Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Comunicato stampa

Si è concluso oggi, martedì 31 maggio, il quarto ciclo di visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; iniziati nel 2018 a Stabio, questi appuntamenti sono un momento privilegiato per dialogare con le autorità locali. Riprenderanno in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni del Cantone entro la fine della Legislatura. Fra le indicazioni raccolte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni in quest’ultima tornata, spicca il grande interesse per le pratiche del «Buon governo», già in fase di sperimentazione in Comuni come Faido, Tresa e nel Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali risponderà nei prossimi mesi alle numerose richieste ricevute, incontrando i Municipi.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato ieri mattina e questa mattina i Municipi di Monteceneri, Isone, Mezzovico-Vira e Torricella Taverne. La conoscenza reciproca, il dialogo e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal Dipartimento sono stati i temi al centro del programma.
Durante il primo appuntamento, con le autorità del Comune di Monteceneri, il Municipio ha manifestato l’interesse a partecipare al progetto dipartimentale «Buon governo», per coinvolgere la propria cittadinanza sugli importanti progetti da attuare in seguito all’aggregazione. Nella riunione con il Comune di Isone è stata invece messa in evidenza la forza di una piccola e funzionale realtà comunale, dove i rapporti tra istituzioni e cittadini sono molto saldi. In una franca e diretta discussione, è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini.
Nel terzo incontro, il Municipio di Mezzovico-Vira ha ricordato il benessere del proprio Comune e la soddisfazione della propria popolazione, dichiarandosi comunque favorevole a un ulteriore coinvolgimento della cittadinanza. Durante l’ultima riunione, con il Comune di Torricella Taverne, il Municipio ha infine illustrato i progetti del Comune ricordando alcune iniziative promosse e dicendosi pure interessato al progetto «Buon governo».
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ringraziato tutti i Municipali incontrati per l’impegno, la dedizione e il sacrificio profusi al servizio delle istituzioni: «Un agire nobile e altruistico che ben rappresenta lo spirito federalista che caratterizza la Confederazione». La forza del nostro Paese, ha ricordato il Consigliere di Stato, «è una democrazia viva e dinamica, nella quale il ruolo dei Municipi è anche di stimolare i propri cittadini a interessarsi alla cosa pubblica». Proprio in quest’ottica si inseriscono progetti dipartimentali come il «Buon governo», la cui validità è «confermata dall’entusiasmo delle comunità locali».
Proprio a questo riguardo Marzio Della Santa ha sottolineato come «questi incontri ci permettano di toccare con mano quanto sia importante coinvolgere maggiormente la cittadinanza nei processi decisionali». I motivi sono svariati: alcuni Municipi sono demotivati nel vedere molti progetti comunali affossati da referendum e votazioni, altri faticano a trovare persone che si mettano a disposizione della cosa pubblica. «La risposta», ha spiegato il capo della Sezione degli enti locali, «è proprio il coinvolgimento – perciò ci soddisfa che molti Esecutivi abbiano manifestato interesse ai nostri progetti, e nei prossimi mesi pianificheremo una serie di incontri per approfondire il tema. Da ultimo sottolineerei come in generale i Comuni abbiano chiesto la possibilità di avere un percorso formativo ad hoc per i municipali”.
La quinta serie di incontri fra i vertici del Dipartimento delle istituzioni e le autorità comunali – iniziata nel 2018 a Stabio – proseguirà in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni entro la fine della legislatura.

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Comunicato stampa

Chi si assume la responsabilità nel caso in cui un’azienda o un’organizzazione subisce un attacco informatico? Esistono degli strumenti per tutelarsi al meglio e che permettano di reagire in maniera efficace qualora si dovesse verificare un attacco? Le assicurazioni contro gli attacchi informatici sono davvero efficaci? Sono questi alcuni dei quesiti a cui il Gruppo di lavoro strategico Cyber sicuro, diretto dal Dipartimento delle istituzioni, risponderà in occasione di un webinar in programma giovedì 9 giugno dalle ore 15:00 alle ore 16:00.

