La sicurezza ha bisogno di provvedimenti: Pro Militia chiede al Parlamento di agire – con un manifesto

La sicurezza ha bisogno di provvedimenti: Pro Militia chiede al Parlamento di agire – con un manifesto

La sicurezza ha bisogno di provvedimenti: Firma subito il manifesto
Pro Militia ha inviato al Consiglio federale e a tutti i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati il manifesto «La sicurezza ha bisogno di provvedimenti». Per dare ulteriore peso alla questione, entro l’inizio della sessione invernale del 2024 sarà raccolto il maggior numero possibile di cofirmatari, in modo che l’appello urgente a ripristinare le capacità di difesa non possa più essere ignorato dai politici e che quest’anno vengano concessi i finanziamenti tanto attesi. Questo manifesto intende anche sostenere la petizione lanciata dall’ «Offensiva dei cittadini per un esercito forte nel 2030».
 
 
Appello urgente per il ripristino delle capacità difensive
L’esercito svizzero, «ultima riserva strategica» del nostro Paese, soffre di notevoli lacune di capacità. Dopo 30 anni di tagli permanenti ai costi, la sua capacità di difesa non è più garantita. La situazione è drammatica: il Parlamento deve quindi agire subito e fornire i finanziamenti urgentemente necessari per ripristinare le capacità di difesa dell’esercito. Perché se la situazione della sicurezza in Europa continuerà a peggiorare, difficilmente in futuro sarà possibile procurarsi gli armamenti necessari.
 
 
(Immagine: promilitia.ch)
L’Amministrazione cantonale introduce il primo VOICEBOT presso la Sezione della circolazione  

L’Amministrazione cantonale introduce il primo VOICEBOT presso la Sezione della circolazione  

Comunicato stampa

Nuovo importante tassello nella strategia di digitalizzazione del Cantone. A partire da oggi, lunedì 2 settembre 2024, nell’ambito di un progetto pilota, la Sezione della circolazione è la prima unità amministrativa dell’Amministrazione cantonale a implementare un sistema di intelligenza artificiale presso il suo contact center con l’introduzione di un voicebot concepito da una società svizzera. Il risultato è stato possibile grazie alla proficua collaborazione fra il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia e in particolare fra la Sezione della circolazione e il Centro Sistemi Informativi.

La Sezione della circolazione riceve giornalmente oltre 940 telefonate. Ciò significa che non è sempre possibile, per i collaboratori della Sezione, rispondere immediatamente alle telefonate in entrata.
Per questa ragione e nell’ottica del miglioramento continuo, l’assistenza vocale costituisce una soluzione proficua per l’aumento della qualità e della rapidità del servizio all’utenza. In effetti, questo sistema, che permetterà agli utenti di ricevere risposte 24 su 24, 7 giorni su 7, non solo consentirà l’evasione di una parte delle richieste anche al di fuori degli orari d’apertura della Sezione, ma ridurrà pure in maniera importante i tempi d’attesa e permetterà un’ulteriore ottimizzazione dell’impiego del personale. Ovviamente, qualora il sistema non rispondesse alla domanda, l’utente verrebbe collegato con un operatore.
Si tratta di un sistema già in uso in altre Sezioni della circolazione in Svizzera e presso altre ditte anche in Ticino, che ha già dimostrato grande affidabilità e stabilità. Oltre a rispondere a un importante numero di domande sui temi più ricorrenti è in grado di comprendere anche frasi in dialetto ticinese e, se chiamato da un numero cellulare, al termine della conversazione invia per SMS il link alla pagina di riferimento per le risposte ricercate.
Questo progetto pilota fornirà gli elementi per una eventuale implementazione presso altri contact center dell’Amministrazione cantonale dell’assistenza vocale.   

Stranieri illegali, Ticino barriera all’entrata

Stranieri illegali, Ticino barriera all’entrata

Norman Gobbi: “Ormai l’80% a livello svizzero viene bloccato al confine sud”

La questione migratoria sembra uscita dai radar della politica cantonale e federale. Eppure le cifre degli arrivi illegali e delle richieste di domande d’asilo negli ultimi mesi dimostrano come il fenomeno non si sia arrestato, anzi. “Lo avevo detto già alla vigilia delle elezioni europee del giugno scorso: alcuni partiti a livello europeo hanno preferito togliere dall’agenda politica la questione della migrazione”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi. “Pure a livello locale e nazionale sembra che il problema non esista più. Da una parte mi fa piacere: vuol dire che stiamo gestendo anche a livello cantonale nel migliore dei modi una situazione sempre difficile”.

