Canobbio ottiene per la terza volta il label “Città dell’energia”

Canobbio ottiene per la terza volta il label “Città dell’energia”

Con un punteggio di 60 su 100, Canobbio si migliora rispetto alle prime due certificazioni, nonostante le condizioni per l’ottenimento dei punti siano più restrittive.

Sabato 19 settembre, nell’ambito delle tradizionali feste dell’Autunno canobbiese, si è svolta la cerimonia di consegna del label “Città dell’energia” al Comune di Canobbio. Sono intervenuti il capo dicastero Protezione dell’ambiente Ivano Papa, il consigliere di Stato Norman Gobbi e l’ambasciatrice di “Città dell’energia” Nicoletta Togni.
Con un punteggio di 60 su 100, Canobbio si migliora rispetto alle prime due certificazioni, nonostante le condizioni per l’ottenimento dei punti siano più restrittive.
Il raggiungimento di questo traguardo conferma l’impegno del Municipio, della Commissione energia e dell’amministrazione comunale nel perseguimento degli obiettivi energetici e climatici e la sensibilità della popolazione che adotta comportamenti responsabili.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1951575/canobbio-energia-citta-label-migliora

Inaugurata la nuova pista ciclopedonale Bodio – Giornico

Inaugurata la nuova pista ciclopedonale Bodio – Giornico

Comunicato stampa

Il Dipartimento del territorio (DT), l’Ufficio federale delle strade (USTRA) e il Comune di Giornico comunicano che la pista ciclopedonale che collega i quartieri di Bodio e Giornico lungo il fiume Ticino è stata ufficialmente inaugurata in data odierna, in occasione della Festa del Digiuno Federale, alla presenza delle autorità locali, cantonali e federali.

Alla parte ufficiale sono intervenuti il Consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi, e il Sindaco di Giornico, Stefano Imelli.
La nuova infrastruttura, che si estende per 2,1 chilometri, è parte del percorso nazionale N3 Nord-Sud appartenente alla rete di Svizzera Mobile e offre a ciclisti e pedoni – residenti, turisti e visitatori – un collegamento dedicato e più sicuro, al riparo dal traffico veicolare motorizzato. Con la realizzazione della nuova pista ciclopedonale e la dismissione del tratto del percorso N3 ubicato all’interno della zona industriale di Bodio, sono stati in particolare eliminati i conflitti di coabitazione tra il traffico ciclabile e il traffico pesante del comparto industriale.
Il nuovo percorso dedicato alla mobilità lenta costituisce il completamento dei lavori realizzati negli scorsi anni da USTRA in relazione all’aggiramento della zona industriale in territorio di Bodio e Giornico. La sua realizzazione è infatti avvenuta in concomitanza e in coordinazione con la costruzione e la messa in esercizio del Centro di controllo veicoli pesanti di Giornico (CCVP).
L’apertura di questo nuovo tracciato al transito di ciclisti e pedoni, avvenuta lo scorso mese di aprile, assume un valore particolarmente significativo: essa è coincisa con il primo anniversario della nascita del nuovo Comune di Giornico, nato dalla fusione di Giornico e Bodio, e rappresenta anche simbolicamente un’unione fisica tra i due quartieri. La nuova infrastruttura si configura così come un percorso ciclopedonale che collega e avvicina le comunità, migliorando la mobilità lenta in tutta la regione.
Il costo della prima tratta realizzata e finanziata interamente da USTRA ammonta a circa 2,2 milioni di franchi.
La seconda tratta, finanziata al 79% dal Cantone, al 21% dai Comuni della Commissione Regionale dei Trasporti Tre Valli (CRT3V) e da USTRA, ammonta a circa 1,4 milioni di franchi.

«Liberi di scegliere cosa mettere nel piatto»

«Liberi di scegliere cosa mettere nel piatto»

Dalle scelte del Paese a quelle individuali: il 27 settembre si vota sul valore dell’autonomia. 

