‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

Il Dipartimento istituzioni illustra quanto fatto e quanto farà per semplificare il disbrigo delle pratiche e migliorare l’interazione tra Stato e persone

«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento istituzioni, per rendere più proficua l’interazione tra Stato e persone, aiutare la comprensione reciproca e facilitare il disbrigo delle pratiche appoggiandoci anche alle nuove tecnologie: la zona comfort è la morte di chi vuole migliorare, per questo dobbiamo metterci in discussione migliorando insieme la fruibilità dei servizi». Il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi è chiaro, nel presentare alla stampa quanto fatto – e quanto sarà fatto – per rendere più snello, e di conseguenza efficace, il servizio alla cittadinanza. «È essenziale in un Paese come il nostro dove il cittadino è sovrano che tutti, dai consiglieri di Stato ai funzionari siano a sua disposizione per aiutarlo nella quotidianità», sottolinea Gobbi. Che ricorda come valga in seno al Dipartimento da lui diretto la regola delle tre C: «Cittadino al centro, servito in maniera cordiale e con un sorriso, ma sempre all’insegna della correttezza delle procedure che siamo chiamati a far rispettare, essendoci di mezzo leggi importanti come quella federale sugli stranieri, ad esempio». Pagine internet più immediate e comprensibili, link interni per arrivare il prima possibile alla documentazione richiesta per il rinnovo della carta d’identità, del passaporto o di un permesso per stranieri. Come la possibilità di cambiare la data del collaudo o accorciare, sempre usando il relativo sito web, i tempi tra domanda e risposta con la Sezione della circolazione: «Passano 24 ore tra la richiesta di un servizio e il suo ottenimento da parte della persona che lo richiede, grazie a una riorganizzazione interna che deve sempre essere accompagnatrice di un cambio di procedure» annota il direttore del Di.

Gobbi: ‘La cittadinanza è molto eterogenea, dobbiamo garantire efficacia’
Una volta spiegato l’ampio concetto di avvicinare le istituzioni alla cittadinanza, provando il più possibile a evitargli lunghe code agli sportelli «e aumentando così anche la qualità della vita di chi con un computer può avere tutto in maniera semplificata», Gobbi rileva che «tenendo conto dell’eterogeneità della ‘clientela’, dai più anziani che faticano con la digitalizzazione ai più giovani che la vorrebbero sfruttare di più» molto è già stato implementato dal Dipartimento istituzioni e il sentiero futuro è già battuto. A partire dal progetto ‘Servizio eccellente’, col quale il Di intende «porre al centro il servizio al cittadino con cordialità ed empatia, tramite l’ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e garantendo la legalità e la correttezza delle procedure». Con l’obiettivo di «migliorare insieme», passando il più possibile «da comunicare al cittadino a comunicare con il cittadino, mettendo fine a un’informazione unilaterale e raccogliendo spunti e idee per, appunto, migliorare il tutto semplificando il linguaggio e togliendo qualche inutile formalismo».

Come? Lo spiega Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del Dipartimento istituzioni: «Attraverso gli impegni che ci siamo presi, vale a dire accogliere facendo sentire benvenuto il cittadino, ascoltare canalizzando i suggerimenti che arrivano, comunicare adattando il nostro linguaggio in base a utenza e contesto, agevolare rendendo il più semplice possibile le procedure e garantire spiegando i passi successivi, in base alle occorrenze».

Il progetto pilota
Ma «da una missione si deve passare a una verifica», rammenta Silvia Gada, capo della Sezione della popolazione. Sezione che ha messo in piedi il progetto pilota di ‘Servizio eccellente’ che vede un’innovazione, cioè la possibilità attraverso un totem di rilevare immediatamente il livello di soddisfazione da parte dell’utente (che presto arriverà anche agli sportelli della Sezione della circolazione) e il rifacimento del sito web: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice inaugurati proprio stamattina.

Da www.laregione.ch

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: le relazioni con il cittadino e le istituzioni; lo sviluppo dell’attrattiva del Cantone Ticino e la qualità di vita. Sul primo asse s’inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi lunedì 7 febbraio 2022, a cui hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, l’Aggiunta al Segretario generale Monica Rivola e la Capo Sezione della popolazione Silvia Gada, sono stati presentati i passi compiuti e e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore. “Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il Dipartimento delle istituzioni. Ciò significa – ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi – migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta di servizi e prestazioni, tenendo conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone che si rapportano con i nostri uffici”.
L’obiettivo del Dipartimento delle istituzioni è quindi quello di incrementare la digitalizzazione e il servizio al cittadino. Due aspetti che vanno di pari passo e che spesso si sovrappongono, completandosi. I progetti portati avanti toccano quattro ambiti: nuove misure organizzative e digitalizzazione delle procedure; rendere il sito web del Dipartimento di più facile fruizione; implementare a tappe il “Servizio eccellente”; l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.

