In altitudine ma con i piedi per terra

In altitudine ma con i piedi per terra

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 dicembre del Corriere del Ticino

Presentata ad Airolo la campagna di sensibilizzazione “Montagne sicure” lanciata dal Dipartimento delle istituzioni
Norman Gobbi: “Il turismo montano è in netta espansione, aumentano però gli incidenti: ci vuole più informazione”

Dopo “Strade sicure” e “Acque sicure”, le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni hanno aggiunto un nuovo tassello al loro vivace mosaico preventivo, dedicato a chi trascorre il tempo libero o pratica delle attività in altura. È il progetto “Montagne sicure”, presentato ad Airolo dal consigliere di Stato Norman Gobbi con lo slogan “Affinché la montagna sia sempre un piacere”.

“Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale già da tempo hanno avviato delle campagne di sensibilizzazione legate alla montagna che però fino ad oggi erano rivolte principalmente ai cercatori di funghi, visto il numero importante di infortuni che si registrano in quella fase dell’anno”, ha spiegato Norman
Gobbi. “Adesso si è deciso di organizzare questa sensibilizzazione in modo più ampio, spalmandola su tutte quattro le stagioni, in considerazione anche del fatto che sempre più persone oggi frequentano i nostri monti, d’inverno come d’estate e con attività sempre più diversificate: non più solamente sci d’inverno e passeggiate d’estate, ma moltissimi altri svaghi: dalla mountain bike allo sci escursionismo a discipline più estreme. Con una conseguente amplificazione dei rischi e degli incidenti”. Da qui, appunto, l’idea di “Montagne sicure”, ampia campagna che si ripropone di fornire gli strumenti necessari affinché sia gli appassionati della montagna, sia chi la affronta come neofita, possano affrontarla in piena sicurezza. “In questa prima fase della comunicazione cercheremo di toccare il più ampio spettro di persone possibili”, spiega il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli, responsabile del progetto. “E questo attraverso una serie di messaggi
nei quali chiediamo a chi va in montagna di verificare che tutto ciò che precede l’escursione (abbigliamento, materiale, consultazione del bollettino meteo e delle valanghe ma anche i sentieri che si intendono percorrere e così via) vengano svolte correttamente, in modo che la prevista passeggiata resti un piacere. Nei prossimi mesi poi la campagna proseguirà con altre declinazioni, legate alle singole stagioni ma anche cercando di fornire informazioni sempre più dettagliate ai più diversi frequentatori: dagli escursionisti super esperti ai bikers a chi pratica gli sport estremi: un’ampia gamma di persone alle quali cercheremo di parlare utilizzando
i loro linguaggi, in modo che i nostri consigli possano essere recepiti al meglio. Il tutto attraverso una piattaforma che stiamo istituendo e che coinvolgerà tutti i partner della sicurezza in montagna e le principali strutture e associazioni attive in quest’ambito”. Un ampio piano di informazione e di formazione che, continua Pizolli, verrà divulgato all’insegna della multimedialità. “Abbiamo creato un apposito sito web (all’indirizzo www.ti.ch/montagne sicure), pagine sui principali social media social, ma non disdegniamo neppure mezzi più classici per la diffusione del nostro messaggio come flyers – che verranno realizzati con contenuti differenti a seconda della stagione sulla quale vogliamo porre l’accento –, comunicati stampa, cartelloni informativi affissi in tutte le principali località montane in
modo che si possa arrivare davvero a tutti ». Che i suggerimenti di “Montagne sicure” debbano arrivare proprio a tutti lo ribadisce ancora Norman Gobbi. “Il turismo montano è in continua espansione e coinvolge in egual misura ospiti provenienti da fuori cantone e indigeni”, spiega. “Che anche in quanto a comportamenti non sono diversi da chi arriva da lontano, tendendo talvolta a sottovalutare la realtà delle nostre montagne: il fatto di averle sotto gli occhi non è infatti sinonimo di conoscere a fondo le insidie ed i pericoli che possono celare. È dunque necessario che tutti prendano coscienza di ciò che significa affrontarle
e “Montagne sicure”” è stato creato proprio con questo scopo.