C’è un filo rosso che lega le due votazioni del 27 settembre: la libertà. Da una parte, con l’iniziativa sulla neutralità, la libertà della Svizzera di autodeterminarsi. Dall’altra, con l’iniziativa «Per un’alimentazione sicura», si mette in discussione una libertà molto più quotidiana: quella di scegliere cosa mettere nel proprio piatto.
Due temi molto diversi, ma che per il Consigliere di Stato Norman Gobbi pongono una domanda simile: fino a che punto lo Stato deve decidere al posto dei cittadini?
L’iniziativa sull’alimentazione vuole portare entro dieci anni almeno al 70% il grado di autoapprovvigionamento netto della Svizzera, orientando maggiormente produzione e consumo verso gli alimenti di origine vegetale.
«A tavola, ognuno deve poter decidere liberamente cosa mettere nel piatto e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.», sottolinea Gobbi. «Mangiare più verdura? Va benissimo. Scegliere un’alimentazione vegetariana o vegana? Una decisione che va pienamente rispettata. Ma la stessa libertà deve valere per chi vuole continuare a consumare carne, formaggio, uova o bere latte. Non può essere la Costituzione federale a stabilire se dobbiamo mangiare un piatto di verdure o un cervelat».

Difendere chi mantiene vivo il territorio
L’obiettivo dell’iniziativa di orientare maggiormente produzione e consumo verso gli alimenti vegetali si scontra con la realtà del nostro territorio, dove prati, pascoli e alpeggi trovano nell’allevamento una naturale valorizzazione.
«Dietro un formaggio dell’alpe o un prodotto di carne ci sono famiglie, aziende agricole, tradizioni e alpeggi curati. C’è una parte della nostra identità», osserva Gobbi.
Ridurre il ruolo dell’allevamento significa quindi intervenire su un equilibrio che non riguarda soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole. Significa toccare filiere locali, posti di lavoro e attività che contribuiscono a mantenere vivo e curato il territorio.
Il Consigliere di Stato mette in evidenza una contraddizione: «Vogliamo rafforzare l’autoapprovvigionamento della Svizzera, ma rischiamo di farlo penalizzando proprio quelle produzioni che meglio valorizzano il nostro territorio e la nostra agricoltura. La sicurezza alimentare non si costruisce imponendo un unico modello, ma permettendo a ogni regione di produrre ciò che le caratteristiche del suo territorio consentono».

Più prodotti locali, meno imposizioni
Per Gobbi la strada da seguire è quella di sostenere concretamente i prodotti del nostro territorio e privilegiare gli acquisti locali.
«Compriamo locale quando possiamo, sosteniamo i nostri agricoltori e valorizziamo quello che viene prodotto sul nostro territorio. Ma lasciamo agli svizzeri la possibilità di scegliere cosa mettere nel piatto», ribadisce il Consigliere di Stato. «Il 27 settembre voterò NO all’iniziativa sull’alimentazione: per la nostra agricoltura, per il nostro territorio e per una libertà che vale la pena continuare a difendere. Anche a tavola».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 20 settembre 2026 de Il Mattino della domenica

(Nella foto è ritratta Claudia Boschetti, sindaco di Blenio)

Precisazioni in riferimento alle recenti ricostruzioni errate pubblicate sulla mia persona

Precisazioni in riferimento alle recenti ricostruzioni errate pubblicate sulla mia persona

Bellinzona, 17 settembre 2026

Alla luce delle insinuazioni contenute nelle ricostruzioni pubblicate sulla vicenda che ha coinvolto il collega Claudio Zali, ritengo necessario precisare, con piena trasparenza, alcuni elementi, in particolare riguardo alle informazioni di cui ero a conoscenza nel 2021 in relazione alla signora 52enne tragicamente deceduta a Melide.

