Rimettiamoci in… moto in tutta sicurezza!

Rimettiamoci in… moto in tutta sicurezza!

Comunicato stampa

Prudenza e padronanza del proprio mezzo sono alla base di una guida sicura, in particolare quando si circola con scooter e motociclette. Al fine di ulteriormente sensibilizzare gli utenti delle due ruote motorizzate, il progetto del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure sostiene i corsi postformazione destinati ai motociclisti.

Con l’arrivo della bella stagione e del periodo pasquale, torna anche la voglia di fare un bel giro con la propria due ruote. Da un punto di vista statistico però, circolare in sella ad una moto ci pone automaticamente tra coloro che hanno una maggiore probabilità di incorrere in un incidente con conseguenze fisiche, in alcuni casi anche gravi.
In Ticino nel 2021 si sono registrati 430 incidenti che hanno visto coinvolto almeno un motoveicolo (408 nel 2019; 343 nel 2020), di cui 241 con conseguenze sulla persona (235; 198). Si sono inoltre registrati 66 feriti gravi (92; 65) e 3 decessi, cifra questa equivalente agli anni passati.
Per iniziare al meglio e in tutta sicurezza la nuova stagione, Strade sicure consiglia ai motociclisti di:

Indossare sempre abbigliamento tecnico omologato ad alta visibilità: casco pulito e allacciato, giacca e pantaloni con protezioni, guanti, calzature adatte, paraschiena;

Controllare periodicamente il proprio mezzo: in particolare la parte meccanica (liquidi e livelli) e la parte della sicurezza come l’efficienza dei freni, lo stato degli pneumatici e delle sospensioni;

Applicare i concetti di guida difensiva e di prudenza: avere sempre occhi aperti e buonsenso, guidando nel pieno rispetto delle regole;

Prestare particolare attenzione anche nel traffico urbano: bruschi cambi di direzione, sorpassi non consentiti e il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti e… non accorciano la strada!

Il progetto Strade sicure invita inoltre tutti i motociclisti e scooteristi a valutare la possibilità di rimettersi in discussione seguendo dei puntuali aggiornamenti. Al fine di consolidare queste capacità e le tecniche di guida si consiglia infatti di seguire dei corsi post-formazione appositamente pensati per gli utenti delle due ruote motorizzate.

Per ulteriori informazioni:
https://www4.ti.ch/di/strade-sicure/mobilita-motorizzata/due-ruote/mettete-in-moto-la-vostra-sicurezza/

Riunione dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Regio Insubrica

Riunione dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Regio Insubrica

Comunicato stampa

Si sono riuniti questa mattina a Mezzana (Cantone Ticino) i membri dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di lavoro Regio Insubrica.
Sotto la Presidenza del Consigliere di Stato del Cantone Ticino Norman Gobbi, con la partecipazione dell’Assessore Massimo Sertori di Regione Lombardia e dell’Assessore Matteo Marnati di Regione Piemonte, nonché dei rappresentanti delle Province di Como, Lecco, Novara, Varese e Verbano Cusio Ossola e della Città di Lugano, sono stati passati in rassegna diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento.
Nello specifico le parti si sono dapprima reciprocamente aggiornate circa l’attuale situazione sanitaria e le misure in essere per la gestione del Covid-19, in particolare nella regione insubrica.
Si è provveduto ad un aggiornamento su alcuni temi relativi al 13° “Dialogo sulla cooperazione transfrontaliera”, sul programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg 2021-2027, sullo stato di avanzamento della progettualità del P.N.R.R. in Lombardia e Piemonte, sulla navigazione dei laghi, sull’esercitazione Odescalchi in materia di prevenzione e gestione delle catastrofi naturali, prevista per il prossimo mese di giugno, e sugli oneri fiscali e previdenziali legati al lavoro a domicilio dei frontalieri.
Sono state passate in rassegna le attività dei gruppi di lavoro quali Turismo e Cultura, Giornate Insubriche del Verde Pulito e Mobilità. In particolare il progetto degli Stati Generali del Turismo e della Cultura della regione insubrica che vedrà la sua realizzazione nei mesi di ottobre e novembre 2022 e la Giornata Premio dedicata alle scuole elementari/primarie, che si terrà il prossimo 20 maggio a Lugano.
I membri dell’Ufficio Presidenziale hanno inoltre valutato le domande di patrocinio e contributo dei progetti portati all’attenzione della Regio Insubrica.
Nell’ambito della ricorrente rotazione della presidenza della Comunità di lavoro è stata confermata la disponibilità della Lombardia, nella persona dell’Assessore Massimo Sertori, ad accettare la Presidenza della Regio per l’anno 2022-2023.