Questo appuntamento, destinato a tutti i professionisti, le aziende, le associazioni e le organizzazioni di varia natura del Canton Ticino, ivi compreso il settore medico-sanitario, è stato organizzato allo scopo di illustrare quali sono le responsabilità nel caso in cui un’organizzazione sia vittima di un attacco informatico, di quali strumenti si può dotare per prevenire ma soprattutto per reagire in maniera ottimale a seguito di un attacco, come pure per rispondere ai quesiti concernenti le assicurazioni che si propongono per queste fattispecie. Sarà anche l’occasione per mostrare ai partecipanti come viene allestito un Piano di risposta agli incidenti (PRI) e quali vantaggi comporta dotarsi di un simile strumento.

Ulteriori informazioni nonché il formulario per le iscrizioni sono reperibili sul sito www.cybersicuro.ch

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Fitto programma per Odescalchi 2022. Gobbi: “L’obiettivo è di non impattare sul quotidiano dei ticinesi”

Sarà una settimana molto intensa quella da lunedì 13 giugno a sabato 18 giugno. In diverse regioni del Ticino, si svolgeranno una serie di esercitazioni sotto la denominazione “ODESCALCHI 2022”. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Esercito, Polizia, Protezione civile, pompieri, ma pure i servizi sanitari saranno impegnati in simulazioni di catastrofi/incidenti. In molti casi collaborando con i loro omologhi italiani, simulando catastrofi sulla linea di confine. Come abbiamo potuto appurare nel recente passato un incendio o un inquinamento possono facilmente “invadere” i due territori nazionali. La risposta delle forze di protezione della popolazione deve quindi essere coordinata sui due versanti. Nello stesso tempo anche un avvenimento catastrofico che accade solo sul nostro territorio o solo su suolo italiano può necessitare interventi che vedono impegnate le migliori forze ticinesi e quelle delle province confinanti con il Ticino. Con una preoccupazione supplementare: impattare il meno possibile durante queste esercitazioni sulla normalità delle ticinesi e dei ticinesi”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Un allenamento, se così possiamo dire, necessario per oliare i meccanismi di intervento, ed essere pronti qualora dovessero capitare davvero certe situazioni. “Esatto. Di recente abbiamo avuto un paio di episodi – penso per esempio al recente incendio sui Monti di Neggia – che hanno visto una collaborazione concreta tra Ticino e Italia. Ma dobbiamo migliorare ancora e oliare i meccanismi di due macchine di intervento che si muovono con modalità diverse. Il tutto per proteggere al meglio la popolazione e salvaguardare il territorio”, sottolinea Norman Gobbi.
Odescalchi 2022 proporrà, per esempio, il crash di un aereo (nel Malcantone) con relativo sviluppo di un incendio boschivo. Ma anche l’inquinamento di una parte del lago Ceresio, coinvolgendo sia la Svizzera sia l’Italia. E ancora: la necessità di potabilizzare l’acqua del lago di Lugano, perché un intero quartiere di Mendrisio è rimasto senz’acqua a causa una lunga siccità. Poi ci sono altre esercitazioni, nonché giornate di porte aperte all’aeroporto di Magadino, durante le quali l’Esercito si presenterà alla popolazione, accanto a tutti i partner della Protezione della popolazione. “Sarà inoltre l’occasione per simulare una conferenza di alto livello con tutte le misure e precauzioni da assumere. È solo un caso che a distanza di pochissime settimana si terrà a Lugano la conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina, perché l’esercitazione Odescalchi è stata pensata molto prima dello scoppio della guerra. Questo momento ci permetterà però di simulare misure che dovremo poi applicare – magari in forme ancora maggiori – a Lugano all’inizio di luglio. La conferenza simulata, alla quale parteciperanno anche i miei omologhi di Vallese e Grigioni, si terrà a Pollegio e durante la stessa verranno firmati dei protocolli di intervento – questa volta reali – tra il Ticino e la Provincia di Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Saranno circa 4mila le persone coinvolte in queste operazioni anti catastrofe. L’obiettivo primario di Esercito, Protezione civile e di tutti i partner coinvolti e quello di prepararsi ad ogni evenienza mantenendo comunque un occhio di riguardo nei confronti di coloro che sul nostro territorio vivono e lavorano”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.     

ll progetto 516101925 vince il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

ll progetto 516101925 vince il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

Comunicato stampa 

Il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e del Dipartimento delle istituzioni (DI), informa che il progetto denominato 516101925 e presentato dal gruppo interdisciplinare rappresentato dallo studio Bardelli Architetti associati di Locarno si è aggiudicato il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Palazzo del Pretorio di Locarno.

