“Quel muro era un basello”

“Quel muro era un basello”

Nel commentare l’esito della domenica elettorale, il consigliere di Stato svela i retroscena di un incontro con la cellula sanitaria ticinese: “Gli ho detto che sono consulenti, non comandanti”
Prima di Natale gli esperti lanciavano l’allarme di fronte all’ondata di variante Omicron, che rischiava di mettere in ginocchio il sistema sanitario. Quello scenario, però, non si è avverato. Quella degli esperti, secondo alcuni, una visione troppo drammatica. Tra questi il consigliere di Stato Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni lo ha raccontato oggi su Teleticino nel commentare l’esito del voto sui media. Infatti, secondo Gobbi, a pesare sul voto odierno potrebbero essere state alcune prese di posizione su alcuni temi in Svizzera interna e l’eccessivo allarmismo in alcuni fasi della pandemia, ha detto il consigliere di Stato.

Il basello Omicron
Media che avrebbero seguito, ha detto, il parere degli esperti. “Ricordo come prima di Natale si parlasse di come in Ticino si andasse contro un muro. Come ho detto anche davanti alla cellula sanitaria, il muro era un basello, che in ticinese significa un gradino. Lo abbiamo superato, è vero con qualche difficoltà, ma senza la drammaticità che i sanitari paventavano”.

A comandare sono gli eletti
Di fronte alla cellula sanitaria, Norman Gobbi ha raccontato di aver chiarito anche quali siano le gerarchie decisionali in Svizzera: “L’ho ricordato anche a loro, loro sono lì come consulenti, non sono lì come decisori o comandanti. Comandanti sono coloro che sono stati eletti nei vari consessi. Punto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-contro-gli-esperti-quel-muro-era-un-basello-NI5183438

Tra Lega e UDC c’è l’intesa: «Uniti per le cantonali»

Tra Lega e UDC c’è l’intesa: «Uniti per le cantonali»

Chiacchierata con il consigliere di Stato Norman Gobbi in vista delle elezioni del prossimo anno: «Qualche mal di pancia può anche rimanere ma il 2019 ha dimostrato che la strategia è vincente»

L’accordo c’è: Lega e UDC correranno assieme in occasione delle elezioni cantonali del 2023 e l’intesa concernerà anche le elezioni federali dell’autunno dello stesso anno. I dettagli verranno definiti nelle prossime settimane. Ad annunciare che a destra si andrà a braccetto anche in futuro è stato il consigliere di Stato della Lega Norman Gobbi, ospite ieri sera di Gianni Righinetti a La domenica del Corriere per un’intervista ad ampio respiro sotto il titolo “Norman o SuperNorman?”. Su Lega-UDC Gobbi ha aggiunto che «i contatti ci sono stati e la disponibilità di entrambe le parti è stata immediata, anche perché il 2019 ha dimostrato che la strategia è stata vincente. Per la Lega che ha mantenuto i due seggi in Governo ma anche per l’UDC che ha conquistato anche grazie all’elettorato leghista (come candidato unico) un seggio al Consiglio degli Stati con Marco Chiesa. Il quale, successivamente, è diventato presidente dell’UDC nazionale ». Gobbi ha ammesso che «qualche mal di pancia può anche rimanere in alcune frange dei due partiti, ma i frutti ci sono per consolidare un’area politica che, separata, non avrebbe la stessa forza nel portare avanti certe politiche». Manca da definire la suddivisione dei cinque posti nella corsa per il Governo: «È stato definito comunque che i due uscenti, il sottoscritto e il collega Claudio Zali ci saranno». Sarà lista unica per il Governo e liste distinte per il Gran Consiglio.

Nuova Lega, vecchie abitudini
Ma Gobbi ha pure detto che entro la fine della primavera è atteso il varo formale della nuova organizzazione in seno alla Lega, pianificata, ma poi rinviata a causa della pandemia e per l’improvviso decesso di Marco Borradori. « Ora dobbiamo dare stabilità alla struttura, che è già pianificata, ma vista la fase d’uscita dalla pandemia, riprendere con gli incontri popolari che hanno sempre contraddistinto la nostra azione e il nostro modo di stare in contatto con elettori e simpatizzanti», ha aggiunto Gobbi. Insomma, «risotto e luganiga prima di ogni altra cosa?», ha chiesto Righinetti. «Il contatto con la gente è sempre stato nel nostro DNA, lo voleva già Giuliano Bignasca e dovrà sempre essere così a mio modo di vedere».