 

Lieve aumento delle rapine con il lento ritorno alla normalità

Lieve aumento delle rapine con il lento ritorno alla normalità

Comunicato stampa 

A livello di lotta alle rapine il 2021 ha registrato un lieve aumento del loro numero. L’incremento ha comunque fatto segnare cifre di poco superiori alla situazione precedente la pandemia ed è verosimilmente legato alla fine delle limitazioni di movimento delle persone dovute all’emergenza sanitaria. Nel corso dell’anno si sono contate 39 rapine (23 nel 2020, 34 nel 2019), occorse prevalentemente sulla pubblica via. Un episodio ha visto coinvolto un ufficio postale mentre i distributori di benzina rapinati sono stati 4 (3). Gli omicidi di due donne hanno funestato il Ticino.

Le infrazioni per rapina registrate nel corso del 2021 sono state 39. Le regioni più colpite restano il Luganese (44%) e il Mendrisiotto (21%). In massima parte sono state commesse sulla pubblica via e, in misura minore, ai danni di stazioni di servizio. Una serie di episodi legati ad ambienti problematici nel mondo della tossicodipendenza ha pure coinvolto abitazioni private. In un ulteriore singolo caso gli autori di furto, scoperti dai proprietari, hanno usato violenza per garantirsi la fuga. Le indagini hanno poi portato velocemente al loro fermo. Complessivamente gli autori di rapina identificati, arrestati o nei confronti dei quali sono stati pubblicati mandati di arresto nazionali o internazionali, sono stati 37 (il 70% stranieri), con un tasso di chiarimento che ha raggiunto quota 80%. In quest’ambito a fine 2021 un minuzioso lavoro di intelligence, in collaborazione con autorità estere, ha permesso l’arresto a Molinazzo di Monteggio di 4 uomini armati pronti a colpire una banca del Luganese. Uno degli autori era già ricercato per la rapina con presa d’ostaggio compiuta nel luglio 2019 a un furgone portavalori ed è pure sospettato di reati avvenuti nel 2012 e 2015 in Ticino.

Per ottenere una ponderazione degli atti di violenza la Statistica criminale di polizia adotta una classificazione semplificata dei reati in casi gravi e di poca entità. La parte attribuita agli atti di violenza grave, passati da 48 a 73, è del 3.8%. Fra questi figurano gli omicidi (11, inclusi i tentati), le lesioni personali gravi (37) e le violenze carnali (24). Per gli omicidi e le lesioni personali gravi l’uso dell’arma da fuoco è un’evenienza estremamente rara. Fra gli atti di violenza di poca entità figurano, in ordine di frequenza, le lesioni semplici (592), le vie di fatto (177), la coazione (121), l’aggressione (162 infrazioni in 48 casi), la violenza/minaccia contro l’autorità (36) e la rapina (39). Il numero di minacce di violenza, rappresentato dai reati di minaccia ed estorsione, è salito a 657 (+42%). Risalgono al mese di marzo gli omicidi di due donne, seguiti in entrambi i casi dal suicidio dell’autore. Il primo avvenuto a Breganzona presso un’abitazione privata, il secondo sulla golena del fiume Ticino a Bellinzona. Allo scopo di recuperare del denaro, un 18enne del Mendrisiotto è stato sequestrato, trasportato e ripetutamente picchiato in varie località prima di venire abbandonato a Cadempino. I responsabili sono stati identificati, arrestati e già giudicati. A Solduno l’ex compagno di una 22enne della regione, già colpito da un ordine restrittivo, armato e organizzato, dopo aver ammanettato e imbavagliato l’attuale compagno della giovane, le ha sparato con un fucile colpendola all’addome. Una decina di altri casi, in massima parte legati a risse o aggressioni, per modalità e conseguenze, hanno sfiorato la qualifica di reato di tentato omicidio.

