Soggiorno in omaggio per festeggiare il San Gottardo

Soggiorno in omaggio per festeggiare il San Gottardo

Da www.ticinonews.ch

La grande cerimonia per i quarant’anni del tunnel stradale si farà post coronavirus. Per il momento Ticino Turismo ha deciso di celebrare questa giornata regalando un buono
La grande festa per i quarant’anni della galleria stradale del San Gottardo, a causa del coronavirus, è stata rimandata. Ma oggi le autorità hanno partecipato a una piccola cerimonia commemorativa in onore dei caduti durante la costruzione del tunnel.

Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, il presidente del Governo Norman Gobbi, il sindaco di Airolo Franco Pedrini e l’ex sindaco Mauro Chinotti hanno deciso di festeggiare questa importante giornata fermando un’automobile (a caso) all’uscita del tunnel per regalare un buono di soggiorno di due notti all’Hotel Internazionale a Bellinzona. A occuparsi del traffico e di fermare l’auto è stata la Polizia cantonale.
Ad avere la meglio è stata una famiglia zurighese che ora potrà avere la possibilità di passare un po’ di tempo nel nostro Cantone.

(Foto: Ticinonews.ch)

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Da www.tio.ch

Celebrati i 40 anni dall’apertura della galleria autostradale del San Gottardo
Si sono ricordati gli operai morti nel cantiere e una vettura in transito è stata simbolicamente omaggiataSi è tenuta questa mattina la cerimonia per i 40 anni dell’apertura al traffico della galleria autostradale del San Gottardo.
Una ricorrenza che è stata celebrata in modo molto sentito, nonostante le limitazioni causate dalle disposizioni per il contenimento della pandemia di coronavirus. Il raduno è stato organizzato, come ogni cinque anni, dal gruppo Raduno ex Maestranze, che richiama ai piedi del San Gottardo molti lavoratori che hanno contribuito a costruire il tunnel.
Dopo il ritrovo all’entrata del Centro di Manutenzione di Airolo sono stati posati dei fiori al monumento dei caduti durante la costruzione del traforo, posto all’entrata del Centro d’Intervento San Gottardo. Il parroco di Airolo Don Elizalde ha tenuto una breve preghiera, dopodiché un’autovettura in uscita dalla galleria è stata simbolicamente fermata e gli occupanti sono stati omaggiati di un buon per un fine settimana dal direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta.
Erano presenti per l’occasione il Presidente del comitato Gruppo Raduno ex Maestranze Mauro Chinotti, il sindaco di Airolo Franco Pedrini e il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.

Suona il corno, fischia il treno

Suona il corno, fischia il treno

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 4 settembre 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/il-quotidiano?id=13382619

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Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 5 settembre 2020 de La Regione

I corni delle alpi intrattengono tra loro un ampio dialogo musicale: «Il Nord incontra il Sud, il senso è quello», ci spiegherà poi Angelo Togni, uno degli interpreti; ‘Aprite le porte’ e la ‘Marcia della bandiera’ tra i brani eseguiti. Gli stessi temi che ricorrono nei discorsi delle autorità, arrivate poco prima delle 11 naturalmente in treno, un Giruno a lunga percorrenza e un Flirt/Tilo. Davanti a un centinaio scarso di ospiti e alle loro mascherine d’ordinanza – la pandemia ha decimato le possibilità d’accoglienza –, apre la cerimonia Simonetta Sommaruga: giacca blu su abito rosso, la presidente della Confederazione ricorda le sue estati in Ticino, villeggiante a Bellinzona con radici a Lugano, ai due lati di quella montagna che «per molto tempo ha diviso molte persone non solo dal punto di vista geografico, ma anche da quello sociale». Ora invece le unisce, grazie a quel tunnel di base che servirà anche a «proteggere le nostre care Alpi», anche se la soddisfazione non deve cedere all’autocompiacimento: «La politica di trasferimento delle perci su rotaia non è mai finita», ci farà presente al momento delle interviste; «per questo già l’anno scorso ho proposto al Consiglio federale misure per agevolare ancora di più i trasportatori, che si trovano in una situazione difficile. Dobbiamo sempre pensare in avanti per incoraggiare il trasporto su rotaia. È una cosa che la gente si aspetta da noi».
Quando tocca a lui prendere la parola, il direttore del Dipartimento federale degli Affari esteri Ignazio Cassis parla di un sogno realizzato: «Si dice che chi ha le visioni debba andare dal medico. Sarà perché sono un medico, ma credo che talvolta le visioni siano salutari». D’altronde, dice citando il premio Nobel per la letteratura Carl Spitteler, «se le Alpi avessero dovuto inventarle gli svizzeri», ‘misurati’ come sono «le avrebbero fatte molto più piccole». In mancanza di alternative, scherza Cassis, «non ci resta altro che bucarle» per passare «dal regno di Borradori a quello di Branda», tra «Estival e Festival». Per affermare e consolidare non solo l’unità cantonale, ma anche «la nostra appartenenza al continente europeo».
«Il Ticino diventerà sempre più una grande città», prevede poi il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi, grazie a un progetto nel quale il Cantone «ha sempre creduto e a tutti i livelli», anche quando a inizio anni Duemila il tunnel del Ceneri rischiò di sfumare per motivi di risparmio. E che il Cantone ci creda «lo sta dimostrando anche oggi, investendo 100 milioni di franchi all’anno per il trasporto pubblico». A margine dell’evento è il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali a chiosare sul tema: «Quest’opera è fondamentale nell’ottica del traffico regionale. Vorremmo arrivare ad avere un treno ogni quarto d’ora nel collegamento diretto tra gli agglomerati, e questo naturalmente con tempi di percorrenza dimezzati. Su questa base poggia anche un potenziamento del trasporto pubblico su gomma, a partire da dicembre di quest’anno, per spostare più persone possibile dal trasporto privato» e decongestionare le strade.
Palette da capostazione in mano, sono infine il Ceo di Ffs Vincent Ducrot e quello di AlpTransit Dieter Schwank a dare il segnale per il primo treno ufficiale che attraversa il tunnel: un portacontainer della Ffs Cargo International, simbolo di come da qui si voglia far passare tutto un continente. Alle 11.34 il convoglio corre lungo il viadotto che lo porta dentro alla montagna, dall’eco alpina del corno si passa al fischio della locomotiva.
Come un saluto.