Nel mese di marzo 2019 il Gran Consiglio ha approvato un credito di 3,87 milioni di franchi per le procedure di concorso e progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno.  
Il Palazzo del Pretorio fu commissionato dal Cantone Ticino all’architetto Ferdinando Bernasconi nel 1908 e fu inaugurato due anni più tardi. Venne poi ampliato negli anni Trenta, si tratta del primo edificio pubblico e monumentale sorto nel Quartiere Nuovo di Locarno. Voluto e costruito dal Governo di un giovane Cantone – che da poco aveva festeggiato i cent’anni dalla sua costituzione e che cercava, nel clima euforico della Belle Époque, di modernizzare e consolidare la presenza dell’amministrazione pubblica sul territorio – è un esempio integro e assai significativo di edilizia pubblica d’inizio Novecento. Dal punto di vista costruttivo coniuga elegantemente un apparato architettonico esterno neoclassicista con la funzionalità e modernità degli interni e delle soluzioni costruttive. Il palazzo è anche ricordato per aver ospitato nella grande aula penale, gli Accordi di Locarno elaborati durante la Conferenza di Pace tenuta a Locarno dal 5 al 16 ottobre 1925.  
L’edificio è inserito nell’elenco dei beni culturali d’interesse cantonale. Per il restauro è previsto un investimento complessivo di ca. 35 milioni di franchi. Si prevede l’avvio del cantiere all’inizio del 2025 e la consegna al pubblico entro la fine del 2027. Gli spazi così rinnovati accoglieranno nuovamente le Preture di Locarno Città e Campagna, la Polizia Giudiziaria e la Gendarmeria.  

Per individuare gli autori del progetto di restauro è stato indetto un concorso di progettazione organizzato e diretto dalla Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE).  

Il concorso è stato pubblicato il 20 luglio scorso e delle 17 candidature pervenute la giuria ha selezionato e ammesso 12 gruppi alla successiva fase di concorso. Alla fine del mese di aprile è stato consegnato il rapporto finale e decretato quale vincitore il progetto 516101925 presentato dal gruppo interdisciplinare rappresentato dallo studio Bardelli Architetti associati di Locarno e composto dagli studi Ingegneria Sciarini SA di Vira Gambarogno (ingegneria civile), Zocchetti SA di Lugano (ingegneria impianti RVCS), Scherler SA di Breganzona (ingegneria impianti elettrotecnici), Ecocontrol SA di Locarno (fisica ed energia della costruzione), Tea engineering Sagl di Melano (sicurezza antincendio).  

Il progetto è stato scelto all’unanimità dalla giuria in quanto affronta il tema in modo concreto, sobrio e razionale rispondendo in modo corretto ai molti vincoli posti per il rinnovamento del Pretorio e in particolare a quelli stabiliti dai principi della conservazione.  

