Troppi interventi e ancora troppi comportamenti irresponsabili

Troppi interventi e ancora troppi comportamenti irresponsabili

Intervista a Matteo Cocchi (capo dello Stato Maggiore cantonale di condotta) pubblicata nell’edizione di venerdì 20 marzo 2020 del Corriere del Ticino

«Troppi comportamenti irresponsabili». È eloquente il commento del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, che in questa situazione straordinaria dirige lo Stato Maggiore cantonale di condotta (SMCC).
Cocchi, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, lancia una nuova campagna con uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni: «Se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora)».

Comandante, lunedì scorso il suo primo bilancio sulla risposta della popolazione in seguito alle misure emanate dal Governo era in chiaroscuro: oggi la situazione è migliorata?
«No, purtroppo devo dire che non ci siamo ancora. È vero che la popolazione, in tutte le sue fasce d’età, è più sensibilizzata rispetto a quattro giorni fa, ma il cambiamento comportamentale non è ancora assolutamente sufficiente. Il messaggio che deve essere compreso profondamente dai ticinesi è: se vuoi uscire (ancora), devi stare a casa (ora). Un messaggio forte, me ne rendo conto. Le giornate soleggiate di questo ponte festivo “obbligatorio” sono accattivanti per uscire, ma tutti devono fare uno sforzo personale e responsabile. Da subito».

Ci si interroga ancora troppo spesso su cosa sia permesso e cosa sia vietato all’esterno delle mura domestiche, sebbene il messaggio, chiaro, sia quello di rimanere a casa: come mai?
«Il problema di fondo è proprio questo: si sta a sindacare sul tipo di uscita, sul genere di incontri o sul concetto di ciò che è indispensabile in termini di impegno professionale. E non ci si rende conto che la situazione è seria. È il momento di fermarsi e, uniti, contribuire a rallentare la curva della crescita dei contagi. Il tempo per le gite e le belle passeggiate è da posticipare di qualche settimana. Ora stiamo il più possibile in casa ed evitiamo al massimo i contatti sociali. Questo preserverà letti liberi in ospedale».

Tornando ai comportamenti irresponsabili, lei lunedì scorso ha utilizzato una metafora calcistica: ha dunque già mostrato qualche cartellino rosso in questi giorni oppure non si è ancora arrivati a vere e proprie sanzioni?
«Non è ancora il momento di tirare le somme. Gli interventi sono stati però diversi, anzi direi che sono stati assolutamente troppi. Richiamo nuovamente tutti alla propria responsabilità individuale».

Le segnalazioni di privati cittadini che notano una mancata osservanza dei divieti vi sono d’aiuto in questa fase?
«Certo, ed è importante che ognuno faccia la sua parte. Ma determinante è che il comportamento sbagliato di alcuni non sia l’alibi per gli altri. Troppo spesso si cerca di giustificare comportamenti non corretti confrontandosi con atteggiamenti ancora peggiori che si osservano sul territorio».

Come è stato organizzato il pattugliamento a favore del rispetto delle norme?
«È stato istituito un servizio dedicato e capillare che garantisce un controllo accresciuto e un contatto diretto con quella parte di popolazione che ancora, purtroppo, non mette in pratica correttamente le disposizioni del Governo».

Qual è la prassi d’intervento? Dopo la fase di sensibilizzazione si passa alla sanzione in caso di reiterata inosservanza delle norme comportamentali?
«Il concetto dell’intervento è soprattutto sensibilizzare. Se questo non è sufficiente vengono evidentemente presi provvedimenti necessari a livello sanzionatorio».

In Italia si sta pensando di vietare tutte le attività all’aperto: si arriverà a questo tipo di misura anche in Ticino?
«Noi stiamo seguendo una linea che prevede l’introduzione graduale di provvedimenti, indicati in particolare dal medico cantonale e dalla cellula sanitaria dello Stato Maggiore cantonale di condotta: provvedimenti che intendono rallentare la diffusione del contagio e quindi non posso escludere che nei prossimi giorni si possa aumentare la stretta ed emanare direttive ancora più severe».

