Un tuffo nel mondo della Polizia Cantonale

Un tuffo nel mondo della Polizia Cantonale

All’aeroporto di Lodrino 5’000 curiosi hanno assistito sabato a varie dimostrazioni degli agenti, in un evento unico che si ripete ogni 5 anni

Più di 5’000 persone hanno partecipato sabato alle porte aperte della Polizia Cantonale presso l’aeroporto di Lodrino. Un evento che si tiene solo ogni cinque anni e che offre una rara opportunità per scoprire il mondo delle forze dell’ordine.

Un’iniziativa coinvolgente che ha mostrato ogni aspetto di questa professione: dalle dimostrazioni spettacolari, come la liberazione di ostaggi da un bus dirottato, realizzata dal Reparto Interventi Speciali (RIS), al lavoro quotidiano della polizia giudiziaria.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Un-tuffo-nel-mondo-della-Polizia-Cantonale–2269524.html

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Spari, arresti e indagini: la Polizia in vetrina a Lodrino

Arresti, tafferugli e prese d’ostaggi. Sono state numerose le persone che oggi alle porte aperte della polizia a Lodrino hanno potuto ammirare e toccare con mano l’ampia gamma di attività delle forze dell’ordine ticinesi.

Tra simulazioni, esercizi e dimostrazioni, la Polizia cantonale ha oggi voluto incontrare la popolazione a Lodrino in occasione della terza edizione delle sue Porte aperte. E i ticinesi hanno risposto in massa per assistere a ricostruzioni di casi reali come quella di una presa d’ostaggi, o di arresto di un individuo armato, così come di una manifestazione che degenera nella violenza. Come detto, sono stati numerosissimi, grandi e piccini, che hanno voluto vedere e toccare con mano le diverse attività di polizia del nostro Cantone. Qualcosa che ha reso soddisfatto il Comandante Matteo Cocchi.“Oggi come cinque anni fa abbiamo avuto un inizio col botto. È venuta tantissima gente e siamo molto contenti di questo, perché è un’ottima occasione per noi per presentarci al pubblico e ai nostri cittadini”. Ma quanto è importante per la Polizia cantonale una giornata come quella di oggi? E perché? “È importantissima, perché permette a chiunque, dall’agente al cittadino, di avvicinarsi vicendevolmente in una situazione neutra, diversa dal quotidiano e quindi magari anche particolare”. Cocchi ci ha infatti spiegato che oggi a Lodrino i visitatori avevano la possibilità di porre domande, avvicinarsi e toccare con mano tutte le nostre specializzazioni. “A sua volta, l’agente può rispondere a delle domande prendendosi tutto il tempo e può presentarsi nella sua attività”.

Opportunità di carriera
Tra divertimento ed esercizi, quella odierna è stata una giornata pensata anche per mostrare le tante opportunità di carriera professionale in questo ambito. “Io lo spero, la Polizia cantonale è un’istituzione che ha al suo interno tanti mestieri, e oggi si possono scoprire”. Ad aver gestito l’organizzazione delle Porte Aperte è stato il Capitano della polizia cantonale Christophe Cerinotti. “Cinque anni fa erano circa 5mila le persone presenti. Oggi, anche grazie alla bella giornata, penso che supereremo questi numeri”. Per Cerinotti l’evento ha rappresentato sì un’occasione importante per mostrare i vari mestieri della polizia, ma anche e soprattutto un’opportunità “per mostrare alla gente che la polizia non è solo repressione e mostrare come possiamo essere di aiuto facendo anche prevenzione”. Giornata in cui è stato quindi possibile mostrare ai cittadini anche le attività forse meno “spettacolari”, ma altrettanto importanti della polizia. “Le dimostrazioni sono una parte dell’attività di polizia di oggi. Sono infatti stati allestiti anche degli stand dedicati a tutto quello che non fa scena. La polizia giudiziaria in particolare lavora un po’ più nell’ombra, ma che in ambito di inchiesta riesce a mostrare quello che fa a chi solitamente ignora questo ramo della polizia”, ha concluso Cerinotti.

https://www.ticinonews.ch/ticino/spari-arresti-e-indagini-la-polizia-in-vetrina-a-lodrino-401467

 

Simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani

Simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani

Inaugurato a Bellinzona il monumento ‘la Difesa’ di Pedro Pedrazzini. Presenti autorità laiche e religiose.

