‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

Per Norman Gobbi l’aggregazione permetterà di far fronte ai crescenti bisogni dei cittadini

Posizioni chiare quelle ribadite durante l’ultima serata informativa in vista della votazione consultiva popolare per l’aggregazione della Bassa Leventina. Unitamente al Consigliere di Stato Norman Gobbi, lunedì sera i quattro sindaci si sono dati appuntamento per fornire alla popolazione ulteriori spunti di riflessione per il voto del 13 febbraio che indirizzerebbe la bassa valle verso un unico ente locale di 2’900 abitanti denominato Sassi Grossi.
Il no di Pollegio: ‘Dovremmo guardare oltre’. In una gremita palestra Fantin di Giornico la parola è passata subito ai sindaci per una rapida presentazione della posizione dei Municipi. «Il Municipio e il Consiglio comunale di Pollegio hanno detto no all’aggregazione perché non sono stati convinti dal rapporto della commissione di studio. Noi tutti, per l’interesse dell’intera regione, dovremmo guardare oltre e porci obiettivi ben più ampi, ragionare in termini di policentri. Con un comune di 3’000 abitanti è impossibile raggiungere gli obiettivi individuati da questo studio aggregativo», ha affermato il sindaco di Pollegio Igor Righini lasciando intendere che la volontà di Pollegio sarebbe eventualmente quella di allargare il discorso a Biasca, ma senza passare prima da un’aggregazione ‘intermedia’. «Non stiamo voltando le spalle alla Bassa Leventina, ma occorre guardare il territorio dall’alto e saperlo riconoscere. A me pare sbagliato non essere capaci di sintetizzare l’area industriale di Bodio-Giornico e unirla a quella di Biasca, fare un tutt’uno con un modello politico che sia anche in sintonia con la pianificazione del territorio cantonale», ha sottolineato Righini, contrario dunque a un’eventuale prima aggregazione della bassa valle per poi tendere la mano a Biasca. «Le infrastrutture e i centri d’interesse stanno tutti lì dove non si vuole guardare. Ritengo che in un contesto aggregativo, per quanto riguarda Pollegio non si possa fingere e volgere solo lo sguardo su quelli che sono i confini distrettuali negando le realtà e le infrastrutture territoriali». Diverso il parere degli altri sindaci. A Personico, dove l’esecutivo è favorevole al contrario del Consiglio comunale, «si tratta di capire se si vogliono cogliere delle opportunità oppure andare avanti da soli sapendo però che sarà sempre più difficile: penso alla necessità di risorse economiche e umane e al peso di un comune di 350 abitanti che, senza fusione, continuerà a essere tale – ha sottolineato il sindaco Emilio Cristina –. In futuro è evidente che l’unione farà la forza e dobbiamo quindi affrontarlo con una realtà più allargata. A Personico dobbiamo trovare opportunità fuori dal nostro perimetro, come ad esempio la zona industriale, l’area di servizio e altri progetti di entità regionale e non comunale». «Abbiamo una zona industriale che già oggi conta 500 dipendenti, un importante indotto fiscale e tanti progetti che stanno nascendo. La scelta sta nel continuare a gestirla sul territorio di tre Comuni, con tutte le debolezze e i problemi del caso, oppure creare un’entità comunale forte che possa scrivere un nuovo capitolo della zona industriale e ricavare le risorse affinché il nuovo ente unico possa marciare e funzionare», ha dal canto suo affermato Stefano Imelli, sindaco di Bodio dove Municipio e Cc sono favorevoli all’aggregazione. Anche il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti (Municipio e Cc favorevoli) ha fatto leva sulla collaborazione già instaurata in particolare con Bodio e Personico. «Ciò che ci ha permesso di portare avanti quei dossier molto importanti che daranno sviluppo alla regione nei prossimi anni. Solo unendo le forze potremo ottenere qualcosa, altrimenti non riusciremo mai ad avere un peso politico a livello cantonale. Invito a considerare l’aggregazione come qualcosa che porterà un miglioramento, in particolare ottimizzando i servizi».

‘Cogliere le potenzialità’
È poi stato il turno del Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi: «Per la bassa valle le sfide sono quelle che conosciamo, a cominciare dall’evoluzione della popolazione che registra una forte emorragia dal 1995. Questo trend negativo significa che le potenzialità devono essere colte per valorizzare insieme e in maniera coordinata quanto è presente sul territorio. Nell’ambito scolastico e della formazione, per esempio, è importante garantire prossimità in tutti i quattro Comuni. Ma soprattutto c’è il tema del potenziamento dei servizi: la popolazione ha sempre maggiori richieste, pensiamo ad esempio agli asili nido per i quali il ruolo dei Comuni è accresciuto. Ci sono poi le risorse fiscali: se a livello cantonale sono comunque cresciute nel tempo, nella Bassa Leventina si sono un po’ stabilizzate. E quindi è importante capire che il potenziale di sviluppo va valorizzato anche attraverso un’aggregazione». In caso di ‘no’ in uno o più Comuni in occasione della votazione consultiva, «il Cantone sarà aperto al dialogo per trovare soluzioni che convengano a tutti».