Come si riesce a conciliare l’intervento ordinario della Polizia cantonale con l’emergenza coronavirus che assorbe ormai gran parte del vostro tempo?
«Come Polizia siamo pronti ad affrontare le sfide che ci aspettano su entrambi i fronti. Con questo intendo dire che la Polizia cantonale e quelle comunali, remando nella stessa direzione e consapevoli dell’importanza della missione, stanno mettendo in campo tutte le misure pianificate per affrontare questi momenti difficili».

E come sono scandite in queste settimane concitate le giornate del comandante Cocchi?
«Sono giornate lunghe, intense e “ritmate” da una situazione che cambia in continuazione e soprattutto evolve negativamente per quanto riguarda contagi, ospedalizzazioni e decessi. Io e il mio sostituto Ryan Pedevilla, possiamo contare sul contributo di uno Stato Maggiore costituito da persone di valore che si stanno adoperando per fornire un fondamentale contributo alla situazione di crisi e con cui ci confronteremo per diverse settimane. Per quanto riguarda la Polizia, nel suo compito legato alla crisi è gestita attualmente da Lorenzo Hutter, che di norma mi sostituisce al comando della Cantonale».

Quale messaggio si sente di mandare alla popolazione ticinese che vive da un lato con timore e dall’altro con ancora troppa leggerezza questa situazione?
«Le parole chiave sono centralità e responsabilità. Dobbiamo tutti essere sufficientemente lucidi per avere l’atteggiamento corretto e accettare diverse rinunce, senza vivere con eccessiva apprensione, il tutto al motto “se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora). Il tempo per ritornare alla normalità non è lontanissimo, ma ci aspetta un periodo di sacrifici e impegno a tutti i livelli».

Gobbi: «I politici devono combattere con la nostra gente»

Gobbi: «I politici devono combattere con la nostra gente»

Da www.cdt.ch

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni spiega la scelta del rinvio di un anno dell’appuntamento elettorale

Le elezioni comunali del 5 aprile sono annullate. L’appuntamento è rinviato di un anno, all’aprile del 2021. La decisione, presa dal Consiglio di Stato mercoledì pomeriggio, risponde a criteri sanitari ed è in linea con tutte le misure che vengono prese in questa fase per fare fronte alla diffusione del coronavirus. All’indomani della scelta abbiamo intervistato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Quanto è stata complessa la decisione di annullare le elezioni comunali 2020 e rinviarle al 2021?
«Per l’importanza che tutti noi accordiamo all’ente comunale, al valore delle Istituzioni, della democrazia nel nostro sistema federale questa decisione non poteva essere presa a cuor leggero. Si tratta di un unicum sinora a livello comunale nella storia ticinese, tranne quelle legate ai rinvii per le aggregazioni».

Ci sono voluti diversi giorni per giungere alla conclusione. Come mai?
«Occorreva sentire tutte le parti in gioco proprio per gli aspetti ricordati prima: dai Comuni, ai partiti, sino a giungere alle autorità sanitarie con le prospettive per le prossime settimane. Credo che il tempo del processo decisionale, tenuto conto delle condizioni d’emergenza con cui siamo confrontati, sia stato corretto».

Vi siete confrontati anche con il Consiglio federale o la concomitante decisione da Berna di rinviare anche il voto del 17 maggio sulla libera circolazione è casuale?
«No, la decisione di Berna è giunta dopo la decisione del Consiglio di Stato e ha confermato la bontà della scelta fatta».

Resta da definire il voto del 26 aprile sull’aeroporto. Logica vuole che venga pure rinviato. Ma che genere di approfondimenti vi occorrono ancora?
«Non possiamo usare una spugna per cancellare la nostra democrazia diretta. Anche qui ci sono diverse considerazioni da fare, in particolare la situazione finanziaria di LASA. Occorre lasciare il tempo giusto per prendere le decisioni più corrette».