In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione “150° Generale Henri Guisan” al Chiostro del Municipio di Bellinzona, sabato si è tenuto il taglio del nastro del monumento “la Difesa”, un simbolico grazie ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani.

Fra i presenti per le allocuzioni Pedro Pedrazzini, autore dell’opera, don Erico Zoppis, cappellano militare, Jean-Daniel Mudry, portavoce del gruppo proponente, Mario Branda, sindaco di Bellinzona, Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato, e Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni, e il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra.

La cerimonia è stata intercalata da brani musicali della Fanfara dell’esercito svizzero e della Musica militare ticinese, a cui è seguito l’aperitivo offerto alla popolazione.

Da www.laregione.ch

(Immagine: www.laregione.ch)

L’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone Reto Nause come Presidente.

L’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone Reto Nause come Presidente.

Comunicato stampa 

Quattro anni dopo la fondazione dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza, ci sarà un cambio alla presidenza dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza. Il Consigliere di Stato Thierry Burkart lascia la carica di Presidente, come annunciato in occasione dell’ultima Assemblea generale del 2024. Il Consiglio direttivo dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza propone all’unanimità Reto Nause come suo successore all’Assemblea generale del 30 aprile 2025.
 
Thierry Burkart cede la presidenza
Come annunciato in occasione dell’Assemblea generale del 7 maggio 2024, Thierry Burkart cede la presidenza dopo 6 anni (4 anni come Presidente dell’Alleanza Svizzera per la Sicurezza, 2 anni come Presidente dell’organizzazione precedente Verein für eine sichere Schweiz). Burkart ha fondato l’Alleanza Svizzera per la Sicurezza insieme a diversi colleghi e l’ha resa un’importante organizzazione specializzata e di campagna. L’Alleanza conta oggi 37 organizzazioni e oltre 1’300 membri individuali. Le organizzazioni riunite nell’Alleanza sono associazioni e club che si occupano di politica della sicurezza, nonché associazioni imprenditoriali. Dopo la campagna a favore dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento nel 2020, l’Alleanza ha condotto con successo la campagna contro l’iniziativa Stop F35. È stata inoltre coinvolta nel referendum sull’ulteriore sviluppo dell’acquis di Schengen. Sotto la sua guida, l’Alleanza per la Sicurezza Svizzera ha partecipato a varie consultazioni federali ed è stata rappresentata in diverse audizioni dei comitati di politica di sicurezza del Consiglio degli Stati e del Consiglio Nazionale. Ha inoltre sostenuto ampiamente l’Alleanza fondando un comitato consultivo, un club di mecenati, posizionando l’organizzazione con un documento di posizione e organizzando vari eventi di politica di sicurezza.

Reto Nause porta con sé un bagaglio di esperienza politica e di campagne elettorale
Reto Nause è Consigliere nazionale e membro della Commissione per la politica di sicurezza. È municipale della Città di Berna dal 2009. Al termine della legislatura comunale del 2024, lascerà la carica di Direttore della sicurezza, dell’ambiente e dell’energia per raggiunti limiti di mandato. Intenderà utilizzare il tempo a disposizione per lavorare a favore di una Svizzera più sicura. La sua esperienza dirigenziale nel settore della sicurezza interna è stata un fattore importante per la sua scelta. Il Consigliere nazionale Nause ha dimostrato in modo convincente – alla commissione cerca – come intende proseguire con nuovo slancio il lavoro di sviluppo iniziato dal Consigliere agli Stati Burkart. La sua esperienza nella conduzione di campagne lo qualifica anche come futuro presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera. Reto Nause è stato segretario generale della PPD svizzero dal 2001 al 2008.

La Polizia cantonale in vetrina a Lodrino

La Polizia cantonale in vetrina a Lodrino

Comunicato stampa

“Per la gente e tra la gente”. Potrebbe essere questo il motto delle Porte aperte 2024 della Polizia cantonale, giunte alla terza edizione, che si svolgeranno sabato 5 ottobre per la seconda volta sul sedime dell’aeroporto di Lodrino.