A inizio settembre 2021, la signora mi ha contattato tramite messaggio privato sui social media, informandomi che aveva sporto denuncia penale nei confronti del collega, senza specificare la natura dei fatti. La questione risultava pertanto già sottoposta all’autorità giudiziaria competente. A fine settembre 2021, ho ricevuto una e-mail dalla stessa signora, nella quale mi chiedeva di intervenire presso il collega affinché le porgesse delle scuse scritte. La signora riferiva inoltre in quella e-mail di aver informato pure il quotidiano «laRegione» e manifestava l’intenzione di rendere pubbliche le informazioni relative a quanto accaduto tra lei e il collega, senza precisare a quali fatti si riferisse. Nelle due comunicazioni, non si faceva in alcun modo riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, ossia reati perseguibili d’ufficio.

Come già indicato, tenuto conto che la signora già aveva sporto denuncia e che quindi già se ne stava occupando l’autorità giudiziaria, la questione era stata comunque discussa internamente alla Lega, interpellando anche il diretto interessato, il quale aveva escluso la sussistenza di fatti rilevanti e ricondotto la vicenda a dinamiche attinenti alla propria sfera privata. Successivamente non mi sono giunte altre segnalazioni, né mai mi è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria competente che potesse indicare la pendenza di procedimenti in relazione ai fatti richiamati.

Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati di natura sessuale o comunque perseguibili d’ufficio. Sottolineo che la signora mi aveva comunque già informato di aver segnalato questi fatti all’autorità giudiziaria competente. Questa precisazione è necessaria affinché quanto effettivamente portato a mia conoscenza all’epoca sia rappresentato in modo corretto e fedele.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato

Una giornata per festeggiare i 20 anni di aggregazione

Una giornata per festeggiare i 20 anni di aggregazione

Una giornata per festeggiare il ventennale dell’aggregazione dei Comuni di Cavergno, Bignasco e Cevio nel nuovo Comune di Cevio, nato nel 2006.
Si è tenuta, con una numerosa partecipazione da parte della popolazione, questo 13 settembre 2026 presso l’Oasi ricreativa di Cevio.
La giornata «ha rappresentato un momento di incontro, memoria e riconoscenza, permettendo alla popolazione, alle autorità, alle associazioni e a numerosi ospiti di ritrovarsi per celebrare insieme due decenni di storia comunale», comunica via nota il Municipio.
A intervenire sono stati Alfredo Martini, primo Sindaco del Comune aggregato, dell’attuale Sindaca Wanda Dadò, della Presidente del Consiglio comunale e prima cittadina Laura Martini Gamba, del Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Nei loro discorsi «hanno ricordato il percorso intrapreso dal Comune a partire dal 2006 e i traguardi raggiunti grazie all’impegno condiviso delle istituzioni, delle associazioni e della popolazione». La giornata è poi proseguita «in un clima conviviale» con il pranzo offerto e con numerose attività dedicate ai più piccoli.
Il Municipio «desidera ringraziare sentitamente tutte le persone che hanno partecipato alla giornata commemorativa, contribuendo con la loro presenza alla riuscita dell’evento», conclude il messaggio.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1950051/giornata-cevio-aggregazione-martini-carica

(Immagine: Santiago Pascual)

Lavinone: Cantone e Città di Lugano si impegnano per migliorare da subito la viabilità

Lavinone: Cantone e Città di Lugano si impegnano per migliorare da subito la viabilità

Gobbi: «Soluzioni rapide in attesa di riaprire la strada»

La frana del Lavinone ha cambiato la quotidianità dell’alta Capriasca e della Val Colla. Il movimento del versante, che interessa un’enorme massa di materiale e continua ancora oggi, ha imposto la chiusura preventiva al traffico veicolare della strada cantonale tra Corticiasca e Scareglia, interrompendo uno dei collegamenti principali della valle.
Gli approfondimenti tecnici hanno chiarito che la frana può essere solo rallentata e non fermata. Per questo il Dipartimento del territorio ha scelto di intervenire sul collegamento esistente con una soluzione strutturale che permetta alla strada di “convivere” con l’instabilità del versante, garantendo al contempo la sicurezza. L’intervento è complesso e richiederà quasi due anni per completarlo.
Nel frattempo, la chiusura della strada cantonale ha inevitabilmente modificato gli spostamenti di chi vive e si muove in Val Colla. Una parte importante del traffico si è così orientata sulla viabilità alternativa e, in particolare, sulla strada comunale tra Signôra e Maglio di Colla, diventata un collegamento essenziale.

