Aggregazioni nel Locarnese – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi scrive ai Municipi

Aggregazioni nel Locarnese – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi scrive ai Municipi

Comunicato stampa

Il tema delle aggregazioni comunali nel Locarnese è stato affrontato, prima della pausa estiva, durante una serie di incontri fra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e undici Municipi della regione. Considerati i riscontri positivi emersi, nove Comuni sono ora stati contattati e invitati a prendere parte a due incontri di riflessione, che saranno organizzati all’inizio del 2025.  

Durante i mesi di maggio e giugno, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, si è recato in visita presso i Municipi di Gordola, Losone, Brione Sopra Minusio, Orselina, Muralto, Verzasca, Tenero-Contra, Minusio, Cugnasco-Gerra, Locarno e Lavertezzo.  
Grazie a questo ciclo di incontri, la Sezione degli enti locali ha potuto svolgere una serie di approfondimenti, identificando due possibili scenari aggregativi, che potrebbero coinvolgere nove Comuni del Distretto di Locarno. Il primo scenario, definito «Urbano», potrebbe riguardare Losone, Locarno, Orselina, Brione sopra Minusio e Minusio. Il secondo scenario, definito invece «Piano», includerebbe Gordola, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra, e Tenero-Contra.  
Alla luce di queste riflessioni, il Dipartimento delle istituzioni ha ora proposto ai nove Municipi interessati di prendere parte – nel corso del 2025 – a due distinti momenti di riflessione strategica che coinvolgeranno rappresentanti della società civile, delle aziende e delle Autorità politiche. L’obiettivo è di avviare un confronto per identificare il potenziale di crescita e sviluppo della qualità di vita e dell’attrattività dei due comprensori individuati.  
In base ai risultati che emergeranno, i Municipi potranno decidere – in totale autonomia – se partecipare o meno all’avvio di un vero e proprio progetto aggregativo. A questo proposito, il Dipartimento delle istituzioni ha già chiarito che intende favorire la discussione tra i Comuni che si sono detti aperti a valutare un’eventuale scenario aggregativo, senza forzature.  
Per illustrare nel dettaglio come verranno organizzate e gestite le giornate di discussione e approfondimento, che daranno formalmente avvio a una fase di «pre-studio aggregativo», i Comuni sono stati invitati a due serate informative che saranno organizzate entro la prima metà del mese di novembre.  
Il Dipartimento delle istituzioni ha inoltre preso atto delle perplessità espresse dai Municipi di Muralto e di Verzasca, riguardo a eventuali scenari aggregativi che coinvolgano i rispettivi territori nel prossimo futuro: di conseguenza, questi due Comuni non sono stati coinvolti nei due pre-studi.  

Il Canton Ticino alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Il Canton Ticino alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’assemblea generale organizzata a Bellinzona.

L’evento ha permesso di sottolineare il ritorno – all’interno della Comunità di lavoro – della Città turrita, secondo polo ticinese per numero di abitanti e capitale politica del Cantone.Il Teatro Sociale di Bellinzona ha ospitato oggi l’Assemblea generale della Regio Insubria, la Comunità di lavoro nata per promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini – che riunisce il Canton Ticino, le Regioni Piemonte e Lombardia, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese. La seduta ha sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Piemonte al Canton Ticino.

Dopo i saluti iniziali del Sindaco di Bellinzona Mario Branda, il Presidente uscente Alberto Preioni – Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte – ha introdotto i lavori dell’assemblea mettendo in evidenza «il legame profondo e storico tra le nostre comunità». «Ci proiettiamo sempre più verso un futuro di grandi opportunità, in cui trasformare ambiziosi obiettivi in realtà concrete», ha aggiunto Preioni; «Con una forte cooperazione e ambiziosi progetti infrastrutturali possiamo costruire un futuro condiviso, fatto di sviluppo, innovazione e prosperità».

Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, ha poi assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro per l’anno entrante. Nel suo intervento, ha sottolineato con particolare piacere il ritorno all’interno della Regio Insubrica di Bellinzona, seconda città con più abitanti del Ticino e capitale cantonale, nonché dei Comuni di Lecco, Morbio Inferiore e Centro Valle Intelvi: «Con questo rientro l’area d’influenza della Comunità si amplia, con prospettive di sviluppo positive nelle relazioni transfrontaliere». Il Presidente ha sottolineato che l’azione della Regio Insubrica si è dimostrata molto preziosa, nel 2023, per accompagnare l’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia sui lavoratori frontalieri. È stato infatti possibile promuovere il dialogo fra le autorità centrali dei due Stati e proporre soluzioni per favorire l’entrata in vigore dell’accordo, con particolare attenzione – ha ricordato Gobbi –  agli aspetti che toccano il mercato del lavoro.