Giornata che vedrà in mostra le molteplici attività che contraddistinguono l’agire quotidiano del Corpo sul terreno, a garanzia della sicurezza del Canton Ticino.
Giorno e notte le agenti e gli agenti della Polizia cantonale sono in attività sul terreno per garantire la miglior sicurezza possibile alla popolazione del Ticino. Per la terza volta saranno onorati di accogliere nuovamente, dopo cinque anni, visitatori grandi e piccini per una giornata di festa all’insegna della convivialità. Giornata che permetterà d’illustrare le numerose e variegate attività che contraddistinguono il lavoro quotidiano di un Corpo di polizia. Sarà l’occasione per conoscere da vicino i molteplici impieghi dei vari servizi e comprendere che la missione della Polizia cantonale include anche tante opportunità di carriera professionale. Questo grazie a interessanti e spettacolari dimostrazioni nonché cantieri statici e interattivi. Un impegno quotidiano e incessante
– come dimostrato anche recentemente in relazione al maltempo che ha purtroppo fortemente colpito la Vallemaggia – che le collaboratrici e i collaboratori della Polizia cantonale mettono al servizio della comunità ticinese.

L’evento avrà inizio alle 9 mentre alle 10.30 sono previste le prime dimostrazioni del Reparto interventi speciali (RIS) e del Mantenimento d’ordine (MO). È prevista inoltre l’apertura della zona ristoro dove sarà possibile pranzare e rifocillarsi. La parte ufficiale scatterà alle 13.30 con il saluto delle Autorità. Alle 14 si potrà nuovamente assistere
alle dimostrazioni. La manifestazione terminerà alle 17. 

A Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ in onore di tutti i militi

A Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ in onore di tutti i militi

Sarà inaugurato sabato 5 ottobre durante un evento pubblico con autorità ed esercito. A Palazzo Civico la mostra sui 150 anni di Guisan

Sabato 5 ottobre alle 11.00 sarà inaugurato in via Guisan a Bellinzona il monumento ‘La Difesa’ ideato e voluto da un gruppo spontaneo di ufficiali ticinesi quale ringraziamento “ai militi ticinesi di ieri, oggi e domani”. In Ticino – viene spiegato dal gruppo promotore – non esiste infatti un segno “che riconosca il valore, la dedizione, i sacrifici e che ringrazi il cittadino soldato per i servizi prestati, che presta e presterà alla patria”. Il monumento vuole perciò essere “un segno tangibile per ricordare nel tempo alla popolazione che la difesa del nostro Paese è stata, è e sarà sempre tutelata dal nostro popolo per il nostro popolo, indipendentemente dall’evoluzione del suo esercito”.

All’inaugurazione del monumento, opera dell’affermato artista locarnese Pedro Pedrazzini che ne presenterà le peculiarità, saranno presenti il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra e il sindaco di Bellinzona Mario Branda. Tutta la popolazione è cordialmente invitata. Condecoreranno la manifestazione, che terminerà con un ricco aperitivo, le delegazioni del Corpo Volontari luganesi, delle Milizie bleniesi, la Fanfara dell’esercito e la Musica militare ticinese. Prima dell’inaugurazione ufficiale, si terrà alle 10 nel chiostro del Municipio di Bellinzona l’inaugurazione dell’esposizione dedicata al generale Henri Guisan nel 150° anno dalla nascita.

Da www.laregione.ch

Aggregazioni nel Locarnese, qualcosa si muove

Aggregazioni nel Locarnese, qualcosa si muove

Gobbi spiega quanto è stato fatto e che cosa succederà nel prossimo futuro

Aggregazioni nel Locarnese: a che punto siamo? La risposta giunge direttamente dal Dipartimento delle istituzioni, che proprio venerdì ha proposto un aggiornamento sulla situazione, dopo le visite compiute prima dell’estate ai Municipi dei Comuni del Locarnese dal Direttore del Dipartimento Norman Gobbi, accompagnato dal capo della Sezione degli enti locali (SEL), Marzio Della Santa. “Dopo questi incontri – afferma Norman Gobbi – la SEL ha svolto una serie di approfondimenti, identificando due possibili scenari aggregativi, che potrebbero coinvolgere nove Comuni del Distretto di Locarno. Il primo scenario, definito «Urbano», potrebbe riguardare Losone, Locarno, Orselina, Brione sopra Minusio e Minusio. Il secondo scenario, definito invece «Piano», includerebbe Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra, e Tenero-Contra. A questi nove Municipi abbiamo proposto due distinti momenti di riflessione strategica che coinvolgeranno rappresentanti della società civile, delle aziende e delle Autorità politiche. L’obiettivo è di avviare un confronto per identificare il potenziale di crescita e sviluppo della qualità di vita e dell’attrattività dei due comprensori individuati. Faremo questi incontri nei primi mesi del 2025. In precedenza però incontreremo (mese di novembre) i Municipi per spiegare nel dettaglio come vorremmo organizzare e gestire quei due momenti di confronto, che daranno il via a una fase di “pre-studio aggregativo””, chiarisce Norman Gobbi.

