Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Abbiamo pregato per te. Per te tutti abbiamo sperato. Ieri pomeriggio, questa notte e al risveglio mi sono passate nella mente centinaia di situazioni in cui abbiamo condiviso gioie, preoccupazioni, rare litigate e tante soddisfazioni. Momenti di vita vissuti intensamente. Come tu hai vissuto intensamente ogni singola ora della tua vita. Il Nano, con cui ora ti ritrovi, ti ha scelto giovanissimo, scommettendo su di te. E questa scommessa l’hai sempre vinta tu. Grazie alla tua intelligenza e a quella sensibilità che ti faceva entrare in sintonia con la nostra gente. Ogni ticinese oggi ha un ricordo personale di te, tanto eri popolare. Ed è un ricordo sicuramente bello. Questi ricordi e il tuo esempio li porto e li portiamo per sempre nei nostri cuori. Grazie Marco, ci mancherai tanto!

Sconvolti ed increduli

Sconvolti ed increduli

Scritto a seguito del grave lutto che ha colpito tutta la famiglia della Lega dei Ticinesi.

La Lega dei Ticinesi è sconvolta dalla notizia dell’improvvisa dipartita del sindaco di Lugano, Marco Borradori.
Non ci sono parole per esprimere lo sgomento in simili circostanze. Né ci sembra possibile parlare di Marco come di una persona che non c’è più. È molto difficile ed incredibilmente doloroso accettare che un cammino comune di oltre tre decenni sia stato interrotto così bruscamente ed in modo definitivo.
Marco Borradori è stato grande protagonista della politica ticinese degli ultimi 30 anni. Eletto nel 1991, poco più che trentenne, in Consiglio nazionale assieme al compianto Flavio Maspoli, entrò in Municipio di Lugano l’anno successivo. Vi rimase fino al 1995, quando venne brillantemente eletto – primo esponente della Lega dei Ticinesi – in Consiglio di Stato, per poi tornare sulle rive del Ceresio nel 2013, ottenendo la carica di sindaco.
Apprezzato al di là degli steccati partitici, Borradori, nella sua lunga e proficua attività politica, ha sempre ottenuto risultati elettorali strabilianti: una dimostrazione della qualità del suo operato al fronte, ma anche della sua capacità di dialogare con la gente e della sua signorilità universalmente riconosciuta.
Come sindaco di Lugano, compito che lo assorbiva totalmente, Marco ha promosso una profonda riforma dell’amministrazione cittadina, seguendo con entusiasmo, impegno ed ottimismo sia l’attività quotidiana che i grandi progetti per il futuro della città, in cui fermamente credeva.
Oggi è una giornata di lutto non solo per la Lega dei Ticinesi, non solo per la città di Lugano, ma per tutto il Ticino, che perde un politico di razza ed un signore.
La Lega dei Ticinesi si unisce incredula al dolore dei familiari, ai quali porge le più sentite condoglianze.

 

Scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori

Scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto con sgomento della prematura scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori, già Consigliere di Stato e Consigliere nazionale.

Il Consiglio di Stato, interpretando il sentimento della comunità ticinese, esprime incredulità e sgomento davanti alla notizia della scomparsa del sindaco di Lugano Marco Borradori. In queste ultime ore il Governo ha seguito gli sviluppi della situazione, sperando sino all’ultimo in un esito positivo. Purtroppo oggi è giunta la notizia della morte al Cardiocentro di Lugano di Marco Borradori.
Dopo una Legislatura in Consiglio nazionale, fra il 1991 e il 1995, Marco Borradori era stato eletto in Consiglio di Stato il 2 aprile 1995, sulla lista della Lega dei ticinesi: aveva diretto il Dipartimento del territorio fino al 2013, anno nel quale era stato eletto sindaco di Lugano.
Durante la sua lunga esperienza nel Governo cantonale, Marco Borradori ha promosso e accompagnato innumerevoli progetti di capitale importanza per lo sviluppo del Canton Ticino: dalle gallerie di base AlpTransit del San Gottardo e del Monte Ceneri alla galleria Vedeggio-Cassarate, dalla complessa vicenda dei rifiuti che si è conclusa con la realizzazione del termovalorizzatore alla creazione dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana, dalla creazione del Parco del Piano di Magadino al successo della prima campagna di incentivi per impianti di riscaldamento a legna e fotovoltaici, lanciata nel 2002.
Al momento di lasciare la carica, ha riassunto con queste parole i 18 anni trascorsi in Consiglio di Stato:

«Questo lungo viaggio mi ha riservato molte sorprese e mi ha aiutato a comporre un ritratto del Ticino nel quale i pregi – la capacità di avere idee innovative, il coraggio di desiderarle, la forza di realizzarle – superano certamente i difetti».