Uscita per direttissima
La chiacchierata a La domenica del Corriere ha preso le mosse dalla volontà del Consiglio di Stato di uscire velocemente dalla pandemia, «i sacrifici, la sofferenza e le difficoltà che abbiamo vissuto ci hanno portato a prediligere un’uscita piuttosto veloce, a optare per la prima variante proposta dal Consiglio federale che ora dovrà esprimersi », ha affermato il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Ticino «terra rifugio»?
«Ticino bello e sicuro per vivere e rifugiarsi?», ha chiesto Righinetti. «Da un lato la sicurezza è data, i reati commessi sul territorio cantonale sono diminuiti notevolmente. Anche chi compie rapine sa che ha poche possibilità di farla franca, lo stesso vale per i furti nelle abitazioni. E siamo molto attenti anche per correggere le deviazioni date dalla violenza domestica. Ma oggi la stessa, da fatto privato, è diventata un tema pubblico. Se ne parla e si fa prevenzione nonché intervento puntuale». Insomma, il Ticino è bello per gli onesti e troppo sicuro per i disonesti? «No. Credo che il Ticino abbia le antenne più attive sul territorio e un ordinamento svizzero con leggi molto liberali e permissive. La libertà c’è, ma se penso alla dimensione della criminalità è dimostrato che il Ticino è presente e attivo: la coscienza del fenomeno c’è. Non per tutti i Cantoni è così, vi sono alcuni che credono che la criminalità organizzata si esprima solo in italiano. Evidentemente non è così, i fenomeni della criminalità organizzata toccano tutti, anzi, in maniera preponderante i Cantoni svizzero tedeschi e francesi».

Bastone e carota
Norman Gobbi non ha mai nascosto il suo rigore nella gestione dell’immigrazione, con il socialista Manuele Bertoli che aveva dichiarato: «L’arrivo di Norman alle Istituzioni ha reso più difficile la vita degli stranieri in Ticino». Insomma un consigliere di Stato brutto e cattivo? « Fosse così sarei SuperNorman, l’apprezzamento per paletti più stretti è dato, ma le leggi e la giurisprudenza talvolta limitano l’apprezzamento. Quello che abbiamo applicato è un certo rigore perché assicuro che ci sono casi che, se riportati in pubblico, farebbero accapponare la pelle ». Però recentemente abbiamo visto un Gobbi morbido, nel caso di India che negli scorsi giorni ha ottenuto dalla Segreteria di Stato della migrazione il permesso di restare in Svizzera con la sua famiglia. «Ricordo che la richiesta per il riconoscimento del caso di rigore non è stato del Governo ma dell’Ufficio della migrazione, quindi di rango amministrativo e non politico e strategico». Ma Gobbi si è esposto pubblicamente in prima persona. «Ho commentato la decisione dell’Ufficio e dico che occorre evitare di politicizzare questi casi. Ogni situazione è diversa, India e i suoi cari sono rimasti sul nostro territorio per 10 anni per via della procedura e dei numerosi ricorsi. D’altra parte hanno dimostrato di impegnarsi nel processo di integrazione. Questo è il mio giudizio obiettivo, non è questione di essere più o meno morbido. Nei confronti di chi si comporta diversamente il mio auspicio rimane sempre che lascino il nostro territorio». Ma che peso hanno avuto le parole della società civile, di partiti e movimento progressisti e anche del Vescovo? «Penso pari a zero. Se posso essere brutale, la Segreteria di Stato della migrazione valuta secondo il dossier, valuta tecnicamente e non in base alle lettere che riceve a sostegno».

http://teleticino.ch/programmi/la-domenica-del-corriere/la-domenica-del-corriere-130222-MD5173079

Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Bodio e Giornico hanno approvato il progetto di aggregazione in Bassa Leventina mentre Pollegio e Personico lo hanno respinto. Ora si guarda a una fusione tra chi ha detto sì.