Una particolarità: Muralto e Verzasca non figurano tra i Municipi che discuteranno potenziali scenari aggregativi. Il perché ce lo spiega Norman Gobbi: “Abbiamo preso atto delle perplessità espresse dai rappresentanti dei due Comuni riguardo a eventuali scenari di aggregazione che coinvolgono i rispettivi territori nel prossimo futuro Da qui la decisione di non coinvolgerli, nel rispetto delle loro scelte. Questa è un’ulteriore conferma che non vogliamo forzare nessuno e che future aggregazioni devono sempre essere l’espressione di una volontà condivisa che viene dal basso. È l’obiettivo che ci prefiggiamo con i due momenti all’inizio del 2025, quando interverranno non solo le autorità politiche e amministrative dei Comuni coinvolti, ma soprattutto rappresentanti della società civile e delle aziende. Insomma: cittadini che hanno qualcosa di importante da dire e che lo vogliono condividere. Come ho sempre sottolineato in tutti questi anni, il Dipartimento e con esso il Governo, possono promuovere un progetto di aggregazione dolo se lo stesso nasce a livello locale. Oggi con i 9 Comuni del Locarnese abbiamo avviato un percorso, sicuramente ancora lungo, che potrebbe preludere a nuovi progetti di aggregazione. Vedremo quali saranno i risultati di questo interessante processo”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 29 settembre 2024 de Il Mattino della domenica

Polizia cantonale: porte aperte – Lodrino, sabato 5 ottobre 2024

Polizia cantonale: porte aperte – Lodrino, sabato 5 ottobre 2024


Per la gente e tra la gente”. Potrebbe essere questo il motto delle Porte aperte 2024 della Polizia cantonale, giunte alla terza edizione e che si svolgeranno per la seconda volta sul sedime dell’aerodromo di Lodrino. Giorno e notte siamo sul terreno per garantire la miglior sicurezza possibile alla popolazione del Ticino e saremo onorati di accogliervi nuovamente, dopo cinque anni, in questo giorno di festa e convivialità. Giornata che ci permette di illustrare le numerose e variegate attività che contraddistinguono il nostro agire quotidiano. In questo modo avrete l’occasione di essere in prima fila per conoscere i molteplici impieghi dei nostri servizi e comprendere che la nostra missione include anche tante opportunità. Questo grazie a interessanti e spettacolari dimostrazioni, cantieri statici e interattivi. (…)


col Matteo Cocchi, Comandante della Polizia cantonale

Programma
09.00 Inizio della manifestazione
10.30 Dimostrazione del Reparto interventi speciali e del Mantenimento d’ordine
11.00 Apertura zona ristoro
13.30 Saluto delle Autorità
14.00 Ripetizione della dimostrazione del Reparto interventi speciali e del Mantenimento d’ordine
17.00 Chiusura della manifestazione