Il Consiglio di Stato rivolge ai congiunti di Marco Borradori un deferente pensiero di affetto e di cordoglio, facendosi interprete dei sentimenti di tutta la comunità ticinese.

Secondo tubo San Gottardo: inaugurati gli Infocentri

Secondo tubo San Gottardo: inaugurati gli Infocentri

 
Situati ad Airolo e Göschenen, hanno l’obiettivo di informare in modo completo ed esaustivo la popolazione sui lavori previsti
 
Sono stati inaugurati ufficialmente oggi ad Airolo e Göschenen i due Infocentri del progetto “Secondo tubo San Gottardo”, situati presso le rispettive stazioni FFS. All’apertura ufficiale hanno preso parte, oltre ai responsabili dell’USTRA, le autorità cantonali e comunali. «Gli Infocentri hanno l’obiettivo di informare in modo continuo, completo e il più esaustivo possibile la popolazione sui lavori previsti per la realizzazione del secondo tubo della galleria», si legge in un comunicato.

Parola chiave “multimedialità”
I due Infocentri non sono dei musei fini a sé stessi. L’obiettivo è piuttosto quello di «invogliare la popolazione a toccare con mano quello che è esposto». La parola chiave è “multimedialità”: in effetti le postazioni sono interattive, ciò significa che si possono trovare parecchie informazioni in formato elettronico, visionare immagini e video, e anche partecipare a dei quiz.Oltre alle postazioni multimediali, al centro dell’esposizione si potranno osservare le diverse attività della fresa meccanica che dal 2024 scaverà la galleria, mentre su altri pannelli sono illustrate le informazioni principali del progetto.

Un contributo turistico ed economico della regione del San Gottardo
Gli Infocentri e le altre nuove strutture che verranno create a Göschenen e ad Airolo potenzieranno l’offerta turistica della regione alpina e hanno l’ambizione di contribuire all’indotto economico locale. A partire da oggi offriranno infatti un’ulteriore opportunità di intrattenimento e di cultura per gli ospiti della regione che sostano nei ristoranti o pernottano in valle, negli alberghi e nelle case di vacanza. Inoltre, «verranno creati alcuni posti di lavoro che sicuramente contribuiranno allo slancio della regione».
Negli ultimi anni è stata spesso sottolineata dalle organizzazioni di categoria la carenza di ingegneri in Svizzera. I due Infocentri vorrebbero anche fungere da incentivo, per i giovani ticinesi e del Canton Uri, ad avvicinarsi a questa professione impegnativa, ma allo stesso tempo affascinante.

Posizione e orari di apertura
I due Infocentri verranno gestiti per i prossimi 10 anni da personale locale. L’Infocentro di Göschenen si trova direttamente presso la stazione ferroviaria, nei locali dell’ex buffet delle FFS. Quello di Airolo è situato nell’edificio adiacente alla stazione ferroviaria. L’esposizione è al primo piano.
Ambedue gli Infocentri avranno i seguenti orari di apertura: in estate (da aprile a ottobre) il venerdì dalle 13.00 alle 17.00, e il sabato dalle 9.00 alle 17.00. In inverno, invece, saranno aperti unicamente il sabato dalle 13 alle 17. Le iscrizioni per visite di gruppo dovranno essere effettuate direttamente sul sito internet www.galleriasangottardo.ch.

Da www.ticinonews.ch
 
****

Una finestra sul secondo tunnel del San Gottardo
Apre i battenti lo spazio museale dedicato alla costruzione del secondo tunnel del San Gottardo

Inaugurato l’infocentro presso la stazione Ffs. Parola d’ordine multimedialità, con residenti e turisti che potranno scoprire i dettagli del progetto per la realizzazione del secondo tubo.
Informare in modo continuo, completo e il più esaustivo possibile sugli importanti lavori in programma. Con questo obiettivo è stato inaugurato ieri, alla stazione Ffs di Airolo, l’infocentro del progetto per la realizzazione della seconda galleria autostradale del San Gottardo, opera da circa 2 miliardi di franchi che secondo la tabella di marcia si concluderà nel 2029, per poi lasciare spazio al risanamento dell’attuale tunnel. I lavori preliminari sono iniziati lo scorso maggio. Nel febbraio del 2016, ricordiamo, il 57% del popolo svizzero si era espresso a favore del progetto.