Il progetto aggregativo della Bassa Leventina incassa due sì e due no. A schierarsi a favore della fusione nel Comune ‘Sassi Grossi’, senza sorprese, sono stati i comuni di Bodio, con l’81% di sì (195 sì e 46 no), e Giornico, dove i voti favorevoli sono stati 288 (84%) e i contrari 56. Contrari sono stati Pollegio, con l’82% per il no (266 no e 58 sì), e Personico (65%) con 120 no e 65 sì. A fronte di un totale di 1’094 schede valide, Sassi Grossi ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). La possibilità di un’unione a due tra Giornico e Bodio appare ora molto probabile dopo la votazione consultiva di ieri. Uno scenario confermato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi raggiunto dalla redazione. «La disponibilità della popolazione di questi due Comuni ci permette di ragionare su una fusione a due. Disponibilità manifestata anche dai due rispettivi sindaci, anche se evidentemente ora, dopo il voto, devono ancora discuterne all’interno dei loro Municipi». Quanto ai due Comuni che hanno respinto il progetto «l’esito era molto probabile visto che i due Consigli comunali si erano già detti contrari e quindi il voto non ci ha sorpreso», rileva Gobbi. Pensando ai possibili scenari chiediamo se per questi due Comuni contrari l’ipotesi di decretare un’adesione coatta sia fuori discussione. «È improbabile e poco in linea rispetto all’esito popolare chiaro nei due Comuni. Pollegio e Personico hanno chiesto autonomia, ma tengo a ricordare che la libertà richiede anche responsabilità e saper assumere le conseguenze delle proprie decisioni e azioni». In un comunicato stampa diramato ieri pomeriggio il Di spiega che la procedura della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei comuni (LAggr) prevede che, dopo il voto consultivo, il Consiglio di Stato formuli la propria proposta in merito al progetto in un messaggio governativo. “Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio”. In particolare, evidenzia il Di, il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. “In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due comuni”.

Se a Bodio e Giornico, dove sia Municipio che Consiglio comunale erano favorevoli all’aggregazione, l’esito favorevole della votazione pareva scontato, a Pollegio da tempo era noto il grande scetticismo riguardo all’unione con gli altri tre enti locali e la maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale era contraria. Dove l’esito del voto appariva più incerto era Personico. A differenza del parere favorevole del locale Municipio, il Consiglio comunale si era nettamente schierato contro il progetto aggregativo con 14 voti contrari e 5 favorevoli (più tirata a Pollegio con 11 contrari, 8 favorevoli e un’astensione).

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 de La Regione

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Ora si va verso la fusione a due

Solamente Bodio e Giornico approvano, in modo chiaro, l’aggregazione in bassa Leventina – L’interesse per la miniunione c’è Il progetto Sassi Grossi bocciato invece da Personico e Pollegio – I sindaci non sono troppo sorpresi, anche se non manca un po’ di delusione

Sassi Grossi non vedrà la luce. E ora, in bassa Leventina, si fa largo il matrimonio a due fra Bodio e Giornico. I risultati della votazione consultiva di ieri sul progetto aggregativo di cui si parla da due decenni sono stati chiarissimi. Dei quattro Comuni interessati solamente quelli appena citati hanno detto sì. E lo hanno fatto in modo schiacciante, con oltre l’80% delle preferenze. Dalle urne è invece uscito il no scontato e granitico di Pollegio e quello che si poteva immaginare (ma non in queste proporzioni) di Personico. Due a due. Niente palla al centro, stavolta, ma direttamente nelle mani dei Municipi che hanno festeggiato l’unione e soprattutto del Consiglio di Stato. L’interesse per delle nozze in versione ridotta sembra esserci, nel rispetto della volontà popolare.

Imelli: «Serviva coraggio»
Ad urne chiuse sono già iniziate le riflessioni. Che entreranno nel vivo questa settimana, quando gli Esecutivi di Bodio e Giornico discuteranno al loro interno l’eventualità di lanciarsi in una nuova iniziativa aggregativa sulle ceneri di Sassi Grossi. Una certezza: non bisognerà ripartire da zero. Le basi ci sono. E, soprattutto, vi è la consapevolezza che gli abitanti desiderano la fusione: a Giornico i sì hanno raggiunto l’83,72%, mentre a Bodio sono stati poco meno (80,91%). Il segnale lanciato alle istituzioni, comunali e cantonali, è evidente. Secondo il sindaco di Bodio Stefano Imelli «il risultato va ben oltre le più rosee aspettative. La popolazione ha seguito la linea del Municipio, del Consiglio comunale e della Commissione aggregazione. Per contro, a livello complessivo, non vedo sorprese. Le argomentazioni dei contrari all’aggregazione sono le stesse da vent’anni. Mi spiace, davvero, che non si è avuto il coraggio di scrivere il primo capitolo di questa storia».
Andrete quindi avanti con un’unione a due? «Nei prossimi giorni avremo una seduta straordinaria di Esecutivo. Dovremo inoltre discuterne anche con il Legislativo. Per quanto riguarda Personico, Comune con il quale negli ultimi anni abbiamo collaborato sull’ipotesi di insediare le Officine FFS di Bellinzona all’ex Monteforno e sul futuro dell’area industriale, da parte nostra la porta rimarrà sempre aperta».