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Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 5 settembre del Corriere del Ticino

L’orgoglio ticinese ora corre veloce come un treno da nord a sud
Il viaggio nel futuro è iniziato. Alla galleria di base del Monte Ceneri sono stati tolti ieri i veli dopo dodici anni di lavori. Il Ticino è più unito, con collegamenti più rapidi tra Lugano, Locarno e Bellinzona. L’attesa rivoluzione del trasporto pubblico è entrata ufficialmente nel vivo. Da ieri alle 11.34 il futuro è diventato presente. A quell’ora è transitato il primo treno attraverso la galleria di base del Monte Ceneri. La scelta è stata altamente simbolica: un convoglio merci del traffico combinato di FFS Cargo International che fa la spola tra l’Italia e la Germania. Il sud più vicino al nord. A tutti i livelli. Con il tunnel di 15,4 chilometri fra Camorino e Vezia – costruito in dodici anni e costato 3,6 miliardi di franchi – le distanze fra i principali centri del Cantone si accorciano. Dando vita alla tanto decantata Città Ticino, un concetto decisamente astratto che si spera possa davvero tramutarsi in realtà. Vedremo. Adesso è il momento di festeggiare un giorno storico che dopo l’inaugurazione del Lötschberg (2007) e del San Gottardo (2016) va a chiudere il cerchio della nuova trasversale ferroviaria alpina. AlpTransit è (quasi) completa. Adesso tocca alle Ferrovie trasformare questo ulteriore diamante grezzo in un gioiello di luce.

Tutti in carrozza
Non potevano che arrivare in treno, le autorità. Ieri, a Camorino, sull’ex cantiere, si è celebrata la festa della ferrovia, la festa di un’opera che cambierà completamente il trasporto pubblico a Sud delle Alpi. Dopo quella del 1. giugno 2016 la data del 4 settembre 2020 entrerà di diritto nelle pagine di storia svizzera. Allora era stata la galleria di base del San Gottardo, stavolta tocca a quella del Monte Ceneri. Una cerimonia sobria, con un centinaio di invitati, considerata l’emergenza sanitaria, ma non per questo meno emozionante per chi in questo manufatto ci ha creduto e per chi l’ha realizzato, rimettendoci (in due casi) purtroppo la vita. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, il collega consigliere federale Ignazio Cassis ed il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi sono giunti al portale nord rigorosamente su rotaia. I ministri su un Giruno (il futuro fulcro del traffico a lunga percorrenza), il consigliere di Stato unitamente ai CEO di AlpTransit (Dieter Schwank) e a quello delle Ferrovie (Vincent Ducrot) comodamente seduti su un Flirt. Non a caso: dal 13 dicembre prossimo, con il cambiamento d’orario, la distanza fra Lugano, Locarno e Bellinzona si ridurrà notevolmente.

La caduta del «muro»
Noblesse oblige partiamo da Simonetta Sommaruga. La direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni ha evidenziato come il traforo è la dimostrazione di cosa può fare la Svizzera quando è compatta: «La galleria di base del Ceneri, con quelle del Lötschberg e del San Gottardo, è la pietra miliare della nostra politica di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia. Non abbiamo ancora raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissi, ma adesso possiamo guardare al futuro con più ottimismo». La presidente della Confederazione ha in seguito ricordato quando da piccola, con la famiglia originaria del Luganese, trascorreva le vacanze a Bellinzona: «Il viaggio fra le due città sembrava non finire mai. Il Monte Ceneri per molto tempo ha diviso il Ticino, sia dal punto di vista geografico sia da quello sociale. Da oggi non sarà più così, e questo ci rende orgogliosi. Viva il treno, viva il Ticino, viva la Svizzera!». Ha concluso il breve intervento ricordando i due minatori morti durante il cantiere, nel settembre 2010 e nell’ottobre 2015.