Tanti progetti, un unico obiettivo
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni. Alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino. Poter prendere appuntamenti online con la garanzia si essere accolti agli sportelli nel momento desiderato, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa – senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli – sono solo alcune delle possibilità che oggi offrono la digitalizzazione e l’organizzazione.
Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del DI e Silvia Gada, Capo della Sezione della popolazione, sono poi entrate più nel dettaglio sulle misure messe in atto. In particolare Monica Rivola ha presentato il “Servizio eccellente”, un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento delle istituzioni di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il grado di soddisfazione del cittadino stesso nelle sue relazioni con gli uffici dipartimentali. Silvia Gada ha spiegato il progetto pilota del “Servizio eccellente” sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione (presso l’Ufficio di Stato civile di Bellinzona e al Contact center dell’Ufficio della migrazione). Ha inoltre presentato il nuovo sito web della Sezione: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice, attivate a partire da oggi, lunedì 7 febbraio.
Per migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione, anche attraverso sistemi utilizzati dall’economia privata, essenziale diventa l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione. Per questo, sempre a partire da oggi, la Direzione del Dipartimento delle istituzioni ha attivato l’iniziativa “Miglioriamo insieme”, ossia quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale. “Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione”. Di seguito il link “Miglioriamo insieme”: https://www4.ti.ch/di/miglioriamo-insieme/   

“Un grande incendio, una grande reazione”

“Un grande incendio, una grande reazione”

Norman Gobbi sottolinea l’importanza della preparazione, del coordinamento e della collaborazione in caso di calamità

È uno degli incendi più estesi che negli ultimi anni hanno interessato le superfici boschive e i pascoli ticinesi. Sui monti di Gambarogno, all’Alpe di Neggia, nelle vicinanze di Indemini le fiamme erano impressionanti. “Tenuto conto delle pessime condizioni – forte vento per parecchi giorni e periodo prolungato di siccità – l’incendio poteva avere conseguenze ben più gravi, sia per il territorio, ma soprattutto per le persone. Questo dimostra ancora una volta che tutte le componenti del primo intervento in Ticino hanno raggiunto un alto grado di preparazione e sono in grado poi di intervenire con rapidità ed efficacia”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Per fronteggiare un simile evento sono molti gli enti che entrano in funzione. Il lavoro di coordinamento risulta quindi decisivo. In questi casi viene costituito uno Stato Maggiore Enti di Primo Intervento (SMEPI), alla cui testa vi era un ufficiale della Polizia cantonale (Cap Georges Locatelli). Nello SMEPI confluiscono tutti gli enti partner e i servizi tecnici interessati. In questo caso i Pompieri di Bellinzona e di Gambarogno (con l’aggiunta di pompieri volontari provenienti da altri corpi) stanno svolgendo un grande lavoro coordinati dal ten col Samuele Barenco. Così come determinante è stato il sostegno dato dalla Protezione civile, che si è prodigata in particolare per gestire l’accolta degli abitanti evacuati di Indemini, costretti a lasciare le proprie case in quanto il fuoco o il fumo avrebbe potuto raggiungerle. Senza dimenticare l’intervento con gli elicotteri militari e di quelli civili. Il fatto poi che gli sciagurati colpevoli dell’incendio sono già stati individuati dimostra la prontezza delle indagini della polizia e del Ministero pubblico”.

