Si cerca più collaborazione lungo il confine

Si cerca più collaborazione lungo il confine

Delegazione ticinese guidata da Norman Gobbi a Roma: tra i temi affrontati, la sicurezza lungo e le preoccupazioni per le difficoltà economiche nella zona di frontiera

Una delegazione ticinese, guidata dal consigliere di Stato Norman Gobbi, si è recata a Roma, martedì al Ministero dell’Interno, lunedì in quello dell’Economia. Tra gli obiettivi quelli di affinare la collaborazione lungo il confine e condividere le soluzioni ai problemi. Al ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, è stata consegnata la stessa lettera inviata anche al consigliere federale Guy Parmelin, responsabile del Dipartimento federale dell’Economia. Preoccupano le gravi crisi aziendali che interessano le province di Varese e del Verbano Cusio Ossola.         

Norman Gobbi ha spiegato, alle telecamere della RSI, che si è discusso anche della fascia di confine, molto permeabile sia dal punto di vista dei flussi di persone sia delle relazioni economiche. Se ci sono meno impiegati sul territorio lombardo e piemontese, questi lavoratori e lavoratrici, evidentemente, ha sottolineato Gobbi, cercheranno possibilità di lavoro laddove si parla la stessa lingua e quindi in Canton Ticino, che “come sappiamo, è la prima destinazione”.

Oltreconfine sono 540 i posti di lavoro a rischio in tre grandi aziende in crisi e sono oltre 6’000 i lavoratori della filiera potenzialmente colpiti. Con il ministro dell’Economia italiano, Giorgetti, si è parlato anche di frontalieri e della cosiddetta “tassa sanitaria” chiesta dalle Regioni di confine come contributo per chi utilizza i servizi medici italiani.

Norman Gobbi ha sottolineato che è necessario esaminare la legge per capire se è conforme all’accordo fiscale sui frontalieri. Qualora non lo fosse, “evidentemente sia Roma che Berna dovranno porvi rimedio. In questo senso bisogna attendere le prossime mosse di Milano”, ha detto Gobbi, intervistato dal Quotidiano.

Al ministero dell’Interno è stato invece affrontato il tema sicurezza con il capo della polizia italiana, Vittorio Pisani, e il sottosegretario Nicola Molteni. Gobbi ha riferito che il confronto è avvenuto sui temi della migrazione, della lotta alla criminalità organizzata e soprattutto sul rafforzamento della cooperazione. “Proprio perché il filtro della frontiera è di interesse comune tra Svizzera e Italia, perché i flussi non sono solo da Sud verso Nord ma anche da Nord verso Sud. Pensando alla criminalità che poi evidentemente rientra in Italia”.

L’incontro di martedì è stata l’occasione per mettere a punto anche dettagli operativi nella collaborazione tra le due polizie.    

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Si-cerca-pi%C3%B9-collaborazione-lungo-il-confine–2565229.html

Il vice presidente del Governo Norman Gobbi a Roma per affrontare temi sulla sicurezza

Il vice presidente del Governo Norman Gobbi a Roma per affrontare temi sulla sicurezza

Il vice presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi si è recato a Roma ieri e oggi per una serie di importanti incontri in ambito di collaborazione tra il Canton Ticino e l’Italia nel campo della sicurezza. Era accompagnato dal comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi, dal capo Sezione del militare e della protezione della popolazione, Ryan Pedevilla, nonché dal Delegato cantonale alle relazioni esterne, Francesco Quattrini. Per l’occasione si è incontrato anche con l’ambasciatore svizzero designato presso la Repubblica italiana, il ticinese Roberto Balzaretti e con l’ambasciatrice svizzera in Vaticano, Manuela Leimgruber.

Nel corso del primo incontro la delegazione ticinese ha fatto il punto sugli accordi di aiuto reciproco in caso di catastrofe siglati con le Prefetture di Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola unitamente al vice-capo del Dipartimento della protezione civile, Luigi Mazzei. In particolare si sono approfonditi i possibili scenari di cooperazione in vista dell’esercitazione “SCUTUM 2027”, oltre ad aver affrontato il tema della Peste suina africana già presente in Italia e che potrebbe ben presto giungere in Ticino. Ulteriore tema discusso è stato quello relativo allo sviluppo dei sistemi tecnologici utilizzati per allarmare la popolazione (p.es. cell broadcast) in situazioni straordinarie. Di collaborazione in caso di catastrofe si è discusso anche con l’Ammiraglio di Divisione Fabio Agostini, Capo di Stato Maggiore del Comando operativo di Vertice Interforze (COVI) presso il Ministero della difesa. Parimenti si è estesa l’analisi anche sulla situazione internazionale, con riferimento ai conflitti in atto e alle ripercussioni in Europa sul fronte della sicurezza per i due Paesi.