La volontà di crescita
Il direttore del Dipartimento federale degli affari esteri Ignazio Cassis dal canto suo ha sottolineato come con il tunnel si realizzi una «visione. È un’opera incredibile. Anzi, dirò di più: siamo quasi arroganti perché abbattiamo le montagne per dar vita alla ferrovia di pianura. Il Ticino è ora più unito. Oggi diciamo sì alla Svizzera, a un cuore pulsante di arterie che si connettono al nostro Paese». Il consigliere federale, a questo proposito, ha ribadito l’importanza di intrattenere dei buoni rapporti con il resto dell’Europa, per far sentire la Confederazione al centro del Vecchio continente.
La parola è infine passata al presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il quale ha rilevato che «la galleria del Ceneri cambierà la nostra identità. Avremo la possibilità di sentirci più uniti: anche le regioni più a sud e a nord del Cantone saranno meglio servite dall’offerta di trasporto pubblico. Penso in particolare a Mendrisio e Chiasso, ma anche alla Leventina, la mia terra d’origine e di residenza, che ha dovuto subire per quasi un ventennio i grossi cantieri di Bodio e Faido durante la costruzione del San Gottardo. Il Ticino diventerà una grande città con ‘quartieri’ nel Sopra- e nel Sottoceneri e fungerà da polo intermedio fra il settentrione (la Zurich Greater Area) e il meridione (l’area metropolitana lombarda)». Ma questo cambiamento, da solo, non potrà fare miracoli. Occorrono orgoglio, volontà di crescita, lungimiranza e autodeterminazione per «presentarsi come una zona forte, compatta e di alto interesse economico, culturale e formativo per il resto del Paese. Rimbocchiamoci le maniche, pertanto, e saliamo in carrozza verso il Ticino di domani».

Fra gioia e commozione
Sul palco sono infine saliti i CEO di AlpTransit (Dieter Schwank) e delle FFS (Vincent Ducrot, in carica dallo scorso 1. aprile dopo essere subentrato ad Andreas Meyer, assente ieri, il quale ha guidato l’azienda in un decennio di grandissimi cambiamenti). È stato suggellato il passaggio di consegna dell’opera, formalmente già avvenuto allo scoccare della mezzanotte di martedì scorso. Il numero uno della società committente non ha nascosto la «grande gioia. Da soli, tuttavia, non sarebbe stato possibile realizzare quello che abbiamo fatto. Il lavoro di squadra, in primis con le Ferrovie e con le autorità ticinesi, è stato immenso». Anche Schwank ha omaggiato le vittime del cantiere del Ceneri: «Le ricordiamo ora e per sempre con la massima stima e con grande onore». Da notare che, all’esterno, vi è stata una manifestazione contro i presunti abusi (turni di lavoro troppo lunghi e caporalato) avvenuti sul cantiere.

In attesa del 13 dicembre
Il direttore generale dell’ex regia federale Vincent Ducrot si è detto «molto fiero: oggi si realizza un sogno», ricordando l’impegno che dovrà essere profuso, in particolare nei prossimi tre mesi, dal personale delle FFS in vista della messa in esercizio del 13 dicembre. Paletta da capotreno in mano, i due CEO hanno «salutato» il primo convoglio sbucato dal traforo. Il classico taglio del nastro ha chiuso i festeggiamenti, ai quali hanno partecipato – tra gli altri – il Consiglio di Stato in corpore, il presidente del Gran Consiglio Daniele Caverzasio, la consigliera agli Stati Marina Carobbio, i consiglieri nazionali Marco Romano, Rocco Cattaneo e Bruno Storni e l’ex ministra Laura Sadis nonché il direttore di TiLo ed ex dirigente di AlpTransit Denis Rossi («sono emozionato. Noi siamo pronti, i treni stanno arrivando», ci ha confidato).

