Da www.laprovinciadicomo.it
Il presidente del Consiglio di Stato ed esponente della Lega dei Ticinesi dopo la protesta dei sindaci per riaprire la dogana di Lanzo
Da www.laprovinciadicomo.it
Il presidente del Consiglio di Stato ed esponente della Lega dei Ticinesi dopo la protesta dei sindaci per riaprire la dogana di Lanzo
Da www.rts.ch – Trasmissione 19h30
Comunicato stampa
È stato presentato oggi “Vivi il tuo Ticino”, un importante progetto sviluppato con l’obiettivo di incentivare la stagione turistica estiva.
Dopo aver già adottato diverse misure urgenti a favore del settore turistico ticinese – come la sospensione dell’incasso delle rate dei mutui concessi ai sensi della Legge sul turismo (LTur), la cessione dei crediti per sussidi LTur agli istituti bancari, la sospensione della riscossione della tassa esercizi pubblici per l’anno 2020 e altre misure – il Consiglio di Stato, per il tramite e su iniziativa del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), ha sviluppato delle nuove misure per incentivare la stagione turistica estiva.
In questo senso è nato, in collaborazione con BancaStato e con l’Agenzia Turistica Ticinese (ATT), il progetto “Vivi il tuo Ticino”. Quest’ultimo si compone di due prodotti distinti, denominati “Soggiorna in Ticino” e “Gusta il Ticino”, per il periodo che va dal 22 giugno al 30 settembre 2020.
Grazie al prodotto “Soggiorna in Ticino” i cittadini residenti nel nostro Cantone potranno pernottare in tutte le strutture ricettive beneficiando di uno sconto del 20%, così come beneficiare dei vantaggi legati a Ticino Ticket.
Attraverso, invece, il prodotto “Gusta il Ticino”, la popolazione maggiorenne residente in Ticino potrà beneficiare di un buono di 25 franchi da consumare cenando presso qualsiasi ristorante.
A questi sconti se ne possono aggiungere altri di partner che vorranno partecipare al progetto, sia per l’iniziativa “Soggiorna in Ticino” che per quella denominata “Gusta il Ticino”. Per quanto riguarda, ad esempio, BancaStato, la sua clientela privata potrà usufruire di uno sconto supplementare del 20% per i pernottamenti e di un buono supplementare di 50 franchi per una cena.
Il progetto “Vivi il tuo Ticino”, la cui gestione operativa sarà curata dall’ATT con il supporto del DFE, ha un costo complessivo di circa 6.2 milioni di franchi, finanziati da BancaStato con circa 2 milioni di franchi del proprio budget “marketing”; il rimanente costo andrà ad incidere, a dipendenza dell’andamento dei conti del Gruppo, sulla distribuzione dell’utile da riversare al Cantone nel 2021.
Si calcola che il progetto “Vivi il tuo Ticino” avrà un indotto di circa 20 milioni di franchi a favore del settore turistico ticinese. In questo modo sarà possibile realizzare un duplice obiettivo: contribuire, da un lato, al rilancio delle strutture ricettive e della ristorazione, e far sì, dall’altro lato, che i ticinesi riscoprano le bellezze del proprio territorio, diventandone in maniera ancora più consapevole dei veri e propri ambasciatori.
Nelle prossime settimane seguiranno indicazioni più dettagliate sul progetto.
La conferenza stampa – a cui hanno partecipato, oltre al Presidente del Governo Norman Gobbi e al Consigliere di Stato e Direttore del DFE Christian Vitta, anche il Presidente della Direzione generale di BancaStato Fabrizio Cieslakiewicz e il Direttore dell’ATT Angelo Trotta – è infine stata l’occasione per anticipare i primi dettagli di quella che sarà la campagna di marketing verso la clientela svizzera, tradizionale bacino di riferimento del settore turistico ticinese. Turisti che potranno continuare a beneficiare anche del Ticino Ticket, prodotto che s’intende consolidare e rendere ancora più allettante.
