Bilancio di fine anno sul carcere: “Il mio grazie agli agenti di custodia”

Bilancio di fine anno sul carcere: “Il mio grazie agli agenti di custodia”

“Nel corso della pandemia dimostrato un buon grado di civiltà”

Si chiude un anno ed è tempo di bilanci. All’interno delle attività del Dipartimento delle istituzioni diretto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi vi è un’organizzazione della quale si parla poco sui media, ma che rimane centrale per la sicurezza del nostro “sistema-paese”. Stiamo parlando delle Strutture carcerarie cantonali, ossia quell’insieme di attività legate alla detenzione, ma anche al recupero delle persone condannate per reati più o meno gravi. “Un tempo si diceva che se si parla poco di carceri voleva dire che le stesse erano ben gestite. È ancora vero oggi, pur con qualche distinguo”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Ad esempio negli ultimi due anni anche il penitenziario e tutto ciò che vi ruota attorno è stato confrontato non solo con l’attività “normale”, ma pure con i problemi che la pandemia può porre all’interno di una comunità come quella carceraria. E qui mi piace subito dar merito al direttore Stefano Laffranchini e a tutti i suoi collaboratori per essere riusciti a gestire una situazione molto difficile in modo a mio giudizio ottimale. Sui problemi che il COVID-19 poteva porre al Penitenziario i giornali, le radio e le televisioni hanno dato conto con alcuni servizi giornalistici. Il virus ha così acceso i riflettori su una realtà che spesso, come detto, viene poco pubblicizzata. Da tutti questi servizi è emerso che la gestione della pandemia nelle strutture carcerarie è stato fatto con oculatezza e attenzione nei confronti dei detenuti stessi, a protezione della loro salute. Voltaire diceva che “la civiltà di un Paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri”: in questo senso si può dire che dimostriamo un buon grado di civiltà”.
Come nel resto della Svizzera, anche nelle strutture ticinesi il numero dei detenuti è diminuito nel 2021. “È una delle (poche) conseguenze positive che la pandemia – per ora – ci lascia in eredità. Questo fatto ha così dato un po’ di respiro, dopo anni in cui le capacità della Farera (il carcere giudiziario), della Stampa (il carcere penale) e dello Stampino (la sezione aperta del carcere penale) sono stati messi a dura prova. Inoltre ci ha permesso, attraverso la Divisione della Giustizia, di ripensare una nuova soluzione per le detenute, che oggi conoscono condizioni non al passo con l’evoluzione dei tempi.
L’attività investigativa di Polizia e magistratura – prosegue Gobbi – negli ultimi mesi ha comunque portato in carcere un numero elevato di nuovi detenuti. A conferma che la criminalità in una regione di frontiera qual è il Ticino si è presa una pausa solo durante i mesi del lockdown, quando le frontiere erano chiuse, o comunque maggiormente sorvegliate. Ma a conferma pure che non è mai diminuita un’efficace azione di contrasto delle forze dell’ordine”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Ci avviciniamo al Natale e alle feste di fine Anno. Vorrei quindi ringraziare tutte e tutti gli agenti di custodia che saranno impegnati anche in questi giorni, come lo sono 365 giorni all’anno, nella loro attività di sorveglianza in momenti emotivamente forti anche per i detenuti. Un ruolo delicato, che troppo spesso viene poco riconosciuto. Non da parte mia, consapevole dell’impegno che giornalmente occorre profondere affinché le nostre Strutture carcerarie cantonali assolvano al meglio i loro compiti”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.      

 

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

Il consigliere di Stato Norman Gobbi fa notare qualche incongruenza nelle nuove restrizioni proposte da Berna.
E, rispetto alla situazione epidemiologica in Ticino si dice ottimista: «Non siamo messi così male come molti dipingono».

