“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

Comunicato stampa

Una promozione attiva da diversi anni e sempre apprezzata che propone un’alternativa di mobilità sostenibile a prezzo ridotto per limitare gli inconvenienti legati alla rinuncia volontaria della patente.

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) e il Dipartimento del territorio (DT) per l’ottavo anno consecutivo sostengono la promozione “Trasporto pubblico e terza età”.
Scegliere di rinunciare alla licenza di condurre rappresenta un passo fondamentale che implica necessariamente un approccio nuovo alla mobilità. Per questo motivo anche nel 2022 DI e DT, con FFS e Comunità tariffale Arcobaleno, consolidano l’azione volta a sostenere coloro che rinunceranno responsabilmente alla licenza di condurre grazie a un’offerta di abbonamenti del trasporto pubblico a prezzo agevolato.
La promozione è accessibile alle persone che depositeranno volontariamente e in modo definitivo la propria licenza presso la Sezione della circolazione. Le stesse riceveranno una lettera di conferma del deposito, insieme a una scelta tra i seguenti buoni (con validità di un anno):

– Sconto di 300 franchi sul prezzo di un abbonamento Arcobaleno a partire da 2 zone;
– Sconto di 200 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di seconda classe;
– Sconto di 250 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di prima classe.  

Inoltre, sarà possibile acquistare un abbonamento metà-prezzo in prova per due mesi al prezzo speciale di 33 franchi.
Il buono scelto dovrà essere presentato agli sportelli delle aziende di trasporto pubblico al momento dell’acquisto, insieme alla lettera di conferma personale emessa dalla Sezione della circolazione (la quale serve da giustificativo), un documento d’identità valido e una foto formato passaporto.
Muoversi sul territorio attraverso un viaggio più fluido e rilassante grazie al trasporto pubblico è un’alternativa concreta per far fronte alle difficoltà generate dal traffico veicolare, senza dimenticare che la rinuncia della patente è un gesto responsabile che offre l’occasione di vivere la mobilità sotto una nuova prospettiva.

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

Comunicato stampa

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione ma anche dei controlli mirati tradottisi in numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino. Come già emerso in occasione di analoghe azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un  messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione. Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione durante i quali sono state elevate 1.018 contravvenzioni che possiamo distinguere in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione. Da segnalare, tra le varie denunce, quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente
d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Comunicato stampa

È in corso di svolgimento questa settimana un grosso impiego della protezione civile di Locarno e Valle Maggia in favore della protezione di beni culturali presenti sul nostro territorio cantonale. L’attività va a sostenere la Fondazione Eranos di Ascona nell’aggiornamento dell’inventario della propria biblioteca. Nei prossimi mesi è invece già programmato un altro importante intervento a favore del Santuario della Madonna del Sasso.

Un numero importante di militi della regione di protezione civile (PCi) di Locarno e Valle Maggia è impegnato presso la Fondazione Eranos ad Ascona con l’obiettivo di supportare l’ente nel lavoro di aggiornamento dei libri. Quest’attività della PCi, chiamata “Protezione dei beni culturali”, sebbene ancora poco conosciuta, viene definita dalla Legge federale sulla protezione della popolazione e della protezione civile (LPPC) come uno dei compiti principali di questa istituzione, con l’obiettivo di salvaguardare i beni culturali e quindi i simboli d’identità presenti sul nostro territorio da tramandare alle generazioni future.
Durante queste giornate, alle quali partecipano 28 militi di PCi per un totale di 138 giorni di servizio, sarà possibile inventariare più di 2660 volumi, catalogandoli per collana, tematica, autore, editore, data di pubblicazione, ecc; inoltre i libri verranno poi spostati in una nuova locazione, con il relativo riconoscimento, in sicurezza e secondo i principi atti al buon mantenimento del fondo librario. Parallelamente, volumi degni di particolare interesse verranno anche fotografati.
L’impiego dei militi terminerà domani venerdì 11 febbraio.
Intanto è già stato programmato il prossimo intervento che vedrà protagonisti sempre i militi della Protezione civile di Locarno e Valle Maggia presso il complesso del Santuario della Madonna del Sasso a Locarno/Orselina. In quella circostanza il lavoro riguarderà la revisione dell’inventario. Oltre a ciò è previsto il trasloco dei beni contenuti nella Chiesa Parrocchiale di Ascona, così da permettere il completo restauro dell’edificio. 

