Undici celle per donne in espiazione di pena

Undici celle per donne in espiazione di pena

Una sezione al Penitenziario: undici celle per le donne condannate a una pena detentiva
Una sezione femminile all’interno del Penitenziario cantonale della Stampa: dovrebbe essere aperta nell’autunno 2023. Lo ha annunciato Gobbi in parlamento.

È prevista per «l’autunno 2023» l’apertura, al Penitenziario della Stampa, di una sezione femminile: undici celle, di cui una per detenuta con bambino. Undici posti destinati alle donne che devono espiare una pena detentiva o che sono in esecuzione anticipata di una pena. È quanto ha reso noto ieri il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi intervenendo in Gran Consiglio nel dibattito sul Preventivo 2022 del Cantone. C’è dunque un orizzonte temporale per la messa in funzione di una struttura – la sezione femminile verrà ricavata all’interno del carcere penale – chiesta a più riprese dalla commissione parlamentare preposta alla sorveglianza delle condizioni di detenzione in Ticino. Una richiesta ribadita in aula da più deputati e di partiti diversi. La sezione aprirà nell’autunno del 2023 «a condizione di disporre del personale (agenti di custodia, ndr) necessario», ha puntualizzato Gobbi.
In passato alla Stampa c’era una sezione femminile, ma nel 2006 è stata chiusa in quanto non vi erano praticamente più detenute. Negli ultimi anni si è però registrata un’inversione di tendenza: i casi sono tornati a salire, nel nostro cantone come nel resto della Svizzera, ha rilevato Gobbi. Fatto sta che oggi, in assenza di una sezione specifica all’interno del Penitenziario luganese, le donne condannate in Ticino a pene detentive di lunga durata vengono trasferite in prigioni femminili di altri cantoni, con conseguente allontanamento dalla famiglia e in generale dagli affetti: per la precisione a Hindelbank (Berna) e a La Tuilière (Vaud). Le donne condannate a pene di breve durata vengono invece rinchiuse nel carcere giudiziario della Farera, sempre sul Piano della Stampa, attiguo a quello penale. Queste detenute in espiazione, o in esecuzione anticipata, devono pertanto sottostare alle restrizioni imposte da un carcere giudiziario, riservato di regola alla detenzione preventiva e quindi alle persone che sono in attesa di giudizio o dietro le sbarre per esigenze d’inchiesta.

Personale carcerario: 13,5 unità in più
Nell’autunno 2023 il Dipartimento istituzioni conta dunque di aprire alla Stampa la sezione femminile. Sezione, ha spiegato Gobbi, dove tra l’altro saranno garantite «attività lavorative e di formazione simili a quelle offerte agli uomini». Per quanto riguarda i costi logistici, si stimano fra gli 800mila e i 900mila franchi, ha aggiunto il consigliere di Stato. A livello di personale carcerario saranno necessarie 13,5 unità in più. I costi supplementari, ha tenuto a chiarire Gobbi, «verranno in gran parte assorbiti dal risparmio ottenuto dal non dover più pagare i posti cella oltre Gottardo» per le donne condannate a pene detentive di lunga durata.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 26 gennaio 2022 de La Regione

