Bodycam in Ticino, sperimentazione in corso

Bodycam in Ticino, sperimentazione in corso

Un progetto pilota congiunto permetterà di determinare se questo strumento potrà essere adottato da tutti gli agenti di polizia

“È necessario avere degli elementi concreti per valutare attentamente se è il caso di utilizzare le bodycam o meno in polizia in Ticino”. Lo afferma Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale, riferendosi al progetto pilota iniziato ad agosto che permetterà di determinare se queste micro-camere potranno essere adottate da tutti gli agenti.

Per il momento otto telecamere sono state date in dotazione alla polizia cantonale e altre otto alla comunale di Lugano e la sperimentazione proseguirà ancora per alcuni mesi. “Vengono acquisiti tutta una serie di dati sull’esperienza che si fa nel servizio e questi vengono valutati secondo criteri di logistica, di operatività e sotto gli aspetti giuridici”, continua Pizolli.

Eventuali criticità, come lo stoccaggio dei dati o aspetti legati alla privacy, saranno riviste sulla base dell’esperienza per fissare correttivi o limiti. Il primo rapporto sulla sperimentazione potrebbe già giungere nei primi mesi del prossimo anno.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Bodycam-in-Ticino-sperimentazione-in-corso-14789010.html

Da www.rsi.ch/news

Ricordo di Alex Pedrazzini

Ricordo di Alex Pedrazzini

Ci eravamo visti non molto tempo fa, qui in Piazza Governo, durante una pausa per il caffè. E con lui abbiamo parlato ancora di alcuni avvenimenti politici, passando da un tema all’altro, perché per lui la politica, ma quella con la P maiuscola, era una passione, era vita. Non per nulla è stato il “padre” della nuova Costituzione cantonale, votata nel 1997. Siamo stati colleghi in Gran Consiglio per due legislature. Non sempre allineati sulle stesse posizioni, ma sempre nel solco del rispetto personale e del dialogo. Dirigendo poi quello che era stato anche il “suo” Dipartimento, ho visto durante il mio lavoro anche i segni che aveva lasciato, in particolare continuando il cantiere delle aggregazioni.
Una persona arguta, ironica, anche autoironica, in una parola: intelligente. Negli anni aveva poi messo molte energie nel sostegno dei più indifesi, in particolare dei bambini. Lo vedevo dietro le sue bancarelle per raccogliere fondi o firme a sostegno di Marche blanche per esempio. E negli ultimi due anni, dopo la sua uscita dal Parlamento, lo incrociavo per le vie del centro di Bellinzona, spesso con la mascherina e lo zaino in spalla.
È stato un Consigliere di Stato brillante, il primo a utilizzare un tipo di comunicazione più moderno, con meno “politichese” e più messaggi e slogan incisivi. Un antesignano del linguaggio degli attuali social… Il “monello” della politica ticinese ci mancherà.
«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

Il consigliere di Stato Norman Gobbi dice la sua sulla possibile uscita dalla pandemia.
«Ci sono state diverse partite negli stadi, con tante persone al chiuso, e non abbiamo visto crearsi focolai», sottolinea.
Sono numeri sempre più incoraggianti, quelli che riassumono l’andamento della situazione epidemiologica nel nostro Paese. Sia a livello nazionale, che cantonale. E in molti si chiedono quanto dovremo ancora aspettare perché le attuali restrizioni vengano abbandonate definitivamente. Il consigliere di Stato Norman Gobbi, ai microfoni di Radio Ticino, si dice favorevole a un imminente cambio di rotta rispetto alle attuali misure.
Traguardi da premiare – «Secondo me la luce in fondo al tunnel c’è», esordisce Gobbi, «proprio perché, l’abbiamo visto, c’è stato un aumento della protezione della popolazione». Per il consigliere di Stato «sarebbe stupido continuare a essere molto fermi sulle misure, perché ora due terzi dei ticinesi hanno già ricevuto almeno una prima dose». Questo significa, spiega, che tra un mese le persone completamente vaccinate saranno ancora più numerose. Vanno poi aggiunti i guariti, «e con loro potremmo arrivare a un 80% circa di popolazione protetta dal virus». Questo risultato dovrebbe essere premiato, sottolinea Gobbi: «Credo che sarebbe un segnale negativo chiedere degli sforzi alla popolazione e poi non riconcedere le libertà che abbiamo perso durante la pandemia».
Risultati promettenti – Unici punti interrogativi, le ferie autunnali degli svizzeri tedeschi, che li porteranno nuovamente in Ticino, e l’intensificarsi del freddo che ci costringerà sempre più all’interno. Ma Gobbi si dice ottimista: «Ci sono state diverse partite negli stadi al chiuso, alla Corner come alla Gottardo Arena, con un alto numero di persone presenti, e non abbiamo visto crearsi focolai».