Attività
Sezione formazione
In questo stand sarà possibile compiere il percorso, dal primo all’ultimo giorno, della formazione di polizia. Sarà possibile mettersi alla prova in varie attività e percorsi o indossare alcuni dei materiali in dotazione. Inoltre, per chiunque sia interessato ad avere maggiori dettagli, saranno a disposizione giovani agenti in formazione pronti a rispondere alle diverse domande.
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Gendarmeria
Vi saranno diversi cantieri interattivi ed espositivi inerenti le attività della Gendarmeria. Sarà l’occasione di avvicinarsi alla realtà operativa degli interventi con cui ogni giorno gli e le agenti sono confrontati. Inoltre sarà possibile toccare con mano i mezzi e gli equipaggiamenti utilizzati. Ulteriori spazi espositivi e interattivi saranno rivolti alla collaborazione con la cittadinanza e al tema della circolazione stradale. Una giornata per immergersi nella quotidianità della Polizia cantonale per un Ticino più sicuro e accogliente!
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Polizia giudiziaria
Le diverse sezioni specialistiche presenteranno a bambini/e, ragazzi/e e adulti la loro attività attraverso dimostrazioni, percorsi didattici e varie attività. Stand informativi permetteranno di conoscere più da vicino il mondo degli e delle inquirenti della Polizia cantonale.
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Scientifica
Una realtà sempre affascinante, resa famosa da diversi film e serie tv, che grazie agli spazi espositivi allestiti potrà essere accessibile a ognuno. Vi sarà la possibilità anche di porre domande, capire qual è il percorso formativo per accedervi e scoprire molto altro.
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Servizio tecnico – posto comando mobile
In questi spazi sarà possibile conoscere diverso materiale tecnico e visitare il Posto comando mobile della Polizia cantonale: un mezzo attrezzato appositamente per poter gestire le emergenze sul posto di eventi gravi, in modo da coordinare al meglio tutte le operazioni.
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Sezione dimostrazioni
In questo settore vi sarà la possibilità di assistere a dimostrazioni spettacolari da parte del Reparto interventi speciali (RIS) e nel contesto del servizio di Mantenimento dell’ordine (MO). Inoltre si potranno vedere come vengono allestiti e gestiti i posti di blocco, per esempio a seguito di una rapina o di un grave delitto.
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Zona intrattenimento
Nel corso della manifestazione saranno attive diverse zone dedicate all’intrattenimento di bambini/e e ragazzi/e fino ai 15 anni. Ma anche gli adulti potranno a loro volta partecipare a diverse sfide itineranti e divertenti.
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Ospiti
: Esercito e Guardia Svizzera Pontificia
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Scarica il programma

Pagina internet

In caso di maltempo la manifestazione sarà annullata. Informazioni al numero telefonico 1600 dopo il 02.10.2024.
Diversi posteggi gratuiti segnalati sul posto.

Aggregazioni: “un’opportunità da cogliere per tutta la regione”

Aggregazioni: “un’opportunità da cogliere per tutta la regione”

Sono 9 i comuni del Locarnese che nei prossimi mesi prenderanno parte a una serie di incontri in vista di una possibile aggregazione, per la quale il Dipartimento delle istituzioni ha identificato due possibili scenari. A Ticinonews ne abbiamo parlato con il suo direttore Norman Gobbi.

Un primo scenario definito “Urbano” – che potrebbe riguardare Losone, Locarno, Orselina, Brione sopra Minusio e Minusio -, e un secondo scenario, definito invece “Piano”, che includerebbe Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra e Tenero-Contra. Sono queste le due opzioni per possibili aggregazioni comunali nel Locarnese, identificate dalla Sezione degli enti locali a seguito delle visite effettuate negli scorsi mesi presso i relativi Municipi dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. Opzioni che ora verranno dapprima illustrate ai Comuni durante due serate informative che saranno organizzate entro la prima metà del mese di novembre e che daranno formalmente il via a una fase di pre-studio aggregativo. Decisione negativa che è già stata presa dagli esecutivi di Muralto e di Verzasca, i quali hanno espresso perplessità riguardo a eventuali scenari aggregativi che coinvolgano i rispettivi territori nel prossimo futuro e si sono quindi, almeno per ora, chiamati fuori.

Gobbi: “Il Locarnese rischia di scendere dal podio dei poli cantonali”
Questo dunque è lo stato dei lavori e la visione del Cantone, ma per approfondire ulteriormente la questione e per capire perché si è optato per due scenari abbiamo intervistato il direttore del DI Norman Gobbi. “Questi scenari derivano dalle discussioni con i singoli Municipi. Uno è più urbano e l’altro è incentrato maggiormente sul Piano ed entrambi rispondono alle caratteristiche dei due comparti. Uno misto campagna-collina e l’altro invece lago-città-collina“, ci spiega Gobbi, il quale ha proseguito precisando che si tratta di “due scenari disgiunti: per la parte del Piano c’è la questione che Locarno ha la maggior parte del suo territorio proprio in quella zona. Quindi ci sarà anche questo elemento da discutere, che è comunque vincolato a quanto avverrà nel comparto urbano“. Per il direttore del DI è anche essenziale far capire che se il Locarnese non affronta questo tipo di discussione – che non deve per forza essere legato all’aggregazione, ma che deve comunque sempre essere promossa dal basso –, “allora dobbiamo anche ragionare sul fatto che questa regione rischia di scendere dal podio dei poli cantonali“. Il Mendrisiotto, in particolare Mendrisio, “sta infatti avendo una buona crescita, quindi credo che il Locarnese voglia affrontare questa sfida in maniera diversa rispetto a quando fatto in passato. Bellinzona è un buon esempio di aggregazioni: quando funzionano i comparti urbani è perché partono da una volontà dei Comuni”.

