Progetto Lugano città aperta

Progetto Lugano città aperta

Comunicato stampa

Mercoledì 23 gennaio, in prossimità del Giorno della Memoria 2019, saranno presentati gli Atti del Progetto Lugano città aperta (Edizioni Città di Lugano, 2018, “Pagine storiche luganesi”).

L’evento, che si terrà nell’Auditorio del campus dell’USI a Lugano alle ore 10:30, è promosso dalla Fondazione “Federica Spitzer”, dall’Istituto di studi italiani dell’USI e dall’Archivio storico della Città di Lugano, con il sostegno del Dipartimento istituzioni del Canton Ticino e del Programma di integrazione cantonale PIC.

A sottolineare il convergere di intenti culturali e civili che hanno animato il progetto Lugano città aperta, l’evento si concluderà con la conferenza di un ospite d’eccezione, il Direttore del museo di Auschwitz- Birkenau, Piotr Cywinski.

All’evento porteranno il loro saluto il Rettore dell’USI Boas Erez, il Capo del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Sindaco della Città di Lugano Marco Borradori e il Presidente della Fondazione “Federica Spitzer” Moreno Bernasconi.

Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia, la Fondazione Federica Spitzer e la Città di Lugano hanno promosso una serie di eventi per valorizzare la tradizione umanitaria di Lugano e della Svizzera italiana verso chi ha subito l’oppressione politica, la persecuzione razziale e religiosa e la negazione della libertà.

Il progetto, culminato con l’inaugurazione di un Giardino dei Giusti al Parco Ciani, intendeva rendere omaggio a quattro figure di Ticinesi che con il loro impegno tangibile hanno contrastato l’oppressione e /o salvato la vita di chi era perseguitato. Sono raccolti nel volume i contributi delle conferenze dedicate a Francesco Alberti, Carlo Sommaruga, Anna Maria Valagussa e Guido Rivoir, assieme agli atti del convegno Lugano al crocevia. Esuli, esperienze, idee promosso in collaborazione con l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana.

Programma

Ore 10.30 Saluti delle autorità
Rettore dell’Università della Svizzera italiana, Professor Boas Erez Capo del Dipartimento delle Istituzioni, onorevole Norman Gobbi Sindaco di Lugano, onorevole Marco Borradori
Presidente della Fondazione “Federica Spitzer”, Moreno Bernasconi

Ore 10.45 «Lugano città aperta» e «Lugano al crocevia»
Prof. Stefano Prandi, Direttore dell’Istituto di studi italiani (USI)
Prof. Giacomo Jori (USI), curatore del volume
Pietro Montorfani, Direttore dell’Archivio storico della Città di Lugano, curatore del volume

Ore 11.20
Conferenza di Piotr M.A. Cywiński, Direttore dell’Auschwitz-Birkenau State Museum

Per maggiori informazioni: http://www.fondazionespitzer.ch/lugano-citta-aperta

Discorso pronunciato in occasione della commemorazione del 70° del Consiglio comunale di Canobbio

Discorso pronunciato in occasione della commemorazione del 70° del Consiglio comunale di Canobbio

13 gennaio 2019

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori,

vi saluto a nome del Consiglio di Stato, che oggi, in questa occasione di festa, mi pregio di rappresentare.

Prima di tutto… Buon compleanno! Spegnere 70 candeline vuol dire tagliare un traguardo importante e anche ricordare nel modo opportuno le centinaia di persone che in questo periodo si sono messe a disposizione della collettività di Canobbio. Ringrazio quindi i consiglieri comunali di oggi e rivolgo un pensiero di grande gratitudine anche a chi ha svolto con dedizione questo compito in un passato più o meno recente.

Cosa significa essere “consigliere comunale”? Tante cose. Prima di tutto, personalmente lo considero un atto di vera e propria generosità nei confronti dei propri concittadini, ai quali si consacrano tempo ed energia nell’ottica di garantire una crescita armonica e coerente del Comune di appartenenza. Lo è ancora di più in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una certa disaffezione alla cosa pubblica e dalla tendenza a non partecipare attivamente alla vita politica locale. Il consigliere comunale ha quindi tutta la mia stima: la vitalità, l’intraprendenza e il dinamismo di un Comune dipendono anche moltissimo da lui. In ogni angolo del nostro Cantone ci sono ovviamente delle belle eccezioni, ma la realtà ci mostra quotidianamente quanto non sia affatto semplice trovare persone disposte a mettersi in gioco e ad esprimere pubblicamente opinioni, progettualità, critiche e idee. Essere “consigliere comunale” sottintende pertanto una profonda passione (spesso ereditata da un famigliare), un elevato entusiasmo e la volontà di attivarsi per gli altri e, di riflesso, per il proprio Comune. Con la carica di consigliere ci si prende a carico una grande responsabilità: si diventa infatti il rappresentante dei cittadini nell’organo legislativo comunale, si assume un delicato ruolo a nome di chi ha avuto fiducia in te, votandoti, ma anche di chi ha scelto altri candidati. Si rappresenta un partito o un movimento, certo, ma soprattutto si entra a far parte del “meccanismo comunale”.