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Detenute, novità nel 2023
Detto del DECS, il plenum ha pure affrontato i ‘‘conti’’ del Dipartimento delle Istituzioni (DI) e del Dipartimento sanità e socialità (DSS). Sotto la lente per il DI i grandi progetti, come la riforma ‘‘Ticino2020’’ e la sezione femminile al carcere della Stampa. Sul fronte del DDS, invece, si è discusso di pianificazione ospedaliera e personale sociosanitario. Insomma, i cantieri aperti in Ticino non mancano, alcuni procedono più rapidamente e sono quasi
in dirittura d’arrivo, altri, invece, hanno subito un marcato rallentamento. Come nel caso di ‘‘Ticino 2020’’:«I tempi sono lunghi: non è un lavoro su un binario, bensì su più binari, con più locomotive e più macchinisti, non tutti con le stesse idee. Si va avanti e si va indietro». Replicando alle sollecitazioni sullo stato della riforma, il direttore del DI Norman Gobbi ha ammesso che i lavori non sono dei più semplici. Ossia: i tempi per concretizzare questo tassello sono ancora lunghi. E non mancano visioni discordanti. Oltre alla riforma dei rapporti tra Cantone e Comuni, la discussione si è concentrata pure su un altro macro-tema: la situazione delle detenute incarcerate in Ticino, ossia la creazione della tanto attesa sezione femminile. Su questo punto, i deputati Giorgio Galusero, Roberta Passardi (PLR), Tamara Merlo (Più donne), Carlo Lepori (PS) e Luca Pagani (PPD) hanno evidenziato il «limbo» in cui vivono le detenute e la «disparità di trattamento rispetto ai carcerati maschi» (ossia una sola ora d’aria e visite limitate), senza contare la carcerazione oltrecantone. A questo proposito, Gobbi ha replicato spiegando che sì, oggi le donne espiano le pene di breve durata alla Farera, una struttura pensata per il carcere preventivo, «ma si cerca di dare loro più formazione e momenti d’incontro». Per le pene più lunghe, ha aggiunto, «anche noi come il resto del Paese facciamo capo alle uniche due strutture a livello svizzero, a Berna e nel canton Vaud». Tuttavia, con la dismissione della sezione dei detenuti condannati per reati sessuali sono state ricavate undici celle e la messa in funzione della sezione femminile «è dunque prevista per l’autunno 2023». I costi logistici ammontano a circa 900 mila franchi e a livello di personale saranno necessarie 13,5
unità in più.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 26 gennaio 2022 del Corriere del Ticino

Polizia cantonale: nominato un nuovo Ufficiale

Polizia cantonale: nominato un nuovo Ufficiale

Comunicato stampa

Nella propria seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha proceduto a nominare Pablo Biffi quale Ufficiale subalterno della Polizia cantonale. Dirigerà, con il grado di tenente, la Centrale comune d’allarme (CECAL), subordinata allo Stato Maggiore Operativo.

La nomina di Pablo Biffi al grado di tenente va a colmare la partenza del capitano Alessio Lo Cicero, che dallo scorso settembre si trova a capo del nuovo Reparto giudiziario (RG4) della Polizia cantonale. Nella sua nuova veste Pablo Biffi, già attivo in seno alla Polizia cantonale quale Aiutante presso la Sezione formazione del Corpo, dirigerà la CECAL. Un tassello estremamente importante e strategico per l’attività della Polizia cantonale che negli scorsi mesi ha raggiunto la maturità, raggruppando sotto lo stesso tetto gli enti di primo intervento a livello cantonale (Polizia cantonale – 117, Pompieri – 118, Ticino Soccorso – 144 e Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini). Un vero e proprio centro di competenze per quanto riguarda lo sgancio delle misure d’urgenza sul territorio cantonale e il coordinamento tra i diversi partner della sicurezza.

Pablo Biffi, attualmente attivo quale Aiutante presso la Sezione formazione della Polizia cantonale, dirigerà la CECAL con il grado di tenente a partire dal prossimo 1° marzo 2022. Dal 1999 è entrato a far parte del Corpo. Dapprima in qualità di agente presso la Gendarmeria e, dal 2007, presso il Reparto interventi speciali. Dal 2011 è passato nelle fila della Sezione formazione in qualità di Sostituto capo della formazione di base e dal 2012 fino ad oggi quale Responsabile della formazione esterna e di mantenimento. Biffi, classe 1978, ha dapprima ottenuto il diploma di impiegato qualificato nel 1997 per poi conseguire, l’anno successivo, la maturità professionale. Dall’entrata in Polizia cantonale si è in particolare specializzato in ambito formativo sia a livello cantonale sia a livello nazionale, in particolare in relazione ad attività dell’Istituto svizzero di polizia (ISP).

Quei «pezzi da 90» per la fusione

Quei «pezzi da 90» per la fusione

Bassa Leventina: un centinaio di cittadini ha sottoscritto un appello favorevole all’aggregazione fra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio che è sostenuto da sei personalità note in valle e non solo

Sono stati mobilitati dei «pezzi da 90» della politica e dell’imprenditoria ticinese per sostenere il progetto di aggregazione in bassa Leventina in votazione consultiva il prossimo 13 febbraio. A promuovere le ragioni del sì alla nascita di Sassi Grossi – come si legge nel volantino trasmesso alla redazione – è un «gruppo di persone attive nelle comunità, nelle istituzioni e nelle associazioni» nei Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio. Secondo loro il matrimonio allargato consentirà di creare un ente locale forte, di diventare un partner affidabile e con più peso specifico, di realizzare i progetti in cantiere, di rafforzare l’istituto scolastico diffuso nei quartieri, di supportare le attività associative e di difendere e migliorare il servizio pubblico di prossimità.