Una risposta subito per la strada comunale
Proprio in relazione a questo collegamento, mercoledì scorso durante una serata pubblica, il consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi ha preso un impegno concreto: Cantone e Città di Lugano lavoreranno insieme per migliorare la strada comunale, valutando in particolare la realizzazione di piazze di scambio nei punti più critici.
«La popolazione della Val Colla sta sopportando disagi importanti e non possiamo semplicemente chiederle di aspettare il 2028. Per questo, d’intesa con la Città di Lugano, ci siamo impegnati a intervenire anche sulla strada comunale, individuando le misure che possono migliorarne la percorribilità», sottolinea Gobbi.
L’intervento risponde anche alle richieste arrivate dal territorio. La strada Signôra–Maglio di Colla non può naturalmente sostituire la cantonale, ma in questa fase deve poter assorbire meglio il traffico locale.
«Quando una situazione eccezionale si protrae nel tempo bisogna essere pragmatici. Non conta se una strada è cantonale o comunale: conta trovare una soluzione per chi la utilizza ogni giorno. Il Cantone è quindi pronto a fare la sua parte insieme alla Città».

I lavori sono già iniziati
Intanto sul terreno proseguono i lavori preliminari, con le opere di drenaggio e consolidamento del versante. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 3,5 milioni di franchi, interamente a carico del Cantone, mentre l’avvio del cantiere principale è previsto nella primavera del 2027. Per accorciare il più possibile i tempi, il Cantone farà ricorso alla procedura d’urgenza.
«L’obiettivo è chiaro: fare tutto il possibile per restituire questo collegamento alla popolazione al più presto, lavorando nel frattempo a soluzioni che possano rendere meno pesante l’attesa», conclude il consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi.
La serata informativa di mercoledì scorso è stata l’occasione per un confronto diretto con la popolazione, durante il quale le autorità e i tecnici hanno illustrato lo stato dei lavori, i prossimi passi e le soluzioni allo studio per accompagnare il territorio fino alla riapertura del collegamento.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 13 settembre 2026 de Il Mattino della domenica

Insieme più pronti alle sfide del futuro

Insieme più pronti alle sfide del futuro

Gor­dola e Laver­tezzo avan­zano spe­diti verso l’annun­ciato matri­mo­nio, che in “dono” por­terà tra le altre cose un mol­ti­pli­ca­tore al mas­simo all’88 per cento, uno spor­tello garan­tito nel più pic­colo dei due paesi e nuovi ser­vizi per gio­vani e anziani. Sono infatti alcuni dei con­te­nuti del rap­porto pre­li­mi­nare ela­bo­rato dalla Com­mis­sione di stu­dio rela­tiva al pro­getto di aggre­ga­zione tra i due Comuni, pre­sen­tato mer­co­ledì sera ai rispet­tivi Con­si­gli comu­nali riu­niti con­giun­ta­mente.
Ricor­diamo che la pos­si­bi­lità di un’unione tra le due realtà del Piano di Maga­dino ha ini­ziato a con­cre­tiz­zarsi in seguito al nau­fra­gio dell’istanza pre­ce­dente pre­sen­tata nell’otto­bre 2023 da Laver­tezzo con la Città di Locarno. Un pro­getto abban­do­nato nel giu­gno ’25 (sulla scia del ribal­tone poli­tico andato in scena nel pic­colo Comune alle ele­zioni del 2024) susci­tando con­tro tale deci­sione un ricorso pre­sen­tato da alcuni cit­ta­dini di Laver­tezzo. Ricorso che il Gran Con­si­glio ha respinto lo scorso feb­braio, ren­dendo defi­ni­tiva (a marzo) la deci­sione di chiu­sura della pro­ce­dura aggre­ga­tiva con la Città e dando di fatto il via libera all’avvio dell’iter con Gor­dola, attra­verso l’isti­tu­zione della Com­mis­sione di stu­dio com­po­sta da tre mem­bri per ogni Comune e che ha la pos­si­bi­lità di avva­lersi del sup­porto di con­su­lenti esterni e di costi­tuire gruppi di lavoro su temi spe­ci­fici.