Bellotti: «Soluzione ideale»
Quando lo contattiamo telefonicamente Rosolino Bellotti sta celebrando il pollice alzato di Giornico. «Certo, mi aspettavo un verdetto così netto. Una fusione con Bodio potrebbe essere la soluzione ideale. Già oggi condividiamo delle risorse e, soprattutto, una zona industriale che stiamo cercando di sviluppare. In ogni modo, prima, dovremo discuterne in seno all’Esecutivo. Di questa eventualità e, pure, della conferma della collaborazione con Personico», osserva il sindaco di Giornico. Il timoniere in carica dallo scorso aprile si congeda facendo notare che «nel complesso i sì sono stati 606 (pari al 55,39%) a fronte di 488 no. Bisognerà tener conto anche di questo dato nelle riflessioni che si andranno a fare».

Cristina: «Dimettermi? No»
Personico avrebbe dovuto essere l’ago della bilancia. Il Municipio era favorevole a Sassi Grossi, il Legislativo no. Gli aventi diritto di voto si sono schierati con i consiglieri comunali nella misura del 64,86%. «Sono parzialmente deluso. Per indole sono una persona molto realista. E così è stato anche in questo caso. Come Esecutivo prendiamo atto del verdetto delle urne. Rispetteremo la volontà dei cittadini. La fusione è oramai un tema che per un po’ verrà accantonato », rileva il sindaco Emilio Cristina. Il quale aggiunge subito di essere «contento per il risultato di Bodio e Giornico. Adesso possono ragionare su un matrimonio a due. Per contro a Pollegio si sapeva che avrebbe vinto il no. Dimettermi? No. Resto perché credo che si possa continuare a collaborare in primis con Bodio e Giornico anche se, come dico sempre, per collaborare bisogna essere in due».

Righini: «Una piccola entità»
Un no doveva essere ed un no è stato. A Pollegio era tutto già scritto. La fusione fa storcere il naso. Era stato così il 5 giugno 2011 quando fu bocciata l’aggregazione con Biasca ed Iragna. Allora la percentuale di contrari era stata del 61,32%. Oggi è pari all’82,10%. «È la conferma della tendenza espressa dapprima dal Municipio e poi dal Legislativo. Nessuna sorpresa. L’abbiamo sempre detto che eravamo contrari a questa aggregazione, che di fatto non avrebbe portato ad un profondo cambiamento in bassa Leventina. Come Comune di Pollegio saremmo stati favorevoli ad un’unione se avessimo potuto avere un peso specifico più importante, in un’entità più grande», sottolinea il sindaco Igor Righini, al timone da meno di un anno. L’ex presidente del Partito socialista ticinese, a nostra precisa domanda sull’eventualità molto verosimile di una fusione limitata a Bodio e Giornico, puntualizza che «si tratterebbe comunque di un progetto ancora più piccolo di quello che era originariamente. La riflessione spetta ai due Comuni e, soprattutto, alle istituzioni cantonali».

I prossimi passi
«Il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni». Ad urne appena chiuse, il Dipartimento delle istituzioni (DI) ha indicato quella che – allo stato attuale – è la via più percorribile: addio Sassi Grossi, evviva le nozze a due. I rispettivi Municipi, l’abbiamo scritto in precedenza, si riunirannoa breve per fare il punto. L’interesse, in ogni modo, c’è. Per il resto il Consiglio di Stato dovrà adesso trasmettere al Parlamento il messaggio attraverso il quale, immaginiamo, proporrà di abbandonare il progetto a quattro. «Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i Municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio», conclude il DI. Chissà, invece di Sassi Grossi il futuro ente locale potrebbe chiamarsi Sassi Piccoli. Un piccolo sasso in vista di qualcosa di più grande fra 10-15 anni.