Oggi X, domani Y – Non tutte le disposizioni proposte sono infatti state appoggiate dal Governo ticinese. «L’obbligo del telelavoro», che ha raccolto il favore della maggior parte dei Cantoni in consultazione, «diventa un problema, perché non è l’ideale per tutte le posizioni», commenta Gobbi. Per quanto concerne invece l’estensione del 2G, il certificato Covid valido solo per vaccinati e guariti, il direttore del Dipartimento istituzioni evoca qualche incoerenza: «Fino a l’altro giorno si diceva che grazie ai test si depistava tutto, oggi si passa invece dal 3G al 2G. Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni». 
I migliori della classe – Riguardo invece all’aspetto sanitario, Gobbi ridimensiona il quadro epidemiologico ticinese: «In Ticino non siamo messi così male come molti dipingono. Stiamo assistendo a un appiattimento della crescita dei casi e siamo in una posizione migliore rispetto al resto del Paese». Questo, secondo Gobbi, perché abbiamo avuto più contagi durante la prima e la seconda ondata della crisi sanitaria e grazie all’alto tasso di vaccinazione.
Questione di letti – A livello svizzero ci sono invece delle problematiche strutturali da prendere in considerazione, specifica il consigliere di Stato. «Per fare un esempio, il Canton Neuchâtel ha dichiarato di avere già le cure intense piene. Questo cantone ha circa la metà della nostra popolazione e ha 11 letti in terapia intensiva, mentre noi ne abbiamo 47». Ci sarebbe quindi «un problema di dotazioni e infrastrutture sanitarie».
Cosa ci aspetta domani – «La variante più probabile è quella del 2G, senza il plus», prevede Gobbi su quanto dirà il Governo domani, «perché quello diventa anche difficile da applicare. Non arrivasse niente di più, per il Canton Ticino non vedrei dei grossi problemi». E, interrogato su quando la pandemia avrà finalmente fine: «Le previsioni parlano dell’estate 2022. Con la speranza che le vaccinazioni e le guarigioni, possibilmente con decorso lieve, diano i loro effetti. Io stesso ho contratto il virus e non me ne ero mai reso conto, me ne sono accorto facendo il test sierologico».

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 33 nuovi ufficiali di Protezione civile.
Lo scorso 15 dicembre 2021 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e del pool degli istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, col SMG Ryan Pedevilla, si è rivolto ai nuovi ufficiali, ringraziandoli per l’impegno e la disponibilità a favore della cittadinanza e per l’ottimo livello di formazione raggiunto. Ha in seguito consegnato i diplomi di riconoscimento.

I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
tenente  Bognuda Joel
tenente  Bullo Kent
tenente  Gianora Graziano
tenente  Lunini Francesco
tenente  Minotti Nicolas
tenente  Sibilio Domenico
tenente  Tognali Benat

Regione PCi Bellinzonese
tenente  Eglin Andrea
tenente  Leonardi Rocco
tenente  Raso Andrea
tenente  Rende Marco
tenente  Roncelli Evaristo

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente  Cecchettin Dario
tenente  Dadò Manuele
tenente  Foresti Enos
tenente  Maselli Maurizio

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Schürch Roberto
tenente  Corti Alex
tenente  Grubenmann Luca 
tenente  Guscetti Filippo
tenente  Marioni Oliver
tenente  Meier Samuele
tenente  Naghiero Stefano

Regione PCi Lugano-Città
tenente  Burgener Athos       
tenente  Cadario Diego
tenente  Costa Damiano                                                                
tenente  Gentilini Stefano
tenente  Gutersohn Riccardo                                                        
tenente  Leray Benoit Jacques Joseph
tenente  Longhi Alessandro
tenente  Maccagni Alessio
tenente  Vanoni Alessandro

Regione PCi Mendrisiotto
tenente  Quadranti Elia

Stato civile: ad Acquarossa la sede principale dei tre uffici delle Tre Valli  

Stato civile: ad Acquarossa la sede principale dei tre uffici delle Tre Valli  

Comunicato stampa

A partire da lunedì 20 dicembre 2021 i Sevizi circondariali dello stato civile di Blenio, Leventina e Riviera saranno unificati nella sede di Acquarossa. Si tratta dell’ultimo tassello della riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni presentata il 26 gennaio 2017 e voluta per garantire la presenza dei servizi dell’Amministrazione cantonale nelle regioni periferiche.

Con questa riforma il Dipartimento delle istituzioni, oltre a mantenere una presenza capillare su tutto il territorio cantonale, è riuscito a razionalizzare le risorse, attraverso un’accresciuta efficienza ed efficacia del servizio fornito alla cittadinanza in risposta alle esigenze di una società in continuo mutamento.
L’Ufficio di Acquarossa sarà raggiungibile telefonicamente (091 816 37 41), via corrispondenza postale (Servizio circondariale dello stato civile di Blenio, Leventina e Riviera; Pretorio; C. P. 87; 6716 Acquarossa) e tramite mail (statocivile.3valli@ti.ch) dal lunedì al venerdì dalle 08:45 alle 11:45 e dalle 14:00 alle 16:00.
Per garantire una prestazione puntuale e appropriata lo sportello è accessibile su appuntamento. Pure su appuntamento restano poi attive il lunedì la sede di Biasca (stabile del Patriziato in via Tognola 1) per la popolazione residente in Riviera e il giovedì la sede di Faido (stabile del Pretorio in Piazza Stefano Franscini 3B) per la popolazione residente in Leventina.
Si avvisa l’utenza che a causa del trasloco durante i giorni 17, 20, 21 e 22 dicembre potranno esserci malfunzionamenti nel servizio, in particolare per quanto riguarda la linea telefonica. In caso di necessità si invita gentilmente a voler inoltrare le proprie richieste tramite invio postale o mail; oppure eccezionalmente di contattare il Servizio circondariale dello stato civile di Bellinzona al numero 091 814 52 81. 