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Da www.liberatv.ch

Norman Gobbi: “Una nomina di cui tutti i ticinesi devono essere fieri”
Il ministro: “Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”

“Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”.Con queste parole, pronunciate oggi nella chiesa di Rivera, il direttore del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi, ha sottolineato l’ascesa formale di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS).
“Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero! – ha aggiunto il ministro -.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata. Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare”.
Gobbi ha concluso il suo discorso ringraziando a nome del Consiglio di Stato, l’attuale Comandante, il Colonnello Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS in Ticino”.

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signori, egregi signore,
Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione: siamo infatti qui a salutare formalmente l’arrivo di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS). Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero!
La decisione è stata ufficializzata lo scorso settembre e vi ripropongo volentieri ciò che scrissi allora su Facebook, annunciando la notizia: Questa settimana un ticinese è stato designato, con effetto al 1° gennaio 2019, a capo del Comando delle forze speciali dell’Esercito svizzero.
Il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini permette così al Ticino di mettersi al petto una terza stella nei comandi specialistici della nostra armata, con il Col SMG Marco Mudry (recentemente nominato a capo del Centro di competenza servizio alpino dell’esercito) e il Col SMG Antonio Spadafora (capo del Centro di competenza del servizio veterinario e degli animali dell’esercito da inizio anno). Concludevo quelle poche righe cariche di orgoglio con un “Avanti così!” che ribadisco anche oggi, al vostro cospetto.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata.
Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare.
A nome personale e del Consiglio di Stato, tengo anche a ringraziare l’attuale Comandante, il Colonnello SMG Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS, qui in Ticino: abbiamo stabilito un rapporto costruttivo e collaborato ottimamente nell’interesse comune. Auguro anche a te il meglio e di raccogliere sul tuo cammino futuro altre e meritate soddisfazioni!

Valascia, il sogno è realtà

Valascia, il sogno è realtà

I lavori per la nuova pista da 51,15 milioni possono iniziare
Filippo Lombardi: “Felice, mai pensato di mollare

“Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo”, diceva Marcel Proust.
I tifosi dell’Hockey club Ambrì-Piotta è dal 21 dicembre 2010 che stanno sognando, da quando cioè il Dipartimento del territorio preavvisò negativamente la domanda di costruzione preliminare per la ristrutturazione con ampliamento da 15,7 milioni di franchi dell’attuale Valascia.
Da allora la dirigenza biancoblù iniziò la lunga scalata che fra alcuni giorni, il 22 dicembre prossimo, la porterà a dare il via ai lavori della futura arena da 51,15 milioni che verrà inaugurata nell’estate 2021. Il cantiere riaprirà poi in marzo.
Gli ultimi tasselli del mosaico sono stati sistemati. È giunto il via libera a determinate condizioni del Consiglio di Stato al business plan attraverso il quale si assicura la sostenibilità economica dell’intera operazione almeno fino al 2035 e, soprattutto, si garantiscono i sussidi, mentre con il Comune di Quinto sono state espletate le formalità di trapasso di proprietà del terreno. “Restano ancora dei passi formali, in particolare le lettere d’intenti delle banche dovranno essere trasformate in contratti, ma finalmente ci siamo. Il Governo ha autorizzato l’avvio del cantiere e così possiamo mantenere la promessa fatta alla Lega hockey di partire entro fine 2018. Non ho mai pensato di mollare: l’HCAP merita una casa all’altezza”, ha affermato stamattina di fronte alla stampa il presidente Filippo Lombardi. “È stata una maratona, ma finalmente ci siamo. Quinto non ha mai avuto dubbi, tanto che contribuisce all’opera con 4,6 milioni. Mi preme comunque sottolineare la solidarietà della regione, con l’approvazione delle fideiussioni e del prestito”, ha rilevato il sindaco Valerio Jelmini.

