Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la seconda del 2026 e la 77. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La riunione si è aperta con una discussione dedicata alle attese dei Comuni nei confronti del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono state in particolare fornite alcune indicazioni preliminari in vista dell’adattamento del sistema fiscale, dopo l’abolizione del valore locativo decisa a livello federale e la prevista creazione della nuova imposta cantonale sulle residenze secondarie. È già operativo un gruppo di lavoro misto che si sta occupando della questione.
Il Consiglio di Stato e i Comuni hanno poi fatto il punto della situazione sul progetto «Ticino 2020». Una riunione di aggiornamento è prevista entro fine anno.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine informato sull’avanzamento dei lavori per la riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP), dopo che il Gran Consiglio ha approvato le norme relative alla creazione e all’assetto organizzativo delle nuove Preture di protezione. Dopo i passi portati a termine nel corso degli ultimi mesi, è ora prevista una serie di incontri con il personale delle attuali ARP.
La prossima seduta della Piattaforma si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2026.

‘Dati su for­ma­zione e lavoro, un onere troppo grande’

‘Dati su for­ma­zione e lavoro, un onere troppo grande’

Ben venga la volontà di voler inte­grare social­mente ed eco­no­mi­ca­mente la popo­la­zione migrante che arriva nel nostro Paese per ricon­giun­gersi con i pro­pri fami­liari. L’inte­gra­zione deve infatti essere al cen­tro delle poli­ti­che migra­to­rie. Que­sto, però, non deve avere riper­cus­sioni eco­no­mi­che e orga­niz­za­tive ecces­si­va­mente one­rose per Can­tone e Comuni. È quanto sostiene il Con­si­glio di Stato tici­nese che, rispon­dendo alla con­sul­ta­zione nazio­nale sulla modi­fica della legge fede­rale sugli stra­nieri e la loro inte­gra­zione, mette qual­che pun­tino sulle ‘i’.
“Con­di­vi­diamo l’obiet­tivo finale del pro­getto – si legge nella mis­siva indi­riz­zata al Dipar­ti­mento fede­rale di giu­sti­zia e poli­zia – ma auspi­chiamo un approc­cio più pru­dente con una nor­ma­tiva meno vin­co­lante che pre­veda la pos­si­bi­lità e non l’obbli­ga­to­rietà di tra­smet­tere i dati per­so­nali”. Per fare un esem­pio con­creto: “L’arti­colo 57 capo­verso 3bis non dovrebbe pre­ve­dere che la segna­la­zione com­prenda i dati rile­vanti la for­ma­zione e l’espe­rienza pro­fes­sio­nale delle per­sone stra­niere; essa dovrebbe invece essere limi­tata alla tra­smis­sione dei dati per­so­nali e dei loro reca­piti tele­fo­nici ed elet­tro­nici”.
La pro­po­sta messa in con­sul­ta­zione vuole, in buona sostanza, incen­ti­vare mag­gior­mente l’inse­ri­mento di chi arriva in Sviz­zera per un ricon­giun­gi­mento fami­liare e non ha quindi ancora un posto di lavoro nel nostro Paese. I Can­toni dovranno per esem­pio segna­lare all’orien­ta­mento pro­fes­sio­nale que­ste per­sone prive di pro­spet­tive per un posto di lavoro o di for­ma­zione. Gra­zie a que­sta segna­la­zione, secondo il Con­si­glio fede­rale, si potranno aiu­tare i migranti arri­vati in Sviz­zera senza un impiego a entrare nel mondo del lavoro for­nendo loro infor­ma­zioni det­ta­gliate sulle pos­si­bi­lità d’inte­gra­zione pro­fes­sio­nale e sui rela­tivi requi­siti.
Il Con­si­glio di Stato, per avere un qua­dro più chiaro della situa­zione, ha sot­to­po­sto la modi­fica di legge anche all’Uffi­cio della migra­zione, alla Sezione della popo­la­zione, come pure al Ser­vi­zio per l’inte­gra­zione degli stra­nieri. Ebbene, tutti hanno con­cor­dato sul fatto che que­sta pro­po­sta si spinge troppo in là. È stato in par­ti­co­lare fatto notare che all’Uffi­cio della migra­zione spetta il com­pito di: rac­co­gliere e tra­smet­tere la valu­ta­zione del livello lin­gui­stico e l’espe­rienza pro­fes­sio­nale delle per­sone che richie­dono un per­messo nell’ambito del ricon­giun­gi­mento fami­liare. Oltre, a ciò, l’Auto­rità migra­to­ria sarebbe tenuta a effet­tuare una valu­ta­zione, sele­zio­nando quali cit­ta­dini stra­nieri neces­si­tano una con­su­lenza in mate­ria di inte­gra­zione pro­fes­sio­nale, in modo che solo tali per­sone siano segna­late al pre­po­sto ser­vi­zio.
Scrive l’Ese­cu­tivo can­to­nale: “Que­sta revi­sione desta alcune per­ples­sità sotto il pro­filo ope­ra­tivo. Le infor­ma­zioni richie­ste risul­tano infatti, nella sostanza, estra­nee ai pre­sup­po­sti legali che disci­pli­nano il rila­scio del per­messo di dimora per ricon­giun­gi­mento fami­liare. La loro rac­colta com­por­te­rebbe per­tanto un aggra­vio ammi­ni­stra­tivo e un ine­vi­ta­bile ral­len­ta­mento delle pro­ce­dure di eva­sione delle domande, senza che vi siano garan­zie in merito alla com­ple­tezza e cor­ret­tezza dei dati tra­smessi né circa la valu­ta­zione dei pro­fili sele­zio­nati. Que­sti aspetti dovreb­bero in ogni caso essere suc­ces­si­va­mente ancora appro­fon­diti e valu­tati dai ser­vizi com­pe­tenti in mate­ria di orien­ta­mento e for­ma­zione pro­fes­sio­nale”. Il governo can­to­nale fa poi notare un altro pro­blema: l’Auto­rità migra­to­ria non ha le com­pe­tenze per esa­mi­nare e valu­tare for­ma­zione e qua­li­fi­che pro­fes­sio­nali. Non si può nem­meno pre­ten­dere che que­ste com­pe­tenze ven­gano acqui­site, trat­tan­dosi di mate­ria molto tec­nica e spe­ci­fica”. C’è poi il tema dei costi. Non è chiaro quale sarebbe l’entità di spesa aggiun­tiva che que­ste modi­fi­che com­por­te­reb­bero. È invece chiaro che il costo rica­drebbe, quasi total­mente, sulle spalle del Can­tone.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 8 settembre 2026 de La Regione

