Giovani feriti a Gaza curati in Ticino, Gobbi: “un’azione concreta a una situazione intollerabile”

Giovani feriti a Gaza curati in Ticino, Gobbi: “un’azione concreta a una situazione intollerabile”

Il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi spiega le ragioni che hanno spinto il Ticino a dirsi disponibile a ospitare alcuni minorenni della Striscia di Gaza che necessitano cure mediche urgenti.

“Alle parole devono seguire delle azioni”. Norman Gobbi, presidente del governo ticinese, spiega a Ticinonews sera la disponibilità del Canton Ticino di “ospitare alcuni minorenni della Striscia di Gaza che necessitano di cure mediche urgenti, insieme alle proprie famiglie”. Ricordiamo infatti che a maggio l’esecutivo ticinese aveva scritto al Consiglio federale per chiedere di “assumere una posizione di condanna nei confronti delle violazioni del diritto internazionale umanitario, commesse dalle forze armate dello Stato di Israele nell’ambito dell’occupazione della Striscia di Gaza”.

Accolti sono i minorenni
Il Cantone, come scritto, si è detto disponibile ad accogliere alcuni minorenni. “È una decisione dell’autorità federale dovuta soprattutto alla mancanza di infrastrutture a Gaza”. Una misura adottata “in risposta a una necessità di aiuto umanitario”. Mentre per quanto riguarda le famiglie che accompagneranno i giovani, “sarà il Dipartimento della sanità e della socialità a occuparsi della loro gestione e sistemazione”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/giovani-feriti-a-gaza-curati-in-ticino-gobbi-unazione-concreta-a-una-situazione-intollerabile-418702

Accoglienza di minorenni provenienti dalla Striscia di Gaza da parte della Svizzera e del Cantone Ticino

Accoglienza di minorenni provenienti dalla Striscia di Gaza da parte della Svizzera e del Cantone Ticino

Comunicato stampa

Nell’ambito dell’azione umanitaria coordinata dalla Confederazione, anche il Ticino accoglierà alcuni minorenni della Striscia di Gaza, che necessitano di cure mediche urgenti. Rispondendo positivamente alla richiesta delle autorità federali, il Consiglio di Stato ha espresso la disponibilità del nostro Cantone a partecipare.
La guerra in corso nella Striscia di Gaza sta creando enormi problemi nell’assistenza sanitaria alla popolazione, che non può più essere curata in maniera adeguata nelle strutture mediche locali. Seguendo iniziative analoghe avviate da altri Paesi, anche la Svizzera ha quindi organizzato un’azione umanitaria per accogliere sul proprio territorio alcune persone che necessitano di cure mediche urgenti. La decisione è stata confermata, nella giornata odierna, dal Consiglio federale.
Il Ticino, tramite il Consiglio di Stato, ha garantito la propria disponibilità a ospitare sul proprio territorio alcuni minorenni che necessitano di cure mediche urgenti, insieme alle proprie famiglie. L’accoglienza – coordinata dalla Segreteria di Stato della migrazione – è resa possibile dalla collaborazione tra le autorità cantonali e l’Ente Ospedaliero Cantonale, ed in particolare l’Istituto pediatrico della Svizzera italiana.

Sigirino, slitta lo svincolo autostradale: servono nuove verifiche foniche

Sigirino, slitta lo svincolo autostradale: servono nuove verifiche foniche

L’inizio dei lavori per lo svincolo di Sigirino saranno posticipati almeno al 2028. Le cause sono attribuibili ad una pressione degli organi federali sull’inquinamento fonico.

Lo svincolo autostradale di Sigirino non sarà pronto nei tempi inizialmente previsti: i lavori, che avrebbero dovuto partire nel 2026 e concludersi entro il 2027, slitteranno di un paio d’anni. La notizia è emersa durante un incontro tra l’Ufficio federale delle strade (Ustra), il Cantone, la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (Crtl) e Vedeggio Valley, che riunisce diversi Comuni della zona. A riportarlo è LaRegione.

Il motivo
Il ritardo è legato a una sentenza del Tribunale federale su un progetto a Zurigo, che ha imposto controlli più severi sull’inquinamento acustico. Di conseguenza, l’Ufficio federale dell’ambiente ha chiesto di applicare lo stesso principio a Sigirino. Come spiegato dal consigliere di Stato Norman Gobbi, la prudenza del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) mira a prevenire possibili ricorsi futuri. “Meglio fare un passo in più oggi piuttosto che rifare il lavoro dopo”, ha commentato.