Accoglienza ucraini: “Equilibrare la quota di profughi da ospitare”

Accoglienza ucraini: “Equilibrare la quota di profughi da ospitare”

“Tanta generosità, ma il Ticino rischia di pagare una fattura economica e sociale sproporzionata”

Non tardano a farsi sentire le ripercussioni di fronte all’arrivo nel nostro paese dei profughi ucraini, in particolare donne con figli. Già sono state sollevate le preoccupazioni, per esempio, sul mercato del lavoro, tenuto conto che il permesso S dà la possibilità di lavorare a partire da subito. “Le attestazioni e i gesti di solidarietà in questa crisi sono stati moltissimi da parte della popolazione ticinese. E questo è un aspetto che occorre evidenziare in modo positivo”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Sul fronte delle preoccupazioni ne vedo una molto importante e dalla quale possono nascere altri problemi. Parlo della presenza in Ticino del doppio di profughi ucraini rispetto alla normale e corretta ripartizione tra Cantoni. Al Ticino, in base alla sua popolazione e tenendo conto anche di altre considerazioni, come la presenza del Centro federale d’asilo a Chiasso e a Pasture, viene assegnata una quota di poco superiore al 4% dei richiedenti l’asilo. Oggi i cittadini ucraini presenti in Ticino corrispondono a più del doppio di tale quota. E parliamo di oltre un migliaio di persone”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Come mai si è giunti a questa situazione? “La presenza di un centro di registrazione federale a Chiasso ha contribuito a determinare questa situazione, perché qui devono giungere gli ucraini per registrare la loro entrata in Svizzera qualora richiedessero lo statuto “S” (possono per contro rimanere sul territorio per 90 giorni come turisti). Se da una parte, come detto, lo slancio di solidarietà è positivo, dall’altro però il nostro sistema federalista comporta anche una suddivisione corretta della presa a carico dei profughi. Non esiste che un Cantone come Zurigo abbia più o meno lo stesso numero di profughi ucraini del Ticino. Così come non appare corretto che alcuni Cantoni non abbiano ancora messo in moto – o quasi – un’organizzazione d’accoglienza. L’autorità cantonale in Ticino si è mossa in maniera celere e coordinata. Tanto che la Segretaria di Stato della migrazione Signora Schraner Burgener ha lodato quanto stiamo facendo. È però indispensabile che la quota di ripartizione intercantonale trovi al più presto il suo giusto equilibrio. Si tratta di non creare disparità di trattamento all’interno del nostro sistema federalista, ciò che comporterebbe delle pesanti ripercussioni per taluni Cantoni, come il Ticino appunto. Questa crisi potrebbe durare a lungo. Si parla di anni. È facile quindi immaginare le conseguenze per tutta la collettività ticinese se la quota di ripartizione non venisse rispettata. Mi riferisco a problemi per una saturazione in alcune scuole comunali e cantonali delle ragazze e dei ragazzi ucraini, con possibili difficoltà nella gestione delle risorse sul personale e sulla logistica nel dovere organizzare molteplici classi supplementari. Ma penso pure al mercato del lavoro, che in Ticino già soffre paurosamente dalla presenza di 75mila frontalieri. E poi vi sono gli aspetti legati alle assicurazioni sociali. Tutto questo comporta dunque un ingiustificato aumento dei costi supplementari per il Cantone a discapito del contribuente ticinese”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

Il progetto pilota Buon Governo ha terminato la prima fase di sperimentazione, tenutasi negli ultimi tre giorni a Faido
Oggi alla palestra delle scuole comunali di Faido si è tenuto il terzo e ultimo laboratorio legato al progetto Buon Governo, che negli ultimi mesi ha visto coinvolti autorità comunali e cittadini stessi. Tra i vari obiettivi del progetto, vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti. TicinoNews è andata sul posto per interrogare le autorità implicate.

Di cosa si tratta
Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre campi di intervento nei quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020). Ma di cosa si tratta esattamente? L’ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi: “Vogliamo riattivare la partecipazione attiva della popolazione nelle scelte strategiche del comune, organo di prossimità più vicino alla popolazione. Qui abbiamo coinvolto i cittadini di Faido nell’elaborazione della visione strategica che il comune dovrà adottare per il futuro.”