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta, come da tradizione, la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Nicola Pini, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Presidente del Tribunale penale federale Sylvia Frei, il sostituto Procuratore Generale Moreno Capella  e il Direttore dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) Stefan Aegerter.

È stata l’occasione per presentare i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi, come pure per sottolineare i traguardi raggiunti da chi ha seguito specifici percorsi formativi. Durante gli interventi è stato sottolineato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale, che si trova ad affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti a garanzia della salvaguardia della protezione di ogni cittadino.
Nel suo intervento il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato la centralità della sicurezza per il nostro ordinamento democratico e per la costruzione del nostro benessere, sottolineando come l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto impegnata la Polizia cantonale ad accompagnare la comunità ticinese nel lungo cammino per ritrovare una “nuova normalità”. Ha poi ringraziato gli agenti di polizia per i successi ottenuti anche quest’anno nell’ambito del contrasto alla criminalità, con un accenno particolare poi all’azione in prima fila contro la violenza domestica.
Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato il ruolo sempre più centrale di coordinamento dellla Polizia cantonale, anche in contesti che in passato non l’avrebbero sfiorata. Infatti, il passato ci insegna che il lavoro di agente è permeabile alle molteplici mutazioni della società e dell’ambiente. “Siamo sempre stati in prima linea nel captare e affrontare umori e problemi che affliggono la popolazione. Flessibilità e capacità di adattamento che poche Istituzioni riescono a mettere in azione con poco preavviso e con spirito di iniziativa rivolto al risultato finale. Il risultato di garantire la sicurezza, anche quella sanitaria, ai nostri Cittadini” ha infine rilevato il Comandante.
Dal canto suo il Direttore dell’ISP Stefan Aegerter ha sottolineato il ruolo centrale e innovatore della Polizia cantonale a livello nazionale. “La Polizia cantonale ticinese ha infatti profondamente influenzato alcuni importanti sviluppi, come la creazione della nuova formazione di base su due anni e la definizione del Piano di formazione di polizia. Rispetto ad altri Corpi di polizia, le quote dei vostri partecipanti ai corsi dell’ISP e dei relativi istruttori sono al di sopra della media. Noi non possiamo che esserne lieti: la Polizia cantonale ticinese è un partner affidabile e competente sotto ogni punto di vista, su cui poter sempre contare”.

 

Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Norman Gobbi ha incontrato gli agenti al termine di questo 2021

