Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Maggia, Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio il tema delle aggregazioni, la missione del Comune e le iniziative che gli enti locali portano avanti per accrescere la qualità di vita dei propri cittadini. Iniziata nel 2018 a Stabio, la quarta serie di incontri proseguirà il 13 di gennaio del 2022 con alcuni Comuni del comprensorio del Medio Malcantone.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Nicola Rossetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato alcuni Municipi dell’Alta Vallemaggia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare ancora una volta che gli incontri con i Comuni «costituiscono un momento privilegiato perché permettono di conoscere di persona i Municipi che sono chiamati a garantire il ruolo di prossimità con la cittadinanza soprattutto laddove si sono insediate di recente le nuove compagini municipali. In quest’ottica si intende rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Dal canto suo Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che la Sezione degli enti locali sta portando avanti possono essere arricchiti dagli spunti e dalle riflessioni che scaturiscono da questi incontri e che quindi non sono assolutamente un esercizio di stile».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Maggia, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali: prossimamente inviteranno la popolazione a una serie di serate informative con l’obiettivo di aggiornare tutti i cittadini sui progetti che si intendono realizzare. Inoltre, il Municipio ha manifestato l’interesse a conoscere i dettagli del progetto di Buon governo portato avanti dalla Sezione degli enti locali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Il Comune di Cevio ha segnalato invece la difficoltà a trovare persone che si mettano a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consigliere di Stato ha anticipato che nella revisione della Legge organica comunale si intende proporre una modifica per incentivare, anche dal punto di vista finanziario, la partecipazione attiva soprattutto nelle realtà periferiche.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente le iniziative nate dai Comuni per incentivare la cittadinanza a partecipare alle decisioni degli enti locali. Progetti che si inseriscono in maniera naturale nei cantieri che il Dipartimento delle istituzioni sta promuovendo per ridefinire le modalità di funzionamento del Comune.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni che nel caso del comprensorio sono una vera e propria necessità. Nel mese di settembre del 2019 il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, aveva infatti deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei Comuni della Val Rovana con Cevio e attendere le elezioni comunali per capire se esistessero le condizioni favorevoli per riprendere il tema. Dopo una franca discussione durante la quale tutti i Municipi presenti hanno potuto dire la loro sul progetto aggregativo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha chiesto ai Comuni presenti di esplicitare per iscritto se intendono o meno aderire al progetto aggregativo. Un nuovo incontro sarà pianificato nei prossimi mesi.