Il funzionamento nello specifico
Il progetto pilota mira poi ad essere esteso a tutti i comuni ticinesi, con una modifica alla legge organica comunale, come afferma lo stesso Direttore del Dipartimento delle Istituzioni. Il Capo sezione enti locali Marzio della Santa ha inoltre specificato meglio i meccanismi amministrativi che porteranno alla realizzazione degli obiettivi stabiliti in concerto con la popolazione: “Quanto scaturirà da queste mezze giornate sarà uno strumento del legislativo col quale potrà dare mandato all’esecutivo affinché realizzi questi obiettivi nel suo ambito di competenza, attraverso la definizione di come raggiungere questi risultati. La visione sarà sottoposta al legislativo di nuovo sotto forma di messaggi per un’approvazione finale. Il municipio non potrà e non dovrà esprimersi, è un lavoro tecnico di sintesi fatto dall’amministrazione. Sarà il Consiglio comunale di Faido a decidere l’immagine del comune da realizzare.”

Faido 2032: sfide e ottimismo
Una delle sfide più urgenti da affrontare per l’anno 2032, secondo quanto emerso nelle giornate di Faido, è lo spopolamento del comune della Leventina. In questo senso, il sindaco Corrado Nastasi è ottimista: “Mi aspetto una crescita a livello demografico. Speriamo di ospitare domiciliati e di vedere uno sviluppo del settore turistico, anche visto quanto è stato fatto in ambito sportivo e ricreativo.”

https://www.ticinonews.ch/ticino/i-cittadini-vanno-coinvolti-piu-attivamente-BF5340443

Da www.ticinonews.ch

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Quando il Governo è “collaborativo”
Partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, un progetto promosso dal Dipartimento delle Istituzioni. Prima tappa: Faido

Un modo di governare diverso: in gergo tecnico si chiama “governo collaborativo” e prevede una partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali. In Ticino, il Dipartimento delle Istituzioni ha deciso di promuovere questa forma di partecipazione in tutti i comuni a partire da Faido dove oggi, sabato, si sono conclusi i lavori.
Sette gruppi per la presentazione di sette visioni diverse del futuro comune. È la fase conclusiva del progetto, uno scambio di idee fra cittadini municipali e collaboratori dell’amministrazione comunale che, divisi in gruppi dal mese di gennaio, hanno ragionato su come ridefinire il ruolo del Comune. Votazione dopo votazione, i gruppi da sette sono diventati sempre meno e le visioni che passano il turno vengono man mano perfezionate. A coordinare la mattinata nella palestra delle scuole di Faido, il responsabile degli enti locali, Marzio Della Santa.
Sarà difficile che questa visione rispecchi tutti gli interessi di tutti i partecipanti, ma in fondo di tutta la popolazione? “Direi assolutamente di sì – risponde Della Santa ai microfoni della RSI, “nella misura in cui, per un Comune come per un’azienda, muoversi a 360 gradi, andando incontro a tutte le possibilità, a tutti i bisogni immaginabili e possibili, significa anche disperdere le energie. Per poter sviluppare una realtà comunale occorre, per contro, concentrare le risorse disponibili, che non sono infinite, verso un obiettivo che è più ampiamente condiviso. In fondo questo metodo è lì che ci porta”.
La visione vincente porterà alla stesura di un rapporto che il Consiglio comunale consegnerà al Municipio, cui spetterà poi il compito di elaborare dei messaggi per attuare gli obiettivi proposti. Il fatto di condividere obiettivi e strategie alla base, senza che vengano imposte dall’alto, potrebbe anche evitare di doversi confrontare con ricorsi e controricorsi, che allungano i tempi di sviluppo del Comune.
Un’esperienza – quella di Faido – che al di là delle sensazioni avrà un seguito anche sul piano legislativo. A fine legislatura, fra due anni, verrà infatti stilato un bilancio e le conclusioni che emergeranno verranno poi inserite nella revisione della legge organica comunale. E dopo Faido sarà il turno di Tresa.