 

 

 

“Cambierà anche la nostra identità di Ticinesi”

“Cambierà anche la nostra identità di Ticinesi”

Da www.liberatv.ch

Taglio del nastro ufficiale questa mattina. ‘Debutto’ per un treno merci. Sommaruga: “Decisione coraggiosa e lungimirante”

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha aperto oggi ufficialmente, assieme al consigliere federale Ignazio Cassis e al presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi, la galleria di base del Ceneri. La nuova ferrovia transalpina Alptransit, approvata nel 1992, è ora completata.
Con “quest’opera del secolo” la Svizzera potenzia la propria politica di trasferimento del traffico e la protezione delle Alpi. I viaggiatori si sposteranno più velocemente tra il nord e il sud e il Ticino beneficerà di un’interessante rete celere regionale. Durante le celebrazioni sono intervenuti anche i CEO delle FFS, Vincent Ducrot, e della AlpTransit San Gottardo SA, Dieter Schwank, che hanno sottolineato l’importanza di Alptransit per la Svizzera e per il traffico ferroviario.
Dalla votazione popolare del 1992 su Alptransit, la nuova ferrovia di pianura attraverso le Alpi ha richiesto l’impegno di tante persone. Oggi, con la galleria di base del Ceneri, l’opera giunge a completamento, potenziando la politica svizzera di trasferimento del traffico e la protezione delle Alpi. Grazie ad Alptransit, elemento centrale del corridoio ferroviario europeo per il traffico merci Rotterdam-Genova, aumenterà il volume di merci che potranno essere trasportate su rotaia invece che su strada. Per il traffico viaggiatori significa invece collegamenti più frequenti tra nord e sud e per il Ticino un’efficiente rete celere regionale: si dimezzano infatti i tempi di percorrenza tra le tre città di Lugano, Locarno e Bellinzona.
“Alptransit è stato lo spunto per una politica di trasferimento del traffico intelligente, della quale ancora oggi possiamo andare fieri”, ha affermato la presidente della Confederazione Sommaruga nel suo discorso, ringraziando la popolazione per aver consentito, con il proprio Sì ad Alptransit, la realizzazione di quest’opera del secolo. “Si è trattato di una decisione coraggiosa e lungimirante, sia per il nostro Paese che per la protezione delle Alpi. Il Ceneri dà nuovo impulso alla nostra politica di trasferimento del traffico”.
Il consigliere federale Ignazio Cassis ha evidenziato l’importanza di Alptransit da un lato per il suo Cantone, il Ticino, e dall’altro per la Svizzera e per il nostro continente, considerato che quest’opera potenzia il corridoio ferroviario merci europeo nord-sud e consente un trasporto rispettoso dell’ambiente. “Con quest’opera futuristica sottolineiamo la nostra appartenenza al continente europeo, ieri come oggi un bacino fondamentale per il nostro benessere”, ha dichiarato il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri.
Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi ha espresso la sua gioia per il salto di qualità che compiranno i trasporti pubblici grazie alla nuova rete celere regionale e ai collegamenti diretti tra Locarno e Lugano. “La galleria del Ceneri cambierà forse anche la nostra identità di Ticinesi. Grazie agli spostamenti rapidi all’interno del nostro Cantone, il Ticino diventerà una grande città con “quartieri” importanti nel Sopra- e Sottoceneri”, ha affermato.
Anche Vincent Ducrot e Dieter Schwank, CEO rispettivamente delle FFS e della AlpTransit San Gottardo SA (ATG), hanno elogiato l’importanza di Alptransit nei loro rispettivi interventi. Tra gli ospiti alle celebrazioni vi erano inoltre i membri del Governo ticinese, il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli come pure le delegazioni della ATG, impresa costruttrice della galleria, e delle FFS, futuro gestore. A causa della pandemia da coronavirus la cerimonia di apertura si è potuta svolgere solo in forma ridotta.
Con il taglio del nastro inaugurale, la presidente della Confederazione Sommaruga ha aperto alla circolazione la galleria di base del Ceneri. Contemporaneamente, un treno merci ha effettuato la sua prima corsa ufficiale attraverso la nuova opera, in direzione sud. I relatori provenienti da sud erano giunti sul posto con un treno della rete regionale celere ticinese, mentre quelli provenienti da nord con un treno a lunga percorrenza delle FFS. La cerimonia di apertura ha quindi dimostrato l’importante ruolo che la galleria di base del Ceneri gioca per il traffico regionale viaggiatori, per quello a lunga distanza e per il traffico merci.

https://www.liberatv.ch/news/cronaca/1459318/la-galleria-del-ceneri-e-realta-sommaruga-opera-del-secolo-gobbi-cambiera-anche-la-nostra-identita-di-ticinesi

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Da www.rsi.ch/news

Inaugurato il nuovo Ceneri
A Camorino tagliato il nastro della galleria di base che completa la ferrovia di pianura da Chiasso a Basilea, assicurando collegamenti interni veloci al Ticino