Tappa impor­tante dopo mesi di lavoro
Secondo quanto indi­cato dalla stessa Com­mis­sione pre­sie­duta dai due sin­daci Damiano Vignuta (Gor­dola) e Andrea Berri (Laver­tezzo), la pre­sen­ta­zione agli Ese­cu­tivi del rap­porto pre­li­mi­nare segna “un’impor­tante tappa del per­corso aggre­ga­tivo avviato dai due Muni­cipi”. Si tratta infatti di un lavoro “frutto di mesi di appro­fon­di­menti e ana­lisi”, che nei pros­simi mesi “verrà ulte­rior­mente appro­fon­dito e com­ple­tato sulla base delle osser­va­zioni rac­colte”, fino alla ste­sura della ver­sione defi­ni­tiva, che sarà suc­ces­si­va­mente illu­strata in una serata pub­blica aperta alla popo­la­zione, prima dell’avvio delle suc­ces­sive fasi pre­vi­ste dall’iter aggre­ga­tivo. Un per­corso che secondo i pro­mo­tori por­terà alla “costru­zione di un Comune capace di affron­tare con mag­giore effi­ca­cia le sfide dei pros­simi decenni, garan­tendo ser­vizi di qua­lità, una strut­tura ammi­ni­stra­tiva moderna e solide pro­spet­tive di svi­luppo”. La Com­mis­sione indi­vi­dua infatti come obiet­tivi prio­ri­tari “il raf­for­za­mento della capa­cità d’inve­sti­mento, il miglio­ra­mento dei ser­vizi alla popo­la­zione, la valo­riz­za­zione della pros­si­mità con i cit­ta­dini e una gestione finan­zia­ria solida e soste­ni­bile”.

Il nome sarà Gor­dola, situa­zione finan­zia­ria posi­tiva
Lo stu­dio pro­pone che il nuovo ente assuma il nome di Comune di Gor­dola, man­te­nendo la sede ammi­ni­stra­tiva nell’attuale casa comu­nale di quest’ultimo. Al tempo stesso viene garan­tita la pre­senza di uno spor­tello comu­nale a Laver­tezzo, “assi­cu­rando così la neces­sa­ria vici­nanza dei ser­vizi ai cit­ta­dini del com­pren­so­rio”.
Tra gli ele­menti di mag­giore rilievo figura inol­tre l’obiet­tivo di man­te­nere il mol­ti­pli­ca­tore poli­tico d’impo­sta al mas­simo all’88%, cor­ri­spon­dente all’attuale livello di Gor­dola… “Si tratta di un ele­mento par­ti­co­lar­mente signi­fi­ca­tivo, reso pos­si­bile dalla posi­tiva situa­zione finan­zia­ria del nuovo Comune e dalle pro­spet­tive eco­no­mi­che”, con la Com­mis­sione che parla di un “patri­mo­nio solido, risul­tati d’eser­ci­zio posi­tivi e una cre­scente capa­cità d’inve­sti­mento. Que­ste basi con­sen­tono di guar­dare al futuro con fidu­cia e di affron­tare con mag­giore forza le sfide che atten­dono gli enti locali”.

Ser­vizi poten­ziati e una Casa delle Asso­cia­zioni
Par­ti­co­lare atten­zione è dedi­cata anche ai ser­vizi per la popo­la­zione. Il pro­getto pre­vede infatti nuove oppor­tu­nità per fami­glie e gio­vani, attra­verso il poten­zia­mento del ser­vi­zio pre- e dopo­scuola, la pos­si­bi­lità di svi­lup­pare nuovi spazi desti­nati agli asili nido e la valo­riz­za­zione delle infra­strut­ture spor­tive e ricrea­tive esi­stenti. Per la popo­la­zione anziana è invece pre­vi­sta la crea­zione di un Cen­tro diurno, in col­la­bo­ra­zione con gli enti che già ope­rano sul ter­ri­to­rio del nuovo Comune. Per le asso­cia­zioni del ter­ri­to­rio è inol­tre pre­vi­sta la crea­zione di una Casa delle Asso­cia­zioni (ubi­cata negli spazi dell’attuale muni­ci­pio di Laver­tezzo), con l’obiet­tivo di soste­nere i tanti enti che ope­rano sul ter­ri­to­rio.