Anche il 2021 sta ormai andando agli archivi. Con questa nuova recrudescenza della pandemia però i mesi sembrano troppo simili tra loro e si passa da periodi più tranquilli a momenti in cui siamo confrontati con paure – spesso agitate ad arte – e preoccupazioni per la nostra salute. E a proposito di salute: come sta la Polizia cantonale? “In una battuta potrei rispondere: sta bene! In effetti – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – il bilancio che si può trarre alla fine di quest’anno è positivo. Non dimentichiamo che gli agenti anche quest’anno hanno dovuto accompagnare le ticinesi e i ticinesi in questo percorso a ostacoli imposto dal Covid-19 (e relative misure prese dal Consiglio federale). Ma nello stesso tempo hanno assicurato la nostra sicurezza. Ritengo che il bilancio sull’attività della Polizia cantonale sia più che positivo. Guardiamo anche solo agli ultimi successi in ordine cronologico: proprio l’altro giorno, venerdì, grazie a una minuziosa inchiesta sono stati arrestati 4 pericolosi criminali, alcuni dei quali già noti alle autorità e già autori di rapine. In questo caso è stato possibile sventare un altro atto criminale. Nell’auto sequestrata vi erano anche armi, che non sarebbero state utilizzate sicuramente per una battuta di caccia… Due settimane fa sono finiti dietro le sbarre 8 membri di una gang attiva nel traffico di stupefacenti. Si tratta di albanesi, italiani e anche due svizzeri che trafficavano droga tra l’Albania, l’Italia e la piazza ticinese. Risultati di non poco conto. Sommati a molte altre inchieste concluse positivamente dimostrano un’azione di contrasto al crimine di ottimo livello”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Giovedì si è svolta la tradizionale cerimonia di fine anno a Bellinzona, in cui il capo del Dipartimento ha potuto incontrare il Corpo della Polizia. “È un momento significativo quello che si svolge nel mese di dicembre. Incontrare personalmente un buon numero di agenti permette di mantenere un contatto diretto per poter anche motivare la truppa da un lato e ringraziarla per il lavoro dall’altro. Mi piace allora qui sottolineare l’encomio ricevuto da 4 agenti della “Stradale”, che lo scorso anno sull’autostrada A2 nei pressi di Camorino, “dimostrando alto senso del dovere, spirito di Corpo nonché coraggio, hanno messo in atto in collaborazione con due pattuglie e anche a rischio della propria vita, tutte le misure possibili per fermare una vettura in contromano evitando di fatto una tragedia”. Si tratta del sgtc Matteo Settimo, del cpl Ivan Damini e dei gendarmi Niccolò Giugni e Andrea Villani. A loro e a tutti i loro colleghi dico quindi grazie per il lavoro svolto, spronandoli a dare sempre il meglio per garantire al Ticino e alla sua popolazione la massima sicurezza. Un bene essenziale per lo sviluppo e il benessere della nostra società”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Maggia, Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio il tema delle aggregazioni, la missione del Comune e le iniziative che gli enti locali portano avanti per accrescere la qualità di vita dei propri cittadini. Iniziata nel 2018 a Stabio, la quarta serie di incontri proseguirà il 13 di gennaio del 2022 con alcuni Comuni del comprensorio del Medio Malcantone.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Nicola Rossetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato alcuni Municipi dell’Alta Vallemaggia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare ancora una volta che gli incontri con i Comuni «costituiscono un momento privilegiato perché permettono di conoscere di persona i Municipi che sono chiamati a garantire il ruolo di prossimità con la cittadinanza soprattutto laddove si sono insediate di recente le nuove compagini municipali. In quest’ottica si intende rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Dal canto suo Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che la Sezione degli enti locali sta portando avanti possono essere arricchiti dagli spunti e dalle riflessioni che scaturiscono da questi incontri e che quindi non sono assolutamente un esercizio di stile».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Maggia, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali: prossimamente inviteranno la popolazione a una serie di serate informative con l’obiettivo di aggiornare tutti i cittadini sui progetti che si intendono realizzare. Inoltre, il Municipio ha manifestato l’interesse a conoscere i dettagli del progetto di Buon governo portato avanti dalla Sezione degli enti locali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Il Comune di Cevio ha segnalato invece la difficoltà a trovare persone che si mettano a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consigliere di Stato ha anticipato che nella revisione della Legge organica comunale si intende proporre una modifica per incentivare, anche dal punto di vista finanziario, la partecipazione attiva soprattutto nelle realtà periferiche.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente le iniziative nate dai Comuni per incentivare la cittadinanza a partecipare alle decisioni degli enti locali. Progetti che si inseriscono in maniera naturale nei cantieri che il Dipartimento delle istituzioni sta promuovendo per ridefinire le modalità di funzionamento del Comune.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni che nel caso del comprensorio sono una vera e propria necessità. Nel mese di settembre del 2019 il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, aveva infatti deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei Comuni della Val Rovana con Cevio e attendere le elezioni comunali per capire se esistessero le condizioni favorevoli per riprendere il tema. Dopo una franca discussione durante la quale tutti i Municipi presenti hanno potuto dire la loro sul progetto aggregativo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha chiesto ai Comuni presenti di esplicitare per iscritto se intendono o meno aderire al progetto aggregativo. Un nuovo incontro sarà pianificato nei prossimi mesi.