L’AlpTransit è finalmente completa. L’inaugurazione della nuova galleria di base del Ceneri avvenuta venerdì al portale nord di Camorino segna l’entrata in una nuova era del sistema di trasporto europeo, svizzero e ticinese. Una triplice valenza sottolineata dalla presenza delle delegazioni giunte da Bellinzona, Berna e dalle capitali dei paesi confinanti che, nel corso della cerimonia tenutasi in forma ridotta a causa della pandemia, hanno reso omaggio anche ai due operai morti nel corso dei lavori per la realizzazione del cunicolo lungo oltre 15 chilometri.
Il primo treno merci è entrato nella galleria alle 11.34 dando il via ai test di esercizio.
Subito si è svolto il taglio ufficiale del nastro che la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha accompagnato con le parole: “Viva il treno. Viva il Ticino. Viva la Svizzera”.
Poco distante dal capannone in cui si è svolta la cerimonia una trentina di persone ha inscenato una dimostrazione per chiedere “giustizia per gli operai”, alcuni dei quali lamentano le condizioni con cui sono stati trattati dalle ditte cui sono stati dati gli appalti.
Non tutte le opere ritenute necessarie sono state ancora realizzate (mancano, tra gli altri, il tunnel di aggiramento di Bellinzona con l’eventuale grande stazione Ticino sul Piano di Magadino e il prolungamento a sud di Lugano). Ma l’eliminazione delle salite e delle discese da Chiasso a Basilea, la riduzione dei raggi di curva e l’allargamento delle gallerie, da dicembre permetteranno la circolazione di treni merci lunghi e pesanti che garantiranno collegamenti concorrenziali tra il sud e il nord Europa. Ciò che, si spera, darà un’ulteriore spinta alla riduzione della presenza dei camion nelle Alpi. Inoltre si ridurranno ulteriormente i tempi di viaggio tra il Sottoceneri e l’Altopiano. Un motivo di grande soddisfazione anche per il Ticino che, con l’entrata in vigore del prossimo orario ferroviario, vedrà realizzati i collegamenti veloci tra il Bellinzonese, il Luganese e il Locarnese. Nascerà così anche l’agognata S-Bahn che ridurrà la distanza tra le varie realtà che compongono la Città Ticino.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Inaugurato-il-nuovo-Ceneri-13380723.html

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Da www.ticinonews.ch

https://www.ticinonews.ch/ticino/primo-treno-nella-galleria-del-ceneri-GB3146901

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di inaugurazione della galleria ferroviaria del Monte Ceneri

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di inaugurazione della galleria ferroviaria del Monte Ceneri

– Fa stato il discorso orale –  

Festeggiamo l’apertura della galleria di base del Ceneri come ultimo tassello – per ora – della ferrovia di pianura AlpTransit.
Per il Ticino si tratta di un momento storico. Già nel 2016 abbiamo celebrato un’altra grande opera per la Svizzera e per tutta l’Europa. Allora si trattava dell’apertura della galleria di base del San Gottardo.
Il Ceneri servirà soprattutto per il traffico interno ticinese, per collegare in modo rapido e sostenibile i tre poli di Lugano, Locarno e Bellinzona. Anche le regioni più a sud e a nord del Cantone saranno meglio servite dall’offerta di trasporto pubblico. Penso in particolare a Mendrisio e Chiasso e anche alla Leventina, la mia terra d’origine e di residenza, che ha dovuto subire per quasi un ventennio i grossi cantieri di Bodio e Faido durante la costruzione del San Gottardo.
Grazie alla galleria del Ceneri il traffico sarà meno congestionato sulle nostre strade e anche l’ambiente ne risentirà favorevolmente. Raggiungere Bellinzona, Lugano e Locarno in una sola mezz’ora non sarà più un miraggio, ma realtà!
L’offerta che sarà disponibile dal 5 aprile 2021 nella sua completezza permetterà ai Ticinesi di muoversi in modo più agevole e veloce all’interno del nostro territorio.
Correva l’anno 1989 quando il Consiglio federale decise che il tunnel del Ceneri fosse il completamento naturale della linea di pianura.
Il Ticino ha però tremato non poco quando nel 2003 all’interno del Parlamento federale si prospettava un posticipo dell’investimento per motivi di risparmio. I miei colleghi di Governo di quei tempi si sono alquanto prodigati affinché a livello federale la costruzione della galleria del Ceneri non fosse percepita come un “capriccio ticinese, bensì come una tappa indispensabile della realizzazione di Alptransit” (citazione di M. Borradori).
Il Cantone ci ha sempre creduto e a tutti i livelli. E lo sta dimostrando anche oggi, investendo 100 milioni di franchi all’anno per il trasporto pubblico.
La galleria del Ceneri cambierà forse anche la nostra identità di Ticinesi. Grazie agli spostamenti rapidi all’interno del nostro Cantone, il Ticino diventerà una grande città con “quartieri” importanti nel Sopra- e Sottoceneri e fungerà da polo intermedio fra nord (la Zurich Greater Area) e sud (con l’area metropolitana lombarda).
Il Ticino dovrà quindi scoprire una sua nuova identità, fatta di orgoglio e volontà di crescita, ma anche di autodeterminazione a presentarsi come una zona forte, compatta e di alto interesse economico, culturale e formativo per il resto della Svizzera. Le collaborazioni in molti campi, anche a livello di Università e ricerca, sono già in atto.
Se a livello istituzionale e politico il trend di aggregare i comuni sono una realtà da anni, ora, anche grazie a questa infrastruttura tecnica, avremo la possibilità di sentirci tutti ancora più fortemente uniti e Ticinesi. Durante la pandemia di Covid-19 abbiamo avuto la possibilità di dimostrarlo.
Il Cantone – di fatto – è stato compatto e solidale come non mai in tempi recenti. Sfruttiamo questo spirito che ha contraddistinto il periodo di difficoltà quale chance per posizionarci nei confronti della Svizzera e mettiamoci in rete, offrendo il meglio che questo Cantone ha da offrire.
Rimbocchiamoci le maniche e saliamo in carrozza verso il futuro Ticino.    