«Migliorerà la qualità di vita»
L’appello è appoggiato, come detto, da sei personalità della valle ma non solo. Il primo è il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, secondo il quale il progetto migliorerà «la qualità di vita residenziale di tutti gli abitanti, rafforzando la porta d’entrata della Leventina. Un’aggregazione che unisce le migliori forze e che guarda lontana, per una prospettiva economica e sociale migliore, in cui ogni cittadino e ogni comunità vengono valorizzati nel loro ruolo e identità». Secondo il presidente dell’Hockey club Ambrì-Piotta Filippo Lombardi «l’unione fa la forza e l’esperienza lo dimostra». Anche grazie a Sassi Grossi, osserva il municipale di Lugano, la valle saprà «farsi valere in Ticino e fuori (…). Guardiamo avanti, con coraggio e lungimiranza». Chi la fusione l’ha già condotta in porto è l’ex sindaco di Faido Roland David, il quale suggerisce alla popolazione dei quattro paesi di non lasciarsi «sfuggire questa opportunità».

Parola all’imprenditore
Il CEO della Tensol Rail di Giornico (leader nazionale nel settore delle ferrovie a cremagliera) Roberto Ballina afferma che «se non prendiamo il treno che passa restando fermi mentre tutti attorno si muovono, vuol dire che non si è capito il problema». Dal canto suo l’economista e docente Amalia Mirante lancia un messaggio chiaro: «Uniti si cresce. L’aggregazione non cancella la storia, ma aiuta ad affrontare meglio il futuro». Infine l’ex granconsigliere e già municipale di Quinto Franco Celio che in passato non ha mai nascosto di avere riserve sulla politica aggregativa portata avanti dal Cantone: «In questo caso credo che la fusione in Bassa Leventina serva a ‘rilanciare’ la nostra valle».

Sindaci e non solo
L’appello è firmato da un centinaio di persone, fra i quali i sindaci di Bodio (Stefano Imelli), Giornico (Rosolino Bellotti) e di Personico (Emilio Cristina). Manca, ma non è affatto una sorpresa, il timoniere di Pollegio Igor Righini, non favorevole a questa aggregazione, come più volte ribadito negli ultimi mesi. Una curiosità, per concludere: l’ex presidente cantonale del Partito socialista avrà di sicuro visto far capolino fra i sostenitori del matrimonio in bassa valle Amalia Mirante, già candidata al Consiglio di Stato proprio quando Righini era alla testa dei «compagni» ticinesi. A dividerli ora, passateci la battuta, c’è… la fusione al voto fra meno di un mese.

Da www.cdt.ch

Tutti fermi: arbitra Norman Gobbi

Tutti fermi: arbitra Norman Gobbi

Il Consigliere di Stato è stato il fischietto d’eccezione del torneo amatoriale svoltosi ieri a Faido.

Gobbi e l’hockey su ghiaccio. Un connubio forte. Indelebile. E non solo grazie a John che per quasi due decenni ha calcato le piste di Lega nazionale A indossando le maglie di Ambrì, Ginevra, Zurigo e Losanna.
Patrizio di Piotta e grande tifoso biancoblù, anche il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha tra le proprie passioni l’hockey su ghiaccio. «Crescere in Alta Leventina senza aver messo i pattini è una cosa impossibile», scrive sul proprio blog, ricordando di aver riposto il bastone nell’armadio per prendere in mano il fischietto quando aveva quindici anni.
E proprio in queste vesti che ieri il Consigliere di Stato ha partecipato al torneo amatoriale di hockey svoltosi a Faido. Un’occasione d’indossare nuovamente la divisa “zebrata”, portata dal 1990 al 2010. Come se l’è cavata? Bisognerebbe chiederlo ai giocatori in pista a Faido. 