Da www.tio.ch

Protezione della popolazione – Formazione “SMEPI 21”

Protezione della popolazione – Formazione “SMEPI 21”

Comunicato stampa

Il Mendrisiotto ha ospitato, nel corso del corrente anno, quattro edizioni del corso per gli Stati maggiori degli enti di primo intervento «SMEPI». Si è trattato di una formazione pratica destinata ai responsabili delle operazioni nelle organizzazioni ticinesi di primo intervento: polizia, pompieri e servizi d’autoambulanza. Le attività si sono svolte nel Comune di Mendrisio.

La Commissione tecnica per la formazione nella protezione della popolazione (CT istr PP) propone, ormai da anni, moduli formativi per esercitare le capacità di gestione, coordinamento e risoluzione di situazioni che necessitano l’attivazione di uno Stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI).
L’edizione 2021 ha visto impegnati circa sessanta operatori degli enti di primo intervento (EPI) su quattro giornate di esercitazioni, durante le quali i professionisti del primo intervento hanno avuto la possibilità di consolidare le loro conoscenze grazie ad una serie di applicazioni pratiche, coadiuvate da un team d’istruttori esperti.
Gli scenari proposti hanno simulato: un incidente presso l’Ospedale Beata Vergine, un incidente in autostrada, una situazione di maltempo che ha toccato le Ove di Capolago e una problematica sulla ferrovia del Monte Generoso.
I partecipanti hanno così avuto la possibilità di esercitare in modo pratico la propria funzione: chi a capo dello SMEPI, chi di responsabile del proprio servizio chiamato ad intervenire. Durante le simulazioni hanno dovuto allenare l’attivazione e il coordinamento di un dispositivo d’urgenza e l’applicazione dei vari protocolli di condotta.
Gli aspetti logistici sono stati gestiti dal Centro soccorso cantonale pompieri del Mendrisiotto, con la supervisione della CT istr PP. Nelle singole piazze di lavoro ci si è pure avvalsi delle competenze dei partner specializzati per le singole simulazioni (proprietari e gestori delle infrastrutture e il Centro meteorologico Regione Sud di Meteo Svizzera).     

Patriziati: ‘Le sentinelle del nostro territorio’

Patriziati: ‘Le sentinelle del nostro territorio’

Dopo tutta una serie di rinvii dovuti alla pandemia, l’Alleanza patriziale ticinese (Alpa) ha potuto proporre l’annuale adunata sabato scorso nella regione di Pesciüm. Qui il Patriziato di Airolo presieduto dal super appassionato Ezio Pedrini ha accolto con immensa amicizia 220 persone, di cui 171 delegati in rappresentanza di 101 enti patriziali. Fra gli ospiti presenti all’assemblea ordinaria pure il consigliere di Stato Norman Gobbi e il presidente dei Patriziati svizzeri dottor Georg Schmid. Il presidente dell’Alpa – Tiziano Zanetti – esordendo nella precisa sua relazione ha insistito sul fatto che oggi i Patriziati sono le vere sentinelle del nostro territorio ed ha aggiunto: “Oggi il Dipartimento istituzioni è stato in grado di presentare l’aggiornamento dello studio strategico sugli enti patriziali con le future linee guida per tutte le Amministrazioni fino al 2030. In questo senso si vuole creare una visione in cui i Patriziati siano protagonisti sul piano economico, ambientale e culturale e per raggiungere gli obiettivi occorrerà lavorare assieme con le dovute energie positive, facendo sempre più conoscere le realtà patriziali, che già oggi – ha concluso il presidente – sono presenti ogni giorno nella manutenzione dei sentieri escursionistici, nella cura e conservazione di rustici montani, nel risanamento di alpeggi e caseifici e ancora una volta nella massima attenzione per il territorio boschivo e per il suo legname che costituisce la vera ricchezza cantonale”. Per quanto attiene al fondo di aiuto per la gestione del territorio, ha riferito Patrizia Gobbi Coradazzi, che ha aggiunto: “Nel 2020 il fondo aiuto patriziale ha trattato 74 pratiche e 39 di queste sono state evase positivamente. Sono stati concessi agli enti richiedenti sussidi di 1,4 milioni di franchi che hanno generato investimenti lordi di quasi 11 milioni di franchi”. L’assemblea è proseguita con l’approvazione della situazione finanziaria con i complimenti al cassiere Gianfranco Poli, con la nomina della Commissione di revisione composta dai delegati di Piandera, Riva San Vitale e Gerra Verzasca e con la comunicazione che la prossima sessione dell’Alpa si svolgerà a Lugano con la regia delle 15 Amministrazioni patriziali presenti in città.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 ottobre 2021 de La Regione