Sabato 22 dicembre, dalle 15, è in programma come detto il gran giorno di festa per i vertici del sodalizio altoleventinese e per il popolo biancoblù all’hangar 6 all’ex aerodromo di Ambrì. Ad aprire la parte ufficiale, noblesse oblige, ci penserà il timoniere Filippo Lombardi (in carica dall’aprile 2009: un record). A seguire interverranno il sindaco di Quinto Valerio Jelmini, il presidente della Valascia Immobiliare SA Carlo Croci, l’architetto Mario Botta, il direttore della Lega nazionale di hockey Denis Vaucher, il consigliere di Stato Norman Gobbi ed il consigliere federale nonché presidente della Confederazione in pectore Ueli Maurer.
Il simbolico ed atteso primo colpo di piccone verrà dato alle 15.50 in punto. Dopodiché spazio ai brindisi e alla panettonata con i tifosi. Alle 17 ci si trasferirà al Motel Gottardo Sud per l’aperitivo e poi tutti a tifare HCAP. La squadra di Luca Cereda alle 19.45 affronterà il Berna.

La pista avrà una volumetria di 117.000 metri cubi e la capacità di 7.000 posti (di cui 3.000 a sedere). A curare il progetto è naturalmente il team guidato dall’architetto Mario Botta, mentre il responsabile per la Valascia Immobiliare SA sarà l’ingegner Raul Reali.
La direzione lavori è stata affidata alla Direzione lavori SA di Lugano, il controllo tecnico e dei costi all’Artisa SA e quello pubblico alla Sezione forestale cantonale. Il clearing bancario è presso l’UBS di Lugano. Veniamo ora all’investimento, che come noto ammonta ora a 51,15 milioni di franchi (e non più 53 come comunicato a fine agosto). Una somma così suddivisa: 14,35 mezzi propri; 13 contributi pubblici; 23,8 finanziamenti esterni onerosi. In questo caso rientrano i 14 milioni del pool di banche più 2 della banca WIR. I cinque istituti di credito hanno preteso che i Comuni della media ed alta Leventina facessero da «garanti» mettendo sul tavolo una fideiussione complessiva di 3,55 milioni (dopo il no di Bedretto di settimana scorsa che ha fatto «perdere» 200.000 franchi). Ai sì di Dalpe (250.000) e Quinto (500.000), ieri sera si sono aggiunti quelli di Faido (prestito di 800.000), Airolo (1,5 milioni) e Prato Leventina (500.000).

Al via la campagna di prevenzione “Montagne sicure”

Al via la campagna di prevenzione “Montagne sicure”

Comunicato stampa

Ha preso ufficialmente avvio “Montagne sicure” il progetto di sensibilizzazione del Dipartimento delle istituzioni. La nuova campagna di prevenzione – che si aggiunge a “Strade sicure” e “Acque sicure” – ha lo scopo di sensibilizzare coloro che, indipendentemente dalla stagione, trascorrono il loro tempo libero o praticano delle attività in montagna.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli e dal Direttore ad interim di Ticino Turismo Kaspar Weber, ha presentato questa mattina in una conferenza stampa che ha avuto luogo sulle piste da sci del comprensorio di Airolo la nuova campagna di sensibilizzazione del Dipartimento delle istituzioni “Montagne sicure”.
Come ha spiegato il Consigliere di Stato Norman Gobbi il progetto è nato in seguito a una serie di incidenti gravi avvenuti sulle montagne del Cantone. Il Dipartimento delle istituzioni, grazie alla collaborazione del Dipartimento del territorio diretto da Claudio Zali, all’Agenzia turistica ticinese e alla Sezione ticinese di Soccorso alpino svizzero, ha pertanto esteso anche alle attività in montagna le campagne di prevenzione che già vengono promosse per rendere sicure le strade e le acque del Ticino.
Il responsabile del progetto Renato Pizolli ha dal canto suo illustrato il messaggio che si intende divulgare attraverso la campagna che inaugura il progetto “Montagne sicure”, rivolta agli escursionisti che nel periodo invernale vorranno effettuare gite in montagna. Affinché la montagna sia sempre un piacere si deve infatti porre l’accento sulla sicurezza. Sicurezza che passa attraverso la preparazione fisica, il materiale adeguato e la conoscenza dei luoghi, delle condizioni della neve e metereologiche.
Il progetto nel 2019 svilupperà ulteriori campagne previste per il periodo estivo e autunnale, ponendo l’accento sulle particolarità stagionali.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.ti.ch/montagnesicure.

