Certificato Covid: “Nessun problema per i viaggi”

Certificato Covid: “Nessun problema per i viaggi”

Nonostante manchi ancora il riconoscimento ufficiale, Norman Gobbi si dice fiducioso che le autorità europee stiano già accettando nei fatti il certificato elvetico: “Nessuna segnalazione di difficoltà di spostamento”
Oggi è entrato in vigore il Green Pass dell’Unione Europea, disponibile per tutti i cittadini dell’Unione, che attesta un’avvenuta vaccinazione, un tampone negativo o una guarigione dal virus. Sono già più di 200 milioni, ha comunicato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i certificati rilasciati, ma per noi svizzeri resta il dubbio se le autorità continentali accetteranno finalmente la compatibilità con il nostro certificato Covid, nonostante queste si siano dette possibiliste in più occasioni. Si può quindi andare in vacanza in sicurezza, muniti del tagliando digitale?

“Non si segnalano difficoltà di spostamento”
Radio3i ha interpellato in merito Norman Gobbi per un breve commento e il consigliere di Stato si è dimostrato ottimista che il certificato elvetico venga accettato “de facto” dalle autorità di oltrefrontiera: “In questi ultimi giorni non abbiamo avuto segnalazioni di difficoltà di spostamento della Svizzera a destinazioni turistiche come l’Italia, la Spagna e la Francia”, ha dichiarato Gobbi, “il certificato Covid svizzero in pratica viene accettato, anche se manca in questo momento ancora il riconoscimento ufficiale da parte dell’Autorità europea, e di riflesso anche di quella elvetica”. A livello tecnico però “tutto è pronto” e questo riconoscimento ufficiale potrebbe arrivare anche “nelle prossime ore”.

La Spagna toglie la Svizzera dai paesi a rischio
Nel frattempo comunque sembra che i dubbi sulla Spagna si siano semplificati da soli: oggi le autorità iberiche hanno infatti deciso di togliere il nostro paese dalla lista delle località a rischio, per il momento almeno fino alla mezzanotte del 4 luglio. Per questo motivo non sarà più necessario presentare alcun certificato, né di negatività al tampone, né di avvenuta guarigione e nemmeno di doppia vaccinazione. Resta però in vigore l’obbligo di compilare e stampare un modulo che andrà presentato in entrata, disponibile a questo indirizzo.
 
Da www.ticinonews.ch

 

Incontro del tavolo enti locali della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Incontro del tavolo enti locali della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa (Comunità di Lavoro Regio Insubrica)

Si è tenuto oggi a Mezzana (Cantone Ticino), presso la sede della Comunità di lavoro, l’incontro del tavolo Enti locali. Alla presenza dell’Assessore della Regione Piemonte e Presidente della Regio Insubrica, Matteo Marnati, e del Consigliere di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi, hanno partecipato i rappresentanti della Provincia di Como e della Città di Lugano, membri del Comitato Direttivo della Regio, e i Sindaci dei Comuni delle Province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola, membri della Comunità di lavoro.
In un clima collaborativo si è discusso dell’attuale situazione sanitaria relativa all’emergenza Covid-19 e delle previsioni sull’andamento delle varianti attualmente predominanti, nonché della prospettata introduzione dei certificati vaccinali a livello europeo che includano la Svizzera.
È stata proposta una sintesi dell’attività svolta dalla Regio nell’ultimo anno, con un aggiornamento sullo stato dei lavori e futura programmazione dei tavoli permanenti e dei gruppi costituiti all’interno degli stessi su temi specifici, in particolare l’economia, con riferimento alla recente pubblicazione di un Vademecum elaborato dagli Ordini degli architetti e ingegneri della regione insubrica, le Giornate Insubriche del Verde Pulito, progetto che da oltre 10 anni coinvolge le scuole elementari della regione, la qualità delle acque, il trasporto di materiali inerti, la mobilità, la protezione civile, il turismo, la cultura e l’ambiente.
Sono stati presentati in particolare l’iniziativa della “Giornata dei laghi insubrici”, organizzata in collaborazione con le Società di navigazione italiana e svizzera e gli enti locali del territorio, per la promozione dei laghi insubrici, in calendario per ottobre 2021,e il progetto degli “Stati Generali del turismo e della cultura dell’Insubria”, di rilevanza strategica per il territorio transfrontaliero e soprattutto per la regione dei laghi, che punta a sviluppare un modello di governance turistico-culturale e fornire degli spunti progettuali con importanti ricadute sul territorio, nell’ottica della prossima programmazione Interreg Svizzera-Italia 2021-2027.
Sono state raccolte le segnalazioni dei Comuni in merito a temi di interesse generale, quali ad esempio la necessità di meglio collegare lo sviluppo turistico con il tema della mobilità, anche per il tramite della navigazione; la cooperazione sul tema dell’attività turistica delle spiagge dei laghi Maggiore e Ceresio, mediante una comunicazione cartellonistica condivisa che ne diffonda i valori e i parametri; il coordinamento nel trasporto di merci potenzialmente pericolose.