Da www.tio.ch

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Faido, riuscita la festa sportiva sul ghiaccio
Un successo la prima edizione del quadrangolare di hockey amatoriale voluto per animare un cartellone invernale orfano di carnevali e (per ora) di neve

Una prima edizione del torneo davvero riuscita. Merito innanzitutto degli organizzatori, che hanno saputo proporre una manifestazione ludico-sportiva gestita alla perfezione.
Merito pure dei giocatori delle quattro squadre scese sul ghiaccio (tra loro anche donne e bambini), che hanno interpretato col vero spirito del fair play le sfide sulla superficie scivolosa. E così quella che voleva essere una festa per animare l’inverno del capoluogo leventinese, orfano di carnevali e sci (a Carì impianti per ora chiusi per assenza di neve), alla fine lo è stata. Col pranzo delle squadre e dei familiari nella buvette della Pista di ghiaccio di Faido, teatro domenica del primo “Quadrangolare” di disco su ghiaccio, a suggellare il tutto. Sana competizione, solido fondamento della sportività, con un arbitraggio (affidato al consigliere di Stato, Norman Gobbi) che non ha dunque dovuto intervenire, se non saltuariamente, per involontari “falli” di gioco. Simpatica e allegra la cerimonia di premiazione finale (con gadget per tutti) di un evento che, per scelta dei promotori, non aveva classifica. Una splendida domenica per i numerosi partecipanti. L’appuntamento è per la prossima stagione.

Da www.laregione.ch

 

 

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

La politica del Dipartimento delle istituzioni a favore della protezione della popolazione

Questa settimana il Consiglio di Stato ha versato alla Valascia Immobiliare SA i 3 milioni di franchi serviti per la costruzione all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambri dei rifugi pubblici di Protezione civile. Con questi rifugi si copre il fabbisogno in posti protetti dei Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe. “Si è trattato – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – di una buona collaborazione tra settore pubblico (Cantone e Comuni) e privati (la Valascia Immobiliare SA). La politica del Dipartimento delle istituzioni in questi ultimi anni nell’ambito della realizzazione dei posti letto protetti in caso di guerra segue due obiettivi principali: da un lato individuare le migliori infrastrutture pubbliche o private che già devono essere costruite per inserire anche questi spazi protetti della Protezione civile. Dall’altro lato realizzare infrastrutture protette che sappiano rispondere anche alle esigenze di protezione della popolazione in tempo di pace”. In che senso? “Il concetto di protezione della popolazione non è valido esclusivamente se dovesse scoppiare un conflitto armato. Questo concetto è esteso anche in tempo di pace. Pensiamo alle calamità naturali, come le alluvioni, le frane per esempio. In un contesto territoriale sempre più antropomorfizzato le conseguenze di queste calamità toccano molto di più la popolazione. Senza dimenticare gli incendi, oppure gravi incidenti della circolazione, magari con il coinvolgimento di più persone. Poter avere a disposizione infrastrutture in grado di ospitare per un tempo limitato e nel migliore dei modi coloro che sono toccati da questi eventi diventa indispensabile. Questi bisogni vengono coperti da impianti di Protezione civile al passo con i tempi. È quanto può avvenire all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambrì, dove 50 posti letto – su un totale di 858 – sono e saranno sempre a disposizione per queste eventualità”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
In Ticino l’esempio di Ambrì non è l’unico. “Se pensiamo alla collaborazione con i Comuni, stiamo realizzando Centri di Protezione civile con posti protetti da mettere a disposizione anche per necessità “in tempo di pace” nei nuovi istituti scolastici di Pianezzo, di Cresciano e prossimamente anche a Taverne-Torricella, mentre a Terre di Pedemonte è stato da poco votato il credito necessario. A livello cantonale, poi, saranno creati posti di PCi nel futuro Stand di tiro cantonale del Ceneri. Lo stesso concetto di utilizzo di posti protetti in tempo di pace è inoltre presente nel nuovo Centro polivalente di Camorino. Lì realizzeremo una struttura con una capacità complessiva di 180 posti letto, che permetterà da un lato di adeguare la capacità ricettiva nell’ambito dell’asilo e dall’altro lato si inserirà nel dispositivo cantonale di Protezione della popolazione. L’esperienza avuta in questi ultimi due anni con la pandemia ci ha confermato la necessità di avere spazi adeguati per eventi straordinari”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

I tifosi tornano in curva

I tifosi tornano in curva

Il Consiglio di Stato ha deciso di allentare i provvedimenti per le grandi manifestazioni al chiuso.
Rimangono il 2G e la mascherina – Gobbi: «Non è però un liberi tutti» – I club: «Felici, ma è una corsa contro il tempo»