| Il settore turistico ticinese Secondo lo Studio sull’impatto economico del turismo pubblicato nel 2015 dal DFE, il settore rappresenta circa l’11% del PIL, dà lavoro a oltre 22’000 persone e crea un valore aggiunto lordo di 2.1 miliardi di franchi. I pernottamenti alberghieri annuali sono circa 2.4 milioni, mentre i pernottamenti totali sono circa 8.2 milioni. |
Comunicato stampa
La bella stagione è alle porte e come tradizione Strade Sicure, Polizia cantonale e polizie comunali tornano a sensibilizzare i motociclisti affinché diminuiscano gli incidenti che li vedono coinvolti. Nelle scorse settimane abbiamo assistito a una loro leggera crescita con, purtroppo, la morte di un conducente di una due ruote. Quest’anno, vista l’attuale situazione legata al COVID-19, oltre a consigliare prudenza alla guida e di indossare abbigliamento protettivo, li si invita pure a prestare attenzione, specialmente durante le soste, al rispetto della distanza sociale e delle regole di igiene.
Per quanto riguarda gli incidenti che vedono coinvolti motociclisti in Svizzera si assiste a una diminuzione dei centauri deceduti, passati dai 42 del 2018 ai 30 del 2019, come pure dei feriti gravi, passati dai 1’068 del 2018 ai 990 dello scorso anno. Pure in Ticino abbiamo assistito, a fronte di 408 incidenti, a una diminuzione dei centauri deceduti: 3 rispetto ai 6 di due anni fa. I feriti gravi hanno invece raggiunto quota 92 (95 nel 2018). La riduzione, anche dovuta agli sforzi in materia di prevenzione degli ultimi anni, non deve però indurre ad abbassare la guardia. I conducenti di motoveicoli sono infatti tra i più vulnerabili quali utenti della strada ed è quindi di primaria importanza continuare ad insistere nel richiedere di rispettare pochi e semplici consigli quali il rispettare le regole della strada, i limiti di velocità, le distanze nonché di adottare una guida difensiva. La sicurezza passa pure dalle precauzioni che devono essere prese prima di inforcare la due ruote.
A partire da ieri, lunedì 11 maggio 2020, l’allentamento dei provvedimenti decretati dalle autorità federali permette nuovamente di effettuare delle gite in moto. Bisogna comunque rispettare la distanza sociale di 2 metri durante le soste nonché evitare l’assembramento di più di 5 persone per gruppo. Resta pure valida la regola fondamentale relativa all’igiene delle mani. Sempre per motivi di igiene, si deve evitare lo scambio occasionale di guanti e casco. Gli incidenti sulle due ruote possono capitare, una banale scivolata, una caduta improvvisa o una precedenza non rispettata, potrebbero avere conseguenze anche gravi quali il ricovero in ospedale. Il virus, come già rilevato in altre circostanze, ha messo a dura prova l’intero sistema sanitario. Un incidente avrebbe quindi quale conseguenza di ulteriormente sovraccaricare il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate nel far rispettare le direttive federali e cantonali, nonché le strutture sanitarie confrontate con un incremento delle loro attività a tutela della salute pubblica. Ribadiamo infine di rispettare i suggerimenti e le precauzioni sopraelencate per
affrontare il viaggio in moto in sicurezza. Inoltre, se state per affrontare un percorso lungo, non dimenticate le pause rigeneratrici dopo un periodo di guida ininterrotta.
Comunicato stampa
Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC), a fronte delle nuove riaperture previste in data odierna, raccomanda di continuare a rispettare le regole di distanza fisica e di igiene accresciuta per proteggere se stessi e gli altri, con particolare riguardo per le categorie più vulnerabili. Per garantire un’informazione univoca e aggiornata a tutta la popolazione, si invitano gli enti pubblici e privati a ritirare il materiale informativo delle ultime settimane e a sostituirlo con le indicazioni aggiornate divulgate dal Cantone e dalla Confederazione.