La delegazione ticinese ha poi incontrato presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri il Generale Andrea Taurelli Salimbeni. Sul tavolo delle discussioni in particolare la collaborazione bilaterale all’interno del Centro di cooperazione di Polizia e doganale con sede a Chiasso, oltre che tra la Polizia cantonale e i Comandi provinciali di Como e Varese. Da parte ticinese si è inoltre riferito sull’attività di pattugliamento misto in ambito di polizia di sicurezza tra Ticino, Grigioni e Vallese, prospettando anche possibili sviluppi futuri. Sono stati poi presentati i risultati relativi agli esercizi LAMA23 (Lago Maggiore) e LACE24 (Lago Ceresio) eseguiti con il GIS (Gruppo Interventi Speciali) in ambito di collaborazione internazionale ATLAS in relazione alla lotta al terrorismo. L’incontro al Ministero dell’economia e delle finanze con il ministro Giancarlo Giorgetti e il Capo di Stato Maggiore della Guardia di finanza Giuseppe Arbore ha permesso di parlare di questioni doganali, affrontando anche il tema della sicurezza in ambito lacuale. Si è pure discusso del progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni con l’auspicio di poter collaborare maggiormente anche grazie a possibili scambi di esperienze nell’ambito specifico del soccorso alpino sulla fascia di frontiera.

Infine presso il Ministero dell’Interno la delegazione ticinese si è riunita con il Sottosegretario Nicola Molteni e il Capo della Polizia Vittorio Pisani discutendo della situazione migratoria e della collaborazione in ambito di polizia. La comprovata e fattiva collaborazione a seguito dell’Accordo italo-svizzero in materia di polizia sarà fonte di elementi per un suo aggiornamento, a dieci anni dalla sua ratifica.

Da ultimo da segnalare l’incontro avvenuto in Vaticano con il Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, Christoph Graf. Come è noto le reclute della Guardia svizzere Pontificia svolgono una parte della loro formazione in Ticino, seguendo corsi impartiti dal Centro di formazione della Polizia cantonale. Anche qui si è ribadita l’ottima collaborazione sviluppatasi negli anni con la conferma da parte del Comando in Vaticano di proseguire quanto inizializzato nel 2016.

La visita a Roma è stata giudicata molto positivamente della delegazione ticinese che ha potuto coltivare i buoni rapporti con la controparte italiana ad alto livello nei differenti settori della sicurezza, informando sulle attività in corso e gettando le basi per sviluppare i futuri progetti. 

In pista la legge per far «saltare» la fusione Lavertezzo-Locarno

In pista la legge per far «saltare» la fusione Lavertezzo-Locarno

Mentre Bellinzona elabora le risposte dei Comuni del Verbano invitati a partecipare ai due studi aggregativi, la Commissione Costituzione ha approvato all’unanimità alcune modifiche per facilitare la fine di una procedura contestata

Qualche giorno fa, il 28 gennaio, la Commissione Costituzione e leggi del Gran consiglio ha approvato all’unanimità il rapporto per la modifica della legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. Quando (e se) il Legislativo cantonale la voterà, questa potrebbe sancire la fine del «fidanzamento » avviato tra Lavertezzo e Locarno: i rispettivi sindaci (poi cambiati dopo le elezioni di aprile) avevano consegnato nelle mani del direttore del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi, la loro istanza di «unione». Se la Città non ha cambiato idea, nel «piccolo» della situazione i seggi del Municipio sono stati nel frattempo conquistati da una lista che preferirebbe un matrimonio con Gordola a uno con la «Regina del Verbano». Cosa peraltro prevista nello scenario «Piano» (che include pure Cugnasco- Gerra e Tenero-Contra) elaborato dalla stessa Sezione degli enti locali. Ma con il «peso» del precedente impegno, il treno resta fermo sui binari in direzione dell’altra ipotesi, denominata «Urbano» (la Città con Losone, Orselina, Minusio e Brione).