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Nella riunione di venerdì 8 ottobre 2021, diretta dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, hanno partecipato il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e i capi dicastero dei Comuni polo. Tra i temi trattati il progetto di “Polizia Ticinese”, il test operativo congiunto con le bodycam e i nuovi programmi di gestione per l’attività di polizia.

L’incontro – il ventunesimo di questa Conferenza – ha permesso di aggiornare diversi dossier in alcuni campi specifici.
Sul progetto “Polizia Ticinese”, ovvero la realizzazione di una visione comune che possa agevolare il lavoro delle varie forze di Polizia presenti sul territorio, il Gruppo di lavoro ha proceduto – in particolare – ad allineare i differenti compiti di polizia, tenendo in considerazione soprattutto le specificità legate all’attività di prossimità.
È poi stata l’occasione per informare sul progetto pilota sull’utilizzo delle bodycam che vede coinvolte la Polizia cantonale e la Polizia comunale della Città di Lugano. Questa fase di test, svolta durante l’operatività quotidiana, consentirà di valutare i benefici di un simile impiego e di affinare  le procedure operative nonché la eventuale necessità di adeguamento delle relative basi legali, che ad oggi ne consentono l’utilizzo solo ed esclusivamente alla Polizia cantonale.
L’informatica rivestirà un ruolo sempre più importante nel supporto delle attività gestionali e operative dei corpi di polizia. Al momento, l’aggiornamento di alcuni sistemi informatici è in atto in seno alla Polizia cantonale, ma è previsto nel breve-medio periodo anche per le polizie comunali.
Dopo la gestione comune e centralizzata delle urgenze svolta dalla Centrale comune di allarme CECAL, una base informatica condivisa permetterà di migliorare ulteriormente la collaborazione e di gestire in modo ottimale le risorse nell’interesse della sicurezza della popolazione.
Infine, all’incontro hanno presenziato per la prima volta i tre nuovi capi dicastero in rappresentanza delle Città di Bellinzona, Locarno e Lugano: si tratta, nell’ordine, di Mauro Minotti, Pierluigi Zanchi e Karin Valenzano Rossi, che si aggiungono a Sonia Regazzoni Colombo (Chiasso), Samuel Maffi (Mendrisio), Tiziano Broggini (Ascona) e Norma Ferrari Conconi (Biasca).
La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi giovedì 24 marzo 2022.   

Un ritorno alla normalità? “C’è voglia di incontrarsi”

Un ritorno alla normalità? “C’è voglia di incontrarsi”

Gobbi: dopo il no alla Fiera di San Martino ben venga la Rassegna gastronomica del Mendrisiotto

Voglia di ritrovata normalità. Sembra un po’ questo lo spirito che aleggia tra la gente in queste giornate. È dello stesso parere il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Usciamo da un’estate altalenante, sia meteorologicamente sia socialmente parlando. Il tempo in luglio è stato quel che è stato, ma nello stesso tempo anche le discussioni attorno alla vaccinazione non sono sempre state…serene. In queste settimane però, tenuto conto che la situazione epidemiologica per fortuna si è assestata – quando in molti non tanto tempo fa ipotizzavano ancora una quarta o quinta ondata di contagi… – stiamo ritrovando una certa voglia di incontri, di partecipare a manifestazioni”. Però anche quest’anno non ci sarà la Fiera di San Martino a Mendrisio, prevista come sempre nella seconda settimana di novembre. “È stata una decisione presa dal Municipio di Mendrisio, che ha fatto una valutazione attenta e poi ha deciso di non organizzare la Fiera. Una scelta legittima – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Anche se personalmente San Martino mi mancherà e avrei preferito finalmente ritornare a incontrarmi con tanti amici e molte persone che a Mendrisio si danno appuntamento. Un momento di aggregazione genuino, sempre spontaneo e all’insegna della cordialità e della convivialità. Peccato”