Le testimonianze
Al di là di vincitori e vinti, l’esercizio è stato visto un po’ per tutti come una grande opportunità. “Lo trovo molto utile perché ci siamo confrontati”, ha dichiarato un partecipante al progetto. “C’è stato un bel mix tra esperienze e giovani e sicuramente mi ha stimolato a partecipare attivamente alla politica”. “No, non sono attiva politicamente”, afferma un’altra partecipante. “Sono stata coinvolta, però mi ha fatto piacere. È stato interessante, all’inizio ero scettica”
“È vero”, ammette il sindaco Corrado Anastasio, “la visione del gruppo cui partecipavo non è stata la più votata, ma era una visione di un gruppo assimilabile alle altre. Questo vuol dire che il senso di comunità a Faido è forte”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Quando-il-Governo-è-collaborativo-15226954.html

Da www.rsi.ch/news

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Comunicato stampa

Si è svolto nella palestra delle Scuole comunali di Faido l’ultimo dei tre laboratori proposti nell’ambito del progetto «Buon Governo», una prima a livello svizzero, che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi. Alla giornata conclusiva erano presenti 80 persone tra autorità comunali e cittadini della cosiddetta società civile oltre al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e al Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa.  

Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020) e al quale prendono parte i Comuni di Faido e di Tresa. Tra i vari obiettivi perseguiti vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti.  
Nel corso di tre mattinate il Municipio, il Consiglio comunale, i funzionari dirigenti e i rappresentanti dei cittadini di Faido si sono riuniti per progettare lo sviluppo del Comune con l’orizzonte posto al 2032. In particolare, grazie al coinvolgimento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali sono stati definiti la visione, gli obiettivi e le azioni strategiche per i prossimi dieci anni.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha salutato positivamente la folta partecipazione all’iniziativa che «dà un nuovo slancio alle istituzioni locali e rende ottimisti per il futuro della democrazia diretta». Come ha avuto modo di sottolineare in occasione del recente Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni «la democrazia necessita di cittadini che vogliono contribuire per il bene comune, consapevoli dei propri diritti e coscienti degli strumenti a loro disposizione. L’esercizio svolto con il Comune di Faido ci dimostra che per ottenere politiche locali capaci di soddisfare i bisogni della comunità occorre reinterpretare il ruolo del legislativo e dell’esecutivo, nonché il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politico-strategiche del Comune».
«Alla base del «Buon Governo» ci deve essere una comunità forte con un marcato senso di appartenenza e con una volontà del cittadino di impegnarsi per la cosa pubblica» spiega il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. Le tre mezze giornate di lavoro hanno permesso di coinvolgere anche parte della popolazione in quelle che sono le scelte fondamentali e strategiche del Comune e questo vissuto potrebbe indurre alcune persone ad assumere in futuro un ruolo più attivo in seno alle istituzioni. Inoltre i laboratori «hanno permesso all’Esecutivo e al Legislativo di dialogare e ascoltarsi, lavorando insieme. Infatti, capita di sovente che ci sia una sovrapposizione tra Municipio, Consiglio comunale e Amministrazione comunale, il che può generare conflittualità e frustrazione», conclude Marzio Della Santa.  
Dal canto suo il Sindaco del Comune di Faido Corrado Nastasi esprime la sua soddisfazione per il progetto in corso: «Sono molto soddisfatto e orgoglioso di come la nostra Comunità abbia aderito con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco a questa iniziativa. Il lavoro da svolgere è ancora molto, ma oggi abbiamo gettato le fondamenta per costruire la Faido di domani con una visione condivisa».   Le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 e al termine verrà stilato un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà il via prossimamente.    

Violenza domestica: pubblicati la Newsletter e il bando di concorso per il/la coordinatore/trice istituzionale

Violenza domestica: pubblicati la Newsletter e il bando di concorso per il/la coordinatore/trice istituzionale

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della Divisione della giustizia, comunica che è stato inviato il 1° numero del 2022 della Newsletter dedicata al tema della violenza domestica. Si informa inoltre che è stato pubblicato sul Foglio ufficiale del 5 aprile 2022 il bando di concorso per la designazione del/della nuovo/a coordinatore/trice istituzionale sulla violenza domestica.  

