Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

L’impegno del Dipartimento delle istituzioni per aumentare il numero di soldatesse

Per il terzo anno consecutivo il numero di donne che iniziano la scuola reclute in Svizzera è in crescita. “È un dato incoraggiante. Il fatto che l’aumento del numero di ragazze si confermi su tre anni è positivo. Significa che l’interesse rimane costante” afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “L’Esercito vuole dare sempre più la possibilità alle donne di seguire una formazione in ambito militare. Oggi la componente femminile è ancora largamente minoritaria. In luglio a livello nazionale, per la scuola reclute estiva sono entrate in servizio 243 donne su un totale di 11.500 giovani che hanno iniziato la scuola. Le ragazze svolgono la scuola reclute su base volontaria. In questo senso si può dare ancora più valore al loro impegno. Stiamo lavorando affinché il numero di soldatesse possa progredire anche in futuro”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Che cosa state facendo per aumentare questo numero? “La sensibilizzazione è il fattore determinante, tenuto conto che per le ragazze non vige l’obbligo del servizio militare. Per questo vengono organizzate giornate informative e ogni giovane di 18 anni riceve a casa una lettera d’invito. In Ticino l’attività è coordinata dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione con buoni risultati. E mi piace sottolineare che a livello svizzero il nostro Cantone è al terzo posto sulla percentuale di ragazze che partecipano a queste giornate informative. Davanti a noi solo il Canton Neuchâtel e il Canton Glarona, che proprio nel 2020 ha realizzato una ottima performance. L’obiettivo posto a livello svizzero è quello di raggiungere il 20% delle potenziali 18enni. Tutti i Cantoni sono molto al di sotto di questo obiettivo. In Ticino ci stiamo avvicinando al 10% e come detto siamo i terzi migliori in Svizzera. Ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti affinché si riesca a centrare l’obiettivo. Personalmente però sono ottimista”, precisa Norman Gobbi.

Quali sono i motivi di questo ottimismo? “In primo luogo ogni anno miglioriamo la nostra percentuale. Stiamo facendo un lavoro continuo e in profondità, per cui prevedo un coinvolgimento sempre maggiore di giovani ragazze. Inoltre abbiamo visto, con la crisi pandemica, che le opportunità di intervento per le donne non mancano e questo soprattutto nell’ambito della Protezione civile. La disponibilità di molte ragazze verso un servizio volontario a favore di tutta la popolazione è stato buono. Il loro intervento è stato apprezzato dalla gente. C’è un altro fattore che vorrei sottolineare: sempre di più attraverso il servizio militare si riceve una formazione utile anche nella vita professionale e si sta migliorando la collaborazione tra l’esercito e l’ambito accademico”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Immagine: https://www.mediathek.admin.ch/)

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Comunicato stampa

Il Gruppo Grandi Eventi, istituito dal Consiglio di Stato nel 2020 per accompagnare l’organizzazione di eventi a cui partecipa un alto numero di persone, ha incontrato i dirigenti dell’HC Ambrì Piotta, dell’HC Lugano e del FC Lugano, nonché dell’HCB Ticino Rockets in vista della ripresa dei rispettivi campionati, previsti per fine luglio (calcio) e inizio settembre (hockey). La riunione è servita per fare il punto della situazione e per definire le linee direttive sulla presenza del pubblico durante gli incontri sportivi, così come voluto dal Consiglio federale dopo le sue decisioni del 23 giugno scorso.

Durante l’incontro, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, il coordinatore del Gruppo Grandi Eventi Luca Filippini ha avuto modo di presentare ai club professionistici cantonali le disposizioni previste per la ripresa dei relativi campionati. Il Consiglio federale ha deciso che per le partite di calcio e di hockey non vi saranno limitazioni sul numero di spettatori, ma che gli stessi per accedere agli stadi dovranno essere in possesso del Certificato COVID valido (disposizione in vigore per le persone con 16 anni o più). Si ricorda che il Certificato COVID viene rilasciato alle persone vaccinate completamente, guarite dalla malattia oppure dopo aver conseguito un risultato negativo a un test. Inoltre, sempre per poter rispettare quanto stabilito dalle autorità, le squadre professionistiche ticinesi dovranno presentare un piano di protezione da sottoporre per approvazione alle autorità cantonali, sulla scorta di quanto già fatto nel recente passato.