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

L’appello del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Se ti sei vaccinata/o, oppure hai deciso di non farlo, ricorda: per stare bene insieme è importante continuare a rispettarsi. Restiamo uniti. Firmato: Norman Gobbi”. È questo il testo di un video messaggio che il Consigliere di Stato ha trasmesso attraverso i suoi canali social subito dopo l’esito della votazione federale di domenica scorsa sulla Legge COVID. “Abbiamo avuto la fortuna come svizzeri di esprimerci sulla legge COVID. In nessun altro Stato i cittadini hanno potuto dire la loro sulla politica adottata da Governi e parlamenti per affrontare la pandemia” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “La nostra democrazia diretta è un grande valore, anche perché il dibattito pubblico che precede ogni votazione fa emergere gli elementi di criticità che vive la nostra società, non lasciandoli quindi nascosti e latenti, pronti magari a scoppiare. Sappiamo che sempre di più vi è il pericolo di una forte spaccatura sociale a causa di una differente visione e interpretazione della parola “libertà”. A mio giudizio è indispensabile fare di tutto affinché queste diverse posizioni non si scontrino. È il messaggio che ho voluto veicolare con il video. Dobbiamo continuare a rispettarci. A rimanere uniti al di là delle idee diverse che ognuno può legittimamente manifestare”.
“Prima della votazione – prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi – abbiamo assistito a un’escalation delle contrapposizioni. Il post voto è ancora difficile da interpretare a livello sociale, soprattutto perché condizionato da una nuova avanzata dei contagi. Ecco, in considerazione di tutto ciò l’appello che ho lanciato a voler “rimanere uniti” vale ancora di più. È un messaggio rivolto a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali”.
Il Consiglio federale venerdì ha deciso di introdurre nuovamente delle limitazioni. “Il Consiglio di Stato ticinese nella consultazione (24 ore per rispondere! ndr) è stato molto critico. Sono state avanzate misure, come quella dell’obbligo del certificato Covid per le cene di famiglia con più di 11 persone, che lasciano il tempo che trovano… Lo scopo principale – al di là di evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, che fortunatamente il Ticino non sta ancora conoscendo – deve essere quello di scongiurare un secondo lockdown. Non saremmo in grado di sopportarlo, se non con sacrifici che incideranno in modo irreversibile sulla società. E non sto pensando ai danni economici, che di sicuro ci saranno. Sto pensando in particolare alle conseguenze psicologiche per tutti noi, ma soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi ripiomberebbero in una condizione di isolamento. E ciò è estremamente dannoso per il loro sviluppo. Una gioventù che ha già “bruciato” possibilità di aggregazione e di incontri, di praticare sport, di lezioni in presenza e quant’altro negli ultimi due anni. Un nuovo isolamento sarebbe, come detto, davvero molto dannoso”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ripreso le visite nei Comuni. All’ordine del giorno del quarto ciclo di incontri vi sono i principali cantieri che toccano gli enti locali da vicino: il funzionamento del Comune, con un chiaro riferimento al buon governo, le aggregazioni e la riforma dei compiti e dei flussi finanziari. Nella prima giornata sono stati incontrati i Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’Ispettore comunale Alan Lancetti ha ripreso martedì 30 novembre 2021 la serie di incontri con i Comuni ticinesi dando appuntamento ai Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato in apertura di tutti e tre i momenti che l’obiettivo di queste giornate è quello di “rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni partendo da un dialogo diretto e trasparente e l’inizio della nuova legislatura comunale è un momento propizio per farlo, instaurando da subito un rapporto di fiducia con le nuove compagini municipali”.
Marzio Della Santa ha da parte sua sottolineato che “gli incontri con i Comuni sono un tassello dei tanti progetti in cantiere che consentiranno di definire insieme agli enti locali il ruolo e la missione del Comune di domani”.
Nel corso del primo incontro, il Municipio di Brusino ha posto l’accento sulla propria autonomia comunale che consente loro di garantire una buona qualità di vita residenziale ai propri cittadini.
Il Municipio di Riva San Vitale ha in seguito evidenziato l’ottima rete di associazioni presente sul proprio territorio che assicura vitalità al Comune. Inoltre, una delle caratteristiche del borgo sul lago è anche l’interesse della cittadinanza a partecipare alla vita istituzionale del Comune.
Infine, il Municipio di Arogno ha riconosciuto l’importanza di stimolare i propri cittadini coinvolgendoli attivamente sui temi istituzionali: grazie a una cittadinanza attiva e partecipe i progetti comunali vengono percepiti positivamente e compresi, quindi anche accettati.
La visita del Consigliere di Stato è stata salutata con entusiasmo da tutti e tre gli Esecutivi che in particolare hanno apprezzato il dialogo franco e diretto che si è instaurato in un clima disteso e informale sottolineando l’apprezzata vicinanza del Cantone ai Comuni nel corso dell’emergenza sanitaria.
Le visite proseguiranno lunedì 6 dicembre 2021 quando in agenda sono previsti gli appuntamenti con i Municipi di Maggia, di Cevio e della Val Rovana.

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Messaggio e Regolamento in vista del 1º gennaio

Anche il fatto di dover pagare parte delle spese legate al braccialetto elettronico che si indossa su disposizione del giudice potrebbe essere un deterrente e indurre quindi al rispetto del divieto di avvicinare la potenziale vittima o di accedere a un determinato luogo. “L’autore della lesione è tenuto a sostenere le spese per l’esecuzione della sorveglianza elettronica”, recita infatti uno dei capoversi del nuovo articolo della legge cantonale di applicazione del Codice civile svizzero. È l’articolo confezionato dal Consiglio di Stato – e che ora sottopone all’approvazione del parlamento – per implementare in Ticino la norma del Codice che dal prossimo 1º gennaio, quando entrerà in vigore sul piano federale, permetterà di applicare allo stalker il braccialetto elettronico e ciò per rafforzare la protezione di chi è bersaglio di minacce e molestie. Il citato capoverso, scrive il governo nel messaggio varato di recente all’indirizzo del Gran Consiglio, “riprende il tenore del nuovo articolo 28c” del Codice civile, “sancendo a livello cantonale l’obbligo al contributo alle spese per la sorveglianza elettronica da parte dell’autore della lesione”. Questo poiché “si ritiene giustificato che l’autore si assuma i costi per l’esecuzione di una misura resa necessaria a seguito del suo comportamento, anche in ottica dissuasiva”. La partecipazione ai costi, spiega ancora il Consiglio di Stato, “viene definita nel regolamento”. E “compatibilmente con altri esempi di contribuzione alle spese”, viene determinata “in base alla capacità contributiva dell’autore”. La fattura pertanto può rivelarsi salata pure per coloro che finanziariamente se la passano bene.