Buone notizie per i tifosi di hockey: le curve non sono più off-limits. Il Consiglio di Stato ha deciso di allentare le restrizioni per i grandi eventi sportivi e culturali al chiuso con più di mille spettatori.
Sparisce così il limite di capacità nelle piste, che potranno tornare alla piena occupazione. «Dopo che il Consiglio federale mercoledì ha deciso di non inasprire i provvedimenti per i grandi eventi, e tenuto
conto del fatto che in Ticino la situazione epidemiologica è in linea con quanto accade nel resto del Paese, diventava poco giustificabile continuare a mantenere alcune misure che avevamo preso in via precauzionale qualche settimana fa», spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. Del resto, i provvedimenti decisi dal Governo lo scorso 4 gennaio rappresentavano un unicum a livello svizzero. «E osservando la
situazione negli altri cantoni, abbiamo notato che l’apertura delle curve non ha creato particolari problemi, quindi ci è sembrato ragionevole abolire le restrizioni anche da noi».

«Un’apertura controllata»
Malgrado il numero di infezioni nel nostro cantone si mantenga elevato, secondo il Consiglio di Stato si può guardare alla situazione epidemiologica con maggiore ottimismo. «I contagi rimangono alti, sì, ma il carico sulle strutture sanitarie finora è stato inferiore a quanto ci potessimo aspettare. E questo è un aspetto che dobbiamo tenere in considerazione», aggiunge Gobbi. Attenzione, però, perché «non si tratta di un liberi tutti, ma piuttosto di un’apertura controllata», dice Gobbi. Gli spettatori dei grandi eventi sportivi e culturali al chiuso, infatti, dovranno continuare a esibire un certificato di vaccinazione o di guarigione (la regola del 2G), e indossare la mascherina. Inoltre, la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire solo nelle strutture della ristorazione, dove restano in vigore le disposizioni federali.
Il sollievo di Ambrì e Lugano Ambrì e Lugano, dopo il via libera del Governo, potranno quindi tornare a riabbracciare i propri tifosi già da domani e, soprattutto, nell’atteso derby di giovedì prossimo. L’HCL aveva scritto lunedì alle autorità chiedendo di poter beneficiare delle stesse regole in vigore per gli altri club di National League. «Volevamo una parità di trattamento e siamo estremamente felici che il nostro invito sia stato accolto», spiega Marco Werder, CEO del Lugano. Di un «grande sollievo» parla Nicola Mona, direttore generale HCAP. «Ogni restrizione porta in dote delle inevitabili conseguenze, anche a livello finanziario». Tuttavia, secondo Mona, non tutto si è risolto con la decisione comunicata ieri: «Sotto alcuni aspetti, in particolar modo legati alla gastronomia, dovremo comunque continuare a fronteggiare difficoltà non indifferenti.

«Organizzarsi non sarà facile»
La decisione del Consiglio di Stato arriva a due giorni dai prossimi impegni casalinghi dei due club. Domani alla Gottardo Arena l’Ambrì ospiterà il Davos, mentre alla Cornèr Arena giungerà il Berna. E organizzarsi non sarà facile. «Saremo operativi già da domani con le nuove disposizioni», dice Werder. «Ma questo richiederà un grande sforzo organizzativo». Gli fa eco Mona, che spiega: «Dovremo contattare – una ad una – centinaia di persone. Non è chiaramente una soluzione ideale, ma ormai ci abbiamo fatto il callo a questi continui cambiamenti e alla conseguente necessità di adattamento in tempi brevissimi».

Un continuo adattamento
Quello di ieri non è che l’ennesimo cambio di rotta imposto dalle autorità negli ultimi due anni di pandemia. «Lavorare così è sfiancante e stressante. Ma questo vale per noi come per chiunque altro. L’unica certezza che abbiamo è che non ci sono certezze», rileva il direttore generale dei biancoblù. Dello stesso avviso anche il CEO bianconero: «È difficile orientarsi, ma ormai ci siamo abituati a queste riorganizzazioni repentine». A farne le spese, oltre alle società sportive, sono i tifosi, spesso disorientati dal continuo evolvere dei provvedimenti. «Come noi, anche gli spettatori devono costantemente tenersi informati e conformarsi alle restrizioni in vigore. Purtroppo, però, anche questo rientra nella “nuova normalità”».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 21 gennaio 2022 del Corriere del Ticino

 

Hockey, si torna nelle curve

Hockey, si torna nelle curve

Le spiegazioni del consigliere di Stato Norman Gobbi – La misura sarà valida già da questo weekend – Spalti pieni per il derby