Si mormora che sulle comunali il Governo non fosse unanime e c’era chi voleva andare avanti, seppur con qualche accorgimento. Vero o falso?
«L’ho detto in conferenza stampa: c’erano aspetti positivi e negativi per entrambe le varianti. Il Governo collegialmente si è convinto che preminente oggi era la salvaguardia della salute pubblica e la percepibile preoccupazione della nostra popolazione. Il focus della gente oggi non è certo posto sulle elezioni comunali. Il Governo è stato conseguente con tutte le decisioni sin qui prese e che dovrà ancora prendere in questa fase di emergenza che non si estingue in pochi giorni».

Alla fine hanno prevalso i motivi d’ordine sanitario che oggi hanno un’urgenza tale da non permettere alcuna ponderazione d’ordine politico?
«Abbiamo tenuto conto degli scenari sanitari delle prossime settimane, e poi sono state fatte le ponderazioni d’ordine politico prima di prendere la decisione. Sono ponderazioni politiche quelle di definire il focus – qui e ora è la salute pubblica – ma anche di rispettare la nostra democrazia e le nostre Istituzioni, in questo contesto particolare che tutti assieme stiamo vivendo. E i politici non possono essere una “casta” al di sopra del bene e del male, ma oggi più che mai sono chiamati a essere uniti nel combattere al fianco della nostra gente».

Però voi avete interpellato anche il mondo della politica, in particolare i Comuni. A che titolo è stato fatto?
«Condivisione e coerenza: sono le due parole che ci devono guidare per fare scelte importanti, direi decisive. Si condivide il problema e le sue criticità con chi è direttamente coinvolto (e i Comuni così come i partiti sono direttamente coinvolti), allo scopo di maturare scelte coerenti che tengono conto della situazione attuale e, come detto, con le decisioni già prese dal Governo per gestire questa situazione».

Non è un mistero che ci fossero municipali che volevano proseguire, anche della sua area politica. Ha subito forti pressioni in tal senso?
«No, il momento non permette a politici responsabili di fare o subire pressioni».

Oggi le principali città sono allineate e hanno compreso la decisione. Questo però non stempera alcune tensioni, specie di alcuni candidati che hanno contestato via social. Lo capisce o si dice «se ne faranno una ragione»?
«Lo capisco benissimo, ma dice bene, se ne faranno una ragione in contemporanea con i problemi che dovremo superare nei prossimi giorni, settimane e mesi. Come detto, la gente ora ha la testa concentrata sulla salute propria e dei propri cari».

C’è chi ha investito denaro in questa campagna. Il Cantone si adopererà in qualche modo per andare incontro a questi o devono pensare loro ad eventuali indennizzi?
«Non è un tema prioritario in questo momento».

Nessuno sa come usciremo da questo difficile periodo, ma non è da escludere che alcuni candidati (penso agli imprenditori e ai lavoratori indipendenti) avranno ben altro a cui pensare che alla politica e ai cadreghini. Condivide?
«Esattamente. Condivido in pieno. Per questo dico che tutti “se ne faranno una ragione”. Dopo la crisi sanitaria, dovremo pensare al rilancio sociale ed economico».

Con il passare delle settimane emergono casi di coronavirus anche a livello istituzionale. Come vi state preservando voi membri del Governo?
«Adottando tutte le misure consigliate. Lavoriamo a distanza e rispettando le misure di igiene. So che certi “avvicinamenti”, che sono comunque brevissimi, tra consiglieri di Stato durante le conferenze stampa hanno suscitato commenti negativi. Ma ci promettiamo di essere più attenti».

E più puntualmente lei con il suo staff?
«Lavoriamo molto, ma su binari paralleli, nel senso che i contatti fisici sono minimi e le riunioni sono già organizzate telefonicamente o tenendo le distanze sociali».