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver recentemente adottato nuove e importanti misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese per il periodo 2021-2023, il Governo intende sostenere anche i Comuni nel migliorare ulteriormente le loro competenze in questo ambito. A questo proposito il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e il Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno elaborato un apposito sondaggio attraverso il quale stabilire il livello di sensibilità dei Comuni attorno al tema.

La pandemia ha offerto l’occasione di rafforzare alcune dinamiche in atto, tra cui quella dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese, che il Consiglio di Stato aveva inserito nel Programma di legislatura 2019-2023. Questi stessi temi sono inoltre parte integrante dell’attuale strategia di sviluppo economico del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) che, nella scorsa legislatura, ha promosso diverse misure per incentivare la responsabilità sociale delle imprese, anche in collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e le associazioni economiche quali la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (CC-TI), l’Associazione industrie ticinesi (AITI) e l’Associazione Bancaria Ticinese (ABT).

A ciò si aggiunge ora il fatto che, recentemente, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450’000 franchi per adottare ulteriori misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese. In particolare sono previste l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile CSR, l’organizzazione di attività ed eventi volti a favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese, la promozione della formazione in merito al criterio di aggiudicazione CSR nell’ambito delle procedure di commesse pubbliche e la continuazione della collaborazione con il Centro di competenze management e imprenditorialità, settore CSR e rendicontazione sostenibile della SUPSI. SUPSI che contribuisce a svolgere degli studi di approfondimento sul tema e a misurare i progressi, mappare le buone pratiche e fornire un supporto per le attività di formazione e sensibilizzazione.

Su questa linea, i Comuni sono a loro volta chiamati ad attivarsi, in maniera coordinata con Cantone e Confederazione, facendosi promotori di comportamenti socialmente responsabili. Ciò significa in primo luogo riconoscere il proprio ruolo e la propria missione all’interno del nostro sistema istituzionale, differenziandolo da quello degli altri due livelli di governo. Il periodo di pandemia ha evidenziato l’importanza assunta dagli enti locali nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese che vi hanno domicilio. Ciò avviene in modo particolare sviluppando politiche proprie in ambiti quali l’impegno civico, la qualità dell’ambiente, l’infrastruttura e i servizi, la cultura e il tempo libero e la situazione abitativa (in riferimento alle dimensioni della qualità di vita definite dall’OCSE). Essere un Comune socialmente responsabile significa promuovere politiche locali sostenibili, ossia attente al benessere economico, sociale e ambientale dell’intera collettività. Alle dimensioni più squisitamente istituzionali si aggiungono quelle operative, che vedono il Comune confrontarsi con le imprese in quanto esso stesso erogatore di beni e servizi.