Fiscalità e mercato del lavoro, ma anche gestione del territorio e sicurezza. Due ambiti, quest’ultimi, che hanno visto la Comunità di lavoro transfrontaliera particolarmente attiva, soprattutto proponendo un gruppo di lavoro dedicato alla gestione della tematica dei grandi predatori, con specifico riferimento al lupo: «Un tema che va gestito assieme dalle comunità italo-svizzere a tutela dell’agricoltura di montagna», ha affermato Gobbi.L’Assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori si è poi soffermato su alcuni risultati di rilievo ottenuti nel 2023, anno che ha visto l’auspicato rinnovo – e sviluppo sino al 2046 – degli accordi consorziali tra le due concessionarie per la navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano, «tema sul quale la Regio Insubrica si è molto impegnata». L’Assessore ha poi ricordato anche il raggiungimento di un testo condiviso relativamente all’Accordo sul cabotaggio, a conferma di come il dialogo transfrontaliero stia portando con sé «un rafforzamento della cooperazione territoriale in svariati ambiti».

Il Rapporto sulle attività svolte dalla Regio Insubrica nel 2023 – il 28. anno dalla costituzione della Comunità di lavoro – è stato presentato dal Segretario Francesco Quattrini e approvato all’unanimità dall’assemblea. Il Segretario ha inoltre aggiornato sul Programma di cooperazione Italia-Svizzera (Interreg) passando in rassegna i contenuti dei principali progetti per il periodo 2021-2027 presentati pervenuti per l’area della Regio Insubrica nella prima finestra dell’avviso ordinario.
In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2024 e consuntivo 2023, votando altresì una modifica del Regolamento finanziario volta a favorire l’entrata dei piccoli Comuni nella Comunità di lavoro.

«1524» – in spectacul en furma d’in teater en il liber

«1524» – in spectacul en furma d’in teater en il liber

Ils 23 da settember 1524 – pia exact avant 500 onns – èn las Trais Lias, la Lia Grischa, la Lia da la Chadé e la Lia da las Diesch Dretgiras, s’unidas al Stadi Liber da las Trais Lias.

L’istorgia dal Grischun; tge che durant temps da scola anc stà magari confus, cumplitgà u per blers forsa era simplamain nuninteressant, vegn quest onn visibel e palpabel. Cun numerusas occurrenzas durant tut l’onn 2024 festivescha il Grischun ses giubileum da 500 onns e fa uschia accessibla l’istorgia ad in e scadin. Sper projects ed activitads en las regiuns linguisticas, ha era la regenza grischuna festivà ils 500 onns Stadi Liber da las Trais Lias. Quai sonda passada, ils 21 da settember a Lantsch a chaschun d’in act uffizial. Sco quai che la regenza scriva en ina communicaziun, sajan era stads da la partida la cussegliera federala Elisabeth Baume-Schneider, giasts da l’exteriur vischin, dals chantuns vischins sco era giasts da differentas instituziuns grischunas.

Istorgia vivida cun «1524»
Suenter pleds da bainvegni e pleds uffizials han las persunas envidadas a la festa da giubileum dastgà giudair la premiera dal teater en il liber «1524» da l’intendant dad Origen Giovanni Netzer. Il teater en il liber raquinta da la fundaziun dal Stadi liber, dals decennis avant e suenter, da la vita da la populaziun ch’era exposta a las ambiziuns da pussanza ed a las arbitrariadads dals signurs che decidevan las festas da quel temp. El raquinta da carstgauns che cumbattan per libertad.

Gian Travers raquinta da sia vita
In raquintader, che sa basa sin la figura istorica da Gian Travers, maina tras il teater e declera il temp. Sco en in diari sa regorda il raquintader als eveniments da sia vita che survegn conturas sin tribuna. Il grond ensemble sin tribuna sa cumpona d’acturas ed acturs laics sco era da profis. Sper s’occupar cun il passà fan las acturas ed ils acturs era patratgs davart l’avegnir dal Stadi liber e dal chantun che sa furma zic a zic.