Parola chiave ‘multimedialità’ Finanziato dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) all’interno di uno stabile dismesso messo a disposizione dalle Ffs, si tratta di uno spazio museale con l’obiettivo di invogliare la popolazione a interagire e toccare con mano quello che è esposto. «Non sarà un museo fine a se stesso», ha sottolineato durante il suo intervento Marco Fioroni, capo della filiale Ustra di Bellinzona. La parola chiave, ha spiegato Fioroni, è ‘multimedialità’: le postazioni sono infatti interattive, ciò significa che si possono trovare parecchie informazioni in formato elettronico, visionare immagini e video e persino partecipare a dei quiz. Oltre alle postazioni multimediali, si potranno osservare le diverse attività della fresa meccanica che dal 2024 inizierà a scavare la seconda galleria, mentre su altri pannelli sono illustrate le informazioni principali del progetto. «Il Primo agosto si festeggia la coesione del Paese. E abbiamo voluto inaugurare oggi l’infocentro perché il suo obiettivo sarà proprio quello di coinvolgere la popolazione e renderla partecipe di quello che stiamo costruendo», ha aggiunto Fioroni.

Valore economico e turistico
Il punto informativo di Airolo, che sarà gestito dal Comune, sarà anche luogo di partenza per le visite guidate sul cantiere. «Arricchirà la zona anche a livello turistico, ponendosi come ulteriore opportunità di intrattenimento e cultura per gli ospiti della regione, che sostano nei ristoranti o pernottano in valle, negli alberghi e nelle case di vacanza», ha aggiunto il capo della filiale Ustra di Bellinzona, esprimendo l’auspicio che questa moderna esposizione possa incentivare i giovani ticinesi ad avvicinarsi all’ingegneria. «Negli ultimi anni è stata spesso sottolineata dalle organizzazioni di categoria la carenza di ingegneri in Svizzera. L’infocentro vorrebbe anche fungere da incentivo per i giovani ad avvicinarsi a questa professione impegnativa, ma allo stesso tempo affascinante».
Oltre ad Airolo, anche il Comune di Göschenen ha inaugurato ieri il suo infocentro. In totale l’investimento complessivo sostenuto dall’Ustra per i due centri ammonta a circa 1,5 milioni di franchi. ‘Ci aspettiamo fino a 10mila
visitatori all’anno’
«Un lavoro eccellente», ha affermato il sindaco di Airolo Oscar Wolfisberg, ringraziando l’Ustra per avere elaborato l’idea. «Uno stabile dismesso che ora rivivrà anche come importante attrazione turistica», ha rimarcato il sindaco, ponendosi l’obiettivo come Comune di effettuare, grazie a intraprendenza e qualità, una promozione attiva per attrarre varie tipologie di visitatori (scuole, gruppi, associazioni). «Non sarà come l’infocentro di Pollegio per il cantiere AlpTransit, ma ci aspettiamo comunque fino a 10mila visitatori all’anno», ha dichiarato Wolfisberg, evidenziando quindi l’indotto economico che il centro potrebbe generare per la regione.

Clima di festa
Insieme ai discorsi delle autorità (presente anche il consigliere di Stato Norman Gobbi in rappresentanza del governo cantonale), sul piazzale della stazione Ffs hanno echeggiato le note della Filarmonica alta Leventina. Il Salmo svizzero, la benedizione del parroco Don Elizalde Demdam, il taglio del nastro e poi spazio alla prima visita dell’infocentro da parte dei numerosi presenti.

Si punta a un’apertura per 4-5 giorni a settimana
Sarà possibile visitare i due infocentri nei seguenti orari di apertura: fino a ottobre il venerdì dalle 13 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 17. In inverno invece saranno aperti unicamente il sabato dalle 13 alle 17. A lungo andare, ha informato il sindaco Wolfisberg parlando della struttura di Airolo, l’obiettivo è quello di aprire 4-5 giorni a settimana. Le iscrizioni per visite di gruppo dovranno essere effettuate direttamente sul sito www.galleriasangottardo.ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 agosto 2021 de La Regione
 
****
 

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 1 agosto 2021 de Il Quotidiano
 
(Immagine: www.galleriasangottardo.ch)
La pandemia non ha rallentato il cantiere del Centro per i TIR

La pandemia non ha rallentato il cantiere del Centro per i TIR

Rispettati i tempi di realizzazione dell’opera da 250 milioni di franchi: sarà pronta a fine 2022 Il focus è ora sulla costruzione dei tre edifici per le attività – Intanto ecco il bando per gli interventi conclusivi

Non c’è pandemia che tenga, per fortuna, per il cantiere del Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) sul sedime dell’ex Monteforno a Giornico. Dopo la simbolica posa della prima pietra dello scorso 2 ottobre, i lavori proseguono spediti nel rispetto della tempistica. Ciò significa che la struttura, di cui si parla da oltre quindici anni, verrà inaugurata a fine 2022 dopo quattro anni di cantiere (le opere preliminari erano iniziate nel 2018) ed un investimento di 250 milioni di franchi. Prima della messa in esercizio vera e propria vi sarà una fase di test com’è prassi quando si ha a che fare con realizzazioni di una simile portata che comprendono pure un’importante parte tecnologica.