«L’idea di procedere con quello scenario è concreta»
Parla il consigliere di Stato Norman Gobbi: «A Bodio e Giornico c’è la predisposizione alla fusione e si tratta dei Comuni più grandi del comprensorio»

Da leventinese e da direttore del Dipartimento delle istituzioni ieri Norman Gobbi attendeva con trepidazione i risultati della votazione consultiva sul progetto aggregativo in bassa valle denominato Sassi Grossi. Le urne hanno detto in modo incontrovertibile che i cittadini di Bodio e di Giornico vogliono la fusione, mentre quelli di Personico e di Pollegio no. Il verdetto delle urne è fin troppo evidente. Ed il consigliere di Stato ne prende ovviamente atto: «Il risultato non mi sorprende affatto, considerando quelle che erano state le prese di posizione dei Legislativi di Bodio e Giornico, favorevoli alla fusione, e dei Consigli comunali di Personico e Pollegio, per contro contrari a questo progetto aggregativo». La via è tracciata Adesso si fa strada l’ipotesi di una miniunione fra Bodio e Giornico. I rispettivi sindaci, da noi interpellati, affermano di volerne prima discutere con i colleghi di Municipio. Ma l’idea non dispiace affatto, anche perché c’è la volontà popolare da rispettare. C’è il desiderio, insomma, di convolare a nozze per due Comuni che sono uniti in primis dal destino del comparto dell’ex Monteforno, la storica acciaieria diventata oggi un polo di sviluppo economico cantonale.
Cosa ne pensa il direttore del Dipartimento delle istituzioni?
«Mi conforta il fatto che da parte della popolazione di Bodio e Giornico vi sia la predisposizione all’aggregazione. Il risultato è stato chiarissimo. E l’interesse per la fusione a due sembra esserci anche a livello dei sindaci. Si tratta pur sempre dei Comuni più grandi del comprensorio. I Municipi ne discuteranno ora al loro interno e poi si farà il punto con il Consiglio di Stato. In quel caso si tratterà di ricalibrare il rapporto di studio e non di ricominciare da zero». Quando sarà pronto il messaggio governativo? «Non ci vorrà troppo tempo. Questione di settimane».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Sassi Grossi: l’aggregazione non sfonda
Il progetto della Bassa Leventina raccoglie una maggioranza di voti a favore, ma divide i quattro Comuni – Bellinzona pronta a proseguire a due

Il progetto di nuovo Comune di Sassi Grossi in Bassa Leventina raccoglie un voto complessivo a favore, ma il futuro dell’aggregazione è ora condizionato dal risultato odierno della votazione consultiva. E questo perché pur avendo ricevuto una maggioranza complessiva di voti a sostegno dell’idea, Sassi Grossi ha raccolto due “sì” e due “no” fra i quattro Comuni interessati. Bellinzona potrebbe quindi decidere di procedere solo con Bodio e Giornico.

Fusione in Bassa Leventina: i risultati nei quattro comuni
Come hanno votato i cittadini di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio sul progetto di aggregazione nel nuovo comune denominato Sassi Grossi. Nel dettaglio, a fronte di un totale di 1’094 schede valide, “Sassi Grossi” ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). Il progetto ha raccolto la maggioranza dei voti a Bodio (195 voti, 81%) e Giornico (288 voti, 84%), mentre a Personico 120 cittadini (65%) bocciano il progetto; ancora più netto il no a Pollegio, con l’82% di contrari (266 voti).

“Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota diffusa domenica pomeriggio – ha preso atto dell’esito della votazione consultiva e ricorda che nelle prossime settimane verranno sentiti in Municipi e valutati i possibli scenari, da poi sottoporre al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. “In particolare il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni”, conclude la nota.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sassi-Grossi-laggregazione-non-sfonda-15088403.html

Da www.rsi.ch/news

Esito della votazione consultiva sull’aggregazione della Bassa Leventina

Esito della votazione consultiva sull’aggregazione della Bassa Leventina

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto dell’esito della votazione consultiva sul progetto di aggregazione tra i Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio che ha visto la cittadinanza di Bodio e Giornico esprimere parere favorevole, mentre quella di Personico e Pollegio ha respinto la proposta. Nell’insieme del comprensorio l’aggregazione è stata approvata dal 55,39% dei votanti.
La procedura della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) prevede che, dopo il voto consultivo, il Consiglio di Stato formuli la propria proposta in merito al progetto in un messaggio governativo. Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio. In particolare il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni.