Da rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11225493

73.8 milioni per un Ticino ancora più forte

73.8 milioni per un Ticino ancora più forte

Credo nell’efficacia delle aggregazioni

Dal punto di vista istituzionale e territoriale, quanto è cambiato il nostro Cantone nell’ultimo ventennio? La risposta è semplice: molto. A riprova di ciò mi vengono in aiuto alcune cifre: da 245 Comuni con una popolazione media di 1’200 persone siamo passati a poco più di 110 con 3’100 residenti ciascuno. Parallelamente il numero di quelli con un moltiplicatore del 100% è crollato da 112 a 15.
Il Ticino sta quindi mutando. Il processo di riforma è però soltanto a una fase intermedia, così come attestato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il Governo (e il mio Dipartimento in primis) crede nella forza rigenerante delle aggregazioni in modo talmente convinto da proporre al Parlamento un credito quadro di 73,8 milioni di franchi a sostegno di progetti di interesse cantonale, confermando l’intenzione di dare la priorità alle proposte nate “dal basso”, solide e condivise.

Spazio alle idee promosse “dal basso”
Come più volte detto, il PCA – con i suoi 27 scenari aggregativi – non rappresenta una riforma imperativa, così come non pone alcun vincolo temporale. Sarebbe errato ragionare diversamente, perché se vogliamo Comuni migliori, ben gestiti e in grado di erogare servizi di elevata qualità, dobbiamo avere come riferimento la soddisfazione e la partecipazione attiva del cittadino. Parlare di aggregazioni avviate e promosse “dal basso” non è uno slogan propagandistico: è una necessità. Capire, proporre, condividere, discutere e costruire sono i pioli della scala che conduce a un ente locale moderno, forte, propositivo e vicino al cittadino. Guai se venisse a mancare la prossimità tra uno e l’altro: non ci fosse, qualunque aggregazione perderebbe la quasi totalità del suo senso.

Aiuti finanziari mirati e sensati
La notevole somma messa sul piatto dimostra come il Cantone non si fermi alle intenzioni: seppur senza invasioni di campo, assume un ruolo attivo nel citato cambiamento in atto; concede ampia libertà ai Comuni, ma è prontissimo a intervenire attraverso aiuti finanziari finalizzati alla riorganizzazione amministrativa e/o agli investimenti di sviluppo. Se il progetto è serio, strutturato e lungimirante, il nostro appoggio è garantito. Gli strumenti “macro” che mettiamo a disposizione dei Comuni sono due: il sostegno finanziario (contributi di risanamento) e il sostegno istituzionale (promozione di un Piano di sviluppo). Insomma, proponendo l’attribuzione di un opportuno contributo finanziario, una volta di più il Governo conferma di credere nelle aggregazioni che considera un mezzo indispensabile per razionalizzare il territorio cantonale e rendere più performanti le realtà locali.

Trasformazioni profonde e obbligate
In un contesto in costante divenire, spicca per importanza il progetto Ticino 2020, profondamente legato al PCA stesso: partendo da una nuova geografia comunale, disegnata dalle aggregazioni finora realizzate, viene proposta una revisione strutturale dei compiti e dei flussi esistenti, che implicano a loro volta la riconfigurazione del sistema perequativo e la riorganizzazione dell’Amministrazione cantonale e comunale. So bene che si tratta di trasformazioni profonde e che non tutti sono pronti ad accogliere con il sorriso sulle labbra, ma si tratta di un percorso obbligato che dobbiamo intraprendere se davvero vogliamo costruire un Ticino ancora migliore.