Costo minimo giornaliero: 15 franchi
I dettagli sono contenuti nel ‘Regolamento sulla sorveglianza elettronica in ambito civile’ che il Consiglio di Stato ha già allestito. E che all’articolo 10 afferma quanto segue: “Il giudice determina le spese di locazione giornaliere del dispositivo elettronico (il braccialetto, ndr), tenendo conto della situazione economica dell’autore. Il costo minimo giornaliero di locazione è di 15 franchi”. Inoltre: “Per quanto non recuperabili dall’autore o da chi è tenuto al suo sostentamento, le spese sono anticipate dallo Stato. Gli anticipi effettuati dallo Stato nel corso degli ultimi dieci anni possono essere recuperati presso l’autore, tenuto conto della sua situazione economica”.

Registrazione degli spostamenti
Il braccialetto elettronico per gli stalker sarà dunque presto realtà anche in Ticino. Uno strumento, si ricorda nel messaggio governativo, a tutela “in ambito civile” delle vittime – la stragrande maggioranza donne – di violenza domestica e di stalking. Attualmente su richiesta della vittima il giudice civile “per evitare o far cessare una lesione illecita della personalità” può imporre alla persona potenzialmente pericolosa dei divieti. Come quello “di avvicinarsi alla vittima” o “di mettersi in contatto con la stessa”. Come quello “di trattenersi in determinati luoghi”. Da gennaio il pretore o il pretore aggiunto potrà, sempre su istanza della vittima e qualora i divieti risultassero inefficaci, ordinare allo stalker l’uso del braccialetto elettronico, fornito dal Dipartimento istituzioni attraverso l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. Ovvero l’uso “di un dispositivo di sorveglianza elettronica geolocalizzato” che renderà possibile “la registrazione” degli spostamenti della persona che lo indossa e quindi la verifica, a posteriori, del rispetto del o dei divieti. La cui mancata osservanza sarà sanzionata con una multa inflitta dal magistrato penale. «La durata massima della sorveglianza tramite dispositivo elettronico – indica la direttrice della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti – sarà di sei mesi e potrà essere prolungata di volta in volta, dal pretore, di sei mesi al massimo». Quella che potrà essere eseguita dal prossimo mese, evidenzia Andreotti, «sarà una sorveglianza cosiddetta passiva, differita, per cui in caso di grave e imminente pericolo la vittima dovrà come oggi allertare la polizia telefonando al 117. Berna sta comunque già pensando all’introduzione della sorveglianza elettronica attiva, in tempo reale».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 2 dicembre 2021 de La Regione