Uno strumento aggiuntivo
«Si tratta di una proposta che abbiamo avanzato anni fa in risposta a una serie di progetti che si trascinavano da tempo e il cui unico modo di concluderli era attraverso una votazione popolare», dice al Corriere del Ticino il Caposezione Marzio Della Santa. «Abbiamo ritenuto opportuno fornire al legislatore uno strumento aggiuntivo, che consente al Consiglio di Stato, dopo aver consultato i Comuni interessati, di porre fine a una procedura», aggiunge il 58.enne. Una soluzione che si poteva prestare alla Bassa Leventina, poi arrivata comunque al voto dopo otto anni di studio, ma che resta interessante anche per Vico Morcote e Morcote (una strada interrotta da discussioni politiche) oltre che per le due realtà locarnesi.

La questione «Gerre di Sotto»
«In questo caso, è importante sbloccare un frangente che non ha più senso». Ma c’è poi un’altra questione che va chiarita. Se il futuro nuovo ordinamento permetterà di sciogliere un legame, sarà possibile anche «spostare» porzioni di territorio ridisegnando i confini? Il riferimento è alla «rivendicazione » da parte di un paio di Esecutivi del «Piano» sul quartiere Gerre di Sotto.  
«Locarno, essendo l’unica autorità che può decidere delle sue proprietà territoriali, non ha ritenuto opportuno entrare in materia. Questa legge non modifica tale circostanza, non interessa in alcun modo la possibilità di scorporare una parte del territorio, cosa che la legge già permetterebbe tecnicamente, ma l’approccio cantonale è promuovere le aggregazioni volontarie piuttosto che le disgregazioni. Se non c’è la volontà di chi è istituzionalmente responsabile per quella fetta di territorio, non c’è alcun modo di andare avanti».
Intanto, sul tavolo dell’ufficio di Della Santa sono arrivate le risposte all’invito di Bellinzona sulla volontà di andare avanti con un periodo di raccolta dati, in un cosiddetto «pre studio aggregativo». Un invito che può anche essere declinato.

Indicazioni molto chiare
«Stiamo elaborando quanto ricevuto in via ufficiale e mercoledì diffonderemo una una comunicazione sulla posizione di ogni Comune». Il nostro interlocutore, come già riferito nell’edizione di qualche settimana fa (21 gennaio), conferma che lo scenario «Piano» (Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra e Tenero-Contra) balla male. Anzi. È andato completamente in fumo. «I Comuni interessati hanno dato l’indicazione chiara di non essere più interessati a proseguire, neanche in una sorta di pre studio, cosa completamente diversa rispetto allo scenario “Urbano” (Locarno con Losone, Orselina, Minusio e Brione), nel quale i Comuni hanno manifestato interesse. Adesso vediamo, sulla base dei loro scritti, se lo confermano e a quali condizioni».

Una strada ancora lunga
La strada per far partire il grande cantiere delle aggregazioni attorno al Lago Maggiore, in ogni caso, è ancora lunga. Senza contare dello «strano caso» di Muralto, circondato da «campanili» ben più importanti, sia in termini di numero di abitanti sia in superficie, i quali intendono guardare al futuro del distretto pensando a rafforzare la voce di una regione che spesso sembra non avere il peso politico che merita nei dibattiti a livello cantonale.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 4 febbraio 2025 del Corriere del Ticino

Incontro dell’Ufficio Presidenziale con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti

Incontro dell’Ufficio Presidenziale con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti

Comunicato stampa della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Sotto la Presidenza del Consigliere di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi, alla presenza dell’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori e del Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte Alberto Preioni, accompagnati dal Segretario Generale Francesco Quattrini, si è svolto oggi a Roma un incontro di lavoro tra l’Ufficio Presidenziale della Comunità di lavoro Regio Insubrica e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Nell’anno in cui ricorre il trentesimo anniversario dalla firma della Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita l’Associazione nel 1995, la delegazione ha avuto l’occasione di significare al Ministro l’importanza della collaborazione transfrontaliera promossa nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini dalla Comunità di lavoro, che si pone quale piattaforma di dialogo e cooperazione, attivandosi concretamente per le istanze del proprio territorio come interlocutore politico nei confronti delle rispettive Autorità centrali.
In particolare, è stata portata all’attenzione del Ministro la preoccupazione per l’attuale situazione economica e del mercato del lavoro nell’area insubrica, correlata alle gravi crisi aziendali che interessano le province di Varese e del Verbano Cusio Ossola, che si ripercuotono anche nel Cantone Ticino ed incidono negativamente impoverendo il tessuto socio-economico della zona di confine italo-svizzera. Nel merito l’Ufficio Presidenziale ha trasmesso una lettera della Regio Insubrica al Ministro Giorgetti ed ha espresso la necessità che le Autorità nazionali prestino particolare attenzione alle dinamiche peculiari a cui sono soggette le realtà di frontiera tra Svizzera e Italia, a tutela dell’economia e dell’occupazione nelle regioni di confine.
Il medesimo allarme e la richiesta di tenerne conto nell’elaborazione di eventuali iniziative politiche è stata rivolta congiuntamente anche al Capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin, in una lettera recentemente inoltrata dalla Presidenza della Comunità di lavoro.

Il ricambio generazionale “sarà una sfida complessa”

Il ricambio generazionale “sarà una sfida complessa”

Le sfide future della Polizia cantonale sono state al centro dell’annuale rapporto di Corpo tenutosi nei giorni scorsi a Rivera. “Per ragioni di risparmio è in forse la Scuola di polizia 2026”, ha spiegato il Comandante Matteo Cocchi, precisando che “questo andrà a ripercuotersi negativamente sugli effettivi del Corpo”.
Le novità e le sfide future, ma anche un bilancio dell’attività svolta nel corso dello scorso anno. Questi i temi principali trattati negli scorsi giorni al Centro cantonale della Protezione civile di Rivera, dove si è tenuto l’annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale.

“Mantenere l’attuale numero di agenti non sarà facile”
Riferendosi allo stato delle finanze pubbliche, Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), ha spiegato come “riuscire a mantenere l’attuale numero di agenti sul territorio non sarà un’impresa semplice, anche se auspicabile”. Effettivi ritenuti indispensabili “per garantire la necessaria sicurezza al Ticino, cantone di frontiera che deve far fronte alla criminalità di confine. Inoltre, deve fare i conti con un’importante densità di presenze sul suo territorio, contando anche frontalieri e turisti, che raggiunge circa 500mila persone giornaliere”. Ma oltre ai conti pubblici, un’altra sfida è rappresentata dal ricambio generazionale, “che nei prossimi anni vedrà la partenza in pensione di numerosi collaboratori nati a cavallo delle generazioni Boomer e X. Per l’Amministrazione cantonale sarà una sfida complessa da affrontare e già ora si sta lavorando per trovare delle soluzioni”. La strada “è quella di rendere maggiormente attrattivo l’impiego pubblico, favorendo in particolare la digitalizzazione, la flessibilità, le pari opportunità e lo sviluppo del personale attraverso adeguate offerte formative”.

La sfida legata allo scambio di informazioni tra Corpi
In seguito ha preso parola Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale. Soffermandosi sulle problematiche legate al personale, ha rilevato come ” per quanto riguarda la Scuola di polizia la possibilità di effettuarla nel 2026 è in forse per ragioni di risparmio e questo, negli anni a venire, andrà a ripercuotersi negativamente sugli effettivi del Corpo”. Cocchi ha poi parlato del Progetto Polizia Ticinese, “che ambisce a modernizzare e migliorare la sicurezza pubblica nel nostro Cantone, anche attraverso visioni innovative per quanto riguarda l’attribuzione dei compiti”. Nella veste di Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS), ha poi evidenziato “il compito estremamente importante di quest’ultimo gremio: promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i Corpi di polizia della Confederazione”. In quest’ambito ha ribadito “che una delle maggiori problematiche da risolvere a livello nazionale è quella legata allo scambio di informazioni tra i vari Corpi, tuttora difficoltoso, frammentato e impegnativo in termini di risorse e tempo, per meglio contrastare la criminalità”. Infine ha messo l’accento sugli impieghi fuori cantonale, come il World Economic Forum (WEF) di Davos, ’Eurovision Song Contest che si terrà a Basilea a maggio e il Campionato europeo femminile di calcio, che si terrà in Svizzera in luglio. Eventi che, viene ricordato, “potrebbero richiedere l’invio di agenti della Polizia cantonale per le attività di sicurezza”.