Un Comune più forte per tutto il com­pren­so­rio
“L’aggre­ga­zione non nasce sol­tanto dall’esi­genza di unire due ammi­ni­stra­zioni – con­clude la Com­mis­sione –, ma dalla volontà di costruire un Comune più forte, capace di man­te­nere e miglio­rare i ser­vizi pub­blici, rispon­dere alle nuove esi­genze della popo­la­zione e garan­tire una mag­giore capa­cità di inve­sti­mento per le future gene­ra­zioni. Si tratta di un passo rite­nuto neces­sa­rio per assi­cu­rare fun­zio­na­lità, effi­cienza e pro­spet­tive di svi­luppo a tutto il com­pren­so­rio”. Con­cetti riba­diti ai con­si­glieri comu­nali dai sin­daci Vignuta e Berri, i quali, oltre a espri­mere sod­di­sfa­zione per il lavoro svolto dalla Com­mis­sione, hanno sot­to­li­neato come il pro­getto sia il risul­tato di un con­fronto appro­fon­dito e costrut­tivo, fon­dato sulla volontà comune di offrire ai cit­ta­dini un’ammi­ni­stra­zione moderna, vicina al ter­ri­to­rio e in grado di affron­tare con sere­nità le sfide dei pros­simi decenni.

Sin­daci sod­di­sfatti e fidu­ciosi
«Sono molto sod­di­sfatto di vedere che il pro­getto aggre­ga­tivo sta pren­dendo forma e che il per­corso pro­cede con­cre­ta­mente verso l’obiet­tivo di arri­vare alla vota­zione popo­lare entro la fine del pros­simo anno – aggiunge inter­pel­lato da laRe­gione Andrea Berri –. Per­so­nal­mente è una grande sod­di­sfa­zione, per­ché ho cre­duto fin dall’ini­zio in que­sto per­corso e nelle oppor­tu­nità che può offrire ai nostri Comuni. Vedere oggi che il pro­getto è a buon punto mi dà ancora più ener­gia e con­vin­zione per con­ti­nuare a lavo­rare con entu­sia­smo, insieme a tutte le per­sone coin­volte, per costruire qual­cosa di posi­tivo e dura­turo per il nostro ter­ri­to­rio».
Dal canto suo Damiano Vignuta sot­to­li­nea come «il lavoro svolto dalla Com­mis­sione di stu­dio con­ferma che l’unione dei due Comuni per­met­terà di creare una realtà solida in grado di rispon­dere meglio ai cre­scenti biso­gni della popo­la­zione e di man­te­nere un’ele­vata capa­cità d’inve­sti­mento in nuovi pro­getti, quali il nuovo magaz­zino ed eco­cen­tro o l’amplia­mento della scuola dell’infan­zia ubi­cata a Laver­tezzo. Il futuro Comune con­terà oltre 6mila abi­tanti e sarà l’undi­ce­simo per dimen­sioni in Can­ton Ticino; gra­zie alle siner­gie sarà pos­si­bile offrire nuovi ser­vizi, pen­sati in par­ti­co­lare per le gio­vani fami­glie e la terza età, e con­ti­nuare a soste­nere le nume­rose asso­cia­zioni pre­senti sul ter­ri­to­rio».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 11 settembre 2026 de La Regione

Sicurezza nazionale: il Ticino contribuirà alla futura Unità d’informazione sui passeggeri

Sicurezza nazionale: il Ticino contribuirà alla futura Unità d’informazione sui passeggeri

Comunicato stampa

Si è tenuto negli scorsi giorni a Bellinzona un incontro della Conferenza dei direttori e delle direttrici di polizia della Svizzera centrale (ZPDK), alla quale il Canton Ticino è formalmente associato. La riunione ha permesso di fare il punto sui principali temi di interesse comune e di approfondire una collaborazione intercantonale consolidata. In questo contesto, il Ticino metterà a disposizione una risorsa della Polizia cantonale per la futura Unità d’informazione sui passeggeri (UIP) dell’Ufficio federale di polizia (fedpol).