Al termine della proficua riunione di lavoro le parti, allineandosi con quanto espresso dal Consiglio federale, hanno condiviso l’importanza per il pubblico di sottoporsi alla vaccinazione, che rappresenta lo strumento migliore per poter godere degli spettacoli sportivi e al contempo il mezzo più adeguato per una protezione generalizzata contro il COVID-19 anche nei prossimi mesi.   

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato la signora Mascia Gregori Al-Barafi quale Ufficiale cantonale presso l’Ufficio di esecuzione. A partire dal 1. agosto 2021 entrerà quindi in funzione la nuova organizzazione del settore esecutivo e fallimentare della Divisione della giustizia, in un’ottica di efficacia ed efficienza.

Il settore esecutivo e fallimentare ha conosciuto in questi ultimi anni un’importante riforma organizzativa, approvata dal Parlamento nel 2019. A partire da agosto diverrà quindi operativa anche la nuova Sezione di esecuzione e fallimento della Divisione della giustizia che si occuperà, per il tramite del capo sezione, avv. Fernando Piccirilli, di coordinare, in una visione strategica e di maggiorata efficienza, i due settori esecutivo e fallimentare. Con la nomina della lic. iur. Mascia Gregori-Al Barafi ad Ufficiale dell’Ufficio di esecuzione cantonale e la prevista designazione dell’attuale Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri e coordinatore cantonale del settore fallimentare lic. iur. Silvio Bottegal ad Ufficiale cantonale dei fallimenti, la riorganizzazione formale giunge quindi a termine.

Mascia Gregori Al-Barafi, dopo aver ottenuto la licenza in diritto all’Università di Berna, ha acquisito una pluriennale esperienza in posizioni di rilievo presso l’Amministrazione federale e cantonale (presso il Tribunale penale federale di Bellinzona, la Divisione principale dell’imposta sul valore aggiunto e il Ministero pubblico del Canton Ticino), maturando rilevanti competenze che verranno ora messe a servizio della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato si congratula con la signora Mascia Gregori Al-Barafi e le formula i migliori auguri per questa nuova sfida professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Occhio alla truffa del falso incidente

Occhio alla truffa del falso incidente

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che in questi giorni sono giunte più segnalazioni che indicano una recrudescenza di contatti telefonici truffaldini. Gli ultimi tentativi riguardano persone anziane residenti in particolare nel Sottoceneri. Al fine di sensibilizzare sui pericoli di questo genere di raggiri ci rivolgiamo dunque nuovamente alla popolazione.

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato: nel compimento della truffa la vittima viene contattata telefonicamente da una persona che carpisce abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata arrivando infine a domandare ingenti somme. Negli ultimi casi segnalati, gli autori del raggiro (spacciandosi per un nipote o un congiunto stretto rimasto vittima di un incidente all’estero), chiedono insistentemente del denaro a copertura delle spese per la cauzione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore) per evitare la carcerazione, spronano inoltre la vittima a immediatamente effettuare il prelevamento (diverse decine di migliaia di franchi che una terza persona passerà poi a ritirare).

Per evitare sgradite sorprese, la Polizia cantonale invita la popolazione a prestare attenzione e a diffidare da questo tipo di telefonate. Non farsi mettere fretta nel prendere decisioni e valutare attentamente la situazione. Non bisogna poi farsi scrupoli a palesare dubbi sulla situazione con l’interlocutore e non si deve accettare che siano terze persone a ritirare il denaro. È importante infine avvisare tempestivamente la Polizia cantonale al 117.