Le altre sfide future
Dopo Gobbi e Cocchi, a prendere parola sono stati il Sostituto Comandante Lorenzo Hutter, i maggiori Thomas Ferrari e Marco Zambetti nonché al capitano Andrea Cucchiaro. Nel corso dei loro interventi l’accento è stato dapprima posto “sui futuri sviluppi tecnologici e sui risultati ottenuti nel contrasto della criminalità, grazie anche a una gestione strutturata delle informazioni supportata dagli importanti progressi compiuti a livello informatico”. Successivamente “sulla capacità della Polizia cantonale di adattarsi alle nuove sfide future legate all’attuale trend finanziario negativo e all’atteso sensibile ricambio di personale nei prossimi anni”. Variabili che, viene infine spiegato, “renderanno pure necessario un adattamento organizzativo per quanto riguarda l’allocazione delle risorse, mezzi e collaboratori, e i processi che regolano i compiti attribuiti al Corpo. Pure ribadita la centralità del contrasto ai reati economico finanziari con iniziative e misure volte a favorire il recupero delle ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse statali”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-ricambio-generazionale-sara-una-sfida-complessa-407258

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Polizia, le partenze preoccupano

Il ricambio generazionale e le difficoltà dei conti del Cantone sono stati al centro dell’annuale rapporto di Corpo – Gobbi: «Mantenere l’attuale numero di agenti non sarà facile»

L’annuale rapporto di Corpo della Polizia cantonale, svoltosi negli scorsi giorni al Centro cantonale della Protezione civile di Rivera, è stato l’occasione non solo per ripercorrere l’ultimo anno di attività, ma anche per tracciare il cammino per affrontare le sfide future, in particolare quelle legate al ricambio generazionale del personale. Visto lo stato delle finanze cantonali, ha spiegato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, «riuscire a mantenere l’attuale numero di agenti sul territorio non sarà un’impresa semplice, benché sia auspicabile per garantire la necessaria sicurezza al Ticino, cantone di frontiera che deve far fronte alla criminalità di confine». Alla sfida dei conti pubblici si aggiunge però anche quella del ricambio generazionale, che vedrà nei prossimi anni il pensionamento di numerosi collaboratori. «Per l’Amministrazione cantonale – ha detto Gobbi – sarà una sfida complessa e già ora si sta lavorando per trovare soluzioni. La strada è quella di rendere maggiormente attrattivo l’impiego pubblico, favorendo la digitalizzazione, la flessibilità, le pari opportunità».

Da parte sua, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è soffermato sulla Scuola di Polizia, che potrebbe saltare nel 2026: «Questo, negli anni a venire, andrà a ripercuotersi negativamente sugli effettivi del Corpo», ha chiarito. Cocchi si è quindi soffermato sul progetto «Polizia ticinese» che «ambisce a modernizzare e migliorare la sicurezza pubblica nel nostro cantone, anche attraverso visioni innovative per quanto riguarda l’attribuzione dei compiti ». Infine, in qualità di presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere, Cocchi ha evidenziato il compito «estremamente importante» di quest’ultimo gremio: promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i Corpi di polizia della Confederazione. In quest’ambito, ha ribadito che «una delle maggiori problematiche da risolvere a livello nazionale è lo scambio di informazioni tra i vari Corpi, tuttora difficoltoso, frammentato e impegnativo in termini di risorse e tempo, per meglio contrastare la criminalità».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 4 febbraio 2025 del Corriere del Ticino

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‘Scuola di polizia 2026, non farla avrebbe effetti negativi’
Così il comandante Cocchi al Rapporto annuale

Sì farà o non si farà la Scuola di polizia edizione 2026? Al momento una risposta è impossibile. Nel Preventivo 2025 del Cantone il Consiglio di Stato aveva prospettato la rinuncia ai corsi per l’anno prossimo, per motivi di risparmio. Sindacati e associazioni del personale sono insorti, chiedendo al governo di ripensarci. A questo punto se ne saprà di più col Preventivo 2026 al quale l’Esecutivo comincerà a lavorare fra qualche mese. La Scuola e le possibili conseguenze di una sua mancata organizzazione l’anno venturo hanno fatto comunque capolino all’annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale, tenutosi di recente al Centro cantonale della protezione civile a Rivera: si tratta del momento in cui la PolTi stila un bilancio dell’anno di attività appena trascorso, con uno sguardo all’oggi e al domani.