Coinvolgere nella discussione sui numerosi temi relativi alla violenza domestica coloro che sono attivi in tale ambito; proporre informazioni utili e approfondimenti tematici: questi gli scopi della Newsletter, che nel suo 1° numero del 2022, oltre ad una segnalazione degli eventi previsti sul territorio, riporta le principali ricerche e studi inerenti la violenza domestica e le sue numerose implicazioni. Non mancano poi le indicazioni sulle novità legislative in questo campo a livello cantonale e a livello federale. Nell’editoriale, la direttrice della Divisione della giustizia, avv. Frida Andreotti, parte dalle cifre contenute nella “Statistica criminale di polizia” appena pubblicate, per evidenziare la necessità di “lavorare congiuntamente, secondo quanto definito dal Consiglio di Stato nel Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, nel contrasto a questo importante fenomeno sociale”.  
Il bando di concorso per la designazione del/della nuovo/a coordinatore/trice istituzionale sulla violenza domestica è stato pubblicato sul Foglio ufficiale del 5 aprile 2022 (concorso n°46/22).
Il termine per presentare la propria candidatura è fissato al 19 aprile 2022. Tutte le informazioni sul concorso si possono trovare al seguente link: http://www.ti.ch/concorsi   

Newsletter 1-2022

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni del Medio Malcantone

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni del Medio Malcantone

Comunicato stampa

Sono riprese le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi del comprensorio del Medio Malcantone il progetto aggregativo che coinvolge cinque comuni della zona, le iniziative portate avanti per coinvolgere i propri cittadini e il ruolo degli enti locali nella gestione dei profughi provenienti dall’Ucraina. Iniziata nel 2018 a Stabio la quarta serie di incontri proseguirà il 26 di aprile con i Comuni di Verzasca, Gambarogno, Cadenazzo e Sant’Antonino.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato i Municipi di Novaggio, Astano, Bedigliora, Curio e Miglieglia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente l’entusiasmo con cui i Municipi hanno accolto le visite nei Comuni che ha definito «un momento privilegiato per l’Autorità cantonale per dialogare in modo diretto e trasparente con gli esecutivi comunaliGli incontri mi permettono di toccare con mano le sensibilità locali e capire come vengono percepite le riforme portate avanti dalla Sezione degli enti locali».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Novaggio, il Municipio ha tenuto a esporre le iniziative che intende realizzare per coinvolgere attivamente la cittadinanza nei progetti comunali evidenziando che la forza della realtà comunale sono la capacità e la voglia della comunità di aggregarsi. In quest’ottica non mancano, ha evidenziato l’esecutivo Malcantonese, i momenti creati ad hoc per consentire alla popolazione di trovarsi e di trascorrere del tempo insieme per garantire un’adeguata qualità di vita alle persone che risiedono nel Comune.
Marzio Della Santa ha quindi evidenziato che «la cittadinanza attiva è la chiave per il successo dei progetti comunali. Trovare il modo per consentire alla popolazione di prendere parte ai processi decisionali è la via da seguire per evitare che le iniziative naufraghino».
In chiusura della riunione il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha risposto ad alcune domande pratiche relative alla gestione dei profughi in arrivo dall’Ucraina e ha ringraziato i Comuni per l’importante lavoro che stanno svolgendo come ente di prossimità.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Novaggio, Astano, Bedigliora, Curio e Miglieglia: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni. Il 10 marzo 2021, infatti, Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione formulata dai Municipi di Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio, estendendo d’ufficio il comprensorio ad Astano, e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i cinque Comuni. La Commissione di studio per l’aggregazione, è stato spiegato, intende promuovere nel corso del mese di maggio un seminario per coinvolgere i legislativi e la popolazione del comprensorio alla costruzione del nuovo Comune.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha accolto favorevolmente l’iniziativa e a questo proposito ha tenuto ad aggiungere che «spesso ci sono difficoltà nel trovare cittadini disposti a candidarsi, e questo è uno dei motivi che spingono i Comuni a intraprendere poi un processo di aggregazione. Si tratta di una tendenza in atto a livello svizzero e per questo motivo una parte degli sforzi dei servizi della Sezione degli enti locali è focalizzata a promuovere progetti che mirano a rivitalizzare la democrazia diretta. Per questo abbiamo promosso il progetto ‘Democrazia sicura’, il cui scopo è quello di cercare di riavvicinare la popolazione alle istituzioni comunali».