Con l’entrata in vigore della seconda fase delle misure di allentamento annunciate dalla Confederazione oggi, lunedì 11 maggio, possiamo ripartire. In questa fase la campagna di sensibilizzazione cantonale prosegue con il messaggio “Mi proteggo, ti proteggo”, ribadendo l’importanza del rispetto di semplici regole di igiene accresciute e di sicurezza. Con gli spostamenti e le riaperture delle attività aumentano, infatti, i contatti sociali. In questo nuovo contesto è dunque ancora più importante mantenere alta la guardia, continuare proteggersi e a per proteggere gli altri, mantenere la distanza fisica, lavarsi frequentemente le mani e usare la mascherina se non è possibile tenersi a distanza durante un contatto prolungato. Le nuove raccomandazioni cantonali per l’utilizzo delle mascherine suggeriscono l’uso di mascherine protettive in caso di contatti prolungati e laddove le distanze fisiche non possono essere garantite. Nei casi in cui il contatto è breve e le distanze sono garantite, la mascherina non ha utilità. Quando invece la distanza non può essere garantita durante brevi contatti, o in caso di contatti prolungati garantendo la distanza, la mascherina può essere utile.
La distanza fisica di sicurezza minima è 2 metri. Il tempo considerato come breve è per contatti inferiori ai 15 minuti. Incrociarsi (ad esempio all’entrata di un negozio o attraversando la strada) non costituisce un contatto. Le disposizioni valgono sia in ambiente interno sia in ambiente esterno. Sono fatte eccezioni a queste raccomandazioni per il personale socio-sanitario, le persone che presentano sintomi, le persone particolarmente vulnerabili, le persone ammalate e chi lavora in ambiti professionali con direttive igieniche settoriali. In caso di sintomi influenzali ricordiamo di non recarsi al Pronto soccorso e di contattare il proprio medico di famiglia.
Lo SMCC comunica che un servizio minimo di aiuto a domicilio continua a essere garantito almeno per tutto il mese di maggio. Essere informati sull’evoluzione epidemiologica è altrettanto importante: tutti gli ultimi aggiornamenti sono disponibili sul sito www.ti.ch/coronavirus e sui canali social del Servizio di promozione e valutazione sanitaria del DSS (https://www.facebook.com/promozionedellasalute e https://www.instagram.com/promozione_salute/).
Si ricorda inoltre che è sempre a disposizione l’hotline per il Canton Ticino e per il Grigioni italiano al numero 0800 144 144 attiva dalle 7.00 alle 22.00 e l’hotline dell’Ufficio federale della sanità pubblica al numero 0041 58 463 00 00 attiva 24 ore su 24.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi da questa settimana è il nuovo presidente del Governo. A lui spetterà il compito, nei prossimi mesi, di definire l’agenda politica del Consiglio di Stato, impegnato in questa seconda fase dell’emergenza coronavirus. “Sarà un compito importante – afferma il neo presidente Norman Gobbi – perché tutta la classe politica ticinese è chiamata a dare le risposte giuste al dopo emergenza. Occorre tener conto delle legittime aspettative dell’economia, dimostrando però responsabilità in ambito sanitario”. Il tutto in una situazione internazionale e nazionale che presenta ancora grandi incognite. Insomma: un lavoro non semplice. “Abbiamo la fortuna di saper collaborare all’interno del Governo. Lo abbiamo dimostrato non solo durante questa prima parte dell’emergenza, ma pure nella lunga fase che ci ha permesso di risanare i conti dello Stato. Una situazione finanziaria ritornata in attivo dopo diversi anni, che ci consente ora di affrontare la crisi senza macinii sulle spalle. Però la strada da percorrere è lunga, tutta in salita”. Per questo motivo nel breve discorso che ha tenuto davanti alla stampa mercoledì scorso ha usato la metafora del passo del montanaro? “Si, esatto, chi va in montagna sa che non può permettersi di correre, con il rischio poi di trovarsi in