Non solo conti pubblici: c’è anche il ricambio generazionale
Intervenendo all’incontro il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, citato nella nota diramata dalla Cantonale riguardante il citato Rapporto, ha dapprima accennato all’attuale stato delle finanze pubbliche. Viste le odierne difficoltà, riuscire a mantenere l’attuale numero di agenti sul territorio “non sarà un’impresa semplice, anche se auspicabile”. Un numero ritenuto indispensabile “per garantire la necessaria sicurezza al Ticino, cantone di frontiera che deve far fronte alla criminalità di confine”. Un cantone che deve inoltre fare i conti “con un’importante densità di presenze sul suo territorio, contando anche frontalieri e turisti, che raggiunge circa 500’000 persone giornaliere”. Ma alla sfida dei conti pubblici si aggiunge quella del ricambio generazionale, che vedrà nei prossimi anni la partenza in pensione di numerosi collaboratori nati a cavallo delle generazioni Boomer e X. Per l’Amministrazione cantonale, si legge ancora nel comunicato, “sarà una sfida complessa da affrontare e già ora si sta lavorando per trovare delle soluzioni”. La strada è quella di rendere maggiormente attrattivo l’impiego pubblico, “favorendo in particolare la digitalizzazione, la flessibilità, le pari opportunità e lo sviluppo del personale attraverso adeguate offerte formative”.

Il comandante della Polcantonale Matteo Cocchi si è a sua volta soffermato sulle questioni legate al personale. In primis ha rilevato che per quanto riguarda la Scuola di polizia, la possibilità di effettuarla nel 2026 è in forse per ragioni di risparmio e questo, negli anni a venire, “andrà a ripercuotersi negativamente sugli effettivi del corpo”. Nella veste di presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere, Cocchi ha pure evidenziato “il compito estremamente importante di quest’ultimo gremio: promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i corpi di polizia della Confederazione”. Ha quindi ribadito che uno dei “maggiori problemi” da risolvere a livello nazionale è quello attinente allo scambio di informazioni tra i vari Corpi – tuttora “difficoltoso, frammentato e impegnativo in termini di risorse e tempo” – per meglio contrastare la criminalità.

Criminalità, sviluppi tecnologici e recupero somme
Al recente rapporto sono intervenuti anche il Sostituto comandante Lorenzo Hutter, i maggiori Thomas Ferrari e Marco Zambetti e il capitano Andrea Cucchiaro. Dapprima è stato posto l’accento sui futuri sviluppi tecnologici e sui risultati ottenuti nel contrasto della criminalità, “grazie anche a una gestione strutturata delle informazioni supportata dagli importanti progressi compiuti a livello informatico”. È stata inoltre ribadita la centralità del contrasto ai reati economico finanziari “con iniziative e misure volte a favorire il recupero delle ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse statali”.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 4 febbraio 2025 de La Regione

Personale e organizzazione, due sfide da vincere

Personale e organizzazione, due sfide da vincere

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni, presso il Centro cantonale della Protezione civile di Rivera, si è tenuto l’annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale. È stata l’occasione per trarre un bilancio dell’ultimo anno di attività nonché per presentare le novità e le sfide future, in particolare quelle legate al ricambio generazionale del personale e alle strategie organizzative.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi si è dapprima chinato sull’attuale stato delle finanze pubbliche. Viste le odierne difficoltà in quest’ambito, riuscire a mantenere l’attuale numero di agenti sul territorio non sarà un’impresa semplice, anche se auspicabile. Effettivi ritenuti indispensabili per garantire la necessaria sicurezza al Ticino, cantone di frontiera che deve far fronte alla criminalità di confine. Inoltre, deve fare i conti con un’importante densità di presenze sul suo territorio, contando anche frontalieri e turisti, che raggiunge circa 500’000 persone giornaliere. Alla sfida dei conti pubblici si aggiunge pure quella del ricambio generazionale, che vedrà nei prossimi anni la partenza in pensione di numerosi collaboratori nati a cavallo delle generazioni Boomer e X. Per l’Amministrazione cantonale sarà una sfida complessa da affrontare e già ora si sta lavorando per trovare delle soluzioni. La strada è quella di rendere  maggiormente attrattivo l’impiego pubblico, favorendo in particolare la digitalizzazione, la flessibilità, le pari opportunità e lo sviluppo del personale attraverso adeguate offerte formative.

