Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Comunicato stampa

Casa Pessina a Ligornetto e l’adiacente atelier dello scultore Ivo Soldini hanno ospitato la seconda Giornata dipartimentale annuale dei funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. Un’occasione privilegiata per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di incontrare i suoi alti funzionari e di trasmettere alcuni messaggi-chiave sia di bilancio, ma soprattutto in prospettiva, in vista dei molti impegni che il DI e tutta l’amministrazione cantonale saranno chiamati ad assolvere nei prossimi mesi. Durante il pomeriggio è intervenuto l’eticista Emmanuel Toniutti, ospite della Giornata, che ha parlato di leadership e dello sviluppo di comportamenti etici nell’interesse di organismi pubblici e privati.

Il Direttore del Dipartimento ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria accompagnata da alcuni dati sul personale. Dopo aver ricordato le due votazioni cantonali sull’importante riforma delle Autorità regionali di Protezione (ARP) e sulla nuova imposta di circolazione in programma domenica 30 ottobre, si è soffermato sulle principali sfide che attendono il Dipartimento nel 2023. In questo contesto, ha sottolineato i temi principali legati all’apertura dell’Ufficio delle scienze forensi, dell’avvio dell’attività del Centro controllo veicoli pesanti di Giornico, nonché il messaggio governativo sul Centro polivalente di Camorino. Inoltre si è soffermato sullo stato del progetto Servizio eccellente e sui primi risultati. Ricordiamo che questo progetto – sviluppato all’interno di tutto il Dipartimento –  mette al centro il cittadino per migliorare le modalità di approccio delle collaboratrici e dei collaboratori attraverso un ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e a garanzia della correttezza e della legalità delle procedure. Su questo tema è intervenuto Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, che ha portato l’esperienza diretta della sua Sezione dopo i primi mesi di implementazione del progetto.

Nel corso della Giornata il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla ha aggiornato sull’emergenza ucraina, ponendo l’attenzione sullo stato della situazione a fine settembre e ipotizzando – a titolo personale – dei possibili scenari futuri. Ha inoltre offerto qualche spunto di riflessione sulle attuali potenziali situazioni di crisi (oltre all’Ucraina, anche quella energetica e quella sull’immigrazione in forte crescita al confine sud) e su cosa comporterebbe l’attivazione dello Stato maggiore cantonale di condotto (SMCC). Dal canto suo il segretario generale Luca Filippini ha informato sulle misure di contenimento del consumo di energia messe in atto dall’amministrazione cantonale.

Nel suo intervento, l’ospite Emmanuel Toniutti ha in particolare parlato di leadership e di etica, portando l’attenzione sui motivi per i quali funzionari dirigenti possano sviluppare comportamenti non etici, rispettivamente che cosa fare per sviluppare dei comportamenti etici, finalizzati a una conduzione dei collaboratori più virtuosa.

La Giornata Dipartimentale si è conclusa con una visita all’atelier dello scultore ticinese Ivo Soldini. L’artista momò ha presentato la sua attività e le motivazioni profonde che animano la sua vena creativa, portando i presenti all’interno di un percorso artistico affascinante, quanto rigoroso e impegnativo.

C’è speranza per un carnevale senza limitazioni

C’è speranza per un carnevale senza limitazioni

I gruppi carnevaleschi svizzeri si sono riuniti questo sabato a Bellinzona; c’è fiducia circa un ritorno alla normalità per la prossima stagione.

A Bellinzona si respira già aria di carnevale, nonostante ci si trovi ben in anticipo coi tempi. La causa, è stata la riunione di Hefari, l’associazione svizzera dei carnevali, che ha avuto luogo all’Espocentro. Tuttavia, per i carnevali, anche il 2023 sarà un anno ricco di incognite, tra guerra e crisi energetica. I colleghi di Ticinonews hanno sentito Paolo Deprati, presidente di giornata e membro della società Rabadan. 