Affinché i Comuni siano incentivati ad assumere comportamenti esemplari e diventino parte attiva sul tema, occorre però che, come per le imprese, abbiano a disposizione degli indicatori comuni e significativi, che permettano ai Comuni stessi di misurare il loro posizionamento rispetto ad altre realtà.

In quest’ottica, il DFE e la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno avviato il progetto “Comune socialmente responsabile”. In collaborazione con la SUPSI, è stato in particolare elaborato un sondaggio che nelle prossime settimane verrà indirizzato ai Comuni. Grazie a quest’ultimo e al successivo rilevamento di una serie di indicatori, nel corso dell’autunno sarà possibile stabilire il livello di sensibilità dei Comuni sul tema, il loro posizionamento rispetto ad alcuni indicatori trasversali, così come lo stato di avanzamento delle buone pratiche. Durante il progetto verrà inoltre avviato un gruppo di lavoro che avrà il compito di precisare strumenti e procedure necessarie a un cambiamento di impostazione politico-amministrativa, la cui dimensione culturale è rilevante, ragion per cui sono previsti momenti di formazione e di dibattito sugli aspetti più significativi.

Alla conferenza stampa odierna hanno partecipato anche i Sindaci di Mendrisio e di Stabio, Samuele Cavadini e Simone Castelletti, che hanno portato l’esperienza in materia dei rispettivi comuni, sia in relazione a quanto fatto in passato, sia in relazione ai progetti e orientamenti futuri.

Aggregazione Bodio, Giornico, Personico e Pollegio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Aggregazione Bodio, Giornico, Personico e Pollegio – Il Governo fissa la data della votazione consultiva

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato lo studio allestito dalla Commissione incaricata di formulare una proposta di aggregazione tra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio in un nuovo Comune. La votazione consultiva sul progetto aggregativo si terrà domenica 13 febbraio 2022.

Dopo un lungo iter, la Commissione di studio per l’aggregazione dei quattro comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio istituita nel giugno 2013 a seguito di una petizione, ha consegnato al Governo lo scorso 6 aprile 2021 il proprio rapporto finale. In precedenza, nel mese di febbraio 2021, quest’ultimo è stato sottoposto ai rispettivi consigli comunali che si sono espressi in due casi a favore (Bodio e Giornico) e in due casi (Personico e Pollegio) con preavviso contrario. In seguito i municipi di Bodio, Giornico e Personico, così come il rappresentante dei promotori della petizione hanno formulato preavviso favorevole, mentre l’esecutivo di Pollegio ha dato indicazione contraria all’aggregazione.

Il Governo ha approvato la proposta di nuovo Comune, confermando nel contempo gli aiuti cantonali per l’aggregazione dei quattro comuni che ammontano complessivamente a 5,4 milioni e sono così composti: 2 mio per il consolidamento del capitale proprio iniziale, 0,4 mio per la riorganizzazione amministrativa, 2 mio per investimenti di sviluppo e 1 mio quale aiuto agli investimenti prevalentemente obbligatori / infrastrutturali ai sensi della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale.

Lo studio illustra il progetto di nuovo Comune, che si propone di denominare “Sassi Grossi”, con riferimento all’omonima battaglia svoltasi in quei territori nel 1478. Il comprensorio riunisce circa 3’000 abitanti e verrebbe amministrato da un municipio di 7 membri e da un consiglio comunale di 25 membri, con possibilità di istituire quattro circondari elettorali. Il moltiplicatore politico ipotizzato si situa inizialmente al 95%. La visione strategica proposta è centrata sulla sostenibilità e un nuovo orientamento ambientale e sociale ed è volta a costruire un Comune attrattivo per residenza e attività economiche.

Il progetto si inserisce con coerenza nella politica cantonale delle aggregazioni in quanto i comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio costituiscono l’integralità dello scenario aggregativo “Bassa Leventina” proposto dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA).

Dando seguito alle indicazioni della Commissione, del promotore della petizione e dei municipi, il Consiglio di Stato ha fissato la votazione consultiva per domenica 13 febbraio 2022.