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la terza seduta ordinaria del 2021 – la 59. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In merito alle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, il Consiglio di Stato ha informato i rappresentanti dei Comuni sulla propria intenzione di introdurre, a partire dal 6 dicembre, l’obbligo di indossare la mascherina per gli allievi del secondo ciclo delle scuole elementari (classi quarte e quinte). La misura urgente tiene conto della situazione epidemiologica attuale e dovrebbe rimanere in vigore almeno fino alle vacanze di Natale. È stato precisato che per questo periodo di tempo le mascherine saranno offerte dal Cantone.
In apertura di riunione, è stata discussa la composizione della Piattaforma per il periodo 2021/2024, aggiornata tenendo conto dei risultati delle elezioni dello scorso mese di aprile. I rappresentanti comunali sono Claudia Boschetti Straub, Simone Gianini, Alberto Pellanda (Bellinzonese e Tre Valli), Bruno Arrigoni, Samuele Cavadini, Mauro Durini (Mendrisiotto), Giuseppe Cotti, Felice Dafond, Michele Rotanzi (Locarnese), Michele Foletti, Piero Marchesi, Giona Pifferi (Luganese).
È stata colta l’occasione per ringraziare Matteo Oleggini, alla sua ultima riunione dopo 13 anni di presenza ininterrotta alle attività della Piattaforma, nel ruolo di tecnico a sostegno dei politici comunali.
Il Consiglio di Stato ha in seguito fornito una serie di risposte a questioni sollevate dai rappresentanti dei Comuni. Sollecitato sulla figura del docente di risorse digitali, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha confermato la volontà di sostenere la diffusione di una soluzione univoca per gli istituti comunali di tutto il Ticino.
In merito al sistema di perequazione finanziaria intercomunale, il Dipartimento delle istituzioni ha presentato le cifre relative alla situazione attuale e le prospettive per il 2022. È stata evidenziata la progressiva riduzione dei Comuni che ricevono il contributo di livellamento, in seguito alle aggregazioni degli scorsi anni, mentre il numero di Comuni paganti è rimasto stabile, mentre l’importo totale versato resta importante. I membri della Piattaforma hanno deciso di riattivare un gruppo di lavoro dedicato al tema, nell’ambito della riforma «Ticino 2020».
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato una sintesi dei risultati della consultazione sulla Pianificazione integrata del settore anziani, per il periodo 2021/2030. Dalle prese di posizione degli enti interessati, è emersa una ampia condivisione dei principi di base, degli scenari e delle misure proposte. È stato confermato che il Consiglio di Stato presenterà entro fine anno il proprio messaggio per concretizzare il progetto.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni aggiornamenti sul finanziamento pubblico a favore delle scuole di musica. I dati mostrano che gli aiuti versati dai Comuni ticinesi direttamente alle scuole, nel complesso, sono al momento inferiori alla media nazionale. I singoli Municipi sono quindi stati invitati a verificare la situazione e a intervenire, se necessario.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. È stata anzitutto ricordata la nuova giurisprudenza del Tribunale federale, in merito ai criteri che permettono a un cittadino straniero di mantenere il proprio permesso di soggiorno in Svizzera: i Comuni sono quindi stati invitati a mantenere una intensa collaborazione con l’Ufficio della migrazione. Per quanto riguarda la lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato lo scorso 24 novembre: nel corso del 2022 i Comuni saranno coinvolti in una campagna di sensibilizzazione sul problema. Infine, in merito alla riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione – è stato confermato che il Consiglio di Stato allestirà il proprio messaggio entro la fine dell’anno.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 9 marzo 2022.

Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri

Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri presso il Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) che fa capo alla Segreteria generale del Dipartimento delle istituzioni. Succede ad Attilio Cometta.

Classe 1968, domiciliata a Riviera, Michela Trisconi è laureata in storia contemporanea all’università di Friborgo e ha svolto un periodo di formazione presso l’Ecoles des hautes études en sciences sociales di Parigi, interessandosi soprattutto alla sociologia dei movimenti religiosi. Autrice del Repertorio delle religioni del Cantone Ticino, è membro del Consiglio di fondazione del Centre intercantonal d’information sur les croyances religieuses (CIC) con sede a Ginevra. Dopo varie esperienze professionali in ambito privato a Friborgo e a Berna, ha lavorato presso la Direzione del Dipartimento della sanità e della socialità, e dal 2018 è capo-progetto della Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento. Collaboratrice scientifica dal 2020 presso il SIS, in questa funzione si occupa dell’analisi di progetti e dei contatti con gli enti attivi nel settore dell’integrazione. Durante questo periodo di pandemia ha assicurato i rapporti con le organizzazioni di riferimento. Dal 2018 è pure responsabile di Pro Familia della Svizzera italiana ed è membro del comitato centrale della sua sede nazionale a Berna.
Nella sua nuova posizione di Delegata per l’integrazione degli stranieri Michela Trisconi si occuperà in particolare dei lavori preparatori per il nuovo Programma d’integrazione cantonale (PIC 3, 2024-2027), della nuova cartografia della diversità religiosa del Cantone Ticino e della digitalizzazione dei progetti di integrazione. Sarà inoltre responsabile dei contatti con le organizzazioni ticinesi del settore, con i servizi analoghi attivi negli altri Cantoni a livello federale e con i gruppi di lavoro cantonali e intercantonali.
Il Consiglio di Stato formula gli auguri di buon lavoro a Michela Trisconi in questa sua nuova funzione di Delegata cantonale all’integrazione e rivolge i ringraziamenti più sentiti all’avv. Attilio Cometta, che lascia l’amministrazione cantonale per il pensionamento, dopo più di 30 anni durante i quali è pure stato capo dell’ufficio esecuzioni e fallimenti di Bellinzona e capo della Sezione della popolazione.