Cassette arancioni per le vittime di violenza domestica

Cassette arancioni per le vittime di violenza domestica

L’iniziativa coinvolge autorità e cittadini per sensibilizzare sul fenomeno e favorire la riflessione sulle strategie di aiuto.

Il 10 settembre alle 16, alla Cantina Angelo Delea di Losone, sarà presentato “Cassette Arancioni”, progetto promosso dall’Associazione MI-TI-CI Against Abuse per offrire strumenti di prevenzione e sostegno alle vittime di violenza domestica.
L’iniziativa, definita dagli organizzatori «una forma silenziosa per aiutare le vittime di violenza domestica», sarà presentata alle autorità, al mondo politico e alla cittadinanza.Si tratta di cassette di tipo “postale”, pensate come primo canale di contatto silenzioso e sicuro per chi vive una situazione di violenza o disagio. L’obiettivo è creare un momento di riflessione sul fenomeno e fornire strumenti utili alla prevenzione e al supporto delle vittime.
All’incontro interverrà il consigliere di Stato Norman Gobbi, insieme ad altre figure del mondo politico e imprenditoriale locale. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno finanziario dell’Associazione Una goccia nel mare.
«Non possiamo e non dobbiamo voltarci dall’altra parte. La presentazione di questo progetto, che ha visto la luce grazie al sostegno finanziario dell’Associazione Una goccia nel mare, vuole essere un segnale forte per dire alle vittime che non sono sole e che uscire dalla violenza è possibile», dichiara Manga, presidente dell’associazione MI-TI-CI Against Abuse.
Il programma prevede alle 16 l’accoglienza e la registrazione degli ospiti, seguite alle 16.30 dai saluti di benvenuto e dalla presentazione istituzionale. Alle 16.45 è previsto il saluto delle autorità presenti, mentre alle 17 il presidente dell’associazione MI-TI-CI presenterà il progetto. Alle 17.15 seguiranno i ringraziamenti ai partner che hanno contribuito alla sua realizzazione e alle 17.30 un rinfresco di ringraziamento