Le curve e gli spalti nelle piste di hockey ticinesi torneranno a popolarsi già dal weekend. Lo ha confermato Norman Gobbi ai microfoni della RSI: “Abbiamo monitorato in maniera critica la situazione. A seguito della decisione del Consiglio federale di prolungare le misure vigenti, e di non intervenire ulteriormente, e vista la situazione nel Canton Ticino, che è in linea, quindi né peggio, né meglio con il resto della Confederazione, abbiamo deciso di allinearci”. Il prossimo derby tra Lugano e Ambrì, che si disputerà il 27 gennaio, avrà quindi le consuete coreografie.
La misura, imposta il 13 gennaio dal Consiglio di Stato, era in vigore solamente in Ticino. Nel resto degli stadi i tifosi potevano occupare anche i posti nelle curve. Per accedere agli impianti sarà in ogni caso necessario il certificato 2G (vaccinati o guariti), bisognerà indossare la mascherina e la consumazione di cibo o bevande sarà possibile solo negli spazi dedicati.

Da www.rsi.ch/news

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I tifosi tornano in curva
Continuerà ad esserci l’obbligo del 2G e della mascherina. Misura valida già da questo fine settimana
I tifosi tornano in curva. A confermarlo è il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni di Ticinonews. “La situazione in Canton Ticino è in linea con il resto della Svizzera e per questo abbiamo deciso di allinearci”. Ciò vuol dire, dunque, che il Ticino non avrà più regole diverse rispetto agli altri Cantoni dove i tifosi potevano occupare anche gli spazi nelle curve e questo a seguito di un’attenta valutazione da parte del Consiglio di Stato.
Gobbi ha ricordato che non vuol dire “liberi tutti” perché comunque per poter accedere allo stadio sarà necessario avere il certificato 2G, bisognerà indossare la mascherina sia in tribuna che in curva e le consumazioni verranno solo negli spazi della ristorazione o stando seduti. Per contro vengono abolite le restrizioni che riguardano la capacità delle strutture, che potranno tornare a essere occupate al massimo della propria capacità.
La decisione è stata presa oggi dal Consiglio di stato e varrà già per le partite di questo weekend.
 
Da www.ticinonews.ch
Grandi eventi in Ticino: avvicinamento alle disposizioni federali

Grandi eventi in Ticino: avvicinamento alle disposizioni federali

Comunicato stampa

Tenuto conto dell’attuale evoluzione epidemiologica nel Canton Ticino – contraddistinta da una sostanziale stabilizzazione nei contagi e nelle ospedalizzazioni – e della rinuncia da parte del Consiglio federale di inasprire i provvedimenti per i grandi eventi in Svizzera, il Consiglio di Stato ha deciso di avvicinare da subito le disposizioni cantonali a quelle federali. Gli spettatori dei grandi eventi sportivi e culturali al chiuso (con più di mille spettatori) dovranno comunque continuare a esibire un certificato «2G» e indossare obbligatoriamente la mascherina. La consumazione sarà possibile solo stando seduti nelle strutture della ristorazione.
Il Consiglio di Stato continua a monitorare l’evoluzione epidemiologica in Ticino e in Svizzera. Ieri si è riunito per fare il punto della situazione in Ticino prendendo atto che il numero di casi giornalieri si è stabilizzato, seppur a un livello molto elevato. Una stabilità che tocca anche il numero delle persone ospedalizzate. Nell’ultima settimana a livello di contagi il Ticino è rientrato nella media nazionale.

Tenuto conto di questa evoluzione e della rinuncia da parte del Consiglio federale a inasprire i provvedimenti a livello federale per quanto riguarda i grandi eventi, il Governo ha deciso di avvicinare le disposizioni cantonali a quelle federali. Questo significa che gli spettatori di grandi eventi sportivi e culturali al chiuso dovranno essere in possesso di un certificato di vaccinazione o guarigione (cosiddetto «2G»), indossare obbligatoriamente la mascherina. La consumazione di cibi e bevande potrà avvenire solo nelle strutture della ristorazione, dove restano in vigore le disposizioni federali. Per contro vengono abolite le restrizioni che riguardano la capacità delle strutture, che potranno tornare a essere occupate al massimo della propria capacità.

Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi: designazione del Giudice supplente

Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi: designazione del Giudice supplente

L’avv. Krizia Kono-Genini, nel corso della cerimonia svoltasi il 20 gennaio 2022 a Bellinzona, ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 21 gennaio 2022 e sino al 31 marzo 2022, la carica di Giudice supplente dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi.

Nel corso della seduta settimanale, il Consiglio di Stato, previa adesione espressa dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio in base alla posizione della Commissione giustizia e diritti, ha designato l’avv. Krizia Kono-Genini, a contare dal 21 gennaio e sino al 31 marzo 2022 quale Giudice supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi.
L’avv. Krizia Kono-Genini è attiva dal 1° settembre 2011 in qualità di Segretaria giudiziaria nel medesimo Ufficio giudiziario, all’interno del quale ha maturato negli anni un’importante esperienza professionale e dunque un comprovato bagaglio di competenze in materia.
La designazione del Governo permetterà di gestire al meglio i compiti dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi in questi primi mesi dell’anno, nel quale saranno attivi quattro Giudici. Una misura presa dal Consiglio di Stato d’intesa con il Parlamento, tesa a garantire il funzionamento dell’Ufficio giudiziario in attesa dell’entrata in funzione del giudice René Libotte al 1° aprile 2022, tenuto altresì conto che dalla medesima data l’attuale Presidente dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi Maurizio Albisetti Bernasconi sarà attivo presso la Corte di appello del Tribunale penale federale.
Alla cerimonia di giuramento hanno partecipato il Presidente del Governo Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti e il Presidente dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi Maurizio Albisetti Bernasconi.  

Rifugi pubblici di Protezione civile ad Ambrì: approvata la liquidazione a favore della Valascia Immobiliare SA  

Rifugi pubblici di Protezione civile ad Ambrì: approvata la liquidazione a favore della Valascia Immobiliare SA  

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale ha approvato la liquidazione a favore della società Valascia Immobiliare SA, con sede a Quinto, per la realizzazione all’interno del nuovo stadio del ghiaccio di Ambrì delle strutture protette di Protezione civile. I rifugi pubblici collettivi coprono il fabbisogno in posti protetti dei Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe nello specifico campo della protezione della popolazione. L’importo complessivo della liquidazione ammonta a 3 milioni di franchi, come da preventivo approvato nel 2019 dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione.

La volontà di colmare il disavanzo di posti protetti è stata promossa e successivamente preavvisata favorevolmente dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), approvando nel 2019 il progetto definitivo che concerne i tre Comuni dell’Alta Leventina. Il Regolamento cantonale sulla protezione civile (RPCi) prevede che nelle zone particolarmente carenti in posti protetti (PP) il Dipartimento delle istituzioni promuove la realizzazione di rifugi pubblici in edifici privati o pubblici, previa la sottoscrizione di una convenzione che ne regola la proprietà, l’uso in tempo di pace e la manutenzione.  

È nata quindi una positiva sinergia tra il Cantone, i Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe e la Società Valascia Immobiliare SA. L’impianto sportivo di Ambrì risponde alle caratteristiche tecniche necessarie e rappresenta per i Comuni interessati l’unica e ottimale soluzione al raggiungimento del numero di posti letto richiesti. In totale all’interno della pista di ghiaccio di Ambrì sono state ricavate 5 strutture protette per un totale di 858 posti protetti.

Grazie agli accordi tra il Cantone, i tre Comuni e la Valascia Immobiliare SA saranno inoltre sempre disponibili 50 posti letto per soddisfare le esigenze di prima accoglienza in caso di emergenze, come per esempio in caso di persone evacuate da stabili danneggiati da eventi naturali o incendi, oppure a seguito di incidenti gravi sull’autostrada.

Particolare attenzione è stata data all’uso civile (tempo di pace) della struttura protetta. Il DI, per il tramite della SMPP, promuove da alcuni anni la realizzazione di opere/infrastrutture/installazioni supplementari in base alla loro correlazione con il concetto di protezione della popolazione, sussidiando anche parte dell’importo riconosciuto per poter utilizzare questi spazi per svariate attività a favore della collettività.  

La possibilità di realizzare dei rifugi pubblici annessi ad una struttura dotata di servizi indispensabili per un possibile utilizzo in caso di emergenza (docce, spogliatoi, servizi igienici, cucina, posteggi, ecc.) permette di garantire alla popolazione alloggi temporanei di qualità superiore agli standard previsti dalla Confederazione.