Quali sono gli accertamenti?
Le verifiche riguarderanno il monitoraggio dei rumori lungo la tratta, con la necessità di aggiornare i ripari fonici, ad esempio sostituendo i vetri singoli con doppi. “Si tratta di un progetto importante e prioritario per la valle del Vedeggio”, ha ribadito Gobbi, ricordando anche l’impatto positivo atteso sul traffico e sulla qualità di vita degli abitanti. Dal canto suo, il presidente della Crtl Filippo Lombardi non ha nascosto l’amarezza per lo slittamento: “In questo caso il ritardo è da imputare agli enti pubblici, non ai privati. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità”. Il costo complessivo dell’opera è stimato in 32,8 milioni di franchi, finanziati in parte dalla Confederazione (20%) e per il resto da Cantone e Comuni. Il nuovo orizzonte temporale prevede l’apertura dello svincolo non prima del 2028-2029.

https://www.ticinonews.ch/ticino/sigirino-slitta-lo-svincolo-autostradale-servono-nuove-verifiche-foniche-418656

****

Svincolo autostradale di Sigirino: ritardo di un paio d’anni
Una perizia fonica richiesta dall’Ufficio federale dell’ambiente comporta uno slittamento dei tempi, dal 2027 al 2028-29. Lombardi: ‘Triste fenomeno’
 
Bisognerà aspettare qualche anno in più per vedere realizzato lo svincolo autostradale di Sigirino. La notizia è stata discussa mercoledì sera durante un incontro tra Ufficio federale delle strade (Ustra), Cantone, Commissione regionale dei trasporti del Luganese (Crtl) e Vedeggio Valley, la Commissione che riunisce i Comuni di Bedano, Lamone, Mezzovico-Vira, Monteceneri e Torricella-Taverne. La causa? Una sentenza del Tribunale federale che ha portato l’Ufficio federale dell’ambiente a richiedere una perizia fonica.
 
Il precedente di Zurigo
Una notizia che arriva dopo mesi di speculazioni e qualche nervosismo dietro le quinte. Non una buona notizia, sebbene il consigliere di Stato Norman Gobbi ne ridimensioni un po’ la portata negativa: «Posso capire la delusione dei comuni della valle del Vedeggio per un allungamento dei tempi, dall’altra parte posso capire però anche la prudenza del Datec (Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, ndr). Secondo loro è meglio fare un passo in più seguendo quanto deciso nell’ambito di un progetto molto più grande (la circonvallazione di Zurigo, ndr), che piuttosto dover magari rifare questo lavoro dopo una decisione del tribunale». Meglio aspettare un po’ e fare le cose per bene, piuttosto che subire ritardi a causa di possibili lungaggini legali, in sostanza.
 
Andranno aggiornati i ripari fonici
Il riferimento del consigliere di Stato è a una sentenza del Tribunale federale che proprio sul progetto zurighese ha imposto di verificare le emissioni di decibel «e l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) ha chiesto di applicare la stessa procedura anche per lo svincolo di Sigirino. Si sarebbe potuto anche non farlo, ma la segreteria generale del Datec ha ritenuto di seguire questa indicazione per anticipare eventuali problemi, visto che c’è anche un ricorso di un privato (legata proprio al tema dei rumori, ndr). Qualora si fosse proseguito senza effettuare le verifiche indicate, il Tribunale amministrativo federale avrebbe potuto dire che quella procedura andava seguita, basandosi sul precedente attestato dal Tf che diceva che andava fatto questo tipo di percorso». Nel concreto, spiega Gobbi, deve essere fatto un monitoraggio dei rumori lungo tutta la tratta interessata. «Rilievi che la Divisione costruzioni e gli altri servizi del Dipartimento del territorio hanno in larga parte già fatto a suo tempo per la strada cantonale e questo permetterà di condividere più velocemente queste informazioni nell’ottica di accelerare questa fase di analisi per capire dove è necessario intervenire per effettuare le sostituzioni necessarie». Ad esempio, i vetri dei ripari fonici, che in alcune parti sono ancora singoli invece che doppi, andranno potenziati.
 