Ad inizio aprile è agendato il cambio alla presidenza del Governo, da Christian Vitta a lei. La scadenza verrà mantenuta o slitterà pure questa?
«Personalmente non vedo problemi al cambio di presidenza. Tenuto conto che il presidente è un primus inter pares, ognuno di noi può assumere la carica senza modificare il buon funzionamento dei lavori. Certo, non organizzeremo feste di piazza per la mia presidenza».

In occasione degli attentati che hanno colpito l’Europa lei aveva detto «non dobbiamo cedere alla paura». Oggi il coronavirus le fa un po’ paura da uomo di Stato?
«No, la paura non deve attanagliare un uomo di Stato, in qualsiasi situazione. È un sentimento più che comprensibile, soprattutto quando il nemico è invisibile e mette in pericolo la nostra salute. Un buon uomo o donna di Stato deve trovare i giusti antidoti al senso di paura e deve poi trasmetterli a tutti i cittadini».

E come sta vivendo questo periodo il cittadino e papà Norman Gobbi?
«Cerco di dare la mia vicinanza alla mia famiglia per far comprendere che supereremo questo momento. I miei figli sono ancora piccoli, ma capiscono che il papà in questi tempi ha qualche preoccupazione in più e non può restare a casa il giorno della sua festa. Cerco con la mia presenza di non trasmettere le preoccupazioni, e mia moglie Elena è un’ottima madre e in questi giorni anche docente supplente».

La stiamo intervistando nel giorno della festa del papà. Come l’ha trascorsa?
«Il mattino i bambini mi hanno dato i loro regalini appena alzati e abbiamo fatto colazione assieme, con mia moglie che si è adoperata per non far mancare nulla. Poi ho incontrato con il Governo il Consigliere federale Alain Berset. Nel corso di tutta la giornata ho seguito come sempre il lavoro dello Stato Maggiore di Condotta, per poi confrontarmi con i miei funzionari dirigenti, chiamati proprio oggi a preparare ulteriori misure per il contenimento del lavoro dell’amministrazione cantonale e per preparare la seduta straordinaria del Consiglio di Stato in programma nei prossimi giorni che prevede decisioni importanti».

Per un uso corretto e sicuro degli apparecchi informatici lavorando da casa

Per un uso corretto e sicuro degli apparecchi informatici lavorando da casa

Comunicato stampa

Lavorando dal proprio domicilio l’attenzione per la sicurezza informatica deve ulteriormente aumentare. Il Gruppo Cyber sicuro, istituito dal Consiglio di Stato a inizio febbraio, suggerisce alcuni essenziali accorgimenti in tal senso.

Con il lavoro a distanza è opportuno incrementare l’attenzione nell’ambito della sicurezza informatica, soprattutto in relazione al fatto che dentro le mura domestiche “l’ambiente” è diverso da quello abituale in ufficio. In questa particolare situazione, in cui il lavoro da casa rappresenta un’ottima misura per ridurre al minimo i contatti sociali e quindi il rischio di trasmissione del Coronavirus, si devono però fare i conti con potenziali disattenzioni e leggerezze che potrebbero facilmente confondere l’uso personale delle infrastrutture informatiche con quello professionale, molto più sensibile e soggetto a comportamenti di sicurezza imprescindibili.Il Gruppo Cyber sicuro del Cantone Ticino, seguendo le raccomandazioni generali in ottica di sicurezza e igiene comportamentale, rende attente tutte le persone che lavorano da casa ad assumere un atteggiamento prudente e responsabile in termini di attenzione e cautela nella configurazione e nell’utilizzo dei dispositivi digitali e nella trattazione delle informazioni sensibili. Di seguito vengono proposte 6 importanti raccomandazioni di cui ognuno dovrebbe tener conto, ricordando che un elemento debole della catena della sicurezza informatica – soprattutto fuori dal perimetro abituale – può mettere a rischio l’intera catena della sicurezza aziendale o dell’amministrazione pubblica.