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Gobbi: “Per migliorare sempre di più i nostri servizi a favore della popolazione”

Ha incuriosito questa settimana l’intervento in conferenza stampa del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi improntato sulle tre “C”. Ma che cosa sono queste tre “C”? “Nulla di strano. Si tratta di un concetto che definisce la metodologia di lavoro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni. Poniamo al centro il Cittadino (prima “C”). A lui dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni nel prestare il miglior servizio possibile”, afferma Norman Gobbi. “Questo servizio – continua il Consigliere di Stato – deve essere svolto nell’assoluta correttezza (seconda “C”). Il Dipartimento delle istituzioni offre servizi che si poggiano su leggi e regolamenti. Dobbiamo essere quindi assolutamente corretti nel prendere decisioni, nel concedere permessi, o nel rilasciare attestati, licenze e quant’altro. E poi c’è la terza “C”: la cortesia. La fiducia del cittadino verso le istituzioni può passare anche da un sorriso, da un “buongiorno” detto con calore e soprattutto con umanità. Non costa nulla e può avere un grande effetto, anche sulla pratica stessa che si dovrà sbrigare. Inoltre la cortesia porta con sé anche il concetto di flessibilità, ossia la capacità di superare la rigidità di atteggiamento nei confronti dei compiti assegnati. Rigidità che porta spesso, troppo spesso, alla burocratizzazione del lavoro, mettendo un muro tra l’istituzione e il cittadino (e creando ulteriore e inutile lavoro). È ciò che vogliamo combattere all’interno del Dipartimento, così da raggiungere uno degli obiettivi di legislatura fissati dal Governo, ossia il miglioramento dei rapporti tra il cittadino e le istituzioni”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Per raggiungere questo obiettivo avete messo in campo diversi progetti. “Da un lato sviluppiamo la digitalizzazione del Dipartimento. Questo significa dare al cittadino la possibilità di avere un determinato servizio nel modo più semplice, sicuro e veloce. Con le pratiche online da inoltrare attraverso una procedura guidata il più possibile semplice, il cittadino che ha dimestichezza con computer e smartphone non perde tempo e può avere ciò che vuole senza doversi spostare nei vari uffici. Tenuto conto però che la tipologia dei nostri utenti è molto eterogenea, vogliamo anche mantenere la possibilità di seguire una procedura, diciamo così, tradizionale. Il tutto deve essere svolto, come detto, con correttezza e cortesia. Per questo stiamo mettendo in campo un protocollo, chiamato “servizio eccellente”, grazie al quale dare a tutte le collaboratrici e collaboratori le informazioni necessarie affinché il cittadino sia davvero al centro del nostro lavoro”, afferma il Direttore del DI.
Avete inoltre avviamo un’iniziativa chiamata “Miglioriamo insieme”. Di che cosa si tratta? “Vorremmo sapere dai cittadini che hanno usufruito dei nostri servizi se si sono trovati bene, se vi sono aspetti da migliorare. Avere un riscontro diretto per poi risolvere eventuali criticità. Per fare questo il cittadino può andare sulla prima pagina del sito web del DI, schiacciare in alto su “Miglioriamo insieme”. Troverà quattro possibilità per scriverci: riempiendo online un modulo; un indirizzo e-mail (di-insieme@ti.ch), un numero whatsapp (079 595 65 00) a cui mandare un messaggio scritto, oltre alla tradizionale lettera da inviare per posta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

Comunicato stampa

Una promozione attiva da diversi anni e sempre apprezzata che propone un’alternativa di mobilità sostenibile a prezzo ridotto per limitare gli inconvenienti legati alla rinuncia volontaria della patente.

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) e il Dipartimento del territorio (DT) per l’ottavo anno consecutivo sostengono la promozione “Trasporto pubblico e terza età”.
Scegliere di rinunciare alla licenza di condurre rappresenta un passo fondamentale che implica necessariamente un approccio nuovo alla mobilità. Per questo motivo anche nel 2022 DI e DT, con FFS e Comunità tariffale Arcobaleno, consolidano l’azione volta a sostenere coloro che rinunceranno responsabilmente alla licenza di condurre grazie a un’offerta di abbonamenti del trasporto pubblico a prezzo agevolato.
La promozione è accessibile alle persone che depositeranno volontariamente e in modo definitivo la propria licenza presso la Sezione della circolazione. Le stesse riceveranno una lettera di conferma del deposito, insieme a una scelta tra i seguenti buoni (con validità di un anno):

– Sconto di 300 franchi sul prezzo di un abbonamento Arcobaleno a partire da 2 zone;
– Sconto di 200 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di seconda classe;
– Sconto di 250 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di prima classe.  