 
Una resistenza maggiore
Quelle di Bellinzona e Mendrisio, come detto, sono due aggregazioni andate a buon fine. Nel Locarnese è innegabile che ci siano maggiori resistenze. Da cosa è dovuto? “Penso che ci sia un fattore legato alla storicità. Sentiamo spesso dire che alla popolazione le cose stanno bene così. In questi Comuni c’è infatti un’elevata qualità di vita, che siano sul lago, in collina o sul Piano. E questa elevata qualità di vita può portare a pensare che vada tutto bene, quando in realtà il Locarnese ha la necessità di una maggiore condivisione di progetti strategici che permettano di tenere il passo e mantenere un polo in cui la qualità di vita è elevata come lo è oggi, ma che possa anche guardare al futuro per un interesse non solo regionale, ma anche cantonale”. Il progetto coinvolge 9 Comuni, ma è privo di altri della regione come Muralto e Verzasca. Come mai? “Sono i Comuni che hanno detto un chiaro no alle aggregazioni. Il Cantone non vuole obbligare nessuno a partecipare. Sono stati esclusi per quello, anche perché Verzasca ne ha già vissuta una. Quindi è giusto dargli il tempo di consolidarsi”. Ma qual è l’obiettivo a livello di tempistiche? “Devono darsi i loro tempi, c’è bisogno di un po’ di iniezione d fiducia, che intendiamo portare tramite i workshop. I tempi verranno da loro discussi, perché noi non vogliamo imporre niente, ma far crescere questo tipo di progetti”, ha concluso Gobbi. 
Regio Insubrica, il tavolo della pace tra il Ticino e le province di frontiera

Regio Insubrica, il tavolo della pace tra il Ticino e le province di frontiera

A Bellinzona ieri è andata in scena l’assemblea generale della comunità di lavoro – Definitivamente tramontati i tempi in cui il confronto aveva caratteri di asprezza – Norman Gobbi: «Siamo un ponte tra i nostri due Paesi» – Nel 2025 un summit dei deputati nazionali eletti sul territorio

Dai muri da costruire a Chiasso al «confine che unisce», il salto è di quelli che provocano le vertigini. Eppure, è accaduto. Gli anni in cui Ticino e province italiane di frontiera si guardavano in cagnesco, e i rapporti transfrontalieri erano tesi come corde di violino, sono finiti. Le cose sono cambiate. Nei toni, sicuramente. E anche nei modi. Dalle parti della «ramina» è esplosa la pace. E il fragore lascia storditi.
Chi ha vissuto da vicino le altalenanti vicende che hanno caratterizzato le relazioni tra il Cantone e i territori limitrofi deve prendere atto di una vera e propria metamorfosi. Che ieri mattina, nell’atmosfera un po’ ovattata e retrò del Teatro Sociale di Bellinzona, ha vissuto il suo zenith. L’assemblea generale della Regio Insubrica, convocata per alcuni adempimenti formali – dalle modifiche statutarie all’approvazione di consuntivo e preventivo – è stata infatti l’occasione per uno scambio non rituale di considerazioni sullo stato attuale dei rapporti tra Paesi e, soprattutto, sulle opportunità offerte da una rinnovata volontà di collaborazione.
Il più esplicito e diretto, in questo senso, è stato Giacomo Zamperini, esponente lecchese di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione regionale per i Rapporti tra la Lombardia e la Confederazione Svizzera. «A che cosa serve la Regio Insubrica se non a questo?», si è chiesto Zamperini. «A consolidare la mutua capacità di dialogo. Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontani», ha chiosato. Insistendo sul «rilancio della missione della Regio», nata per fare in modo che due realtà istituzionalmente differenti potessero muoversi in una sola direzione.

