo da parte nessuno». Un terzo seggio, dunque, «tutt’altro che sicuro» non ha nascosto Borradori, plaudendo alla ‘velocità di crociera’ raggiunta con l’alleanza con l’Unione democratica di centro. Poi l’accenno alle “voci strane” che si sono fatte largo nelle ultime settimane e il chiaro riferimento al Partito liberale radicale: «Fa un po’ strano vedere questo defilarsi, questo buttare terra sugli altri per mascherare pasticci in cui si sono loro stessi infilati, questo far ricadere tutto su di noi, come se tutti non dovessero prendersi le proprie responsabilità, anche degli errori».

‘Più radici nei Comuni’
Un movimento che ieri – intonando più volte l’inno del ‘vota Lega e non esitar!’ – ha schierato, fra un salamino e un piatto di risotto, consiglieri di Stato e granconsiglieri, consiglieri nazionali e agli Stati, municipali e consiglieri comunali: «Dobbiamo mettere sempre più radici nei Comuni – ha annotato il direttore del Dipartimento del territorio Norman Gobbi –, da quel terreno dove arrivano mal di pancia e disillusioni. Perché, anche se gli altri stanno facendo peggio, non dobbiamo fermarci né sottovalutare le insidie. Occorre mobilitarci se vogliamo continuare a crescere».

Tre seggi a rischio, evocati anche dal municipale uscente Lorenzo Quadri: «Ogni voto conta» si è rivolto alla numerosa platea ribadendo i valori fondanti del movimento, quel ‘prima i nostri’, «anche nel sociale e nell’emergenza occupazionale». Dopo di lui è salito sul palco Michele Foletti, “l’uomo del pallottoliere” (nell’esecutivo luganese è responsabile delle finanze, ndr): «Siamo tre municipali complementari, che andiamo d’accordo e non siamo gelosi l’uno degli altri, capaci di condurre una città solida». La parola è poi passata all’unica candidata leghista, Sabrina Aldi: «La Lega dei Ticinesi – ha ribadito – può contare su donne valide e competenti e per una presenza, dunque, non solo per ragioni di quote». L’altra metà del cielo luganese: «La Lega – non ha mancato di dire – è nata sul Ceresio ed è qui che deve tornare a vincere». Vittoria che si fa quindi non scontata tanto che il consigliere comunale nonché cerimoniere della giornata, insieme a Michael Nyffeler, Andrea Sanvido lo ha detto chiaro: «Non è stato facile trovare i nomi per la lista dei candidati, anche per una certa diffidenza per chi oggi gestisce la politica. La Lega deve dunque mantenere i propri valori e utilizzare un linguaggio in grado di attirare i giovani. Se speculiamo sugli altri perderemo le elezioni».

I candidati
Il 5 aprile per la Lega ci saranno il sindaco Marco Borradori, i municipali uscenti, Michele Foletti e Lorenzo Quadri, e la grancosigliera Sabrina Aldi. Ad affiancarli, in quota Udc (partito alleato), ci saranno Raide Bassi, Tiziano Galeazzi e Alain Bühler. Per il Consiglio comunale i candidati leghisti sono: Luisa Aliprandi, Alessandro Barbero, Franco Bernasconi, Lukas Bernasconi, Moreno Berta, Samuele Berta, Gian Maria Bianchetti, Boris Bignasca, Marco Bortolin, Marcello Caduff, Andrea Censi, Stefano Di Casola, Michele Foletti, Stefano Gilardi, Laura Kämpf, Nirman Luraschi, Nicholas Marioli, Ero Medolago, Lucia Minotti, Michael Nyffeler, Alain Noser, Marusca Ortelli, Flavio Pesciallo, Rodolfo Pulino, Lorenzo Quadri, Gianluca Sala, Andrea Sanvido, Fabio Snaldi, Christian Tresoldi e Omar Wicht.
L’Udc schiera Paolo Andreetti, Raide Bassi, Gregory Bronz, Alain Bühler, Leonardo Bussi, Antonio Chiesa, Ivano Foraboschi, Carlo Frey, Tiziano Galeazzi, Stefano Gambazzi, Eleni Mandilas, Siro Mazzuchelli, Eros Nicola Mellini, Fabio Padovan, Claudio Paoletta, Antimo Queleroso, Maurizio Reichlin, Paolo Reichlin, Alan Rusconi, Zahra Rusconi, Ferenc Szerdahelyi, Rosita Testorelli, Marco Vigilante.

Alcuni partiti si scannano, “ma io credo nei Comuni”

Alcuni partiti si scannano, “ma io credo nei Comuni”

Dopo la presentazione delle liste per le elezioni comunali

“Leggendo i giornali nelle ultime settimane deve dire che la preoccupazione per le sorti dei Comuni, in vista delle elezioni di aprile, non mi è mancata. Si è riferito spesso di liti all’interno dei partiti, in particolare dei due partiti di centro PLR e PPD, sulla costituzione delle liste. Diatribe spesso di carattere personale, non già sui temi, lotte di potere per chi osserva la realtà in modo distaccato. L’esempio di Lugano è solo uno, sicuramente il più eclatante vista l’importanza della città per tutto il Ticino. È evidente che qualcosa in questi partiti sta succedendo. Vedremo come si svilupperanno in futuro tali vicende e quali strascichi avranno sul risultato stesso delle elezioni”. A esprimersi così è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha particolarmente a cuore, come ancora evidenziato la scorsa settimana da queste colonne, i destini degli enti locali ticinesi. “Devo però aggiungere che se penso alle migliaia di persone che oggi in Ticino si mettono ancora a disposizione per entrare nei Municipi o nei Consigli comunali (è di lunedì la presentazione di tutte le liste nei Comuni, ndr) allora un po’ mi tranquillizzo. Resta il fatto che il sentimento di appartenenza e la disponibilità di impegnarsi per la cosa pubblica sono valori che vanno coltivati e in questo senso spero che chi governa gli enti locali se ne renda sempre più conto, sostenendo tutte quelle associazioni che permettono all’individuo di sentirsi parte di una comunità che va oltre sé stesso, rispettivamente coinvolgendo i cittadini con coraggio nei processi decisionali. Spero quindi che le cittadine e i cittadini di questo nostro Cantone abbiano sempre e ancora voglia di impegnarsi per il bene dei Comuni, che rimangono l’istituzione politica decisiva – in questo nostro sistema federalista – per lo sviluppo, il benessere e la qualità di vita dei ticinesi. In questi anni alla guida del Dipartimento delle istituzioni e prima quale consigliere comunale e municipale di Quinto ho potuto toccare con mano quanto sia necessaria e vitale l’attività dei nostri Comuni e il lavoro dei politici impegnati a questo livello. Chi fa politica nei Municipi e nei Consigli comunali deve avere la convinzione, come detto, di essere una persona molto importante. Rispondere ai bisogni della gente, quelli che ci toccano più direttamente, immaginare un futuro sempre migliore, impegnarsi per creare opportunità di lavoro, di svago, di qualità residenziale: ecco a cosa le migliaia di persone in lista devono aspirare. E tutti possono raggiungere questi obiettivi, anche perché, per dirla con Benedetto Croce “non abbiamo bisogno di chissà quali grandi uomini, abbiamo solo bisogno di più gente onesta”. Per questo dico GRAZIE a tutti coloro che hanno accettato di figurare sulle liste e di pensare al bene della comunità in cui vive”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.