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

L’appello del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Se ti sei vaccinata/o, oppure hai deciso di non farlo, ricorda: per stare bene insieme è importante continuare a rispettarsi. Restiamo uniti. Firmato: Norman Gobbi”. È questo il testo di un video messaggio che il Consigliere di Stato ha trasmesso attraverso i suoi canali social subito dopo l’esito della votazione federale di domenica scorsa sulla Legge COVID. “Abbiamo avuto la fortuna come svizzeri di esprimerci sulla legge COVID. In nessun altro Stato i cittadini hanno potuto dire la loro sulla politica adottata da Governi e parlamenti per affrontare la pandemia” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “La nostra democrazia diretta è un grande valore, anche perché il dibattito pubblico che precede ogni votazione fa emergere gli elementi di criticità che vive la nostra società, non lasciandoli quindi nascosti e latenti, pronti magari a scoppiare. Sappiamo che sempre di più vi è il pericolo di una forte spaccatura sociale a causa di una differente visione e interpretazione della parola “libertà”. A mio giudizio è indispensabile fare di tutto affinché queste diverse posizioni non si scontrino. È il messaggio che ho voluto veicolare con il video. Dobbiamo continuare a rispettarci. A rimanere uniti al di là delle idee diverse che ognuno può legittimamente manifestare”.
“Prima della votazione – prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi – abbiamo assistito a un’escalation delle contrapposizioni. Il post voto è ancora difficile da interpretare a livello sociale, soprattutto perché condizionato da una nuova avanzata dei contagi. Ecco, in considerazione di tutto ciò l’appello che ho lanciato a voler “rimanere uniti” vale ancora di più. È un messaggio rivolto a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali”.
Il Consiglio federale venerdì ha deciso di introdurre nuovamente delle limitazioni. “Il Consiglio di Stato ticinese nella consultazione (24 ore per rispondere! ndr) è stato molto critico. Sono state avanzate misure, come quella dell’obbligo del certificato Covid per le cene di famiglia con più di 11 persone, che lasciano il tempo che trovano… Lo scopo principale – al di là di evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, che fortunatamente il Ticino non sta ancora conoscendo – deve essere quello di scongiurare un secondo lockdown. Non saremmo in grado di sopportarlo, se non con sacrifici che incideranno in modo irreversibile sulla società. E non sto pensando ai danni economici, che di sicuro ci saranno. Sto pensando in particolare alle conseguenze psicologiche per tutti noi, ma soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi ripiomberebbero in una condizione di isolamento. E ciò è estremamente dannoso per il loro sviluppo. Una gioventù che ha già “bruciato” possibilità di aggregazione e di incontri, di praticare sport, di lezioni in presenza e quant’altro negli ultimi due anni. Un nuovo isolamento sarebbe, come detto, davvero molto dannoso”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ripreso le visite nei Comuni. All’ordine del giorno del quarto ciclo di incontri vi sono i principali cantieri che toccano gli enti locali da vicino: il funzionamento del Comune, con un chiaro riferimento al buon governo, le aggregazioni e la riforma dei compiti e dei flussi finanziari. Nella prima giornata sono stati incontrati i Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’Ispettore comunale Alan Lancetti ha ripreso martedì 30 novembre 2021 la serie di incontri con i Comuni ticinesi dando appuntamento ai Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato in apertura di tutti e tre i momenti che l’obiettivo di queste giornate è quello di “rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni partendo da un dialogo diretto e trasparente e l’inizio della nuova legislatura comunale è un momento propizio per farlo, instaurando da subito un rapporto di fiducia con le nuove compagini municipali”.
Marzio Della Santa ha da parte sua sottolineato che “gli incontri con i Comuni sono un tassello dei tanti progetti in cantiere che consentiranno di definire insieme agli enti locali il ruolo e la missione del Comune di domani”.
Nel corso del primo incontro, il Municipio di Brusino ha posto l’accento sulla propria autonomia comunale che consente loro di garantire una buona qualità di vita residenziale ai propri cittadini.
Il Municipio di Riva San Vitale ha in seguito evidenziato l’ottima rete di associazioni presente sul proprio territorio che assicura vitalità al Comune. Inoltre, una delle caratteristiche del borgo sul lago è anche l’interesse della cittadinanza a partecipare alla vita istituzionale del Comune.
Infine, il Municipio di Arogno ha riconosciuto l’importanza di stimolare i propri cittadini coinvolgendoli attivamente sui temi istituzionali: grazie a una cittadinanza attiva e partecipe i progetti comunali vengono percepiti positivamente e compresi, quindi anche accettati.
La visita del Consigliere di Stato è stata salutata con entusiasmo da tutti e tre gli Esecutivi che in particolare hanno apprezzato il dialogo franco e diretto che si è instaurato in un clima disteso e informale sottolineando l’apprezzata vicinanza del Cantone ai Comuni nel corso dell’emergenza sanitaria.
Le visite proseguiranno lunedì 6 dicembre 2021 quando in agenda sono previsti gli appuntamenti con i Municipi di Maggia, di Cevio e della Val Rovana.