Gobbi: ‘Progetto prioritario’
«Si tratta di un progetto importante, prioritario per la valle del Vedeggio, e fortemente atteso – conclude il consigliere –. A breve aprirà anche la nuova infrastruttura sportiva proprio a Sigirino e quindi lo svincolo diventa ancora più importante». Il progetto, ricordiamo, è stato elaborato dall’Ustra ed è stato approvato dal Consiglio federale il 27 maggio del 2020 dopo una lunga gestazione. Voluto dal basso, le prime riflessioni sono nate in senso alla Crtl nel 2011 in risposta a sollecitazioni provenienti dai Comuni, lo svincolo si è scontrato con un primo semaforo rosso del Datec l’anno seguente, per essere poi ridiscusso fino a ottenere un finanziamento del 20% dalla Confederazione. Il resto del costo – in totale parliamo di circa 32,8 milioni di franchi –, dopo il sì del Gran Consiglio nel 2023, sarà suddiviso tra Cantone e Comuni tramite Crtl. Scopo dell’opera è: scaricare dal traffico lo snodo autostradale di Lugano Nord e delle strade affluenti, spesso intasati durante le ore di punta; il miglioramento della qualità di vita degli abitanti della valle, dato che è attesa una contrazione del traffico parassitario sulla Cantonale tra Rivera e Sigirino del 60% e del 20% tra Taverne e Lugano Nord e una spinta allo sviluppo industriale e non solo dell’area.
 
Lombardi: ‘Ritardo accumulato dagli enti pubblici…’
«È una misura di alleggerimento importante per tutta la mobilità su questo asse – aggiunge sul tema il presidente della Crtl, Filippo Lombardi – e quindi l’abbiamo caldeggiata fin dall’inizio. Però non abbiamo avuto nessun compito di allestimento: una volta presa la decisione politica, la progettazione è stata gestita da Confederazione». Il capodicastero Sviluppo territoriale di Lugano non nasconde dunque una certa amarezza per lo slittamento. «Assistiamo alla finestra a questo triste fenomeno, ancora una volta, del rallentamento delle opere pubbliche – osserva –. Di solito si deplorano i privati che fanno i ricorsi, ma in questo caso il ritardo lo hanno accumulato gli enti pubblici e questo fa ancora più dispiacere alla Crtl. Noi abbiamo fatto tutto quel che era in nostro potere per fare le cose in modo giusto».
I lavori avrebbero dovuto iniziare l’anno prossimo e terminare nel 2027, una data già posticipata rispetto alle previsioni iniziali, ma ora l’orizzonte temporale è stato aggiustato al 2028-29, a dipendenza di come proseguirà ora l’iter. Lo svincolo, parte del Programma di agglomerato del Luganese di terza generazione, verrà edificato sfruttando quello provvisorio edificato nel 2002-03 per i lavori della galleria di base del Ceneri di AlpTransit.
 
Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 26 settembre 2025 de La Regione
 
*****

Sigirino, lo svincolo che si allontana
Un anno di ritardo per la necessità di uno studio aggiuntivo sull’impatto fonico – I comuni interessati non faranno ricorso ma rimarranno vigili

Come anticipato da La Regione slitta così di un anno l’inizio dei lavori per il nuovo svincolo autostradale di Sigirino. Il committente, ossia l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha infatti annunciato di dover procedere ad uno studio supplementare sull’impatto fonico lungo il tratto fra Rivera e Lugano nord. Questo studio “comporta una spesa maggiore di circa 50’000 franchi”, precisa il portavoce dell’USTRA Eugenio Sapia. Il cantiere prenderà quindi avvio nel 2028. Ed è delusione fra i comuni della valle del Vedeggio, che vedevano ormai più vicina un’opera strategica per la mobilità di tutta la regione.
La causa del ritardo è di natura tecnica e concerne la previsione del rumore generato dal traffico, quando lo svincolo sarà in esercizio. Nel giugno del 2024 il Cantone, che copre l’80% dei costi, aveva chiesto a Berna di considerare con più prudenza l’impatto fonico: un’osservazione accolta dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) lo scorso 10 settembre, anche sulla scorta di una sentenza del Tribunale federale (TF) che, nel 2023, aveva imposto ulteriori verifiche foniche al progetto di circonvallazione della città di Zurigo. Si tratta ora, osserva Sapia, di “presentare un progetto con dei dati aggiornati”.
Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha espresso comprensione per entrambe le parti: la prudenza degli uffici federali e la delusione dei Comuni, i quali non ricorreranno contro questa decisione, ma rimarranno vigili. “Noi come commissione regionale dei trasporti del Luganese, proprio per quest’opera abbiamo già fissato una data a primavera per ritrovarci, per vedere a che punto sono questi lavori”, spiega Mario Canepa, presidente della delegazione delle autorità, auspicando di poter a quel punto “avere già dei risultati abbastanza concreti”.
Risultati che permetteranno all’USTRA di definire l’estensione dei ripari fonici lungo l’autostrada. E le previsioni dicono che non dovrebbero esserci modifiche rilevanti rispetto a quanto già progettato.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Sigirino-lo-svincolo-che-si-allontana–3148953.html