Infatti sono i dati nudi e crudi a indicarlo. “Le ultime cifre in nostro possesso parlano di 2’002 persone fermate alle frontiere nelle due settimane dal 12 al 25 agosto. Ma ciò che più fa impressione è il fatto che ben l’80% di queste persone hanno tentato di entrare illegalmente al confine meridionale del Ticino! Insomma, il nostro Cantone e le forze preposte sopportano la quasi totalità del lavoro. Su 1’581 stranieri fermati in entrata nel Mendrisiotto solo 3 hanno dichiarato di voler richiedere l’asilo; 1’322 sono state respinte e 193 sono state rimpatriate. A titolo di paragone: nelle dogane nord e nord-est sono stati effettuati 332 fermi, mentre al confine orientale ci sono stati 33 fermi”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Ma questo a che cosa è dovuto? “Ci fa capire che nonostante il numero di sbarchi in Italia sia notevolmente diminuito nel 2024 (dall’inizio dell’anno sono in totale 40mila quelli giunti dalle regioni africane, una diminuzione netta grazie agli accordi Italia-Tunisia in particolare), le misure adottate in altri Paesi – penso a Serbia, a Croazia e Slovenia per quanto riguarda la rotta balcanica o alla Spagna – hanno diminuito i passaggi su alcune direttrici. Si è invece mantenuto inalterato il flusso sud-nord attraverso l’Italia. Il dispositivo sembra però reggere bene al confine sud. E di questo occorre prenderne atto. Senza però mai dimenticare l’importanza di monitorare la situazione, così da non farsi cogliere impreparati nel caso di un aumento repentino delle entrate di illegali”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

A livello statistico aggiungiamo che il numero di domande d’asilo nelle due settimane prese in esame sono state 1’518, in aumento rispetto alle due settimane precedenti (dal 29 luglio all’11 agosto) quando erano state 1’416.  

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 settembre 2024 de Il Mattino della domenica

 

Al Sasso San Gottardo si celebrano i 150 anni del General Guisan

Al Sasso San Gottardo si celebrano i 150 anni del General Guisan

Durante l’evento è stata ribadita la necessità di attrezzare adeguatamente l’esercito. Gobbi: “Oggi solo una minima parte può essere completamente equipaggiata e questo in caso di conflitto bellico non è sufficiente”.

Non è casuale il luogo scelto per celebrare i 150 anni della nascita di Henri Guisan. Il massiccio del San Gottardo è il pilastro del ridotto nazionale, la strategia di difesa ideata dal celebre generale elvetico. Per omaggiarlo, al Museo Sasso San Gottardo sono intervenuti oggi due ospiti: il comandante dell’esercito Thomas Süssli e il consigliere di Stato Norman Gobbi. Proprio il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha preso la parola per primo, nel ricordare una delle personalità che più hanno segnato la storia della Svizzera. “Sicuramente nel periodo della seconda guerra mondiale è stato un capo militare nel saper motivare la truppa e starle vicino” – afferma Gobbi –. “In parallelo, però, è stato anche un padre spirituale per una popolazione che in quel momento poteva anche spaccarsi, tra le differenze linguistiche e la minaccia esterna con cui era confrontata la Svizzera tutto attorno ai suoi confini”.

Gobbi: “Le situazioni possono cambiare velocemente”
Allora, ha esordito Süssli, l’esercito non era pronto alla difesa perché non si era investito a lungo termine. Oggi, il problema si ripresenta: “Possiamo equipaggiare solo un terzo dell’esercito per la difesa”, ha detto il comandante. Un punto che è stato sottolineato anche da Gobbi, che nel suo discorso ha detto che la svizzera deve recuperare la sua capacità di difesa. “Ciò significa avere i mezzi sufficienti per i battaglioni, i gruppi di artiglieria e i carri che oggi sono presenti”, specifica il consigliere di Stato. “Al momento solo una minima parte può essere completamente equipaggiata e questo in caso di conflitto bellico non è sufficiente. Nel contesto attuale, in particolare, dobbiamo pensare che le situazioni possono cambiare velocemente, come la recente cronaca ci insegna”.