Il Canton Ticino ha ospitato la seduta estiva della Conferenza dei direttori e delle direttrici di polizia della Svizzera centrale (ZPDK). Alla riunione, che si è svolta a Palazzo delle Orsoline, ha preso parte il Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
L’incontro si inserisce nella consolidata collaborazione con i Cantoni della Svizzera centrale in materia di sicurezza, sviluppata sia a livello politico sia operativo. Il Ticino è infatti membro associato alla Conferenza dei direttori di polizia della Svizzera centrale (ZPDK) e partecipa regolarmente ai suoi lavori.
Tra i temi affrontati durante la seduta figura la futura Unità d’informazione sui passeggeri (UIP) dell’Ufficio federale di polizia (fedpol), che permetterà alle autorità di perseguimento penale di trattare i dati dei passeggeri aerei (Passenger Name Record, PNR) per contrastare il terrorismo e le forme gravi di criminalità. Queste informazioni potranno contribuire in particolare a localizzare persone ricercate, identificare soggetti che rappresentano un rischio e individuare reti criminali attive a livello internazionale, consentendo alla polizia di predisporre più rapidamente le misure necessarie.
Il Canton Ticino darà il suo contributo alla nuova Unità d’informazione sui passeggeri già dalla sua entrata in servizio, prevista nel primo trimestre del 2027, mettendo a disposizione una risorsa della Polizia cantonale che sarà distaccata a Berna. Come stabilito dalla relativa Convenzione, a regime l’Unità conterà 30 collaboratori: 15 della Confederazione e 15 provenienti dalle Polizie cantonali.
La partecipazione ticinese costituisce un ulteriore esempio concreto delle sinergie sviluppate con i Cantoni della Svizzera centrale e con le autorità federali, mettendo competenze e risorse della Polizia cantonale al servizio della sicurezza nazionale.

Nella foto: I Consiglieri di Stato membri della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori di Polizia della Svizzera centrale e la Segretaria della Conferenza della ZPDK.

Val Colla e strada chiusa fino al 2028. Primo incontro pubblico

Val Colla e strada chiusa fino al 2028. Primo incontro pubblico

La frana del Lavinone non può essere fermata. La soluzione scelta è quella di convivere con un versante in movimento e ricostruire la strada sul tracciato attuale. La mobilità resta difficoltosa.

In Val Colla la strada cantonale tra Insone e Scareglia è chiusa al traffico da maggio 2025, a causa della frana del Lavinone. La mobilità nella regione resta quindi difficoltosa.
La riapertura è prevista per il 2028 e i prossimi passi sono stati illustrati dal Cantone alla popolazione mercoledì, nel corso di una serata pubblica a Tesserete.

Il primo incontro pubblico
Sono 15 mesi che la strada cantonale che collega la Capriasca e il quartiere di Val Colla a Lugano è interrotta e in 15 mesi questa è la prima volta che il Cantone, insieme alla città di Lugano e al Comune di Capriasca, incontra la popolazione. La strada è chiusa al traffico ma aperta a pedoni e ciclisti.

La frana non si può fermare
Quello che è emerso durante la serata, alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone, è che la frana del Lavinone non può essere fermata. Questo è stato accertato. La soluzione scelta è quella di convivere con un versante in movimento e ricostruire la strada sul tracciato attuale. Costo dell’operazione 3,5 milioni di franchi, un costo interamente coperto dal Cantone. Questo progetto era già stato illustrato a fine giugno, quando si parlava di una riapertura tra la primavera e l’estate 2028.