Il progetto 516101925 propone un approccio conservativo in grado di valorizzare gli spazi, gli elementi caratterizzanti e le qualità ancora presenti nell’edificio particolarmente rappresentativo della sua epoca. L’intervento misurato prevede di mantenere la tipologia distributiva e gli ambienti originali del Pretorio. Risponde al connubio tra le esigenze tecniche e funzionali contemporanee ponendo particolare attenzione nel restauro degli elementi qualificanti interni ancora conservati, quali l’atrio d’entrata e lo scalone monumentale. Con interventi mirati si propone anche di recuperare la qualità degli ambienti andata persa nel corso del tempo, con particolare riferimento alla sala del Patto di Locarno, oltre che a preservare le qualità intrinseche dell’edificio. Dal punto di vista della sostenibilità le proposte materiche si proiettano verso soluzioni con un basso indice di energia grigia che consentono di raggiungere una buona efficienza energetica complessiva. A livello finanziario, il progetto rispetta le previsioni definite dalla committenza.  
Per quanto riguarda gli altri partecipanti, al secondo posto si è classificato il progetto “Tra le pieghe” del gruppo interdisciplinare coordinato dallo studio architetti Baserga Nicola e Mozzetti Christian SNC di Muralto mentre al terzo il progetto “QUARTIERE NUOVO” del gruppo interdisciplinare capitanato dallo studio Dürisch + Nolli Architetti di Massagno.  
Tutti i progetti saranno esposti al pubblico presso il Pretorio di Locarno e l’inaugurazione dell’esposizione, alla presenza dei Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, è prevista martedì 7 giugno 2022, alle ore 16.30.  
L’esposizione rimarrà aperta al pubblico da martedì 7 a martedì 21 giugno 2022 (escluso festivi infrasettimanali), dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00.  

Immagine: Bardelli Architetti associati | rendering by the image guy

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2022 – la 61. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura di riunione il Dipartimento della sanità e della socialità ha illustrato la soluzione identificata per dare seguito a una mozione del 2013 in materia di servizi di primo intervento, che chiedeva tra l’altro l’aumento del contributo cantonale e una diversa ridistribuzione delle risorse.  
Per quel che concerne la riforma «Ticino 2020», è stato poi ricordato che sono in corso alcuni approfondimenti per garantire la neutralità finanziaria del progetto, cantonalizzando alcune risorse comunali e compensando il contributo comunale al finanziamento dei compiti cantonali. I Comuni saranno coinvolti in un’informazione consultiva nel corso dell’autunno. A inizio maggio sono inoltre iniziate le riunioni di un Gruppo di lavoro, composto da politici e tecnici, che dovrà giungere a un accordo sulla gestione del settore anziani. È stato poi comunicato che il Gruppo di lavoro dedicato al tema della perequazione finanziaria sta consolidando il modello per il contributo di livellamento, partendo da una base già in parte definita.  
In merito alle misure messe in atto per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, il Governo ha colto l’occasione per ringraziare i Comuni per l’importante supporto che stanno assicurando al Cantone e ha informato su alcune misure intraprese dalle autorità cantonali.
Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi spiegato che il conflitto ha riattivato nella popolazione l’interesse per le strutture protette di Protezione civile. La Sezione del militare e della protezione della popolazione intende ora verificare lo stato dei rifugi pubblici e privati presenti negli edifici comunali, tenendo conto che l’attribuzione dei posti avviene solo in caso di necessità, ed è in ogni caso di competenza dei Comuni e delle organizzazioni di Protezione civile. Nei prossimi mesi, i collaboratori della sezione prenderanno contatto con le Amministrazioni comunali per pianificare un ciclo di sopralluoghi.  
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. Per quanto riguarda la riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione approvate dal Consiglio di Stato lo scorso 21 dicembre – è stato ricordato che nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare il messaggio nel mese di giugno il popolo dovrà esprimersi in votazione popolare, trattandosi di una modifica costituzionale. Il Dipartimento intende organizzare una serie di momenti informativi sul territorio, coinvolgendo i Comuni e le Autorità regionali di protezione. Infine, in merito alla lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato nel novembre scorso, ed è stato anticipato che entro fine anno saranno organizzati degli incontri mirati con i Comuni.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per martedì 13 settembre 2022.