Intervento in occasione della serata “Uomini normali. Maschilità e violenza nell’intimità” alla Biblioteca cantonale di Bellinzona

Intervento in occasione della serata “Uomini normali. Maschilità e violenza nell’intimità” alla Biblioteca cantonale di Bellinzona

– Fa stato l’intervento orale – 

Gentili signore, egregi signori,

alle prime ore del mattino, per iniziare la giornata lavorativa, guardo la rassegna stampa sui fatti del giorno prima proposta dai principali canali televisivi.
Questa mattina volevo capire come in Italia era stato letto il voto svizzero sulla legge Covid. Ma è stata un’altra notizia a colpirmi, pensando anche a questa serata sulla violenza contro le donne. Una giornalista, mentre effettuava il suo collegamento, è stata impunemente palpeggiata da più uomini che si trovavano nelle vicinanze. Scioccante!
Giustamente il fatto è stato ripreso da molte testate, perché si tratta di una assoluta mancanza di rispetto e di considerazione della donna. Un atteggiamento maschilista e pericoloso.
Gli studi e gli approfondimenti sulla violenza contro la donna ci hanno ormai dimostrato come un certo tipo di cultura che banalizza simili comportamenti è il preludio per innescare atti gravi di violenza domestica. L’attenzione va quindi sempre tenuta elevata e riuscire ad affermare che “il problema della violenza sulle donne è un problema degli uomini” ci fa capire dove e come mettere il focus sull’intervento, che deve essere prima di tutto di carattere culturale.
Un cambiamento che tocca certamente il mondo maschile, ma che riguarda anche l’universo femminile. Da una parte facendo progredire la cultura del rispetto e dall’altra dando strumenti e voce alle donne di denunciare la violenza. Non per creare una società che si divide, ma per rafforzare gli anticorpi contro la violenza.
Il Dipartimento che dirigo, competente per le politiche coordinate a livello cantonale in ambito di violenza domestica, ha deciso di porre oggi l’attenzione su quegli uomini violenti ‘”senza rispetto e senza cuore”; su quella che ancora oggi troppo spesso rimane una figura poco visibile e poco conosciuta nella dinamica violenta.
Come ha detto Sveva Magaraggia, nostra ospite lo scorso anno, in un suo studio sulla comunicazione pubblicitaria e il genere, “Per assumere uno sguardo sul maschile quando si parla di violenza di genere bisogna in primo luogo iniziare a nominare gli uomini nel discorso sulla violenza contro le donne. Dobbiamo chiederci chi sia l’innominato di questa storia”. 
Non potevamo avere ospite migliore, dunque, questa sera, che Cristina Oddone, che ha dedicato a questi temi ricerche ampie e accuratissime, confluite nel volume di cui discuteremo a breve. “Uomini nomali. Maschilità e violenza nell’intimità” ci aiuterà a capire come gli uomini violenti percepiscono il loro agire e per quale ragione ancora oggi e malgrado le azioni di contrasto alla violenza messe in atto si sentano socialmente legittimati a compiere azioni violente. Non si tratta di comprendere questi aspetti unicamente dal profilo teorico.  
L’Ufficio dell’assistenza riabilitativa del Dipartimento delle istituzioni segue dal 2011 gli autori di violenza domestica, e da luglio di quest’anno ha attivato programmi collettivi per i medesimi in base a quanto disposto dalla Legge federale per il miglioramento della protezione delle vittime del 14 dicembre 2018. Li sentiremo a proposito della loro esperienza. Ma anche altri soggetti istituzionali incontrano nella loro attività uomini violenti. Essi transitano nelle aule di giustizia; discutono con i giudici civili dei diritti genitoriali rispetto ai figli a seguito delle procedure di divorzio o separazione; sono coinvolti nelle indagini del gruppo prevenzione negoziazione della polizia cantonale, un nucleo essenziale nella prevenzione delle minacce; sono pazienti di servizi per le dipendenze, e molto altro.
Nella politica di contrasto alla violenza domestica – che proprio in questi giorni ha trovato nuovo e strutturato impulso con la promulgazione del Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica, presentato alla vigilia del 25 novembre – il perseguimento degli autori, la gestione delle minacce, il lavoro con gli autori è un tassello chiave.
È dunque importante sentire la parola degli esperti, verificare e confrontare con essi il proprio agire, e questa serata è un’occasione preziosa per procedere in questa direzione. Sono lieto di salutare le relatrici e il relatore di questa sera, che ringrazio, dando volentieri loro la parola.  