Per chi è attivamente interessato alla vita del proprio Comune, si tratta del primo passo nella politica attiva: un passo che potrebbe anticiparne altri e che potrebbe condurre a livelli politici superiori. Essere “consigliere comunale” significa quindi anche intraprendere un corso formativo, una sorta di apprendistato, una “carriera”: da qui la necessità di essere persone aperte, propositive, collaborative, ma anche informate, proattive e interessate a ciò che le circonda. Buoni consiglieri comunali costruiscono, assieme a buoni municipali, un Comune altrettanto buono, dinamico e moderno. I buoni consiglieri comunali sono sempre anche dei buoni cittadini, il che garantisce un valore aggiunto significativo e di qualità all’intera comunità.

Il Consiglio comunale è la palestra ideale del dibattito politico: qui – in uno dei tre livelli costituzionali della nostra Confederazione – si apprende il confronto con gli altri, la difesa delle proprie idee e il sostegno delle proprie tesi. Si impara l’arte e la bellezza del dialogo. Si apprende il valore della collaborazione, tanto con il Municipio, quanto con i colleghi, le autorità cantonali, i cittadini, i Patriziati, le Associazioni e via dicendo. Il tutto secondo regole stabilite che, nel caso specifico, si basano – come ben sapete – sulla Legge organica comunale.

Negli anni il Comune ticinese ha mutato radicalmente volto. Focalizziamo la nostra attenzione su quanto è accaduto soltanto negli ultimi 20-25 anni: in questo lasso di tempo relativamente breve, la mappa dei Comuni è stata ridisegnata in ossequio alla visione cantonale della politica aggregativa e dei suoi obiettivi a medio-lungo termine che ha quale perno centrale la rivitalizzazione e l’attribuzione al Comune di maggiore autonomia. Stiamo assistendo a varie trasformazioni, che hanno mutato le realtà locali e che possono essere riassunte attraverso alcune cifre significative: all’inizio del millennio i Comuni erano 245, ora sono 115 e in un futuro non lontano il loro numero potrebbe scendere a 107; nel 2000 la popolazione media era di poco superiore ai 1’200 abitanti, mentre oggi se ne contano quasi 3’100; le risorse fiscali medie pro capite sono passate da 3’397 a 4’129 franchi. Cambiamenti macroscopici che stanno interessando tutto il nostro Cantone e ai quali assisteremo anche in futuro, così come indicato nel Piano comunale delle aggregazioni (PCA). Confermo anche in questa sede che niente verrà imposto dall’alto e che ogni e qualunque progetto dovrà giocoforza partire “dal basso”, quindi dalla volontà politica locale. Il che garantirà la creazione di Comuni forti e di un Ticino ancora più performante, a tutto vantaggio – se vogliamo ulteriormente ampliare il discorso – del nostro amato Federalismo, la cui struttura è retta proprio da una solida tradizione ancorata alla popolazione.

Insomma, molto è cambiato. Ma le caratteristiche elettive del consigliere comunale o, più in generale, dell’uomo politico, non hanno per nulla perso il loro significato originario: senza passione, generosità ed entusiasmo non si andava molto lontano 70 anni fa come non si va da nessuna parte ai nostri giorni. Aggiungo un’ultima parola: orgoglio. Siate sempre orgogliosi di quanto fate! Difendete con convinzione e coraggio le vostre idee, ma siate anche pronti a modificare la vostra opinione, aprendovi – se del caso – a soluzioni alternative.

Agenti specializzati per i minori

Agenti specializzati per i minori

“aumentano i reati e gli abusi che coinvolgono i bambini”

In Ticino sempre più bambini sono autori oppure vittime di crimini e reati: è questo l’assunto da cui prende spunto un interessante articolo pubblicato qualche giorno fa sul Corriere del Ticino.

Si tratta, quasi inutile sottolinearlo, di un problema serio, di certo non specifico del nostro Cantone ma quantomeno preoccupante. Qualche cifra per inquadrare meglio il tema: nel 2017 i nuovi incarti che sono arrivati sul tavolo dell’Ufficio della magistratura dei minorenni sono stati 1.222, ovvero 348 in più rispetto all’anno precedente; significativi anche i numeri concernenti gli incarti chiusi che hanno raggiunto quota 1.188 (821 nel 2016). Sull’altro versante, la cronaca evidenzia regolarmente casi di abusi sui minori: delle 28 persone arrestate nel 2017 per reati sessuali, 13 sono da ricondurre a reati di abusi sessuali su minori; le inchieste condotte per atti sessuali con fanciulli sono passati in un anno da 46 a 54; nel medesimo arco temporale (2016-2017) il numero di inchieste inerenti maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti di bambini sono saliti da 41 a 72.