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Presentati i progetti portati avanti dal Dipartimento per migliorare i servizi offerti all’utenza e semplificare le procedure Il direttore Norman Gobbi: «Mettere la popolazione al centro delle prestazioni che forniamo per noi è un punto essenziale»
«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento Istituzioni (DI)». È con questo ‘‘mantra’’ che il direttore del DI Norman Gobbi ha presentato ieri mattina in conferenza stampa gli sforzi compiuti – e quelli ancora in corso d’opera – dal Dipartimento per migliorare i servizi erogati alla cittadinanza, con la volontà precisa di semplificare la fruizione dei servizi stessi e migliorare al contempo la modalità con cui i funzionari si rapportano con l’utenza. Nel corso della conferenza stampa – a cui hanno partecipato, oltre a Norman Gobbi, anche l’aggiunta al segretario generale del DI Monica Rivola e la capo Sezione della popolazione Silvia Gada – sono stati presentati i passi compiuti e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore.
«Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il DI», ha evidenziato il consigliere di Stato, precisando poi che «ciò significa migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta, tenendo anche conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone».
Al centro di tutto, oltre ovviamente al cittadino, c’è anche la digitalizzazione dei servizi. Nel dettaglio, i progetti portati avanti dal DI toccano infatti quattro ambiti: la digitalizzazione delle procedure; il sito web del Dipartimento (che è diventato di più facile fruizione); l’implementazione a tappe del progetto “Servizio eccellente” e infine l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.
Il progetto “Servizio eccellente” prevede un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il loro grado di soddisfazione. Il progetto pilota è stato sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione, che da ieri dispone pure di un nuovo sito web con 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice.
Durante la conferenza stampa, infine, è stata pre-sentata anche l’iniziativa ‘‘ Miglioriamo insieme’’. Un progetto che mira a migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione attraverso sistemi che permettono maggiore l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione.
Concretamente, saranno messi a disposizione dell’utenza quattro canali a cui scrivere, per fornire un feedback o un consiglio: un modulo di contatto online, l’indirizzo email (di-insieme@ti.ch), il numero WhatsApp (079 595 65 00) e infine il tradizionale indirizzo postale. «Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione ».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 8 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Il “cittadino al centro”
È con questo mantra che il Di prova a migliorare i rapporti fra cittadinanza e amministrazione. La strategia si chiama “digitalizzazione”
Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: fra questi si contano quelle che definisce “le relazioni con il cittadino e le istituzioni”. Proprio attorno a questo punto si inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha “posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino”, spiega il Dipartimento delle istituzioni.
“È essenziale porre al centro il cittadino, sovrano nel sistema democratico svizzero”, precisa a Ticinonews il direttore del Di Norman Gobbi. “Vogliamo che i servizi cantonali abbiano con l’utenza un rapporto cordiale, sempre rispettando la correttezza delle procedure”.

Si punta sul digitale
Nella giornata odierna, il Dipartimento ha presentato i passi svolti finora per migliorare il rapporto fra amministrazione e cittadini, così come gli obiettivi che ancora devono essere raggiunti. Per raggiungere questo scopo, il Dipartimento ha condotto diversi progetti, che spesso rispondono a un minimo comune denominatore chiamato “digitalizzazione delle procedure”, già divenute per esempio realtà – è stato ricordato – presso la Sezione della circolazione. In quest’ultimo caso, “Non è stato facile far cambiare mentalità”, commenta Gobbi. “La pandemia però ha aiutato su questo fronte: non potendo recarsi agli sportelli, molti utenti si sono resi conto che delle alternative esistevano”.