L’esempio del Comune di Verzasca
Parlando di aggregazioni, ritorno volentieri sul voto pressoché unanime del Parlamento che lunedì ha sancito la nascita del Comune di Verzasca. Ecco un esempio di cosa intendo per progetto nato dal basso senza imposizioni. Confinante su quattro Distretti – Bellinzona, Leventina, Riviera e Vallemaggia – sarà il nuovo cuore del Canton Ticino. E il merito di tutto questo va ai cittadini e alle cittadine, che non hanno mai smesso di credere in questo progetto. Un bell’esempio che altri potranno seguire.

 

 

Trentacinque nuovi ufficiali di Protezione civile

Trentacinque nuovi ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 35 nuovi ufficiali di Protezione civile.

Lo scorso 12 dicembre 2018 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e del pool degli istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, ten col SMG Ryan Pedevilla, si è complimentato con i neo promossi ringraziandoli per l’impegno e la disponibilità a favore della cittadinanza, consegnando loro i diplomi di riconoscimento.

I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
tenente Bontà Augusto
tenente Chiaravalloti Jonathan

Regione PCi Bellinzonese
tenente Cesalli Enea

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente Destefanis Devid
tenente Foresti Loris
tenente Kohler Andreas
tenente Lebic Ivan
tenente Losa Luca
tenente Lüthi Dominic
tenente Riva Gian
tenente Wiggers Christoph

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Mele Massimiliano
tenente Ballabio Marco
tenente Della Pietra Giacomo
tenente Gamba Riccardo
tenente Grignola Simone
tenente Mattenberger Danilo
tenente Polacsek David
tenente Zambelli Mirko

Regione Pci Lugano-Città
tenente Brogioli Stephen
tenente Brughera Stefano
tenente Dell’Era Matteo
tenente Guanziroli Athos
tenente Hochstrasser Oliver
tenente Naini Ghasem
tenente Pelloni Lorenzo
tenente Sticca Sandro
tenente Ubertini Gianluca
tenente Zellweger Igor

Regione PCi Mendrisiotto
tenente Donini Giorgio
tenente Mapelli Michele
tenente Pires Fontes Joshuel
tenente Riva Alessandro
tenente Tagliabue Mirko
tenente Tripodina Marco

 

 

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Oggi presso il Tribunale penale federale di Bellinzona ha avuto luogo la tradizionale cerimonia annuale della Polizia cantonale, alla presenza della Presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli, del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, del Sindaco di Bellinzona Mario Branda e del Presidente del Tribunale penale federale Tito Ponti.

In questa cornice istituzionale e in un’atmosfera di collegialità e di cordialità, si è avuto modo di salutare coloro che sull’arco di una vita dedicata alla polizia si apprestano a passare al beneficio della pensione. Si sono inoltre poste in risalto le promozioni all’interno del Corpo e il superamento di corsi di formazione.
È stata pure l’occasione per presentare i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi. Durante gli interventi è stato evidenziato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale, che si trova a dover affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti a garanzia della salvaguardia della protezione di ogni cittadino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha anzitutto ringraziato tutto il Corpo di Polizia per l’impegno profuso nel corso del 2018 a tutela della sicurezza di tutto il territorio e dei cittadini a livello locale ma anche a livello nazionale e internazionale ribadendo l’importanza del federalismo svizzero.

Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo posto l’accento sul processo di perfezionamento già in atto in seno alle forze di polizia del Cantone, “processo – ha affermato – che spero sarà ancora più accentuato negli anni a venire nell’ambito del progetto Polizia ticinese”. Il Comandante ha inoltre ribadito la necessità di una maggiore specializzazione in seno alla Polizia cantonale, che vada a beneficio della sicurezza della popolazione del Canton Ticino e delle molteplici attività di polizia. “Questo nuovo riassetto – ha infine aggiunto – imporrà al Corpo di riorientare i propri core business e di meglio allocare le risorse umane a disposi zione, sviluppando nuove strategie che dovranno essere specialistiche, di nicchia e prioritarie nel contesto generale della lotta alla criminalità a più livelli.”