«Per adina»
Ils 23 da settember 1524 pia èn las Trais Lias – la Lia Grischa, la Lia da la Chadé e la Lia da las Diesch Dretgiras – s’unidas al Stadi Liber da las Trais Lias. Perditga da quest eveniment dat la Brev da federaziun. Vi da quest document pendan ils sigils da las Trais Lias sco era quels dal signur da Razén e da l’avat da Mustér. Pli tard è vegnì vitiers anc quel da l’uvestg da Cuira. Or da quest’allianza è lura resultà en il decurs dal temp il chantun Grischun. La Brev da federaziun vegn tegnì en salv en l’Archiv dal stadi dal Grischun a Cuira.
Cun sigillar la Brev da federaziun han las Trais Lias empermess ina a l’autra che nagina Lia na dastgia cumenzar ina guerra senza il consentiment da tschellas. Plinavant garantescha il document l’agid ed il sustegn vicendaivel, da proteger las vias ed il commerzi liber. En cas da dispitas prevesa la Brev da federaziun proceduras da mediaziun. Tut quai vegn concludì senza limita da temp «per adina».

https://www.rtr.ch/novitads/grischun/23-da-settember-1524-1524-in-spectacul-en-furma-d-in-teater-en-il-liber

“I problemi ci sono, ma la magistratura ticinese funziona”

“I problemi ci sono, ma la magistratura ticinese funziona”

Confronto a 60 minuti tra il direttore del Dipartimento delle Istituzioni e il presidente della Commissione giustizia e diritti, Fiorenzo Dadò: “Le criticità sono note da tempo. Non sono novità”

“Non bisogna mai dimenticare che la magistratura ticinese funziona, lavora bene, evade oltre 50’000 incarti all’anno”, esordisce così il Consigliere di Stato e capo del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ospite a 60minuti lunedì sera. “Questo è l’aspetto principale da mettere in luce”, sottolinea, di fronte alle critiche che negli ultimi tempi montano attorno alla magistratura ticinese.
La giustizia in Ticino, fra veleni e riforme da fare, soffre di un disagio reale. La magistratura ticinese si è fatta notare soprattutto per le battaglie, a colpi di querela, all’interno del tribunale penale. A scuotere gli animi della cittadinanza è stato soprattutto lo scontro fra magistrati, che ha visto due giudici querelare gli altri tre, tra cui il presidente Mauro Ermani.
Una situazione definita “indecente” dal presidente della Commissione giustizia e diritti, Fiorenzo Dadò, che ha ricordato: “I malesseri all’interno, soprattutto del Tribunale penale cantonale (ma non solo), sono noti da tempo. Non sono novità”. “Già in un rapporto del 2018 – insiste il presidente della Commissione – venivano segnalate criticità nella gestione delle risorse umane”.
Norman Gobbi, tuttavia chiarisce: “È importante rispettare i ruoli istituzionali: non è il Dipartimento né la Commissione giustizia e diritti che deve vigilare il buon funzionamento interno” della magistratura. Tuttavia, ammette, “ci sono dei problemi nell’ambito nella gestione delle risorse umane e problemi relazionali”. Un problema che sicuramente incide “sull’ambiente di lavoro, ma non sulla capacità di lavorare”.
Ora è importante lasciare che le procedure in essere facciano il loro corso, argomenta Ivo Durisch, granconsigliere del Partito Socialista, pure membro della Commissione giustizia e diritti. “Il Consiglio della magistratura è preposto alla vigilanza interna: saranno loro a trarre le conclusioni”.
A preoccupare maggiormente il deputato socialista – che fa eco alle considerazioni del direttore de la Regione Daniel Ritzer – è tuttavia la perdita reputazionale. Una perdita alimentata dalle “continue prese di posizione sui media”, espresse da chi non segue le indagini. Infine è stata lacunosa la comunicazione della Commissione amministrativa, che forse “avrebbe dovuto comunicare meglio quello che stava facendo”.

https://rsi.ch/s/2259800

“Agenti di polizia vicini e al servizio dei cittadini”

“Agenti di polizia vicini e al servizio dei cittadini”