(Immagine: www.pollegio.ch)

Festeggia il Natale della Patria con la Lega

Festeggia il Natale della Patria con la Lega

Primo agosto 2021 a Giornico

Palestra comunale, ore 11.30

Prenotazioni 
Pierre Vescovi – pierre.vescovi@lega-dei-ticinesi.ch

Informazioni 
Michele Guerra – mgpp11@gmail.com 

Possibilità di organizzare un trasporto da Lugano, Locarno e Bellinzona nel caso di sufficienti richieste.

 

 

 

Polveroni, sensazionalismo e difesa dello stato di diritto

Polveroni, sensazionalismo e difesa dello stato di diritto

Gobbi: “Intanto la Polizia è l’istituzione che gode della maggiore credibilità tra gli svizzeri”

Mancanza di fiducia nelle istituzioni, perdita di credibilità: su questi due elementi fa leva una certa sinistra, grazie a gratuite campagne che alcuni media propinano all’opinione pubblica. Lo vediamo nelle ultime settimane a seguito delle manifestazioni dei Molinari e del conseguente intervento delle autorità. “Se si hanno a cuore le istituzioni occorre rimanere il più possibile oggettivi, avere buon senso e rispettare i principi fondanti del nostro stato di diritto”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Dire per esempio che la Polizia non gode di credibilità è un’accusa gratuita, perché i dati dicono tutt’altro. Questa settimana è stato pubblicato lo studio annuale edito dall’Accademia militare (ACMIL) e dal Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo. Questo studio condotto in tutta la Svizzera dall’istituto LINK di Zurigo fa emergere una realtà che testimonia la grande fiducia degli svizzeri nelle istituzioni. E l’istituzione che gode del maggior apprezzamento da parte della popolazione è proprio la Polizia, che supera per la fiducia che vi si ripone, il settore della scienza e i tribunali. La politica viene ancora dopo, mentre i mass media sono in coda al gruppo. Sono dati oggettivi su cui mi piacerebbe che anche i media si chinassero, invece di parlare di “sensazioni” che hanno quale unico scopo proprio quello di minare la fiducia nelle nostre istituzioni. È un gioco pericoloso e che non corrisponde alla verità. Peccato!” sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

In queste settimane il Governo e lei direttamente siete stati accusati di non prendere posizione sui fatti relativi allo sgombero e relativa demolizione dell’ex Macello. “Anche in questo caso sembra che alcuni hanno un forte interesse a non voler comprendere. Ho già avuto modo di esprimermi sul perché non possiamo prendere oggi delle posizioni. L’ho fatto davanti al Parlamento. E il presidente e collega Bertoli lo ha ribadito molto bene: davanti a un’inchiesta penale, chiamata a trovare tutte le risposte del caso, il potere politico deve fare un passo indietro e aspettare le conclusioni di tale inchiesta. È il sacrosanto principio della separazione dei poteri, alla base del nostro ordinamento democratico. Si alza un polverone su questo punto? Lo si faccia pure, ma coscienti che chi lo fa ha ben altre mire rispetto alla ricerca della verità”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Campagna di vaccinazione: superate le 300 mila dosi di vaccino somministrate

Comunicato stampa

Stamattina al Centro cantonale di vaccinazione di Lugano è stata somministrata la trecentomillesima dose di vaccino. La campagna di vaccinazione in Ticino procede spedita: ad oggi oltre un terzo della popolazione è completamente vaccinata.

Procede spedita la campagna di vaccinazione in Ticino tanto che stamattina è stata somministrata a Lugano – uno dei sei centri cantonali di vaccinazione – la trecentomillesima dose di vaccino. Ad oggi sono più di 125 mila le persone completamente vaccinate (35,7%) e più di 175 mila quelle con almeno una dose.