Insomma, le statistiche ci invitano a proseguire, anzi a intensificare il nostro lavoro di prevenzione e di controllo. Proprio in quest’ottica, è nato il Gruppo Minori. È una task force di inquirenti, decisa dalla Polizia cantonale, che si occuperà di gestire i casi che vedono implicati i più giovani, vittime o autori di reati che siano. Va specificato che, da anni, nel nostro Cantone i minori vittime di reato sono presi a carico da personale specializzato: ciò che cambierà nel prossimo futuro è che anche i minori autori di reato (in particolare quelli che hanno meno di 14 anni e quelli che commettono reati di una certa gravità) saranno indagati da agenti specializzati. Si tratta di un passo affatto secondario e che illustra in modo chiarissimo la nostra attenzione nei riguardi di una fascia della popolazione che spesso cade in errore o è presa di mira a causa della sua fragilità. Stiamo dimostrando sensibilità e proattività.

Va poi affrontato anche il discorso relativo alle famiglie. In questo contesto prendo a prestito le parole del commissario della Sezione reati contro l’integrità delle persone, Marco Mombelli: “Spesso, per il minore autore di reato, il primo contatto con lo Stato e la giustizia passa attraverso la Polizia. Da qui l’importanza di avere agenti che siano in grado di mirare agli obiettivi del procedimento penale, Va sottolineato come sia fondamentale un’adeguata presa a carico dei genitori: queste situazioni possono infatti mettere a dura prova il sistema familiare”. Dietro a un minore che delinque o a un giovanissimo che subisce un reato c’è sempre una famiglia, con la sua forza ma anche con le sue debolezze. Chi opera in questo ambito, deve giocoforza tenere conto del fatto che un reato (perpetrato o patito) rappresenta sempre un elemento destabilizzante destinato ad alterare a lungo equilibri che, magari, si ritenevano granitici.

Circolazione: migliora il servizio, diminuisce l’attesa

Circolazione: migliora il servizio, diminuisce l’attesa

“maggiore efficienza senza perdere la dimensione umana”

Ancora più qualità e interazione nel servizio offerto all’utenza: è questo l’obiettivo che vuole raggiungere la Sezione della circolazione, che con 575’095 pratiche evase nel 2018 è uno dei servizi dell’Amministrazione cantonale più sollecitati.
In settimana abbiamo presentato le principali novità introdotte a Camorino, sede della Sezione da ormai quarant’anni.
Come più volte affermato, il sottoscritto e i miei collaboratori del Dipartimento ci impegniamo affinché vengano offerte prestazioni di qualità agli utenti, siano essi privati o professionisti del settore.
Il nostro obiettivo è velocizzare le procedure burocratiche, così da rendere più rapida e soddisfacente l’interazione tra il cittadino e gli uffici, migliorando di conseguenza le prestazioni erogate.
I prossimi passi prevedono l’avvio del servizio denominato “5 stelle”, con cui si intende dare ancora più risalto alle esigenze degli utenti. Oltre a ciò, nel 2019 si punterà pure alla certificazione ISO dell’Ufficio tecnico.

Numerosi progetti, un unico obiettivo
Il buon lavoro di squadra sia interno che esterno al Dipartimento ha portato a risultati molto positivi e, in tal senso, ringrazio tutti i collaboratori coinvolti, il Centro Sistemi informativi e la Sezione della logistica. I progetti sono quindi stati conclusi nei tempi prestabiliti e nel rispetto del preventivo approvato a suo tempo dal Gran Consiglio.
Abbiamo agito su più fronti: per quanto riguarda i Servizi amministrativi, segnalo in particolare la riorganizzazione del ticketing – che era il principale problema da risolvere – che ha permesso di ridurre le code al Servizio immatricolazione, il nuovo sistema di gestione delle chiamate al contact center e la realizzazione di un nuovo sito internet. Quest’ultimo è uno dei più utilizzati dell’Amministrazione cantonale e offre informazioni di dettaglio così come procedure cartacee o digitali. C’è poi anche la possibilità di pagare online le multe, iniziativa che, ancora una volta, privilegia l’interazione tra cittadino e Stato. Interventi logistici, organizzativi e sul personale hanno quindi permesso di migliorare notevolmente il modus operandi nei vari uffici di Camorino.