In questa circostanza è stata attivata anche la collaborazione transfrontaliera. “In effetti per una giornata anche due Canadair provenienti dall’Italia hanno contribuito a limitare il propagarsi dell’incendio. Grazie alle convenzioni italo-svizzere di collaborazione transfrontaliera in caso di calamità possono essere richiesti interventi a supporto dell’azione condotta da questa parte del confine o, in modo reciproco, sul versante italiano. I due Canadair si sono occupati principalmente di un settore ben definito, facendo in modo che l’incendio non si propagasse anche in Italia. Inoltre si è potuto attingere acqua direttamente dal Lago Delio, in maniera da ridurre la tratta degli elicotteri impiegati e tuttora continua la collaborazione con i vigili del Fuoco nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) al fine di scovare focolai e braceri”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“Proprio a proposito di accordi di collaborazione transfrontaliera ricordo che tra pochi mesi, dal 13 al 19 giugno, si terrà in Ticino (con interessamento anche di alcune zone nelle vicine province italiane) la seconda grande operazione italo-svizzera “Odescalchi”. Questa operazione fa seguito a quella del 2016, che aveva già permesso di ampliare le capacità di integrazione operativa in caso di catastrofe sulla frontiera. “Odescalchi 2022” rappresenterà un ulteriore sviluppo e si prefigge in conclusione di aggiornare – per renderli sempre più performanti – gli accordi di collaborazione in caso di catastrofe sottoscritti tra la Svizzera e l’Italia”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.   

“Montagne Sicure” alla capanna Piansecco

“Montagne Sicure” alla capanna Piansecco

La giornata si rivolge a tutti gli amanti della montagna in inverno, sia per chi pratica lo sci escursionismo sia per chi approfitta dell’ambiente imbiancato con le ciaspole.
La Sezione Bellinzona e Valli del Club Alpino Svizzero, in collaborazione con il progetto «Montagne sicure» del Dipartimento delle istituzioni propone una giornata di informazione sulla sicurezza invernale in montagna.
La giornata è prevista sabato 5 febbraio (10.00 – 15.00) e si rivolge a tutti gli amanti della montagna in inverno, sia per chi pratica lo sci escursionismo sia per chi approfitta dell’ambiente imbiancato con le ciaspole. La partecipazione è gratuita e senza iscrizione. Vi è la possibilità di provare e richiedere informazioni sul materiale di sicurezza (ARTVA-Pala-sonda-ramponi) grazie alla presenza di capi-gita CAS, che sono a disposizione per rispondere alle domande e per dare indicazioni durante gli esercizi al «campo di esercitazioni ARTVA» installato nei pressi della capanna.
In questo periodo con poca neve l’accesso alla capanna è possibile lungo il sentiero con ciaspole o a piedi ma l’utilizzo dei ramponcini o ramponi è raccomandato vista la presenza, in alcuni tratti, di ghiaccio.
Per informazioni: Massimo Bognuda m.bognuda@casbellinzona.ch

Da www.ticinonews.ch
Incendio, arrivano i rinforzi

Incendio, arrivano i rinforzi

Due Canadair della Protezione Civile italiana affiancano gli elicotteri nelle operazioni di spegnimento delle fiamme che divampano da domenica mattina tra l’Alpe di Neggia ed il villaggio di Indemini – L’obiettivo è contenere i due fronti più minacciosi del rogo

Sopra le nostre teste, all’Alpe di Neggia, è un via vai ininterrotto di elicotteri. Da tre giorni stanno gettando migliaia e migliaia di litri d’acqua sulle fiamme che, partite dal Monte Gambarogno, si sono rapidamente spostate lungo il versante Sud-Ovest della montagna, avvicinandosi pericolosamente al villaggio di Indemini. Ai sei impiegati domenica e lunedì – due SuperPuma dell’esercito e quattro privati – ieri se ne è aggiunto un settimo. Ma soprattutto è arrivata la cavalleria: due Canadair della Protezione Civile italiana. «Questi due aerei ci stanno fornendo un aiuto importante grazie alla maggiore capacità di trasporto di acqua (circa 6.000 litri, ndr) rispetto a quello degli elicotteri (circa 2.300 i SuperPuma e 1.000 gli elicotteri civili ( ndr) » evidenzia Paolo Brusatori, ufficiale capo servizio dei pompieri di Bellinzona, che incontriamo nei pressi della centrale operativa dove vengono coordinati gli interventi di spegnimento. L’autorizzazione all’impiego dei due Canadair è giunta da Roma nel primo pomeriggio. Poco dopo ecco il plauso con un tweet del capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi: «Canadair in impiego sopra Indemini, grazie alla cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe e agli ottimi contatti con la Protezione civile e la Prefettura di Varese!», scrive il consigliere di Stato.