‘Sostegno all’area di servizio non scontato’
«Viviamo in una regione economicamente disastrata», ha attaccato l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli auspicando «con una certa ansia l’intervento dello Stato per porre rimedio alle diseguaglianze sempre più palesi in Ticino». Negli ultimi decenni il Cantone ha peccato di sostegno nei confronti della Bassa Leventina? «Lo Stato è presente, visto che i Comuni qui beneficiano sempre e comunque, anche domani, dell’aiuto e della solidarietà del Cantone e dei Comuni paganti nell’ambito della perequazione finanziaria. Questo punto è purtroppo sottovalutato. Perciò, attenzione a parlare di disparità», ha replicato Gobbi. Lo stesso Bontadelli ha espresso l’auspicio che giunga una buona notizia dal Consiglio di Stato sul contributo di 9 milioni (su un investimento totale di 12 milioni) che l’Area di servizio Sassi Grossi Sa fondata dai Comuni di Bodio, Giornico e Personico ha chiesto alle casse cantonali per realizzare il progetto denominato Green Station Ticino. Un contributo, ha avvertito Gobbi, non proprio scontato. «Pregevole e stimolante il progetto della Green Station, ma il CdS deve capire su quali basi legali può muoversi e valutare i reali rischi per il Cantone, che comunque incassa milioni dalle concessioni. Cantone che deve garantire una parità di trattamento a tutte le Sa. Credo che sia veramente importante capire che il tutto dovrà essere valutato attentamente per non creare un precedente». Dal governo, ricordiamo, la Sa aspetta una risposta entro Natale.
‘Divisi non si migliora’ Rispondendo ad altri dubbi sul sostegno del Cantone alla regione negli ultimi anni, Gobbi ha poi sottolineato che l’impegno «non è limitato alla perequazione, ma è continuo». Chiara allusione ai «5 milioni stanziati dal Cantone per permettere alla Tensol Rail di spostarsi da Piotta a Giornico, permettendo così alla Bassa Leventina di avere un’azienda che esporta prodotti in tutto il mondo». Ha poi ricordato che «senza risanamento della zona inquinata industriale necessario a realizzare il Centro di controllo veicoli pesanti, non ci sarebbe stato un miglioramento territoriale, ambientale e anche di mobilità in questa regione. Il Cantone – ha concluso Gobbi – non smobilita, ma stimola ed è stimolato dai nuovi Comuni. Il Cantone c’è e ci sarà, ma soprattutto vuole enti locali più forti in risposta ai bisogni crescenti: per gestire progetti, le richieste dei cittadini e creare opportunità. Se la bassa valle resta divisa, le cose non miglioreranno». Per Sassi Grossi il Cantone prevede un contributo di 5,4 milioni, di cui 2 per investimenti strategici, con la possibilità di sostenerne altri. «Come per la pista del ghiaccio di Faido: non era evidente ma si è trovata una soluzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 de La Regione

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«Un potenziale da sfruttare grazie all’aggregazione»

BASSA LEVENTINA / Il consigliere di Stato Norman Gobbi assicura l’impegno del Cantone nel favorire lo sviluppo del Comune di Sassi Grossi – Favorevoli e contrari all’unione tra Pollegio, Personico, Bodio e Giornico a confronto nell’ultima serata pubblica prima della votazione consultiva del 13 febbraio

Riuscire ad elaborare, e poi realizzare, progetti di sviluppo diversi che da soli i singoli Comuni non sarebbero in grado di condurre in porto. Questo è, secondo Roland David, il valore aggiunto di un’aggregazione. L’ex sindaco di Faido ha illustrato l’esempio virtuoso della media Leventina con tutto quanto si è riusciti a concretizzare grazie all’unione a tappe di dodici Comuni, dal rilancio della stazione turistica di Carì alla copertura della pista di pattinaggio, senza dimenticare lo sviluppo della Cooperativa elettrica. Lo ha fatto lunedì durante la serata conclusiva in vista della votazione consultiva del 13 febbraio prossimo quando i cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico dovranno esprimersi sul matrimonio fra i quattro Comuni della bassa valle. Un matrimonio che s’ha da fare, hanno ribadito con forza i sindaci Emilio Cristina (Personico), Stefano Imelli (Bodio) e Rosolino Bellotti (Giornico), proprio per tendere agli obiettivi che la media Leventina è stata in grado di centrare in termini di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro. Di tutt’altro avviso il loro omologo di Pollegio Igor Righini, il quale ha ancora una volta sostenuto che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo riportati nello studio aggregativo è necessario pensare ad un Comune su un territorio più ampio: l’ideale sarebbe un’entità unica che raggruppi l’intera regione delle Tre Valli. Ma in questo senso, hanno obiettato gli altri oratori ed anche alcuni cittadini intervenuti durante la serata andata in scena in una palestra di Giornico gremita malgrado la concomitanza della partita di calcio della nazionale rossocrociata, la nascita del Comune Sassi Grossi può essere vista come un primo passo. Un primo passo che secondo Righini, rischierebbe però di vanificare per almeno 15-20 anni ogni possibilità di compierne altri. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: le posizioni già espresse nelle precedenti serate pubbliche sono state confermate anche lunedì a Giornico.