Ha poi preso la parola il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi che si è a sua volta soffermato sulle problematiche legate al personale. In primis ha rilevato che per quanto riguarda la Scuola di polizia la possibilità di effettuarla nel 2026 è in forse per ragioni di risparmio e questo, negli anni a venire, andrà a ripercuotersi negativamente sugli effettivi del Corpo. Si è pure soffermato sul Progetto Polizia Ticinese che ambisce a modernizzare e migliorare la sicurezza pubblica nel nostro Cantone, anche attraverso visioni innovative per quanto riguarda l’attribuzione dei compiti. Nella veste di Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS), ha evidenziato il compito estremamente importante di quest’ultimo gremio: promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i Corpi di polizia della Confederazione. In quest’ambito ha ribadito che una delle maggiori problematiche da risolvere a livello nazionale è quella legata allo scambio di informazioni tra i vari Corpi, tuttora difficoltoso, frammentato e impegnativo in termini di risorse e tempo, per meglio contrastare la criminalità. Ha infine posto l’accento sugli impieghi fuori cantone, l’esempio più recente è il World Economic Forum (WEF), con nuovi eventi che si profilano all’orizzonte come l’Eurovision Song Contest a Basilea e il Campionato europeo femminile di calcio, che si terrà in Svizzera in luglio. Manifestazioni che, in ottica di collaborazione tra i vari Corpi confederati, potrebbero richiedere l’invio di agenti della Polizia cantonale per le attività di sicurezza.

La parola è poi passata al Sostituto Comandante Lorenzo Hutter, ai maggiori Thomas Ferrari e Marco Zambetti nonché al capitano Andrea Cucchiaro. Dapprima è stato posto l’accento sui futuri sviluppi tecnologici e sui risultati ottenuti nel contrasto della criminalità, grazie anche a una gestione strutturata delle informazioni supportata dagli importanti progressi compiuti a livello informatico. Successivamente ci si è chinati sulla capacità della Polizia cantonale di adattarsi alle nuove sfide future legate all’attuale trend finanziario negativo e all’atteso sensibile ricambio di personale nei prossimi anni. Variabili che renderanno pure necessario un adattamento organizzativo per quanto riguarda l’allocazione delle risorse, mezzi e collaboratori, e i processi che regolano i compiti attribuiti al Corpo. Pure ribadita la centralità del contrasto ai reati economico finanziari con iniziative e misure volte a favorire il recupero delle ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse statali.

Prova delle sirene mercoledì 5 febbraio 2025

Prova delle sirene mercoledì 5 febbraio 2025

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 5 febbraio 2025 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (416 dispositivi); alle 13.30, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.  
Alle ore 14.20 ed alle ore 15.10, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (128 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale e informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.  
Con Alertswiss, le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o, scaricando gratuitamente la relativa applicazione, le stesse si potranno ricevere sul proprio telefono mobile.  
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento.  
Sottolineiamo inoltre l’importanza di informare dell’evento le categorie più sensibili o che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione.
Le informazioni concernenti la prova annuale vengono pubblicate anche sulla pagina web cantonale (www.ti.ch/ucraina) e sul canale Telegram (@ucrainaTi) dedicato alle cittadine e ai cittadini ucraini presenti sul territorio cantonale.  
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-protpop@ti.ch.

Norman Gobbi: “Missione compiuta”

Norman Gobbi: “Missione compiuta”

Riflessioni e breve bilancio al termine del mandato da coordinatore

Da domenica scorsa il Consigliere di Stato, Norman Gobbi ha lasciato il ruolo di coordinatore del Movimento della Lega dei Ticinesi a Daniele Piccaluga al termine dell’assemblea svoltasi a Rivera. Un anno intenso per Gobbi, impegnato in un doppio ruolo non facile. “Le critiche contro la decisione di assumere ad interim un po’ più di un anno fa la funzione di coordinatore della Lega sono state molte, giunte in particolare dai media. Sotto accusa la possibilità di essere al tempo stesso Consigliere di Stato e coordinatore di un movimento politico. Critica legittima. Da subito però ho ben separato il mio lavoro, mettendo sempre al primo posto quello di Direttore del Dipartimento delle istituzioni e membro del collegio governativo. Un anno fa ho deciso di diventare coordinatore perché la Lega aveva bisogno di me anche in quella funzione. L’ho fatto come gesto d’amore verso la Lega e di riconoscenza per quanto mi ha sempre dato. Ero ben cosciente che mi sarei attirato molte critiche e anche per questo motivo ho voluto assieme a me in questo periodo una serie di vice coordinatori che mi aiutassero e sostenessero. Li ho ringraziati per questo sostegno e ne approfitto per farlo anche da queste colonne”.