«Il villaggio non è in pericolo»
A complicare le operazioni di spegnimento è sempre il forte vento da Nord. «Gli elicotteri hanno comunque potuto volare regolarmente e grazie a ciò siamo riusciti a contenere il propagarsi delle fiamme» rileva ancora Brusatori, spiegando che ieri gli interventi si sono concentrati su due fronti: il primo poco lontano dall’Alpe di Neggia dove ha preso vigore un focolaio; il secondo più a Sud-Ovest, verso il confine con l’Italia, sopra il villaggio di Indemini. «Villaggio che, fino a ora, non è in pericolo» aggiunge l’ufficiale dei pompieri di Bellinzona. L’obiettivo rimane comunque proteggere l’abitato dalle fiamme. Ma anche evitare che un fronte dell’incendio scavalchi il Monte Paglione e scenda verso la sponda sinistra del Verbano. A seconda della situazione che si presenterà dell’alba, oggi si deciderà se far ancora ricorso ai due Canadair.

Patriziato in apprensione
«La speranza è evidentemente che si riesca ad aver presto ragione delle fiamme». Silvano Pedroni, presidente del Patriziato di Indemini, segue con apprensione quanto sta avvenendo sulle pendici del Monte Gambarogno. Anche lui ha dovuto lasciare precauzionalmente la sua abitazione a causa dell’incendio che si estende su circa un ettaro di bosco, per la maggior parte di proprietà del Patriziato. «Una volta spento completamente il rogo si potrà iniziare a fare una valutazione dei danni» prosegue Pedroni. E poi si tratterà di decidere, insieme con la Sezione forestale, quali interventi eseguire per ripristinare il bosco andato in fumo. «Se le fiamme, alla fine, lo avranno divorato in maniera importante, ci vorranno anni affinché tutto ritorni come prima», rileva laconicamente il presidente del Patriziato, secondo il quale sarà essenziale ricostituire il bosco di protezione al di sopra della strada che conduce al villaggio di Indemini.

Attenzione all’acqua potabile
Il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa gestisce dal Municipio di Magadino la situazione d’emergenza, in stretto contatto con pompieri e volontari. «Dal punto di vista logistico – spiega – gli otto sfollati dal villaggio di Indemini e frazioni che non hanno trovato una sistemazione da parenti o amici continuano a soggiornare all’ostello di Orgnana. Eccezionalmente, e solo scortato dalla polizia, qualcuno è salito in paese per recuperare alcuni effetti personali». Ieri in mattinata l’avviso di non potabilità dell’acqua sempre nella zona colpita dall’incendio. «È un atto dovuto. Passata l’emergenza incendio, quello dell’approvvigionamento idrico sarà un altro problema», ci dice. Problema che al momento si presenta a Gerra Gambarogno, dove la popolazione è invitata a fare un uso parsimonioso del cosiddetto oro blu. Anche Della Santa ha poi accolto con sollievo l’arrivo dei Canadair dall’Italia. «Speriamo diano un contributo decisivo. Il vento continua a soffiare in quota, ma il lavoro di militi e volontari a terra è essenziale per salvaguardare abitazioni e strada cantonale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 2 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Lo ha annunciato il ministro Norman Gobbi. “Permetterà agli elicotteri di prelevare l’acqua dal Lago Delio”

Continuano a bruciare i monti del Gambarogno. Non accenna a placarsi l’incendio divampato ieri a Indemini. La situazione è ancor più complicata a causa delle forti raffiche di vento in arrivo nel pomeriggio. MeteoSvizzera ha diramato un’allerta di grado 3 su 5 (pericolo marcato). Sono attese raffiche fino a 95 km/h in pianura e fino a 150 km/h in montagna.
Il direttore del DI Norman Gobbi ha informato che è stata attivata dal suo dipartimento la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe. “Permetterà – spiega – agli elicotteri svizzeri in impiego contro l’incendio sopra Indemini di prelevare l’acqua dal Lago Delio in Provincia di Varese. Per la vostra sicurezza, sempre al fronte”.

Da www.liberatv.ch

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 2 febbraio 2022 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (413 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.50 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle ore 14.00 ed alle ore 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (127 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità. Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Grazie ad Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando gratuitamente la relativa applicazione, le stesse si potranno ricevere sul proprio telefono mobile.
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento. Sottolineiamo inoltre l’importanza di informare dell’evento le categorie più vulnerabili, che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione.   
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

Gobbi riprende il fischietto: “Arbitrare mi ha insegnato tanto”

Gobbi riprende il fischietto: “Arbitrare mi ha insegnato tanto”