riserva e di non più poter procedere. La cosa fondamentale è raggiungere la meta, con un passo regolare, ma costante. Guardando sempre avanti e senza voltarsi troppo indietro per non perdere tempo”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Proprio durante la sua prima conferenza stampa in qualità di presidente, parlando a proposito del settore della ristorazione, lei non ha mancato di criticare Berna per le modalità che definiscono la riapertura di ristoranti e bar fissata già per domani, 11 maggio. “Ci sono due aspetti critici: da un lato la decisione di riaprire non era stata concordata con i Cantoni. In Ticino ci aspettavamo di avere qualche settimana in più per poter monitorare meglio la curva dei contagi. Dall’altro lato, poi, la base legale su cui poggiano tutte le misure di protezione accresciute è arrivata solo venerdì, mettendo in difficoltà gli operatori del settore e le autorità, chiamate anche a effettuare i controlli. È indispensabile agire ai tre livelli istituzionali (Confederazione, Cantoni e Comuni) in modo più collaborativo. In questa circostanza Berna ci è ricascata e ha riversato sui Cantoni delle decisioni che poi devono essere messe in pratica, senza dare modo e tempo per organizzarsi. Lavorerò affinché ci sia più coordinazione, mantenendo rapporti costanti, giornalieri con Berna”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.
Comunicato stampa
Domenica sera i colori del Cantone Ticino, rosso e blu, illumineranno la facciata di Palazzo delle Orsoline, sulla quale sarà proiettata la scritta #GrazieTicino. L’iniziativa – promossa da un privato cittadino – intende esprimere gratitudine verso la popolazione ticinese e tutte le persone che sono state impegnate per gestire l’emergenza legata alla diffusione del coronavirus sul nostro territorio.
Dalle 21.30 alle 23.00 di domenica 10 maggio, la sede del Governo e del Parlamento ticinesi si tingerà con i colori della nostra bandiera. L’iniziativa, promossa da un privato cittadino, è organizzata nella sera che precede un’importante tappa del lento percorso verso la normalità. L’obiettivo è di rendere omaggio agli sforzi delle autorità cantonali e di tutti gli attori che in queste settimane si sono impegnati per gestire l’emergenza sanitaria.
Un ringraziamento speciale – simboleggiato dalla scritta #GrazieTicino – sarà naturalmente rivolto anche alla popolazione ticinese, che negli ultimi mesi ha dato prova di grande disciplina e senso di responsabilità. Il comportamento corretto delle cittadine e dei cittadini ha infatti dato un contributo fondamentale per contenere la diffusione del virus e per appiattire la curva dei contagi.
Comunicato stampa
Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) e la Diocesi di Lugano comunicano che questa mattina, su richiesta del Vescovo Monsignor Valerio Lazzeri, si è svolto un incontro a Bellinzona, presso la CECAL. Vi hanno preso parte, oltre al Vescovo stesso, il Presidente del Governo Norman Gobbi, il Capo dello SMCC Matteo Cocchi, il sostituto Capo dello SMCC Ryan Pedevilla e il Vicario generale Monsignor Nicola Zanini.
L’incontro odierno fa seguito ai diversi contatti che lo SMCC ha tenuto con la Diocesi di Lugano durante la prima fase della crisi sanitaria. Questi contatti hanno permesso di coordinare una serie di misure adottate dalla Diocesi di Lugano nell’ambito delle restrizioni sancite dalle Autorità cantonali e federali. In questo ambito, da lunedì prossimo, 11 maggio, vi sarà un allineamento con le disposizioni federali anche per quanto riguarda le funzioni religiose.
Durante l’incontro, nell’ottica di anticipare i tempi e di continuare il dialogo e la collaborazione, è stata discussa una serie di misure che la Diocesi di Lugano prevede di applicare in vista delle riaperture delle funzioni nei luoghi di culto che, secondo l’Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19), restano ancora sospese.
