Aggregazione Medio Vedeggio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Aggregazione Medio Vedeggio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Comunicato stampa

I cittadini di Bedano e Gravesano si esprimeranno in votazione consultiva domenica 18 ottobre 2020 sul progetto di aggregazione fra i due Comuni.
Il Consiglio di Stato ha infatti approvato lo studio allestito dalla Commissione incaricata di formulare una proposta per la nascita del nuovo Comune di Medio Vedeggio.

Lo scorso 25 giugno la Commissione di Studio composta da rappresentanti dei Municipi di Bedano e Gravesano ha terminato il proprio lavoro, consegnando il rapporto finale che il Consiglio di Stato ha approvato negli scorsi giorni. Con questo passo, il Governo si è inoltre impegnato a riconoscere un contributo complessivo di un milione di franchi: 200 mila franchi per la riorganizzazione amministrativa e 800 mila franchi per investimenti di sviluppo. Il futuro Comune sarà inoltre sostenuto dalle Autorità cantonali, nel limite del possibile, per quanto riguarda la modifica del Piano regolatore necessaria a realizzare un centro polisportivo con un magazzino comunale e una struttura di Protezione civile.
Il futuro Comune di Medio Vedeggio, questo il nome scelto dalla Commissione di studio, conterebbe circa 3’000 abitanti e sarebbe gestito da un Municipio a 5 seggi, con un Consiglio comunale di 25 membri. Dal profilo finanziario, al netto delle imponderabili conseguenze dell’attuale crisi sanitaria che coinvolgerà peraltro tutti gli enti pubblici indipendentemente da eventuali aggregazioni, la situazione si presenta solida e stabile. Considerate anche le opere da realizzare, il nuovo Comune può porsi l’obiettivo di un – interessante – moltiplicatore politico compreso tra il 75% e l’80% con un autofinanziamento nei prossimi anni di circa 1.6 milioni di franchi all’anno.
Il Governo valuta con favore l’iniziativa promossa da Bedano e Gravesano, due Comuni confinanti, con un numero di abitanti comparabile, dalla conformazione territoriale molto simile con un’analoga tipologia insediativa, già oggi collegati tra loro da diverse interrelazioni istituzionali e sociali. Il progetto si inserisce inoltre in modo coerente nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), approvato dal Consiglio di Stato nel 2018 e ora all’esame del Gran Consiglio. Come noto, il Cantone predilige infatti le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza.

Coronavirus, i numeri del contact tracing

Coronavirus, i numeri del contact tracing

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 9 luglio 2020 de La Regione

Martedì ‘403 persone in quarantena’ (ultimo giorno per gli avventori del Woodstock dopo il caso positivo), ieri ’65’. Parla il tenente colonnello Pedevilla
«Beh, abbiamo avuto giorni più tranquilli». Il tenente colonnello Ryan Pedevilla, capo, al Dipartimento istituzioni, della Sezione del militare e della protezione della popolazione (Smpp), sovrintende al funzionamento in Ticino del servizio di contact tracing di cui è responsabile il Medico cantonale, ovvero all’attività del nucleo di specialisti che si occupa del tracciamento dei contatti allo scopo di arginare la diffusione del Coronavirus. Un’attività estremamente importante per cercare di interrompere la catena del contagio, per ‘smorzare’ il più rapidamente possibile i focolai. Ciò individuando coloro che sono entrati in contatto con una persona risultata positiva e ai quali verrà pertanto imposta la quarantena. «Se però il numero di casi positivi supera una certa soglia, la ricostruzione dei contatti diventa particolarmente difficile, se non impossibile – ricorda alla ’Regione’ Pedevilla -. È per questo che la scorsa settimana il Consiglio di Stato, data la ripresa dei contagi dopo un periodo con zero positivi, ha deciso e posto in vigore temporaneamente alcune misure. Fra cui il divieto degli assembramenti di più di trenta persone e la presenza massima di cento clienti in determinati esercizi pubblici, come ad esempio le discoteche, dalle 18 alla chiusura del locale».


Tenente colonnello Pedevilla, a proposito di numeri, quante sono al momento le persone in quarantena nel cantone?
Alle 16 di oggi (ieri, ndr) ce n’erano 65. Il picco lo si è raggiunto ieri (martedì, ndr), quando ce n’erano 403. Erano però soprattutto gli avventori del Woodstock presenti nel locale bellinzonese quel sabato sera in cui c’era la recluta risultata poi positiva al test dell’esercito. Per queste persone, in prevalenza giovani, martedì era l’ultimo giorno di quarantena.

E quanti sono gli operatori del servizio di contact tracing?
Tra collaboratori della Polizia cantonale e della Smpp e militi della Protezione civile, sono attualmente sei. Il contact tracing viene gestito dalla sede di Bellinzona della Cecal, la Centrale comune di allarme. I sei operatori garantiscono, con i turni, la copertura del servizio sette giorni su sette. Per far fronte a repentini aumenti dei casi di contagio e dunque delle quarantene, ogni settimana c’è un picchetto di cinque militi della Protezione civile, appositamente istruiti: in caso di necessità coadiuvano i sei operatori fissi. Il picchetto viene sciolto alla fine della settimana: all’inizio di quella successiva ne viene attivato un altro, con altri cinque militi.La formazione?
I militi impiegati nel contact tracing sono formati per assistere in maniera corretta le persone che necessitano di un supporto in determinati contesti. Questi militi della Protezione civile operano anche, per esempio, nelle case per anziani. L’assistenza è una delle specializzazioni della Protezione civile, come il salvataggio.

Qual è la prima reazione di chi viene contattato per la quarantena?
In genere le persone sono molto collaborative: prendono subito coscienza della situazione per la quale sono state contattate telefonicamente e mostrano grande disponibilità. È ovviamente uno dei presupposti per la riuscita del contact tracing. Dopo il primo contatto da parte nostra, sarà la persona nei dieci giorni di quarantena a interpellarci se ha bisogno o domande da porre.Ci sono stati particolari problemi durante le quarantene?
Non mi risulta. Chiaramente un conto è stare in una casa monofamigliare con giardino, un altro è trascorrere dieci giorni in un appartamento. Ma finora non sono a conoscenza di problemi emersi durante le quarantene, neppure nel corso di quelle recentissime che hanno coinvolto persone d’età compresa fra i 15 e i 40 anni. Così come non ci risultano casi di persone che anziché essere a casa, erano in montagna o al lago. Come autorità confidiamo nel senso di responsabilità individuale. La sua mancanza vanificherebbe sforzi e obiettivi del contact tracing.