Semplificazione
Si è però dovuto rendere necessario un rifacimento del sito internet del Dipartimento delle istituzioni, che dà ora maggiori possibilità di effettuare procedure online. È stato tuttavia necessario rendere il linguaggio più accessibile, sebbene qualche resistenza ci sia stata soprattutto da parte di alcuni giuristi, i quali “affermavano che certi termini non potevano essere usati in un determinato modo. Noi dobbiamo però metterci nei panni del cittadino, che si attende delle prestazioni dall’amministrazione pur non conoscendo certi tecnicismi o espressioni giuridiche”, aggiunge il direttore del Di.

Riscontri benaccetti
Per capire se gli accorgimenti adottati saranno effettivamente apprezzati, fondamentali saranno i riscontri dei cittadini: a questo proposito, il Cantone ha attivato un modulo di contatto online, un indirizzo e-mail, un numero Whatsapp e un indirizzo postale.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-cittadino-al-centro-GE5161967

Da www.ticinonews.ch
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Servizi, cittadini chiamati a esprimersi
Un nuovo progetto del Dipartimento istituzioni del canton Ticino vuole migliorare l’offerta
Migliorare i servizi per il cittadino attraverso la digitalizzazione progressiva e un maggiore coinvolgimento diretto attraverso la richiesta di pareri. È uno degli obiettivi presentati dal Dipartimento istituzioni del canton Ticino durante una conferenza che si è tenuta lunedì.
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni, si legge in un comunicato stampa: “alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino”. Tra queste viene menzionata la possibilità di prendere appuntamenti online, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa, senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli.
Una delle novità è la possibilità di fornire direttamente opinioni e riscontri, attraverso l’iniziativa “miglioriamo insieme”, ossia l’attivazione (già a partire da oggi, lunedì) di quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale.
“Già oggi arrivano lettere che contengono reclami o esprimo complimenti. Qui si tratta di misurare e recepire i feedback dei cittadini che hanno delle aspettative. È importante che l’organizzazione-Stato allinei le prestazioni per andare incontro alle aspettative”, spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Servizi-cittadini-chiamati-a-esprimersi-15072131.html

www.rsi.ch/news

‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

Il Dipartimento istituzioni illustra quanto fatto e quanto farà per semplificare il disbrigo delle pratiche e migliorare l’interazione tra Stato e persone

«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento istituzioni, per rendere più proficua l’interazione tra Stato e persone, aiutare la comprensione reciproca e facilitare il disbrigo delle pratiche appoggiandoci anche alle nuove tecnologie: la zona comfort è la morte di chi vuole migliorare, per questo dobbiamo metterci in discussione migliorando insieme la fruibilità dei servizi». Il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi è chiaro, nel presentare alla stampa quanto fatto – e quanto sarà fatto – per rendere più snello, e di conseguenza efficace, il servizio alla cittadinanza. «È essenziale in un Paese come il nostro dove il cittadino è sovrano che tutti, dai consiglieri di Stato ai funzionari siano a sua disposizione per aiutarlo nella quotidianità», sottolinea Gobbi. Che ricorda come valga in seno al Dipartimento da lui diretto la regola delle tre C: «Cittadino al centro, servito in maniera cordiale e con un sorriso, ma sempre all’insegna della correttezza delle procedure che siamo chiamati a far rispettare, essendoci di mezzo leggi importanti come quella federale sugli stranieri, ad esempio». Pagine internet più immediate e comprensibili, link interni per arrivare il prima possibile alla documentazione richiesta per il rinnovo della carta d’identità, del passaporto o di un permesso per stranieri. Come la possibilità di cambiare la data del collaudo o accorciare, sempre usando il relativo sito web, i tempi tra domanda e risposta con la Sezione della circolazione: «Passano 24 ore tra la richiesta di un servizio e il suo ottenimento da parte della persona che lo richiede, grazie a una riorganizzazione interna che deve sempre essere accompagnatrice di un cambio di procedure» annota il direttore del Di.