Ribadiamo i consigli per non incappare in questo genere di truffe:

  • Siate sempre diffidenti quando ricevete chiamate con richieste di denaro.
  • Non citate mai il nome dei vostri parenti al telefono. Specificate che in casi d’emergenza dovete dapprima consultarvi con qualcun altro e interrompete subito la conversazione telefonica.
    Poi contattate un parente che conoscete bene e di cui vi fidate e con lui/lei verificate le informazioni.
  • Non consegnate mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti.
  • Non date a nessuno informazioni sui vostri averi, né su quelli che tenete in casa né su quelli che avete in banca.
  • Se una chiamata vi sembra sospetta, informate subito la polizia, telefonando al 117 (numero d’emergenza).
  • Informate i vostri parenti e conoscenti dell’esistenza di questo tipo di truffa.
“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

“La macchina è in parziale stand by, pronta a ripartire”

Norman Gobbi: “La campagna di vaccinazione ha raggiunto ottimi livelli”

La campagna di vaccinazione in Ticino è proseguita su ottimi livelli nelle ultime settimane. È soddisfatto il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Sentiamolo: “Le ticinesi e i ticinesi hanno risposto molto bene all’invito di vaccinarsi. Soprattutto le categorie considerate a rischio hanno accettato volentieri di sottoporsi al vaccino e i risultati si sono subito visti. Il numero di ammalati ricoverati negli ospedali è sceso in modo progressivo e proprio per alcuni giorni di questa ultima settimana non figurava più alcun degente causa COVID-19. L’organizzazione allestita in Ticino ha contribuito a motivare le persone, anche per i riscontri molto positivi riferiti da tutti coloro che hanno frequentato i nostri centri di vaccinazione. Gli allentamenti decisi il 23 giugno dal Consiglio federale ed entrati in vigore sabato 26 giugno ci prospettano un’estate nel segno di una ritrovata normalità.
Ma occorre mantenere una certa prudenza, con quei comportamenti adeguati spesso ricordati dalle autorità sanitarie”.

Negli scorsi giorni avete annunciato la chiusura dei centri di Mendrisio e di Biasca, dopo quelli di Locarno e di Tesserete. Come mai? “Abbiamo messo, per così dire, parzialmente in stand by la macchina, pronta però a ripartire nei prossimi mesi – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – quando il certificato Covid avrà una valenza rilevante per esempio per poter assistere a una partita di hockey o a un match di calcio. In questo momento il flusso di persone che intendono ancora farsi vaccinare è in diminuzione e riusciamo a gestirlo con i centri di Lugano e di Giubiasco. Abbiamo dimostrato come l’organizzazione abbia un ottimo livello di flessibilità: una macchina che può funzionare a pieno regime e garantire anche più di 25mila vaccinazioni a settimana e in grado di adattarsi nelle differenti regioni del Cantone. Fedeli al principio dell’efficacia e dell’efficienza, oggi diminuiamo… la potenza di fuoco, pronti però, come detto, a riprendere se necessario un ritmo più sostenuto.
Vorrei concludere ringraziando ancora una volta tutte le persone e gli enti coinvolti in questa storica campagna di vaccinazione: dai miei collaboratori della Sezione del militare e della protezione della popolazione, che coordinano l’organizzazione, ai militi di Protezione civile, ai medici, agli infermieri e collaboratori della Federazione ticinese delle ambulanze, per giungere alle aiuto-medico e a quelle persone in disoccupazione che, grazie a questo programma, hanno trovato un lavoro e un’occasione per  rimettersi – magari anche solo parzialmente – nel mondo del lavoro”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Sviluppo sostenibile, si sonda

Sviluppo sostenibile, si sonda

Responsabilità sociale imprese, i dipartimenti Finanze e Istituzioni interpellano i Comuni