Il memoriale dedicato a Guisan
Presente all’evento anche Maurizio Dattrino, comandante della divisione territoriale 3, che conferma a sua volta come l’esercito abbia bisogno di mezzi. “Noi indichiamo quali sono le eventuali mancanze e poi la politica ci dovrà allocare i mezzi giusti, per far sì che il compito principale dell’esercito, la difesa, possa essere assolto anche in futuro”, spiega Dattrino. Al termine dei discorsi, è stato inaugurato un memoriale nella fortezza del San Sottardo dedicato ad Henri Guisan. Sulla porta di ingresso del museo, un murales alto alcuni metri: raffigurato, il generale in sella al suo cavallo.

https://www.ticinonews.ch/ticino/al-sasso-san-gottardo-si-celebrano-i-150-anni-del-generale-guisan-399770

Macht das Tessin zu eurer «Herzensangelegenheit»

Macht das Tessin zu eurer «Herzensangelegenheit»

Tourismus-Direktor richtet Appell an Deutschschweizer Bevölkerung
Die Wiedereröffnung des Hochgeschwindigkeit-Zugverkehrs ins Tessin ab dem kommenden 2. September 2024 kommt für die Tourismusverantwortlichen im Tessin keinen Tag zu früh. Sie sind dringlich auf eine gute Herbstsaison angewiesen. Und appellieren an die Deutschschweizer.

Das Tessin steckt im Touristentief. Die Sonnenstube gehört im laufenden Jahr zu den Verliererkantonen. Der Frühsommer war nasskalt und an den Spitzentagen zu Ostern, Auffahrt und Pfingsten goss es im Süden jeweils wie aus Kübeln. Tödliche Unwetter suchten das Maggiatal und das Val Bavona heim. Teile der wichtigen San-Bernardino-Route im Juni wurden verwüstet. Kurz: Touristinnen und Touristen machten einen Bogen um den Kanton. 

Die Hoffnung ruht nun auf der Herbstsaison. Dafür braucht es die Hilfe der Landsleute, heisst es bei Tourismusverantwortlichen. Angelo Trotta (59), Direktor von Ticino Turismo, appelliert an die Schweizer Bevölkerung, im Herbst doch Ferien im Südkanton zu verbringen und nicht im Ausland nach Palmen, Strand und Sonne zu suchen.
«Ich wünsche mir, dass das Tessin für möglichst viele Schweizer eine Herzensangelegenheit ist», sagt Trotta zu Blick. Dem Direktor spielt in die Hände, dass die Autobahn A13 zwischen Lostallo und Mesocco GR ab dem Dienstagmorgen wieder vollständig für den Verkehr freigegeben ist. Nach den schweren Unwettern vom 21. Juni 2024 war der Autobahnabschnitt für zwei Wochen gesperrt. Dank zügiger Wiederaufbauarbeiten stand bereits seit dem 5. Juli pro Fahrtrichtung eine Spur zur Verfügung. Und dank der vollständigen Wiedereröffnung des Hochgeschwindigkeit-Zugverkehrs durch den Gotthard-Basistunnel am 2. September, hofft Ticino Turismo nun auf eine Aufholjagd. 
Der Bahnverkehr ist wesentlich: Laut Trotta kommen 64 Prozent der Tagesausflügler per Bahn ins Tessin. Bei jenen, die einen längeren Ferienaufenthalt im Tessin planen, ist es umgekehrt: Da nehmen 75 Prozent das Auto. «Wir hoffen auf einen goldenen Herbst», sagt Trotta.

Regierungsrat Gobbi springt Tourismus-Direktor zur Seite
Dem Zufall wird nichts überlassen. Prominente Unterstützung erhält er dafür von politischer Seite. Gegenüber Blick erklärt der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi (47), er stehe in engem Austausch mit Ticino Turismo, was die Marketing-Kampagnen, speziell jene für den Herbst anbelangt.
Kein Wunder: Der Tourismus macht rund 10 Prozent der Wirtschaftsleistung des Kantons aus, mehr als 10 Prozent der Tessiner Beschäftigten sind in der Tourismusbranche tätig. Die wirtschaftliche Bedeutung für das Tessin ist also sehr hoch. «Ich denke dabei nicht nur an Übernachtungszahlen, sondern auch an den Tagestourismus, der für unseren Kanton – zusammen mit Eigentümern von Zweitwohnungen – einen wichtigen Teil des gesamten Einkommens darstellt», sagt Gobi. Tatsächlich betrug der Rückgang der Tagestouristen aus der Deutschschweiz rund 15 Prozent, gemäss Schätzungen von Tourismus-Direktor Trotta.
Genau aus diesem Grund habe die Schliessung des Eisenbahn-Basistunnels «erheblichen Schaden» angerichtet, ergänzt Gobbi. Auch er appelliert an die Deutschschweizer, einen «unvergesslichen Herbst» im Tessin zu verbringen. 