Dichiarazione di fedeltà

Dichiarazione di fedeltà

Comunicato stampa

Quest’oggi l’avv. Sonia Giamboni, Pretore del Distretto di Leventina, eletta dal Parlamento quale giudice di appello, ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi davanti alla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia. Entrerà in funzione presso il Tribunale di appello, Prima Camera Civile, il 1° giugno prossimo.
L’entrata in funzione al 1. giugno prossimo ha richiesto l’intervento del Governo, giusta l’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, in modo da garantire il funzionamento e l’operatività della Pretura del Distretto di Leventina nonché della Pretura penale, in attesa dell’elezione da parte del Parlamento, del/la futuro/a Pretore di Leventina.
La scorsa settimana, il Governo ha quindi designato – su proposta della Pretore titolare, condivisa dalla Presidente della Pretura penale, nonché dal Consiglio della Magistratura e con l’accordo del Gran Consiglio e della Commissione giustizia e diritti – l’avv. Simone Quattropani, attivo dal 2015 presso la Pretura di Leventina in qualità di Segretario assessore.
Dopo la dichiarazione di fedeltà della neo giudice di appello, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi in rappresentanza del Governo, ha quindi proceduto alla cerimonia del neo designato Pretore supplente che entrerà in funzione al 1. giugno 2022.
Il Parlamento e il Governo tengono a formulare i migliori auguri alla neo Giudice del Tribunale d’Appello Sonia Giamboni, ringraziando Simone Quattropani per la disponibilità ad assumere temporaneamente la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Leventina.
La cerimonia congiunta odierna conferma l’attenzione da parte del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio alle esigenze della Magistratura nel far fronte in tempi brevi a situazioni contingenti costituendo un esercizio di proficua collaborazione istituzionale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento della giustizia cantonale.  

Da sinistra: Luigina La Mantia, Simone Quattropani, Sonia Giamboni, Norman Gobbi.

Vittoria di Oxana Baetscher ai Campionati cantonali juniores

Vittoria di Oxana Baetscher ai Campionati cantonali juniores

All’84esima edizione della Giornata cantonale del giovane tiratore a 300 m, successo della pregassonese davanti a Luca Veglio e Alex Patocchi

Si è tenuta sabato 21 maggio al poligono di Lugano l’84esima edizione della Giornata cantonale del giovane tiratore a 300 m. Dopo due anni d’interruzione a causa della pandemia, la Giornata è stata nuovamente organizzata e ritorna a Lugano per la prima volta dagli anni 60. Questo evento, che si svolge annualmente fin dal 1937, è al contempo festa di tiro dedicata ai giovani, Campionato cantonale di categoria nonché concorso di qualifica per finali cantonali e concorsi intercantonali. A fare gli onori di casa la Civici Carabinieri di Lugano, che ha accolto le sedici società partecipanti.
Ottima la presenza dei giovani provenienti da tutto il cantone: erano ben quasi in 130 al via assieme a una cinquantina di monitori e responsabili delle singole società.
Alla premiazione sono intervenuti anche il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il municipale di Lugano, Tiziano Galeazzi che hanno portato il saluto delle autorità.
Nel concorso di sezione, al primo rango troviamo la società di casa della Civici Carabinieri con 88,49 punti di media, al secondo la Balernitana e al terzo la Unione Tiratori del Gottardo. Nel concorso individuale, si è imposta Oxana Baetscher, Pregassona davanti a Luca Veglio, Leontica e ad Alex Patocchi, Locarno. Nella gara riservata ai monitori, ottima prestazione della tiratrice di casa Barbara Bombelli che si impone con ottimi 95 punti (su un massimo di 100) su 38 partecipanti.
Al pomeriggio era in programma la qualifica al Campionato cantonale gruppi U17/20 con 26 gruppi in concorso, i migliori 14 hanno staccato il biglietto per la finale di fine agosto sempre al poligono di Lugano.
Progetti, conti, personale: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Progetti, conti, personale: Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Comunicato stampa

Mercoledì 18 maggio si è tenuto il primo dei due pomeriggi annuali del Dipartimento delle istituzioni dedicati all’incontro tra il Direttore del Dipartimento e i suoi funzionari dirigenti. È stata l’occasione per un aggiornamento sul preconsuntivo 2022 e per parlare della necessità di poter reclutare validi dirigenti, nonché di come favorire la crescita professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Nella prima parte del pomeriggio, svoltosi ad Airolo, le collaboratrici e i collaboratori del Dipartimento delle istituzioni hanno potuto partecipare al tradizionale Tiro federale in campagna, gara con pistola e fucile d’ordinanza. Thomas Ferrari, ufficiale capo area della Polizia cantonale, si è aggiudicato il primo posto nella classifica con la pistola da 25 m, mentre Andrea Cucchiaro, ufficiale sempre della Polizia cantonale, è risultato il migliore nella gara con il fucile da 300 m. Tra le donne Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, ha confermato la vittoria dello scorso anno.