Lavoro strutturato e risultati concreti
Il lavoro ben organizzato ha portato al raggiungimento dei risultati prefissati e i cambiamenti proposti sono stati positivamente accolti dall’utenza. Il tempo d’attesa medio per l’immatricolazione è passato dai 40 minuti del 2017 agli attuali 5/10 minuti: un risultato eccellente. Per quanto riguarda invece gli interventi all’Ufficio tecnico, sono state razionalizzate e aggiornate strutture e procedure: in particolare le fosse dei collaudi sono state sostituite da sollevatori, espediente che ha migliorato le condizioni di lavoro e incrementato la relazione tra esperto e utente. Sono altresì state estese le deleghe, mi riferisco ad esempio a quelle con Touring Club Svizzero (TCS) e Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA), che consentono di alleggerire il lavoro e gli intasamenti a Camorino. Detto in concreto, i piccoli difetti riscontrati durante il collaudo potranno essere riparati direttamente in un garage senza necessità di far ritorno al Centro diagnostico. Tra l’altro, ed è aspetto non certo secondario, le associazioni di categoria sono dichiarate molto soddisfatte del lavoro svolto.
I risultati tangibili ottenuti con questa ampia riorganizzazione ci spingono a proseguire anche in futuro a incrementare l’utilizzo dei servizi online e a introdurre servizi supplementari.

Il servizio al cittadino resta la nostra priorità: la digitalizzazione migliora senz’altro le prestazioni, ma ciò non deve precludere il contatto umano che dovrà sempre esserci. È l’approccio che stiamo portando avanti anche in altri servizi del Dipartimento, dando priorità a quelli maggiormente sollecitati.
In generale, le facilitazioni nell’esecuzione delle pratiche online e l’estensione degli orari d’apertura di alcuni uffici, sono stati particolarmente apprezzati dal cittadino: per questo anche in futuro stare al passo con una società in costante evoluzione rimarrà una nostra preoccupazione.

La Sezione della circolazione
575’095 pratiche
19’031 utenti al mese
129.5 collaboratori

Servizio immatricolazioni
245’504 pratiche

Ufficio tecnico
58’674 collaudi nel 2017
72’601 collaudi nel 2018

Contact center
230’541 chiamate nel 2018

Sito internet
2.7 milioni di pagine viste
0.5 milioni di utenti

 

Malumori sul medico del traffico

Malumori sul medico del traffico

Da www.rsi.ch/news

Il Dipartimento delle Istituzioni sta pensando all’inserimento della figura in un nuovo istituto di medicina legale

Affidare gli esami dei casi gravi di guida in stato di inattitudine ad un privato, la dottoressa Mariangela De Cesare, l’unico medico del traffico con questo tipo di formazione, è un sistema che non piace al direttore del Dipartimento delle Istituzioni (DI) Norman Gobbi, che sta valutando la creazione di un Istituto di medicina legale in cui collocare anche il medico del traffico. Alla base della decisione, anticipata da La Regione, ci sarebbe anche la mancanza di trasparenza del metodo adottato finora.

La dottoressa De Cesare è l’unica in Ticino ad avere una formazione di livello 4, necessaria per la presa a carico dei casi gravi di guida in stato di inattitudine. Gli altri medici, con livelli di formazione 1 e 2, possono invece pronunciarsi sull’idoneità alla guida di anziani e autisti professionisti.

A far storcere il naso a diversi utenti sono però le fatture emesse dalla dottoressa che, per chi le ha ricevute, risulterebbero salate e prive di dettagli. Per Norman Gobbi è però soprattutto un problema di approccio: “Mi sono più volte confrontato con la dottoressa, poiché in un sistema come quello svizzero c’è un rapporto di fiducia tra l’autorità e il cittadino, e talvolta l’approccio proposto non è in linea con questo sistema di riferimento: non si può mettere una cifra tout court senza spiegare a cosa si riferisce”, spiega ai nostri microfoni.

Integrare il servizio in un nuovo istituto autonomo potrebbe allora garantire più trasparenza e controllo sulle fatture. Fatture che oggi vengono calcolate sulla base del Tarmed. Un sistema tariffale utilizzato dai medici in cui a ogni prestazione effettuata, come ad esempio un esame della vista, vengono attribuiti dei punti da moltiplicare poi per un coefficiente che varia da cantone a cantone. Essendo il coefficiente più alto in Ticino che in altri cantoni, spiega il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti, ecco che le fatture risultano più alte. Il problema maggiore, aggiunge però Denti, è che il Tarmed non ha senso se usato in questi casi: “Non posso farmi rimborsare dalla cassa malati la visita dal medico del traffico, quindi non si può usare un tariffario concordato dai medici con le casse malati per una cosa che non ha niente a che vedere con la LaMal”. Altre soluzioni potrebbero dunque essere applicate, continua Denti, come per esempio un forfait a visita.

La dottoressa Mariangela de Cesare, da noi contattata, prima di esprimersi preferisce attendere la risposta all’atto parlamentare ancora pendente in merito a queste polemiche.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Malumori-sul-medico-del-traffico-11294475.html

Automatismi e ‘digital’ a favore di utenza.