Nicht alle Hoteliers blasen Trübsal
Das hofft auch die Migros. Sie ist Eigentümerin der beliebten Monte-Generoso-Bahn, die zwischen April und Juni laut «SDA» fast 20 Prozent weniger Besucher als im Vorjahr verzeichnete. Der Rückgang der Hotelübernachtungen beträgt laut Ticino Turismo 5,8 Prozent im ersten Halbjahr 2024 gegenüber der Vorjahresperiode.
Dabei blasen nicht alle Hoteliers Trübsal. Obwohl kurzfristige Reservationen insbesondere in der ersten Jahreshälfte fast ganz ausblieben, bewege sich das Centro Magliaso in Magliaso TI auf Vorjahresniveau, sagt Hotelier Roland Fischer (58). «Das schlechte Wetter spüren wir vor allem in unseren Gastronomie-Betrieben – ein Regentag beschert uns jeweils die Hälfte unserer üblichen Umsätze.»
Ivan Zorloni (62), Direktor des Grand Hotel Villa Castagnola in Lugano TI, stellt bei Übernachtungen und Gastronomie keine Einbrüche fest. Trotzdem hoffen beide, im Herbst die Übernachtungszahlen steigern zu können. Und dass das Tessin für die Schweizer Bevölkerung tatsächlich eine «Herzensangelegenheit» ist.

https://www.blick.ch/wirtschaft/tourismus-direktor-richtet-appell-an-deutschschweizer-bevoelkerung-macht-das-tessin-zu-eurer-herzensangelegenheit-id20090440.html?utm_source=campaign&utm_medium=email&utm_campaign=share-button&utm_term=blick_app_ios

Intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dei 150 anni dalla nascita del General Guisan

Intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dei 150 anni dalla nascita del General Guisan

Sasso San Gottardo, 31 agosto 2024

– Fa stato il discorso orale – 

Gentili signore e signori

è un onore per me rappresentare il Governo del Canton Ticino in occasione di questa manifestazione che vuole ricordare i 150 anni della nascita di una delle personalità che più hanno segnato la storia della nostra Nazione: Henri Guisan.
L’oratore e ospite principale di questo incontro – il nostro Capo dell’Esercito, Comandante di corpo Thomas Süssli a cui do il benvenuto anche a nome del Consiglio di Stato –  ci parlerà in maniera più dettagliata e sicuramente più efficace rispetto alle mie parole della figura di Henri Guisan nel contesto storico e politico della Seconda Guerra Mondiale.
Di fronte all’attualità contraddistinta dai conflitti internazionali e da numerose minacce anche alla nostra sicurezza, il Capo dell’Esercito ci porterà la visione strategica della Svizzera nell’attuale difficile contesto internazionale.
Quale responsabile del Dipartimento delle istituzioni, quale membro della Fondazione Sasso San Gottardo e quale cittadino di Airolo saluto con particolare piacere questa occasione d’incontro organizzata dal Sasso San Gottardo. È il terzo “Guisan Event”.
La Fondazione Sasso San Gottardo ha voluto approfittare dell’anniversario della nascita – i 150 anni del generale Guisan – per dedicargli un monumento. È uno dei tanti simboli che ricordano Guisan e che possiamo incontrare un po’ in tutta la Svizzera, dalle vie e le piazze a lui dedicate, a rappresentazioni grafiche e artistiche: ma un monumento collocato qui sul San Gottardo riveste un’importanza iconica!
I luoghi sono di per sé neutri. L’essere umano dà invece un senso e un significato con la sua lettura del territorio. Il massiccio del San Gottardo è il cuore simbolico della Svizzera ed è il pilastro del ridotto nazionale voluto da Henri Guisan. Il San Gottardo è quindi il centro della nostra identità, della resistenza e dell’autodeterminazione svizzera.
La Fondazione Sasso San Gottardo con le sue strutture, con le sue iniziative espositive e con i suoi eventi ci ricorda chi siamo stati, ma anche chi saremo. Perché la storia della Svizzera, la storia degli svizzeri è stata fatta e continua a farsi anche qui sul San Gottardo.
Nello stesso tempo l’eredità del General Guisan va oltre le mura di queste fortificazioni alpine: risiede nel cuore di ogni svizzero che crede nei valori di libertà, indipendenza e neutralità.
Quanto fatto da Henri Guisan ci ricorda che la pace e la sicurezza non sono mai garantite, ma devono essere difese con coraggio, intelligenza e unità.
E mi vien in mente il monito che il Generale diede ai soldati svizzeri al termine della guerra nel 1945, e cito: “Il compito che vi attende non sarà facile. Vi dirò perché, tra le altre cose: in primo luogo, la gratitudine non è un sentimento duraturo, e se oggi l’opinione pubblica riconosce ancora ciò che avete fatto per mantenere il Paese libero, tale riconoscimento potrebbe presto svanire. In secondo luogo, l’immaginazione è un dono raro. La stragrande maggioranza del nostro popolo non sarà propensa a chiedersi, negli anni a venire… se il Paese potrebbe essere nuovamente minacciato, o come. Quello che abbiamo fatto… può sempre essere rifatto.”
È un impegno che mi sono assunto personalmente e che ci dobbiamo assumere ogni giorno: ricordare cosa è stato, per evitare che si presenti un’altra volta. La Svizzera deve recuperare la sua capacità di difesa, nell’interesse del Popolo e del Paese. È un nostro compito da cittadini svizzeri e liberi, per onorare il lascito del nostro Generale Henri Guisan.
Viva il San Gottardo, viva il General Guisan e il nostro Esercito di milizia, viva la Svizzera.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi          
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni  