Zona industriale importante
Quali sono, dunque, i progetti di sviluppo della bassa Leventina che potrebbero trovare concretizzazione grazie all’aggregazione? Li ha rammentati il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Ad iniziare dal nuovo svincolo autostradale legato al Centro di controllo dei veicoli pesanti che consentirà l’accesso diretto all’area industriale. Quest’ultima, ha dal canto suo rammentato Imelli, è viva: offre 500 posti di lavoro e in vista vi sono investimenti milionari per svilupparla ulteriormente. Un processo, questo, che sarà più facile favorire grazie all’aggregazione, ha rimarcato il sindaco di Bodio. Per riuscire davvero ad invertire la tendenza, ha obiettato dalla sala l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli, occorre un maggiore impegno del Cantone che in bassa Leventina è stato latitante, ad esempio quanto si era rivendicata la sede delle nuove Officine FFS all’ex Monteforno.

Chiesto l’esame di riparazione
Cantone, ha aggiunto Bontadelli, che è ora chiamato ad un esame di riparazione concedendo l’aiuto di 9 milioni di franchi (5 a fondo perso e 4 di prestito) chiesto dalla società anonima che Bodio, Giornico e Personico hanno costituito per realizzare l’area di servizio autostradale Green Station Ticino (vedi CdT dell’11 novembre). Il Cantone è presente e lo sarà anche in futuro, gli ha risposto Gobbi rammentando i contributi perequativi versati ai Comuni della bassa Leventina ed agli altri progetti (il Centro di controllo dei veicoli pesanti o la riconversione dell’ex Infocentro AlpTransit, per non citarne che due). E in caso di aggregazione, per il nuovo Comune di Sassi Grossi è previsto un contributo finanziario di 5,4 milioni, 2 dei quali da destinare ad investimenti strategici. Altri fondi potranno comunque essere versati a sostegno di progetti puntuali.

Green Station, aiuto da valutare
Pur definendolo un progetto pregevole e strategico, Gobbi ha poi evidenziato che l’eventuale sostegno finanziario del Cantone per la realizzazione della Green Station Ticino andrà valutato attentamente. Non va infatti dimenticato che per la gestione delle altre aree di servizio autostradale vengono attribuite delle concessioni milionarie in favore dello Stato.
Conclusa anche l’ultima serata informativa, ora la palla passa ai cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico che il prossimo 13 febbraio diranno se il matrimonio a quattro s’ha da fare.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 del Corriere del Ticino

 

Digitalizzazione della giustizia

Digitalizzazione della giustizia

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato oggi in conferenza stampa un aggiornamento relativo alla digitalizzazione della Giustizia, in cui s’inserisce il Messaggio licenziato dal Consiglio di Stato il 10 novembre 2021 concernente la digitalizzazione del settore notarile. Un progetto teso a migliorare il servizio al cittadino e all’economia grazie alla creazione della filiera notarile digitale.

Il Programma di legislatura del Consiglio di Stato 2019-2023 fissa nell’ambito dei rapporti con la cittadinanza e le Istituzioni l’obiettivo di migliorare i servizi e le prestazioni dell’Amministrazione cantonale attraverso strumenti digitali di governo elettronico (e-government). La digitalizzazione della società e delle istituzioni è quindi al centro degli approfondimenti del Governo e in particolare del Dipartimento delle istituzioni, con riferimento alla digitalizzazione della Giustizia.

La digitalizzazione della Giustizia sta infatti vivendo una forte accelerazione con il progetto nazionale “Justitia 4.0” (www.justitia40.ch/it/), volto a digitalizzare la Giustizia svizzera per renderla più efficiente e vicina ai cittadini. La Giustizia digitale, la cui entrata in vigore è prevista nel 2026-2027, poggia concretamente sull’introduzione degli atti giudiziari elettronici e del dossier giudiziario elettronico, con un accesso e scambi sicuri con le Autorità giudiziarie attraverso il nuovo portale svizzero “Justitia.Swiss”. Il progetto nazionale coinvolge diversi attori sul piano federale e cantonale stimati in 25’000 persone (Tribunali, Ministeri pubblici, Avvocati, Autorità di esecuzione pene e misure, ecc.), con il Canton Ticino che è presente e attivo nel progetto con i suoi rappresentanti.