Norman Gobbi si esprime sul Rapporto “Polizia Ticinese” presentato ai Comuni

“Polizia Ticinese” è il titolo del Rapporto che il Gruppo di lavoro istituito dal Governo ha preparato per rendere la collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali più efficace (quindi con un miglior intervento globale) e più efficiente (quindi con un miglior utilizzo di forze e di mezzi finanziari). Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, fa il punto su questo rapporto: “Dopo essere stato completato nei primi mesi di quest’anno, lo abbiamo presentato all’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT), perché questo progetto si inserisce anche nella Riforma “Ticino2020”, ossia nel contesto della ridefinizione dei rapporti tra i due livelli istituzionali, Cantone e Comuni. Inoltre pure la Conferenza consultiva sulla sicurezza è già stata informata. Giovedì sera abbiamo voluto incontrare i sindaci e i capi dicastero dei Comuni, sia quelli che hanno un loro Corpo di Polizia, sia quelli che non ce l’hanno. L’intento è quello di informare e di ricercare il consenso, così da avere un’ampia legittimazione di portare in porto il progetto”, afferma Norman Gobbi.
Si arriverà quindi a un messaggio in Governo? “È il nostro obiettivo, perché siamo convinti che affinare la collaborazione, affidando competenze precise ai Comuni nell’ambito del lavoro di prossimità, potrà far fare un salto di qualità al sistema-sicurezza in Ticino, a favore delle cittadine e dei cittadini del nostro Cantone. Vogliamo infatti massimizzare l’efficienza, riducendo potenziali sovrapposizioni con una nuova organizzazione tra i vari livelli. Il ruolo delle Polizie comunali sarà meglio indirizzato nell’importante lavoro di prossimità. Vogliamo che gli agenti siano sempre più vicini ai cittadini, a contatto con loro e al loro servizio, e non solo avere pattuglie pronte a intervenire quando succede qualcosa”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Però sul tavolo della politica vi è anche il tema della Polizia unica, ossia di un sistema che non contempli più in futuro corpi di Polizia comunali. “È una discussione in corso ormai da alcuni anni. Condivido le finalità, perché anche con la Polizia unica – così come con il rapporto “Polizia Ticinese” – si vorrebbe essere più efficienti e più efficaci. Con il Rapporto “Polizia Ticinese” affidiamo alla politica un progetto concreto su cui discutere e grazie al quale si potrà meglio decidere se andare o meno verso una Polizia unica, oppure migliorare l’importante apporto di prossimità che possono garantire le Polizie comunali”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

 

 

 

Presentazione della Guida “Contatti dopo la violenza domestica”  

Presentazione della Guida “Contatti dopo la violenza domestica”  

Comunicato stampa

Martedì 24 settembre 2024 è in programma la presentazione della Guida  “Contatti dopo la violenza domestica”, pubblicata dalla Conferenza Svizzera contro la violenza domestica.
Questo momento formativo dedicato agli addetti ai lavori è stato organizzato dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso la Divisione della giustizia tramite il coordinamento istituzionale in ambito di violenza domestica, con il contributo del Gruppo di accompagnamento permanente in ambito violenza domestica designato dal Consiglio di Stato e del Dipartimento della sanità e della socialità.

La Guida – che si presenta in Svizzera come uno strumento di riferimento per quanto riguarda l’esame e l’organizzazione delle relazioni personali dei minori nei casi di violenza domestica – è stata realizzata dalla Scuola universitaria professionale di Lucerna e pubblicata dalla Conferenza Svizzera contro la violenza domestica, su mandato della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori cantonali delle opere sociali.
Il documento risponde a una serie di specifiche misure del Piano d’azione nazionale per l’applicazione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, inserendosi quindi quale misura d’intervento del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica presentato dal Consiglio di Stato nel 2021.  

A partire dalle ore 13:30 del 24 settembre 2024, oltre centocinquanta addetti ai lavori saranno presenti all’Auditorium del Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano.
Sono in particolare previsti gli interventi delle relatrici Marina Lang, psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice del Centro competenza violenza della Polizia cantonale; Sabrina Brondolo, medico psichiatra e psicoterapeuta, docente della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana; e Maria Galliani, avvocato, già Procuratrice pubblica presso il Ministero pubblico dal 1996 al 2008.  

Il Rapporto “Polizia Ticinese” presentato ai Comuni

Il Rapporto “Polizia Ticinese” presentato ai Comuni

Comunicato stampa

Il Rapporto “Polizia ticinese”, che ha lo scopo di rendere più efficace e più efficiente la collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali, compie un ulteriore passo in avanti, dopo essere stato presentato ieri sera a Giubiasco ai sindaci e ai capi dicastero dei Comuni ticinesi nell’aula magna del Centro di formazione della Polizia. Un incontro voluto dal Dipartimento delle istituzioni e che fa seguito ai momenti informativi già avvenuti con una delegazione dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) e successivamente con la Conferenza consultiva sulla sicurezza, ossia il tavolo di lavoro che riunisce responsabili politici e tecnici dei principali Comuni e del Cantone.