Grandi eventi, le reazioni

Grandi eventi, le reazioni

Da www.rsi.ch/news
La decisione del Consiglio federale salutata con favore in Ticino dalla politica e dallo sport, restano dubbi per festival e concerti

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Grandi-eventi-le-reazioni-13375488.html

Dal primo di ottobre, a determinate condizioni, in Svizzera si potranno svolgere le manifestazioni con oltre mille persone. Lo ha deciso il Consiglio federale stando al quale per le partire di calcio e hockey saranno autorizzati unicamente posti a sedere, al massimo 2/3 di quelli disponibili, e sarà adottato l’obbligo dell’uso della mascherina.
“Queste decisioni vanno oltre quelle che erano le aspettative iniziali. Perché il testo messo in consultazione parlava del 50% per gli stadi al chiuso e del 2/3 per quelli all’aperto, ma non menzionava le manifestazioni all’aperto come le gare di sci o il ciclismo”, commenta il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi.
“Sicuramente è stato dato seguito anche a diverse indicazioni giunte dai cantoni. Anche se su alcuni aspetti, e penso alle prese di posizione dei colleghi della sanità, c’era ancora più prudenza rispetto alle posizioni comunicate oggi. E quindi penso che si sia dato una risposta positiva a favore dello sport e dei grandi eventi di carattere culturale”, conclude.
In Ticino si è già proceduto a creare un gruppo ad hoc che si occuperà di gestire le richieste di autorizzazione per i grandi eventi nel cantone.

Club ticinesi soddisfatti
Le indicazioni arrivate da Berna sono state accolte con soddisfazione dai grandi club sportivi ticinesi. Secondo Michele Campana, direttore del Lugano calcio, si tratta di un buon compromesso e sarebbe stato difficile ottenere qualcosa in più. La lega hockey aveva chiesto di poter occupare tutti i posti a sedere, ma i due terzi sono comunque un passo nella giusta direzione secondo i club. Filippo Lombardi, presidente dell’Ambrì Piotta, conta che si possa trovare un accordo con il cantone per usare al massimo la capacità autorizzata. Per Marco Werder, CEO dell’HCL, si tratta di un buon inizio, ma bisognerà iniziare a trasformare le curve in posti a sedere per avere una disponibilità maggiore.

Incertezza su concerti e festival
Gli organizzatori di grandi eventi come concerti e festival hanno invece reagito in modo diverso. A Lugano è naufragata l’idea di un’edizione invernale di Estival Jazz. Il direttore artistico Jacky Marti sottolinea le incognite sugli spazi attorno a quello organizzato per la manifestazione. Blues to Bop non è stato cancellato, ma proposto in versione più contenuta e una variante ridotta non è da escludere per l’anno prossimo. In questo caso ci sono dubbi a livello di sponsor e artisti. Più fiduciosi i responsabili di Moon&Stars, che hanno già presentato il programma per il prossimo luglio. Per quando riguarda i grandi carnevali si aspetta la risposta definitiva del Consiglio di Stato.

Più spazio per i ristoranti
Le misure contro il coronavirus restano in vigore anche per la ristorazione. Per questo Gastroticino ha chiesto a comuni e cantone di avere la possibilità di avere a disposizione maggiori spazi pubblici, come durante l’estate. Per il presidente Massimo Suter non è solo una questione economica ma anche una questione di immagine per le città. I grandi eventi in piazza non ci saranno e quindi sarà compito degli esercenti animarle e renderle attrattive.

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Da www.ticinonews.ch

“Paletti più larghi di quelli che ci aspettavamo”
Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi sulle decisioni prese a Berna per i grandi eventi e lo sport: “Non ci si può comportare come prima all’interno dello stadio”

Dal primo di ottobre, a precise e severe condizioni, si potranno tenere manifestazioni con oltre mille persone in Svizzera. Per le partite di calcio e hockey dei professionisti saranno autorizzati unicamente posti a sedere – al massimo 2/3 di quelli disponibili – e vi sarà l’obbligo della mascherina. Per ogni appuntamento con oltre 1000 persone si dovranno presentare piani di protezione soggetti a severe prescrizioni che dovranno essere autorizzati dai Cantoni. Quest’ultimi avranno quindi la competenza per autorizzare manifestazioni sportive o di altra natura, e pure pronunciarsi eventualmente su regole più restrittive.
Per avere un parere sulle ultime decisioni prese dal Consiglio federale, i colleghi di Teleticino hanno intervistato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.