Nel contesto della digitalizzazione della Giustizia, il Dipartimento delle istituzioni ha presentato oggi la digitalizzazione del settore notarile, oggetto di un Messaggio governativo licenziato dal Consiglio di Stato il 10 novembre 2021. La digitalizzazione del settore notarile prevede nello specifico l’introduzione dell’autentica elettronica di firma e della certificazione elettronica di una copia di un documento, l’allestimento di copie autentiche in forma elettronica certificata e la realizzazione dell’archivio notarile elettronico con conseguente archiviazione digitale degli atti. Un progetto teso a migliorare il servizio al cittadino e all’economia grazie alla creazione della filiera notarile digitale, con la sinergia tra l’Amministrazione cantonale e i notai, che costituisce un punto di partenza per ulteriori sviluppi della digitalizzazione nel settore.

L’obiettivo che deve guidare la digitalizzazione delle Istituzioni è quello di migliorare il servizio dello Stato nei confronti dei cittadini, delle imprese e della società civile. Un obiettivo fatto proprio dal Dipartimento delle istituzioni nell’ambito della digitalizzazione della Giustizia e del settore notarile, in modo da avvicinare le Istituzioni alla cittadinanza. 

Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

“Il Ticino primo della classe con l’8% delle 18enni alle giornate d’informazione”

Tra le sfide che il nuovo capo dell’Esercito Thomas Süssli si trova ad affrontare vi è quella di fronteggiare e arginare il calo degli effettivi. “È una preoccupazione che viviamo da alcuni anni – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni – in cui constatiamo come i giovani, dopo la scuola reclute, non vogliono più impegnarsi per i sei corsi di ripetizioni, da svolgere sull’arco di 10 anni. Proprio a Lugano nella sua visita in Ticino Süssli ha indicato una possibile soluzione a questo problema, ossia l’interesse crescente per il grigioverde da parte delle donne. E il Ticino in questo contesto è uno dei Cantoni in cui si sta facendo di più per motivare le ragazze verso un possibile reclutamento”.

Intervistato dalla RSI il capo dell’Esercito ha evidenziato in modo positivo il dato ticinese di giovani donne che si presentano alle giornate informative, aperte a tutti i 18enni. “Siamo a una soglia dell’8 per cento di ragazze che partecipano alle giornate informative e questa cifra è più alta rispetto a molti altri Cantoni. Poi non tutte decidono di arruolarsi, ma l’interesse c’è. Uno degli obiettivi del mio Dipartimento e in particolare della Sezione del militare e della protezione della popolazione è quello di incrementare ancora maggiormente l’interesse verso il grigioverde da parte delle ragazze. Faremo azioni di sensibilizzazione mirate, affinché la scuola reclute possa essere vista come una opportunità anche dalle donne. Oggi abbiamo la fortuna di avere alcune “testimonial” di assoluto valore, come la donna pilota di jet da combattimento. Senza dimenticare che una donna ha raggiunto il grado di divisionaria e un’altra quello di comandante di battaglione. L’obiettivo dell’Esercito è quello di avere entro il 2030 il 10 per cento di donne nell’Esercito. È un’asticella ambiziosa. Per questo in Ticino ci impegneremo per fare la nostra parte e contribuire a raggiungere questo traguardo”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“L’Esercito oggi è una struttura moderna che offre molte opportunità anche di formazione, con corsi che possono essere validati con crediti per le università. L’Esercito può offrire pari opportunità uomo-donna, in un contesto sociale sempre in trasformazione e che manifesta un crescente bisogno di sicurezza. Per questo sono sicuro che il ruolo della donna sarà sempre più una ricchezza nel contesto militare nazionale e internazionale”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni accoglie con soddisfazione la sentenza del Tribunale federale, con la quale respinge i ricorsi dell’Unione Contadini Ticinesi e di un privato contro la decisione del Gran Consiglio, che in data 12 aprile 2021 aveva accolto favorevolmente il messaggio sull’acquisto di fondi alla “Saleggina” di Bellinzona, stanziando un credito complessivo di 16 milioni e 60 mila franchi.

Il Tribunale federale si è espresso con sentenza del 28 ottobre scorso, dopo che già il Tribunale cantonale amministrativo il 14 giugno aveva dichiarato irricevibili i ricorsi. Ricordiamo che il credito votato dal Gran Consiglio servirà per la progettazione di un nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona; permetterà inoltre di realizzare la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del fiume Ticino, nonché l’acquisto dell’Infocentro di Pollegio. Le opposizioni facevano riferimento a un presunto torto nei confronti del contadino a cui Armasuisse aveva dato in passato in gestioni alcuni terreni alla “Saleggina”. Questa decisione permetterà a breve di concludere il contratto di compravendita tra il Canton Ticino e armasuisse Immobili SA in rapporto ai terreni alla “Saleggina” e proseguire gli importanti lavori decisi dal Gran Consiglio nella primavera scorsa.   