Ricordiamo che attualmente la vaccinazione è possibile per tutte le persone con più di 16 anni. Le iscrizioni sono aperte per i centri di Lugano, Mendrisio, Giubiasco e Biasca, mentre non è più possibile annunciarsi per i centri di Locarno e Tesserete. Considerata la disponibilità contenuta del vaccino Pfizer, somministrato esclusivamente nel centro di Giubiasco, per gli «over 18» si raccomanda l’iscrizione su Biasca (Sopraceneri), rispettivamente Lugano o Mendrisio (Sottoceneri) per poter ricevere il più rapidamente possibile l’appuntamento.

Informazioni sulla vaccinazione e sulla prenotazione online disponibili sulla pagina www.ti.ch/vaccinazione.

Lega in Assemblea a Rivera

Lega in Assemblea a Rivera

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14169291

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 20 giugno 2021 de Il Quotidiano

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La Lega riorganizza statuti e assemblea
Creati un’assemblea e un consiglio esecutivo. Gobbi: oltre la fase ‘teocratica’.

Nascono un consiglio esecutivo a sette e una struttura che intende agevolare il dialogo tra diverse realtà e sezioni. Gobbi: ‘Non ci irrigidiremo’.

I modellini di palazzi in macerie non sono di grande auspicio, di questi tempi, ma il centro della Protezione civile a Rivera è ideale per accogliere i leghisti provenienti da ogni angolo del cantone. Una cinquantina i rappresentanti presenti ieri, che resistono stoicamente a oltre due ore di discussioni a porte chiuse proprio mentre la Svizzera insegue la permanenza agli Europei di calcio (qualcuno ogni tanto esce con passo felpato, per vedere chi vince). L’occasione, d’altronde, è di quelle importanti per un movimento allargatosi ben oltre le sue origini informali: si approvano nuovi statuti per sostituire quelli delle origini, Anno Domini 1991. «Diamo alla Lega un’organizzazione un po’ più definita, a partire dalla creazione di un consiglio esecutivo e di un’assemblea», spiega Michele Foletti, granconsigliere e vicesindaco di Lugano. Per il consigliere di Stato Norman Gobbi «la nuova organizzazione non intende irrigidire il movimento, che però è cresciuto moltissimo nel tempo e quindi aveva bisogno di andare oltre la sua nascita per così dire ‘teocratica’ o ‘monocratica’. D’altronde di presidente ce n’è stato e ce ne sarà sempre solo uno», quel Giuliano ‘Nano’ Bignasca che aveva messo mano ai primi statuti insieme a Flavio Maspoli e Mauro Malandra, tutti nel frattempo defunti. «Quella che ora abbiamo accolto è un’esigenza espressa da molti leghisti a livello comunale», prosegue Gobbi: «Penso che abbiamo trovato una buona soluzione per poterci confrontare in modo regolare con loro e con tutti, senza perdere il nostro carattere di movimento». Ma come funzionerà la nuova organizzazione? A spiegarcelo è Foletti, parte del ‘quadrumvirato’ che ha ripensato gli statuti (insieme a Gobbi, al capogruppo in Gran Consiglio Boris Bignasca e alla municipale di Chiasso Roberta Pantani): «Il consiglio esecutivo di 7 persone deciderà la strategia politica e il posizionamento della Lega, ad esempio in merito a votazioni e referendum. Hanno diritto a sedervi gli eletti in Consiglio di Stato, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati, il capogruppo in Gran Consiglio e tre membri eletti all’interno dell’assemblea», nella quale siedono a loro volta tutti i municipali e gli eletti a livello locale, cantonale e federale oltre a qualche ‘ex colonnello’ honoris causa. L’assemblea voterà ogni 4 anni per scegliere il terzetto, la prima volta a settembre. Per Gobbi «sarebbe bello avere una rappresentanza il più possibile equilibrata dal punto di vista del genere e della provenienza geografica», anche per controbilanciare i quattro maschietti – tre luganesi e un sopracenerino – ai quali un posto spetta di diritto: lo stesso Gobbi, l’altro consigliere di Stato Claudio Zali, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri e il capogruppo Bignasca. Foletti ricorda che la riorganizzazione segue quella della segreteria guidata da Piergiuseppe Vescovi, «che ha fatto tanto per organizzare sistematicamente la rete dei nostri candidati ed eletti a ridosso delle Comunali, e per consolidare il dialogo con le sezioni». Ora resta da vedere chi vorrà candidarsi per l’assemblea di settembre: comunque ci sarà tempo sino a fine agosto per annunciarsi.
La Lega ha anche confermato la tradizionale festa del primo d’Agosto, che quest’anno si terrà a Giornico. Il partito ha anche discusso l’esito delle Comunali, affidando a un comunicato le sue conclusioni: il movimento avrebbe retto “nonostante i commenti negativi”, almeno laddove non hanno “prevalso personalismi“. Una premessa sulla quale si intende impostare anche la relazione con l’Udc.