Inoltre, sarà possibile acquistare un abbonamento metà-prezzo in prova per due mesi al prezzo speciale di 33 franchi.
Il buono scelto dovrà essere presentato agli sportelli delle aziende di trasporto pubblico al momento dell’acquisto, insieme alla lettera di conferma personale emessa dalla Sezione della circolazione (la quale serve da giustificativo), un documento d’identità valido e una foto formato passaporto.
Muoversi sul territorio attraverso un viaggio più fluido e rilassante grazie al trasporto pubblico è un’alternativa concreta per far fronte alle difficoltà generate dal traffico veicolare, senza dimenticare che la rinuncia della patente è un gesto responsabile che offre l’occasione di vivere la mobilità sotto una nuova prospettiva.

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

Comunicato stampa

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione ma anche dei controlli mirati tradottisi in numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino. Come già emerso in occasione di analoghe azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un  messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione. Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione durante i quali sono state elevate 1.018 contravvenzioni che possiamo distinguere in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione. Da segnalare, tra le varie denunce, quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente
d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Comunicato stampa

È in corso di svolgimento questa settimana un grosso impiego della protezione civile di Locarno e Valle Maggia in favore della protezione di beni culturali presenti sul nostro territorio cantonale. L’attività va a sostenere la Fondazione Eranos di Ascona nell’aggiornamento dell’inventario della propria biblioteca. Nei prossimi mesi è invece già programmato un altro importante intervento a favore del Santuario della Madonna del Sasso.

Un numero importante di militi della regione di protezione civile (PCi) di Locarno e Valle Maggia è impegnato presso la Fondazione Eranos ad Ascona con l’obiettivo di supportare l’ente nel lavoro di aggiornamento dei libri. Quest’attività della PCi, chiamata “Protezione dei beni culturali”, sebbene ancora poco conosciuta, viene definita dalla Legge federale sulla protezione della popolazione e della protezione civile (LPPC) come uno dei compiti principali di questa istituzione, con l’obiettivo di salvaguardare i beni culturali e quindi i simboli d’identità presenti sul nostro territorio da tramandare alle generazioni future.
Durante queste giornate, alle quali partecipano 28 militi di PCi per un totale di 138 giorni di servizio, sarà possibile inventariare più di 2660 volumi, catalogandoli per collana, tematica, autore, editore, data di pubblicazione, ecc; inoltre i libri verranno poi spostati in una nuova locazione, con il relativo riconoscimento, in sicurezza e secondo i principi atti al buon mantenimento del fondo librario. Parallelamente, volumi degni di particolare interesse verranno anche fotografati.
L’impiego dei militi terminerà domani venerdì 11 febbraio.
Intanto è già stato programmato il prossimo intervento che vedrà protagonisti sempre i militi della Protezione civile di Locarno e Valle Maggia presso il complesso del Santuario della Madonna del Sasso a Locarno/Orselina. In quella circostanza il lavoro riguarderà la revisione dell’inventario. Oltre a ciò è previsto il trasloco dei beni contenuti nella Chiesa Parrocchiale di Ascona, così da permettere il completo restauro dell’edificio. 