Nella discussione il Vescovo Lazzeri ha ringraziato le autorità per il grande impegno profuso durante le ultime settimane, in particolare per il costante spirito di collaborazione che ha caratterizzato finora i contatti con le Autorità cantonali, che hanno sempre dimostrato ascolto e apertura. Il Vescovo ha tenuto a sottolineare l’attesa dei fedeli di poter ritornare, nei tempi e nei termini migliori possibili, alla ripresa delle celebrazioni con concorso di popolo. Il Presidente del Governo, dal canto suo, ha espresso grande apprezzamento per tutti coloro che in queste settimane di crisi sanitaria, hanno rispettato le disposizioni finalizzate ad evitare il rischio di contagi, rinunciando a seguire lo svolgimento delle funzioni religiose.
A seguito della discussione e comprensivo di quanto esposto dai rappresentanti della Diocesi di Lugano, il Presidente del Governo Norman Gobbi si farà promotore nei confronti delle Autorità federali allo scopo di ricercare delle soluzioni che rendano possibile, anticipatamente, un allentamento delle misure restrittive che gravano sulle funzioni religiose.
Da www.liberatv.ch
Vitta: “Tutto è cambiato rapidamente. Ai ticinesi dico grazie con il cuore”.
Gobbi: “Uniti ripartiremo”
Le prime parole di Norman Gobbi da Presidente: “Distanti ripartiamo”
Gobbi: “Il primo grazie va a Christian Vitta, che in questi mesi è stato molto presente nelle vostre abitazioni. Un pensiero va anche alla famiglia di Christian che in questi mesi lo ha visto poco. Sono state settimane difficili per tutti. Capisco quanto può essere stato difficile staccarci dai nostri cari. In queste settimane abbiamo potuto imparare diverse cose, tra cui il buon funzionamento del sistema federale. Dopo aver superato la prima onda, dobbiamo essere consapevoli che il domani non sarà più come ieri. Dovremo cambiare diversi atteggiamenti in futuro. Questa crisi ci ha dimostrato come la cura del dettaglio passa anche dai Comuni, che sono l’organo più vicino ai cittadini. Abbiamo apprezzato come la popolazione ticinese è stata in grado di assumersi le responsabilità nel rispettare le norme decretate dalle autorità. Si sono resi conti della gravità del momento e hanno risposto a dovere. Avremmo voluto evitare di chiedere le finestre di crisi, ma siamo riusciti ad appiattire la curva dei nuovi casi. Questo era l’obiettivo e adesso possiamo guardare con ottimismo al futuro. Dobbiamo però procedere piano piano, con prudenza e rispetto delle regole se vogliamo evitare scenari peggiori. Vogliamo evitare di tornare in una situazione di emergenza. Il Governo è pronto per continuare a lavorare duramente. Dovremo pianificare i prossimi passi con cura. Lo stato di necessità continua fino (almeno) alla fine di maggio. Si tratta di rispondere e continuare a mantenere alta la guardia. Distanti ripartiamo. È questo il nuovo motto”.
“Non ci aspettavamo la riapertura di bar e ristoranti”
Gobbi: “Quanto comunichiamo stasera sono conseguenze delle decisioni del Consiglio Federale. Settimana scorsa, il Consiglio Federale ha deciso di riaprire l’11 maggio gli esercizi pubblici. Ma sono decisioni che non sono state ancora regolamentate. Nemmeno gli esercizi pubblici saranno gli stessi. Le abitudini che avevamo non ci saranno più ore. Dovremo capire quanto il settore della ristorazione potrà subito l’impatto. Questa nuova normalità dovrà essere accompagnata da misure di protezione che richiederanno sicuramente dei sacrifici. L’obiettivo è però ripristinare una ‘nuova’ normalità. Una normalità a cui dovremo adattarci. L’apertura di bar e ristoranti non era prevista così presto. L’accelerazione ci ha trovato di sorpresa e confidiamo nella disciplina degli operatori.
Intervista all’interno dell’edizione di mercoledì 6 maggio 2020 de Il Quotidiano
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