Però questa voglia di normalità non si ferma davanti all’annullamento della sagra mendrisiense- “Sì, per fortuna. La “vendemmia” a Lugano si è svolta, pur con il rammarico del brutto tempo di domenica. E proprio il prossimo fine settimana a Bellinzona si svolge la rassegna dedicata ai nostri formaggi. Un bel momento, in cui uno tra i prodotti d’eccellenza del nostro territorio viene messo in mostra per essere apprezzato e degustato dai cittadini. Anche i turisti potranno approfittare di questa rassegna sempre più apprezzata al Nord delle Alpi. Ma ci sono anche altri segnali di una ritrovata normalità. Per esempio ritengo degna di nota la Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio. È giunta addirittura alla 58esima edizione, segno di lungimiranza tra i promotori. Sono 39 i ristoranti che vi partecipano. Una rassegna che contraddistinguerà tutto il mese di ottobre, come sempre, e che è partita proprio all’indomani dell’introduzione dell’obbligo del Certificato COVID per chi si accomoda all’interno dei ristornanti. È la prova provata che anche davanti a mutate condizioni imposte da questo virus, la voglia di fare e l’intraprendenza possono vincere. Il ritrovarsi attorno a un tavolo per una buona cena o un buon pranzo sono manifestazioni dell’attività umana molto importanti. Anche un bicchiere vino (attenzione: con moderazione e con tutte le precauzioni in caso di guida!) può essere utile per ritornare a una routine positiva. E poi quest’anno il vino della Rassegna è il Merlot dell’azienda cantonale di Mezzana…”, conclude sorridendo il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Immagine: www.rassegna.ch)

Stefano Devrel nominato capo dell’Ufficio della migrazione

Stefano Devrel nominato capo dell’Ufficio della migrazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nella sua seduta odierna ha nominato il lic. iur. Stefano Devrel capo ufficio dell’Ufficio della migrazione della Sezione della popolazione. Il signor Devrel sostituisce Morena Antonini, che ha raggiunto il beneficio della pensione dopo 8 anni alla guida dell’Ufficio della migrazione e 40 anni di servizio presso l’Amministrazione cantonale.

Stefano Devrel, 39 anni, domiciliato a Giubiasco, attualmente giurista sostituto capo ufficio, ha studiato a Basilea ottenendo nel 2008 la laurea in giurisprudenza. In seguito, nel 2012 è entrato nell’Amministrazione cantonale quale giurista presso l’Ufficio della migrazione.
Al lic. iur. Stefano Devrel il Consiglio di Stato formula i migliori auguri per la sua nuova attività e rivolge i ringraziamenti a Morena Antonini per la sua dedicazione nello svolgimento di un compito delicato e che impegna l’Ufficio con circa 150’000 pratiche ogni anno.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato il Prefetto di Como Andrea Polichetti al CCPD di Chiasso

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato il Prefetto di Como Andrea Polichetti al CCPD di Chiasso

Comunicato stampa

 Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato questa mattina a Chiasso il Prefetto di Como dott. Andrea Polichetti nell’ambito della mattinata di visita che quest’ultimo ha dedicato al Centro di cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso (CCPD). Presenti anche il coordinatore per la parte svizzera del centro, capitano Christophe Cerinotti e il suo omologo per la parte italiana colonnello Sergio De Francesco

Presso il CCPD di Chiasso operano per la parte svizzera la Polizia cantonale, l’Amministrazione Federale delle Dogane, l’Ufficio federale di polizia, la segreteria di Stato della migrazione. Per la parte italiana operano la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si tratta di un importante centro di collaborazione italo-svizzero per tutte le questioni che toccano i rapporti transnazionali nell’ambito della criminalità, dei reati contro la vita, il patrimonio, il traffico di stupefacenti, la tratta delle persone e il traffico di migranti, ma pure i reati economici e finanziari.

La visita del Prefetto Polichetti ha permesso così al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi di affrontare congiuntamente alcuni temi, anche a seguito di due recenti incontri informali. Oltre a toccare le questioni che contraddistinguono il lavoro quotidiano (il contrasto alla criminalità transfrontaliera) si è parlato per esempio di una possibile crisi migratoria, sulla base soprattutto dell’efficace collaborazione avuta nell’ambito della crisi del 2016. Da segnalare inoltre il tema della coordinazione transfrontaliera in ambito di eventi catastrofici a cavallo del confine. “Si è trattato – ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi al termine della visita al CCPD – di un incontro molto proficuo, che ha consolidato l’ottimo rapporto con il Prefetto di Como. Un rapporto indispensabile, se si pensa alla sicurezza in due regioni così vicine e così permeabili tra loro. In questo senso abbiamo concordato di fissare un incontro ogni tre mesi sempre al Centro di cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso”.