In attesa del via libera delle autorità
Da parte delle società carnevalesche trapela cauto ottimismo: “come strategia non abbiamo ancora elaborato niente, aspettiamo che le autorità comunali e cantonali ci dicano se hanno intenzione o meno di attuare delle limitazioni. Malgrado ciò, dopo due anni di pandemia speriamo che ci venga dato via libera per proseguire con una buona dose di normalità”. 

Il dialogo, l’importanza di stare assieme
In questo senso, le autorità sperano di dover attuare il minor numero di misure possibile. Norman Gobbi ha messo l’accento sull’importanza del dialogo con le varie associazioni: “sono motivati ed è importante che abbiano qualche certezza, ce l’hanno chiesto e sarà importante dialogare con loro. Sappiamo benissimo che anche nella popolazione c’è questo bisogno di stare assieme, passare dei momenti di festa per alleggerire la testa dai problemi di cui stiamo risentendo un po’ tutti: covid, guerra, possibile penuria energetica”. 

Esposito e Mistri sono i Re del Tiro 2022

Esposito e Mistri sono i Re del Tiro 2022

Una giornata intensa per gli organizzatori che hanno accolto 50 sezioni in gara per un totale di 680 tiratrici e tiratori, ben 124 in più rispetto al 2021. Nelle competizioni si laureano Re del Tiro Flavio Esposito (UTG Airolo) alla pistola 25m e Maurizio Mistri (C+C Bellinzona) al fucile 300m; Daniel Marchetti (2003, UTG Airolo) si distingue risultando il miglior Giovane in gara sia al fucile che alla pistola, mentre in gara vi era pure un centenario Edgar Strub della SG Liestal.

Una competizione giunta alla sua 14esima edizione con gare con l’arma d’ordinanza alla pistola 25m e fucile 300m al poligono di Airolo, che ha saputo resistere alla crisi pandemica e dopo un’edizione 2021 con limitazioni imposte ancora dal COVID, quest’anno le tiratrici e i tiratori sono tornati in massa al Tiro Storico del San Gottardo.
Nella gara alla pistola 25m si laurea Re del Tiro – dopo averlo già fatto nel 2010 – il bellinzonese Flavio Esposito dell’Unione Tiratori del Gottardo di Airolo con 136 punti e grazie ai migliori punteggi di serie, superando così l’obvaldese Pirmin Kaslin che conquista il titolo di miglior Elite. Miglior Veterano risulta Diego Nodari dell’Unione Tiratori di Locarno con 133, mentre miglior Giovane è Daniel Marchetti dell’UTG Airolo con 126 punti.
Nelle sezioni ospiti si impone nuovamente la Schützengesellschaft Liestal con 1026 punti, seguita dalla Pistolenschützen Sarnen a 1016 (che riceve la vetrata premio di sezione offerta da Vanni Donini) e la Schützengesellschaft der Stadt Zürich a 956 punti e seguite da altre sei sezioni. Nelle sezioni ticinesi la locale società Unione Tiratori del Gottardo di Airolo conquista la vetta con 1037 punti, seguita dalla Civici Carabinieri di Lugano a 1006 (che riceve il premio di sezione) e l’Unione Tiratori di Locarno a 1000 punti, seguono altre nove sezioni.
Nella gara al fucile 300m si laurea Re del Tiro il bellinzonese Maurizio Mistri della Castello e Campagna di Bellinzona con 74 punti su 75. Miglior Elite è Nicola Stempfel della Tiratori Santa Maria di Iseo-Cimo con 73 punti e Andrea Bonoli della Carabinieri Faidesi risulta miglior Veterano con lo stesso punteggio. Il miglior Giovane è Daniel Marchetti dell’UTG Airolo, pure con 73 punti, e conquista per la prima volta in assoluto entrambe i premi individuali destinati agli U20.
Nelle sezioni ospiti si impone la Schützengesellschaft der Stadt Zürich con 540 punti, sovrastando la Schützengesellschaft der Stadt Luzern che si ferma a 537 e la Obwaldner Kantonalschützengesellschaft con 533 punti; seguono altre sei sezioni. Nelle sezioni ticinesi la locale società di Airolo bissa il primo rango ottenuto alla pistola e con 567 punti vince la gara (e riceve la vetrata premio di sezione), superando la Castello e Campagna di Bellinzona a 562 e La Mendrisiense a 561 punti; seguono 17 sezioni in classifica.
Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il presidente dell’Associazione Tiro Storico del San Gottardo Norman Gobbi, il presidente della Federazione svizzera sportiva di tiro Luca Filippini e lo sponsor principale della manifestazione Securitas con il direttore regionale Stefano Moro. Nei loro discorsi hanno ringraziato i numerosi partecipanti alla manifestazione, che hanno dimostrato che il tiro sportivo tradizionale è ancora vivo e sa muovere giovanissimi, adulti ed anziani, creando una vera comunità.