Lugano «promossa» dall’Unicef per le misure a favore dei piccoli

Lugano «promossa» dall’Unicef per le misure a favore dei piccoli

Consegnato il label UNICEF «Comune amico dei bambini», un’iniziativa che premia le città attive nella promozione della Convenzione dei diritti dell’infanzia

Quest’oggi si è tenuta a Villa Ciani la cerimonia di consegna del label UNICEF «Comune amico dei bambini» alla Città di Lugano, un’iniziativa che premia i comuni attivi nella promozione della Convenzione dei diritti dell’infanzia. Erano presenti Michele Foletti, sindaco di Lugano, Frida Andreotti, delegata dell’UNICEF per la Svizzera italiana e Vera Pagnoni, child rights advocacy e specialista dell’iniziativa UNICEF Comune amico dei bambini.

La cerimonia si è svolta nella cornice dell’evento Mondo al Parco, giornata di solidarietà nazionale e internazionale che vede protagoniste ONG, associazioni e fondazioni che operano sia nella cooperazione allo sviluppo sia in ambito sociale e culturale sul nostro territorio. Lugano ha ottenuto il riconoscimento dell’UNICEF nel maggio 2023; l’evento odierno è stata l’occasione per promuovere la riflessione sulla promozione dei diritti dell’infanzia sia a livello comunale sia nella cooperazione internazionale, alla presenza di numerose ONG con attivi progetti di promozione dell’infanzia nel Sud del mondo. Lugano è una città amica delle bambine e dei bambini.

La Commissione dell’UNICEF Svizzera e Liechtenstein ha deciso di assegnare questo importante riconoscimento alla luce del percorso intrapreso dal Municipio e dall’Amministrazione comunale nel 2020. Dopo una prima fase di valutazione dei servizi cittadini in cui Lugano ha ottenuto un ottimo punteggio, totalizzando il 70% degli indici considerati dall’UNICEF a tutela dell’infanzia, è seguita una seconda fase caratterizzata dal coinvolgimento e dall’ascolto di 841 tra bambini, adolescenti, giovani e 93 genitori con figli nella prima infanzia. Sulla base dei risultati emersi, la Città ha redatto un Piano d’azione con misure specifiche per rispondere a proposte e criticità, e per valorizzare l’importante lavoro che viene svolto quotidianamente dai servizi cittadini. Il Piano d’azione è stato approvato dal Municipio nel 2022 e la gran parte delle misure citate sono già state attuate. L’assegnazione del label è avvenuta dopo la Giornata di valutazione che si è svolta a Lugano alla fine del mese di marzo 2023 con rappresentanti della Città, un gruppo di lavoro dell’UNICEF e un esaminatore esterno del mondo accademico.

Nella foto il sindaco Michele Foletti con Frida Andreotti, delegata dell’UNICEF per la Svizzera italiana.