 

 

Infocentro: due piccioni con una fava

Infocentro: due piccioni con una fava

Da www.rsi.ch/news

L’Infocentro è salvo
La struttura di AlpTransit a Pollegio non verrà abbattuta, passerà di mano e verrà rilevata da Armasuisse Immobili

L’edificio impiegato da AlpTransit SA per ospitare l’Infocentro a Pollegio è salvo. La struttura, infatti, non verrà abbattuta poiché sarà rilevata da Armasuisse. L’appello lanciato nelle settimane scorse dalle autorità ticinesi a Berna non è rimasto inascoltato.
In un comunicato diramato mercoledì, il Dipartimento delle istituzioni rende noto che “vi sono le premesse per consolidare una convenzione tra le parti: il Cantone, l’attuale proprietario AlpTransit e il futuro proprietario Armasuisse. Da definire ancora le future sinergie per l’uso dell’immobile”. La trattativa avviata, quindi, ha permesso di raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio di Stato ticinese durante la scorsa primavera, evitando pure la demolizione della struttura.
L’operazione, che sarà concretizzata nei prossimi mesi, prevede che la cessione alla Confederazione di una parte dei terreni di proprietà di AlpTransit SA a Pollegio avvenga in cambio del passaggio al Cantone del comparto Saleggi a Bellinzona, destinato a ospitare due progetti strategici: il nuovo ospedale regionale di Bellinzona e Valli e la rivitalizzazione integrale di un tratto del fiume Ticino.

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11205486

 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 dicembre 2018 del Corriere del Ticino

Demolizione scongiurata: Gobbi e Branda soddisfatti per l’accordo raggiunto con Berna
Lo stabile passa alla Confederazione, la Saleggina di Bellinzona al Cantone per l’ospedale

“Oltre a salvare un edificio di importanza regionale siamo riusciti a portare a buon fine la trattativa, quale partner affidabile della Confederazione, permettendo quindi l’operazione che prevede l’acquisto dei terreni del comparto Saleggi al Cantone, destinato a ospitare due progetti strategici di importanza regionale e cantonale”. Il consigliere di Stato Norman Gobbi commenta così al CdT il salvataggio dell’Infocentro AlpTransit di Pollegio… in zona Cesarini. La struttura che per anni è stata il punto informativo per i visitatori del cantiere del secolo non verrà abbattuta, e la soluzione è stata trovata a pochi giorni dal termine fissato per il 31 dicembre, data dopo la quale sarebbero dovute entrare in azione le ruspe. “Sono quindi soddisfatto dell’esito delle trattative iniziate già lo scorso anno”, aggiunge il direttore del Dipartimento delle Istituzioni (DI).