Finanziamento mediante emolumenti nel 2019: la Sezione della circolazione precisa

Finanziamento mediante emolumenti nel 2019: la Sezione della circolazione precisa

Comunicato stampa

In riferimento alla documentazione divulgata dall’Amministrazione federale delle finanze (AFF) relativa al finanziamento mediante emolumenti nel 2019 dei servizi pubblici, la Sezione della circolazione contesta l’indice di finanziamento (184%) mediante emolumenti (cioè l’importo pagato dagli utenti per una prestazione) divulgato dal citato studio, poiché non tiene conto del volume d’attività (in particolare le aste online) e dei costi di gestione inferiori che andrebbero ritenuti nel calcolo. Inoltre, la Sezione della circolazione conferma che le tasse per prestazioni sono competitive e spesso più basse rispetto agli altri Cantoni.

Al proposito va innanzitutto precisato che già lo studio dell’AFF rende attenti sul fatto che l’allestimento di questo indice si basa su dati parziali e incompleti, come pure che la soglia del 100 per cento non può essere considerata come un valore assoluto a causa di diverse difficoltà metodologiche nella costruzione dell’indice. In particolare, poiché non vi è un’unitarietà di regole di contabilizzazione tra i diversi uffici cantonali della circolazione stradale, risulta inopportuno effettuare una comparazione dei dati tra i vari Cantoni.
Lo stesso studio porta quale esempio le aste per le targhe, le quali pur non essendo degli emolumenti vengono comunque calcolate nelle entrate. Nel nostro Cantone la vendita di targhe online ha un notevole successo e grazie a un’attenta gestione permette di incassare cifre importanti a fronte di costi limitati e senza la necessità di personale aggiuntivo. Questo provoca una sensibile distorsione dell’indice degli emolumenti. Oltre alla citata asta per le targhe, per quanto concerne il Canton Ticino si segnala ad esempio che per l’accertamento delle infrazioni segnalate dalla Polizia cantonale non vengono conteggiati i costi mentre figurano per contro le entrate per tasse e spese.

Tasse ed emolumenti: in Ticino tariffe allineate ad altri Cantoni
La Sezione della circolazione, nell’ottica del costante miglioramento del servizio all’utente, effettua regolarmente un’analisi delle tariffe applicate dagli altri Cantoni per l’espletamento delle pratiche, confrontandole con le proprie. In questo senso, da un’analisi delle 14 principali pratiche richieste dagli utenti, è emerso che le tariffe applicate in Canton Ticino sono allineate, e spesso anche inferiori, a quelle degli altri Cantoni.
A titolo di paragone, sono state confrontate le tasse applicate in Cantoni limitrofi, che gestiscono un sistema di asta targhe e che secondo lo studio riportano indici più prossimi al 100%: Grigioni (140%), Vallese (135%) e Zugo (101%). Le citate 14 pratiche risultano essere nella gran parte dei casi più economiche in Ticino rispetto ai citati Cantoni, spesso anche in modo marcato. Per fare un esempio, la rimessa in vigore di una targa depositata è fatturata 15.- dalla Sezione della circolazione ticinese, che diventano 35.- a Zugo, 30.- in Vallese e 20.- nei Grigioni.
Da questa analisi emerge inoltre in modo chiaro che la differenza rispetto ad altri Cantoni risiede nei costi di gestione inferiori in Ticino. Il tasso elevato di copertura dei costi, benché parziale e non completo come ha specificato lo studio, non significa quindi che le tasse applicate per le prestazioni dalla Sezione della circolazione siano sproporzionate; tutt’altro: sono frutto di un’attenta gestione delle risorse impiegate.   

“La prevenzione resta fondamentale”

“La prevenzione resta fondamentale”

Nel 2021 la campagna Acque sicure è stata confrontata con il massiccio numero di turisti

È stato presentato negli scorsi giorni il bilancio per la stagione 2021 della campagna di prevenzione Acque sicure, promossa dal Dipartimento delle istituzioni; una campagna che quest’anno è stata in particolare confrontata con la massiccia presenza di turisti, affrontando quindi   nuove sfide, come conferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Analogamente allo scorso anno, anche nel 2021 molti turisti, sia svizzeri che stranieri, hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze nel nostro Cantone sfruttando appieno tutte le sue bellezze naturalistiche. Questo ha imposto un ripensamento della strategia di prevenzione della campagna che, oltre ad essere già stata declinata in altre lingue tra cui tedesco, francese e inglese, ha cercato di anticipare il più possibile le informazioni di prevenzione ai turisti che hanno scelto il Ticino quale destinazione, per esempio tramite inserzioni su guide e riviste turistiche, mezzi pubblici, o ancora con affissioni digitali pressi i distributori di benzina presenti a nord della Alpi e lungo le principali vie d’accesso verso il nostro Cantone”.