Gobbi: ‘La cittadinanza è molto eterogenea, dobbiamo garantire efficacia’
Una volta spiegato l’ampio concetto di avvicinare le istituzioni alla cittadinanza, provando il più possibile a evitargli lunghe code agli sportelli «e aumentando così anche la qualità della vita di chi con un computer può avere tutto in maniera semplificata», Gobbi rileva che «tenendo conto dell’eterogeneità della ‘clientela’, dai più anziani che faticano con la digitalizzazione ai più giovani che la vorrebbero sfruttare di più» molto è già stato implementato dal Dipartimento istituzioni e il sentiero futuro è già battuto. A partire dal progetto ‘Servizio eccellente’, col quale il Di intende «porre al centro il servizio al cittadino con cordialità ed empatia, tramite l’ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e garantendo la legalità e la correttezza delle procedure». Con l’obiettivo di «migliorare insieme», passando il più possibile «da comunicare al cittadino a comunicare con il cittadino, mettendo fine a un’informazione unilaterale e raccogliendo spunti e idee per, appunto, migliorare il tutto semplificando il linguaggio e togliendo qualche inutile formalismo».

Come? Lo spiega Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del Dipartimento istituzioni: «Attraverso gli impegni che ci siamo presi, vale a dire accogliere facendo sentire benvenuto il cittadino, ascoltare canalizzando i suggerimenti che arrivano, comunicare adattando il nostro linguaggio in base a utenza e contesto, agevolare rendendo il più semplice possibile le procedure e garantire spiegando i passi successivi, in base alle occorrenze».

Il progetto pilota
Ma «da una missione si deve passare a una verifica», rammenta Silvia Gada, capo della Sezione della popolazione. Sezione che ha messo in piedi il progetto pilota di ‘Servizio eccellente’ che vede un’innovazione, cioè la possibilità attraverso un totem di rilevare immediatamente il livello di soddisfazione da parte dell’utente (che presto arriverà anche agli sportelli della Sezione della circolazione) e il rifacimento del sito web: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice inaugurati proprio stamattina.

Da www.laregione.ch

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: le relazioni con il cittadino e le istituzioni; lo sviluppo dell’attrattiva del Cantone Ticino e la qualità di vita. Sul primo asse s’inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi lunedì 7 febbraio 2022, a cui hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, l’Aggiunta al Segretario generale Monica Rivola e la Capo Sezione della popolazione Silvia Gada, sono stati presentati i passi compiuti e e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore. “Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il Dipartimento delle istituzioni. Ciò significa – ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi – migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta di servizi e prestazioni, tenendo conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone che si rapportano con i nostri uffici”.
L’obiettivo del Dipartimento delle istituzioni è quindi quello di incrementare la digitalizzazione e il servizio al cittadino. Due aspetti che vanno di pari passo e che spesso si sovrappongono, completandosi. I progetti portati avanti toccano quattro ambiti: nuove misure organizzative e digitalizzazione delle procedure; rendere il sito web del Dipartimento di più facile fruizione; implementare a tappe il “Servizio eccellente”; l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.