L’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

L’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Passaggio di consegne della Presidenza dal Cantone Ticino alla Lombardia: l’assessore regionale con delega alla Confederazione Elvetica Massimo Sertori ha infatti assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’Assemblea Generale che si è svolta a Varese, nella prestigiosa location delle Ville Ponti.
È stata anche l’occasione per celebrare il trentesimo anniversario dalla Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, firmata proprio a Varese il 19 gennaio del 1995.
La Comunità di lavoro è nata per promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini e riunisce il Cantone Ticino, le Regioni Lombardia e Piemonte, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese.

Dalla sua creazione nel 1995 – dichiara il Presidente uscente Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino – la Regio Insubrica ha saputo ergersi a piattaforma riconosciuta di dialogo e cooperazione del territorio transfrontaliero italo-svizzero, attivandosi quale facilitatrice tra le amministrazioni pubbliche e gli enti di riferimento, promuovendo il dialogo, la cooperazione e la mutua conoscenza, allo scopo di permettere all’area insubrica di cogliere le opportunità che si presentano in termini di sviluppo sostenibile ai due lati della frontiera per sfruttare tutto il potenziale del territorio, trasformando il confine in un’alleanza dinamica.“

È per me un onore – afferma il neo Presidente della Regio Insubrica Massimo Sertori – prendere il testimone da Norman Gobbi e quindi condurre la presidenza della Regio Insubrica per l’anno 2025-2026”. “Questa Comunità di lavoro – continua – è ormai una piattaforma collaudata fondamentale nel dialogo e nella cooperazione transfrontaliera Italo Svizzera. Trae la propria forza nel recepire le istanze dal basso provenienti dai singoli territori e quindi trasformando le stesse in proposte risolutive da sottoporre al Cantone, alla Regione finanche ai livelli superiori, come la Confederazione e lo Stato. Si sostanzia quindi in una catena di trasmissione fondamentale tra le comunità e le istituzioni dei singoli Stati”. “Anche in questo mio anno di presidenza – conclude Sertori – l’impegno è quello di rafforzare sempre più la cooperazione territoriale in svariati ambiti e realizzare progetti strategici e di qualità a beneficio delle nostre comunità”.

La Regio Insubrica – commenta Alberto Preioni, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte – unita da storia e cultura comuni, guarda al futuro con la volontà di rafforzare la collaborazione transfrontaliera”. “Vogliamo e dobbiamo crescere insieme – continua – attraverso progetti condivisi che valorizzino le nostre comunità e aprano nuove opportunità di sviluppo. Infrastrutture moderne, turismo sostenibile e collegamenti sempre più efficienti sono le chiavi per rendere competitivo il nostro territorio”. “Siamo impegnati – conclude Preioni – a mantenere un dialogo costante con tutti i partner istituzionali, da entrambe le frontiere. Il nostro obiettivo è chiaro: costruire una Regio forte, unita e prospera per le generazioni future.”

È intervenuto all’Assemblea anche il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
È per me un grande piacere – dichiara il governatore lombardo – prendere parte quest’oggi all’Assemblea della Regio Insubrica che proprio nel 2025 celebra il trentennale dalla sua fondazione”. “La Regio Insubrica – continua Fontana – per la sua capacità di ascolto delle istanze territoriali e per la sua propositività, rappresenta un modello di condivisione, dialogo e mediazione cui altri territori transfrontalieri si stanno ispirando: grazie alla sua dinamicità, le sfide che caratterizzano queste aree di confine, dalle quali transita il 90% dello scambio commerciale tra Italia e Svizzera, acquisiscono nuova centralità”.

Presenti, inoltre, il Sindaco della Città di Varese Davide Galimberti, il Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, l’Ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti e l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.