Automatismi e ‘digital’ a favore di utenza.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2018 de La Regione

Da inizio anno è stato introdotto il rilascio automatico della licenza illimitata, quella che si stacca dopo i tre anni di licenza di condurre in prova. In pratica, svolti i corsi necessari e decorsi i tempi di legge, il sistema invia tramite posta direttamente a domicilio la patente definitiva, senza necessità di doverla chiedere.
In via automatica viene pure inviato il secondo sollecito a chi detiene la patente in prova a svolgere i citati corsi, prima di ritrovarsi con l’amara constatazione di dover ricominciare… tutto daccapo.
Dal 2 gennaio è poi online il nuovo sito web, in versione più snella e intuitiva. “Era già un ottimo portale, con tantissime informazioni. Probabilmente troppe – constata Cristiano Canova, capo Sezione circolazione –. L’obiettivo della revisione era quello di mettere a disposizione dell’utente le informazioni che sta cercando, rinunciando a mettere in evidenza quello che la Sezione vuole comunicare”. Il risultato è una ‘homepage’ in cui fanno bella mostra di sé i servizi più utilizzati.
Da lì si accede direttamente alle procedure, che permettono il più delle volte di evitare le colonne a Camorino.
Fra queste, utilizzata per ora da un numero contenuto di utenti, anche la possibilità di pagare online le fatture delle multe. Una piccola comodità in mezzo alla scocciatura.

Ridotti (di molto) i tempi di attesa a Camorino.

Ridotti (di molto) i tempi di attesa a Camorino.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 de La Regione

Da una media di 40 minuti di attesa a fine 2017 si è scesi a 6/7 minuti a fine 2018. Un risultato che per chi si è già trovato alla Sezione della circolazione di Camorino, ticket alla mano, ad aspettare lo sportello libero, ha (quasi) dell’incredibile.
“Sono dati oggettivi, forniti dal nostro sistema di ticketing, e quindi attendibili”, garantisce il capo Sezione Cristiano Canova mentre illustra alla stampa le novità introdotte su tutto il “campus”, come lo chiama chi ci lavora.
Da 40 anni sede di uno dei servizi dell’Amministrazione cantonale più sollecitati dall’utenza, le infrastrutture di Camorino hanno tentato di tenere il passo con l’aumento costante del parco veicoli ticinese.
Con le ultime novità ora la Sezione è 4.0. “Il nostro obiettivo è quello di rendere più rapida e soddisfacente l’interazione tra il cittadino e i servizi del Dipartimento – commenta il direttore delle Istituzioni, Norman Gobbi –. La Sezione della circolazione è stata in tal senso un cantiere importante, con diversi progetti di riorganizzazione riusciti grazie allo sforzo di tutti. Anche di chi è dovuto uscire dalla propria ‘zona comfort’ per cambiare metodo e abitudini di lavoro”.
Il tutto per puntare a un miglioramento qualitativo che ambisce, nel 2019, alla certificazione Iso dell’Ufficio tecnico.
I ritardi nei collaudi e la struttura vecchia sono ormai un ricordo, assicura Canova. Grazie, fra l’altro, all’estensione delle deleghe ai partner esterni.
Primi fra tutti i garage. Con Upsa, l’associazione di categoria, è stata sottoscritta una convenzione che permette di “saltare” la seconda visita dopo il collaudo a Camorino. La conferma della riparazione, con l’adeguamento del mezzo agli standard di legge, la garantisce il garagista. «Un bell’esempio di collaborazione tra economia privata e Stato – annota il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Gabriele Lazzaroni –. Così evitiamo all’utenza inutili spostamenti verso Camorino».
Torniamo ai tempi d’attesa del Servizio immatricolazioni. «Era il problema principale da risolvere – ricorda Canova –.
Lo abbiamo affrontato con tre interventi. Il primo sul fronte logistico, con un miglioramento e un potenziamento delle postazioni. Il secondo organizzativo, con un sistema di ticketing più performante e orari di apertura estesi sul mezzogiorno. E non da ultimo con potenziamenti transitori del personale». Ciò che ha reso nettamente più fluido il succedersi degli utenti agli sportelli.
“La struttura ha resistito anche il 27 dicembre, giornata da ben 1’300 pratiche. Nonostante il picco il tempo medio d’attesa è stato di un quarto d’ora. Buon segno – conclude il capo Sezione –. I tempi di attesa medi da 40 minuti erano inaccettabili: trovo invece che, a fronte del numero di pratiche trattate, quelli attuali siano più che sostenibili”.