  • Se per accedere a Internet per questioni professionali utilizzate la rete casalinga, assicuratevi di cambiare il nome e la password del router affinché non contengano informazioni personali, che potrebbero essere facilmente identificate e usate per violazioni e attacchi informatici.
  • Assicuratevi che il vostro dispositivo elettronico, quando non viene utilizzato, sia protetto da una password e depositato in un luogo fuori da ogni possibile manipolazione involontaria.
  • In generale, attenetevi alle direttive per lo smart working della vostra azienda/amministrazione.
  • Da casa è raccomandabile utilizzare dispositivi elettronici professionali solo tramite un canale di comunicazione sicuro (VPN: Virtual Private Network). Rivolgetevi ai tecnici informatici della vostra azienda/amministrazione per l’utilizzo e la corretta configurazione.
  • Se la rete di casa è usata da molteplici dispositivi elettronici, unendo così nello stesso “ambiente” quelli personali e quelli professionali, è auspicabile disporre di un protocollo in cui le informazioni sensibili possano transitare in un ambiente sicuro e protetto, fuori dalla portata di ogni forma imprevedibile di accesso indesiderato.
  • Alle aziende raccomandiamo di allestire un piano di gestione degli incidenti nel caso in cui la rete casalinga dei dipendenti dovesse subire violazioni indesiderate, a seguito per esempio di un attacco informatico verso i dai sensibili aziendali.

Si ricorda infine che all’indirizzo www.cybersicuro.ch si possono ottenere informazioni e avere contatti per meglio comprendere e quindi anche scongiurare i rischi legati all’utilizzo degli apparecchi informatici.   

Coronavirus: Annullate le Elezioni comunali 2020

Coronavirus: Annullate le Elezioni comunali 2020

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso, nella propria seduta odierna, che le elezioni comunali sono prorogate al mese di aprile 2021.

La decisione del Governo tiene conto della situazione straordinaria dichiarata dalla Confederazione, e considera la difficoltà vissuta in questo momento dalla comunità ticinese, che non permette di svolgere in serenità le procedure di voto.
Per i costituendi Comuni di Verzasca e Tresa il Governo si riserva di organizzare le elezioni nel mese di ottobre 2020: l’eventuale convocazione sarà confermata all’inizio dell’estate.
Le elezioni tacite già annunciate, per contro, sono ritenute valide.

Registrazione conferenza stampa

COVID-19: disposizioni speciali applicate dal Dipartimento delle istituzioni

COVID-19: disposizioni speciali applicate dal Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

ll Dipartimento delle istituzioni, dando seguito alle disposizioni emanate dal Consiglio di Stato e alle relative misure pronunciate al fine di far fronte all’emergenza epidemiologica (COVID-19), comunica che vengono sospese tutte le attività di sportello degli uffici che erogano prestazioni all’utenza. Gli uffici rimangono aperti e garantiranno le prestazioni essenziali ritenute non procrastinabili, indispensabili e d’urgenza, previo appuntamento telefonico o via e-mail.
Tutte le unità amministrative del Dipartimento delle istituzioni hanno predisposto un piano d’impiego dei propri collaboratori, nel rispetto della loro protezione, e un piano sulle attività di base da garantire alla cittadinanza. È stato deciso – seguendo le disposizioni del Consiglio di Stato – di chiudere gli sportelli aperti al pubblico (quelli della Sezione della circolazione, della Sezione della popolazione, dei registri e delle esecuzioni e fallimenti, del settore esecuzione pene e delle Autorità giudiziarie) e sono stati definiti i servizi essenziali, che verranno assicurati all’utenza, non più direttamente agli sportelli, ma su appuntamento e tramite richiesta per e-mail o posta.

In particolare vengono garantiti i seguenti servizi:

Divisione della giustizia

Settore esecutivo e fallimentare

  • Misure conservative come i sequestri e gli inventari
  • Rilascio di certificati di solvibilità 

Settore dei registri

  • Uffici del registro fondiario: priorità alla messa a giornale delle richieste di iscrizione, in subordine iscrizione nel libro mastro ed emissione delle cartelle ipotecarie, fatturazione.
  • Ufficio del registro di commercio: iscrizione nel registro di commercio, fatturazione.
  • Rilascio estratti e documenti. 