La pandemia non blocca il traffico di droga

La pandemia non blocca il traffico di droga

Comunicato stampa

La pandemia non ha bloccato il traffico di droga. Per quanto riguarda i sequestri di stupefacenti, in gran parte riconducibili a droga in transito, nel 2021 la collaborazione tra la Sezione antidroga della Polizia cantonale (SAD) e i suoi partner, Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e polizie comunali, ha permesso di intercettare 42.5 chili di hashish (245.9 nel 2020), 29.6 chili di marijuana (78.7), 21.7 chili di eroina (11.8), 7.2 chili di cocaina (16), 425.5 grammi di metanfetamina, 124.2 grammi di anfetamina (761), 474 pezzi di ossicodone, 96.85 grammi (77) e 45.5 pezzi di ecstasy (44), 43.1 grammi e 87 pezzi di Lsd (398) nonché 774 piante di canapa (957). Importanti anche i sequestri di denaro provento del narcotraffico, somme che ammontano a circa 178’000 franchi e a 165’000 euro. Le persone denunciate per reati concernenti la Legge federale sugli stupefacenti sono state complessivamente 1’555 (1’482 nel 2020), di cui 200 minorenni (270). Gli arresti hanno raggiunto quota 72 (84). Le morti per overdose sono state 13 (8).

La crisi legata alla pandemia da Covid non ha avuto un impatto significativo sulla reperibilità della droga a livello mondiale e in particolare in Europa come evidenziato dall’ Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze nella sua relazione annuale. Il rapporto rileva la resilienza della criminalità che ne gestisce il traffico nonché la crescita dei mercati online. A livello globale l’Europa costituisce sempre un mercato importante per le droghe, alimentato sia dalla produzione interna, sia dall’importazione illecita da altri paesi o continenti come l’America del Sud, l’Asia occidentale e l’Africa settentrionale. Permangono rilevanti i rischi per la salute pubblica derivanti dalla disponibilità e dal consumo di un’ampia gamma di sostanze, spesso di elevata potenza o purezza. In quest’ambito le nuove e pericolose tipologie di sostanze psicoattive (NPS), intercettate e monitorate a livello internazionale e di produzione principalmente asiatica, hanno superato quota 800.

In Ticino il quadro complessivo è in linea con quanto rilevato gli scorsi anni ed è analogo al resto della Svizzera. La cannabis resta la sostanza maggiormente in voga, seguita dalla cocaina e dall’eroina. Sono tuttavia in forte crescita a livello nazionale i cannabinoidi sintetici importati sotto forma di polveri, olii o liquidi altamente concentrati da cui si ricavano soluzioni che vengono spruzzate direttamente sui fiori essiccati della canapa light (CBD). Il prodotto finale è poi rivenduto sul mercato illegale come canapa ricca in THC. Questo modo di agire può condurre a intossicazione gravi e quadri clinici che vanno dall’agitazione psicomotoria fino a conseguenze anche fatali. Resta alto il livello di attenzione legato al consumo di medicinali da parte di giovani o adolescenti. La sottile linea che separa un farmaco dalla droga viene spesso superata con modi semplici e poco costosi. 

Numerose le inchieste che hanno impegnato la SAD. Tutte le sue antenne (Chiasso, Lugano, Bellinzona e Locarno) sono state confrontate con una costante attività d’indagine, derivante in gran parte da arresti operati al confine e da arresti casuali sul territorio. In quest’ambito si sottolinea come molte delle grosse inchieste legate agli stupefacenti abbiano preso avvio da attività investigative preliminari, monitorando fenomeni o soggetti sospetti, oppure con l’approfondimento di segnalazioni giunte alla sezione. Sul fronte dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti si è assistito ad uno spostamento degli equilibri interni alle organizzazioni albanesi. Se fino a poco tempo fa questi gruppi erano quasi esclusivamente specializzati in eroina, nel corso dell’anno sono stati operati arresti e condotte inchieste che hanno evidenziato come gli spacciatori gestiscano anche grossi quantitativi di cocaina. I motivi sono verosimilmente da ricondurre alla maggior resa di questa sostanza nella vendita al dettaglio. Quanto resta del mercato della cocaina è perlopiù coperto da trafficanti di origini dominicane.