Da www.cdt.ch

(Immagine: Corriere del Ticino)

Intervento nell’ambito di “Le religioni nel territorio ticinese”, Convegno organizzato dall’Istituto religioni e teologia

Intervento nell’ambito di “Le religioni nel territorio ticinese”, Convegno organizzato dall’Istituto religioni e teologia

Lugano, 29 agosto 2024

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore e signori,  

ringrazio la FTL, in particolare il prof. Fabris, per l’invito e per l’organizzazione di questa giornata di approfondimento su “Le religioni nel territorio ticinese”.  

Il Dipartimento delle istituzioni è noto soprattutto per le sue riforme nell’ambito della Polizia, della Giustizia e per l’attenzione che rivolge agli enti locali, alla protezione della popolazione e al militare. È inoltre il referente per le misure di integrazione delle persone con retroterra migratorio e per la promozione della coesione sociale.  

Forse è meno conosciuto come responsabile, secondo il nostro sistema federalista, delle religioni riconosciute (cattolica ed evangelica riformata) e, di riflesso, della gestione della diversità religiosa.

I legami tra territorio e religione, così come la concezione del sacro, evolvono nel tempo e si adattano ai cambiamenti storici. Il Canton Ticino è caratterizzato da una maggioranza cattolica romana, visibile anche nello spazio pubblico. Le dinamiche religiose del Cantone sono legate alla sua storia, alla specificità culturale e linguistica condivisa con la vicina Italia. La Chiesa cattolica romana del Canton Ticino è stata infatti a lungo amministrata dalle Diocesi di Milano e Como, che ne hanno contraddistinti anche i riti. Grazie all’influenza dei canonici milanesi, le Tre Valli, tra cui la Leventina, da cui provengo, conservano ancora oggi il rito ambrosiano. Nella stessa area geografia, a qualche chilometro da casa mia, si trova il monumento romanico più importante del Cantone, la chiesa di S. Nicolao a Giornico, edificata tra il 1110 e il 1120, a testimonianza del profondo e millenario legame del territorio con la tradizione cattolica. Ripensando alla mia infanzia, tornano alla mente le feste religiose della parrocchia di Quinto, che ritmavano le giornate di noi famiglie vallerane, e le numerose cappelle votive sulle pendici della valle, tra Quinto e Faido, a segnalare il rapporto tra l’aldilà e le grandi fatiche e traversie dei nostri antenati.  

Oggi, ed è il tema della giornata, il territorio ticinese è mutato, non solo geograficamente ma anche nella distribuzione del sacro, riflesso del cambiamento in corso nell’identità delle comunità che lo abitano.  

Il Dipartimento delle istituzioni ha sempre prestato particolare attenzione ai mutamenti nell’appartenenza religiosa nella popolazione. Insieme a Ginevra, Vaud e Vallese, il Ticino per tramite del DI, è cofondatore del Centro intercantonale di informazione sulle credenze (CIC). Per volontà della Confederazione e dei Cantoni cofondatori, il CIC è un centro di competenza sulla diversità religiosa, che offre informazioni neutrali e scientifiche. A differenza di altri contesti, e soprattutto Paesi, il Ticino tramite la sua collaborazione con il CIC ha sempre evitato approcci che stigmatizzano la diversità religiosa.  

Il Dipartimento ha così coordinato la prima indagine sulla diversità religiosa, intitolata “Repertorio delle religioni nel Canton Ticino”, pubblicata nel 2007. Meno di vent’anni dopo, ha avviato e finanziato con il Servizio integrazione stranieri, il progetto “Re:Spiri. Cartografia della diversità religiosa e spirituale del Canton Ticino”, coordinato dalla CIC.  

Il progetto, di cui ci parleranno meglio le due ricercatrici presenti oggi, Tatiana Roveri e Federica Moretti che ringrazio, sarà ufficialmente presentato venerdì 18 ottobre 2024 a Bellinzona. Ha censito pressoché tutte le comunità religiose e spirituali presenti in Ticino e i loro luoghi di culto. Una ricerca fondamentale, che sarà inoltre inserita nell’Annuario di Storia religiosa della Svizzera italiana della Facoltà di teologia, evidenziando un’importante collaborazione scientifica nel nostro Cantone con questo ateneo. I risultati saranno successivamente resi accessibili al pubblico tramite una cartografia digitale della diversità religiosa ticinese, che si integrerà con le cartografie dei Cantoni di Vaud e Ginevra. Questo strumento digitale è pensato sia per i ricercatori sia per le autorità pubbliche, che potranno utilizzarlo per legiferare sulle relazioni tra Stato e comunità religiose.  