Settore esecuzione e pene

  • Strutture carcerarie cantonale
    • Operatività usuale, misure in definizione
  • Ufficio assistenza riabilitativa:
    • Esecuzione delle pene esterne e lavoro di pubblica utilità, electronic monitoring in corso
    • Monitoraggio situazioni a rischio per l’utenza esterna al carcere, compreso violenza  domestica
    • Attribuzione nuovi casi in arresto o segnalati dall’Autorità
    • Consegna importi sostentamento per l’utenza esterna
  • Ufficio dell’incasso e delle pene alternative:
    • Registrazione incassi in entrata e pagamento fatture creditori  


Potere giudiziario

  • Tribunale di appello
    • Camera di protezione: reclami in materia di collocamenti dei minori, ricoveri a scopo di assistenza
    • Tribunale penale cantonale e Corte di appello e di revisione penale: casi con detenuti in carcerazione di sicurezza
    • Corte dei reclami penali: detenuti
    • Camera di esecuzione e fallimenti: sequestri e fallimenti
  • Ministero pubblico
    • Servizio di picchetto (picchetto di polizia “urgenze”, picchetto di polizia “incarti”, picchetto finanziario)
    • Gestione di imputati in carcerazione preventiva (compresi detenuti in anticipata espiazione, art. 236 CPP)
  • Ufficio Giudici provvedimenti coercitivi
    • Carcerazioni preventive
    • Proroghe, carcerazioni di sicurezza, domande di scarcerazione, controlli telefonici     
    • Decisioni urgenti: collocamenti urgenti, liberazioni condizionali, misure sostitutive alla carcerazione preventiva
    • Soppressione/prolungamento misure dopo i cinque anni dalla sentenza
    • Collocamenti iniziali per chi è già in detenzione
    • Disigillamenti
  • Preture e per quanto di competenza dei Giudici di pace
    • Procedimenti supercautelari e cautelari
    • Ordinanze proroghe termini e rinvii udienza
    • Decisioni ipoteche legali
    • Sequestri LEF
    • Rapimento civile di minori
  • Pretura penale
    • Processi inderogabili
  • Magistratura dei minorenni
    • Servizio di picchetto 24h/365g per disposizioni alle Autorità di Polizia
    • Ordinare e gestire:
      • la carcerazione preventiva (scarcerazione)
      • l’esecuzione delle misure di protezione (collocamenti in istituti chiusi e aperti) e delle pene (compresa la gestione dei detenuti privati della libertà)
      • i provvedimenti cautelari urgenti (segnatamente le decisioni di collocamento, o di revoca).
  • Tribunale di espropriazione
    • Svolgimento delle procedure

Sezione della circolazione

  • decisioni riguardanti l’esecuzione delle misure di sicurezza (idoneità alla guida) e le restituzioni delle licenze di condurre a fine periodo.
  • rilascio dei permessi speciali per veicoli e trasporti eccezionali come pure per circolare la notte e la domenica.

Sono sospese:

  • tutte le sessioni di esami teorici e pratici e tutti i collaudi, ad eccezione dei casi di comprovata necessità.
  • tutte le attività dell’Ufficio amministrativo (settore Conducenti, Immatricolazione e Navigazione), ad eccezione dei casi di comprovata necessità.  

Sezione degli enti locali

  • Saranno garantite esclusivamente le richieste strettamente urgenti, con priorità e quelle provenienti dagli enti locali (Comuni e Consorzi).
  • Rimane aperto, nei giorni feriali, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 13:30 alle 17:00, l’Help Desk (091 814 17 04) a cui solo gli enti locali possono rivolgersi.

