Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Da www.laregione.ch
Elezioni confermate, operazioni di spoglio ‘rallentate’, entrata in carica il 1° giugno o il 1° luglio. Parla il capo del Dipartimento istituzioni Gobbi

Elezioni comunali del 5 aprile “mantenute”, operazioni di spoglio “rallentate” affinché possano essere svolte nella massima sicurezza ed entrata  in carica degli eletti “il 1° giugno o il 1° luglio”. È questo lo scenario su cui Dipartimento istituzioni e Municipi paiono convergere. Se ne dovrebbe sapere di più domani.
“È l’ipotesi emersa dalle consultazioni che abbiamo avuto tra ieri e oggi”, dice, appena contattato dalla ‘Regione’, il direttore del Dipartimento Norman Gobbi. Spoglio rallentanto, nel senso “che i risultati dei Municipi potrebbero essere comunicati il lunedì sera, e non la domenica, e quelli degli organi legislativi comunali la sera successiva – spiega il consigliere di Stato -. Questo perché il tassativo rispetto delle direttive sanitarie allungherà inevitabilmente i tempi delle operazioni”. L’entrata in carica degli eletti avverrà invece non prima di due, tre mesi dopo la pubblicazione dei risultati.
“Ovviamente tutto dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia in Ticino”, aggiunge Gobbi. “In ogni caso l’assunzione delle cariche non ci sarà subito perché Municipi, consigli e assemblee comunali uscenti devono garantire, in questo momento delicatissimo, il costante funzionamento degli enti locali”, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni.
Non sarebbe meglio rinviare le elezioni? “Il materiale di voto è già stato distribuito, c’è già chi ha votato per corrispondenza e per il voto al seggio verranno fatte osservare scrupolosamente le disposizioni di sicurezza, anche se molti elettori, penso, faranno capo al voto per corrispondenza data la situazione: no, allo stato attuale, rinviarle sarebbe molto più complicato”, risponde Gobbi. “L’importante  – prosegue il consigliere di Stato – è assicurare al cittadino la possibilità di esprimere le proprie preferenze. Se lo scenario indicato sarà confermato domani dal Consiglio di Stato, dal giorno successivo i competenti servizi del mio Dipartimento e la Cancelleria inizieranno a lavorare con i Comuni affinché ciò sia realtà. Sarebbe inoltre un messaggio positivo all’indirizzo della cittadinanza: un elemento di continuità ‘sicura’ in un periodo di grandi timori”.
Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, Sezione del militare e della protezione della popolazione, conferma che le giornate di reclutamento militare e della Protezione civile, le attività di tiro fuori del servizio così come i corsi di formazione della Protezione civile presso il Centro cantonale d’istruzione di Rivera sono da subito sospesi fino a nuovo avviso.

Reclutamento 
La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito, in accordo con i Cantoni, di annullare il reclutamento, conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile è annullato a partire da lunedì 16 marzo 2020 fino a nuovo avviso. Pertanto tutti i convocati al reclutamento non devono entrare in servizio.
Dal momento in cui la situazione lo permetterà, gli astretti al servizio riceveranno una nuova convocazione tramite ordine di marcia.

Tiro fuori servizio
In accordo con l’Ufficiale federale di tiro 17° circondario, si conferma che tutte le attività di tiro fuori del servizio sono sospese fino a nuovo avviso. Non appena la situazione lo consentirà le società di tiro interessate saranno informate sulle modalità per riprendere queste attività.

Moduli formativi PCi
Si conferma che tutti i corsi di formazione che si svolgono presso il Centro d’istruzione di Rivera sono annullati.

Per evitare incomprensioni, tutti i convocati al reclutamento e ai corsi di formazione annullati riceveranno nei prossimi giorni un’informazione personale; successivamente sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Covid-19: “La protezione inizia già alla frontiera”

Covid-19: “La protezione inizia già alla frontiera”

L’attivazione dell’articolo 41 della legge federale sulle pandemie – quello che permette un controllo sanitario stretto sulle persone che entrano in territorio svizzero e soprattutto che dà la possibilità di impedire per comprovate questioni sanitarie di varcare il confine svizzero – è stato richiesto già mercoledì dal Governo ticinese con lettera al Consiglio federale.
“Quanto introdotto dal Governo italiano sabato sera per tutta la Regione Lombardia, ossia il blocco totale delle attività con la richiesta di evitare spostamenti e contatti, e in seguito per tutto il territorio italiano, ha avuto una ripercussione diretta sul Ticino”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, promotore di questa richiesta. “Già domenica ci siamo confrontati con il Consiglio federale, chiedendo che le guardie di confine applicassero un filtro importante. Nello stesso tempo abbiamo messo a disposizione la Polizia cantonale per un sostegno al controllo. Un lavoro, quello degli agenti della cantonale, che non può svolgersi all’interno del perimetro doganale, ma più in retrovia e che è stato subito implementato a partire da lunedì. Dal giorno successivo la guardia di finanza italiana ha dato finalmente seguito al decreto-Conte, permettendo il passaggio della dogana solo ai lavoratori frontalieri, con il permesso e con un’autocertificazione sullo stato di salute. Sommando questi interventi con le difficoltà oggettive di molte aziende ticinesi per il brusco calo di ordinazioni e di scambi commerciali con l’Italia ormai completamente ferma, le auto che entrano e escono dal territorio ticinese si sono più che dimezzate: il 20 febbraio sono entrate e uscite dai nostri valichi 70’017 vetture; giovedì 12 marzo sono invece state solo 31’068. Il beneficio ambientale è stato sicuramente rilevante e, almeno quello, perdurerà. Anche gli automobilisti ticinesi in questi giorni hanno visto migliorare in un sol colpo la situazione, mentre i frontalieri hanno dovuto accettare lunghe attese in prossimità dei valichi principali (chiusi quelli secondari per concentrare il lavoro di monitoraggio dei passaggi), con inconvenienti anche al traffico locale, in particolare nei Comuni del Mendrisiotto, Chiasso in primis. Il controllo dei passaggi alle frontiere in questo specifico caso diventa indispensabile per tentare di arginare l’espandersi del virus tra la popolazione residente in Ticino. Una priorità in questa impegnativa sfida. I provvedimenti adottati dal Consiglio di Stato mercoledì 11 marzo con la dichiarazione dello stato di necessità e in seguito venerdì 13 marzo sono molto invasivi per la vita di noi tutti, così come sono imprescindibili il richiamo alla massima responsabilità individuale, alla collaborazione, all’unità d’intenti e alla solidarietà che ci porteranno a superare questa emergenza”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.