Tanti progetti, un unico obiettivo
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni. Alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino. Poter prendere appuntamenti online con la garanzia si essere accolti agli sportelli nel momento desiderato, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa – senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli – sono solo alcune delle possibilità che oggi offrono la digitalizzazione e l’organizzazione.
Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del DI e Silvia Gada, Capo della Sezione della popolazione, sono poi entrate più nel dettaglio sulle misure messe in atto. In particolare Monica Rivola ha presentato il “Servizio eccellente”, un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento delle istituzioni di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il grado di soddisfazione del cittadino stesso nelle sue relazioni con gli uffici dipartimentali. Silvia Gada ha spiegato il progetto pilota del “Servizio eccellente” sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione (presso l’Ufficio di Stato civile di Bellinzona e al Contact center dell’Ufficio della migrazione). Ha inoltre presentato il nuovo sito web della Sezione: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice, attivate a partire da oggi, lunedì 7 febbraio.
Per migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione, anche attraverso sistemi utilizzati dall’economia privata, essenziale diventa l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione. Per questo, sempre a partire da oggi, la Direzione del Dipartimento delle istituzioni ha attivato l’iniziativa “Miglioriamo insieme”, ossia quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale. “Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione”. Di seguito il link “Miglioriamo insieme”: https://www4.ti.ch/di/miglioriamo-insieme/   

“Un grande incendio, una grande reazione”

“Un grande incendio, una grande reazione”

Norman Gobbi sottolinea l’importanza della preparazione, del coordinamento e della collaborazione in caso di calamità

È uno degli incendi più estesi che negli ultimi anni hanno interessato le superfici boschive e i pascoli ticinesi. Sui monti di Gambarogno, all’Alpe di Neggia, nelle vicinanze di Indemini le fiamme erano impressionanti. “Tenuto conto delle pessime condizioni – forte vento per parecchi giorni e periodo prolungato di siccità – l’incendio poteva avere conseguenze ben più gravi, sia per il territorio, ma soprattutto per le persone. Questo dimostra ancora una volta che tutte le componenti del primo intervento in Ticino hanno raggiunto un alto grado di preparazione e sono in grado poi di intervenire con rapidità ed efficacia”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Per fronteggiare un simile evento sono molti gli enti che entrano in funzione. Il lavoro di coordinamento risulta quindi decisivo. In questi casi viene costituito uno Stato Maggiore Enti di Primo Intervento (SMEPI), alla cui testa vi era un ufficiale della Polizia cantonale (Cap Georges Locatelli). Nello SMEPI confluiscono tutti gli enti partner e i servizi tecnici interessati. In questo caso i Pompieri di Bellinzona e di Gambarogno (con l’aggiunta di pompieri volontari provenienti da altri corpi) stanno svolgendo un grande lavoro coordinati dal ten col Samuele Barenco. Così come determinante è stato il sostegno dato dalla Protezione civile, che si è prodigata in particolare per gestire l’accolta degli abitanti evacuati di Indemini, costretti a lasciare le proprie case in quanto il fuoco o il fumo avrebbe potuto raggiungerle. Senza dimenticare l’intervento con gli elicotteri militari e di quelli civili. Il fatto poi che gli sciagurati colpevoli dell’incendio sono già stati individuati dimostra la prontezza delle indagini della polizia e del Ministero pubblico”.

In questa circostanza è stata attivata anche la collaborazione transfrontaliera. “In effetti per una giornata anche due Canadair provenienti dall’Italia hanno contribuito a limitare il propagarsi dell’incendio. Grazie alle convenzioni italo-svizzere di collaborazione transfrontaliera in caso di calamità possono essere richiesti interventi a supporto dell’azione condotta da questa parte del confine o, in modo reciproco, sul versante italiano. I due Canadair si sono occupati principalmente di un settore ben definito, facendo in modo che l’incendio non si propagasse anche in Italia. Inoltre si è potuto attingere acqua direttamente dal Lago Delio, in maniera da ridurre la tratta degli elicotteri impiegati e tuttora continua la collaborazione con i vigili del Fuoco nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) al fine di scovare focolai e braceri”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“Proprio a proposito di accordi di collaborazione transfrontaliera ricordo che tra pochi mesi, dal 13 al 19 giugno, si terrà in Ticino (con interessamento anche di alcune zone nelle vicine province italiane) la seconda grande operazione italo-svizzera “Odescalchi”. Questa operazione fa seguito a quella del 2016, che aveva già permesso di ampliare le capacità di integrazione operativa in caso di catastrofe sulla frontiera. “Odescalchi 2022” rappresenterà un ulteriore sviluppo e si prefigge in conclusione di aggiornare – per renderli sempre più performanti – gli accordi di collaborazione in caso di catastrofe sottoscritti tra la Svizzera e l’Italia”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.   