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Messaggio e Regolamento in vista del 1º gennaio

Anche il fatto di dover pagare parte delle spese legate al braccialetto elettronico che si indossa su disposizione del giudice potrebbe essere un deterrente e indurre quindi al rispetto del divieto di avvicinare la potenziale vittima o di accedere a un determinato luogo. “L’autore della lesione è tenuto a sostenere le spese per l’esecuzione della sorveglianza elettronica”, recita infatti uno dei capoversi del nuovo articolo della legge cantonale di applicazione del Codice civile svizzero. È l’articolo confezionato dal Consiglio di Stato – e che ora sottopone all’approvazione del parlamento – per implementare in Ticino la norma del Codice che dal prossimo 1º gennaio, quando entrerà in vigore sul piano federale, permetterà di applicare allo stalker il braccialetto elettronico e ciò per rafforzare la protezione di chi è bersaglio di minacce e molestie. Il citato capoverso, scrive il governo nel messaggio varato di recente all’indirizzo del Gran Consiglio, “riprende il tenore del nuovo articolo 28c” del Codice civile, “sancendo a livello cantonale l’obbligo al contributo alle spese per la sorveglianza elettronica da parte dell’autore della lesione”. Questo poiché “si ritiene giustificato che l’autore si assuma i costi per l’esecuzione di una misura resa necessaria a seguito del suo comportamento, anche in ottica dissuasiva”. La partecipazione ai costi, spiega ancora il Consiglio di Stato, “viene definita nel regolamento”. E “compatibilmente con altri esempi di contribuzione alle spese”, viene determinata “in base alla capacità contributiva dell’autore”. La fattura pertanto può rivelarsi salata pure per coloro che finanziariamente se la passano bene.

Costo minimo giornaliero: 15 franchi
I dettagli sono contenuti nel ‘Regolamento sulla sorveglianza elettronica in ambito civile’ che il Consiglio di Stato ha già allestito. E che all’articolo 10 afferma quanto segue: “Il giudice determina le spese di locazione giornaliere del dispositivo elettronico (il braccialetto, ndr), tenendo conto della situazione economica dell’autore. Il costo minimo giornaliero di locazione è di 15 franchi”. Inoltre: “Per quanto non recuperabili dall’autore o da chi è tenuto al suo sostentamento, le spese sono anticipate dallo Stato. Gli anticipi effettuati dallo Stato nel corso degli ultimi dieci anni possono essere recuperati presso l’autore, tenuto conto della sua situazione economica”.

Registrazione degli spostamenti
Il braccialetto elettronico per gli stalker sarà dunque presto realtà anche in Ticino. Uno strumento, si ricorda nel messaggio governativo, a tutela “in ambito civile” delle vittime – la stragrande maggioranza donne – di violenza domestica e di stalking. Attualmente su richiesta della vittima il giudice civile “per evitare o far cessare una lesione illecita della personalità” può imporre alla persona potenzialmente pericolosa dei divieti. Come quello “di avvicinarsi alla vittima” o “di mettersi in contatto con la stessa”. Come quello “di trattenersi in determinati luoghi”. Da gennaio il pretore o il pretore aggiunto potrà, sempre su istanza della vittima e qualora i divieti risultassero inefficaci, ordinare allo stalker l’uso del braccialetto elettronico, fornito dal Dipartimento istituzioni attraverso l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. Ovvero l’uso “di un dispositivo di sorveglianza elettronica geolocalizzato” che renderà possibile “la registrazione” degli spostamenti della persona che lo indossa e quindi la verifica, a posteriori, del rispetto del o dei divieti. La cui mancata osservanza sarà sanzionata con una multa inflitta dal magistrato penale. «La durata massima della sorveglianza tramite dispositivo elettronico – indica la direttrice della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti – sarà di sei mesi e potrà essere prolungata di volta in volta, dal pretore, di sei mesi al massimo». Quella che potrà essere eseguita dal prossimo mese, evidenzia Andreotti, «sarà una sorveglianza cosiddetta passiva, differita, per cui in caso di grave e imminente pericolo la vittima dovrà come oggi allertare la polizia telefonando al 117. Berna sta comunque già pensando all’introduzione della sorveglianza elettronica attiva, in tempo reale».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 2 dicembre 2021 de La Regione