Dal punto di vista del Dipartimento che ho il piacere di dirigere, le comunità religiose sono attori di coesione sociale. Lo abbiamo visto ancora durante la pandemia del Covid19, quando i contatti per gestire le rigide misure sanitarie riguardanti celebrazioni e funerali sono stati coordinati dal Servizio integrazione degli stranieri. Questo difficile periodo ci ha resi maggiormente attenti all’importanza di approfondire la conoscenza della diversità religiosa e di mantenere i contatti di fiducia con le comunità religiose presenti da noi. Un altro punto di attenzione per il nostro Governo, è quello della scuola pubblica, che ha il compito di formare i cittadini del futuro, affrontando al contempo la gestione della diversità culturale, religiosa e spirituale, anche legata ai flussi migratori. A questo proposito, è stato recentemente istituito un gruppo di lavoro del DECS, con presente pure il Servizio per l’integrazione degli stranieri, nella persona della Delegata.  

Una conoscenza approfondita delle complessità del fenomeno religioso è essenziale per prevenire pregiudizi e discriminazioni. Evidenzia anche alle autorità politiche l’importanza delle ricerche in questo ambito come strumento fondamentale di conoscenza a beneficio della collettività. Cito, a tal proposito, il progetto di ricerca dell’Istituto ReTe, diretto dal prof. Adriano Fabris, che ha organizzato questa giornata. Il progetto “L’infosfera religiosa del Canton Ticino: una mappatura”[1], che verrà presentato oggi, ha  pure ricevuto un sostegno federale.  

Grazie ai progetti di pubblica utilità inclusi nel programma odierno, è possibile mettere a disposizione conoscenze che contribuiscono a sostenere le politiche e i politici nel loro lavoro sul territorio. Per questo, a nome del Consiglio di Stato e del Dipartimento delle istituzioni, ringrazio le ricercatrici e i ricercatori presenti oggi, così come gli studenti, per il loro impegno su questo importante tema.  

Vi auguro una proficua giornata di studi e un buon confronto su queste rilevanti questioni.   Buona giornata a tutte e tutti!                

(Immagine: sito internet usi.ch)

«È positivo che dalla Commissione giungano indirizzi politici sulla Giustizia»

«È positivo che dalla Commissione giungano indirizzi politici sulla Giustizia»

Non è certo passato inosservato, al Dipartimento delle istituzioni, il documento della Sottocommissione Giustizia con il quale l’organo parlamentare ha tracciato la via su numerose riforme del settore. Ne parliamo proprio con il direttore del DI, Norman Gobbi, il quale si dice soddisfatto per l’attenzione rivolta al buon funzionamento della Giustizia ticinese. 
La Sottocommissione ha messo tanta carne al fuoco, con molte proposte. Qual è il suo giudizio complessivo sul documento?
«Non posso esprimermi compiutamente su un documento non ancora ufficiale, poiché interno alla commissione e non trasmesso formalmente al Consiglio di Stato. Ritenendo quando indicato nei media, osservo innanzitutto con soddisfazione l’attenzione posta anche dalla Sottocommissione sul funzionamento della Giustizia cantonale. Negli scorsi mesi come Dipartimento delle istituzioni abbiamo condiviso con la Commissione giustizia e diritti i vari progetti di riforma in atto d’intesa con varie autorità giudiziarie coinvolte e le relative tempistiche: ci fa piacere che molti degli aspetti da noi suggeriti dovrebbero confluire nel documento del quale avete dato notizia, anche perché reputo che solo con la condivisione dei tre poteri dello Stato riforme simili possano trovare concretizzazione».

Qual è a suo avviso la proposta più interessante e quale, invece, la più critica?

«Trovo molto interessante che dalla Sottocommissione giungano degli indirizzi politici in tema di giustizia. Nulla, però, è stato riferito dai media sul tema della trasformazione digitale della giustizia derivante dal progetto nazionale Justitia 4.0, obbligatorio per legge in tutta la Svizzera entro il 2028/30 e per il quale anche il Canton Ticino dovrà farsi trovare pronto. Il cambiamento che imporrà la digitalizzazione muterà radicalmente il modo di lavorare della magistratura, aspetto che deve essere giocoforza ritenuto nelle riforme auspicate».