 

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 8 gennaio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11290485

 

 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 del Corriere del Ticino

Auto: agli stranieri piace pagare le multe online
La Sezione della circolazione presenta i risultati del restyling, tra procedure snellite e digitalizzazione

Con l’inizio del nuovo anno, la Sezione della circolazione ha scelto di presentare le novità introdotte a Camorino per migliorare le prestazioni offerte agli utenti.
Si tratta di un vero e proprio restyling, che passa dal rendere più snelle le procedure burocratiche, riducendo anche i tempi di attesa agli sportelli, dall’ottimizzazione della struttura e dell’organizzazione interna, fino al miglioramento delle prestazioni e dei servizi online offerti.
E il tutto viene festeggiato proprio a distanza di 40 anni dal trasferimento da Bellinzona a Camorino della sede della Sezione della circolazione.
“Il nostro obiettivo è quello di rendere più rapida e soddisfacente l’interazione tra il cittadino e i servizi del Dipartimento” indica il direttore delle Istituzioni (DI) Norman Gobbi.
Le novità più importanti introdotte hanno interessato in particolare il servizio delle immatricolazioni, definito dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova “il cuore della Sezione”. La mole di lavoro e i conseguenti importanti tempi di attesa per evadere le pratiche “rappresentava il problema principale – prosegue – Dai 40 minuti necessari a fine 2017, a lavori implementati siamo riusciti ad arrivare a 6-7 minuti a fine 2018. Un tempo che ora si dimostra sostenibile”. Dalle statistiche del DI emerge come la Sezione della circolazione sia uno dei servizi più sollecitati, con 575.000 pratiche evase nel 2018. Grazie a un sito web più intuitivo e al processo di ottimizzazione delle procedure, oggi è altresì possibile pagare le contravvenzioni online, un servizio che mira per lo meno “ad agevolare un compito già poco gradito ai cittadini” osserva Gobbi.
Una modalità di pagamento, questa, utilizzata “in particolare dagli stranieri, – indica Canova – i quali più difficilmente sono nella condizione di utilizzare le polizze di versamento”. Tuttavia, il DI sottolinea come “la digitalizzazione migliora le prestazioni, ma non va a scapito del contatto umano”.
“Il veicolo deve sempre essere portato da qualcuno a Camorino per la verifica degli esperti e l’interazione rimane” osserva a questo riguardo Gobbi.
Inoltre nuovo è il rilascio automatico della licenza definitiva, dopo i 3 anni di licenza in prova e dopo aver sostenuto l’esame.
La Sezione della circolazione ha quindi evoluto le proprie prestazioni per dare una risposta più mirata alle aspettative dei cittadini e dei partner di riferimento. E proprio a questo proposito è intervenuto il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Gabriele Lazzaroni: «Siamo soddisfatti per le novità introdotte, un esempio su tutti riguarda la riparazione post collaudo. Ora non è più necessario tornare a Camorino, si può riparare l’auto anche nel garage vicino a casa». Lazzaroni poi rimarca: “La collaborazione tra lo Stato e l’economia privata è più che ottima, un vantaggio per noi che nel complesso rappresentiamo il primo utente per la Sezione della circolazione”.
E proprio la qualità è l’obiettivo del DI che, oltre a promuovere l’ottenimento dell’attestato di qualità «ISO» per l’Ufficio tecnico, ha deciso di dare avvio al progetto «cinque stelle» volto a migliorare ancora il rapporto tra gli utenti e i servizi delle Istituzioni. Il progetto nel suo insieme è costato 1,8 milioni di franchi.

Medicina legale di Stato

Medicina legale di Stato

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 de La Regione

Gobbi pensa a un Istituto cantonale che includa anche il dottore del traffico
Incontro settimana prossima con la dottoressa che si occupa delle analisi su chi compie infrazioni gravi, così come previsto da ‘Via Sicura’