L’incontro è proseguito con la visita a gruppi del cantiere per la costruzione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo, accompagnata dai collaboratori di USTRA (Committente) e del Consorzio DL Bedrina (Direzione locale dei Lavori). È seguita la presentazione del progetto all’Infocentro di Airolo con l’intervento dell’ing. Stefano Pedrazzini dell’Ufficio federale delle strade. Un momento apprezzato per la possibilità di vedere dal vivo i lavori riguardanti le prime parti d’opera sotterranee: lo spostamento del SISto (cunicolo di servizio e delle infrastrutture) per fare posto al tracciato della futura seconda canna nella zona del portale sud e l’avvio dello scavo del cunicolo di accesso sud, con la fase di montaggio della fresatrice meccanica “Delia”.

Nel tardo pomeriggio ha preso la parola il Direttore Norman Gobbi, che ha dapprima presentato ai funzionari dirigenti la fotografia della situazione finanziaria del Dipartimento, consuntivo 2021 e preconsuntivo 2022 aggiornato a fine aprile, oltre ad alcuni aspetti puntuali concernenti le risorse umane. Sempre ragionando sul personale, ha voluto trasmettere alcune riflessioni sull’importanza di garantire dei dirigenti leader all’Amministrazione cantonale, in grado di adempiere con successo alle aspettative richieste dalla funzione. Un tema caro al Direttore per accrescere l’efficacia del lavoro svolto all’interno delle singole unità amministrative, rispettivamente per formare tempestivamente i futuri funzionari dirigenti del Dipartimento.  

Lotta al riciclaggio ‘Pane quotidiano’

Lotta al riciclaggio ‘Pane quotidiano’

Cristina Maderni (Ftaf) ricorda che la legge è vincolante per chi gestisce patrimoni