“Le decisioni fanno finalmente chiarezza su come l’autorità federale permette agli organizzatori di grandi eventi di poterli svolgere” commenta Gobbi. “Da un lato c’è stato un aumento delle capacità degli stadi o dei luoghi chiusi, passando da un 50% ai due terzi per gli stadi aperti. Questo è favorevole ai club, ma richiederà comunque degli oneri non indifferenti agli organizzatori. Penso ad esempio ai nostri stadi di hockey nel commutare la zona spalti in zona tribune e di fare implementare dei piani di protezione sulla gestione dei flussi delle persone in accesso e uscita dagli stadi”.

In passato avete detto che potevano esserci molti rischi. Alla luce della decisione odierna si poteva essere più prudenti oppure questa riapertura è giustificata?
“La preoccupazione c’è sempre perché non vogliamo rivivere quanto vissuto all’inizio di quest’anno. Dall’altra parte però c’è anche una gran voglia della popolazione di tornare a questa nuova normalità proprio perché ci si recherà al teatro o allo stadio mettendo la mascherina e comportandoci in maniera più disciplinata. Questo richiede uno sforzo a tutti perché l’obiettivo è permettere lo svolgimento di questi grandi eventi. Il comportamento del singolo è decisivo per continuare su questa linea: un comportamento sbagliato potrebbe annullare tutti gli eventi”.

Si parla di misure severe che i club dovranno adottare, cosa vuol dire?
“I piani di protezione sono importantissimi. Li abbiamo già discussi con i club durante l’estate, dando loro i paletti che già il Consiglio di Stato intendeva dare. Ora si tratterà di declinarli su ogni singola infrastruttura. Non ci si potrà comportare come prima all’interno dello stadio, non ci si potrà alzare e muoversi liberamente come prima, proprio perché ogni singolo contatto in più con chi ho vicino di posto rischia di aumentare il numero dei contatti in caso di positività. Il Consiglio federale ha posto al centro anche la capacità dei Cantoni di garantire il contact tracing, su questo siamo pronti ma l’obiettivo è di gestire assieme con organizzatori, autorità cantonali e comunali, frequentatori di eventi, in modo da poter permettere lo svolgimento corretto di queste manifestazioni”.

Da oggi la competenza decisionale passa ai Cantoni. Qualche settimane fa aveva detto che l’obiettivo era quello di trovare una linea comune con tutti gli altri Cantoni per non avere differenze sostanziali. È cambiato qualcosa?
“Sin dall’inizio della crisi i Cantoni sono chiamati ad applicare come organi esecutori le direttive federali e verificare che vengano rispettate da chi organizza o si comporta in maniera corretta sul territorio. L’aspetto di coordinamento sarà importante perché oggi ci sono alcuni paletti, ma mancano alcuni dettagli. Aspettiamo il rapporto esplicativo del Consiglio federale per capire se ci sono gli elementi per garantire già oggi un’uniformità d’applicazione di queste normative tra i Cantoni. L’obiettivo è evitare che a Lugano o a Davos vi sia differenza di applicazione. Questo anche per rispetto nei confronti degli organizzatori che devono essere trattati in modo uguale”.

Avete parlato molto con le società sportive. Quanto deciso oggi da Berna riesce a rispondere alle esigenze dei club sportivi?
“Sì, perché la paura era che con un 50% non si riuscisse a garantire quell’economicità del finanziamento dell’evento. Le infrastrutture oggi sono limitate, alcune più predisposte e altre meno, gli investimenti che dovranno essere fatti saranno comunque importanti. Commutare gli spalti in tribuna sono investimenti provvisori che richiedono sforzi. Tutto dipenderà da come gli spettatori e tifosi si comporteranno per garantire una riuscita corretta delle manifestazioni”.

Come dobbiamo aspettarci lo sport?
“Queste misure richiederanno maggior disciplina e minor libertà all’interno dello stadio. Non ci si potrà alzare liberamente. Magari verrà consegnata al posto la consumazione. Si dovrà portare sempre la mascherina, non ci si potrà alzare. Queste sono limitazioni che contrastano un po’ con la nostra concezione. Dall’altra parte è la necessità e il compromesso per poter svolgere questi grandi eventi che hanno bisogno di regole chiare, gestire il virus insieme significa anche limitare i nostri comportamenti”.

 

“Paletti più larghi delle aspettative”

“Paletti più larghi delle aspettative”

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 3 settembre de La Regione

«Non siamo al 100% dell’occupazione inizialmente auspicata, ma con il 66% almeno abbiamo tolto quella discriminazione che sembrava esserci nei confronti di altre discipline sportive», dice invece da Lugano il Ceo Marco Werder. «Siamo tuttavia felici di sapere che grazie al nostro concetto di protezione i tifosi potranno andare allo stadio e seguire una partita in sicurezza».