Sezione della popolazione      

  • Emissione di permessi per stranieri, documenti di viaggio, visti di ritorno per casi gravi e urgenti
  • Mantenimento dei provvedimenti amministrativi (es. termini di partenza)
  • Comunicazioni con i Comuni
  • Emissioni dei passaporti d’urgenza
  • Atti e procedure urgenti dello stato civile  

La Sezione del militare e della protezione della popolazione prosegue la sua attività di sostegno allo stato maggiore di condotta cantonale (SMCC), alla Protezione civile e a tutti gli enti di primo intervento attivi in questa emergenza. Segnala inoltre che sono sospesi sino a nuovo avviso il reclutamento per il servizio militare e per la protezione civile e le attività di tiro fuori servizio.

Sul sito dell’Amministrazione si possono trovare le indicazioni principali (indirizzi e-mail, numeri di telefono) a cui la cittadinanza potrà rivolgersi per le informazioni e per richiedere i servizi essenziali garantiti dai differenti uffici del Dipartimento delle istituzioni.

Si ricorda infine che venerdì 20 marzo è stato definito dal Consiglio di Stato giorno festivo. Tutti gli uffici dell’Amministrazione cantonale resteranno chiusi. 

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Norman Gobbi, Direttore, di-comunicazione@ti.ch, tel. 091 / 814 44 90
Luca Filippini, Segretario generale, di-sg@ti.ch, tel. 091 / 814 33 11 

Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Da www.laregione.ch
Elezioni confermate, operazioni di spoglio ‘rallentate’, entrata in carica il 1° giugno o il 1° luglio. Parla il capo del Dipartimento istituzioni Gobbi

Elezioni comunali del 5 aprile “mantenute”, operazioni di spoglio “rallentate” affinché possano essere svolte nella massima sicurezza ed entrata  in carica degli eletti “il 1° giugno o il 1° luglio”. È questo lo scenario su cui Dipartimento istituzioni e Municipi paiono convergere. Se ne dovrebbe sapere di più domani.
“È l’ipotesi emersa dalle consultazioni che abbiamo avuto tra ieri e oggi”, dice, appena contattato dalla ‘Regione’, il direttore del Dipartimento Norman Gobbi. Spoglio rallentanto, nel senso “che i risultati dei Municipi potrebbero essere comunicati il lunedì sera, e non la domenica, e quelli degli organi legislativi comunali la sera successiva – spiega il consigliere di Stato -. Questo perché il tassativo rispetto delle direttive sanitarie allungherà inevitabilmente i tempi delle operazioni”. L’entrata in carica degli eletti avverrà invece non prima di due, tre mesi dopo la pubblicazione dei risultati.
“Ovviamente tutto dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia in Ticino”, aggiunge Gobbi. “In ogni caso l’assunzione delle cariche non ci sarà subito perché Municipi, consigli e assemblee comunali uscenti devono garantire, in questo momento delicatissimo, il costante funzionamento degli enti locali”, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni.
Non sarebbe meglio rinviare le elezioni? “Il materiale di voto è già stato distribuito, c’è già chi ha votato per corrispondenza e per il voto al seggio verranno fatte osservare scrupolosamente le disposizioni di sicurezza, anche se molti elettori, penso, faranno capo al voto per corrispondenza data la situazione: no, allo stato attuale, rinviarle sarebbe molto più complicato”, risponde Gobbi. “L’importante  – prosegue il consigliere di Stato – è assicurare al cittadino la possibilità di esprimere le proprie preferenze. Se lo scenario indicato sarà confermato domani dal Consiglio di Stato, dal giorno successivo i competenti servizi del mio Dipartimento e la Cancelleria inizieranno a lavorare con i Comuni affinché ciò sia realtà. Sarebbe inoltre un messaggio positivo all’indirizzo della cittadinanza: un elemento di continuità ‘sicura’ in un periodo di grandi timori”.
Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, Sezione del militare e della protezione della popolazione, conferma che le giornate di reclutamento militare e della Protezione civile, le attività di tiro fuori del servizio così come i corsi di formazione della Protezione civile presso il Centro cantonale d’istruzione di Rivera sono da subito sospesi fino a nuovo avviso.