In effetti il bilancio, che conta 9 annegamenti (la statistica include pure un cittadino kosovaro annegato nel fiume Ticino mentre fuggiva dalla Polizia), vede coinvolti principalmente cittadini stranieri o turisti provenienti da oltre Gottardo. Un segnale che i messaggi di sensibilizzazione tra i ticinesi sono “passati”? “Direi di sì. Le ticinesi e i ticinesi del resto sono abituati a frequentare i nostri laghi e le nostre acque già da bambini; le fondamentali attività di sensibilizzazione che da anni vengono svolte sul nostro territorio permettono alla popolazione di comprenderne i rischi e quindi di affrontare le nostre acque con il necessario rispetto. Spesso invece chi viene dall’estero crede erroneamente che i nostri laghi siano come il mare, restano ammaliati dalla sua bellezza e dalla sua apparente calma senza tuttavia conoscerne le insidie tra cui il terreno scosceso, tant’è che dalle statistiche emerge che diverse persone che purtroppo perdono la vita a causa di un annegamento non erano in grado di nuotare.”

Quest’anno al centro delle cronache v’è stata la foce del Cassarate. Come si intende agire in questo luogo? “La Commissione Acque sicure dallo scorso mese di agosto si è già incontrata due volte con il dicastero competente della Città di Lugano. Attualmente le soluzioni proposte sono due: rafforzare in loco le misure comunicative con un adeguamento della segnaletica, rispettivamente introdurre un servizio di pattugliamento analogo a quello che da qualche anno già svogliamo nei punti critici in Valle Verzasca. La decisione finale spetterà alla Città, ma la Commissione si è detta disponibile a sostenere un progetto pilota di un anno così da poter valutare l’efficacia della misura. L’obiettivo finale – conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi – è che tutti possano godere di questo magnifico angolo della Città, come pure di tutte le zone balneari del Cantone, in piena sicurezza”.

Acque sicure: il bilancio della stagione 2021

Acque sicure: il bilancio della stagione 2021

Comunicato stampa
 “La prudenza fa la differenza”: è con questo nuovo slogan che si è sviluppata nel 2021 la campagna di prevenzione “Acque sicure”, promossa dal Dipartimento delle istituzioni, analogamente alle campagne “gemelle” poste sotto il cappello di “Ticino sicuro”: “Strade sicure”, “Montagne sicure”, “Cyber sicuro” e “Stop radicalizzazione”. Al termine della stagione – fissata indicativamente al 31 ottobre – è stato stilato un bilancio che parla di un maggior numero di vittime (9) rispetto agli ultimi due anni (media dell’ultimo decennio: 5). Se si considera l’elevato numero di persone presenti sulle rive delle acque libere del Cantone in questo 2021, il bilancio negativo viene mitigato. Una considerazione rafforzata dall’assenza di annegamenti nel settore del canyoning, nonostante mai come quest’anno gli appassionati di questo sport abbiano scelto il Ticino per le loro discese lungo i fiumi.

Per la commissione cantonale “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda e coordinata per il Dipartimento delle istituzioni dalla responsabile della campagna Fabienne Bonzanigo, l’anno 2021 è stato particolarmente impegnativo. Le conseguenze della pandemia sul turismo già preannunciavano un anno record per quanto riguarda la presenza di ospiti in Ticino e il numero di ticinesi che si sarebbero fermati in loco per godersi le vacanze. Per questo motivo il pacchetto di azioni di prevenzione e di sensibilizzazione è stato molto nutrito. A cominciare dalle affissioni digitali presso i distributori di benzina presenti oltre San Gottardo lungo le principali vie di accesso al Canton Ticino, così da sensibilizzare i viaggiatori ancora prima di raggiungere il nostro Cantone.  