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Sarà un consiglio esecutivo a guidare la Lega del futuro

Il Movimento si è dotato di un nuovo statuto che sostituisce quello del fondatore Giuliano Bignasca Creata un’assemblea dei soci – Prevista un’organizzazione con al vertice sette persone e dopo l’estate sarà nominato un coordinatore – Norman Gobbi: «Oggi diventiamo un po’ più democratici»

Trent’anni dopo la sua fondazione, la Lega dei Ticinesi si è data un nuovo statuto e con esso pure una nuova organizzazione. La decisione è stata presa ieri a Rivera durante una riunione straordinaria (rigorosamente a porte chiuse) a cui era presente una cinquantina di membri del movimento tra consiglieri di Stato, granconsiglieri e municipali.
In futuro, la conduzione del movimento (oggi affidata al cosiddetto quadriumvirato) sarà assicurata da unconsiglio esecutivo formato da sette persone, con a capo un coordinatore. A farne parte «di diritto » saranno i consiglieri di Stato, gli eletti alle Camere federali e il capogruppo in granconsiglio. Gli altri tre membri, invece, saranno eletti ogni quattro anni dall’assemblea del movimento tenendo conto di un’adeguata rappresentanza territoriale. Già, perché la creazione del consiglioesecutivo non è l’unica novità presente nei nuovi statuti: verrà creata anche un’assemblea, definita «l’organo supremo» della Lega, che sarà formatadai «soci» dell’Associazione, ovvero a grandi linee (ma ci torneremo) daglieletti della Lega sul piano federale, cantonale e comunale. Per conoscere i nomi dei tre eletti, però, dovremo attendere settembre, quando saràconvocata l’assemblea. Nel frattempo, gli interessati a entrare nel consiglioesecutivo potranno candidarsi.Dopodiché, una volta formato il consiglio, lo stesso sceglierà al proprio interno un coordinatore, un vice coordinatore ed eventualmente un portavoce.

Una nuova struttura
«Siamo nati come movimento monocratico e oggi diventiamo un po’ più democratici», spiega al Corriere del Ticino il consigliere di Stato NormanGobbi al termine della riunione. «Siamo stati abituati per oltre vent’anni ad avere una figura di riferimento che era Giuliano Bignasca. E negli ultimi anni, anche stimolati dai municipali, ci siamo resi conto della necessità di darci una struttura che permettesse anche alla base elettiva di potersi esprimere ed essere parte attiva di un’associazione che negli anni è cresciuta». Insomma, chiosa Gobbi, «la Lega di trent’anni fa non è la Lega di oggi. E il Ticino di trent’anni fa non è quello di oggi. Era quindi giunto il momento di adeguarsi ».

Chi sarà socio?
Al secondo capitolo dei nuovi statuti viene pure definito chi è socio della Lega e può dunque far parte dell’assemblea. Soci che si distinguono in tre categorie: fondatori, ordinari e onorari. Sono considerati soci fondatori i deputati in Gran Consiglio in carica, i consiglieri di Stato attualmente o già in carica, i consiglieri nazionali attualmente o già in carica e infine i «colonnelli» che non ricoprono una delle cariche appena descritte. Sono definiti soci ordinari i municipali in carica, mentre i soci onorari possono essere proposti da qualsiasi socio e devono poi essere eletti dal consiglio esecutivo.