Diplomazia e politica
Da Comunità di lavoro, la Regio Insubrica è ormai diventata una «Comunità di valori che condivide princìpi, cultura, relazioni ». La definizione è di Francesco Quattrini, segretario generale della stessa Regio, colui che probabilmente ha forgiato più di altri la nuova identità del consesso transfrontaliero. Quattrini è un diplomatico, e nel suo stile dialogante tesse da anni la trama di un diverso approccio al confronto con l’Italia, anche sfruttando il ruolo di delegato cantonale per le relazioni esterne (comprese, ovviamente, quelle con Roma e con Milano). La lunga relazione introduttiva di Quattrini è servita a elencare i numerosi tavoli tecnici in cui è impegnata la Regio, ma anche – e soprattutto – a sottolineare il ruolo politico della comunità di lavoro, che oggi «fa da ponte tra i due Stati», tra Svizzera e Italia, «come dimostrano le felici conclusioni di alcuni dossier: l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri, la rinnovata intesa sullo stoccaggio del gas ticinese in Italia, il patto sul telelavoro».
Un’immagine, quella del ponte, ripresa pure da Norman Gobbi, consigliere di Stato e presidente della Regio per i prossimi 12 mesi. Dopo aver ricordato il «comune patrimonio linguistico e culturale dell’Insubria», Gobbi ha evidenziato come ogni «collaborazione debba fondarsi sulla progettualità» e ha annunciato per il 2025, anno in cui si festeggerà il trentennale della comunità di lavoro, la volontà di mettere attorno a un tavolo «tutti i parlamentari nazionali eletti in Ticino e nelle province italiane di frontiera. Un modo per individuare i problemi transfrontalieri e costruire proposte di soluzione praticabili». Un altro salto di qualità nelle modalità di azione della politica, da una parte e dall’altra della frontiera. Una modalità, peraltro, comune in Svizzera – dove le deputazioni cantonali sono abituate al confronto – ma alquanto rara in Italia, Paese nel quale le divisioni politiche sono un ostacolo talvolta insormontabile.

Dallo scontro al dialogo
Sono davvero lontanissimi i tempi in cui proprio Gobbi, dopo aver deciso l’obbligatorietà del certificato penale per ottenere il permesso G, si confrontava in modo aspro e brusco nell’assemblea generale della Regio Insubrica con la presidente della Provincia di Como e sindaca di Olgiate Comasco, Maria Rita Livio. Mostrando anche plasticamente una distanza tra enti che oggi appare del tutto azzerata.
A favorire il cambiamento ha concorso sicuramente l’ingresso nella comunità di lavoro prima della Regione Lombardia e poi della Regione Piemonte. Istituzioni che, con il proprio peso specifico, hanno spostato molto più in alto l’asse della discussione. Il rapporto diretto con Milano e Torino ha dato forza anche a Bellinzona, che si è trovata a recitare un ruolo attivo di intermediario tra le istanze locali e quelle nazionali. Una responsabilità che, è ovvio, difficilmente poteva conciliarsi con continue rivendicazioni dal sapore propagandistico.

Un’istituzione adulta
Se sul piano tecnico-operativo i problemi restano, così come le difficoltà a portare a termine progetti e idee in tempi brevi, sul piano politico la Regio Insubrica dimostra, a trent’anni quasi dalla sua costituzione, di essere diventata un’istituzione adulta. Molto più consapevole delle proprie possibilità. In grado di essere centrale, soprattutto lungo la linea del dialogo tra gli Stati. Non sono un caso, in questo senso, le parole pronunciate dai rappresentanti diplomatici italiani presenti ieri a Bellinzona: il console generale di Lugano, Gabriele Meucci e l’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado. «Prendiamo atto che celebriamo una comunità di lavoro matura», ha detto Meucci. Il quale ha efficacemente collegato questa maturità alla «fortissima volontà di decidere in autonomia dispiegata su tracciati che esistono da secoli». È come se i territori dell’Insubria, ha spiegato il console, si fossero riappropriati della «memoria dei rapporti che ne hanno caratterizzato la storia», facendoli diventare patrimonio comune politico-istituzionale. «Da qui, dal Ticino, dal confine più bello d’Europa iniziano i rapporti tra Italia e Svizzera », ha ripetuto poi l’ambasciatore Cornado, annunciando per il 28 novembre il forum del dialogo Italia-Svizzera con il Ticino protagonista.

Articolo all’interno dell’edizione di venerdì 27 settembre 2024 del Corriere del Ticino