Che bilancio può trarre da questa esperienza? “Diciamo che sul piano politico sono arrivate alcune belle soddisfazioni. Subito in marzo l’esito della votazione per la 13esima AVS, con il 71% delle e dei ticinesi che hanno detto Sì. E con una partecipazione che ha sfiorato il 60%. Il tema del sostegno dei nostri anziani è sempre stato ed è nel cuore dei leghisti. Se fosse stato per noi già più di dieci anni fa a livello cantonale avemmo introdotto un aiuto per i nostri pensionati. Così non fu per volere della maggioranza. Ma ora che la 13esima AVS è una realtà siamo davvero contenti. Missione compiuta. Poi in aprile ci sono state le elezioni comunali. La stampa ha faticato non poco ad ammettere che la Lega quelle elezioni le ha vinte. Il fatto di aver riconfermato Michele Foletti sindaco di Lugano con una votazione brillante, di aver confermato i nostri seggi nei Municipi dei centri più importanti e in moltissimi altri Comuni sono stati il segno distintivo del successo. Era proprio in vista di quell’elezioni che ho accettato di assumere il ruolo di coordinatore ad interim. Anche in questo caso si può dire: missione compiuta”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Ora si apre una nuova stagione per la Lega. “Non credo sia una stagione nuova, perché anche Daniele si inserirà nel solco della storia degli oltre 30 anni della Lega dei Ticinesi. Per esempio si tratterà di continuare a mantenere una linea ferma su alcuni temi che considero “non negoziabili”: difesa della sovranità nazionale contro i continui e striscianti tentativi di svendere la Svizzera ai burocrati dell’UE; difesa della nostra neutralità armata; lotta all’aumento delle casse malati; difesa del potere d’acquisto delle e dei ticinesi, ecc. Sarà però necessario anche ritornare nelle piazze e mettersi all’ascolto della gente per cogliere e interpretare le preoccupazioni. E su questo aspetto Daniele mi sembra possa essere l’uomo al posto giusto”, conclude Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 2 febbraio 2025 de Il Mattino della domenica

 

Annullata una decisione del Consiglio comunale di Bedigliora

Annullata una decisione del Consiglio comunale di Bedigliora

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha annullato la decisione del Consiglio comunale di Bedigliora di approvare un credito di 2,6 milioni di franchi per la realizzazione di un nuovo posteggio. Il provvedimento del Governo è stato adottato a tutela degli interessi del futuro Comune di Lema, nel quale confluirà l’attuale Comune di Bedigliora.

Il prossimo 6 aprile 2025, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, verrà costituito il nuovo Comune di Lema, aggregazione degli attuali Comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio. A pochi mesi da questa scadenza, nella seduta dello scorso 18 dicembre 2024, il Consiglio comunale di Bedigliora ha, tra l’altro, accolto la richiesta di un credito di 2’599’000 franchi per la realizzazione di un nuovo posteggio all’entrata est del nucleo del paese.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che questa decisione, presa dagli organi di Bedigliora in assenza di un accordo con i rappresentanti degli altri Comuni del comprensorio di aggregazione, costituisce un agire che non tutela gli interessi del futuro Comune di Lema. Considerato che la decisione in oggetto, adottata a breve distanza dalla nascita del nuovo Comune, avrebbe avuto effetti sia in ambito finanziario che sull’impiego di tempo e risorse interamente a carico di Lema, il Governo ha deciso di annullare l’approvazione del credito, al fine di salvaguardare le competenze decisionali dei futuri organi comunali. La misura di vigilanza si fonda segnatamente sull’art. 12 cpv. 2 della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni che consente al Consiglio di Stato di intervenire nella delicata fase che precede l’aggregazione con provvedimenti volti alla tutela di interessi preponderanti del costituendo Comune.