Un sondaggio indirizzato ai Comuni per stabilirne la sensibilità in merito allo sviluppo sostenibile e alla responsabilità sociale delle imprese. È lo strumento, ideato in collaborazione con la Supsi, presentato ieri a Mendrisio – nell’ambito del progetto ‘Comune socialmente responsabile’ – dal direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta, dal capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e da Marzio Della Santa, responsabile della Sel, la Sezione cantonale degli enti locali. Obiettivo del progetto? Incentivare i Comuni ad adottare dei comportamenti esemplari e a diventare parte attiva nella promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese situate sul loro territorio. In tal senso, l’utilità del formulario consiste nel mettere a disposizione delle aziende locali, ma anche dei Comuni stessi, degli indicatori univoci e significativi volti a misurare il posizionamento di questi ultimi rispetto ad altre realtà.
Per quanto concerne il ruolo delle aziende, Vitta spiega che «lo sviluppo sostenibile e la promozione della responsabilità sociale delle imprese erano già stati inseriti integralmente dal governo nel Programma di legislatura 2019-2021, ma la pandemia ha offerto un’occasione di rafforzare alcune dinamiche già in atto». In effetti, nel comunicato rilasciato da due Dipartimenti, viene spiegato che “recentemente, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450mila franchi per adottare ulteriori misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese”. A questo proposito, l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile, esperto in questo campo, e l’organizzazione di attività ed eventi, grazie ai quali sarà possibile favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese, sono alcuni degli incoraggiamenti che questi incentivi vogliono introdurre.

‘Ente pubblico di prossimità’
Quale il ruolo dei Comuni dunque? «È auspicabile che anch’essi facciano la propria parte – prosegue Vitta –, occorre però che abbiano a disposizione degli indicatori che ne posizionino il loro assetto rispetto alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, da qui l’utilità del suddetto formulario, che può permetter loro di migliorare le proprie competenze in questo ambito». Quindi, ciò che emerge è il fatto che questo progetto punta a rendere i Comuni ticinesi più informati e sensibili su questo tema, ma anche a creare importanti sinergie tra enti pubblici e imprese. Un tema, la cui importanza è stata messa in luce dalla pandemia, in linea con la consapevolezza sempre maggiore della responsabilità sociale dei Comuni nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese, ben esposto da Della Santa. «Nel nostro sistema – dice – il Comune è l’ente pubblico di prossimità, per il cittadino e per le aziende, il cui punto di forza si situa nella sussidiarietà orizzontale, ovvero la complementarità tra pubblico e privato». Della Santa aggiunge inoltre che «la missione del Comune si è modificata nel corso del tempo: nel 2020 il Comune diventa in effetti residenziale e le sue prerogative si rifanno essenzialmente alla qualità di vita delle persone fisiche e giuridiche che vi domiciliano».
Va peraltro ricordato che la Svizzera, in qualità di membro delle Nazioni Unite, ha aderito agli obiettivi dell’Agenda 2030. In questo senso la Confederazione chiama Cantoni e Comuni a contribuire alla realizzazione del concetto di sostenibilità. Della Santa sottolinea l’importanza che «anche i Comuni si adoperino in tale direzione, assicurando responsabilmente la qualità di vita residenziale attraverso delle politiche sostenibili sul fronte sociale, economico e ambientale», e conclude menzionando il fatto che per un Comune socialmente responsabile, come per un’azienda, i vantaggi – in termini di reputazione, comunità più unita, economia più competitiva o ambiente – sono numerosi.

‘Un piano d’azione comune’
Riprendendo questi elementi, Gobbi si occupa in seguito di rispondere alla domanda del perché un Comune dovrebbe voler affrontare questa sfida. «Ci sono sicuramente dei benefici – spiega –, ma bisogna capire come arrivarci. L’obiettivo è quello di coinvolgere quanti più Comuni possibili partendo dalle esperienze dirette di chi ha già affrontato in parte questo percorso». Tant’è che alla conferenza stampa hanno partecipato anche i sindaci di Mendrisio e di Stabio, Samuele Cavadini e Simone Castelletti, che hanno fornito degli elementi in materia a quanto fatto in passato dai rispettivi Comuni, ma anche portato alcune prospettive in relazione ai progetti e agli orientamenti futuri. Ciononostante, precisa Gobbi, «è anche chiaramente necessario pensare a un piano d’azione in collaborazione con i Comuni». A tal fine, il direttore del Dipartimento istituzioni ribadisce l’essenzialità del questionario di autovalutazione che sarà inviato nelle prossime settimane ai singoli Comuni, definendo poi le prossime tappe del progetto. «A settembre – prosegue – prenderà avvio la raccolta di alcuni indicatori inerenti al cosiddetto ‘ruolo residenziale del comune del XXI secolo’ che permetteranno a ogni realtà di posizionarsi rispetto alla media cantonale. In parallelo, verrà istituito un gruppo di lavoro misto Cantone-Comune, che entro la fine dell’autunno dovrà precisare gli strumenti di analisi. Infine, il tutto verrà presentato e dibattuto nel mese di febbraio 2022».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 2 luglio 2021 de La Regione