Nel dettaglio: viene proposta maggiore autonomia finanziaria per la Magistratura. Un progetto che condivide?
«Assolutamente, l’ho sempre sostenuto quale principio rispetto all’indipendenza del potere giudiziario. La sua implementazione pratica nell’amministrazione della Giustizia è tuttavia molto complessa, oltre che onerosa, se pensiamo poi che dovrà avvenire in un contesto di trasformazione digitale della giustizia». 

Sulle nomine dei magistrati viene proposto un periodo di «prova»: una proposta che condivide?

«Il tema è senz’altro interessante, quanto giuridicamente delicato in considerazione dello stretto legame con l’indipendenza dei giudici. Il periodo di prova sarà oggetto di valutazione da parte del preposto gruppo di lavoro sulla riforma del Ministero pubblico, in fase finale di costituzione e che vedrà, tra l’altro, il coinvolgimento, oltre ai rappresentanti di tutte le autorità penali interessate, di un rappresentante della Commissione giustizia e diritti che ci verrà comunicato a breve».


Sempre sulle nomine: viene proposta qualche modifica, ma la competenza rimarrebbe sempre nelle mani del Parlamento, e dunque dei partiti. Alla luce di quanto avvenuto con le ultime nomine, non si rischia di incorrere ancora in polemiche?

«Personalmente ritengo che perlomeno la riflessione a livello di Ministero pubblico vada fatta, anche sulla scorta dell’organizzazione degli altri Cantoni e le criticità emerse in occasione delle ultime nomine in Parlamento».

Viene pure proposto un «piano carriera» per i magistrati: che cosa ne pensa?

«Che anche questo elemento sarà affrontato e contestualizzato nel più ampio tema dello statuto del personale dello Stato. Il Governo ha quindi già deciso, diversi mesi fa, di procedere alla revisione delle normative in ambito di ordinamento dei funzionari dello Stato, compresi i magistrati, tematizzando anche la questione della carriera interna».  

Le tempistiche prospettate dalla Sottocommissione sono quantomeno strette. Sono fattibili dal vostro punto di vista o troppo ottimistiche?
«Sono fattibili in parte, a dipendenza dell’oggetto della riforma in discussione. Ad esempio, stamane (ndr. ieri per chi legge) il Governo ha costituito un gruppo di progetto che si occuperà della riforma della Giustizia di pace, un istituto storico, presente in Ticino sin dal 1803, che deve essere adeguato anche ai nuovi dettami del diritto federale. Le proposte sono attese per l’inizio del 2025, tempistica allineata con la volontà del Parlamento di procedere celermente».

Da www.cdt.ch
Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Comunicato stampa

Oggi, 28 agosto 2024, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha celebrato la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Pretore aggiunta supplente presso la Pretura di Locarno Città, avv. Alisha Soldati.

Il Consiglio di Stato ha approvato, nel corso della scorsa settimana, una supplenza giusta l’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria presso la Pretura di Locarno Città, dopo aver informato il Parlamento e il Consiglio della magistratura. La supplenza mira a garantire il buon funzionamento dell’Autorità giudiziaria interessata ed è stata organizzata per il tramite della Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, d’intesa con il Pretore di Locarno Città.
A contare dal 1° settembre 2024 l’avv. Alisha Soldati assumerà nella misura del 100% la carica di Pretore aggiunta supplente presso la Pretura di Locarno Città e sostituirà, a titolo temporaneo, il Pretore aggiunto Manuel Bergamelli, nel frattempo eletto alla carica di Pretore  della Pretura di Leventina, fino all’entrata in carica del/la nuovo/a Pretore aggiunto della Pretura di Locarno Città, la cui elezione è prevista, dal Gran Consiglio, nei prossimi mesi.
L’avv. Soldati, classe 1991, attualmente attiva presso uno Studio legale di Locarno, ha conseguito nel 2018 il Master in legge all’Università di Lucerna, ottenendo il Certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2021. Dopo il periodo di alunnato giudiziario svolto anche presso la Pretura di Locarno-Città è stata impiegata per alcuni mesi quale Segretaria assessore presso la Pretura di Locarno-Campagna, in occasione di una sostituzione.
Alla cerimonia di giuramento celebrata dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, svoltasi a Bellinzona presso il Palazzo delle Orsoline, hanno preso parte la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti e il Pretore di Locarno Città, Marco Agustoni.