Il Consigliere di Stato ha diretto domenica il Quadrangolare di hockey di Faido

Una festa riuscita; un bel momento di aggregazione con tante famiglie, unite dalla passione per lo sport d’eccellenza in Valle, l’hockey, ma soprattutto dal piacere di stare assieme”. A parlare così è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che domenica ha preso parte al primo quadrangolare amatoriale di disco su ghiaccio, organizzato a Faido. Ed è stata l’occasione per il Direttore del Dipartimento delle istituzioni di rimettere i pattini e di riprendere il fischietto, dirigendo da par suo tutte le partite. Gobbi che, lo ricordiamo, per 20 anni dal 1990 al 2010 è stato un buon “fischietto”, dedicando alla disciplina molto tempo libero e tanta passione. “L’arbitraggio mi ha insegato tanto. Per vent’anni mi sono confrontato con giovani e meno giovani che mettono in pista tanto agonismo alla ricerca del gol, della vittoria. L’arbitro deve saper gestire ogni situazione, anche in collaborazione con il o i colleghi, affinché il gioco sia regolare. Soprattutto tutelando l’incolumità dei giocatori. La vita dell’arbitro è difficile: ogni decisione può essere contestata. E lo fanno i giocatori, così come gli spettatori. In pista c’è chi fa il furbo, chi vorrebbe sempre aver ragione e critica ogni chiamata. Avere il proprio metro di giudizio e saperlo applicare su un fronte e sull’altro ti fa guadagnare il rispetto di giocatori, staff e spettatori. È questo che ho imparato: essere imparziale, ma anche consapevole che gli errori sono dietro l’angolo e si possono commettere. Poi però si va avanti. E al termine delle partite tutto finisce e si è amici come se non più di prima”.

A Faido domenica come è andata? “Assieme al mio giovane linesman Samuel Pezzatti abbiamo arbitrato tutti gli incontri. Non abbiamo dovuto intervenire più di tanto. La correttezza, il fair-play hanno contraddistinto tutta la giornata. In pista c’erano uomini, ma pure donne, ragazze e ragazzi.  Un bel segnale di sportività. E anche durante il pranzo, consumato nel pieno rispetto delle regole vigenti imposte dalla pandemia nel settore della gastronomia, il piacere di stare assieme si è ancor più rafforzato. Il “Quadrangolare è stato voluto per mitigare l’assenza di possibilità di svago sugli sci in Leventina, visto che gli impianti di Carì sono chiusi e che ad Airolo le possibilità sono ridotte. L’infrastruttura del ghiaccio di Faido si è quindi prestata molto bene per concedere una giornata in amicizia a molte famiglie”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Il Gran Consiglio è con India. Critiche al Cantone. E Gobbi non ci sta.

Il Gran Consiglio è con India. Critiche al Cantone. E Gobbi non ci sta.

(…)

‘Come parlamento correte dei rischi’
Tutte ‘accuse’ che il direttore del Di Norman Gobbi ha, di fatto, rispedito al mittente, chiarendo altresì ruoli e competenze. «Restare in Ticino per un lungo periodo, in virtù dell’effetto sospensivo dei vari iter ricorsuali – ha poi scandito –, non conferisce a priori un diritto a ottenere un permesso. Infatti, il tempo trascorso non è un motivo sufficiente per annullare le decisioni e le sentenze negative emanate dalle autorità. Leggi e giurisprudenza che siamo chiamati ad applicare, nel bene come nel male». Quanto ai casi, diversi, «ottengono comunque ascolto». Mentre le statistiche «vanno prese con le pinze». Insomma, ha insistito, «l’approccio è quello di applicare leggi, regolamenti e giurisprudenza sia per l’autorità cantonale che federale. Dire che siamo restrittivi, quando il Canton Ticino è il quinto in assoluto per percentuali di stranieri residenti dietro Ginevra, Basilea Città, Vaud e Zugo e davanti a Zurigo, forse richiederebbe un po’ di moderazione». Gobbi non ha mancato poi di ‘ammonire’ il parlamento: «Non so che effetto potrà avere questo appello, il rischio che correte, però, è quello di politicizzare i casi, e di caricarvi di un compito che non è vostro e nemmeno del Consiglio di Stato, bensì dell’amministrazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 gennaio 2022 de La Regione

Ciao Michelle, benvenuto Nicolò

Ciao Michelle, benvenuto Nicolò

Anche alla direzione del Dipartimento delle istituzioni diamo la possibilità ai giovanissimi di “farsi le ossa” e di iniziare il loro percorso lavorativo all’interno dell’Amministrazione cantonale. Ringrazio la mia segretaria Simona (abilitata a formare gli apprendisti) per il lavoro svolto nell’ultimo anno con Michelle e per quello che ha iniziato con Nicolò. Largo ai giovani!