Questo nuovo appuntamento ha avuto lo scopo di condividere con tutti i Comuni, sia con quelli che hanno un proprio corpo di polizia, sia con quelli senza un proprio corpo di polizia, le risultanze del lavoro compiuto dallo speciale gruppo di lavoro, presieduto dal segretario generale del Dipartimento delle istituzioni, Luca Filippini.
Come espressamente voluto dal Direttore del Dipartimento, Norman Gobbi, il rapporto è stato sviluppato tenendo conto dei parametri applicati nell’ambito della riforma “Ticino2020” che ridefinisce i compiti tra Cantone e Comuni. Inoltre indirizza maggiormente le competenze verso compiti di prossimità da attribuire ai Comuni, facendo così proprie anche le indicazioni contenute nel lavoro commissionato dall’ACT “Guida alla Polizia di prossimità”.
È stato il capo della Sezione degli enti locali, Marzio Della Santa, a inquadrare in una logica coerente quanto contenuto nel Rapporto “Polizia Ticinese”, andando a sviscerare gli obiettivi del progetto, la metodologia dell’analisi compiuta, i risultati dell’analisi con la governance politica e la governance operativa (“da tenere ben separate”, ha sottolineato Della Santa), per giungere alle principali innovazioni.
A grandi linee, si può riassumere nel seguente modo: la Polizia comunale esegue compiti di interesse locale e i Corpi comunali non si distinguono più tra Polizie Polo e Polizie strutturate; Polizia comunale o Polizia cantonale possono eseguire compiti per conto dei Comuni; la Polizia comunale può eseguire anche compiti di spettanza cantonale, a condizioni stabilite dal Cantone.
Il responsabile della Sezione degli enti locali ha sottolineato come la coesistenza delle Polizie comunali e della Polizia cantonale costituisce un’opportunità valida nella misura in cui i due ingranaggi di questo complesso meccanismo si dimostrano funzionali e funzionanti. Questo può essere possibile se vi è consapevolezza dei rispettivi ruoli, si vi è rispetto dei compiti assunti, chiarezza del quadro normativo, continuità organizzativa e, come già detto, separazione effettiva tra politica e operatività.
Dopo l’incontro di ieri sera con i Comuni, il Dipartimento delle istituzioni presenterà nelle prossime settimane il Rapporto a tutti i comandanti delle Polizie comunali. In seguito, aprirà una consultazione per condividerne i contenuti con un’ampia cerchia di stakeholder, politica inclusa, prima di presentare un messaggio al Consiglio di Stato.  

All’Osteria Sasso Corbaro il diploma di Buona cucina

All’Osteria Sasso Corbaro il diploma di Buona cucina

Lo chef Athos Luzzi premiato dall’Accademia Italiana della Cucina per la sua trentennale attività all’interno del castello di Bellinzona

«Da 30 anni è un simbolo dell’eccellenza culinaria ticinese, contribuendo a rendere Bellinzona una delle capitali della gastronomia del Cantone». È con queste parole che il Consigliere di Stato Norman Gobbi rende omaggio allo chef Athos Luzzi dell’Osteria Sasso Corbaro. L’osteria, situata all’interno del Castello di Sasso Corbaro, è stata premiata martedì sera con il diploma di «Buona cucina» 2024 dalla delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina.

Un riconoscimento di grande prestigio, conferito da una delle più importanti e storiche istituzioni culturali mondiali dedicate alla gastronomia, ottenuto come spiega il delegato Emilio Casati «grazie alla capacità di unire i sapori della tradizione con uno sguardo verso l’innovazione, rendendo così ogni pasto un viaggio sensoriale tra passato e presente».

«Questa per me è una grande emozione – racconta chef Luzzi, visibilmente commosso -, che ci onora perché riconosce la costanza e la passione che abbiamo messo, sin dagli inizi degli anni ’90, nella continua ricerca della qualità e dell’accoglienza verso i nostri clienti».

La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito della quarta conviviale della delegazione cantonale dell’Accademia, con gli accademici che hanno così potuto degustare alcune specialità dell’Osteria Sasso Corbaro, come il risotto alla zucca mantovana e la lombata di cervo, accompagnati dai vini selezionati da Delea Vini di due prestigiose cantine trentine, Cesarini Sforza e Pojer e Sandri, e dai formaggi di Cetra Alimentari, azienda nota per la distribuzione di formaggi a «Marchio Ticino».

Durante la serata è stata ricordata con un minuto di silenzio la Vice Delegata Francesca Bonifaccio-Meschini, scomparsa lo scorso maggio.

https://www.cdt.ch/lifestyle/gusto/allosteria-sasso-corbaro-il-diploma-di-buona-cucina-363679

(Foto: CdT)

Sulla riforma delle ARP ecco servito il secondo atto

Sulla riforma delle ARP ecco servito il secondo atto

Il Governo mette in consultazione una legge ad hoc per definire il funzionamento delle future Preture di protezione – La prima tappa del progetto è ferma in Sottocommissione, ma il dossier dovrebbe sbloccarsi a breve