Una cinquantina di agenti
Dopo gli interventi fuori carreggiata degli scorsi mesi, come vengono definitiin gergo, che hanno riguardato le bretelle e i sottopassi nonché altre misure come il recupero dei materiali di scavo ed il risanamento dei terreni, adesso il focus è sulla costruzione dei tre edifici (per il triage e le pratiche amministrative, per il controllo approfondito e per il deposito/sequestro) dell’area di dosaggioe stoccaggio, una delle 13 che la Confederazione sta edificando. Il CCVP, ricordiamo, darà lavoro ad una cinquantina fra agenti della Polizia cantonale (che si occuperà della gestione del centro) ed assistenti e garantirà maggiore sicurezza per gli automobilisti in transito sull’A2. L’Area TIR sarà connessa direttamente all’autostrada grazie ad uno svincolo. Le autorità comunali nutrono la grande speranza di poter rilanciare l’intero comparto e favorire l’insediamento di nuove aziende più che mai indispensabili per lo sviluppo socioeconomico della bassa Leventina. Interessata, non va scordato, dal progetto di aggregazione fra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio; la votazione consultiva è in agenda il 13 febbraio 2022.

Smantellamenti e sistemazioni
L’attenzione, tuttavia, è già rivolta a quando la struttura sarà realtà (o quasi). È infatti appena stato pubblicato il bando di concorso, da parte dell’Ufficio federale delle strade, per i cosiddetti smantellamenti e sistemazioni finali. Di cosa si tratta? Per farla breve sono gli interventi che verranno eseguiti parallelamente alla messa in esercizio del CCVP (o poco prima) e negli anni seguenti. La durata del contratto d’appalto va dal febbraio 2022 a fine 2026. Il mansionario comprende, ad esempio, la gestione delle superfici verdi e la lotta alle neofite invasive (circa 100.000 metri quadrati); i movimenti di terra e le sistemazioni morfologiche; la fornitura di terre e la ricostruzione di fondi agricoli; la piantagione di alberi e arbusti per complessivi 15.000 esemplari.
Le offerte vanno presentate entro il 21 settembre prossimo. È ammesso il consorzio, così come il ricorso a subappaltatori però al massimo per il 50% delle prestazioni.

 

Prospettive

Un ampio comparto che cerca il rilancio
Polo di sviluppo economico
Il comparto che prende il nome dell’ex Monteforno (la storica acciaieria chiusa nel 1994) si sta delineando. L’area è un Polo di sviluppo economico del Piano direttore cantonale. Come riferivamo lo scorso 15 giugno, il rilancio procede su due binari paralleli. Il primo è quello gestionale-economico; l’altro è quello legato agli aspetti pianificatori. Si sognano nuovi insediamenti, ma prima occorre stabilire la governance.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 30 luglio 2021 del Corriere del Ticino

 

“Sono contrario al certificato generalizzato”

“Sono contrario al certificato generalizzato”

Francia e Italia hanno scelto il Green Pass come strumento anche per bar, ristoranti e altre attività. Gobbi: “Il Governo ne discuterà quando sarà necessario”

“L’estensione del Green Pass in Ticino non è al momento un tema all’ordine del giorno del Consiglio di Stato”. È quanto ha riferito Norman Gobbi ai microfoni di Radio3i, all’indomani delle dichiarazioni del presidente dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger, che dalle colonne del SontagsBlick ha ipotizzato un più ampio utilizzo del certificato Covid anche in Svizzera.

“Contrario a un uso generalizzato del Green Pass”
“Tutte le misure devono essere proporzionate e condivisibili dalla maggior parte della popolazione. Vediamo come in paesi come la Francia, ma anche l’Italia, non c’è una grande esultanza per una misura generalizzata del Green Pass per accedere a tutti i luoghi pubblici”, spiega Gobbi. Il punto di vista interno è stato riportato dai direttori della sanità pubblica, in particolar modo dal suo presidente Engelberger. “In questo caso devono essere consolidate le posizioni all’interno dei governi cantonali proprio perché ci sono più punti di vista e sensibilità. Come sottolineato da alcuni, gli esercenti non sono dei poliziotti. Personalmente, sono contrario a una generalizzazione del Green Pass”, aggiunge.

Il tema non è in agenda
Il tema del Certificato Covid generalizzato non è attualmente nell’agenda del Consiglio di Stato. “Il Governo ne discuterà quando sarà necessario prendere posizione su eventuali proposte. Quello che sarà in consultazione è la quarta fase di allentamento, pianificata dal Consiglio federale”, ha sottolineato Gobbi.