Si è così conclusa con successo la mediazione avviata da tempo dallo stesso DI con l’obiettivo di garantire un futuro all’immobile di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA. “Vi sono ora le premesse per consolidare una convenzione tra le parti: il Cantone, l’attuale proprietario AlpTransit e il futuro proprietario armasuisse Immobili”, ha sottolineato ieri il Consiglio di Stato annunciando il raggiungimento della soluzione. I Dipartimenti federali della Difesa e dei Trasporti hanno quindi risposto positivamente alla proposta presentata dal Cantone: in virtù dell’accordo sarà sottoscritta una convenzione che prevede entro la fine del 2019 il ritiro dello stabile di AlpTransit da parte della Confederazione. Le discussioni, che duravano da anni, hanno subito un’accelerazione negli ultimi mesi in particolare grazie ad un incontro proprio tra il consigliere di Stato Norman Gobbi e il consigliere federale Guy Parmelin. L’operazione prevede che la cessione alla Confederazione di una parte dei terreni di proprietà di AlpTransit a Pollegio avvenga in cambio del passaggio al Cantone del comparto della Saleggina a Bellinzona, destinato come detto a ospitare due progetti strategici di importanza regionale e cantonale: il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona e Valli (che dovrà sostituire il vecchio San Giovanni) e la rivitalizzazione integrale di un tratto del fiume Ticino. Soddisfazione dunque anche per il sindaco di Bellinzona Mario Branda: “È un passo positivo molto importante e che fa ben sperare per due fondamentali progetti della nuova Città”, commenta. Anzitutto, come detto, «la realizzazione di un moderno Ospedale regionale, di cui abbiamo iniziato a parlare 6 anni fa unitamente all’attuale vicesindaco Andrea Bersani allora sindaco di Giubiasco: l’attuale sede dell’ospedale risulta infatti vieppiù stretta per gli sviluppi che sta conoscendo il nostro nosocomio”, sottolinea il sindaco. “La notizia è però anche importante per il progetto di Parco fluviale, che, una volta realizzato, contribuirà in misura significativa alla valorizzazione del nostro paesaggio e alla qualità di vita degli abitanti”, evidenzia il sindaco.

Future sinergie da definire
La convenzione destinata a concretizzare l’accordo sarà firmata nei prossimi mesi e verrà consolidata a fine 2019 «grazie all’approvazione della scheda del PSM (Piano Settoriale Militare ndr.)» che “grazie alla disponibilità della Segreteria Generale del DDPS (Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport) seguirà una procedura specifica al fine di garantire i termini imposti da AlpTransit”. Nel frattempo restano da definire “le future sinergie per l’uso dell’immobile, una volta conclusa l’operazione e, se del caso le necessarie misure pianificatorie”. Varie le ipotesi avanzate negli scorsi mesi per l’utilizzo futuro dello stabile.
Il tema era stato oggetto di vari atti parlamentari e anche di una petizione del PPD cantonale, firmata da 7.665 persone, che chiedeva la salvaguardia dello stabile.


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 dicembre 2018 de La Regione

Infocentro militare, poi si vedrà

Confederazione disponibile all’acquisto che avverrà nel 2019. All’inizio lo utilizzeranno le truppe.
Solo dopo l’apposito iter pianificatorio si potranno valutare altri contenuti.
Bocche cucite sull’importo dell’acquisto, che prevede anche la cessione al Cantone del comparto Saleggi di Bellinzona

L’Infocentro AlpTransit di Pollegio trasformato in sede di servizi regionali come lo Spitex? Non a breve termine, ma potrebbe essere musica del futuro. Mentre a fine estate sembrava persa ogni speranza per salvare l’edificio dalla demolizione incombente – al punto che il Ppd cantonale ha raccolto e consegnato al Consiglio di Stato oltre 7’600 firme a sua difesa e più mozioni hanno chiesto di salvare l’edificio –, ieri il Dipartimento delle istituzioni (Di) ha comunicato il buon esito delle trattative riprese negli ultimi mesi tra Cantone, Confederazione e attuale proprietario (AlpTransit San Gottardo Sa) nelle quali ha avuto il ruolo di mediatore. Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps) e Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) hanno infatti risposto positivamente negli scorsi giorni all’ultima proposta di acquisto dello stabile inoltrata loro dal governo ticinese: prossimamente verrà dunque sottoscritta una convenzione tra gli attori coinvolti che prevede, entro la fine del 2019, il ritiro dell’Infocentro da parte della Confederazione, e per essa il Ddps e la sua agenzia Armasuisse inserendola nel Piano settoriale militare (Psm). Bocche cucite sull’importo dell’operazione, ma viene confermato quanto già sottolineato a più riprese in fase di trattativa, ovvero che la cessione alla Confederazione di una parte dei terreni di proprietà di AlpTransit San Gottardo Sa a Pollegio – su cui si trova l’Infocentro – avviene in cambio del passaggio al Cantone del comparto Saleggi a Bellinzona, destinato a ospitare due progetti strategici d’importanza regionale e cantonale: il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona e valli e la rivitalizzazione integrale di un tratto del fiume Ticino.