“Stiamo valutando la possibilità di creare un Istituto di medicina legale”. È questa la soluzione che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi intende concretizzare in futuro, con l’obiettivo di dare un assetto migliore al settore, comprensivo pure della discussa figura del medico del traffico.
Prospettiva su cui si sta ragionando in seno al Dipartimento, e che sta prendendo ancor più forza in seguito alle critiche e alle lamentele emerse proprio attorno alla figura del medico del traffico.
Sono soprattutto le fatture salate che hanno fatto arrabbiare più di un conducente, costretto secondo le norme federali introdotte con ‘Via Sicura’ a svolgere analisi dettagliate a seguito di un’infrazione stradale grave. Sta al medico del traffico, sulla base di perizie e accertamenti, giudicare la futura idoneità alla guida del conducente.
In Ticino questa figura lavora su mandato del Cantone e ad avere le competenze richieste per svolgere la funzione è soltanto una persona, la dottoressa Mariangela De Cesare: il motivo è da ricercare nel fatto che è necessaria un’abilitazione specifica, su criteri imposti dalla Confederazione, che richiede due anni di formazione. Realtà dal 1° luglio 2015, nel corso degli anni la figura del medico del traffico ha catalizzato una serie di critiche, formulate anche tramite atti parlamentari (l’ultimo in ordine di tempo quello del democentrista Cleto Ferrari, che indicava fatture ben oltre i mille franchi).
Di lunedì la presa di posizione del Fronte automobilisti Ticino, che giudicando “inutile e costoso” il servizio promette di sottoporre la questione alla Deputazione ticinese alle Camere affinché si modifichino le disposizioni di ‘Via Sicura’ al riguardo.
Alla luce delle polemiche, il Dipartimento intende muoversi? “Sì. Settimana prossima avremo un incontro con la dottoressa”, risponde Gobbi a margine della conferenza stampa sulle novità alla Sezione della circolazione. Visto però quanto impone “Via Sicura”, non ci sembra – facciamo presente al consigliere di Stato – che ci siano grandi margini di manovra da discutere con l’unica persona che in Ticino può svolgere queste analisi…
Perché – chiediamo allora – non ipotizzare di statalizzare il servizio, così da avere voce in capitolo sui costi fatturati o quanto meno un controllo diretto? “La prospettiva è questa, ma si inserisce comunque in una riorganizzazione più ad ampio raggio – anticipa il direttore del Di –. L’idea è quella di creare un Istituto di medicina legale di cui faccia parte sì il medico del traffico, ma anche i medici legali attivi sul nostro territorio”.

Le novità introdotte alla Sezione della circolazione

Le novità introdotte alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa

Ancor più qualità nel servizio offerto all’utenza: è questo l’obiettivo che vuole raggiungere la Sezione della circolazione che con 575’000 pratiche evase nel 2018 è uno dei servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. Oltre all’ottenimento della certificazione di qualità “ISO” per l’Ufficio tecnico prenderà avvio il progetto “cinque stelle” che mira a migliorare il rapporto tra gli utenti e i servizi del Dipartimento delle istituzioni.

“Il servizio al cittadino è la nostra priorità” ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi nel corso della conferenza stampa che ha avuto luogo oggi a Camorino, nella sede della Sezione della circolazione che fu inaugurata l’11 febbraio del 1979.
Accompagnato dal Capo Sezione Cristiano Canova e dal Direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Gabriele Lazzaroni, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha presentato le novità che sono state introdotte a Camorino per migliorare le prestazioni offerte agli utenti.
Come ricordato dal Capo Sezione Cristiano Canova una serie di piccoli progetti sono stati realizzati nel corso dell’ultimo anno con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente il servizio offerto all’utenza. Canova ha quindi passato in rassegna i risultati ottenuti: la riduzione dei tempi di attesa agli sportelli, l’ottimizzazione della struttura, delle procedure e dell’organizzazione interna, il miglioramento dei tempi di risposta e della raggiungibilità degli operatori nonché delle prestazioni e dei servizi online offerti.
Infine il capo Dipartimento ha ribadito che nelle ultime due legislature il Dipartimento delle istituzioni si è impegnato nello snellire le procedure burocratiche, così da rendere più rapida e soddisfacente l’interazione fra la cittadinanza e l’autorità cantonale.
La Sezione della circolazione ha quindi evoluto le proprie prestazioni per dare una risposta sempre più mirata alle aspettative dei cittadini e dei partner di riferimento.
Nei prossimi mesi con l’avvio del servizio denominato “5 stelle” si intende proseguire con quanto avviato dando ancora più risalto alle esigenze degli utenti che saranno anche interpellati per meglio comprendere i loro bisogni. Dopo una fase di studio e analisi si introdurranno una serie di misure comunicative e organizzative.

Team di agenti speciali per i giovani criminali

Team di agenti speciali per i giovani criminali

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 7 gennaio 2019 del Corriere del Ticino

Aumentano i minori vittime di abusi o che commettono un reato
Marco Mombelli: «È in arrivo una task force della polizia cantonale»

In Ticino sempre più bambini sono autori di crimini e reati. Allo stesso tempo non passa settimana senza che la cronaca riporti di un nuovo caso di abusi sui minori. In questo contesto, la polizia cantonale ha deciso di mettere in campo una speciale task force di inquirenti che – sotto il nome di Gruppo minori – si occuperà dei casi che vedono coinvolti i più giovani. Siano essi vittime o autori di reati. E proprio in questi mesi gli agenti stanno seguendo la formazione per poi essere operativi da aprile. Ne abbiamo parlato con Marco Mombelli, commissario della Sezione reati contro l’integrità delle persone.

Da dove nasce il bisogno di creare questa task force?
“Il Codice di procedura penale impone una preparazione specifica degli inquirenti che si occupano di interrogare i minori vittime di reato, tramite audizioni videoregistrate. Gli inquirenti formati in questo ambito operano presso la Sezione dei reati contro l’integrità delle persone. Non esistono, per contro, leggi che prescrivano una formazione specialistica degli agenti che si occupano di minori autori di reato, ma la questione è oggetto di varie raccomandazioni a livello internazionale”.