L’invito di Merlani a farsi vaccinare
Il Medico cantonale in una lettera datata 23 luglio è tornato a sollecitare gli operatori nelle strutture sanitarie a farsi vaccinare. Ma in generale, anche la campagna di vaccinazione in Ticino è rallentata. Secondo Gobbi – però – “non è possibile che passi un obbligo generalizzato al vaccino”. La popolazione, dunque, “deve essere convinta a farsi vaccinare”. “È vero che ci sono settori maggiormente esposti, come quello sanitario ma anche in questi casi gli inviti a farsi vaccinare, come con l’influenza stagionale, non sempre raggiungono i gradi di copertura che ci si potrebbe immaginare”, conclude.

Da www.ticinonews.ch

In acqua e in montagna, sempre vigili!

In acqua e in montagna, sempre vigili!

Norman Gobbi: “i recenti fatti di cronaca devono farci riflettere”

A poco più di un mese dalla conferenza stampa di lancio delle campagne di prevenzione “Acque sicure” e “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni, abbiamo voluto sentire il parere del Consigliere di Stato Norman Gobbi per un primo parziale bilancio. “La stagione estiva è iniziata, ma non come avremmo sperato: sono già stati constatati degli annegamenti e un infortunio mortale in montagna. Soprattutto mi preme sottolineare come i decessi in acqua siano avvenuti in contesti differenti che vanno dal lago al fiume, fino alla piscina. Circostanze diverse, che devono indurre tutti i bagnanti che frequentano i nostri magnifici spazi a non sottovalutare le insidie quando decidono di trascorrere momenti di relax o praticare attività sportive a contatto con l’acqua. In caso contrario, lo svago potrebbe trasformarsi velocemente in dramma”.

Le campagne di prevenzione aiutano a sensibilizzare la popolazione residente e pure il numero crescente di turisti confederati e provenienti dall’estero che scelgono di trascorrere le vacanze in Ticino. Come si spiegano allora gli incidenti? “Tutti devono mantenere alta l’attenzione perché il rischio è sempre in agguato. Proprio per questo, negli ultimi anni è stato deciso di svolgere una maggiore attività sul terreno e di segnalare con cartelli le zone più pericolose. Quest’estate, nell’ambito ad esempio dell’attività di prevenzione in montagna, in numerose capanne, nelle immediate vicinanze dei principali impianti di risalita e durante eventi di forte richiamo quali “trail” e “vertical” (corse su sentieri e corse in salita sempre in montagna), le persone sono invitate a partecipare a un sondaggio che consentirà di valutare le loro conoscenze legate alla montagna: i dati raccolti serviranno per individuare le principali lacune e predisporre le misure più urgenti”. Un altro elemento aggiuntivo per essere certi di raggiungere il maggior numero di destinatari possibili è quello ad esempio di promuovere la campagna di sensibilizzazione “Acque sicure” nelle varie lingue nazionali e in inglese e di diffonderla anche lungo le vie di accesso o sui canali informativi d’oltre Gottardo.

Un impegno non indifferente quello sul territorio cantonale e che, ci pare di capire, presuppone delle collaborazioni: “i partner dei due progetti, rappresentati nelle Commissioni consultive del Consiglio di Stato (unitamente ai servizi della Lacuale e del Gruppo ricerche e costatazioni della Polizia cantonale che hanno un ruolo essenzialmente operativo in questo ambito), con il loro impegno e le loro competenze settoriali agevolano – spesso su base volontaria – l’attività di sensibilizzazione. È però chiaro che al primo posto c’è sempre il comportamento e il senso di responsabilità delle singole persone che non devono sopravvalutare le proprie capacità e sottostimare i possibili rischi. Già questo approccio, se ampiamente condiviso, permetterà un deciso passo avanti nel contenere e, si spera, nel ridurre il numero di infortuni e di incidenti mortali. Tutti assieme possiamo quindi contribuire a salvare delle vite con la giusta dose di buon senso: un cambiamento senza dubbio auspicato e apprezzato da un Dipartimento che deve garantire la sicurezza dei propri cittadini”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Custodia di polizia, indagini preventive: ok del Tf alla legge ticinese

Custodia di polizia, indagini preventive: ok del Tf alla legge ticinese

Mon Repos respinge il ricorso contro la revisione voluta dal Consiglio di Stato e approvata dal parlamento nel 2018: le nuove disposizioni non ledono la Costituzione