Il Segretario Generale della Comunità di lavoro, Francesco Quattrini ha presentato il rapporto delle attività realizzate nel 2024 e dell’attività per l’anno in corso. Ha inoltre aggiornato sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, in particolare riguardo ai progetti presentati per l’area della Regio Insubrica.
L’Assemblea ha dedicato un momento alla presentazione del progetto di ricerca “Città dei Laghi, un atlante per il territorio insubrico”, a cura dell’architetto ricercatore Francesco Rizzi. Il progetto è sviluppato sulla visione della Città dei Laghi, come modello territoriale di riferimento cooperativo transfrontaliero tra il Ticino e le province italiane della Regio Insubrica.
I membri della Comunità di lavoro hanno infine approvato i conti preventivi per gli anni 2025 e 2026 e il consuntivo del 2024.

Matteo Cremaschi e Caroline Roth entrano nello staff della Direzione del DI

Matteo Cremaschi e Caroline Roth entrano nello staff della Direzione del DI

Comunicato stampa

A seguito della scomparsa di Gianmaria Pusterla e dei successivi avvicendamenti interni, il Consiglio di Stato – su proposta del Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI), Norman Gobbi – ha assunto Matteo Cremaschi e Caroline Roth nello staff di direzione del DI, con entrata in funzione quali collaboratori personali il 1. gennaio 2026.

Per la prima volta una posizione di questo tipo è stata messa a concorso pubblico: sono pervenute 104 candidature. Dopo una prima analisi, sono stati selezionati 12 profili (6 uomini e 6 donne) ritenuti conformi al bando e alle competenze richieste per il primo colloquio. Da questa rosa è seguita una seconda selezione, più tecnico-pratica, alla quale hanno avuto accesso quattro candidati (due uomini e due donne).
La scelta finale di Cremaschi e Roth riflette la volontà di affrontare con nuove energie le sfide presenti e future del Dipartimento e del Consigliere di Stato Norman Gobbi: da un lato, i compiti legati alla riorganizzazione e semplificazione delle competenze; dall’altro, il rafforzamento del coordinamento della comunicazione dipartimentale.
Matteo Cremaschi, laureato in Scienze della comunicazione politica e sociale, è attualmente Sostituto Responsabile del Servizio comunicazione e portavoce del Ministero pubblico della Confederazione. Vanta una solida esperienza nella comunicazione istituzionale e di crisi, maturata anche presso la SUPSI e nel settore bancario. Oltre a un’ottima padronanza delle lingue nazionali, conosce a fondo il contesto politico-istituzionale ticinese e svizzero. Ha inoltre sviluppato competenze nella gestione di progetti, tra cui l’iniziativa “Prospettiva 2040” promossa dal Cantone Ticino, esperienza che gli sarà utile per i compiti legati alla semplificazione dei rapporti tra Cantone, cittadini, aziende e Comuni.
Caroline Roth, Caporedattrice di Teleticino dal 2021, lavora presso l’emittente dal 2011. Laureata in Biotecnologie veterinarie all’Università degli Studi di Milano, ha intrapreso una carriera giornalistica che l’ha portata a ruoli di crescente responsabilità fino alla guida della redazione. Giornalista iscritta all’albo, unisce competenze scientifiche e comunicative a una solida esperienza nel panorama mediatico ticinese e a buone conoscenze dell’ambito istituzionale cantonale. Con ottime conoscenze delle lingue nazionali e dello svizzero-tedesco, offre un supporto qualificato nei rapporti con i media d’Oltralpe e nelle attività intercantonali del Consigliere di Stato.

Possibile chiusura del terminal di Chiasso, Gobbi: “Una centralizzazione oltre Gottardo non tollerabile”

Possibile chiusura del terminal di Chiasso, Gobbi: “Una centralizzazione oltre Gottardo non tollerabile”

Dopo l’ipotesi di chiudere anche il terminal a Chiasso di FFS Cargo, il Consiglio di Stato ha incontra il comitato contrario alla riorganizzazione.
Il Governo intende scrivere all’azienda.

È di domenica la notizia di una possibile chiusura del deposito di Chiasso, che si aggiunge a quella già annunciata da FFS Cargo di Lugano e Cadenazzo. Oggi, appena tre giorni dopo, il comitato contrario alla ristrutturazione ha incontrato il Consiglio di Stato. Anche quest’ultimo vuole vederci chiaro dopo gli ultimi sviluppi. Il presidente Norman Gobbi afferma che la questione è stata discussa in seduta di Governo: “Abbiamo già deciso di scrivere e chiedere un incontro a FFS e FFS Cargo. È in entrambi i settori che bisogna intervenire visto che ci sono discussioni sull’infrastruttura, ma anche sulla possibilità di perdere posti di lavoro qualificati nel settore traffico viaggiatori”. Questo è un disservizio, specifica Gobbi. “Il Ticino ha sacrificato il suo territorio in infrastrutture di carattere nazionale e internazionale. Perdere impieghi a favore di una centralizzazione oltre Gottardo non è per noi tollerabile”.