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La responsabilità sociale passa anche dai Comuni

Il Governo vuole sostenere gli Enti locali nel migliorare le loro competenze in questo ambito.
Pronto un sondaggio per stabilire il livello di sensibilità in Ticino – Christian Vitta: «Un progetto unico nel suo genere»

Sviluppo sostenibile e responsabilità sociale delle imprese. Due concetti che nell’immaginario collettivo sono solitamente associati all’economia privata, ma che possono e devono essere declinati anche nel settore pubblico. A livello nazionale, il Consiglio federale ha adottato uno specifico piano d’azione mentre a livello cantonale i concetti di sviluppo sostenibile e responsabilità sociale delle imprese sono stati inseriti nel Programma di legislatura 2010-2023. Manca dunque un ultimo tassello, non meno importante dei primi due: i Comuni. E proprio per sostenere gli Enti locali ticinesi nel migliorare ulteriormente le loro competenze in questo ambito, il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e il Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno elaborato un apposito sondaggio mediante il quale stabilire il livello di sensibilità dei Comuni attorno al tema, preparando il terreno per intraprendere questa via.

La missione è cambiata
Ma facciamo prima un doveroso passo indietro. La necessità di declinare questi due concetti in realtà più «piccole» è dettata anche dal cambiamento, negli scorsi 200 anni, della missione dei Comuni. Come sottolineato in conferenza stampa il capo della Sezione Enti locali Marzio Della Santa, si è passati dal Comune di sussistenza nel 1800 a quello dei servizi nel 1960 e, infine, a quello residenziale degli anni Duemila. E proprio la pandemia ha evidenziato l’importanza assunta dagli enti locali nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese che vi hanno domicilio. Ciò avviene in modo particolare sviluppando politiche proprie in ambiti quali l’impegno civico, la qualità dell’ambiente, l’infrastruttura e i servizi, la cultura e il tempo libero e la situazione abitativa. Gli ambiti d’azione sono tre: il benessere economico, sociale e ambientale dell’intera collettività. Il «successo» delle politiche dei vari Comuni verrà misurato da appositi indicatori i quali permetteranno di confrontare le situazioni dei vari Comuni. Con l’obiettivo di arrivare a un rendiconto integrato che evidenzierà quanto è stato speso per attuare delle politiche a favore del cittadino. Sostenibili, appunto. Come spiegato dal sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini, gli indicatori permettono di analizzare le politiche promosse da un Comune e intervenire laddove è necessario essere più efficaci. Un altro Comune «virtuoso» oltre a Mendrisio è Stabio, che negli scorsi anni ha elargito diversi cediti. «Grazie agli indicatori abbiamo monitorato la dimensione sociale, economica e ambientale per capire se ci sono stati risultati efficaci ed efficienti», ha osservato il sindaco Simone Cappelletti.

La strada da percorrere
Tornando al ruolo dei Comuni, il direttore del DI Norman Gobbi ha ribadito che un Comune ha tutto l’interesse a essere responsabilmente sostenibile per diventare più attrattivo. Affinché gli Enti locali siano incentivati ad assumere comportamenti esemplari e diventino parte attiva sul tema, il suo dipartimento, insieme al DFE e alla SUPSI, ha avviato il progetto «Comune socialmente responsabile». Oltre al sondaggio e agli indicatori precedentemente citati, verranno introdotti anche una guida per i Comuni e momenti formativi o di dibattito. Una politica sostenibile, è stato ribadito,porta a un ritorno sugli investimenti ma occorre prima di tutto capire come arrivarci. Quello presentato ieri a Mendrisio – ha osservato il direttore del DFE Christian Vitta – è un progetto «unico nel suo genere, che creerà importanti sinergie tra enti pubblici e imprese e una cultura comune sul tema della sostenibilità e della responsabilità sociale delle imprese». Due temi, ha ribadito, rafforzati sì a causa della pandemia ma in ogni caso già da tempo nell’agenda politica del Cantone.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 2 luglio 2021 del Corriere del Ticino