Reclutamento 
La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito, in accordo con i Cantoni, di annullare il reclutamento, conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile è annullato a partire da lunedì 16 marzo 2020 fino a nuovo avviso. Pertanto tutti i convocati al reclutamento non devono entrare in servizio.
Dal momento in cui la situazione lo permetterà, gli astretti al servizio riceveranno una nuova convocazione tramite ordine di marcia.

Tiro fuori servizio
In accordo con l’Ufficiale federale di tiro 17° circondario, si conferma che tutte le attività di tiro fuori del servizio sono sospese fino a nuovo avviso. Non appena la situazione lo consentirà le società di tiro interessate saranno informate sulle modalità per riprendere queste attività.

Moduli formativi PCi
Si conferma che tutti i corsi di formazione che si svolgono presso il Centro d’istruzione di Rivera sono annullati.

Per evitare incomprensioni, tutti i convocati al reclutamento e ai corsi di formazione annullati riceveranno nei prossimi giorni un’informazione personale; successivamente sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Covid-19: “La protezione inizia già alla frontiera”

Covid-19: “La protezione inizia già alla frontiera”

L’attivazione dell’articolo 41 della legge federale sulle pandemie – quello che permette un controllo sanitario stretto sulle persone che entrano in territorio svizzero e soprattutto che dà la possibilità di impedire per comprovate questioni sanitarie di varcare il confine svizzero – è stato richiesto già mercoledì dal Governo ticinese con lettera al Consiglio federale.
“Quanto introdotto dal Governo italiano sabato sera per tutta la Regione Lombardia, ossia il blocco totale delle attività con la richiesta di evitare spostamenti e contatti, e in seguito per tutto il territorio italiano, ha avuto una ripercussione diretta sul Ticino”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, promotore di questa richiesta. “Già domenica ci siamo confrontati con il Consiglio federale, chiedendo che le guardie di confine applicassero un filtro importante. Nello stesso tempo abbiamo messo a disposizione la Polizia cantonale per un sostegno al controllo. Un lavoro, quello degli agenti della cantonale, che non può svolgersi all’interno del perimetro doganale, ma più in retrovia e che è stato subito implementato a partire da lunedì. Dal giorno successivo la guardia di finanza italiana ha dato finalmente seguito al decreto-Conte, permettendo il passaggio della dogana solo ai lavoratori frontalieri, con il permesso e con un’autocertificazione sullo stato di salute. Sommando questi interventi con le difficoltà oggettive di molte aziende ticinesi per il brusco calo di ordinazioni e di scambi commerciali con l’Italia ormai completamente ferma, le auto che entrano e escono dal territorio ticinese si sono più che dimezzate: il 20 febbraio sono entrate e uscite dai nostri valichi 70’017 vetture; giovedì 12 marzo sono invece state solo 31’068. Il beneficio ambientale è stato sicuramente rilevante e, almeno quello, perdurerà. Anche gli automobilisti ticinesi in questi giorni hanno visto migliorare in un sol colpo la situazione, mentre i frontalieri hanno dovuto accettare lunghe attese in prossimità dei valichi principali (chiusi quelli secondari per concentrare il lavoro di monitoraggio dei passaggi), con inconvenienti anche al traffico locale, in particolare nei Comuni del Mendrisiotto, Chiasso in primis. Il controllo dei passaggi alle frontiere in questo specifico caso diventa indispensabile per tentare di arginare l’espandersi del virus tra la popolazione residente in Ticino. Una priorità in questa impegnativa sfida. I provvedimenti adottati dal Consiglio di Stato mercoledì 11 marzo con la dichiarazione dello stato di necessità e in seguito venerdì 13 marzo sono molto invasivi per la vita di noi tutti, così come sono imprescindibili il richiamo alla massima responsabilità individuale, alla collaborazione, all’unità d’intenti e alla solidarietà che ci porteranno a superare questa emergenza”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.