(Foto: www.tirostorico.ch)

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Comunicato stampa

Nell’aula magna della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona si è svolto martedì l’annuale incontro organizzato dal Dipartimento delle istituzioni con la Giustizia di pace. Un’occasione per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di ribadire l’importanza della figura del Giudice di pace quale primo tassello di giudizio a stretto contatto con il cittadino. Un’occasione anche per sottolineare l’impegno della Divisione della giustizia assieme all’Associazione dei Giudici di pace nel rafforzare e aggiornare la formazione a favore dei Giudici di pace, che in Ticino possono anche non essere giuristi di formazione. Proprio in questo ambito, l’incontro è stato caratterizzato dall’intervento dal già Pretore di Mendrisio Sud e consulente per i Giudici di pace, avv. Enrico Pusterla, che ha tenuto una lezione su “Il gratuito patrocinio e le spese processuali”.

Il Ticino è suddiviso in 38 Circoli. In ogni Circolo vi è un Giudice di pace con un supplente. Il periodo di nomina dei Giudici di pace è di dieci anni (quello attuale si estende sino al 2029). Sono eletti dal popolo – gli unici all’interno della magistratura cantonale – nei rispettivi Circoli con il sistema della maggioranza assoluta. Il Giudice di pace funge da autorità di conciliazione nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi, con possibilità di sottoporre alle parti una proposta di giudizio; giudica inoltre in prima istanza le cause patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato come anche le Giudicature di pace sono oggetto di una riforma che intende proporre degli adeguamenti per adattare questa carica e lo statuto di chi la ricopre, alle esigenze odierne derivanti dall’evoluzione della nostra società. In questo senso, ha indicato che si prevedono due fasi di implementazione della stessa. La prima – dando seguito alle risultanze del Parere giuridico sulla conformità alla Costituzione della figura del giudice di pace redatto dai Professori Bohnet e Mahon dell’Università di Neuchâtel – sancirà la formazione obbligatoria per i magistrati popolari e formalizzerà nella legge la presenza dei consulenti giuridici che supportano oggi i giudici di pace laici. La seconda – che sarà discussa in un gruppo di lavoro specifico che verrà riattivato il prossimo anno – interesserà in particolare lo statuto del Giudice di pace, le competenze, il carico di lavoro per comprensorio e le supplenze.
La neo Presidente dell’Associazione, Emma Crugnola, ha dal canto suo sottolineato la buona collaborazione intessuta con il Dipartimento e in particolare con la Divisione della giustizia e ha colto l’occasione per indicare alla sessantina di giudici presenti, il suo impegno in qualità di Presidente, nel rafforzare la coesione tra i magistrati popolari nell’ottica di condividere le rispettive esperienze nonché la sua volontà di visitare le 38 Giudicature di pace presenti sul territorio. La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ha quindi puntualizzato gli intendimenti in vista di una prima fase della riforma concernente l’obbligo formativo, imprescindibile per i magistrati senza formazione giuridica, per una giustizia equa e indipendente. La Direttrice aggiunta della Divisione della giustizia Monica Bucci ha infine presentato la proposta di percorso formativo organizzato in collaborazione con la SUPSI che caratterizzerà la formazione obbligatoria dei giudici di pace.