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“Per la qualità di vita”
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14198385 

Certificato Covid: “Nessun problema per i viaggi”

Certificato Covid: “Nessun problema per i viaggi”

Nonostante manchi ancora il riconoscimento ufficiale, Norman Gobbi si dice fiducioso che le autorità europee stiano già accettando nei fatti il certificato elvetico: “Nessuna segnalazione di difficoltà di spostamento”
Oggi è entrato in vigore il Green Pass dell’Unione Europea, disponibile per tutti i cittadini dell’Unione, che attesta un’avvenuta vaccinazione, un tampone negativo o una guarigione dal virus. Sono già più di 200 milioni, ha comunicato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i certificati rilasciati, ma per noi svizzeri resta il dubbio se le autorità continentali accetteranno finalmente la compatibilità con il nostro certificato Covid, nonostante queste si siano dette possibiliste in più occasioni. Si può quindi andare in vacanza in sicurezza, muniti del tagliando digitale?

“Non si segnalano difficoltà di spostamento”
Radio3i ha interpellato in merito Norman Gobbi per un breve commento e il consigliere di Stato si è dimostrato ottimista che il certificato elvetico venga accettato “de facto” dalle autorità di oltrefrontiera: “In questi ultimi giorni non abbiamo avuto segnalazioni di difficoltà di spostamento della Svizzera a destinazioni turistiche come l’Italia, la Spagna e la Francia”, ha dichiarato Gobbi, “il certificato Covid svizzero in pratica viene accettato, anche se manca in questo momento ancora il riconoscimento ufficiale da parte dell’Autorità europea, e di riflesso anche di quella elvetica”. A livello tecnico però “tutto è pronto” e questo riconoscimento ufficiale potrebbe arrivare anche “nelle prossime ore”.

La Spagna toglie la Svizzera dai paesi a rischio
Nel frattempo comunque sembra che i dubbi sulla Spagna si siano semplificati da soli: oggi le autorità iberiche hanno infatti deciso di togliere il nostro paese dalla lista delle località a rischio, per il momento almeno fino alla mezzanotte del 4 luglio. Per questo motivo non sarà più necessario presentare alcun certificato, né di negatività al tampone, né di avvenuta guarigione e nemmeno di doppia vaccinazione. Resta però in vigore l’obbligo di compilare e stampare un modulo che andrà presentato in entrata, disponibile a questo indirizzo.
 
Da www.ticinonews.ch

 

Incontro del tavolo enti locali della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Incontro del tavolo enti locali della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa (Comunità di Lavoro Regio Insubrica)