«Una parte dei fiduciari ticinesi ha sicuramente a che fare con i cittadini russi e si trova confrontata con le sanzioni decise dalle autorità federali. Il rispetto delle normative e delle decisioni del Consiglio federale è però imperativo e non ho motivo di pensare che questo non accada». Così Cristina Maderni, presidente della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari (Ftaf) a margine dell’Assemblea annuale svoltasi a Villa Negroni a Vezia. «Come associazione ci siamo attivati subito per comunicare ai nostri associati i contenuti delle direttive. Ciò avviene per tutte le novità legislative che riguardano la nostra professione, indipendentemente dalla situazione internazionale che oggi tocca la Russia e l’Ucraina», aggiunge Maderni che precisa che per i fiduciari, come per tutte le professioni che hanno a che fare con la gestione del patrimonio di terzi «vale la regola Kyc – Know your customer – ovvero ‘conosci il tuo cliente’ proprio per ottemperare alla Legge federale per contrastare il riciclaggio di denaro. Una legge che per i fiduciari finanziari è pane quotidiano».
Una legge che per alcuni presenta delle lacune che potrebbero essere usate per aggirare le sanzioni contro alcuni oligarchi vicini al regime di Putin tanto è vero che anche in sede Gafi, Gruppo di azione finanziaria dell’Ocse, è stato sollevato il problema. «Quella lacuna legislativa è stata sollevata un paio di anni fa quando le Camere federali hanno tentato di inasprire la Legge contro il riciclaggio che di fatto esclude dall’obbligo di comunicazione all’Mros, l’autorità federale che si occupa di questo tema, gli avvocati e i ‘consulenti aziendali’ che operano nella costituzione di strutture societarie. A mia conoscenza questi ‘consulenti’ non sono fiduciari autorizzati e se lo fossero dovrebbero sottostare comunque alla Legge sul riciclaggio e quindi obbligati alla comunicazione all’Mros delle operazioni sospette o alla Seco nel caso delle persone oggetto di sanzioni», afferma Cristina Maderni che si dice favorevole a un chiarimento legislativo in questo campo. «La lotta contro il riciclaggio – secondo il mio parere – dovrebbe essere una questione che tocca tutta l’economia e la società e non solo i settori più ‘delicati’», commenta. Insomma, non dovrebbero esserci zone d’ombra che lasciano spazi interpretativi. La parte pubblica dell’assemblea – la trentesima dalla fondazione –, con ospiti il consigliere di Stato Norman Gobbi e Giovanni Leonardi, presidente del Cda dell’Azienda elettrica ticinese (Aet), ha toccato il tema del futuro energetico che è diventato un’urgenza non solo ambientale ma anche economica. «Viviamo una situazione complessa. Sono ormai due anni che le imprese, compresi i fiduciari, lottano contro nemici subdoli: ieri la pandemia e la crisi sanitaria e oggi la guerra che la Ftaf – sottolinea Maderni – condanna e di cui non possiamo prevedere intensità e durata». C’è anche la questione della penuria di materie prime e le strozzature delle catene di approvvigionamento che mettono alle strette decine di Pmi anche in Ticino confrontate con costi al rialzo. «Fenomeni che inducono un trend di rimpatrio delle attività industriali capace di mettere in discussione la globalizzazione», ricorda ancora la presidente della Ftaf. «Come cittadini e come imprenditori siamo oggi esposti alla minaccia di buchi nella fornitura di energia, di costi crescenti e addirittura di rischi di blackout o di razionamenti», afferma Maderni che torna sulla bocciatura della Legge sul CO2. «Si è riaperto il dibattito sull’abbandono del nucleare deciso con un referendum nel 2017. Ci si chiede se quella decisione sia adeguata ai tempi e alle nuove tecnologie», continua Maderni che ricorda come la sfida energetica sia anche foriera di opportunità economiche per la categoria. «Si pensi solo alla creazione di nuovi strumenti finanziari per i gestori patrimoniali e alle mutate necessità di ristrutturazione per i fiduciari immobiliari», conclude Maderni.
Della revisione della legge cantonale sull’esercizio delle professioni fiduciarie ha parlato Norman Gobbi. «Il Parlamento ha approvato lo scorso autunno quasi all’unanimità modifiche che riprendevano la Legge federale sugli istituti finanziari e quella sui servizi finanziari e di fatto salvaguardando, attraverso il mantenimento delle norme cantonali, un settore particolarmente a rischio di illeciti e mala gestione». Gobbi ha ricordato le parole del procuratore generale della Confederazione Stefan Blätter in Ticino la scorsa settimana: «Il fenomeno delle mafie è reale e non tocca solo il Ticino». «Le attività mafiose rendono malato il nostro tessuto sociale ed economico. Per questo occorre una sensibilizzazione a tutti i livelli, anche nelle professioni che operano nel settore fiduciario e vigilare, invitandovi a segnalare situazioni non chiare, in ossequio ai vostri doveri e alla legge».

Professione ancora molto ambita
La professione di fiduciario si mantiene stabile e attrattiva, come dimostrato dal flusso di nuove autorizzazioni. Il rendiconto del Consiglio di Stato 2021 mostra come il numero dei fiduciari iscritti all’albo abbia toccato il massimo storico sia per i fiduciari commercialisti (saliti nel corso dell’anno da 694 a 705) che per i fiduciari immobiliari (da 241 a 258) e i fiduciari misti commercialisti e immobiliari (da 238 a 239). Se si sommassero anche i quasi 400 fiduciari finanziari – non presenti nella tabella in quanto oggi regolati dalla Finma – il numero totale dei fiduciari del cantone eccederebbe il livello di 1’527 registrato nel 2019. Per quanto riguarda la lotta contro l’esercizio abusivo della professione, nel corso del 2021 inoltre sono stati aperti, dall’autorità cantonale di vigilanza, 135 incarti.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 24 maggio 2022 de La Regione

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«Scenari energetici del futuro, contano politica e geopolitica»
Nell’assemblea dei fiduciari toccati temi fondamentali per lo sviluppo economico in Svizzera Dopo il periodo della pandemia per le finanze cantonali si è aperta ora una nuova fase di incertezza