Un po’ di storia
Gli statuti «originali» del movimento di Via Monte Boglia risalgono al 17 gennaio del 1991, quando Giuliano Bignasca, Flavio Maspoli e Mauro Malandra costituirono l’associazione Lega dei Ticinesi. E dopo la scomparsa del «Nano», primo e unico presidente della Lega, la conduzione del movimento era stata affidata prima al fratello Attilio Bignasca, affiancato dal gruppo denominato «i colonnelli» e infine al quadriumvirato composto dal consigliere di Stato Norman Gobbi, il vice sindaco di Lugano Michele Foletti, il capogruppo in gran consiglio Boris Bignasca e la municipale di Chiasso Roberta Pantani. Ora, come detto, il Movimento ha voluto darsi una nuova organizzazione.

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Norman Gobbi ha presentato le campagne di prevenzioni Acque sicure e Montagne sicure

“Ogni morto in montagna, sulle strade, nei laghi o nei fiumi è un morto di troppo”. È un’affermazione che usa spesso il Consigliere di Stato Norman Gobbi per far capire l’importanza di avere sempre un comportamento corretto in tutte le situazioni, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. “In questo ambito, quindi, diventano determinanti le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione che ci richiamano e ci ricordano come non valga la pena correre rischi o sottovalutare i pericoli. Soprattutto nei momenti di svago, o quando si fanno attività sportive a contatto con la natura. Sono momenti piacevoli, di cui occorre beneficiare e non possono trasformarsi in tragedie”, sottolinea Norman Gobbi.

Le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione sotto il cappello del Dipartimento delle istituzioni sono quattro. “Abbiamo creato una rete per informare e consigliare il cittadino a 360 gradi sui comportamenti da tenere (o da non tenere) sulle strade (con la campagna Strade sicure), lungo i corsi dei fiumi e sui laghi (Acque sicure), in montagna (Montagne sicure) e nella navigazione in rete (con l’ultima campagna attivata “Cyber sicuro”). Queste campagne cercano di essere il più possibile… comunicanti tra loro, così da ottimizzare i mezzi a disposizione, che non sono infiniti. L’intento è quello di fare sempre meglio a beneficio dei ticinesi e pure dei molti turisti che si godono la bellezza del nostro territorio. Per questo è molto importante la collaborazione in primis con Ticino Turismo, ma poi con una variegata serie di partner attivi sul territorio, che possono amplificare i messaggi di prevenzione”, afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Proprio venerdì avete presentato l’attività di questa stagione per le campagne “Acque sicure” e “Montagne sicure”. “In considerazione dell’avvio della stagione turistica e in concomitanza con la chiusura delle scuole, in montagna, sui laghi e lungo i fiumi ci sarà sempre più gente alla ricerca di refrigerio, di sano svago a contatto con il nostro splendido territorio. Momenti piacevoli, che non possono, come detto, trasformarsi in tragedie. Per questo occorre sempre tener conto di alcune semplici regole di comportamento. Con le nostre campagne cerchiamo di attirare l’attenzione su questi comportamenti. Quest’anno nell’ambito di Acque sicure, per esempio, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Andiamo a sensibilizzare potenziali turisti quando ancora sono a casa loro e intendono partire per il Ticino… “Acque sicure” ha creato un nuovo slogan, che ben sintetizza lo spirito della campagna: “La prudenza fa la differenza”. È questo anche l’invito che rivolgo a tutte le ticinesi, a tutti i ticinesi e ai turisti, per vivere un’’estate all’insegna del benessere, a contatto con la natura, per una ritrovata normalità, dopo parecchi mesi difficili”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.