La nuova Legge cantonale sulla polizia supera lo scoglio del Tribunale federale. I giudici di Mon Repos hanno respinto il ricorso contro la revisione della normativa che permette la cosiddetta custodia di polizia (durata massima 24 ore), che disciplina trattenimento e consegna di minorenni e che regolamenta le indagini, anche ‘mascherate’, preventive, per impedire la commissione di reati. Revisione alla quale Losanna ha dato dunque luce verde con sentenza, una quarantina di pagine, datata 6 luglio e intimata ieri alle parti.Il ricorso era stato inoltrato nel marzo 2019 dai giuristi Martino Colombo e Filippo Contarini: chiedevano l’annullamento di quasi tutte le disposizioni proposte dal Consiglio di Stato e approvate nella seduta del 10 dicembre 2018 dalla maggioranza del parlamento (quarantotto i deputati favorevoli, dodici quelli contrari e quattro astensioni) dopo qualche ritocco al progetto governativo.
I due giuristi lamentavano la violazione di diritti fondamentali. Spiegava Colombo alla ‘Regione’ pochi giorni dopo l’invio delle contestazioni al Tf: “Il nostro ricorso non è contro la polizia, ma contro una legge che riteniamo conferisca un eccessivo e ingiustificato margine di manovra alle forze dell’ordine. E gli abusi, derivanti da norme generiche e non chiare come in questo caso, sono dietro l’angolo. Il ricorso è quindi a tutela dei diritti fondamentali del cittadino”. Il Tribunale federale non ha però accolto le tesi dei ricorrenti, mentre ha sottoscritto quelle formulate dal Consiglio di Stato nelle osservazioni al ricorso.

L’articolo 7c ‘non lede il diritto federale e la Costituzione’
Buona parte delle contestazioni di Contarini e Colombo aveva per oggetto l’articolo 7c, la norma più delicata e controversa della rivista legge, secondo cui la Polizia cantonale può porre “provvisoriamente sotto custodia”, ma al massimo per 24 ore, “persone che mettono in pericolo se stesse o che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza di terzi; persone che, per il loro comportamento, perturbano la sicurezza e l’ordine pubblico in modo grave ed imminente; persone al fine di garantire l’esecuzione di una decisione di consegna, di traduzione forzata, di allontanamento, di respingimento o di espulsione, ordinata dall’autorità competente”. Contro la misura della custodia di polizia “è dato ricorso (non ha effetto sospensivo, ndr.) al giudice dei provvedimenti coercitivi entro trenta giorni dalla messa in custodia”. Come si ricorda nella sentenza, i ricorrenti consideravano, fra l’altro, troppo vago il concetto di perturbamento della sicurezza e dell’ordine pubblico, con conseguente possibile applicazione della norma in più situazioni: feste rumorose, schiamazzi dopo una bevuta fra amici… Ribattono i giudici federali: “Adducendo, manifestamente a torto, che ‘qualsiasi’ imminente perturbamento della sicurezza e dell’ordine pubblico potrebbe condurre a una custodia di polizia, i ricorrenti misconoscono che esso dev’essere anche ‘grave’, ciò che non si verifica per gli esempi da loro indicati”. Rigettando questa e altre censure sollevate dai ricorrenti, il Tf giunge alla conclusione che l’articolo 7c “non lede il diritto federale e la Costituzione”, come neppure la Cedu, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E in uno degli ultimi punti della sentenza Losanna ribadisce che nell’applicazione della custodia di polizia, le forze dell’ordine dovranno “attenersi alle spiegazioni fornite dal Consiglio di Stato, nel senso che anche per questa fattispecie il pericolo dev’essere grave e imminente”.

‘Se del caso prima della scadenza delle 24 ore’
Nel mirino del ricorso era anche la disposizione e su ‘Trattenuta e consegna di minorenni”. Si tratta dell’articolo 7d, in base al quale “la Polizia cantonale, se disposto dall’ufficiale, può trattenere minorenni per procedere al più presto, di regola entro 24 ore, alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’autorità di protezione dei minori competente”. Scopo della norma, annota Non Repos, “è, implicitamente, la tutela e la protezione del minorenne”. Nel rapporto parlamentare di maggioranza “si precisa infatti, rettamente, che i minorenni dovrebbero presentare uno stato psicofisico tale, a causa per esempio di un eccesso di consumo di alcol o di droghe, da non essere più in grado di badare a se stessi. Tenuto conto dei loro notori e particolari bisogni di protezione, scopo di un’eventuale trattenuta è in sostanza la tutela della loro incolumità e del loro sviluppo. Ora, questi intenti sono esplicitati all’articolo 11 della Costituzione (federale, ndr.) e nella Convenzione sui diritti del fanciullo conclusa il 20 novembre 1989 ed entrata in vigore per la Svizzera il 26 marzo 1997”. Un intervento della polizia, prosegue il Tf, “potrebbe quindi aver luogo, considerando in particolare l’età e la maturità del minorenne, solo nel suo interesse, per preservarlo da un pericolo, che chiaramente dev’essere imminente”. Sottolinea Losanna: “È palese che, come per la custodia di polizia, la trattenuta dev’essere annullata qualora non sia più proporzionale, quindi se del caso già prima della scadenza del termine di 24 ore, in particolare quando il pericolo per il minorenne sia diminuito o scomparso”.