 
“Ogni atto violento è uno schiaffo a tutti noi”

“Ogni atto violento è uno schiaffo a tutti noi”

Presentato il Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica26

“Se pensiamo che in Ticino mediamente ogni giorno agenti della Polizia intervengono 3 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere le vittime, in particolare donne, allora capiamo l’ampiezza che ha assunto pure da noi il fenomeno e la necessità di un coordinamento e di una collaborazione a 360 gradi tra istituzioni e attori privati per contenere la violenza in ambito domestico”. Parole del Consigliere di Stato Norman Gobbi, che attraverso soprattutto l’azione trascinatrice della Divisione della giustizia con la sua direttrice Frida Andreotti e la delegata istituzionale Chiara Orelli Vassere, ha assunto un ruolo propulsivo su questo tema non solo in Ticino, ma pure in ambito intercantonale, essendo il Direttore del DI uno dei referenti in materia per il comitato della Conferenza dei direttori e delle direttrici dei Dipartimenti di Giustizia e Polizia.

Il Governo ticinese nel suo programma di legislatura ha inserito la gestione delle persone violente tra gli obiettivi. Da raggiungere attraverso l’allestimento di un Piano d’azione cantonale. “Il documento è stato presentato questa settimana. Si tratta di una fotografia di quanto abbiamo già in campo per sensibilizzare e agire contro la violenza domestica, divenuta un fatto sociale e non più un atto privato. A questa fotografia si aggiungono gli assi strategici di intervento legati alla prevenzione, alla protezione, al perseguimento e alle politiche coordinate”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Un Piano che ha il grande merito di far capire almeno due cose: da un lato che già oggi a livello istituzionale e a livello di società civile gli strumenti ci sono; dall’altro lato che la collaborazione e il coordinamento sono essenziali per raggiungere migliori risultati. Con questo Piano si indica pure la direzione in cui si vuole andare per adottare nuove misure, sia per la presa a carico delle vittime, sia per la presa a carico degli autori di atti violenti”.

La competenza a livello cantonale in questi due ambiti (presa a carico delle vittime e presa a carico degli autori) è suddivisa tra il Dipartimento della sanità e della socialità e il Dipartimento delle istituzioni. Rimaniamo allora “in casa” DI. “Fare in modo che chi si è reso protagonista di un atto violento non debba rifarlo è essenziale per diminuire i casi di violenza domestica. I servizi del mio Dipartimento sono molto impegnati su questo terreno. Senza dimenticare il grande lavoro che svolge la Polizia cantonale ogniqualvolta è chiamata a intervenire nelle case, quando esplode la violenza. Sul fronte della prevenzione occorre promuovere una cultura del rispetto e della tutela del minore, riconoscendo i segnali di violenza e intervenendo tempestivamente. Bisogna assicurare un sistema integrato di gestione delle minacce. Lo scambio di informazioni tra tutti i servizi e enti attivi sul territorio è essenziale. Solo così si potrà dare maggiore efficacia al nostro intervento. C’è ancora molto da fare, lo sappiamo, ma con questo Piano d’azione oggi abbiamo dei cartelli indicatori chiari, che ci faranno continuare a seguire la giusta strada per arginare questo odioso fenomeno, che interpella tutta la nostra società”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

Comunicato stampa

La 52esima conferenza dei Capi di Governo delle regioni della Comunità di lavoro alpina Arge Alp ha avuto luogo oggi a Chiavenna. Nel corso della stessa, oltre ad una riflessione sulle future strategie di Arge Alp, sono state sottoscritte delle dichiarazioni di collaborazione in tema di sviluppo sostenibile ed economia circolare, sport e grandi eventi, cooperazione nelle emergenze.

«I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi». Questa citazione di J. W. Goethe è stato il motto della 52esima Conferenza dei Capi di Governo di Arge Alp, tenutasi oggi a Chiavenna, nella Sala dell’Assemblea della Comunità Montana Valchiavenna.  