Gli scenari energetici, economici e professionali sono stati al centro dell’Assemblea FTAF-Federazione Ticinese delle Associazioni di Fiduciari, svoltasi a Vezia presso il Centro Studi di Villa Negroni. Giacomo Leonardi, presidente del CdA di AET-Azienda elettrica ticinese, ha analizzato quello che ha definito un insieme estremamente complesso, in cui il tema energetico è fortemente legato alla politica e, ora più che mai, alla geopolitica.
La Svizzera, con il suo 60% di fonte idroelettrica, può considerarsi in posizione migliore della media. Ma il piano governativo 20-50, con l’obiettivo del 53% idroelettrico e 40% di fotovoltaico mostra varie criticità, soprattutto alla luce delle scelte emotive in campo nucleare. A partire dal 2025 avremo un ammanco e per il 20% di energia si dipenderà dall’estero. Leonardi ha indicato un paradosso: con il binomio energia- politica si vuole troncare i ponti con i Paesi produttori di gas, carbone, petrolio, ma si dimentica che per la conversione in energia dalle cosiddette fonti «verdi» si debbono utilizzare metalli ed altri minerali per la massima parte prodotti in Cina o per i quali il gigante rosso detiene un quasi monopolio di lavorazione.

Quali soluzioni?
Le soluzioni più o meno futuribili e più o meno realizzabili in pratica? 100% elettrico; elettrico+idrogeno;elettrico + carburanti sintetici. Difficile prevedere anche l’evoluzione dei prezzi. Più ragionevole un mix fra idroelettrico, solare e «nuovo» nucleare, come quello che si sta realizzando a spron battuto in Cina ed in Francia.

Altro ospite dell’evento è stato Norman Gobbi, consigliere di Stato responsabile del Dipartimento delle istituzioni, che ha indicato come la pandemia abbia interrotto il processo di risanamento delle finanze cantonali. Se tuttavia queste non fossero state già relativamente sane le conseguenze della COVID sarebbero state ben peggiori. Il sistema ha tenuto, in termini di occupazione, ricorso all’assistenza ed altri ammortizzatori sociali. Ora, tuttavia, con la guerra in Ucraina, si apre una nuova fase incerta con conseguenze estese anche ad altri segmenti della società. L’incertezza si diffonde, aumentano i prezzi di energia ed altre materie prime, le prospettive sono negative e ciò, oltre ad un impatto concreto, ha anche un impatto psicologico di cui è difficile prevedere le conseguenze. Anche Gobbi ha commentato il quadro energetico affermando «come il tema sia stato sottovalutato, le mode non siano mai positive e rendano oggi la Svizzera più instabile e dipendente dall’estero». Riferendosi poi alle categorie di professionisti presenti all’Assemblea, ha anch’egli indicato un paradosso: mentre il Parlamento chiede azioni più decise contro la criminalità organizzata, da alcune parti si contesta la legge sui fiduciari perché troppo restrittiva. Ma la prevenzione è necessaria, creando anticorpi e filtri che si rivelano più che mai necessari soprattutto nel comparto immobiliare.

La relazione di Cristina Maderni, presidente della FTAF, ha toccato molti punti, fra cui le iniziative di formazione, il contributo alle azioni di sostegno durante la pandemia ed i contributi legislativi, i contatti con l’Organismo di vigilanza dei fiduciari e con la Divisione delle contribuzioni e l’attività delle varie Commissioni specializzate. Quanto al numero dei fiduciari attivi in Ticino, il rendiconto 2021 del Consiglio di Stato mostra come il dato abbia toccato il massimo storico sia per i fiduciari commercialisti (saliti da 694 a 705) sia per quelli immobiliari (da 241 a 258) e i fiduciari misti commercialisti e immobiliari (da 238 a 239). Sommando i quasi 400 fiduciari finanziari – oggi regolati dalla Finma il numero totale dei fiduciari del Cantone eccederebbe il livello di 1.527 registrato nel 2019.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 24 maggio 2022 del Corriere del Ticino