L’importante cantiere della riforma delle Autorità di protezione (ARP) ha fatto un altro passo avanti. Il Consiglio di Stato ha infatti messo in consultazione fino al 31 ottobre la nuova Legge, che conta oltre cento articoli, sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Si tratta, in parole povere e in maniera molto concreta, di definire nel dettaglio come funzioneranno le future Preture di protezione che – come deciso dal popolo nell’ottobre di due anni fa – subentreranno alle attuali ARP. Si tratta, sempre in parole povere, del passaggio dall’attuale sistema amministrativo a quello giudiziario e della «cantonalizzazione » delle stesse ARP. E si tratta, va infine ricordato, della seconda tappa di un processo che è ancora lungi dall’essere terminato.
La prima tappa, infatti, riguardava la creazione e l’organizzazione delle future Preture di protezione, mentre la seconda, messa in consultazione ieri, riguarda il loro funzionamento. Tuttavia, mentre la seconda tappa, come visto, è ora in rampa di lancio, la prima – a quasi due anni dalla votazione popolare – è ancora ferma nella Sottocommissione «Protezione », istituita all’interno della Commissione Giustizia e diritti. Anche su questo fronte, però, presto qualcosa potrebbe muoversi. Come ci spiega Alessandro Mazzoleni (Lega), incaricato dalla Sottocommissione di redigere il relativo rapporto, l’auspicio è quello di consegnare il documento alla Giustizia e diritti nel corso del prossimo mese: «Abbiamo ancora un’audizione da fare entro fine settembre. Dopodiché la Sottocommissione, di principio, dovrebbe essere in grado di concludere a ottobre i suoi lavori e sottoporre il rapporto alla Commissione». Alla luce della consultazione sulla seconda tappa, aggiunge Mazzoleni, «ora il tema è più urgente che mai».
Il nodo che in questi ultimi mesi ha rallentato l’avanzare della prima tappa, va poi detto, riguarda il finanziamento delle future Preture di protezione che, siccome saranno «cantonalizzate», dovranno essere finanziate anche dal Cantone e non più solo dai Comuni. L’aspetto finanziario, però, era ed è legato al progetto «Ticino2020 », che mira, appunto, a riorganizzare i flussi finanziari tra Cantone ed Enti Locali. Progetto, quest’ultimo, che come noto è però al momento ancora lungi dall’essere concluso. Motivo per cui, anche la questione del finanziamento delle Preture è rimasta in sospeso. Ma, su questo punto, Mazzoleni aggiunge: «La Sottocommissione ne sta discutendo ed è dell’idea che il progetto dovrebbe avanzare lo stesso, auspicando al contempo che la questione del finanziamento sia risolta definitivamente entro l’entrata in vigore effettiva della riforma delle Autorità di protezione». Detto altrimenti: «Non ha senso bloccare tutta la riforma per il progetto Ticino 2020». Concretamente, come ci spiega la coordinatrice della Sottocommissione, Sabrina Gendotti (Centro), la proposta della Sottocommissione prevede di lasciare a carico dei Comuni i costi attuali (circa 13 milioni di franchi) e di far pagare al Cantone i costi aggiuntivi dettati dalla riforma (circa 6 milioni di franchi). «Volevamo accertarci che al di là del progetto Ticino 2020 la riforma delle ARP potesse andare avanti», spiega Gendotti. «Abbiamo allora cercato una soluzione equilibrata, con i costi attuali che restano agli Enti locali e i costi aggiuntivi a carico del Cantone. Non sarebbe stato corretto far pagare ai Comuni i costi aggiuntivi, così come non sarebbe stato corretto scaricare tutto sul Cantone». Tutto ciò tenendo conto che «se in futuro la riforma Ticino 2020 entrerà effettivamente in vigore si potrà far passare tutto al Cantone, poiché a quel momento i Comuni avranno altri oneri che oggi non hanno».
Sulle tempistiche abbiamo interpellato direttamente anche la Divisione della Giustizia del Dipartimento delle istituzioni. Il capoprogetto Cristoforo Piattini premette: «Già nel messaggio governativo del 2021 (quello relativo alla prima tappa, ndr) era stato deciso, come richiesto dai Comuni stessi, di integrare la questione finanziaria nel progetto Ticino 2020». Si tratta, soldoni, «di circa 19 milioni di franchi: 13 milioni è il costo attuale a cui se ne aggiungeranno 6». Ad ogni modo, spiega ancora, «l’entrata in vigore della riforma delle ARP non sarà immediata, anche perché occorrerà trovare gli spazi per le future Preture di protezione, pubblicare i concorsi per i magistrati e discutere con i Comuni per il personale amministrativo». In ogni caso, «l’auspicio è di potersi determinare nell’arco dei prossimi tre anni». Nel merito della Legge messa in consultazione ieri, la direttrice della Divisione, Frida Andreotti, osserva che «pur contando oltre cento articoli ed essendo molto tecnica, resta una Legge molto semplice e di facile comprensione per tutti i cittadini, che poi saranno confrontati con le future Preture». Già, perché in tutto ciò non va dimenticato «che si tratta della riforma di un settore molto importante per la Giustizia ticinese, che tocca tutti noi e che ha un potere molto importante sui cittadini stessi».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 19 settembre 2024 de Il Corriere del Ticino