“Montagne Sicure” alla capanna Piansecco

“Montagne Sicure” alla capanna Piansecco

La giornata si rivolge a tutti gli amanti della montagna in inverno, sia per chi pratica lo sci escursionismo sia per chi approfitta dell’ambiente imbiancato con le ciaspole.
La Sezione Bellinzona e Valli del Club Alpino Svizzero, in collaborazione con il progetto «Montagne sicure» del Dipartimento delle istituzioni propone una giornata di informazione sulla sicurezza invernale in montagna.
La giornata è prevista sabato 5 febbraio (10.00 – 15.00) e si rivolge a tutti gli amanti della montagna in inverno, sia per chi pratica lo sci escursionismo sia per chi approfitta dell’ambiente imbiancato con le ciaspole. La partecipazione è gratuita e senza iscrizione. Vi è la possibilità di provare e richiedere informazioni sul materiale di sicurezza (ARTVA-Pala-sonda-ramponi) grazie alla presenza di capi-gita CAS, che sono a disposizione per rispondere alle domande e per dare indicazioni durante gli esercizi al «campo di esercitazioni ARTVA» installato nei pressi della capanna.
In questo periodo con poca neve l’accesso alla capanna è possibile lungo il sentiero con ciaspole o a piedi ma l’utilizzo dei ramponcini o ramponi è raccomandato vista la presenza, in alcuni tratti, di ghiaccio.
Per informazioni: Massimo Bognuda m.bognuda@casbellinzona.ch

Da www.ticinonews.ch
Incendio, arrivano i rinforzi

Incendio, arrivano i rinforzi

Due Canadair della Protezione Civile italiana affiancano gli elicotteri nelle operazioni di spegnimento delle fiamme che divampano da domenica mattina tra l’Alpe di Neggia ed il villaggio di Indemini – L’obiettivo è contenere i due fronti più minacciosi del rogo

Sopra le nostre teste, all’Alpe di Neggia, è un via vai ininterrotto di elicotteri. Da tre giorni stanno gettando migliaia e migliaia di litri d’acqua sulle fiamme che, partite dal Monte Gambarogno, si sono rapidamente spostate lungo il versante Sud-Ovest della montagna, avvicinandosi pericolosamente al villaggio di Indemini. Ai sei impiegati domenica e lunedì – due SuperPuma dell’esercito e quattro privati – ieri se ne è aggiunto un settimo. Ma soprattutto è arrivata la cavalleria: due Canadair della Protezione Civile italiana. «Questi due aerei ci stanno fornendo un aiuto importante grazie alla maggiore capacità di trasporto di acqua (circa 6.000 litri, ndr) rispetto a quello degli elicotteri (circa 2.300 i SuperPuma e 1.000 gli elicotteri civili ( ndr) » evidenzia Paolo Brusatori, ufficiale capo servizio dei pompieri di Bellinzona, che incontriamo nei pressi della centrale operativa dove vengono coordinati gli interventi di spegnimento. L’autorizzazione all’impiego dei due Canadair è giunta da Roma nel primo pomeriggio. Poco dopo ecco il plauso con un tweet del capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi: «Canadair in impiego sopra Indemini, grazie alla cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe e agli ottimi contatti con la Protezione civile e la Prefettura di Varese!», scrive il consigliere di Stato.