La Regione Lombardia, che ha concluso la presidenza di turno in un anno particolarmente difficile e segnato dalla pandemia, ha sottolineato come questa situazione di crisi abbia ulteriormente evidenziato l’importanza del rafforzamento di una più stretta collaborazione fra regioni per favorire una visione comune. A tale proposito sono state condivise, discusse e approvate tre importanti dichiarazioni di collaborazione:

  • sulla cooperazione per una regione alpina più forte e resiliente alle emergenze
  • sullo sport come opportunità di ripartenza, crescita, valorizzazione e interconnessione del territorio montano
  • sul ruolo delle regioni alpine nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (o transizione verde) e nello sviluppo dell’economia circolare

Con la prima risoluzione si concorda di cooperare per una più forte e migliore condivisione di informazioni, eventi formativi e dati, anche tramite piattaforme digitali, per facilitare una più efficace risposta alle emergenze, promuovere, dove possibile, procedure armonizzate per la comunicazione preventiva e la condivisione di protocolli operativi in emergenza anche alla luce del COVID-19.

Con la seconda dichiarazione si riconosce allo sport e alle grandi manifestazioni – quali le Olimpiadi Invernali 2026 – un elemento propulsore della cooperazione nell’area alpina, dello sviluppo di una pratica sportiva qualificata e dello sviluppo sostenibile di tutto l’arco alpino di lunga durata per uno stile di vita sano e anche per favorire iniziative imprenditoriali dei giovani. Con la terza dichiarazione i territori di Arge Alp, da sempre sensibili e attivamente impegnati rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile, si propongono come laboratorio/bacino di sperimentazione, sviluppo e attuazione di un “modello alpino di economia verde e circolare”, ponendosi una serie di azioni ed obiettivi concreti.

Nel corso dei lavori i Capi di Governo e i Capi Delegazione hanno inoltre approfondito gli obiettivi futuri della strategia Arge Alp che per il prossimo triennio si concentreranno su:

  • protezione dell’ambiente, adattamento al cambiamento climatico e gestione dei rischi naturali
  • economia nella regione alpina, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, al turismo sostenibile e all’agricoltura di montagna
  • giovani, istruzione e sport, con l’intento di creare delle opportunità di istruzione, occupazione e partecipazione.

Il Cantone Ticino è stato rappresentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Nel corso del suo intervento ha sottolineato l’importanza della cooperazione fra le regioni in ambito di gestione dei rischi naturali e di scambio di informazioni durante le crisi, senza tralasciare la prospettiva futura, legata anche ai rischi tecnologici e alla preparazione congiunta nella delicata fase di transizione energetica. Ha inoltre sottolineato l’importanza di sviluppare maggiormente la connettività fra i territori. Oltre le grandi pietre miliari nella mobilità sostenibile, le trasversali alpine, saranno infatti fondamentali degli investimenti infrastrutturali a nord di Milano al fine di sviluppare maggiormente la connettività fra i territori. Ciò permetterebbe di dare un impulso anche all’economia ticinese, e di raggiungere in modo sostenibile il nostro cantone anche da sud. Da ultimo ha insistito sul coordinamento in ambito di stazioni sciistiche, non solo durante la pandemia per avere comprensori sciistici aperti e piani di protezione comuni anche in zone transfrontaliere, ma anche per sviluppare strategie per incentivare gli sport invernali.  

Durante la conferenza è stato inoltre sottolineato, in particolare dal Consigliere di Stato del Canton Grigioni Christian Rathgeb, l’importanza degli scambi transfrontalieri. La pandemia ha infatti mostrato l’importanza dei buoni uffici e della collaborazione fra le regioni di frontiera, in particolare per quanto riguardava, durante le fasi pandemiche acute, la salvaguardia del traffico di frontalieri impiegati in attività essenziali nei cantoni svizzeri di frontiera con le regioni Arge Alp.  

La conferenza ha anche segnato il passaggio di testimone della presidenza, che sarà assunta dal Tirolo proprio nell’anno del giubileo del 50° dalla fondazione di Arge Alp. Per celebrare questo anniversario il Governatore Günther Platter ha presentato il programma della nuova presidenza, che si concentrerà sulla “Protezione del clima nella regione alpina”, sottolineando il contributo di Arge Alp alla riduzione dell’impronta di CO2. Il programma comprende una serie di iniziative concrete a beneficio della popolazione della regione alpina, come azioni a sostegno dei giovani e del turismo, della mobilità sostenibile, dell’agricoltura montana e della protezione del suolo, della produzione regionale, della gestione dei grandi carnivori e della risposta alla pandemia di COVID-19.