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Arp, Andreotti: “Ecco la nuova legge, ora il parlamento acceleri”
La speranza della Divisione della giustizia è di accelerare i lavori per una riforma che, in estrema sintesi, prevede di passare dalle attuali 16 Arp gestite dai Comuni a quattro preture di protezione con organizzazione cantonale e personale specializzato.

Oltre cento articoli di legge come base di lavoro per le future Arp, che diventeranno le preture di protezione. La nuova normativa in consultazione fino a fine ottobre è stata approvata oggi dal Governo. Un tassello fondamentale per una riforma che la Divisione della giustizia sperava potesse essere realtà già quest’anno, ma la cui parte organizzativa e finanziaria giace da tempo in Commissione Giustizia e diritti. “Noi nel frattempo come Divisione siamo andati avanti, definendo come funziona questa autorità e come procede quando una persona richiede, ad esempio, una curatela”, afferma ai microfoni di Ticinonews la direttrice Frida Andreotti. “Abbiamo una legge che definisce chiaramente quali sono i passi che l’autorità compie. Confidiamo che anche questa apertura della consultazione sia da stimolo per avanzare nei lavori. Abbiamo visto di recente una sensibilità maggiore del Parlamento sul tema della giustizia. Ebbene, anche questa è una giustizia che tocca tutti”.

“Accelerare i lavori”
Dalla nomina dei magistrati alle richieste di indipendenza amministrativa fino al caos al Tribunale penale, sono tanti i temi che in effetti hanno surclassato la riforma delle Arp. E ora la speranza è di accelerare i lavori per una riforma che, in estrema sintesi, prevede di passare dalle attuali 16 Arp gestite dai Comuni a quattro preture di protezione con organizzazione cantonale e personale specializzato. “L’ottica è quella di accelerare i lavori e portare questo cambiamento che la gente ha chiesto approvando a grande maggioranza la modifica in autorità giudiziaria”, precisa Andreotti.

“Tutelare maggiormente anche la società”
Pensata per raggruppare i vari articoli uniformando il lavoro delle future preture, la nuova legge tutela maggiormente anche la società, ci spiega la giurista Ljence Milani. “Vengono previste tutte le fasi della procedura e nell’ultima, quella della deliberazione, è previsto che l’autorità, la pretura di protezione, spieghi alla persona la decisione”, esemplifica Milani. “Già oggi viene fatto, ma adesso viene sancito nella legge in maniera concreta”.

La questione finanziaria
In definitiva, un apparato giudiziario a tutti gli effetti, che al Cantone costerà di più. E questa è un’altra questione spinosa che si intende compensare con Ticino 2020. Infatti, se la bozza di rapporto della Sottocommissione che se ne sta occupando ne riconosce l’importanza – il compito delle Arp è proteggere i minori e gli adulti fragili – non mancano suggestioni per, citiamo, “ottimizzare la spesa”. Ad esempio, una riduzione del personale richiesto. Vi è il timore che la situazione delicata delle finanze cantonali possa in qualche modo incidere sulla decisione del Parlamento? “Conosciamo il contesto finanziario nel quale operiamo. Va tuttavia considerato il tipo di attività che svolgono queste autorità e future autorità giudiziarie, che impone tutta una serie di riflessioni anche a livello finanziario, nell’ottica però di affrontare un cambiamento che la gente ha chiesto”, conclude Andreotti.

https://www.ticinonews.ch/ticino/arp-andreotti-ecco-la-nuova-legge-ora-il-parlamento-acceleri-400508