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Presentati i progetti portati avanti dal Dipartimento per migliorare i servizi offerti all’utenza e semplificare le procedure Il direttore Norman Gobbi: «Mettere la popolazione al centro delle prestazioni che forniamo per noi è un punto essenziale»
«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento Istituzioni (DI)». È con questo ‘‘mantra’’ che il direttore del DI Norman Gobbi ha presentato ieri mattina in conferenza stampa gli sforzi compiuti – e quelli ancora in corso d’opera – dal Dipartimento per migliorare i servizi erogati alla cittadinanza, con la volontà precisa di semplificare la fruizione dei servizi stessi e migliorare al contempo la modalità con cui i funzionari si rapportano con l’utenza. Nel corso della conferenza stampa – a cui hanno partecipato, oltre a Norman Gobbi, anche l’aggiunta al segretario generale del DI Monica Rivola e la capo Sezione della popolazione Silvia Gada – sono stati presentati i passi compiuti e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore.
«Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il DI», ha evidenziato il consigliere di Stato, precisando poi che «ciò significa migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta, tenendo anche conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone».
Al centro di tutto, oltre ovviamente al cittadino, c’è anche la digitalizzazione dei servizi. Nel dettaglio, i progetti portati avanti dal DI toccano infatti quattro ambiti: la digitalizzazione delle procedure; il sito web del Dipartimento (che è diventato di più facile fruizione); l’implementazione a tappe del progetto “Servizio eccellente” e infine l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.
Il progetto “Servizio eccellente” prevede un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il loro grado di soddisfazione. Il progetto pilota è stato sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione, che da ieri dispone pure di un nuovo sito web con 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice.
Durante la conferenza stampa, infine, è stata pre-sentata anche l’iniziativa ‘‘ Miglioriamo insieme’’. Un progetto che mira a migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione attraverso sistemi che permettono maggiore l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione.
Concretamente, saranno messi a disposizione dell’utenza quattro canali a cui scrivere, per fornire un feedback o un consiglio: un modulo di contatto online, l’indirizzo email (di-insieme@ti.ch), il numero WhatsApp (079 595 65 00) e infine il tradizionale indirizzo postale. «Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione ».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 8 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Il “cittadino al centro”
È con questo mantra che il Di prova a migliorare i rapporti fra cittadinanza e amministrazione. La strategia si chiama “digitalizzazione”
Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: fra questi si contano quelle che definisce “le relazioni con il cittadino e le istituzioni”. Proprio attorno a questo punto si inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha “posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino”, spiega il Dipartimento delle istituzioni.
“È essenziale porre al centro il cittadino, sovrano nel sistema democratico svizzero”, precisa a Ticinonews il direttore del Di Norman Gobbi. “Vogliamo che i servizi cantonali abbiano con l’utenza un rapporto cordiale, sempre rispettando la correttezza delle procedure”.

Si punta sul digitale
Nella giornata odierna, il Dipartimento ha presentato i passi svolti finora per migliorare il rapporto fra amministrazione e cittadini, così come gli obiettivi che ancora devono essere raggiunti. Per raggiungere questo scopo, il Dipartimento ha condotto diversi progetti, che spesso rispondono a un minimo comune denominatore chiamato “digitalizzazione delle procedure”, già divenute per esempio realtà – è stato ricordato – presso la Sezione della circolazione. In quest’ultimo caso, “Non è stato facile far cambiare mentalità”, commenta Gobbi. “La pandemia però ha aiutato su questo fronte: non potendo recarsi agli sportelli, molti utenti si sono resi conto che delle alternative esistevano”.

Semplificazione
Si è però dovuto rendere necessario un rifacimento del sito internet del Dipartimento delle istituzioni, che dà ora maggiori possibilità di effettuare procedure online. È stato tuttavia necessario rendere il linguaggio più accessibile, sebbene qualche resistenza ci sia stata soprattutto da parte di alcuni giuristi, i quali “affermavano che certi termini non potevano essere usati in un determinato modo. Noi dobbiamo però metterci nei panni del cittadino, che si attende delle prestazioni dall’amministrazione pur non conoscendo certi tecnicismi o espressioni giuridiche”, aggiunge il direttore del Di.

Riscontri benaccetti
Per capire se gli accorgimenti adottati saranno effettivamente apprezzati, fondamentali saranno i riscontri dei cittadini: a questo proposito, il Cantone ha attivato un modulo di contatto online, un indirizzo e-mail, un numero Whatsapp e un indirizzo postale.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-cittadino-al-centro-GE5161967

Da www.ticinonews.ch
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Servizi, cittadini chiamati a esprimersi
Un nuovo progetto del Dipartimento istituzioni del canton Ticino vuole migliorare l’offerta
Migliorare i servizi per il cittadino attraverso la digitalizzazione progressiva e un maggiore coinvolgimento diretto attraverso la richiesta di pareri. È uno degli obiettivi presentati dal Dipartimento istituzioni del canton Ticino durante una conferenza che si è tenuta lunedì.
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni, si legge in un comunicato stampa: “alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino”. Tra queste viene menzionata la possibilità di prendere appuntamenti online, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa, senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli.
Una delle novità è la possibilità di fornire direttamente opinioni e riscontri, attraverso l’iniziativa “miglioriamo insieme”, ossia l’attivazione (già a partire da oggi, lunedì) di quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale.
“Già oggi arrivano lettere che contengono reclami o esprimo complimenti. Qui si tratta di misurare e recepire i feedback dei cittadini che hanno delle aspettative. È importante che l’organizzazione-Stato allinei le prestazioni per andare incontro alle aspettative”, spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Servizi-cittadini-chiamati-a-esprimersi-15072131.html

www.rsi.ch/news