A rischio gli impieghi a Chiasso
A Palazzo delle Orsoline c’era una delegazione composta di partiti politici, associazioni e sindacati. Come quello dei macchinisti, rappresentato da Luca Benato, che pure non ha ricevuto conferma da FFS Cargo dell’ipotesi di chiudere il terminal di Chiasso: “Ho ricevuto una comunicazione dal comitato centrale della Svizzera tedesca che parla di chiusure. I macchinisti toccati sono 17 a Chiasso. Questa cosa è gravissima”. Anche perché, dice Benato, Alexander Muhm (direttore di FFS Cargo, ndr) tre settimane fa aveva detto che il terminal non avrebbe chiuso.

15 macchinisti ancora in attesa di una soluzione
Quasi una ventina di impieghi che si aggiungerebbero ai 40 posti di lavoro soppressi senza licenziamenti per via della chiusura dei terminal di Lugano e Cadenazzo (quest’ultimo, ricordiamo, in futuro verrà gestito dalla Posta). La maggior parte, però, operati tramite delle ricollocazioni interne o prepensionamenti, mentre per gli altri si sta cercando una soluzione. Al momento 15 macchinisti non l’hanno ancora trovata, prosegue Benato. In due hanno presentato le dimissioni.

Gli obiettivi del Governo
Dal canto suo, il Governo intende anzitutto capire quali siano le intenzioni di FFS Cargo. I margini di manovra a disposizione del Consiglio di Stato dipenderanno da “quanto verrà confermato o meno”, dichiara Gobbi. Secondo quest’ultimo gli obiettivi sono due. Primo, difendere i posti di lavoro qualificati “in Ticino e per i ticinesi”. Secondo, “rispettare la sostenibilità nel trasporto delle merci non solo a livello internazionale, ma anche all’interno del nostro paese”. Intanto, il comitato indice una nuova manifestazione per il 6 ottobre in piazza Governo, in concomitanza con la seduta di Gran Consiglio.

https://www.ticinonews.ch/ticino/possibile-chiusura-del-terminal-di-chiasso-gobbi-una-centralizzazione-oltre-gottardo-non-tollerabile-418586

****

FFS Cargo, il Governo si impegna contro lo smantellamento
Incontro con il comitato che si batte contro l’eventuale chiusura che comporterebbe la perdita di 17 posti di lavoro

Il Consiglio di Stato ticinese e il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo si sono incontrati questo mercoledì al palazzo delle Orsoline a Bellinzona e faranno fronte comune per lottare contro la possibile chiusura del deposito di Chiasso, che comporterebbe la perdita di 17 posti di lavoro.
Per il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, la notizia, che non è ancora confermata, è un segnale negativo: “Si perdono posti di lavoro qualificati per i ticinesi e si chiudono servizi a sostegno della nostra economia e dell’approvvigionamento del Paese”, ha dichiarato ai microfoni del Quotidiano. Inoltre, Gobbi critica la modalità di comunicazione, o non comunicazione, delle FFS: “I Cantoni e i Comuni sono delle identità politiche che meritano rispetto”.
Il sindacato nei macchinisti ha chiesto una moratoria per bloccare l’eventuale smantellamento, ma “adesso la questione è tutta politica”, afferma Luca Benato, della sezione ticinese del sindacato. Il Governo ticinese non si è espresso sulla moratoria, ma toccherà a lui chiedere un incontro con le FFS.
Le ferrovie giustificano i tagli con il fatto che lo scorso anno il settore Cargo ha registrato un deficit di 76 milioni di franchi, di cui 12 nel traffico combinato.
“Il Ticino è particolarmente toccato in generale dal transito del traffico merci, ma anche dal passaggio del traffico interno”, ha ricordato Nara Valsangiacomo, presidente di ProAlps. “Sapere che il Consiglio di Stato prende seriamente questa problematica e che si metterà d’impegno per chiedere soluzioni per noi è fondamentale. Perché all’interno del Ticino noi avremo l’impatto più grande, sia sindacalmente ma anche ambientalmente”.
In attesa di sedersi al tavolo delle trattative, il Comitato contro lo smantellamento scenderà in piazza lunedì 6 ottobre a Bellinzona.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/FFS-Cargo-il-Governo-si-impegna-contro-lo-smantellamento–3143934.html

Visita di cortesia dell’Ambasciatore svizzero a Roma

Visita di cortesia dell’Ambasciatore svizzero a Roma

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline la visita dell’Ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti. L’incontro ha permesso di affrontare alcuni temi d’attualità e di fare il punto sulle relazioni bilaterali fra Svizzera e Italia.