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Riforma ARP, avviata la consultazione
La procedura sull’atteso disegno di legge elaborato dal DI, che conta oltre 100 articoli, durerà fino al 31 ottobre.
Nella seduta odierna (giovedì), il Consiglio di Stato ha avallato l’avvio della consultazione in merito al disegno di nuova Legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto (riforma ARP, ndr).
L’atteso disegno di legge, elaborato dal Dipartimento istituzioni per il tramite della Divisione della giustizia, conta oltre 100 articoli, “ed è finalizzato a regolamentare in modo uniforme il funzionamento delle future Preture di protezione” si legge in una nota.
Le normative procedurali regolano l’intervento delle Autorità di protezione in tutti i campi di loro competenza, ne chiariscono il funzionamento e velocizzano l’intervento dell’autorità, dando uniformità nell’operato delle future Preture di protezione in tutto il Cantone.
La consultazione è prevista sino al 31 ottobre con un ampio coinvolgimento delle autorità, enti e attori interessati, “nell’ottica di consolidare il progetto di legge che sarà in seguito oggetto di un Messaggio governativo all’attenzione del Gran Consiglio” conclude la nota.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Riforma-ARP-avviata-la-consultazione–2255582.html

In consultazione la nuova Legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto

In consultazione la nuova Legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato su proposta del Dipartimento delle istituzioni ha avallato l’avvio della consultazione in merito al disegno di nuova Legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Il disegno di legge, elaborato dal Dipartimento delle istituzioni per il tramite della Divisione della giustizia, conta oltre 100 articoli, ed è finalizzato a regolamentare in modo uniforme il funzionamento delle future Preture di protezione. La consultazione è prevista sino al 31 ottobre con un ampio coinvolgimento delle autorità, enti e attori interessati, nell’ottica di consolidare il progetto di legge che sarà in seguito oggetto di un apposito Messaggio governativo all’attenzione del Gran Consiglio.

L’istituzione delle future Preture di protezione è stata approvata in modo convinto dal Popolo ticinese nella votazione cantonale del 30 ottobre 2022, nell’attesa che il Parlamento si determini sulla loro organizzazione proposta dal Consiglio di Stato con il relativo Messaggio del 2021. L’introduzione di questa nuova Autorità giudiziaria sarà accompagnata dalle norme procedurali che ne regoleranno il funzionamento, visto che il diritto federale lascia ai Cantoni un importante margine di apprezzamento in materia di protezione del minore e dell’adulto.

Il Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della Divisione della giustizia, ha quindi elaborato il disegno di Legge in materia di protezione del minore e dell’adulto, frutto di un accurato quanto articolato lavoro di redazione e approfondimento, svolto in particolare dall’avv. Ljence Milani, giurista della Direzione della Divisione della giustizia, con la consulenza dell’avv. Franco Lardelli, già Presidente della Camera di protezione del Tribunale di appello. Il disegno di legge si configura quale unico testo di legge sulla procedura che adotteranno le future Preture di protezione, al fine di facilitarne la fruibilità nei riguardi sia degli addetti ai lavori che della cittadinanza. Un testo di legge completo, contando oltre 100 articoli, di natura molto tecnica, che si attiene rigorosamente ai dettami del diritto federale. Tiene conto anche delle peculiarità del diritto cantonale, considerando gli sviluppi in corso della dottrina e della giurisprudenza, delle autorevoli indicazioni della Conferenza dei Cantoni in materia di protezione dei minori e degli adulti (COPMA) nonché dell’esperienza degli altri Cantoni che presentano un’organizzazione delle Autorità di protezione di tipo giudiziario.

Il disegno di legge evidenzia quindi le ampissime competenze attribuite alle Autorità di protezione dal Codice civile, che non si limitano ad esempio alla regolamentazione dei diritti di visita nell’ambito delle procedure di separazione e divorzio. Le normative procedurali regolano infatti l’intervento delle Autorità di protezione in tutti i campi di loro competenza: istituzione di misure di curatela e tutela, mandato precauzionale, direttive del paziente, soggiorno in istituto di accoglienza e cura, misure a scopo di cura o di assistenza del diritto cantonale, ecc. Chiariscono il funzionamento e velocizzano l’intervento dell’autorità, concretizzando l’uniformità dell’operato delle future Preture di protezione su tutto il territorio cantonale.

La procedura di consultazione è prevista sino al 31 ottobre 2024 e coinvolgerà una vasta cerchia di autorità, enti e attori interessati dal settore della protezione del minore e dell’adulto, nell’ottica di consolidare il progetto di legge che sarà in seguito oggetto di un apposito Messaggio governativo all’attenzione del Gran Consiglio. Un lavoro minuzioso e circostanziato, quello promosso dal Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, teso a proseguire i lavori di riforma delle Autorità di protezione in modo solido e condiviso, nell’attesa che il Parlamento si determini in merito all’organizzazione delle future Preture di protezione proposta dal Governo nel 2021. Ciò rimarcando il ruolo fondamentale esercitato dalle Autorità di protezione a tutela delle fasce più fragili della popolazione e quindi l’importanza che riveste la riforma in atto a beneficio della cittadinanza.