I quantitativi sequestrati, variabili da un anno all’altro, non trovano riscontro in una recrudescenza o diminuzione dell’attività criminosa. Spicca ad esempio il rinvenimento di un grosso quantitativo di metanfetamina, sostanza di cui non vi sono evidenze di una forte presenza nei mercati illegali del Ticino, grazie a un fermo operato dall’UDSC in occasione di un controllo alla frontiera. Lo stupefacente sequestrato ai valichi doganali, per buona parte non è destinato al mercato svizzero, bensì a quello del Nord Europa, rispettivamente della vicina Italia. Anche per il caso specifico, la metanfetamina era diretta in Germania.

Maggiori cyber-rischi nella sfera pubblica e privata

Maggiori cyber-rischi nella sfera pubblica e privata

Comunicato stampa

La crescente digitalizzazione dell’economia e della società, fenomeno acceleratosi in conseguenza delle restrizioni imposte dalla crisi pandemica e dalle misure prese per contrastarla, ha fortemente aumentato i cyber-rischi nella sfera pubblica e privata. Una frazione crescente di reati è direttamente o indirettamente legata ad aspetti di natura informatica o telematica. Per l’autorità giudiziaria l’aumento delle competenze tecniche e giuridiche è divenuta una priorità nella gestione delle inchieste.

A livello di reati informatici, per la prima volta in Svizzera, la Statistica federale fornisce dei dati nazionali e cantonali relativi al 2020 e al 2021. In  quest’ambito in Ticino nel 2021 sono stati registrati 338 reati (237 nel 2020) suddivisi nelle categorie cibercriminalità economica (160 nel 2020 e 255 nel 2021), ciberdelitti sessuali (53, 65) e ciberlesione della reputazione e pratiche sleali (24,18). La raccolta dei dati necessiterà nel corso dei prossimi anni di aggiustamenti anche procedurali per poterli affinare e per dare un quadro maggiormente chiaro della problematica.

Tornando all’attività della Sezione Analisi Tracce Informatiche (SATI) della Polizia cantonale, nel corso del 2021 ha sviluppato 36 inchieste, svolto 72 perquisizioni in supporto ad altri servizi, effettuato 1’095 analisi informatico-forensi, elaborato 43 analisi criminali operative, collaborato durante 27 ricerche d’urgenza ed evaso 250 richieste e-mail giunte da utenti o altre autorità. Inoltre, ha fornito importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco. Le attività illecite più frequenti permangono le truffe Business Email Compromise (BEC) e gli attacchi ransomware. I BEC prevedono, attraverso le tecniche del social engineering, l’accesso illecito a una casella di posta elettronica (solitamente aziendale) e la conseguente scoperta di una relazione finanziaria. I truffatori, spacciandosi quindi per il creditore o il CEO dell’azienda, comunicano alla controparte delle false coordinate bancarie sulle quali indirizzare il trasferimento fraudolento. Per le 9 inchieste aperte lo scorso anno è stato
appurato un danno economico pari a circa 550’000 franchi. La seconda tipologia si riferisce, invece, ad attacchi veicolati allo scopo di criptare i dati contenuti nei dispositivi, così da poter chiedere un riscatto in cambio della chiave di decifratura. Gli autori operano prevalentemente dall’estero e utilizzano complessi espedienti che facilitano il mantenimento dell’anonimato. Gli illeciti vengono incassati sempre più spesso in cripto-valute. La prevenzione riveste quindi estrema importanza e la popolazione ha la possibilità di informarsi consultando i siti della Polizia cantonale www.polizia.ti.ch, del gruppo cantonale Cyber Sicuro www.cybersicuro.ch e della Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) https://www.skppsc.ch/it/temi/internet/. Per quanto riguarda invece le segnalazioni è attivo il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) all’indirizzo https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home.html.

Infine, sono state evase diverse richieste provenienti da autorità estere che, in base alla Convenzione sulla criminalità informatica di Budapest, che fornisce una base giuridica per la cooperazione internazionale in ambito di indagini, chiedono la conservazione dei dati presenti su server di società ticinesi.