Informazione a 360 gradi
Le attività promosse dalla commissione “Acque sicure” hanno toccato molteplici contesti e interessato a 360 gradi i media, con particolare attenzione anche ai social. Proprio in questo campo si segnala l’apertura della nuova pagina Facebook relativa alle citate campagne di prevenzione promosse dal Dipartimento delle istituzioni, sotto la denominazione di “Ticino sicuro”. Un elenco, ancorché sommario, dà l’idea di quanto fatto: media planning con inserti informativi sui media cartacei, media online e sulle applicazioni mobile di alcune testate cantonali; sponsoring di trasmissioni televisive e promozione dei video della campagna di sensibilizzazione; diffusione di radio spot su emittenti radiofoniche private del Cantone, pillole informative su Rete uno e sponsoring della meteo su Rete uno e Rete tre. Inoltre sono stati programmati manifesti su tutto il territorio cantonale con un rafforzamento sulla rete di affissioni UPI nei Comuni più sensibili. Ma ancora: affissioni digitali nei mezzi di trasporto pubblici, nei distributori di benzina e negli uffici postali. Inserzioni promozionali e articoli informativi su riviste regionali, riviste turistiche (distribuite anche in Lombardia e nella Svizzera interna), riviste tematiche legate ad attività sportive in acqua. La campagna social, oltre che sulla pagina Facebook “Ticino sicuro”, è stata condotta anche sulle pagine Facebook e Instagram della Polizia cantonale, di alcuni enti partner della commissione e di enti, sia regionali che nazionali, che collaborano con la campagna (per esempio le OTR e la Rega). Sono stati raggiunti tutti i target anche attraverso la sensibilizzazione e l’informazione con le newsletter Infogiovani e Infofamiglie. È stata mantenuta l’attività dei pattugliatori tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto nei punti critici dei fiumi Maggia e Verzasca, così come l’hotline canyoning in partenariato con le aziende idroelettriche. Per rimanere nel mondo canyoning, sono stati distribuiti volantini in 5 lingue, tramite i Comuni e le OTR, nei campeggi e negli esercizi pubblici frequentati dai torrentisti.
Da segnalare anche la presenza e la sensibilizzazione effettuata sul territorio dalla Commissione Acque sicure in occasione di eventi e manifestazioni, tra cui la “Traversata del Ceresio” e il “Cliff diving”.  


Annegamenti: più nei laghi che nei fiumi
La statistica evidenzia per quest’anno – nel periodo tra giugno e agosto – un totale di 9 annegamenti. Come detto, si tratta di un dato quasi doppio rispetto alla media decennale, ma che in parte può essere spiegato anche per l’alto afflusso nel 2021 di persone lungo le rive dei laghi e lungo il corso dei fiumi. Nella cifra complessiva figura pure il cittadino kosovaro annegato nel fiume Ticino mentre fuggiva dalla Polizia. La casistica di quest’anno presenta 5 annegamenti nei laghi (3 nel Ceresio, di cui 2 alla foce del Cassarate) e 2 nel Verbano. Tre persone hanno perso la vita nei torrenti e una in piscina. Le vittime sono 7 uomini e 2 donne; le categorie di persone annegate sono essenziale due: persone con capacità natatorie insufficienti e persone vittime di malori. Come detto nel canyoning quest’anno non vi sono stati fortunatamente decessi, ma “solo” 5 infortuni gravi (essenzialmente in Riviera e in Valle Maggia) così come diversi infortuni minori. Sia gli annegamenti sia gli infortuni sono stati prevalentemente a danno di persone straniere o della Svizzera interna. 

 

Aggregazione a quattro in valle

Aggregazione a quattro in valle

Gran finale per le serate informative sul progetto aggregativo in bassa Leventina, che concerne i Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio.
L’appuntamento, lunedì 15 novembre alle 20 alla palestra «Fantin» a Giornico, vedrà la partecipazione del direttore del Dipartimento delle istituzioni NormanGobbi.
Sarà l’occasione, 
per il consigliere di Stato, di illustrare i vantaggi della fusione, che sarebbe la seconda nel Distretto dopo il matrimonio (in due fasi) che ha portato alla nascita di Faido.
La votazione consultiva in bassa valle si terrà il 13 febbraio 2022. In caso di sì alle urne vedrebbe la luce Sassi Grossi, un’entità di circa 3.000 abitanti con un Municipio di 7 e un Legislativo di 25 membri.

Da www.cdt.ch

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

Norman Gobbi evidenzia l’importanza del Comuni e presenta un nuovo progetto

Si è ritornati a porre i Comuni al centro dell’attenzione questa settimana, con una novità assoluta per la Svizzera: il progetto del “Buon governo”. Ne abbiamo parlato con il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Il Dipartimento delle istituzioni sta lavorando su tre assi di intervento per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune. Da un lato – quello più conosciuto – è legato alla dimensione del Comune, ossia il grande cantiere delle aggregazioni. Poi c’è la riforma dei compiti, caratterizzata dal progetto del Consiglio di Stato Ticino2020. Quale terzo asse vi è la riforma del funzionamento del Comune, ossia con quali strumenti e procedure governare. Qui si inserisce il progetto del “Buon governo”.

Ma concretamente di che cosa si tratta? “Il progetto del “Buon governo” – precisa il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – tocca la revisione dei meccanismi sui quali si fonda l’operato dei Comuni. L’iniziativa è portata avanti dalla Sezione degli enti locali (SEL) in collaborazione con i due Comuni di Faido e di Tresa. Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della SEL, i due Comuni coinvolti nel progetto pilota potranno adottare nuove modalità di lavoro. L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni”.

Come abbiamo detto si tratta di una prima a livello svizzero. “È vero. Si tratta di un progetto innovativo che vede la Sezione degli enti locali assumere un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni e che inoltre introduce un approccio più partecipativo. Infatti, basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono coinvolti attivamente nelle fasi del Buon governo in modo da costruire un concetto condiviso e quindi accettato”. 