La soddisfazione di Gobbi: occorrono strumenti investigativi idonei
Soddisfatto ovviamente del verdetto di Losanna il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. «La sentenza del Tribunale federale – osserva il consigliere di Stato interpellato stamane dalla ‘Regione’ – conferma il buon lavoro svolto dal Dipartimento nell’elaborazione del testo di legge e la validità degli affinamenti garantisti introdotti dal Gran Consiglio. Riguardo sia alla custodia di polizia sia alle indagini preventive avevamo sempre detto che le relative norme erano ispirate dalle leggi di altri cantoni, che avevamo vagliato, ritenendole solide. La lunga e articolata sentenza del Tribunale federale è la dimostrazione che la materia è importante e complessa. Occorre comunque dotare la Polizia cantonale di strumenti investigativi idonei, volti anche a prevenire la commissione di delitti e crimini. Del resto l’attività inquirente deve confrontarsi anche con organizzazioni criminali tecnologicamente agguerrite».

Da www.laregione.ch

****

Legge di polizia, ok da Mon Repos

Respinto il ricorso di due giuristi contro la norma votata nel dicembre 2018 dal Gran Consiglio ticinese

Il Tribunale federale, con una sentenza del 6 luglio intimata giovedì alle parti, ha respinto il ricorso inoltrato nel marzo 2019 dai giuristi Martino Colombo e Filippo Contarini contro la nuova legge cantonale di polizia ticinese, approvata nel dicembre del 2018 dal Gran Consiglio. Lo anticipa laRegione. Ad essere contestato, in particolare, era l’articolo che permette alle forze dell’ordine di tenere provvisoriamente sotto custodia (al massimo per 24 ore)  persone che rappresentano un pericolo per sé stesse o per gli altri, che perturbano la sicurezza e l’ordine pubblico in modo grave ed imminente o persone per le quali bisogna eseguire una decisione di consegna, di traduzione forzata, di allontanamento, di respingimento o di espulsione.
In particolare il secondo concetto era ritenuto dai ricorrenti troppo vago e suscettibile di permettere abusi. I giudici di Mon Repos sono di avviso contrario: la norma, a loro avviso, non lede né il diritto federale né la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
L’altro aspetto criticato era quello relativo alla “trattenuta e consegna di minorenni”. La Corte di Losanna ritiene che lo scopo è implicitamente quello della protezione dei minorenni stessi e che sia palese che la custodia debba concludersi prima delle 24 ore se non più proporzionale.
La nuova legge introduce anche un nuovo strumento investigativo, la possibilità cioè di condurre inchieste anche mascherate, senza il nulla osta preventivo del Ministero pubblico.
I nuovi provvedimenti potranno essere messi in pratica da subito, ha precisato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi: la legge era già tecnicamente in vigore, ma gli articoli contestati non venivano applicati visto il ricorso pendente. È previsto di emanare direttive specifiche all’indirizzo degli agenti.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Legge-di-polizia-ok-da-Mon-Repos-14285631.html

Da www.rsi.ch/news

****

Più strumenti per la Polizia

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato da due cittadini contro la modifica della Legge cantonale sulla polizia Gli agenti ora potranno svolgere inchieste preventive senza il coinvolgimento di un magistrato – Gobbi: «La sentenza premia le istituzioni»

«La Polizia cantonale ora potrà disporre degli strumenti necessari per svolgere indagini preventive e per meglio tutelare la salute e l’integrità delle persone». C’è soddisfazione nelle parole del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi dopo la decisione del Tribunale federale (TF) di respingere il ricorso (interposto da due cittadini) contro la modifica della Legge cantonale sulla polizia, approvata dal Parlamento cantonale nel dicembre del 2018. «La sentenza del TF premia il lavoro preparatorio del Dipartimento istituzioni, così come il dibattito parlamentare che ha permesso di aggiungere qualche tutela in più laddove era necessario intervenire». Nello stesso tempo, prosegue Gobbi, «in maniera anche piuttosto diretta e secca, la sentenza ha bacchettato i ricorrenti per aver sollevato temi pretestuosi e privi di fondamento».

Un ricorso che di fatto ha bloccato per oltre due anni e mezzo l’applicazione della revisione normativa. «In questo lasso di tempo avremmo potuto attuare alcune di queste modifiche che sono state pensate per meglio tutelare la persona, penso ad esempio alle nuove norme sulla custodia di polizia». Per le norme relative alle indagini preventive, invece, continua Gobbi, «avremmo potuto allenare una pratica che oggi ci vede in ritardo. Ora si tratta di recuperare il terreno perso».