Si è tenuto oggi a Mezzana (Cantone Ticino), presso la sede della Comunità di lavoro, l’incontro del tavolo Enti locali. Alla presenza dell’Assessore della Regione Piemonte e Presidente della Regio Insubrica, Matteo Marnati, e del Consigliere di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi, hanno partecipato i rappresentanti della Provincia di Como e della Città di Lugano, membri del Comitato Direttivo della Regio, e i Sindaci dei Comuni delle Province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola, membri della Comunità di lavoro.
In un clima collaborativo si è discusso dell’attuale situazione sanitaria relativa all’emergenza Covid-19 e delle previsioni sull’andamento delle varianti attualmente predominanti, nonché della prospettata introduzione dei certificati vaccinali a livello europeo che includano la Svizzera.
È stata proposta una sintesi dell’attività svolta dalla Regio nell’ultimo anno, con un aggiornamento sullo stato dei lavori e futura programmazione dei tavoli permanenti e dei gruppi costituiti all’interno degli stessi su temi specifici, in particolare l’economia, con riferimento alla recente pubblicazione di un Vademecum elaborato dagli Ordini degli architetti e ingegneri della regione insubrica, le Giornate Insubriche del Verde Pulito, progetto che da oltre 10 anni coinvolge le scuole elementari della regione, la qualità delle acque, il trasporto di materiali inerti, la mobilità, la protezione civile, il turismo, la cultura e l’ambiente.
Sono stati presentati in particolare l’iniziativa della “Giornata dei laghi insubrici”, organizzata in collaborazione con le Società di navigazione italiana e svizzera e gli enti locali del territorio, per la promozione dei laghi insubrici, in calendario per ottobre 2021,e il progetto degli “Stati Generali del turismo e della cultura dell’Insubria”, di rilevanza strategica per il territorio transfrontaliero e soprattutto per la regione dei laghi, che punta a sviluppare un modello di governance turistico-culturale e fornire degli spunti progettuali con importanti ricadute sul territorio, nell’ottica della prossima programmazione Interreg Svizzera-Italia 2021-2027.
Sono state raccolte le segnalazioni dei Comuni in merito a temi di interesse generale, quali ad esempio la necessità di meglio collegare lo sviluppo turistico con il tema della mobilità, anche per il tramite della navigazione; la cooperazione sul tema dell’attività turistica delle spiagge dei laghi Maggiore e Ceresio, mediante una comunicazione cartellonistica condivisa che ne diffonda i valori e i parametri; il coordinamento nel trasporto di merci potenzialmente pericolose.

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver recentemente adottato nuove e importanti misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese per il periodo 2021-2023, il Governo intende sostenere anche i Comuni nel migliorare ulteriormente le loro competenze in questo ambito. A questo proposito il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e il Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno elaborato un apposito sondaggio attraverso il quale stabilire il livello di sensibilità dei Comuni attorno al tema.

La pandemia ha offerto l’occasione di rafforzare alcune dinamiche in atto, tra cui quella dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese, che il Consiglio di Stato aveva inserito nel Programma di legislatura 2019-2023. Questi stessi temi sono inoltre parte integrante dell’attuale strategia di sviluppo economico del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) che, nella scorsa legislatura, ha promosso diverse misure per incentivare la responsabilità sociale delle imprese, anche in collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e le associazioni economiche quali la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (CC-TI), l’Associazione industrie ticinesi (AITI) e l’Associazione Bancaria Ticinese (ABT).

A ciò si aggiunge ora il fatto che, recentemente, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450’000 franchi per adottare ulteriori misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese. In particolare sono previste l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile CSR, l’organizzazione di attività ed eventi volti a favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese, la promozione della formazione in merito al criterio di aggiudicazione CSR nell’ambito delle procedure di commesse pubbliche e la continuazione della collaborazione con il Centro di competenze management e imprenditorialità, settore CSR e rendicontazione sostenibile della SUPSI. SUPSI che contribuisce a svolgere degli studi di approfondimento sul tema e a misurare i progressi, mappare le buone pratiche e fornire un supporto per le attività di formazione e sensibilizzazione.

Su questa linea, i Comuni sono a loro volta chiamati ad attivarsi, in maniera coordinata con Cantone e Confederazione, facendosi promotori di comportamenti socialmente responsabili. Ciò significa in primo luogo riconoscere il proprio ruolo e la propria missione all’interno del nostro sistema istituzionale, differenziandolo da quello degli altri due livelli di governo. Il periodo di pandemia ha evidenziato l’importanza assunta dagli enti locali nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese che vi hanno domicilio. Ciò avviene in modo particolare sviluppando politiche proprie in ambiti quali l’impegno civico, la qualità dell’ambiente, l’infrastruttura e i servizi, la cultura e il tempo libero e la situazione abitativa (in riferimento alle dimensioni della qualità di vita definite dall’OCSE). Essere un Comune socialmente responsabile significa promuovere politiche locali sostenibili, ossia attente al benessere economico, sociale e ambientale dell’intera collettività. Alle dimensioni più squisitamente istituzionali si aggiungono quelle operative, che vedono il Comune confrontarsi con le imprese in quanto esso stesso erogatore di beni e servizi.