Gobbi: “Tempistiche confermate”
“Le tempistiche sono confermate – ha dichiarato al Quotidiano della RSI il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni -. Fortunatamente abbiamo anche iniziato le opere di consolidamento dell’area. Quello che volevamo fare questa sera non era dire “faremo”, ma “stiamo facendo”, proprio nell’ottica di garantire questa apertura per la primavera-estate 2028 – ha detto Gobbi -. Volevamo anche illustrare quelle che possono essere le soluzioni che già oggi possono essere praticate per raggiungere la Val Colla dalla Capriasca, visto che sul fondovalle comunque il collegamento esiste. È più lungo, lo sappiamo, chiede qualche minuto in più di percorrenza alla popolazione. Questa serata serve a dare una prospettiva positiva sul collegamento”.

Disagi e petizioni
E su quelli che sono i disagi per la popolazione si è parlato comunque in queste settimane, in questi mesi, perché prima della riapertura ci sono ancora due anni da affrontare e la viabilità alternativa, comunque, dà qualche problema. Il patriziato di Scareglia ha inviato anche una petizione per chiedere più collegamenti con AutoPostale. C’è poi la casa anziani a Colla.
Dal canto suo, Silvano Campana, presidente della Commissione di quartiere della Val Colla, ha dichiarato alla RSI che c’è malcontento anche per i trasporti pubblici. “Anche se hanno cercato di adeguare gli orari, la popolazione deve comunque fare un giro più lungo per scendere verso Tesserete”.

Le misure adottate
E i disagi sono emersi anche durante la serata pubblica. Norman Gobbi ha dichiarato al Quotidiano che sono state adottate diverse misure. “Da un lato ho discusso con AutoPostale, che mantiene i collegamenti esistenti, pur evidentemente con le difficoltà del collegamento pedonale fino a Scareglia. Dall’altra parte le strade di servizio che collegano Scareglia al fondovalle sono più difficoltose, ma qui, con la città di Lugano, interverremo per migliorare lo scambio dei veicoli lungo questi assi. Le tempistiche date sono precise, perché cercheremo di avere una procedura d’urgenza, in maniera straordinaria, per ripristinare un collegamento che, come ho detto questa sera, permette di garantire un collegamento stradale sicuro”.

La frana continua a muoversi
Intanto la frana continua a muoversi, 3-5 centimetri ogni anno. Jean Frédéric Kauffmann, geologo della sezione forestale, ha spiegato che i drenaggi “sono ancora in corso di realizzazione. Ci troviamo in un periodo di siccità prolungata. Abbiamo avuto temporali molto intensi negli ultimi giorni, anche a fine agosto, ma non sono i temporali che mettono in movimento la frana. L’efficacia dei drenaggi non è ancora stata provata. È stata osservata, durante le ultime precipitazioni, acqua che usciva dalle teste dei drenaggi”.

Il Monitoraggio
“La strada si muoverà con la frana – ha aggiunto Kauffmann -. Verranno adottati provvedimenti per mantenerla, per correggere le forze degli ancoraggi e comunque sarà monitorata”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Val-Colla-e-strada-chiusa-fino-al-2028.-Primo-incontro-pubblico–4071796.html

 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la seconda del 2026 e la 77. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La riunione si è aperta con una discussione dedicata alle attese dei Comuni nei confronti del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono state in particolare fornite alcune indicazioni preliminari in vista dell’adattamento del sistema fiscale, dopo l’abolizione del valore locativo decisa a livello federale e la prevista creazione della nuova imposta cantonale sulle residenze secondarie. È già operativo un gruppo di lavoro misto che si sta occupando della questione.
Il Consiglio di Stato e i Comuni hanno poi fatto il punto della situazione sul progetto «Ticino 2020». Una riunione di aggiornamento è prevista entro fine anno.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine informato sull’avanzamento dei lavori per la riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP), dopo che il Gran Consiglio ha approvato le norme relative alla creazione e all’assetto organizzativo delle nuove Preture di protezione. Dopo i passi portati a termine nel corso degli ultimi mesi, è ora prevista una serie di incontri con il personale delle attuali ARP.
La prossima seduta della Piattaforma si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2026.