La genesi
I nuovi articoli di Legge, ricordiamo, sono stati al centro di un’ampia fase di consultazione che ha coinvolto il Ministero pubblico, il Magistrato dei minorenni, il Consiglio della magistratura, la Divisione della giustizia, l’Associazione dei giudici di pace, la Pretura penale e l’Incaricato cantonale per la protezione dei dati. Il 10 dicembre del 2018 il Parlamento approvò la modifica con 48 voti favorevoli, 12 contrari e 4 astenuti. Contro la decisione del Gran Consiglio, due cittadini presentarono ricorso al Tribunale federale chiedendo di annullare le nuove norme. «Il ricorso – si legge nella sentenza del Tribunale federale è incentrato in larga misura sulla pretesa indeterminatezza e astrattezza dei comportamenti che potrebbero rientrare nel campo di applicazione delle citate norme, le quali non rispetterebbero sufficientemente le esigenze poste dal principio di legalità».

Maggiore efficacia
Tra le norme contestate dal ricorso (respinto in data 6 luglio 2021) vanno ricordate quelle relative alle indagini preventive. Il ricorso metteva in dubbio la legittimità data all’autorità di Polizia di poter avviare – in ottica preventiva – inchieste senza il coinvolgimento di un magistrato. «Analogamente a quanto accade in altri Cantoni, con il nuovo articolo di legge anche la Polizia ticinese ora potrà disporre di strumenti d’inchiesta preventiva: osservazione, indagine in incognito, inchiesta mascherata e sorveglianza discreta». Le nuove norme, spiega ancora Gobbi, sono state elaborate nel rispetto del quadro legale attuale e secondo le indicazioni della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. «Questi articoli di legge permetteranno agli agenti di agire con maggiore efficacia prima dell’apertura di un procedimento penale. Ad esempio nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti e a reati come la pedofilia su Internet. Il TF ha confermato la legittimità della misura che sostanzialmente riprende quanto già fatto in altri cantoni tenendo conto per altro della giurisprudenza federale».

Custodia temporanea
La Polizia cantonale potrà decidere la privazione della libertà temporanea nei confronti di persone che rappresentano un grave e imminente pericolo perl’integrità fisica o psichica propria o di altre persone; ad esempio, un individuoaggressivo e in preda all’alcol o a sostanze psicoattive. «Come accade in altri Cantoni, la misura potrà avere una durata massima di 24 ore», continua il Gobbi. Le modifiche relative all’istituto della custodia di polizia, in virtù delle quali sarà permesso trattenere temporaneamente una persona, qualora le circostanze lo dovessero esigere, rispettivamente la trattenuta di minorenni per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’autorità di protezione dei minori, permetteranno alla Polizia cantonale di svolgere il compito di tutela della cittadinanza fondandosi su chiare disposizioni di legge. «Questa custodia, sottolinea Gobbi, non è una misura di carattere penale, ma è volta a prevenire atti magari anche più gravi di quanto fatto fino a quel momento». Con questo ulteriore tassello, conclude Gobbi, il DI ha creato le basi «per una migliore tutela della sicurezza del nostro Cantone».

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 24 luglio 2021del Corriere del Ticino

 

Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Vaccino a Giubiasco: ora si scelgono data e ora

Sul sito del Cantone da oggi è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione. A Lugano chiudono le iscrizioni a fine luglio

L’accesso alla vaccinazione si fa ancora più semplice: da subito, al centro cantonale di Giubiasco è possibile scegliere data e ora dell’appuntamento. Le iscrizioni per il centro cantonale di Lugano verranno invece chiuse a fine luglio: chi desidera approfittare del centro del Sottoceneri è invitato quindi ad annunciarsi sul sito www.ti.ch/vaccinazione.

Più semplice e immediata
La nuova soluzione informatica che consente di scegliere data e ora del primo appuntamento, sulla base della disponibilità di vaccini al centro cantonale di Giubiasco, permette di rendere più semplice e immediata la vaccinazione per i cittadini che ancora non si sono annunciati. La data del secondo appuntamento sarà concordata direttamente al centro di vaccinazione, durante la prima iniezione. La campagna, lo ricordiamo, è aperta a tutta la popolazione con 12 anni o più e proprio oggi è stata superata la soglia delle 200 mila persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. La scelta dell’appuntamento fra quelli disponibili nel calendario è un’opzione attivata a livello nazionale dal fornitore dello specifico programma informatico.

Si potranno segnalare effetti collaterali
Il Canton Ticino è il primo cantone a poterne approfittare e l’opzione è da subito disponibile per il centro cantonale di Giubiasco sulla piattaforma di registrazione al sito. Per quanto concerne il centro cantonale di Lugano, si conferma che le iscrizioni saranno chiuse entro la fine del mese di luglio. Chi ancora desidera approfittare della possibilità di vaccinarsi al Padiglione Conza è quindi invitato ad annunciarsi. Inoltre, sul sito citato è pure stata aggiunta una pagina tramite la quale è possibile notificare eventuali effetti collaterali della vaccinazione: sono disponibili i formulari e i contatti telefonici dei servizi competenti.