Significa che il numero di minori che commette reati o che ne è vittima è in aumento?
“In effetti vi è un certo aumento nelle statistiche di minori che commettono reati. Vi è anche un aumento di segnalazioni di situazioni che coinvolgono minori quali vittime di reato (abusi sessuali e maltrattamenti in particolare), ma quest’ultimo incremento è da imputare ad una maggiore consapevolezza e sensibilità, che portano a segnalare queste situazioni con qualche difficoltà in meno”.

La domanda sorge spontanea: fino ad ora la presa a carico di questi giovani era lacunosa?
“È fondamentale sottolineare che i minori vittime di reato sono presi a carico da personale specializzato da anni. Ciò che cambierà, a breve, è che anche i minori autori di reato (in particolare quelli che hanno meno di 14 anni e quelli che commettono reati di una certa gravità) saranno indagati da agenti specializzati. Fino ad oggi ogni agente di polizia poteva occuparsi di queste situazioni. Non risultano particolari lacune nella presa a carico di minori autori di reato, anche se la formazione di agenti specializzati mira ad ottimizzare questa parte di lavoro sensibile”.

Quanto ha inciso il caso del ragazzo che voleva compiere una strage alla Commercio di Bellinzona nella decisione di creare questo gruppo d’intervento?
“La storia della creazione del Gruppo minori è iniziata molto prima di quanto avvenuto alla Commercio. Certo è che il disagio giovanile è palpabile in determinati contesti anche se, va ricordato, la grande maggioranza dei nostri ragazzi non crea alcun tipo di problema e cresce bene, senza fare notizia».

In Ticino, questo gruppo operativo rappresenta una prima. Ma come siamo messi in un confronto con gli altri cantoni?
“Diversi cantoni hanno gruppi simili; quelli con città importanti si sono dotati di questo genere di gruppi già da anni”.

Il gruppo sarà operativo da aprile e in questi mesi gli agenti stanno seguendo la formazione. Quanti saranno le persone in azione? E in cosa consisterà il loro lavoro?
“Il Gruppo minori, che sarà inserito nell’attuale Sezione dei reati contro l’integrità delle persone che già si occupa, tra le altre cose, di minori vittime di reato, sarà composto inizialmente da cinque inquirenti e un responsabile. La loro attività consisterà nell’indagare situazioni che vedono coinvolti minori quali imputati (come detto in particolare quelli che hanno meno di 14 anni e quelli che commettono reati di una certa gravità), in stretta collaborazione anche con altri servizi della polizia cantonale. Si sta pure vagliando la possibilità di collaborazione attiva del Gruppo minori con la polizia comunale”.

Quali sono i fattori ai quali occorre prestare particolarmente attenzione quando si svolgono delle indagini dove sono coinvolti dei minori?
“Il diritto penale minorile nel nostro Paese prevede due concetti: quello della pena, ma anche quello delle misure, che hanno lo scopo di proteggere, educare ed evitare il rischio di recidiva. Spesso, per il minore autore di reato, il primo contatto con lo Stato e la giustizia passa attraverso la polizia. Da qui l’importanza di avere agenti che siano in grado di mirare agli obiettivi del procedimento penale. Va sottolineato inoltre come sia fondamentale un’adeguata presa a carico anche dei genitori. Queste situazioni possono mettere a dura prova il sistema familiare”.

Quali sono i reati che vedono maggiormente coinvolti i minori?
“Nel 2017 la Magistratura dei minorenni ha aperto 1.222 incarti, ovvero 348 in più rispetto al 2016. Il 28% dei reati è stato commesso in urto al Codice penale, il 20% nell’ambito della circolazione stradale, il 36% nel contesto della Legge federale sugli stupefacenti. Le statistiche della Magistratura dei minorenni segnalano un aumento di decisioni per reati contro l’integrità personale (60 decisioni) e per reati contro il patrimonio, furto e danneggiamento (214
rispetto alle 168 del 2016)”.

Lei è attivo nel ramo da anni. C’è un caso particolare che le è rimasto impresso?
“È una domanda difficile da rispondere perché scegliere un caso significherebbe metterne da parte molti altri. E quando sono coinvolti dei bambini non è facile. È chiaro che, nel corso degli anni, vi sono delle vicende che lasciano il segno più di altre. Basta pensare ai maltrattamenti subiti da quattro bimbi nel Mendrisiotto che giornalmente venivano picchiati dalla madre sotto gli occhi complici del padre e del nonno. Di fronte a storie così pesanti si resta toccati nel profondo. Ma parlare di un caso più degli altri non sarebbe corretto nei confronti di questi bambini: per loro che lo vivono sulla propria pelle, ogni storia è la più pesante”.