Armasuisse disponibile a cederlo
Come mai Berna ha cambiato idea dopo che ad agosto aveva risposto picche alla proposta del Cantone di acquistarlo? Da noi contattato, il direttore del Di Norman Gobbi sottolinea che è stato spiegato quanto l’infrastruttura e i terreni potessero essere utili per le truppe. Sul futuro destino della struttura Gobbi assicura che rimane valida l’intenzione di Armasuisse di mettere a disposizione di altri enti lo stabile quando l’iter pianificatorio, della durata verosimilmente di qualche anno, permetterà l’impiego dell’Infocentro – ora situato fuori zona edificabile – per scopi che non siano esclusivamente quelli militari. Secondo il Ppd, si tratta di un punto non chiaro della trattativa e ieri su Facebook il partito ha ricordato che lo scopo della petizione consegnata in ottobre era di salvare l’edificio dalla demolizione ma anche che la popolazione delle Tre Valli ne potesse usufruire. Se Gobbi conferma, come detto, la messa a disposizione dell’edificio alla Regione dopo un iniziale impiego da parte delle truppe militari, rimangono ora due incognite. Da una parte il successo del cambiamento pianificatorio che dovrà intraprendere il Comune di Pollegio, chiamato a dezonare altri sedimi per poter rendere questa zona edificabile; dall’altra è da stabilire chi sosterrà i costi di acquisizione e di gestione (circa 80mila franchi all’anno, che dal 2019 si assumerà la Confederazione) una volta che vi siano i presupposti per un nuovo cambio di proprietà. Interpellati da Pollegio, i Comuni della Regione negli scorsi mesi si erano effettivamente detti interessati alla creazione di un centro dei servizi ma il loro auspicio, ricordiamo, era che i costi dell’Infocentro non ricadessero sulle finanze comunali.

Infocentro di Pollegio:  la mediazione avviata dal DI conclusa con successo

Infocentro di Pollegio: la mediazione avviata dal DI conclusa con successo

Comunicato stampa

Si è conclusa con successo la mediazione avviata da tempo dal Dipartimento delle istituzioni, volta a garantire un futuro all’immobile denominato “Infocentro” di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA. Vi sono ora le premesse per consolidare una convenzione tra le parti: il Cantone, l’attuale proprietario AlpTransit e il futuro proprietario armasuisse Immobili. Da definire ancora le future sinergie per l’uso dell’immobile, una volta conclusa l’operazione e, se del caso le necessarie misure pianificatorie. La trattativa, condotta dal Dipartimento delle istituzioni, ha permesso quindi di raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio di Stato durante la scorsa primavera, evitando pure la demolizione della struttura.

Il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) hanno risposto positivamente alla proposta presentata dal Canton Ticino in merito al futuro dell’Infocentro di Pollegio: sarà quindi sottoscritta una convenzione che prevede entro la fine del 2019 il ritiro dello stabile di AlpTransit da parte della Confederazione, e per essa il DDPS e la sua agenzia Armasuisse inserendola nel Piano Settoriale Militare (PSM).
Le trattative, che duravano da anni, hanno subito un’accelerazione negli ultimi mesi, in particolare grazie a un incontro tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Consigliere federale Guy Parmelin.
L’operazione prevede che la cessione alla Confederazione di una parte dei terreni di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA a Pollegio avvenga in cambio del passaggio al Cantone del comparto Saleggi a Bellinzona, destinato a ospitare due progetti strategici di importanza regionale e cantonale: il nuovo Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli e la rivitalizzazione integrale di un tratto del Fiume Ticino. La convenzione destinata a concretizzare l’accordo politico sarà firmata nei prossimi mesi; e verrà consolidata a fine 2019 grazie all’approvazione della scheda del PSM, la quale grazie alla disponibilità della Segreteria Generale del DDPS seguirà una procedura specifica  al fine di garantire i termini imposti da AlpTransit.