«Il villaggio non è in pericolo»
A complicare le operazioni di spegnimento è sempre il forte vento da Nord. «Gli elicotteri hanno comunque potuto volare regolarmente e grazie a ciò siamo riusciti a contenere il propagarsi delle fiamme» rileva ancora Brusatori, spiegando che ieri gli interventi si sono concentrati su due fronti: il primo poco lontano dall’Alpe di Neggia dove ha preso vigore un focolaio; il secondo più a Sud-Ovest, verso il confine con l’Italia, sopra il villaggio di Indemini. «Villaggio che, fino a ora, non è in pericolo» aggiunge l’ufficiale dei pompieri di Bellinzona. L’obiettivo rimane comunque proteggere l’abitato dalle fiamme. Ma anche evitare che un fronte dell’incendio scavalchi il Monte Paglione e scenda verso la sponda sinistra del Verbano. A seconda della situazione che si presenterà dell’alba, oggi si deciderà se far ancora ricorso ai due Canadair.

Patriziato in apprensione
«La speranza è evidentemente che si riesca ad aver presto ragione delle fiamme». Silvano Pedroni, presidente del Patriziato di Indemini, segue con apprensione quanto sta avvenendo sulle pendici del Monte Gambarogno. Anche lui ha dovuto lasciare precauzionalmente la sua abitazione a causa dell’incendio che si estende su circa un ettaro di bosco, per la maggior parte di proprietà del Patriziato. «Una volta spento completamente il rogo si potrà iniziare a fare una valutazione dei danni» prosegue Pedroni. E poi si tratterà di decidere, insieme con la Sezione forestale, quali interventi eseguire per ripristinare il bosco andato in fumo. «Se le fiamme, alla fine, lo avranno divorato in maniera importante, ci vorranno anni affinché tutto ritorni come prima», rileva laconicamente il presidente del Patriziato, secondo il quale sarà essenziale ricostituire il bosco di protezione al di sopra della strada che conduce al villaggio di Indemini.

Attenzione all’acqua potabile
Il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa gestisce dal Municipio di Magadino la situazione d’emergenza, in stretto contatto con pompieri e volontari. «Dal punto di vista logistico – spiega – gli otto sfollati dal villaggio di Indemini e frazioni che non hanno trovato una sistemazione da parenti o amici continuano a soggiornare all’ostello di Orgnana. Eccezionalmente, e solo scortato dalla polizia, qualcuno è salito in paese per recuperare alcuni effetti personali». Ieri in mattinata l’avviso di non potabilità dell’acqua sempre nella zona colpita dall’incendio. «È un atto dovuto. Passata l’emergenza incendio, quello dell’approvvigionamento idrico sarà un altro problema», ci dice. Problema che al momento si presenta a Gerra Gambarogno, dove la popolazione è invitata a fare un uso parsimonioso del cosiddetto oro blu. Anche Della Santa ha poi accolto con sollievo l’arrivo dei Canadair dall’Italia. «Speriamo diano un contributo decisivo. Il vento continua a soffiare in quota, ma il lavoro di militi e volontari a terra è essenziale per salvaguardare abitazioni e strada cantonale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 2 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Lo ha annunciato il ministro Norman Gobbi. “Permetterà agli elicotteri di prelevare l’acqua dal Lago Delio”

Continuano a bruciare i monti del Gambarogno. Non accenna a placarsi l’incendio divampato ieri a Indemini. La situazione è ancor più complicata a causa delle forti raffiche di vento in arrivo nel pomeriggio. MeteoSvizzera ha diramato un’allerta di grado 3 su 5 (pericolo marcato). Sono attese raffiche fino a 95 km/h in pianura e fino a 150 km/h in montagna.
Il direttore del DI Norman Gobbi ha informato che è stata attivata dal suo dipartimento la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe. “Permetterà – spiega – agli elicotteri svizzeri in impiego contro l’incendio sopra Indemini di prelevare l’acqua dal Lago Delio in Provincia di Varese. Per la vostra sicurezza, sempre al fronte”.

Da www.liberatv.ch