Molti tifosi, ma non proprio tutti… «Diciamo che al momento attuale siamo ancora in zona verde, quindi riusciamo a garantire le partite ai nostri abbonati. Anche perché, è naturale, l’effetto Covid s’è fatto sentire: c’è quindi ancora un po’ di capacità, di cui vedremo cosa fare nelle prossime settimane. Certo, però, fa male sapere di avere uno stadio da 7’200 posti e dopo la trasformazione provvisoria delle curve (provvisoria, ripeto) che aumenterà i posti seduti a 5’000, potremo accogliere sole 3’300 persone».

E se improvvisamente la situazione dovesse migliorare? «Se capitasse, oppure se dovesse arrivare sul mercato il vaccino, mi auguro che tale condizione venga rivalutata immediatamente. Nell’attesa cominciamo a organizzarci bene, con questi cinquemila posti a sedere che dobbiamo ancora trasformare, in una situazione ben lungi dall’essere risolta e che causerà costi e minori entrate».

A proposito di spese: l’aumento temporaneo dei seggiolini chi lo pagherà? «È un costo che verrà diviso tra noi e la Città di Lugano».

Intanto si può dire che la decisione odierna cancella i timori di chi, dopo le indiscrezioni del Tages Anzeiger, ipotizzava un ulteriore rinvio dell’inizio stagionale? «I paletti messi da Berna sono più larghi di quanto ci si aspettava». È cautamente soddisfatto il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi dopo aver appreso delle condizioni imposte da Berna per poter autorizzare le manifestazioni con più di mille persone. Soddisfazione anche perché «le decisioni del Consiglio federale sono andate oltre quanto posto in consultazione. Attendiamo da Berna ulteriori indicazioni per garantire un’applicazione più uniforme delle misure, soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione epidemiologica» aggiunge Gobbi da Lugano, dove si trovava in occasione della giornata del Presidente ticinese. Pur essendo doloroso per il mondo dello sport, questo «è il compromesso che serviva per riuscire a far partire i campionati». Che quest’anno «saranno un po’ alla nordamericana: tutti seduti e, verosimilmente, con qualcuno che passerà a distribuire bibite e cibo tra i seggiolini, anche se questa misura va ancora discussa con i club. I tifosi dovranno fare uno sforzo per adattarsi».

Punto fondamentale per autorizzare eventi con più di mille persone è la capacità di ogni Cantone di assicurare un ‘contact tracing’ efficace in caso di focolaio. Per riuscirci, il Ticino richiamerà in servizio la protezione civile e verrano formate ulteriori persone. Ma se un tifoso si scoprisse positivo, quanti poi andrebbero in quarantena?, chiediamo. «Dipenderà dalle valutazioni dell’Ufficio del medico cantonale», conclude Gobbi.

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Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 3 settembre 2020 del Corriere del Ticino

«Sarà un ambiente nordamericano»
Il presidente del consiglio di Stato Norman Gobbi: «Oneri importanti per le società sportive»

«Che sport sarà? Un po’ alla nordamericana, con spettatori più calmi e forse meno passionali». Norman Gobbi lo sa bene: calcio e hockey, con tali restrizioni, non saranno gli stessi. «Gli obblighi di rimanere seduti e di indossare la mascherina limiteranno il tifoso, certo, ma queste misure erano il compromesso per far ripartire i campionati. Un compromesso che sarà doloroso per lo sport, fatto com’è di prestazioni ma anche e forse soprattutto di emozioni. I paletti posti dal Consiglio federale sono comunque più larghi di quelli che ci si aspettava. Un passo nella direzione dei club, anche se tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia. Tengo comunque a sottolineare che le società sportive avranno oneri importanti: penso alla gestione dei flussi in entrata e in uscita dagli impianti, così come al controllo degli spettatori durante le partite». Fondamentale sarà il sistema del contact tracing cantonale. Ancora il presidente del consiglio di Stato: «Abbiamo buona capacità di personale, penso in particolare ai militi della Protezione civile già formati. Fondamentale sarà comunque il rispetto minuzioso dei piani di protezione».

 

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Oggi, mercoledì 2 settembre si è svolta la Giornata del Presidente del Consiglio di Stato, organizzata dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Il consueto appuntamento di fine estate si è tenuto quest’anno nel Luganese e nel Mendrisiotto, muovendosi sul Lago Ceresio per raggiungere e visitare il Museo doganale svizzero di Gandria e il Battistero paleocristiano di Riva San Vitale.

Nella prima parte della giornata, il Governo si è riunito per la seduta settimanale nella Sala del Municipio di Lugano a Palazzo civico dopo aver incontrato in modo informale una delegazione dell’esecutivo luganese.