Quale sarà l’iter di questo progetto pilota? Quando vedremo i risultati? “Dopo le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa che dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 si stilerà un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà avvio prossimamente. Sarà musica per la prossima legislatura. Ma l’importante è iniziare ora, direttamente sul terreno, con i due Comuni. In conclusione vorrei ringraziare le autorità e i collaboratori dei Comuni di Tresa e di Faido per aver aderito a questo progetto”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.       

 

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Oggi il capo dell’esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, ha tenuto una relazione in merito alle attuali sfide dell’esercito davanti a oltre 150 dirigenti delle aziende ticinesi.

Come già i suoi predecessori, il comandante di corpo Süssli si incontra periodicamente con rappresentanti della politica, dell’economia, della cultura, dell’istruzione e dei media nelle differenti regioni della Svizzera.
I continui cambiamenti ai quali siamo confrontati necessitano di spiegazioni che sono meglio comprensibili se date di persona. È per questo che Süssli mantiene viva la tradizione di recarsi a cadenze regolari nei differenti cantoni per incontrare i portatori di interesse della regione. 

L’organizzazione della giornata è stata assicurata dalla divisione territoriale 3, comandata dal divisionario Lucas Caduff. Con i militari della sua Divisione, Caduff assicura alle autorità civili gli impieghi sussidiari necessari a far fronte a bisogni straordinari in mezzi e uomini. “Le prestazioni dell’esercito sono molto apprezzate”, ha spiegato il divisionario Caduff in apertura, evidenziando che “la grande partecipazione all’odierna manifestazione dimostra l’interesse nei confronti dell’esercito”.

Süssli ha illustrato ai presenti l’evoluzione che ha portato all’odierna situazione geopolitica, le sfide globali, come ad esempio quella ambientale, le possibili implicazioni per la Svizzera e come l’Esercito svizzero contribuisce alla sicurezza della nazione. Rimanendo all’esempio del cambiamento climatico, per l’Esercito non è importante chi o cosa stia causando il surriscaldamento globale, ma quali conseguenze esso porterà, i possibili scenari e come potrebbe essere impiegato per farvi fronte (ad esempio intervenendo in occasione di eventi naturali). Pensare di ridurre un possibile impiego delle truppe alle sole catastrofi è però limitativo. L’attenzione deve rimanere anche su eventuali conflitti futuri. “Le minacce moderne possono essere classificate meno chiaramente – confida il comandante di corpo ai suoi ospiti – perché i conflitti di oggi non seguono il processo di escalation tipico di quelli del passato”.

Per poter assolvere il suo compito, l’Esercito deve disporre delle necessarie risorse in uomini, competenze, mezzi e materiale. In quest’ottica rientrano le neocostituite truppe della cyberdifesa, così come l’acquisto dei caccia da combattimento, per il quale la Confederazione ha ricevuto il benestare del popolo.    

Un tema importante trattato da Süssli di particolare interesse per i presenti, è quello della formazione militare alla condotta: “Coloro che assolvono i corsi di formazione per ufficiali e per sottufficiali superiori sono ad esempio in grado di svolgere analisi approfondite delle situazioni, così da sottoporre ai loro capi diverse varianti con vantaggi e svantaggi, invece di proporre solo la prima soluzione individuata”, ha spiegato il capo dell’Esercito. Il grande valore aggiunto è rappresentato dai servizi pratici, parte integrante della formazione. Grazie ad essi l’esercito può infatti essere considerato una delle migliori scuole svizzere di quadri, che richiede ai suoi allievi che esercitino i concetti di condotta appresi in modo teorico anche in condizioni reali di lungo periodo, e non solo mediante simulazioni in aula.

Da ultimo, il comandante di corpo Thomas Süssli, ha ricordato che un Esercito di milizia quale è quello svizzero si basa sulla possibilità data ai cittadini e alle cittadine di abbandonare il proprio posto di lavoro quando devono prestare servizio. Questo può avvenire grazie a dei datori di lavoro ben disposti, e per tale disponibilità ha tenuto a ringraziare i presenti.

L’incontro si è tenuto a Lugano, nella cornice del LAC. A portare la voce delle Istituzioni è stato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Nel suo intervento Norman Gobbi ha sottolineato come il Ticino ha collaborato e continua a collaborare in modo proficuo con l’esercito, sottolineando il valore degli investimenti svolti in passato dall’esercito sul territorio cantonale e citando quelli già pianificati per i prossimi anni.

Da: Divisione territoriale 3

https://www.vtg.admin.ch/it/organizzazione/cdo-op/div-ter-3.detail.news.html/vtg-internet/miliz/2021/21-10/il-capo-dell-esercito-incontra-il-ticino.html