Il ticinese Roberto Balzaretti è entrato in funzione a Roma dal gennaio 2025, dopo un incarico di quattro anni come Ambasciatore svizzero per Francia e Principato di Monaco.
La visita di cortesia odierna è stata l’occasione per discutere insieme al Consiglio di Stato – guidato dal Presidente Norman Gobbi – svariati temi di attualità in campo politico e sociale, e per analizzare le relazioni economiche e culturali fra Italia e Svizzera, con particolare attenzione al Ticino.

A Losone si avanza spediti verso il rinnovamento

A Losone si avanza spediti verso il rinnovamento

Tolti ufficialmente i veli alla casa comunale e alla nuova piazza nel quartiere di San Rocco.
I lavori sono durati poco più di due anni per un investimento votato dal Legislativo di 13 milioni di franchi.
Adesso si pensa alla ristrutturazione dell’edificio scolastico e della vecchia sede dell’amministrazione

Cemento, legno e vetro. Tanto vetro. Malgrado le sue dimensioni imponenti, la nuova casa comunale di Losone è leggera e, soprattutto, trasparente. Una trasparenza che non emerge solo dall’architettura dell’edificio, progettato dallo studio Baserga Mozzetti, ma anche della volontà degli amministratori del Comune di svolgere sempre la loro attività alla luce del sole. «La fiducia la si conquista anche così», ha sottolineato il sindaco Ivan Catarin nel suo discorso pronunciato durante la cerimonia inaugurale andata in scena sabato. «Questa è prima di tutto casa vostra », ha aggiunto il sindaco rivolgendosi alle losonesi ed ai losonesi giunti numerosi alla cerimonia d’inaugurazione. Una cerimonia che segna la conclusione di un percorso che risale alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, quando aveva iniziato a prendere forma la volontà di dotare Losone di un nuovo centro. Poi, nel 2019, venne finalmente scelto il progetto e l’iter per la realizzazione della nuova sede dell’amministrazione comunale poté procedere celermente. Dalla posa della prima pietra sono passati poco più di due anni e sabato sono stati tolti ufficialmente i veli alla nuova casa comunale, che nel frattempo ospita già i vari servizi, compresi quelli della Polizia comunale. L’Ufficio tecnico è invece rimasto nella sua sede in salita Renecone.

Un simbolo di vicinanza
«Questo edificio simboleggia la vicinanza tra cittadinanza ed amministrazione. Una vicinanza che, in un periodo di sfiducia verso la politica, dobbiamo saper riconquistare», ha evidenziato il presidente del Consiglio comunale Matteo Guerini. «Con la nuova casa comunale – ha aggiunto il primo cittadino – compiamo un passo importante verso un’amministrazione più moderna, efficiente e accessibile ». Affinché progetti come questi possano venir realizzati c’è bisogno del sostegno della popolazione, gli ha fatto eco il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «Un sostegno che è testimoniato dalla vostra numerosa presenza a questa cerimonia inaugurale », ha aggiunto Gobbi, il quale non ha lesinato critiche per quanto accaduto venerdì sera a Bellinzona in occasione della conferenza sugli accordi bilaterali durante la quale il consigliere federale Ignazio Cassis è riuscito a lasciare il Teatro Sociale solo grazie alla scorta della Polizia a causa della manifestazione promossa dal Coordinamento unitario a sostegno della Palestina. «Quando ci sono opinioni diverse – ha affermato Gobbi – c’è il dialogo, c’è il confronto, ma ci sono delle linee che non possono essere superate, ossia quelle di minacciare le altre persone che la pensano in maniera diversa».