Affinché i Comuni siano incentivati ad assumere comportamenti esemplari e diventino parte attiva sul tema, occorre però che, come per le imprese, abbiano a disposizione degli indicatori comuni e significativi, che permettano ai Comuni stessi di misurare il loro posizionamento rispetto ad altre realtà.

In quest’ottica, il DFE e la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno avviato il progetto “Comune socialmente responsabile”. In collaborazione con la SUPSI, è stato in particolare elaborato un sondaggio che nelle prossime settimane verrà indirizzato ai Comuni. Grazie a quest’ultimo e al successivo rilevamento di una serie di indicatori, nel corso dell’autunno sarà possibile stabilire il livello di sensibilità dei Comuni sul tema, il loro posizionamento rispetto ad alcuni indicatori trasversali, così come lo stato di avanzamento delle buone pratiche. Durante il progetto verrà inoltre avviato un gruppo di lavoro che avrà il compito di precisare strumenti e procedure necessarie a un cambiamento di impostazione politico-amministrativa, la cui dimensione culturale è rilevante, ragion per cui sono previsti momenti di formazione e di dibattito sugli aspetti più significativi.

Alla conferenza stampa odierna hanno partecipato anche i Sindaci di Mendrisio e di Stabio, Samuele Cavadini e Simone Castelletti, che hanno portato l’esperienza in materia dei rispettivi comuni, sia in relazione a quanto fatto in passato, sia in relazione ai progetti e orientamenti futuri.

Aggregazione Bodio, Giornico, Personico e Pollegio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Aggregazione Bodio, Giornico, Personico e Pollegio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato lo studio allestito dalla Commissione incaricata di formulare una proposta di aggregazione tra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio in un nuovo Comune. La votazione consultiva sul progetto aggregativo si terrà domenica 13 febbraio 2022.

Dopo un lungo iter, la Commissione di studio per l’aggregazione dei quattro comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio istituita nel giugno 2013 a seguito di una petizione, ha consegnato al Governo lo scorso 6 aprile 2021 il proprio rapporto finale. In precedenza, nel mese di febbraio 2021, quest’ultimo è stato sottoposto ai rispettivi consigli comunali che si sono espressi in due casi a favore (Bodio e Giornico) e in due casi (Personico e Pollegio) con preavviso contrario. In seguito i municipi di Bodio, Giornico e Personico, così come il rappresentante dei promotori della petizione hanno formulato preavviso favorevole, mentre l’esecutivo di Pollegio ha dato indicazione contraria all’aggregazione.

Il Governo ha approvato la proposta di nuovo Comune, confermando nel contempo gli aiuti cantonali per l’aggregazione dei quattro comuni che ammontano complessivamente a 5,4 milioni e sono così composti: 2 mio per il consolidamento del capitale proprio iniziale, 0,4 mio per la riorganizzazione amministrativa, 2 mio per investimenti di sviluppo e 1 mio quale aiuto agli investimenti prevalentemente obbligatori / infrastrutturali ai sensi della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale.

Lo studio illustra il progetto di nuovo Comune, che si propone di denominare “Sassi Grossi”, con riferimento all’omonima battaglia svoltasi in quei territori nel 1478. Il comprensorio riunisce circa 3’000 abitanti e verrebbe amministrato da un municipio di 7 membri e da un consiglio comunale di 25 membri, con possibilità di istituire quattro circondari elettorali. Il moltiplicatore politico ipotizzato si situa inizialmente al 95%. La visione strategica proposta è centrata sulla sostenibilità e un nuovo orientamento ambientale e sociale ed è volta a costruire un Comune attrattivo per residenza e attività economiche.

Il progetto si inserisce con coerenza nella politica cantonale delle aggregazioni in quanto i comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio costituiscono l’integralità dello scenario aggregativo “Bassa Leventina” proposto dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA).

Dando seguito alle indicazioni della Commissione, del promotore della petizione e dei municipi, il Consiglio di Stato ha fissato la votazione consultiva per domenica 13 febbraio 2022.

(Immagine: www.pollegio.ch)