Altri cantieri in arrivo
L’edificazione della casa comunale ha permesso anche di dare una nuova piazza al quartiere di San Rocco. Piazza sulla quale si affaccia l’ormai ex sede dell’amministrazione comunale edificata nel 1911. Edificio, quest’ultimo che il Municipio intende ristrutturare affinché possa accogliere in futuro altri spazi amministrativi non necessariamente a livello comunale. Questa intenzione sarà meglio specificata in un messaggio che l’Esecutivo dovrebbe pubblicare a breve. È già stato invece approvato dal Consiglio comunale quello con la richiesta del credito per la progettazione della ristrutturazione delle scuole comunali. Progettazione che dovrà prevedere, oltre al mantenimento dell’edificio attuale che sarà completamente ristrutturato, anche della costruzione di una nuova ala. L’edificazione di quest’ultima dovrà avere la precedenza in modo da poter accogliere – unitamente agli spazi dell’ex asilo e di quelli della vecchia casa comunale – gli allievi durante la fase del cantiere per la ristrutturazione dell’edificio principale. Una volta terminato il rifacimento dell’edificio principale, la nuova ala sarà destinata a servizi negli ambiti sia scolastici, sia extrascolastici. L’ex asilo, dopo aver accolto temporaneamente gli allievi delle scuole comunali, sarà di nuovo dedicato al Centro giovanile ed altre attività con contenuti associativi.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 22 settembre 2025 del Corriere del Ticino

 

Nuova ciclopedonale nel Gambarogno

Nuova ciclopedonale nel Gambarogno

Il direttore del DI Norman Gobbi auspica più sicurezza per la mobilità lenta

È stata inaugurata alla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi, del Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann e del Sindaco Gianluigi Della Santa la nuova pista ciclopedonale che collega Quartino a Magadino, nel Comune di Gambarogno. L’opera contribuisce in modo significativo al rafforzamento della rete ciclabile del Canton Ticino, offrendo un’alternativa sicura e sostenibile per gli spostamenti quotidiani verso il centro sportivo regionale e il Locarnese.

Infrastruttura al servizio del territorio
La pista ciclopedonale collega il Centro sportivo del Gambarogno al centro abitato di Magadino, favorendo l’accessibilità tramite la mobilità lenta alla zona delle Bolle e alla riva del lago. Il nuovo tratto garantisce una maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni, in quanto si sviluppa su sede propria, separata dalla strada cantonale, offrendo un’esperienza di percorrenza più sicura, piacevole e adatta a tutte le età.

La peculiarità del tracciato
Norman Gobbi Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni ha voluto percorrere in biciletta il nuovo tratto ciclopedonale per constatare di persona le peculiarità del tracciato e osservare da vicino i vari aspetti tecnici dell’infrastruttura.
Successivamente nel suo intervento ufficiale ha innanzitutto ringraziato le maestranze e tutti coloro che hanno collaborato attivamente alla realizzazione di quest’opera. In particolare ha ringraziato il Comune di Gambarogno per la cooperazione dimostrata.
La collaborazione fra istituzioni è fondamentale per cercare di rispondere al meglio alle esigenze della popolazione, e questo progetto ne è un ottimo e concreto esempio, basti pensare ai finanziamenti che sono ripartiti fra Confederazione, Cantone e Comuni.
Dopodiché il Consigliere di Stato Gobbi si è rivolto agli allievi dell’Istituto di Gambarogno presenti, invitandoli ad approfittare di questa nuova infrastruttura sia nell’ambito scolastico, che nel proprio tempo libero. Permettere ai nostri giovani di poter recarsi al proprio centro sportivo con maggiore sicurezza era uno degli obiettivi principiali dell’opera.
Il Sindaco di Gambarogno, Gianluigi Della Santa, ha voluto dapprima ringraziare i servizi cantonali, le maestranze che hanno operato su un cantiere difficile e complicato e anche gli utenti della strada per l’attenzione e la pazienza dimostrata nelle fasi di cantiere.
La pista permette di partire da casa in bicicletta, percorrere il Piano di Magadino, visitare le Bolle, per proseguire fino al Lido di Magadino, per poi avventurarsi sui percorsi collinari del Gambarogno, ecco da oggi la gita di famiglia ideale in tutta sicurezza.
Anche il Presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann, ha sottolineato l’importanza di infrastrutture come questa, in un Cantone in cui le strade, sempre più trafficate, scoraggiano soprattutto i più giovani dall’utilizzare la bicicletta. Le piste ciclabili, come quella del Gambarogno, offrono quindi uno spazio protetto e dedicato, riducendo drasticamente il rischio di incidenti.
Per celebrare l’apertura ufficiale della pista, è stata organizzata una giornata all’insegna della mobilità ciclabile dedicata agli allievi delle scuole elementari di Cadepezzo e Quartino. In mattinata gli allievi hanno potuto percorrere il nuovo tracciato a piedi, in bicicletta o in monopattino, accompagnati da genitori e docenti.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 21 settembre 2025 de Il Mattino della domenica